{"id":14688,"date":"2012-04-05T00:04:14","date_gmt":"2012-04-04T22:04:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/?p=14688"},"modified":"2020-03-01T22:58:32","modified_gmt":"2020-03-01T21:58:32","slug":"come-gli-editori-vi-vorrebbero-e-un-futuro-poco-roseo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2012\/04\/05\/come-gli-editori-vi-vorrebbero-e-un-futuro-poco-roseo\/","title":{"rendered":"Come gli editori vi vorrebbero (e un futuro poco roseo)"},"content":{"rendered":"<p>Oggi un breve video sul lettore ideale che gli editori attuali, ovvero gruppi di economisti che pubblicano in base alle indicazioni del marketing, vorrebbero. Indicazioni del marketing che comunque sono sbagliate a priori (poco o molto, dipende) perch\u00e9 sono basate sul passato, che non \u00e8 il presente e non \u00e8 il futuro, e perch\u00e9 \u00e8 un passato saturo di <em>bias<\/em> collegato alla scelta limitata che influenza i lettori nelle loro decisioni&#8230; o che li porta a smettere di leggere.<\/p>\n<p>Se i lettori non leggono qualcosa perch\u00e9 <em>quel qualcosa non viene venduto nelle librerie<\/em>, per chi fa i conti bovinamente nelle Case Editrici (o in modo simile nel mondo dei grandi produttori di videogiochi) quelli sono zero lettori possibili, anche quando potrebbero essere tanto uno quanto centomila. E infatti l&#8217;hobby preferito degli editori \u00e8 far rischiare gli altri e poi copiare se le cose vanno bene. Aspettare che qualcuno &#8220;rischi&#8221; con Twilight (o Harry Potter) e poi lanciarsi a imitarlo se i dati di vendita dicono che sta andando bene.<\/p>\n<p>Quando gli editori USA smetteranno di avere un minimo di idee originali (per quanto becere e commerciali in senso negativo), i nostri non sapranno pi\u00f9 da chi copiare. Da noi ci fu pure il fenomeno del Fantatrash, con il suo apice nel 2008-2010, quando gli editori si accorsero del successo consolidato di Licia Troisi e iniziarono con notevole ritardo a inseguirla, pubblicando spazzatura random. Ricordate il Baby Boom, autori minorenni come se piovesse e la corsa a chi avesse l&#8217;autore pi\u00f9 giovane? Patetici.<\/p>\n<p>Questo mix a partire dal video in cui Matteo Montesi faceva merenda (con la confenzioncina di nutella) mi \u00e8 sembrato perfetto per rappresentare il pubblico ideale. Gli editori vi vogliono cos\u00ec di fronte alla nuova moda\/personaggio editoriale con cui intenderanno riempire programmi televisivi, giornali e piazzare pile di volumi sul pavimento delle librerie:<\/p>\n<div style=\"width: 525px;\" class=\"wp-video\"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');<\/script><![endif]-->\n<video class=\"wp-video-shortcode\" id=\"video-14688-1\" width=\"525\" height=\"295\" preload=\"metadata\" controls=\"controls\"><source type=\"video\/mp4\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/flvemb\/i_lettori_secondo_gli_editori.mp4?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/flvemb\/i_lettori_secondo_gli_editori.mp4\">https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/flvemb\/i_lettori_secondo_gli_editori.mp4<\/a><\/video><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vRQ6Ao8cvIk\">http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vRQ6Ao8cvIk<\/a><\/em><\/p>\n<p>Ora qualche parola in pi\u00f9.<br \/>\nQuesto articolo \u00e8 una rielaborazione di <a href=\"http:\/\/sudareinchiostro.it\/2012\/01\/12\/la-nobile-ducale-arte-dell%E2%80%99editing\/#comment-445\">un commento lasciato su sudareinchiostro.it<\/a> quasi tre mesi fa. Ho deciso di ripubblicarlo qui perch\u00e9 penso che possa interessare i miei lettori tipici e perch\u00e9 non ho tempo per rielaborare quei concetti in articoli diversi.<\/p>\n<p>Ora un po&#8217; di background su quel commento.<br \/>\nRiguardo le prospettive dell&#8217;editing per gli autopubblicati avevo scritto:<\/p>\n<blockquote><p>Nel 2013-2014 forse il mercato sar\u00e0 cambiato abbastanza da rendere necessario agli autori l\u2019editing per sistemare romanzi di qualit\u00e0 inadeguata ed evitare cos\u00ec danni di immagine (l\u2019autore mette a rischio il proprio \u201cmarchio\u201d proprio come un editore che pubblica schifezze).<\/p>\n<p>Nel 2015 spero che il settore sia a regime e che la qualit\u00e0 venga premiata abbastanza da far avvicinare all\u2019editing anche quegli autori che ragionano in termini di investimento sul singolo libro, come fanno ora gli editori (sbagliando), invece che di miglioramento professionale (addestramento) da reinvestire nei decenni successivi spalmandolo su molte opere.<\/p><\/blockquote>\n<p>In risposta Mattia, l&#8217;admin del sito, mi aveva chiesto:<\/p>\n<blockquote><p>Speriamo davvero che bastino 3-4 anni perch\u00e9 la qualit\u00e0 venga premiata (e lo schifo punito, in termini economici). Mi viene da chiedermi: questo processo positivo riguarder\u00e0 solo il digitale o si diffonder\u00e0 al cartaceo (in tempi ragionevoli)? Le case editrici si adegueranno al modello virtuoso o continueranno a investire sulla pubblicit\u00e0 anzich\u00e9 sulla cura del testo?<\/p><\/blockquote>\n<p>Ecco la mia risposta, rielaborata e arricchita.<\/p>\n<p>Secondo me le grandi case editrici, quelle che possono quindi puntare in un modo o nell\u2019altro a \u201cspingere\u201d prodotti (modello <em>push<\/em> classico), non miglioreranno.<\/p>\n<p><strong>Il primo motivo \u00e8 che non vogliono farlo<\/strong>. E non gli interessa farlo.<br \/>\nCome gi\u00e0 faceva notare mezzo secolo fa l\u2019autore di fantascienza e critico Damon Knight, gli editori non vogliono un pubblico educato ed istruito, capace di discernere i prodotti di qualit\u00e0 da quelli schifosi.<\/p>\n<blockquote><p>Ribadisco, questo libro non sarebbe cos\u00ec male se si togliesse la space-opera; ma Signet [l\u2019editore] sembra pensare che invece proprio la space-opera renda il volume degno di essere comprato: titolo, copertina e blurb supportano questa convinzione.<br \/>\nQuello che temo \u00e8 che Signet abbia ragione. Questo genere di idiozia senza senso potrebbe essere ben adatta per il livello mentale di un lettore per il quale \u201cspazio\u201d, \u201cpianeti\u201d, o \u201cgalassie\u201d sono parole senza un significato preciso, che semplicemente comunicano un vago senso di \u201cl\u00e0 fuori\u201d. Se \u00e8 cos\u00ec \u2013 se esiste un vasto pubblico di lettori di fantascienza poco sofisticati (e poco educati in materia) pronto a essere imboccato \u2013 allora possiamo aspettarci un fiorire di autori come Vernon\u2026 in mezzo ai quali, tra un vent\u2019anni, potrebbe emergere una piccola schiera di scrittori di fantascienza decenti, che si domanderanno perch\u00e9 le loro opere non vendono.<br \/>\nChe incubo! Grazie al cielo non ci ho creduto neanche per un momento!<\/p>\n<p>(Traduzione presa da <a href=\"http:\/\/fantasy.gamberi.org\/2011\/03\/17\/cercando-il-meraviglioso-nei-posti-sbagliati\/\">Gamberi Fantasy<\/a>, dove si pu\u00f2 leggere il brano originale)<\/p><\/blockquote>\n<p>Gli editori non vogliono un pubblico di forti lettori informati perch\u00e9 \u00e8 un pubblico esigente. Vogliono un pubblico pi\u00f9 affidabile, pi\u00f9 prevedibile, il tipo di pubblico che legge POCO e lo fa in base alla moda del momento e che non \u00e8 in grado, perch\u00e9 ha pochissime letture alle spalle, di distinguere \u201cattivamente\u201d un testo bruttino da uno bello.<br \/>\nAl massimo questo tipo di pubblico distinguer\u00e0 i testi oscenamente brutti da quelli decenti, ma pure qui gli editori stanno tirando sempre pi\u00f9 la corda per vedere quanto pu\u00f2 essere orrendo un testo prima che il pubblico se ne lamenti&#8230; <em>Unika<\/em>, <em>Amon<\/em>, <em>Il Re Nero<\/em>&#8230; un\u2019editoria che lavora ragionando sul minimo termine, non sulla qualit\u00e0.<br \/>\nVomitevole.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/emergenza_rifiuti_libreria.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Emergenza Rifiuti: dalle Strade alle Librerie.<br \/>\nUn ringraziamento a tutti gli scrittori che lo hanno reso possibile!<\/em><\/p>\n<p>Un pubblico privo di capacit\u00e0 critica e di gusti individuali sviluppati tramite moltissime letture (che appunto non ha fatto) \u00e8 <strong>un pubblico ideale per l\u2019editore-bandito perch\u00e9 il suo comportamento \u00e8 &#8220;prevedibile&#8221; da esperti di marketing che non sanno NULLA di narrativa<\/strong>. Prevedibile nei limiti del possibile: come gi\u00e0 detto all&#8217;inizio dell&#8217;articolo, il <em>bias<\/em> \u00e8 talmente grande da distruggere le previsioni che siano pi\u00f9 raffinate di &#8220;un paranormal romance coi vampiri potrebbe vendere bene&#8221;.<\/p>\n<p>N\u00e9 la qualit\u00e0 della scrittura n\u00e9 l\u2019originalit\u00e0 delle opere sono rilevanti per valutare la vendibilit\u00e0 di <strong>un prodotto alla moda che va solo spinto in bocca ai lettori<\/strong> (strategia <em>push<\/em>) con articoli sui giornali, forme di pubblicit\u00e0 di scambio &#8220;gratuita&#8221; o pile di libri nei negozi. Gli addetti al marketing possono fare il loro lavoro senza problemi (se dovessero servire competenze da Editor per farlo, non potrebbero lavorare!).<\/p>\n<p>Gli editori non vogliono un pubblico esigente, perch\u00e9 <strong>un pubblico esigente li costringerebbe a dover lavorare molto di pi\u00f9<\/strong> e con molte meno certezze di successo. In cambio ci sarebbe una crescita della lettura in generale e dei forti lettori in particolare, quindi un mercato pi\u00f9 ricco e ampio sul medio e lungo periodo con per\u00f2 costi maggiori sul breve periodo. Tutta la fatica subito senza nessun vantaggio immediato: e il vantaggio immediato \u00e8 alla base del capitalismo predatorio degli ultimi anni, ossessionato dalle quotazioni in Borsa e dai guadagni mese per mese.<\/p>\n<p>Un pubblico esigente li giudicherebbe. Sarebbe come andare a fare l\u2019idraulico malfattore in casa di un altro idraulico che lo smaschera e poi lo sputtana in pubblico. <strong>Meglio fare l\u2019idraulico che si inventa i guasti per incassare 500 euro in casa di uno sprovveduto, no?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>&#8220;Il capolavoro della regina del fantasy italiano.&#8221;<br \/>\n&#8220;Il mondo conoscer\u00e0 un nuovo livello di crudelt\u00e0.&#8221;<br \/>\n&#8220;Potente come un romanzo di Gaiman e inquietante come il Barker pi\u00f9 efferato.&#8221;<br \/>\n&#8220;Ma prima di &#8216;sto ragazzo chi s\u2019era inventato il trasloco dentro carne e ossa del dirimpettaio?&#8221;<br \/>\n&#8220;Un mondo fantasy che si distaccava tantissimo da tutto il fantasy che avevo letto finora.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14697 aligncenter\" title=\"SnakeOil\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/SnakeOil.jpg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"266\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14698 aligncenter\" title=\"snake-oil-salesman-468\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/snake-oil-salesman-468.jpg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"446\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14699 aligncenter\" title=\"Snake-Oil-Ad\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Snake-Oil-Ad.jpg\" alt=\"\" width=\"468\" height=\"253\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>I ciarlatani del XIX secolo erano dei gran signori rispetto ai loro colleghi attuali dell&#8217;editoria.<\/em><\/p>\n<p>Dopo 50 anni possiamo notare che le cose sono andate sempre di pi\u00f9 in quella direzione schifosa che Damon Knight aveva denunciato. Nessuna novit\u00e0 in quest\u2019ambito.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 vi saranno negozi, fisici o digitali, in cui il grande editore potr\u00e0 comprare un posto in \u201cvetrina\u201d e quel posto sar\u00e0 fondamentale per vendere bene, questo meccanismo perverso continuer\u00e0 a funzionare.<br \/>\nL\u2019intera esperienza di acquisto online va ripensata per essere interamente basata sulla ricerca tramite <em>keywords<\/em> da parte dei lettori, per educarli e abituarli a cercare in base all\u2019argomento di interesse (e nel caso anche ai generi e sottogeneri) senza farsi imboccare con le ultime uscite e i libri dei personaggi famosi. Imparare a leggere in base agli argomenti che interessano DAVVERO, non in base alle novit\u00e0 editoriali. <strong>Imparare a scegliere secondo i propri gusti (e scoprire quali sono i propri gusti!), non a subire solo le scelte del marketing<\/strong><\/p>\n<p>Esempio: Steampunk + Marte + \u201cFantascienza Militare\u201d<br \/>\nLa prima e la terza key rimandano sia ai tag dell\u2019eBook che a categorie di genere\/sottogenere, mentre la seconda riguarda solo i tag caratteristici legati al contenuto.<\/p>\n<p>Il modello <em>push<\/em> del cartaceo, in cui si crea un sottoinsieme di prodotti e si costringe il lettore a comprare solo tra quelli o a non comprare nulla, va affiancato a un modello <em>pull<\/em> digitale in cui tutti i prodotti possibili sono presenti (i libri non spariscono dopo pochi mesi se vendono poco) e il lettore \u00e8 invogliato a CERCARE ATTIVAMENTE ci\u00f2 che desidera invece di limitarsi a COMPRARE PASSIVAMENTE ci\u00f2 che gli editori i quel momento vogliono che compri.<br \/>\nI lettori deboli continueranno a basarsi sul <em>push<\/em> (pubblicit\u00e0, classifiche, moda), anche perch\u00e9 non hanno idea di cosa leggere, mentre i lettori meno sprovveduti potranno usufruire del <em>pull<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019ideale sarebbe evocare in ordine casuale i risultati delle ricerche, dando poi l\u2019opzione al cliente di riordinarli per data di pubblicazione (dalla pi\u00f9 vecchia oppure dalla pi\u00f9 giovane), utile per scoprire le novit\u00e0. Perch\u00e9 prima i risultati dovrebbero essere random? Perch\u00e9 se di base si mostrassero i pi\u00f9 recenti, allora certi furbetti continuerebbero ogni mese a togliere e rimettere le loro opere, giustificando la cosa con una nuova versione corretta (prova che non lo \u00e8, ah!), per risalire in cima alla selezione.<br \/>\nE se servisse un nuovo ISBN per farlo, beh, pensate che quei 2-3 euro di costo fermerebbero qualcuno convinto di poter vendere di pi\u00f9 cos\u00ec, moltiplicando gli eBook (pressoch\u00e9 identici) e gli ISBN?<\/p>\n<p><strong>Le classifiche di vendita fanno pi\u00f9 male che bene: sono semplicemente le vecchie vetrine e i vecchi scaffali fisici<\/strong>, in quanto i posti sono limitati, trasposti nel digitale. Una nuova economia digitale che ricostruisca i vecchi problemi fisici di rigidit\u00e0 e predominanza della strategia &#8220;push&#8221; sarebbe l&#8217;apice del fallimento concettuale della rivoluzione dell&#8217;eBook che sta, principalmente, nel cambiare la mentalit\u00e0 del cliente da PASSIVO (push) ad ATTIVO (pull), ovvero capire che ha diritto di &#8220;desiderare&#8221; qualcosa di diverso e che pu\u00f2 cercarlo, se sa cosa cercare.<\/p>\n<p>Qui Gamberetta esprime la mia stessa posizione, comune a chiunque sappia usare internet (tipo, uh, cercando spesso su Google per trovare informazioni curiose invece di usare solo Facebook, Youtube e la posta), e che \u00e8 la base della rivoluzione digitale degli eBook che altrimenti si ridurrebbe a un semplice cambio di supporto e non sarebbe una vera rivoluzione:<\/p>\n<blockquote><p>Prima di tutto un lettore deve meditare sui propri gusti. Spesso la gente dice: \u201cAh, a me non interessa il genere di un romanzo o chi lo ha scritto, mi interessa solo se \u00e8 bello!\u201d Questo \u00e8 un problema, perch\u00e9 \u201cun libro bello\u201d non \u00e8 il tipo di dato che puoi cercare con Google, con Amazon o con emule. Per\u00f2 la mia esperienza personale \u00e8 che quando si approfondisce non \u00e8 vero che sul serio la persona legge di tutto basta che sia bello. La persona ha delle preferenze di argomento, di (sotto)generi, di periodo storico.<br \/>\nC\u2019\u00e8 chi adora le storie di invasione aliena e chi adora gli scrittori ungheresi del settecento. E questi dati SONO ricercabili.<br \/>\n[&#8230;]<br \/>\nSpesso questa ricerca \u00e8 sufficiente: se l\u2019argomento interessa, se un libro \u00e8 dedicato proprio al feticcio che ci eccita, lo leggeremo volentieri, anche se lo stile non sar\u00e0 granch\u00e9.<br \/>\nSe si vuole ulteriormente scremare, bisogna un po\u2019 imparare le tecniche narrative, in modo da riconoscere al volo chi sa scrivere e chi no.<br \/>\nIl criterio delle tre pagine (e tantissime volte bastano tre paragrafi) \u00e8 un criterio valido. Sono rarissimi i casi in cui uno scrittore comincia scrivendo come un mongoloide fuggito dalle fogne e poi d\u2019improvviso a met\u00e0 romanzo diventa un novello Dante. Perci\u00f2 sapendo cosa guardare ci vuole un attimo a selezionare la pila dei PDF e tenere da parte solo quelli che si avvicinano ai nostri gusti e sono scritti in modo decente.<\/p>\n<p>(Intervista pubblicata su <a href=\"http:\/\/leganerd.com\/2011\/10\/07\/gamberi-fantasy\/\">Lega Nerd<\/a>)<\/p><\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14703 aligncenter\" title=\"fotoaseq1\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/fotoaseq1.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"332\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Il problema non \u00e8 che siano di legno o di plastica, il problema degli scaffali e del mondo dei libri in alberi morti \u00e8 che lo spazio espositivo \u00e8 molto limitato e di conseguenza la scelta \u00e8 limitata e la vita delle opere, se non vendono bene, molto breve.<\/em><\/p>\n<p>Tornando al discorso iniziale.<br \/>\nC\u2019\u00e8 <strong>un secondo motivo per cui gli editori attuali non cambieranno<\/strong>: \u00e8 perch\u00e9 non potrebbero, neanche se lo volessero.<\/p>\n<p>Se gli editori ormai sono economisti a cui dei libri non frega nulla e i loro editor sono una manica di inetti, <strong>CHI dovrebbe avere le competenze per selezionare altri editor?<\/strong><br \/>\nSe non si \u00e8 in grado di fare l\u2019editor allora non si pu\u00f2 nemmeno valutare il lavoro di un altro editor perch\u00e9 non si sa cosa aspettarsi e come giudicarlo. Basta vedere quanto spesso gli editor professionisti sbattono gli occhiucci per lo stupore di fronte a concetti come <em>Show, Don&#8217;t Tell<\/em> (met\u00e0 &#8216;800) e che lodano come <em>scrittura sperimentale<\/em> l&#8217;utilizzo del filtro con penetrazione profonda sul personaggio (noto gi\u00e0 a fine &#8216;800 e divenuto una normale realt\u00e0 studiata dagli esperti, ad esempio da Wayne Booth, negli anni &#8217;50).<\/p>\n<p>L\u2019editore e i suoi editor incompetenti non sanno come preparare un esame di valutazione, dando un testo di un certo tipo (ovvero con errori tecnici oggettivi, ma possibilmente del tipo che favorisca pi\u00f9 soluzioni diverse da suggerire per vedere quanto si spreme il cervello l\u2019editor, non semplici pezzi da cancellare con un segno rosso) e dando indicazioni specifiche su come lo si vuole analizzato (ovvero: Narrativa Immersiva oppure Literary Fiction oppure Comico ecc&#8230;).<\/p>\n<p><strong>\u00c8 un problema simile a quello che rende quasi impossibile per loro valutare i manoscritti<\/strong> per cui, presi dallo sconforto (e dalla mole di testi arrivati), nemmeno ci provano pi\u00f9 e pubblicano l\u2019amico del fratello del giornalista che dopo ti deve una recensione sul giornale o altri scambi di amicizie.<br \/>\nO, facendo nomi, la fidanzata e l\u2019amico di giovent\u00f9 di Pierdomenico Baccalario: Elena P. Melodia e Marco Menozzi, che hanno pubblicato porcate indegne offensive per la loro dignit\u00e0 (se ne hanno) e per quella di Baccalario (che ne ha, ma sembra che non gliene freghi nulla).<br \/>\nGli editor sono ignoranti, non hanno idea di come lavorare e (giustamente) non vogliono perdere decine di ore per <strong>leggere spazzatura che tanto non saprebbero valutare<\/strong> (perch\u00e9 se sapessero farlo saprebbero anche buttarne il 90% e pi\u00f9 alla prima pagina, senza dover perdere tempo a leggerne capitoli e capitoli, e invece di venti ore ne impiegherebbero una sola a scremare la pila degli ultimi arrivi), per cui &#8220;merda per merda&#8221; fanno un favore a un amico.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14711 aligncenter\" title=\"merda_inedita\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/merda_inedita.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"360\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>&#8220;Dottore, un nuovo manoscritto appena arrivato!&#8221;<br \/>\n&#8220;Me lo dii, me lo dii, me lo facci leggere: potrebbe essere il nuovo Harry Potter!&#8221;<br \/>\n[Un&#8217;ora dopo]<br \/>\n&#8220;Com&#8217;era, dott\u00f2?&#8221;<br \/>\n&#8220;Quel tuo cugino cieco scrive ancora fantasy?&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Un tempo (e ancora oggi) noi italiani ci rivolgevamo al mercato americano, perch\u00e9 da loro una certa tradizione di editing c\u2019era e, considerando anche la massa maggiore di autori, i titoli belli o almeno decenti si trovavano. Beh, ci sono pessime notizie: quella tradizione sta morendo.<\/p>\n<p>Come mai? Semplice. Il mestiere di editor, che non ha lauree o qualifiche col \u201cpezzo di carta\u201d ma solo l\u2019abilit\u00e0 dimostrata e dimostrabile, era tradizionalmente considerato nel mondo anglosassone <strong>un mestiere da gentiluomini fatto pi\u00f9 per l\u2019Onore che l\u2019editore doveva difendere che non per motivi di utilit\u00e0 al fine delle vendite<\/strong>. Come gi\u00e0 detto, il pubblico di massa raramente pu\u00f2 distinguere un testo bruttino da uno molto bello: se l&#8217;argomento \u00e8 interessante se li godr\u00e0 entrambi e probabilmente li consiglier\u00e0 entrambi. L&#8217;editing \u00e8 quindi una questione di prestigio che, in un&#8217;ottica di capitalismo predatorio senza alcun concetto d&#8217;Onore, non ha motivo di esistere: quasi sicuramente i 1000-2000 euro di editing non porteranno 1000-2000+ euro di guadagni ulteriori (soprattutto non nella breve vita -prima di sparire dalle librerie- dei normali romanzi cartacei).<\/p>\n<p>Che la spazzatura vendesse benissimo lo hanno sempre saputo, solo che un tempo gli editori erano persone rispettabili e avevano di conseguenza Senso dell\u2019Onore, mentre <strong>ora sono consigli amministrativi che se potessero vendere eroina invece di libri lo farebbero ben volentieri<\/strong>. D\u2019altronde, pensateci, i grandi editori non si vergognano di tenere magazzini zeppi di libri da macerare senza dare il permesso di farli macerare, inclusi libri scolastici obsoleti da tempo (ho un amico che si occupa proprio di scolastica e ne \u00e8 zeppo), per avere <strong>grossi stock che tengano alto il loro valore in borsa<\/strong>&#8230; soliti ragionamenti da economisti truffatori: libri senza valore, da macero, tenuti immobili e spacciati per merce che valga qualcosa.<br \/>\nD&#8217;altronde stanno ormai risparmiando perfino sulla correzione delle bozze: i testi sono zeppi di refusi che fino a pochi decenni fa avrebbero riempito di vergogna gli editori!<\/p>\n<p>Quando si toglie la \u201cfaccia\u201d del singolo Editore che si sente uomo di cultura e si mette al suo posto un anonimo gruppo di economisti riuniti attorno a un tavolo, e pronti a cambiare settore o azienda in qualsiasi momento se arrivasse una buona offerta, scompare in fretta qualsiasi parvenza di senso dell\u2019onore, come \u00e8 ovvio. Non c&#8217;\u00e8 lungo periodo, non c&#8217;\u00e8 una missione di miglioramento e di contributo alla societ\u00e0: c&#8217;\u00e8 solo il guadagno ora e sperare che il crollo arrivi quando si otterr\u00e0 un incarico ancora pi\u00f9 prestigioso e il danno dovr\u00e0 subirlo il proprio successore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-14716 aligncenter\" title=\"king-of-the-jews-doesnt-leave-a-heir-to-the-throne\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/king-of-the-jews-doesnt-leave-a-heir-to-the-throne-550x550.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/king-of-the-jews-doesnt-leave-a-heir-to-the-throne-550x550.jpg 550w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/king-of-the-jews-doesnt-leave-a-heir-to-the-throne-500x500.jpg 500w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/king-of-the-jews-doesnt-leave-a-heir-to-the-throne-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/king-of-the-jews-doesnt-leave-a-heir-to-the-throne.jpg 552w\" sizes=\"(max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n<p>Nonostante tutto le cose andarono bene fino agli anni \u201970-\u201980. Notate che proprio negli anni &#8217;80 comincia ad emergere sempre pi\u00f9 il modello attuale, grazie alla spinta intellettuale di premi Nobel dell&#8217;economia come Friedman e dei loro seguaci, secondo cui le aziende devono pensare solo al proprio profitto, fregandosene del bene pubblico, mentre prima le aziende (secondo la tradizione ottocentesca) si ritenevano parte della nazione (che non vuol dire &#8220;campare di aiuti di stato&#8221;, ma significa &#8220;non pugnalare alle spalle i tuoi concittadini&#8221;) e pensavano di dover agire nell&#8217;interesse sia proprio che del bene pubblico, bilanciando le due cose.<br \/>\nIl concetto del ruolo sociale dell&#8217;azienda col tempo (la Krupp gi\u00e0 nell&#8217;800) si estese anche al benessere del singolo lavoratore, visto come uomo da rispettare in quanto uomo e non solo come fornitore disumanizzato di forza lavoro (e ora pensate al precariato attuale&#8230;).<br \/>\nPensate all&#8217;Olivetti che, quando era all&#8217;apice della sua forza, spendeva soldi per migliorare la condizione dei propri lavoratori:<\/p>\n<blockquote><p>[&#8230;] <em>di fronte al golfo pi\u00f9 singolare del mondo, questa fabbrica si \u00e8 elevata, nell&#8217;idea dell&#8217;architetto, in rispetto della bellezza dei luoghi e affinch\u00e9 la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno. La fabbrica fu quindi concepita alla misura dell&#8217;uomo, perch\u00e9 questi trovasse nel suo ordinato posto di lavoro uno strumento di riscatto e non un congegno di sofferenza.<\/em><\/p>\n<p>(Adriano Olivetti, inaugurazione dello stabilimento di Pozzuoli, 1955)<\/p><\/blockquote>\n<p>Torniamo all&#8217;editing.<br \/>\nA partire dagli anni \u201990, ma le avvisaglie c\u2019erano gi\u00e0 state negli anni &#8217;80 con le prime lamentele degli esperti sul degrado qualitativo delle pubblicazioni, <strong>gli editori iniziarono a esternalizzare il lavoro di editing.<\/strong><br \/>\n<em>Ah-ah<\/em>. In pratica i loro vecchi editor, competenti e qualificati, vennero cacciati o se ne andarono da soli, perch\u00e9 talvolta pi\u00f9 conveniente, e si misero in proprio. Per un po\u2019 di anni il problema non fu grave, in fondo loro erano sempre l\u00ec a lavorare. Anche se dovevano lavorare sempre peggio per colpa dell\u2019editoria pi\u00f9 frenetica e demenziale: un testo \u201cbrutto\u201d commissionato a un autore noto per seguire una certa moda difficilmente diventer\u00e0 pi\u00f9 che \u201cbruttino\u201d nonostante tutto l\u2019impegno dell\u2019editor nel poco tempo concesso dall\u2019editore.<br \/>\nOra per\u00f2 pesa sempre di pi\u00f9 il problema del cambio generazionale: un tempo gli editor esperti educavano i loro successori e i futuri colleghi dentro la casa editrice&#8230; e ora che sono esterni non educano pi\u00f9 nessuno.<\/p>\n<p>E questa grandiosa scelta di abbandonare la qualit\u00e0 e limitarsi a usare il proprio peso per invadere le librerie, venne presa poco prima che arrivassero gli eBook! Bisogna essere fessi a ridurre il proprio ruolo di Editore a mero stampatore e imbottitore di librerie proprio quando la carta e le librerie fisiche stanno per diventare non pi\u00f9 essenziali.<br \/>\nMa lo hanno fatto.<br \/>\nE ora frignano.<br \/>\n<em>Cavoli loro<\/em>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-14708 aligncenter\" title=\"552fb0d7-473a-417f-8496-520adbb44e6a\" src=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/552fb0d7-473a-417f-8496-520adbb44e6a.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"312\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Cavoli. E sono tutti per gli editori! Yum-yum!<\/em><\/p>\n<p>La formazione del personale, che trasforma un giovane apprendista ingenuo in un editor esperto (non dico molto bravo, ma quantomeno decente), non avviene pi\u00f9 a meno che un novello editor non la faccia da solo, in anni e anni di studio (ma quanti sono disposti a farlo?). E poi se nella casa editrice non hai un editor esperto, come fai a capire a chi affidarti? Solo chi ha competenze pu\u00f2 giudicare le competenze. <em>Appunto<\/em>.<br \/>\nMagari ci sono tanti editor qualificati fuori dalle case editrici, senza un lavoro, e finiranno per cambiare settore e dire addio all\u2019editoria. Questo \u00e8 il mondo che \u00e8 stato creato APPOSTA dagli editori, visto che <strong>avendo agito conoscendo le conseguenze allora hanno SCELTO le conseguenze<\/strong>.<\/p>\n<p>E non dite che non le hanno scelte, perch\u00e9 \u00e8 da bambini ragionare cos\u00ec. \u00c8 il bambino che agisce pensando &#8220;ora faccio questo&#8221; e poi si stupisce della conseguenza. L&#8217;adulto \u00e8 tale, se vuole essere davvero un adulto e non un bambino invecchiato, in virt\u00f9 del prendere decisioni NON in base al ragionamento &#8220;faccio questo&#8221;, ma in base a &#8220;desidero questa conseguenza e quindi scelgo l&#8217;azione che la genera&#8221;.<br \/>\nNon si fa qualcosa <em>per farla<\/em>, la si fa per la <em>conseguenza desiderata<\/em>.<\/p>\n<p>Poi ci si pu\u00f2 sbagliare, ma \u00e8 il ragionamento alla base che conta. Nell&#8217;Ottocento, ma in realt\u00e0 fino a pochi decenni fa, l&#8217;uomo era tale in quanto dotato di <em>manliness<\/em> e questa <em>mascolinit\u00e0<\/em> era principalmente <strong>la capacit\u00e0 di agire domandandosi che effetto l&#8217;azione avrebbe avuto sugli altri<\/strong>. L&#8217;uomo come individuo responsabile in una societ\u00e0 di individui responsabili. Vedere anche il famoso <a href=\"http:\/\/amzn.to\/2lyANQn\"><em>The Art of Manliness<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>Per esempio, il cellulare \u00e8 acceso al cinema e arriva una chiamata: l&#8217;adulto vero pensa &#8220;Voglio rispondere, ma la mia azione disturber\u00e0 gli altri che hanno diritto a godersi il film in pace. Devo rinunciare a rispondere o uscire dalla sala per farlo&#8221;; l&#8217;adulto bambino invece pensa &#8220;oh, una chiamata! Rispondiamo!&#8221; e poi passa 30 minuti chiacchierando ad alta voce nel cellulare, come se fosse in strada o a casa propria, senza domandarsi che impatto avr\u00e0 sugli altri spettatori (che hanno pagato il diritto di godersi il film in pace) la sua azione egoista. Non \u00e8 semplice maleducazione: \u00e8 la completa incapacit\u00e0 di concepire che il proprio agire abbia un effetto sugli altri, per cui non si riflette mai prima di agire.<\/p>\n<p>Nel caso dell&#8217;editoria, tutto questo era prevedibile facilmente. Non c&#8217;\u00e8 la scusante dell&#8217;errore in buona fede.<br \/>\nSe non le volevano, non dovevano scegliere queste conseguenze. Ma se uno agisce contro la propria volont\u00e0, cambiamo argomento dall\u2019editoria alla psichiatria.<\/p>\n<p><strong>Tra pochi anni (10, 20?) potrebbe non esserci pi\u00f9 una cultura dell\u2019editing.<\/strong><br \/>\nSe non cambier\u00e0 qualcosa, se il mercato degli eBook non diventer\u00e0 qualcosa di diverso dalla becera trasposizione nel digitale dell\u2019editoria cartacea e dei suoi meccanismi demenziali fatti di pubblicit\u00e0, cricche e amichetti, tutti intenti a tosare un pubblico concepito da loro come un gregge di pecoroni, ci troveremo con editori bene intenzionati che non sapranno come trovare il personale qualificato che vogliono. Se l\u2019eBook non porter\u00e0 grandi modifiche al modo in cui il pubblico sceglie cosa leggere (o perlomeno la nicchia dei forti lettori), rischiamo che il \u201cromanzo\u201d, prodotto culturale piuttosto recente, attraversi un\u2019epoca buia di degrado, un vero medioevo in senso negativo, o si estingua.<br \/>\nIl processo, come detto, <em>\u00e8 in corso<\/em>.<\/p>\n<p>Ricordate la profezia di Damon Knight di 50 anni fa, a cui lui stesso non voleva credere:<\/p>\n<blockquote><p>una piccola schiera di scrittori di fantascienza decenti, che si domanderanno perch\u00e9 le loro opere non vendono.<\/p><\/blockquote>\n<p>Sostituite &#8220;fantascienza&#8221; con qualsiasi altro tipo di narrativa, <em>Literary Fiction<\/em> inclusa.<\/p>\n<p>Questo hanno creato gli editori con le loro <strong>pratiche truffaldine basate su standard sempre pi\u00f9 bassi e sul becero inseguimento delle mode, fregandosene della qualit\u00e0 delle opere<\/strong>. Una mentalit\u00e0 da piccoli banditi, tutta puntata al breve termine e al guadagno immediato (spesso nemmeno presente, visto l\u2019eccesso di schifo prodotto), prima che la moda sparisca, che sul lungo termine sta assassinando la narrativa.<br \/>\nNoi stiamo vivendo nel lungo termine di pratiche iniziate mezzo secolo fa e copiate senza rimorso anche dai nostri editori. Bello schifo, eh?<br \/>\nBisogna fermare il meccanismo di distruzione della Narrativa avviato decenni fa, prima che sia troppo tardi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi un breve video sul lettore ideale che gli editori attuali, ovvero gruppi di economisti che pubblicano in base alle indicazioni del marketing, vorrebbero. 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