{"id":2147,"date":"2009-04-12T16:42:48","date_gmt":"2009-04-12T14:42:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/?p=2147"},"modified":"2011-01-29T12:17:23","modified_gmt":"2011-01-29T11:17:23","slug":"i-primi-fucili-a-retrocarica-ferguson-1776-hall-1819-e-kammerlader-1842","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2009\/04\/12\/i-primi-fucili-a-retrocarica-ferguson-1776-hall-1819-e-kammerlader-1842\/","title":{"rendered":"I primi fucili a retrocarica: Ferguson (1776), Hall (1819) e Kammerlader (1842)"},"content":{"rendered":"<p>Quando si pensa alla retrocarica si pensa solitamente ad armi che impiegano munizioni moderne, ovvero cartucce in carta o metallo contenenti innesco, polvere da sparo (oppure polvere infume) e proiettile.<br \/>\nA chi possiede anche solo un&#8217;infarinatura basilare di storia armiera viene subito in mente <strong>il fucile ad ago tedesco di met\u00e0 Ottocento, il Dreyse<\/strong>, con la sua grande rapidit\u00e0 di caricamento. E molti ricorderanno la disastrosa sconfitta di Garibaldi alla battaglia di Mentana del 1867, quando i suoi soldati armati di fucili ad avancarica (e non erano nemmeno i migliori esistenti) vennero fatti a pezzi e costretti alla resa dai <strong>francesi armati coi nuovi fucili a retrocarica Chassepot<\/strong>, armi ad ago di una generazione successiva al Dreyse.<br \/>\nMa vi era retrocarica ben prima delle cartucce e dei fucili ad ago.<\/p>\n<p>Fin dal Cinquecento si era cercato di ottenere buona precisione e rapidit\u00e0 di caricamento (necessaria all&#8217;ambito militare) sfruttando il binomio rigatura-retrocarica. Le armi tendevano ad avere camere di sparo sigillate male a causa della scarsa precisione delle componenti, della dilatazione del metallo e dell&#8217;impossibilit\u00e0 di sigillare il tutto con la gomma (il Chassepot sar\u00e0 il primo fucile a usarla). Per oltre due secoli la retrocarica per uso militare si rivel\u00f2 un fallimento. Le armi per il tiro di precisione anche nell&#8217;ambito caccia (i fucili tedeschi e la loro copia americana, i Kentucky) rimasero ad avancarica: troppo lente da caricare per essere utili ai militari e al tiro in massa della fanteria.<br \/>\nMa l&#8217;arrivo del fucile Ferguson segn\u00f2 un importante passo verso l&#8217;accettazione da parte dei militari della retrocarica e delle armi rigate.<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<font color=\"red\" size=\"3\"><strong>Ferguson<\/strong><\/font><br \/>\nIl fucile Ferguson \u00e8 un&#8217;arma particolare, opera del genio di <strong>Patrick Ferguson<\/strong>, un ufficiale scozzese. La famiglia di Patrick era collegata all&#8217;Illuminismo e la casa era frequentata da scienziati, storici e filosofi tra cui perfino David Hume, che consigli\u00f2 al quindicenne Patrick di leggere il romanzo <em>Clarissa<\/em> di Samuel Richardson.<br \/>\n<strong>Patrick era descritto come un uomo attraente, magro, intelligente, istruito, arguto, di buon carattere e galante.<\/strong> Scrisse vari articoli dal tono satirico, sotto differenti pseudonimi. Venne soprannominato &#8220;il bulldog&#8221; per il suo tenace coraggio. Fu uno degli eroi &#8220;romantici&#8221; dei Lealisti nella Guerra d&#8217;Indipendenza, attorno a cui ruotarono aneddoti e leggende.<\/p>\n<p>Patrick entr\u00f2 nell&#8217;esercito a 15 anni, come era normale all&#8217;epoca (il padre gli aveva comprato l&#8217;accesso a 12 anni, ma venne considerato troppo gracile per servire subito e prosegu\u00ec gli studi in patria), e serv\u00ec nei <em>Royal Scots Greys<\/em> (un reggimento di Dragoni) durante la <strong>Guerra dei Sette Anni<\/strong>. Dovette ritornare in Inghilterra a causa della tubercolosi, che gli colp\u00ec il ginocchio. Nel 1768 venne trasferito al 70\u00b0 Fanteria.<br \/>\nNel 1774 partecip\u00f2 agli addestramenti per la formazione di compagnie permanenti di fanteria leggera e l\u00ec, per la sua particolare predisposizione e capacit\u00e0, venne notato dal generale Howe.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/patrick_ferguson.jpg\" alt=\"patrick_ferguson\" title=\"patrick_ferguson\" width=\"300\" height=\"360\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Patrick Ferguson in uniforme da capitano della compagnia leggera del 70\u00b0 Fanteria,<br \/>\nminiatura opera di artista sconosciuto, circa 1774-1777<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p><strong>Ferguson progett\u00f2 la sua arma nel 1775<\/strong>, a 31 anni, partendo dal design di <em>Chaumette<\/em>. Invece di avere la camera di sparo separata dalla canna (la tipica soluzione adottata per la retrocarica), creando cos\u00ec problemi di fughe di gas e perdita di forza del colpo, Ferguson costru\u00ec un sistema a vite che con un rapido giro permetteva di accedere alla camera di sparo da dietro. La grossa e spessa vite, richiusa, assicurava la tenuta dei gas.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/fucile_ferguson_intero-meccanismo.jpg\" alt=\"fucile_ferguson_intero-meccanismo\" title=\"fucile_ferguson_intero-meccanismo\" width=\"550\" height=\"268\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>Con questo sistema<strong> il caricamento dell&#8217;arma rigata diventava molto veloce<\/strong>: un rapido giro del vitone (la leva da usare per girarla comprendeva il ponte del grilletto), poi si inseriva la palla senza pezzuola, si versava la polvere in grani stando attenti a farla finire nella camera e non tutta sul vitone (bastava inclinare la canna verso il basso, tanto la palla non poteva scivolare fuori dalla canna), poi si richiudeva il vitone e si metteva il polverino fine nello scodellino (o parte della carica di lancio prima di versare il resto).<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/ferguson_rifle_mechanism.jpg\" alt=\"ferguson_rifle_mechanism\" title=\"ferguson_rifle_mechanism\" width=\"550\" height=\"535\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/fergusonrifle2.jpg\" alt=\"fergusonrifle2\" title=\"fergusonrifle2\" width=\"550\" height=\"386\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>Ottenne il brevetto per l&#8217;arma nel dicembre del 1776. Nell&#8217;estate di quell&#8217;anno aveva condotto una serie di prove presso gli arsenali di Blackheath e Woolwich che avevano sbalordito gli ufficiali presenti tanto che <strong>venne inviato a mostrare le performance della sua arma al Re<\/strong>, presso il Castello di Windsor.<\/p>\n<p><strong>Ferguson spar\u00f2 sei colpi al minuto da posizione fissa<\/strong> a un bersaglio distante 200 iarde (180 metri) e ben quattro colpi al minuto avanzando al passo di quattro miglia all&#8217;ora.<br \/>\nCome termine di riferimento basti ricordare che con le armi rigate ad avancarica, senza pezzuola, meno di un colpo al minuto \u00e8 la norma (primi fucili rigati da caccia del &#8216;500) e usando la pezzuola ingrassata (Baker, Kentucky) due colpi al minuto sono un buon risultato. E ricaricare camminando (o stando sdraiati o in ginocchio dietro un riparo) con armi ad avancarica \u00e8 <em>impossibile<\/em>.<br \/>\n<strong>In pi\u00f9 lo sporco che si forma nella canna a causa degli spari non influenza il caricamento dei colpi successivi<\/strong>: la palla venendo inserita dal retro non viene influenzata dalla sporcizia della canna (perlomeno fino a quando le rigature non si otturano tanto da smettere di imprimere il moto rotatorio).<\/p>\n<p>Mostr\u00f2 anche l&#8217;affidabilit\u00e0 dell&#8217;arma col tempo cattivo sparando dopo aver bagnato l&#8217;interno della canna (beh, dato che l\u00ec la polvere non passa pi\u00f9 non ci vuole molto a capire che \u00e8 irrilevante).<\/p>\n<p><strong>Nel corso dei test solo tre colpi della massa sparata finirono fuori bersaglio<\/strong>. Questo non dimostra tanto le qualit\u00e0 dell&#8217;arma, che anche se buona non pu\u00f2 competere coi fucili di 70 anni dopo sparanti proiettili cilindro-conici, quanto le eccellenti doti di tiratore dello stesso Ferguson. L&#8217;arma in s\u00e9 non poteva essere chiss\u00e0 quale &#8220;capolavoro di precisione&#8221; proprio per una questione di aerodinamica della palla sferica che si ribalta su se stessa sbandando in modo non predicibile, come spiegato in passato.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;arma era precisa quanto i fucili Baker successivi o i concorrenti dell&#8217;epoca, i Kentucky\/Pennsylvania usati da cacciatori americani<\/strong>. Potendo approfittare della traiettoria piuttosto stabile (perlomeno entro le 200 iarde) era dotato di <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/fergusonrifle4.jpg\" rel=\"lightbox\">tacca di mira a foglia<\/a>, a differenza dei moschetti ad anima liscia (con la palla sottodimensionata sarebbe inutile). L&#8217;esercito dei ribelli utilizzava perlopi\u00f9 moschetti ad anima liscia (e non fucili rigati), i Charleville, di prestazioni equivalenti al Brown Bess inglese, inviati assieme agli ufficiali veterani dalla Francia <em>monarchica<\/em> per supportare la causa indipendentista.<\/p>\n<p><strong>Venne prodotto un numero limitato di fucili Ferguson, duecento circa<\/strong> (e forse un migliaio in totale considerando anche il mercato sportivo), per armare un&#8217;unit\u00e0 &#8220;sperimentale&#8221; di fanteria leggera guidata dallo stesso Ferguson, il <em>Ferguson&#8217;s Rifle Corps<\/em>. La fanteria leggera inglese di norma usava moschetti lisci, proprio come la fanteria pesante, e aveva compiti esplorativi e di schermaglia, non di tiro di precisione. L&#8217;arma di Ferguson diede l&#8217;avvio a qualcosa che poi si concretizzer\u00e0 sul serio solo a partire dalle Guerra Napoleoniche, con la nascita delle Giubbe Verdi: fanteria leggera con compiti esplorativi, alta capacit\u00e0 di manovra e addestramento al tiro di precisione (e i Bersaglieri del Regno di Sardegna pochi decenni dopo).<\/p>\n<p><strong>C&#8217;erano tre tipi diversi di fucile Ferguson<\/strong>: quello per il soldato (pi\u00f9 lungo), quello per gli ufficiali (pi\u00f9 corto e leggero) e quello sportivo. La lunghezza andava dai 48 ai 60 pollici. Le canne erano arrotondate oppure ottagonali, con 6-8 rigature e un passo che permetteva perlomeno tre-quarti di rotazione. <strong>Il calibro variava dai 5\/8 ai 3\/4 di pollice <\/strong>(con 3\/4 di pollice poteva usare cariche e palle dei moschetti Brown Bess della fanteria, semplificando la logistica).<\/p>\n<p><strong>Ma il nuovo fucile non era privo di difetti:<\/strong> la vite tendeva a sporcarsi molto per cui dopo pochi colpi (3-4) diventava sempre pi\u00f9 difficile ricaricare e in pi\u00f9 il legno troppo sottile rispetto al vitone tendeva a spaccarsi (tutti i Ferguson sopravvissuti hanno un ferro di rinforzo inchiodato per tenere assieme legno e canna).<br \/>\nQuesto per\u00f2 non dipendeva dall&#8217;arma ideata da Ferguson di per s\u00e9, ma dalla <strong>cattiva qualit\u00e0 della produzione che non rispettava gli standard di precisione richiesti per poter fare la cresta<\/strong> sulla commissione militare (nonostante fossero fabbricanti &#8220;stimatissimi&#8221; come Durs Egg, Barbar di Newark, Barker di Birmingham, Innes di Edinburgh, Newton e Wilson).<\/p>\n<p>Le repliche moderne del fucile costruite seguendo i modelli sopravvissuti hanno dimostrato tutte le debolezze storicamente accertate, ma <strong>quelle costruite seguendo alla lettera le indicazioni scritte da Ferguson sono risultate molto migliori<\/strong>: pi\u00f9 di sessanta colpi sparati prima di dover pulire vitone e canna, proprio come dichiarava Patrick!<br \/>\nIn sintesi: <strong>Ferguson progett\u00f2 un gioiello di arma e in America si ritrov\u00f2 con degli aborti<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p><font color=\"red\" size=\"3\"><strong>La Morte di Patrick Ferguson&#8230;<\/strong><\/font><br \/>\n<strong>Il Maggiore Patrick Ferguson venne ucciso nella battaglia di King&#8217;s Mountain il 7 ottobre del 1780<\/strong>. Aveva 36 anni.<br \/>\nI Lealisti guidati da Ferguson stavano finendo le munizioni e iniziarono a cedere. Sembrava la fine, ma settanta Volontari riuscirono a passare da un lato della montagna all&#8217;altro, scacciando i Ribelli per un po&#8217; con delle cariche alla baionetta. Patrick era nel mezzo dell&#8217;azione, come suo solito, con la spada in mano incitando i suoi uomini nel punto pi\u00f9 debole dello schieramento e dando ordini con il suo celebre fischietto d&#8217;argento. Due cavalli vennero uccisi sotto di lui quel giorno e il terzo, l&#8217;ultimo, era grigio, come a chiudere il cerchio della sua vita militare, iniziata sui cavalli grigi degli Scots Greys.<br \/>\n<strong>Sapendo che i Ribelli non avrebbero dato quartiere, incitati al massacro indiscriminato di uomini e donne &#8220;lealisti&#8221; dal sermone di Doak<\/strong>, Patrick giur\u00f2 che egli &#8220;<em>never would yield to such a damn&#8217;d banditti<\/em>&#8220;.<br \/>\nCon altri due ufficiali a cavallo della milizia, il colonnello Vezey Husbands e il maggiore Daniel Plummer, guid\u00f2 un ultimo tentativo disperato di spezzare la linea nemica e, spada sguainata, si lanci\u00f2 in avanti, nel mezzo di una scarica di moschetti.<br \/>\nHusbands venne ammazzato e Plummer gravemente ferito. Patrick era un bersaglio facile da riconoscere, con la spada nella mano sinistra e il braccio destro appeso al collo (ne aveva perso l&#8217;uso a causa di una palla di moschetto che gli aveva distrutto il gomito nella battaglia del Brandywine del 1777: impar\u00f2 in pochi mesi a scrivere e sparare con la sinistra, senza perdere il suo umorismo &#8211; testimoniato dalle lettere inviate a casa &#8211; nonostante la menomazione fisica e la morte del padre).<\/p>\n<p>Sugli esatti dettagli della sua morte le fonti sono discordanti. Secondo una (riportata anche nel libro del 2003 &#8220;Patrick Ferguson&#8221;, di Gilchrist) venne ucciso da una dozzina di proiettili che lo strapparono dalla sella, lasciandolo per\u00f2 impigliato in una staffa e il cavallo, terrorizzato, lo trascin\u00f2 moribondo in mezzo ai Ribelli dove mor\u00ec pochi minuti dopo.<br \/>\nSecondo un&#8217;altra versione Patrick venne colpito e trascinato in mezzo ai Ribelli e l\u00ec gli venne intimata la resa (perch\u00e9 era un ufficiale, e valeva un riscatto se preso vivo), ma lui, <strong>da Vero Scozzese, da Vero Uomo e da Vero Lealista prefer\u00ec la morte al disonore: prese la pistola e uccise il criminale indipendentista<\/strong>. A quel punto venne crivellato di colpi, abbattuto come una bestia feroce. Mor\u00ec come il Bulldog che era sempre stato. Forse \u00e8 solo una leggenda. Forse no.<br \/>\nI Lealisti, perso il loro leader, si arresero.<\/p>\n<p>Tutti concordano per\u00f2 sul fatto che <strong>i Ribelli, esaltati per la vittoria, urinarono e infierirono sul cadavere di Patrick<\/strong> prima di permettere agli ufficiali lealisti di seppellirlo. William Campbell, il comandante dei Ribelli, cerc\u00f2 di fermare (&#8220;<em>Don&#8217;t kill any more! It&#8217;s murder!<\/em>&#8220;) la follia dei suoi uomini che avevano iniziato a torturare e uccidere i prigionieri indifesi, uomini e donne.<br \/>\nErano morti pi\u00f9 di 200 lealisti e altri 163, troppo feriti per poter camminare, vennero abbandonati in pasto agli animali selvatici. Fortunatamente alcuni vennero soccorsi prima di finire nello stomaco dei lupi grazie all&#8217;intervento della popolazione (lealista). I prigionieri, come testimoniano i sopravvissuti e gli ufficiali Ribelli, vennero maltrattati e pungolati con le spade durante il tragitto fino al campo nemico.<br \/>\nE cos\u00ec fin\u00ec la storia del Ferguson&#8217;s Rifle Corps che ormai privo di ufficiali venne sciolto.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/ferguson_patrick_grave.jpg\" alt=\"ferguson_patrick_grave\" title=\"ferguson_patrick_grave\" width=\"400\" height=\"533\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>La lapide dell&#8217;eroico Patrick Ferguson, nel Kings Mountain National Military Park.<br \/>\nSempre sia maledetta la nazione yankee e quello che ha fatto al mondo.<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p><font color=\"red\" size=\"3\"><strong>&#8230;e una curiosit\u00e0.<\/strong><\/font><br \/>\nNel 1777, poco prima della battaglia presso il fiume Brandywine, <strong>Patrick ebbe l&#8217;occasione per uccidere un importante ufficiale dei Ribelli<\/strong>, accompagnato da un altro ufficiale in divisa da ussaro. Decise di non sparare perch\u00e9 quello gli stava dando le spalle e non lo aveva visto, per cui non rappresentava un pericolo immediato da eliminare. Proprio in quei giorni, in quel luogo, si trovava <strong>George Washington<\/strong> e le fonti storiche ritengono che fosse proprio lui l&#8217;ufficiale nel mirino di Patrick: se fosse stato un po&#8217; meno <em>gentiluomo <\/em> e un po&#8217; meno <em>rispettoso della vita altrui<\/em> probabilmente la Guerra d&#8217;Indipendeza sarebbe andata in modo differente.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<font color=\"red\" size=\"3\"><strong>Hall M1819<\/strong><\/font><br \/>\nIl fucile Hall M1819 venne brevettato dal capitano John h. Hall il giorno 11 maggio 1811 e, come dice pure il nome, adottato dall&#8217;esercito degli Stati Uniti nel 1819. Venne impiegato durante le guerre contro gli indiani e i messicani. Ne vennero prodotti meno di 20mila esemplari (tutti ad Harpers Ferry), perch\u00e9 l&#8217;arma per quanto &#8220;valida&#8221; non era ancora perfettamente in grado di sostituire i pi\u00f9 semplici, comodi e affidabili moschetti ad avancarica: tendeva a sporcarsi molto, producendo cos\u00ec malfunzionamenti, perch\u00e9 <em> la tenuta dei gas era ancora piuttosto cattiva<\/em>.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;arma aveva una camera di sparo separata dalla canna, che si alzava esponendo l&#8217;ingresso per il caricamento. <\/strong>L&#8217;idea non era nuova, anzi, come dimostra <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/1775-austrian-crespi-breechloading-carbine.jpg\" rel=\"lightbox\">la carabina Crespi austriaca del 1770<\/a>, che venne ritirata dal servizio a causa della pessima tenuta dei gas. Il fucile Hall aveva un calibro di <strong>0,69 pollici<\/strong>.<br \/>\nTiro utile &#8220;preciso&#8221; e ritmo di fuoco probabilmente erano identici a quelli del Ferguson: 200 iarde e sei colpi mirati al minuto. Per il caricamento, essendo identico nelle due armi (a parte l&#8217;eventuale presenza di un acciarino a pietra invece che a percussione), rimando alla parte successiva sul Kammerlader norvegese.<\/p>\n<p>Il meccanismo di sparo, che contiene anche i primi centimetri di canna, pu\u00f2 essere facilmente estratto e usato come rozza pistola. Pare fosse usato per la difesa personale dai soldati quando andavano in libera uscita.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/hall_rifle.jpg\" alt=\"hall_rifle\" title=\"hall_rifle\" width=\"550\" height=\"137\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/hall_rifle_meccanismo.jpg\" alt=\"hall_rifle_meccanismo\" title=\"hall_rifle_meccanismo\" width=\"550\" height=\"361\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>L&#8217;importanza del fucile l&#8217;Hall M1819 sta nel suo aver servito per parecchi anni nell&#8217;esercito (1819-1842, inclusa le versioni a percussione invece che a pietra), divenendo cos\u00ec<strong> la prima arma a retrocarica impiegata dalle forze armate statunitensi.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<font color=\"red\" size=\"3\"><strong>Kammerlader norvegese<\/strong><\/font><br \/>\nIl kammerlader, letteralmente &#8220;caricato dalla camera&#8221; (retrocarica), \u00e8 un fucile utilizzato dalle forze armate norvegesi tra 1842 e 1870. Il primo modello fu il M1842, sperimentale e prodotto in numero limitatissimo, ma ne seguirono altri 80, alcuni per i militari (marina ed esercito) e altri per il mercato civile. Ma alla fine in totale ne vennero prodotti solo 40mila.<br \/>\nI modelli pi\u00f9 facili da riconoscere per le differenti lunghezze sono quelli M1860 e M1860\/67 a tre fascette (lunghi) e due fascette (corti, per la cavalleria). Il modello pi\u00f9 comune \u00e8 quello lungo da fanteria M1849\/55 (circa 10mila esemplari).<\/p>\n<p>Il sistema di mira variava da quello a due foglie (come in tanti fucili della Guerra Civile americana) per le armi della fanteria di linea, fino agli alzi graduati a distanze maggiori (un chilometro?) per esploratori e &#8220;tiratori scelti&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Nel 1860 il calibro pass\u00f2 da 17,5 mm a 11,77 mm<\/strong> (4 &#8220;linee&#8221; norvegesi). Nelle ultime versioni del 1867 modificate per utilizzare proiettili con il bossolo (M1860\/67) tramite il sistema di conversione di Jacob Lund (Jens Landmark per la marina militare), il calibro cambi\u00f2 di nuovo passando al 12,17&#215;44 mm &#8220;rimfire&#8221; (percussione anulare).<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td><a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/kammerlader_intero_b.jpg\" rel=\"lightbox\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/kammerlader_intero_b.jpg\" alt=\"kammerlader_intero_b\" title=\"kammerlader_intero_b\" width=\"550\" height=\"72\" \/><\/a>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Kammerlader. Cliccare per ingrandire.<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p>Il calibro iniziale era un po&#8217; abbondante, considerando che gi\u00e0 negli anni &#8217;50 molti dei calibri militari erano tra i 13,7 (0,54 austriaco) e i 14,5 mm (0,577 inglese). Ma, rispetto al precedente 20 mm dei moschetti nordici, \u00e8 una riduzione apprezzabile (i calibri mostruosi dovevano avere un certo fascino sulla gente del nord, forse pensavano di dover affrontare la <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/bear-cavalry.jpg\" rel=\"lightbox\">cavalleria su orsi<\/a>? ^__^)<\/p>\n<p><strong>Il kammerlader ha una canna rigata di tipo Krupp (col passaggio al 4 linee la canna divenne una Withworth esagonale elicoidale) e una camera che si apre, come nel fucile Hall, esponendo l&#8217;ingresso verso l&#8217;alto<\/strong>. In questo caso l&#8217;apertura avviene ruotando una leva apposita che arretra la camera, staccandola dalla canna in cui \u00e8 inserita l&#8217;apertura (la tenuta dei gas in questo modo \u00e8 pi\u00f9 che buona), e la solleva. La canna ha un calibro &#8220;reale&#8221; di 17,84 mm, mentre la camera arriva a 18,71 mm nel punto pi\u00f9 largo (ovvero non alla strozzatura finale, quella \u00e8 delle dimensioni della canna).<\/p>\n<p>I solchi della canna erano molto profondi perch\u00e9 l&#8217;arma doveva, cosa normale per l&#8217;epoca, poter raccogliere la feccia degli spari senza otturarsi troppo rapidamente (se no i proiettili poi saltavano la rigatura e perdevano stabilit\u00e0 in volo).<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/kammerlader_camera.jpg\" alt=\"kammerlader_camera\" title=\"kammerlader_camera\" width=\"550\" height=\"274\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Camera aperta. Foto per gentile concessione di \u00d8yvind Flatnes.<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p><strong>Nei primi modelli si usavano palle sferiche<\/strong>, custodite dentro le classiche cartucce di carta contenenti la polvere da sparo. Pesavano 2,4 &#8220;lod&#8221; pari a 37,34 grammi (574 grani). In piombo puro sarebbero sfere di 18,3 m: passando nella stretta canna rimanevano incisi solchi profondi nel piombo tenero.<br \/>\n<strong>Dal 1849 si pass\u00f2 a impiegare proiettili cilindro-conici<\/strong>, molto migliori come prestazioni nelle canne rigate. I primi erano proiettili molto pesanti (54,5 grammi, pari a 838 grani) con un singolo solco alla base per legare la cartuccia con il filo.<br \/>\nNel 1855 si pass\u00f2 a proiettili pi\u00f9 leggeri, modellati su quelli di <strong>Tamisier <\/strong>con due solchi per la stabilit\u00e0 in volo (come gi\u00e0 spiegato in <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2009\/03\/15\/lapice-dellavancarica-la-percussione-e-i-proiettili-a-espansione\/\" target=\"_blank\">questo articolo<\/a>), del peso di 40,4 grammi (623,5 grani).<\/p>\n<p>A quanto risulta dalla ricostruzione dell&#8217;esperto norvegese <a href=\"http:\/\/www.svartkrutt.net\" target=\"_blank\">\u00d8yvind Flatnes<\/a> (dal cui sito provengono queste immagini e molti dei dettagli citati), i proiettili erano a base piatta e non a espansione<a href=\"#notakammer1\"><sup>1<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La dose di polvere da sparo per i proiettili del 1855 era di 96 grani, pari al 15,39% del peso del proiettile (contro il 12,5% dei moschetti americani, che usavano 60 grani per spingere proiettili mini\u00e9 da 480 grani).<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/kammerlader_proiettili.jpg\" alt=\"kammerlader_proiettili\" title=\"kammerlader_proiettili\" width=\"550\" height=\"314\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Cartucce: 1855, 1849 e palla sferica.<\/em><br \/>\n&nbsp;\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/kammerlader_1849_1855.jpg\" alt=\"kammerlader_1849_1855\" title=\"kammerlader_1849_1855\" width=\"518\" height=\"330\" \/>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Proiettile modello 1849 (replica) e 1855 (originale)<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p><strong>Caricamento.<\/strong><br \/>\n1. Si arma il cane, montato sotto l&#8217;arma (invece che sopra).<br \/>\n2. La leva va ruotata verso di s\u00e9, in modo che la camera di sparo arretri dalla canna e ruoti esponendo l&#8217;apertura verso l&#8217;alto.<br \/>\n3. Si inserisce la capsula sul luminello, posto sotto la camera mobile.<br \/>\n4. Quattro.<br \/>\n5. Si apre il fondo della cartuccia coi denti e si versa la polvere nella camera di sparo.<br \/>\n6. Si inserisce ora il proiettile, assieme alla carta della cartuccia che \u00e8 legata col filo.<br \/>\n7. Si ruota di nuovo la leva, in avanti, riportandola alla posizione di partenza e serrando bene la camera con l&#8217;ingresso della canna (la tenuta dei gas risultante \u00e8 infatti buona).<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tr align=\"center\">\n<td><a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/kammerlader_caricamento.jpg\" rel=\"lightbox\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2009\/04\/kammerlader_caricamento.jpg\" alt=\"kammerlader_caricamento\" title=\"kammerlader_caricamento\" width=\"550\" height=\"282\" \/><\/a>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Caricamento con cartuccia (1849 o 1855, dalle dimensioni&#8230;), in cinque foto.<br \/>\nCliccare per ingrandire.<\/em>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p><strong>Alle prove svolte in Belgio nel 1861 si classific\u00f2 tra gli otto fucili pi\u00f9 precisi d&#8217;Europa<\/strong>. A blocchi di 100 iarde in 100 iarde arriv\u00f2 a competere fino alla distanza massima di 1100 iarde (1005 metri). Si trattava naturalmente del M1860, col calibro pi\u00f9 moderno da 11,77 mm. Se gli attribuiamo le stesse doti balistiche dei fucili da 11 mm degli anni successivi (Martini-Henry, Gras 1874, Mauser 1871, Vetterli 1870) avr\u00e0 avuto un tiro preciso fino a 500 metri circa e quindi un discreta precisione residua fino, appunto, a un chilometro.<\/p>\n<p>I fucili del 1855, con il proiettile Tamisier da 623,5 grani e 96 grani di carica, considerando che la quantit\u00e0 di energia cinetica alla bocca \u00e8 proporzionale alla quantit\u00e0 di polvere da sparo e considerando che con 60 grani di polvere nera un palla mini\u00e9 da 480 grani viaggia a circa 335 m\/s (energia: 1740 J), dovevano avere una velocit\u00e0 alla bocca attorno ai<strong> 360-370 m\/s <\/strong>(energia: 2600-2700 J).<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<em><strong>Prossimi articoli di oplologia<\/strong><br \/>\nConsiderazioni su balistica e precisione di palle e proiettili allungati<br \/>\nFucili ad Ago<br \/>\nRevolver cap-and-ball<\/em><\/p>\n<hr>\n<p><a name=\"notakammer1\"><strong>1<\/strong><\/a>: Wikipedia li indica come mini\u00e9, ma (anche senza tirare in ballo i proiettili d&#8217;epoca sopravvissuti) design e tipologia di arma impiegata fanno pensare che non possano essere a espansione perch\u00e9 sarebbe del tutto inutile, aggiungendo solo complessit\u00e0 alla fabbricazione senza alcun vantaggio pratico. Wikipedia, come succede regolarmente con articoli tecnici di questo tipo, se si vanno a vedere le cose nel &#8220;dettaglio&#8221; tende a riportare inesattezze o, pi\u00f9 spesso, cazzate belle e buone. ^__^<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si pensa alla retrocarica si pensa solitamente ad armi che impiegano munizioni moderne, ovvero cartucce in carta o metallo contenenti innesco, polvere da sparo<a href=\"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2009\/04\/12\/i-primi-fucili-a-retrocarica-ferguson-1776-hall-1819-e-kammerlader-1842\/\" class=\"read-more\">Continua a 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