{"id":47,"date":"2008-02-23T13:28:43","date_gmt":"2008-02-23T11:28:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/02\/23\/le-armature-test-di-penetrazione-e-conclusioni\/"},"modified":"2016-02-15T17:36:31","modified_gmt":"2016-02-15T16:36:31","slug":"le-armature-test-di-penetrazione-e-conclusioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/02\/23\/le-armature-test-di-penetrazione-e-conclusioni\/","title":{"rendered":"Le Armature: test di penetrazione e conclusioni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Eccoci all&#8217;articolo pi\u00f9 importante della serie.<\/strong><br \/>\nAbbiamo parlato degli <strong><a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/02\/23\/le-armature-una-panoramica-degli-acciai\/\" target=\"_blank\">acciai<\/a><\/strong> e abbiamo visto le <strong><a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2008\/02\/23\/le-armature-breve-presentazione\/\" target=\"_blank\">tipologie di armature<\/a><\/strong> simulate nei test: ora non resta che combinare le informazioni, leggere i resoconti dei test e&#8230;<br \/>\n&#8230;trarne le <em>conclusioni<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I test riportati e i dati utilizzati provengono perlopi\u00f9 dal libro <strong>The Knight and the Blast Furnace<\/strong> del dottor <em>Alan Williams<\/em> (che ringrazio per l&#8217;assistenza fornita via e-mail), ma sono stati integrati e controllati sfruttando ulteriori informazioni provenienti da <strong>The Great Warbow<\/strong> di<em> Robert Hardy e Matthew Strickland<\/em> e da <strong>Weapons &amp; Warfare in Renaissance Europe<\/strong> di <em>Bert Hall<\/em>. Pi\u00f9 altre fonti minori, lette solo a scopo confermativo, che non vale la pena citare.<\/p>\n<h2><span style=\"color: red; font-size: medium;\"><strong>Le armi da simulare e il macchinario utilizzato<\/strong><\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le principali minacce per le armature sono le <strong>frecce<\/strong> e i <strong>proiettili<\/strong>. Le frecce sono pericolose perch\u00e9 hanno sia molta energia cinetica che una <strong>superficie di impatto molto piccola<\/strong>, il che si traduce in un&#8217;<strong>alta pressione<\/strong> che pu\u00f2 perforare la corazza. <strong>Una lama di spada o di alabarda<\/strong> a pari energia cinetica avr\u00e0 una superficie di impatto molto superiore il che si traduce in una <strong>pressione nettamente minore<\/strong>.<br \/>\nSuperficie di impatto e pressione esercitata sono inversamente proporzionali: al <strong>raddoppiare della superficie<\/strong> si <strong>dimezza la pressione<\/strong> esercitata dalla <strong>forza applicata secondo la normale<\/strong> (ovvero perpendicolarmente).<\/p>\n<table border=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/lapressione.png\" alt=\"Pressione\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti test considerati utilizzano l&#8217;<strong>energia cinetica<\/strong> (in Joule) per quantificare la violenza del colpo. L&#8217;energia cinetica, come ricorderete, \u00e8 determinata dalla massa del corpo e dalla velocit\u00e0. In parole povere: <em>un macigno che vi piomba addosso a 100 km\/h vi far\u00e0 pi\u00f9 male di un sassolino che vi percuote a 20 km\/h.<\/em><\/p>\n<table border=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/energiacineticasemplice.gif\" alt=\"energiacineticasemplice.gif\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come potete vedere dalla formula l\u2019energia raddoppia al raddoppiare della massa e quadruplica al raddoppiare della velocit\u00e0. Potete anche facilmente intuire che <strong>se serve una pressione X<\/strong> a penetrare una data corazza, allora<strong> la forza disponibile deve crescere con la superficie<\/strong> su cui si applica (non necessariamente con l&#8217;esatta proporzione, nel caso dei proiettili e della formula di Krupp, ma ne parleremo un&#8217;altra volta).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo la seconda minaccia principale presa in considerazione sono i <strong>proiettili<\/strong>: seppure l&#8217;energia cinetica necessaria per perforare sia <strong>molto superiore<\/strong> rispetto a quella delle frecce, i proiettili hanno il vantaggio di poter disporre di <strong>enormi quantit\u00e0 di energia cinetica<\/strong> per compensare lo svantaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche le <strong>lame<\/strong> sono state testate, ma in modo meno approfondito, principalmente perch\u00e9 perfino con una <strong>lama di soli 4 cm<\/strong> di lunghezza si \u00e8 visto che <strong>penetrare corazze era fuori dalla portata di chiunque<\/strong> &#8230;a meno che non fosse un <em>bestione con tricipiti grossi come meloni e possibilmente armato di alabarda<\/em>, il che in un <strong>fantasy<\/strong> non \u00e8 da escludere.<\/p>\n<table border=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/rosand_ifw5_impact_tester_fall.jpg\" alt=\"Rosand IFW5 Impact Tester\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Rosand IFW5, ma per gli amici \u00e8 Rosand IFW5<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">I test sono stati condotti con il <strong>Rosand IFW5<\/strong>, la <em>macchina infernale<\/em>, che permette di scegliere &#8220;l&#8217;arma&#8221; e il carico da applicare in caduta. Poi il tutto precipita e sfonda (o almeno prova a sfondare) quello che gli hai messo sotto. Usando un carico posizionato dietro la lama\/punta\/proiettile in caduta, si aumenta in modo proporzionale sia la quantit\u00e0 di moto che l&#8217;energia cinetica, grossomodo (per un proiettile, come da formula di Krupp, la distinzione \u00e8 irrilevante). Con questo attrezzo un <strong>ingegnere meccanico<\/strong> pu\u00f2 passare un bel fine settimana sfondando fogli di acciaio, giubbotti di cuoio, scatole di preservativi e dispense del corso di <em>macchine a fluido<\/em>.<\/p>\n<table border=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/oggetti_simulati.jpg\" alt=\"Oggetti per la simulazione: lama, freccia e proiettile\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Alcuni oggetti usati per le simulazioni nei Test<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre delle armi usate nelle simulazioni, tutte di ottimo acciaio: una <strong>lama<\/strong> (lunga 4 cm), una <strong>freccia<\/strong> (con un design da sfondamento, come le pi\u00f9 pesanti frecce da guerra o i dardi da balestra, punta da 40 gradi) e un <strong>proiettile<\/strong> (largo 20 mm). Sul proiettile simulato torneremo pi\u00f9 avanti nel corso dell&#8217;articolo, con alcune considerazioni utili per chi sta storcendo il naso pensando &#8220;<em>come sarebbe a dire acciaio e non piombo morbido?<\/em>&#8220;.<\/p>\n<h2><span style=\"color: red; font-size: medium;\"><strong>La simulazione delle armature<\/strong><\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel caso delle corazze non \u00e8 stato possibile utilizzare reali armature per i test, dato che questo avrebbe comportato il <strong>grave danneggiamento di decine di reperti di notevole valore storico<\/strong>, dovendo agire su un gran quantit\u00e0 di combinazioni di spessori, scorie, percentuali di carbonio, tipologie di acciaio e durezze.<br \/>\nPartendo dai dati raccolti sulla <strong>durezza<\/strong> e la <strong>composizione microscopica<\/strong> delle armature reali \u00e8 per\u00f2 possibile <strong>costruire un modello che dia una stima attendibile <\/strong>del comportamento di queste armature a partire da test compiuti su fogli di acciaio di qualit\u00e0 note, ma <em>privi di valore storico<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tabelle dei test con le frecce e i proiettili contengono dati estrapolati a partire dai dati sperimentali ottenuti con dell&#8217;<strong>acciaio dolce<\/strong> (mild steel) spesso <strong>2 mm<\/strong>, col 0,15% di carbonio, privo di scorie, di durezza <strong>152 VPH<\/strong> e tenacit\u00e0 alla frattura <strong>235 KJ\/m2<\/strong>. La durezza pu\u00f2 non sembrare molto alta, ma come ricorderete <strong>quello che conta davvero \u00e8 la tenacit\u00e0 alla frattura<\/strong> perch\u00e9 senza frattura non pu\u00f2 nemmeno avvenire la penetrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quell&#8217;acciaio \u00e8 stato considerato come termine di paragone<\/strong> per tutti gli altri. Conoscendo le relazioni che intercorrono tra la percentuale di <strong>carbonio<\/strong>, il contenuto in <strong>scorie<\/strong> e la tenacit\u00e0 alla frattura, Alan Williams ha suddiviso gli acciai in <strong>fasce di qualit\u00e0<\/strong> attribuendo a ogni fascia un <strong>coefficiente W<\/strong> da moltiplicare con i risultati ottenuti sull&#8217;acciaio morbido (W = 1,0) per stimare la loro resistenza ai colpi.<\/p>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>Fasce di qualit\u00e0<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I<\/strong> &#8211; <strong>Ferro da munizione<\/strong> (scorie 3-4%, senza carbonio)<br \/>\n120-150 KJ\/m2, W = 0,5<br \/>\n<em>esempio: il ferraccio delle armature da picchiere prodotte in massa nel Seicento<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>II<\/strong> &#8211; <strong>Acciaio con poco carbonio <\/strong>(scorie 1%, carbonio 0,3%)<br \/>\n180-210 KJ\/m2, W = 0,75<br \/>\n<em>esempio: le armature da fanteria di Norimberga<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>III<\/strong> &#8211; <strong>Acciaio con un livello medio di carbonio<\/strong> (scorie &lt; 1%, carbonio 0,6%)<br \/>\n240-260 KJ\/m2, W = 1,1<br \/>\n<em>esempio: le armature milanesi del XV-XVI secolo o quelle di Greenwich di inizio XVI secolo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IV<\/strong> &#8211; <strong>Acciaio con un livello medio di carbonio, indurito<\/strong> (scorie 0,5% circa, carbonio 0,6%)<br \/>\n300-500+ KJ\/m2, W = 1,5 e oltre<br \/>\n<em>esempio: armature provenienti da Innsbruck, Augsburg, Landshut e Greenwich (dopo il 1560), con carburi formati da martensite invece che da perlite<\/em>.<\/p>\n<h2><span style=\"color: red; font-size: medium;\"><strong>I test con le frecce<\/strong><\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">I test con le frecce erano volti a simulare <strong>frecce da guerra<\/strong>, con punte da sfondamento forgiate in un acciaio molto duro per non deformarsi all&#8217;impatto: la punta vista in foto sembra soddisfare pienamente i requisiti. L&#8217;energia disponibile con le frecce tirate dai veri archi pu\u00f2 variare dai 46 ai 140 J circa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli unici archi interessanti sono per\u00f2 quelli da guerra da 100-150 libbre, non i deboli archi da 50-70 libbre usati nei circoli di tiro. Un <strong>arco lungo da 150 libbre <\/strong>pu\u00f2 lanciare una freccia da 3,3 once (96 grammi) a 250 metri con una <strong>energia iniziale di 134 J<\/strong> e una energia all&#8217;impatto di <strong>90 J<\/strong>. O frecce pi\u00f9 leggere, da poco meno di 2 once, capaci per\u00f2 di volare fino a 330 metri con un&#8217;<strong>energia iniziale di 111 J<\/strong> e una finale di <strong>64 J<\/strong>.<br \/>\nUna balestra pu\u00f2 inviare dardi pi\u00f9 pesanti delle comuni frecce a velocit\u00e0 simili, fornendo tra i 100 e i <strong>200 J<\/strong>, forse addirittura <strong>250 J<\/strong> con dardi da 5 once (140 grammi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La freccia simulata ha iniziato a penetrare un foglio di acciaio morbido da <strong>1 mm<\/strong> con <strong>30 J<\/strong> e uno da <strong>1,5 mm<\/strong> con <strong>80 J<\/strong>. Ma se si vogliono ottenere anche 40 mm di penetrazione, ovvero una &#8220;ferita decente&#8221; tale da poter dire che l&#8217;armatura \u00e8 stata sconfitta, l&#8217;energia aumenta rispettivamente a <strong>55 J<\/strong> e a <strong>110 J<\/strong>. In particolare l&#8217;energia necessaria all&#8217;aumentare dello spessore non aumenta proporzionalmente allo spessore, ma con una <strong>potenza di 1,6<\/strong>.<br \/>\nIn parole povere: <em>al raddoppiare dello spessore triplica l&#8217;energia necessaria<\/em>.<\/p>\n<table border=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><strong>Spessore \u00a0<\/strong><\/td>\n<td><strong>\u00a0 Moltiplicatore<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>1<\/td>\n<td>1<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>1,5<\/td>\n<td>1,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>2<\/td>\n<td>2,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>2,5<\/td>\n<td>4,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>3<\/td>\n<td>5,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>3,5<\/td>\n<td>7<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td>4<\/td>\n<td>8,6<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<blockquote>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: red;\"><strong>Tabella di Resistenza alle Frecce<\/strong><\/span><\/p>\n<table border=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><\/td>\n<td><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 1 mm<\/strong><\/td>\n<td><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 2 mm<\/strong><\/td>\n<td><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 3 mm<\/strong><\/td>\n<td><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 4 mm<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td align=\"left\"><strong>Normale<\/strong><\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 55 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 175 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 300 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 475 J<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td align=\"left\"><strong>Impatto 30\u00b0<\/strong><\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 66 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 210 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 360 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 570 J<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td align=\"left\"><strong>Impatto 45\u00b0<\/strong><\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 78 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 250 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 425 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 670 J<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le frecce usate nei test contro le piastre riportati qui sopra credo siano quelle con la punta da 40 gradi,<\/strong> da sfondamento (quella da 18-20 mm visibile in cima all&#8217;articolo), la cui parte pi\u00f9 larga della testa -subito prima della punta- \u00e8 pi\u00f9 larga dell&#8217;asta (da 13-15 mm). Le frecce storiche potevano anche essere meno pesanti e meno larghe, 16 mm circa per quelle pesanti (con 20 mm immagino sia una bodkin pesante da 4-4,5 once), per cui l&#8217;energia necessaria per la completa penetrazione di 4 cm potrebbe essere meno grande di quanto stimato qui. Una via di mezzo, immagino, calcolata per\u00f2 solo sull&#8217;energia necessaria ad allargare il foro, non su quella per iniziare la frattura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendo un esempio di Williams: contro il foglio da 1,9 mm di acciaio svedese di pessima qualit\u00e0 (W 0,6 circa), la punta di freccia da 40 gradi ha impiegato 80 J per causare un buco da 5 mm di diametro, mentre quella da 18 gradi 75 J. Non \u00e8 una gran differenza. La differenza tra una freccia con la punta da 18 gradi e una con la punta da 40 \u00e8 che magari la prima sar\u00e0 larga quanto l&#8217;asta o meno (13-14 mm) mentre la seconda di pi\u00f9 (16-20 mm) e quindi la seconda necessiter\u00e0 di pi\u00f9 energia per affondare la testa completamente. La seconda magari sar\u00e0 una freccia pesante adatta per sfruttare al meglio gli archi potenti, 4-4,5 once per un arco da 150 libbre, mentre la prima sar\u00e0 una freccia pi\u00f9 leggera, 2-3 once, per i primi tiri a lunga distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A occhio la mia stima \u00e8 che se per iniziare la frattura servono 80 J a una e 75 J all&#8217;altra (W 0,6: immagino allora servano 130 J e 120 J contro dell&#8217;acciaio AISI 1010-1020) e per completare il buco da 40 mm servono 175 J, allora la bodkin aguzza da 18 gradi dovrebbe richiedere circa la met\u00e0 dell&#8217;energia dell&#8217;altra per completare la penetrazione pi\u00f9 l&#8217;energia per iniziarla: 140-145 J.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche una <strong>maglia di ferro<\/strong> \u00e8 stata testata contro le frecce. Si tratta di un pezzo originale del XV secolo, 4-in-1, in acciaio a basso contenuto di carbonio indurito tramite tempra (forse 200 KJ\/m2, ma con pezzi cos\u00ec piccoli non \u00e8 possibile calcolare la tenacit\u00e0), poggiato sopra una imbottitura di ben 26 strati (o forse 32, visto che a 180 J dice di averne passati 26 con la lama da 4 cm, nel test della alabarda contro maglia di ferro, mentre pone il superamento per intero a 200 J) di lino (un &#8220;jack&#8221; bello pesante).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La punta di freccia in questo caso \u00e8 indicata come una punta bodkin da 18 gradi (non penso sia una bodkin ad ago, credo sia solo una bodkin da sfondamento molto aguzza), quindi pi\u00f9 aguzza delle punte da 40 gradi precedenti. La freccia con<strong> 120 J<\/strong> ha spezzato due anelli e ha penetrato completamente l&#8217;imbottitura (circa 80 J per spezzare gli anelli, 20 J per perforare il jack pesante e altri 20 J per causare 35 mm di ammaccatura nella plastilina sottostante).<br \/>\nLa <strong>buff coat<\/strong> (protezione in cuoio spessa 5 mm) \u00e8 stata perforata con <strong>30 J<\/strong>. Del <strong>corno<\/strong> di spessore non specificato \u00e8 stato penetrato con <strong>50 J<\/strong>.<\/p>\n<h2><span style=\"color: red; font-size: medium;\"><strong>I test coi proiettili<\/strong><\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">I test sono stati condotti utilizzando proiettili sferici simulati in acciaio. Le simulazioni con proiettili sferici in piombo morbido non sono ancora state studiate a fondo data l&#8217;enorme complessit\u00e0 che la deformazione &#8220;dinamica&#8221; del proiettile aggiunge. In un esempio della differenza tra proiettili in acciaio (pressoch\u00e9 indeformabile) e in piombo (deformabile) si \u00e8 notato che se per causare una frattura in un foglio di metallo sono necessari 900 J con il proiettile di acciaio allora servono 1500 J con quello in piombo (+66%). Ma questo non \u00e8 coerente con lo studio della differenza tra proiettili blindati e tondi in piombo fatto sulla formula di Krupp, che prevede una differenza di penetrazione di solo 20% (+34% energia cinetica). I valori forniti da Williams sono per\u00f2 abbastanza validi, dato che <strong>sono coerenti con altri test in cui erano stati utilizzati proiettili di piombo<\/strong> di calibro 16-18 mm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I proiettili sferici hanno un comportamento diverso da quello delle frecce e l&#8217;energia necessaria per penetrare piastre sempre pi\u00f9 spesse cresce, grossomodo, <strong>secondo una potenza di 2,2<\/strong> (si veda la tabella). Questa per\u00f2 \u00e8 una considerazione <em>non completamente esatta<\/em>. \u00c8 valida solo se si vuole modellare l&#8217;ambito 1-3 mm come ha fatto Williams. In realt\u00e0, se si riconduce il tutto a formule pi\u00f9 generali (come Krupp) si vedr\u00e0 che i dati sotto i tre mm in questo caso si riconducono a livello pi\u00f9 o meno grave all&#8217;ambito delle lamine sottili e non alla formula generale valida per spessori maggiori a causa della grande dimensione della sfera usata nei test (20mm in acciaio) rispetto allo spessore del foglio. <em>Ci torner\u00f2 in futuro.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, in questo caso, i dati estrapolati da Williams sono sufficienti per il nostro ragionamento.<br \/>\nLa tabella considera &#8220;sconfitta&#8221; l&#8217;armatura se il proiettile vi forma un buco largo quanto il proiettile stesso.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: red;\"><strong>Tabella di Resistenza ai Proiettili<\/strong><\/span><\/p>\n<table border=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><\/td>\n<td><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 1 mm<\/strong><\/td>\n<td><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 2 mm<\/strong><\/td>\n<td><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 3 mm<\/strong><\/td>\n<td><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 4 mm<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td align=\"left\"><strong>Normale<\/strong><\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 155 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 750 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 1700 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 3400 J<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td align=\"left\"><strong>Impatto 30\u00b0<\/strong><\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 186 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 900 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 2000 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 4000 J<\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td align=\"left\"><strong>Impatto 45\u00b0<\/strong><\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 217 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 1050 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 2300 J<\/td>\n<td>\u00a0\u00a0\u00a0 4700 J<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;energia fornita dalle armi da fuoco \u00e8 molto variabile<\/strong>, ma possiamo considerare questa guida divisa per periodo:<br \/>\nXIV secolo, prime armi da fuoco, <strong>250 J<\/strong>; XV secolo, <strong>cannoni maneschi Hussiti <\/strong>(delle rozze bocche da fuoco in cui la carica veniva accesa con un ferro caldo), <strong>500-1000 J<\/strong>; fine XV secolo &#8211; inizio XVI secolo, <strong>archibugi a miccia<\/strong>, <strong>1300 J<\/strong> (polvere fine) o <strong>1750 J<\/strong> (polvere in grani); dopo il 1525, <strong>moschetti di grosse dimensioni<\/strong> con forcella di supporto, <strong>2300 J <\/strong>(polvere fine) o <strong>3000 J<\/strong> (polvere in grani).<br \/>\nPer l&#8217;energia cinetica fornita dalle varie armi ad avancarica vi ricordo che c&#8217;\u00e8 anche <a href=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/2007\/11\/28\/avancarica-energia-cinetica-e-velocita\/\" target=\"_blank\">questo link<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendiamo in esame alcuni dei pi\u00f9 famosi test realizzati in Austria (Krenn, 1990).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sappiamo che un moschetto da <strong>4444 J <\/strong>alla bocca ha penetrato completamente un foglio di acciaio morbido da <strong>2 mm<\/strong> a <strong>100 metri <\/strong>scagliandogli contro un proiettile di piombo di 38 grammi (calibro 19 mm). A quella distanza l&#8217;energia residua era probabilmente ridotta a met\u00e0 o un terzo di quella originale, quindi circa 1800 J. Secondo la tabella \u00e8 una cosa possibile, anzi, abbiamo perfino energia sovrabbondante!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Test condotto su un <strong>blocco di sapone<\/strong> con una <strong>pistola<\/strong> (14 grammi di proiettile, <strong>1071 J<\/strong> alla bocca) e un <strong>moschetto<\/strong> (27 grammi, <strong>2767 J<\/strong> alla bocca): la pistola a nove metri di distanza ha causato nel sapone una cavit\u00e0 di 23 centimetri cubi; il moschetto alla stessa distanza ha perforato un foglio in acciaio spesso <strong>3 mm<\/strong> (con 300 VHP, equivalente a un&#8217;<strong>armatura di qualit\u00e0 III<\/strong> al massimo) e ha scavato una cavit\u00e0 di 25 centimetri cubi nel sapone, praticamente identica a quella della pistola.<br \/>\nConsiderando che per scavare nel sapone un buco poco superiore (25 contro 23 cm cubi) l&#8217;energia necessaria \u00e8 stata in proporzione poco maggiore a quella data dalla pistola, per semplice sottrazione possiamo notare che il proiettile di piombo (diametro 16,5 mm) ha impiegato <strong>1600 J<\/strong> per forare l&#8217;acciaio il che \u00e8 coerente con quanto ci attendevamo, considerando il calibro minore rispetto ai 18 mm possibili dei moschetti di grosso calibro per cui quella tabella \u00e8 stata <em>ottimizzata<\/em> (dovendo agire come &#8220;generica&#8221;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ulteriore test allo scopo di farsi un&#8217;idea pi\u00f9 chiara di come la diminuzione del calibro diminuisca l&#8217;energia richiesta per perforare le armature: una pistola del XVI secolo ha sparato un proiettile (9,54 grammi, 11,7 mm, <strong>907 J<\/strong> al momento dell&#8217;impatto) che ha penetrato una <strong>corazza del XVI secolo<\/strong> spessa 3 mm (300 VHP, identica al foglio usato prima) e si \u00e8 fermato adagiandosi contro i due strati di lino posti sotto la corazza, a contatto con il sacco che faceva da supporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La palla da 16,5 mm ha penetrato l&#8217;acciaio con 1600 J (stimati!) e quella da 11,7 mm con 900 J. Poco pi\u00f9 di <strong>met\u00e0 dell&#8217;energia<\/strong> e se si guarda il rapporto tra le aree superficiali delle due sfere si vede infatti che <strong>la maggiore \u00e8 due volte pi\u00f9 grande della minore<\/strong> (in realt\u00e0, dalla formula, la differenza di dimensioni conta solo in parte ed entra in gioco anche il rapporto tra spessore della corazza e calibro del moschetto, maggiore di quello tra corazza e pistola, come accennato prima con Krupp). I conti sembrano tornare, grossomodo.<br \/>\n<strong>Si tratta comunque di stime<\/strong>, per quanto plausibili. Gli unici dati certi rimangono <em>solo<\/em> quelli dei test effettuati realmente con il moschetto e la pistola.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: red; font-size: medium;\"><strong>I test con lame e lance<\/strong><\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un uomo armato di lancia, spada o ascia pu\u00f2 fornire qualcosa tra i <strong>60-130 J<\/strong>. Un uomo molto forte con un&#8217;ascia o una spada impugnata a due mani pu\u00f2 probabilmente arrivare a <strong>200 J<\/strong> o oltre, come anche un uomo armato di alabarda.<\/p>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>Lama di 4 cm.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un impatto di <strong>180 J<\/strong> la lama di 4 cm ha sconfitto la <strong>maglia di ferro<\/strong> del XV secolo: due anelli spezzati, due aperti, cinque piegati e l&#8217;imbottitura completamente penetrata. In particolare gli strati di lino sono stati penetrati in questa sequenza: 100 J (quinto strato), 120 J (nono), 140 J (sedicesimo), 160 J (ventitreesismo), 180 J (superato il ventiseisimo). La <strong>maglia di ferro di per s\u00e9 ha offerto una resistenza di 80 J<\/strong> e l&#8217;imbottitura altri 100 J circa. Aggiungendo un po&#8217; di energia per fare male al bersaglio sottostante, possiamo dedurre che servano<strong> pi\u00f9 di 200 J per ferire un uomo coperto da un usbergo di maglia di ferro<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo con una lama di 4 cm, che pu\u00f2 simulare <strong>le lame a mezzaluna di certe alabarde<\/strong>, ma se consideriamo che l&#8217;impatto reale di una spada pu\u00f2 arrivare a coinvolgere 10 o pi\u00f9 centimetri si pu\u00f2 dedurre che <strong>sfondare una cotta di maglia usando la spada \u00e8 fuori questione<\/strong>.<br \/>\nPer penetrare un foglio di <strong>ferro svedese<\/strong> di 1,9 mm (170 KJ\/m2, W = 0,55 o forse 0,6 a causa dell&#8217;alta percentuale di scorie) la lama ha richiesto pi\u00f9 di <strong>190 J<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri test: la <strong>buff coat<\/strong> (in cuoio, 5 mm di spessore) \u00e8 stata tagliata con <strong>70 J<\/strong>; il <strong>corno<\/strong> (spessore non noto) \u00e8 stato rotto con <strong>120 J<\/strong>; il <strong>cuoio indurito nell&#8217;olio<\/strong> (spesso 5 mm) \u00e8 stato tagliato con<strong> 90 J<\/strong>; l&#8217;<strong>imbottitura <\/strong>tipica che si indossa sotto le armature a piastre (16 strati di lino) \u00e8 stata tagliata con <strong>80 J<\/strong>.<\/p>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>Lancia.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una <strong>lancia<\/strong> con la punta di 60\u00b0 gradi ha richiesto <strong>140 J<\/strong> per sconfiggere la maglia di ferro: tre anelli spezzati, due aperti, uno piegato e l&#8217;imbottitura completamente penetrata. L&#8217;imbottitura in questo caso si \u00e8 comportata meno bene di prima, data la superficie di impatto pi\u00f9 ridotta, offrendo probabilmente <strong>70 J<\/strong> al massimo.<br \/>\nContro il <strong>ferro svedese<\/strong> visto precedentemente la lancia ha richiesto pi\u00f9 di <strong>100 J<\/strong> per penetrare.<br \/>\nAltri test: il <strong>cuoio indurito nell&#8217;olio<\/strong> (spesso 5 mm) \u00e8 stato perforato con<strong> 30 J<\/strong>; l&#8217;<strong>imbottitura <\/strong>tipica che si indossa sotto le armature a piastre (16 strati di lino) \u00e8 stata penetrata con <strong>50 J<\/strong>.<\/p>\n<h2><span style=\"color: red; font-size: medium;\"><a name=\"conclusioni\"><\/a><strong>Conclusioni divise per periodo storico<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>Applichiamo quanto abbiamo visto e vediamo se \u00e8 coerente con quanto storicamente \u00e8 accaduto nel campo delle armature.<\/p>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>XI-XII Secolo.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;armatura del cavaliere di quest&#8217;epoca \u00e8 la cotta di maglia. Un&#8217;arma con lama richieder\u00e0 pi\u00f9 di 200 J per perforare la maglia: solo un uomo molto forte armato con un&#8217;ascia a due mani dalla lama piuttosto piccola (come l&#8217;ascia danese lunga 1,2-1,5 metri) pu\u00f2 sperare di farcela. Per\u00f2 una <strong>freccia<\/strong> richiede solo<strong> 120 J<\/strong> per conficcarsi a fondo nel bersaglio, il che \u00e8 nelle possibilit\u00e0 di un arco lungo da 150 libbre a distanza<em> ravvicinata<\/em> o di una balestra non molto potente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I colpi di spada, mazza e ascia potrebbero <strong>riempire di lividi o anche spezzare le ossa<\/strong> del cavaliere, ma non subir\u00e0 tagli, amputazioni immediate o ferite aperte estese. I medici medievali sapevano trattare benissimo le fratture, ma nei confronti delle ferite infette erano pressoch\u00e9 impotenti: la cotta di maglia non si limitava a offrire una buona protezione, ma <strong>evitava che la morte sopraggiungesse successivamente a causa dei batteri entrati nelle ferite da taglio<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le frecce provenienti da distanze medio-lunghe si conficcheranno nella cotta di maglia o verrano deviate, creando quell&#8217;immagine del <strong>cavaliere puntaspilli<\/strong> (ma illeso!) che i narratori medievali hanno tramandato.<\/p>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>XIII-XIV Secolo.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cavaliere deve rinforzare la propria armatura per resistere al crescente pericolo determinato dalle balestre. Aggiungendo sopra la maglia di ferro una <strong>cotta di piastre<\/strong> spessa 2 mm, in ferro da munizione (qualit\u00e0 I), pu\u00f2 aumentare di 70 J circa la resistenza contro le frecce e i dardi. Una freccia avr\u00e0 bisogno di<strong> 200 J<\/strong> per infliggergli una ferita, il che \u00e8 completamente fuori dalle capacit\u00e0 dell&#8217;arco lungo, ma pu\u00f2 essere ancora possibile con un colpo a <em>bruciapelo <\/em>delle balestre da guerra pi\u00f9 pesanti (<strong>200-250 J<\/strong>, per balestre da 1200-2000 libbre caricate con martinetti o sistemi a carrucola).<br \/>\nUlteriori rinforzi sotto forma di piastre per braccia e stinchi in cuoio indurito, bronzo o ferro andranno a formare quell&#8217;armatura in maglia e piastre metalliche del Trecento, <strong>periodo di transizione<\/strong> tra l&#8217;usbergo e l&#8217;armatura bianca.<\/p>\n<table align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/cavalieri_14th.jpg\" alt=\"Cavalieri del \u2018300\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Cavalieri del Trecento: Italia Centrale, Germania e Catalogna<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>XV Secolo.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un cavaliere equipaggiato con la protezione migliore disponibile indosser\u00e0 un&#8217;<strong>armatura milanese<\/strong>, spessa 2 mm, arrotondata e fatta con acciaio a contenuto medio di carbonio (consideriamo qualit\u00e0 III, ma potrebbe essere anche stata indurita fino a qualit\u00e0 IV).<br \/>\nUna freccia avr\u00e0 bisogno di 230 J per penetrarla e altri 50 J per superare l&#8217;imbottitura sottostante e causare una ferita: <strong>280 J<\/strong> sono fuori dalle possibilit\u00e0 perfino delle balestre con archi in acciaio. L&#8217;armaiolo pu\u00f2 dichiarare senza problemi che questa armatura \u00e8 &#8220;a prova di balestra&#8221;. Un proiettile di grosso calibro avr\u00e0 bisogno di quasi <strong>1000 J<\/strong> per penetrarla, il che \u00e8 nel limite dei <strong>cannoni maneschi pi\u00f9 potenti<\/strong> usati dagli Hussiti. Il cavaliere \u00e8 salvo, ma per poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la sua armatura fosse stata fabbricata nel Nord Europa, con acciai peggiori (qualit\u00e0 II), la protezione contro i proiettili sarebbe di circa <strong>700 J<\/strong> il che lo metterebbe in pericolo nel caso dovesse incontrare cannoni maneschi a distanza ravvicinata. Un problema compatibile con quelli avuti dai <strong>cavalieri tedeschi nel corso della repressione dell&#8217;eresia Hussita sostenuta dal movimento taborita<\/strong> (1420-1434).<\/p>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>XVI Secolo.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un lanzichenecco o un picchiere svizzero indosser\u00e0 probabilmente una <strong>corazza di Norimberga<\/strong> (acciaio di qualit\u00e0 II), spessa 2,5 mm e di forma spigolata. Una freccia colpendo a 45\u00b0 avr\u00e0 bisogno di<strong> 260 J<\/strong> per penetrare (310 J se \u00e8 presente una imbottitura, cosa che dalle immagini dell&#8217;epoca pare non fosse molto comune&#8230;) il che \u00e8 fuori dalle capacit\u00e0 perfino delle balestre. Un proiettile d&#8217;altro canto avr\u00e0 bisogno di solo <strong>1250 J<\/strong>, il che \u00e8 perfettamente nelle possibilit\u00e0 di un archibugio a breve distanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un cavaliere con indosso un&#8217;<strong>armatura spigolata<\/strong> di produzione milanese (qualit\u00e0 III), spessa 3 mm, potr\u00e0 resistere a proiettili fino a<strong> 2500 J<\/strong>. Gli archibugi e i caliver non potranno minacciarlo, ma un pesante <strong>moschetto con la forcella<\/strong> caricato con polvere in grani potr\u00e0 offrire 3000 J a distanza ravvicinata.<br \/>\nQuesto \u00e8 coerente con le riforme dell&#8217;epoca (il <em>tercio<\/em> spagnolo di Spinola, ad esempio, o le innovazioni olandesi di Maurizio d&#8217;Orange) per cui vennero inseriti nei battaglioni di fanteria un certo numero di tiratori armati di moschetti di grosso calibro, pesanti anche 9 kg l&#8217;uno, e sostenuti in posizione di tiro grazie a una lunga forcella.<\/p>\n<table border=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/musketeer.gif\" alt=\"Moschettiere del Seicento\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Moschettiere di fine XVI secolo \/ prima met\u00e0 del XVII secolo<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h3><span style=\"color: red;\"><strong>XVII Secolo.<\/strong><\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;<strong>armatura a tre-quarti da corazziere<\/strong> sar\u00e0 arrotondata, spessa 4 mm e fatta in ferraccio da munizione (qualit\u00e0 I). Un proiettile avr\u00e0 bisogno di 2000 J per sfondarla, il che \u00e8 al di l\u00e0 delle possibilit\u00e0 di una pistola (anche a bruciapelo) o di un archibugio leggero, ma \u00e8 nelle possibilit\u00e0 di un<strong> moschetto pesante<\/strong> con la forcella. Questo genere di armatura, prodotta in massa per armare cavalieri temibili come i <strong>corazzieri livoniani<\/strong> di Gustavo Adolfo o simili, \u00e8 molto pesante a causa del grande spessore e pu\u00f2 arrivare anche a 40 kg (89 libbre in un esemplare storico realizzato per un uomo decisamente robusto): decisamente troppo per un soldato appiedato!<\/p>\n<table border=\"0\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr align=\"center\">\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.steamfantasy.it\/blog\/wp-content\/upload\/ironside_corazziere.jpg\" alt=\"Un ironside parlamentare fa un regalo a un corazziere realista\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr align=\"center\">\n<td><em>Un Ironside parlamentare (in corazza, elmetto e buff coat)<br \/>\nfa un regalo a un Corazziere realista (in armatura a tre-quarti)<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: red;\"><strong>Lieto Fine (?)<\/strong><\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;effettiva evoluzione delle armature sembra essere stata rispettata dai modelli che abbiamo considerato. <strong>Le armi da fuoco hanno portato a una corsa prima alla qualit\u00e0 degli acciai e poi allo spessore della armature, anche a scapito della qualit\u00e0<\/strong>. Rendere l&#8217;armatura spessa il doppio costa molto meno che impiegare un acciaio tre o quattro volte migliore e una corazza in ferraccio da 4 mm prodotta in massa \u00e8 solida quanto una corazza di 2 mm forgiata nel migliore acciaio indurito dai maestri armaioli di Greenwich.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccoci all&#8217;articolo pi\u00f9 importante della serie. 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