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Mondadori muove il culo (ma sculetterà giusto?)

Mondadori, che vantava il negozio di eBook più retrogrado che avessi mai visto (orrendi LIT con gestione DRM sballata, per cui ho perso il diritto di leggere il libro pochi mesi dopo l’acquisto, sigh!), si sta decidendo a muovere il culo.

“Era ora”, diranno quelli che non sono vissuti nelle caverne negli ultimi due anni.
“Si muovono con gran anticipo”, diranno invece i fan di Ferrari, il capoccia della Divisione Libri. Effettivamente dato che i libri digitali non supereranno gli ebook prima di 50 anni (due generazioni, lo diceva Ferrari), si stanno muovendo con abbondante e lodevole anticipo.
[Nota per i retard: li sto prendendo per il culo.]

Gentile lettore,
dal 15 gennaio 2010 il sito www.ebook.mondadori.com non è più attivo.
Dal 2001 è stato il primo e il maggiore tra i siti italiani di vendita di libri elettronici. Oggi, tuttavia, sentiamo l’esigenza di rinnovare la nostra offerta in modo radicale e coerente con la tradizione della nostra casa editrice, che in 103 anni di storia è sempre stata alla testa delle innovazioni del mercato editoriale italiano.

Come saprai, il mondo dell’editoria elettronica è in costante e frenetico aggiornamento. Nuovi lettori, nuovi formati e nuovi sistemi di distribuzione stanno velocemente cambiando l’esperienza di acquisto e di lettura del testo.

Noi di Mondadori crediamo che il libro cartaceo avrà ancora una lunga vita, ma siamo ben consapevoli delle nuove opportunità che si aprono, per noi e per i nostri lettori. Per questo stiamo sviluppando la nostra strategia per il mercato del libro elettronico e nei prossimi mesi potremo presentare un’offerta ampia e variegata, capace di soddisfare al meglio le richieste di un pubblico esigente come il nostro.
Per far questo abbiamo bisogno di tempo e, soprattutto, del tuo aiuto.

Evviva, Mondadori muove il culo. Forse non vuole affondare.
Ma lo muoverà bene? Perché se non capirà concetti come prezzo equo (i famosi 9,99$ massimi secondo Amazon… ma forse questo lo hanno grossomodo capito visto che perfino Ferrari parlava di “metà del prezzo del cartaceo”) e facilità d’acquisto, potrà solo spingere le masse che attualmente NON usano testi digitali piratati a farne abbondante uso. E dovrà capire come integrare al meglio tutto con l’acquisto direttamente sul lettore connesso via 3G o Wi-Fi (tutti i lettori in uscita per il 2010, insomma). E dovrà capire come superare il concetto di solo “libro tradizionale”, offrendo ulteriori servizi (partire ragionando non di testi, ma di ipertesti è un buon inizio). Si parla tanto di enhanced ebook, ma cosa saranno ancora non si sa… chi scoprirà per primo la formula del libro del futuro avrà un vantaggio su tutti gli altri: e intanto Random House fa dei tentativi in stile contenuti speciali dei Film su DVD.

Se Mondadori non capirà come convincere la gente a comprare, allora affonderà lo stesso. Non potendosi più basare solo sulla FORZA del CAPITALE e sul RICATTO della CARTA dovranno iniziare a conquistare la Fiducia dei clienti con la qualità. O perlomeno inventarsi nuovi modi di usare il Marketing per plagiare la gente e sfruttare le masse nel modo esatto in cui le immaginano (e sfruttano) da tempo: bovini senza volontà, buoni solo per il macello dell’acquisto impulsivo/modaiolo, senza alcuna costruzione di un rapporto di fiducia durevole con l’editore (l’editoria del bandito, come la definirebbe Cipolla).

Io intanto a prezzo equo (5-10 dollari) compro già eBook nei pochi negozi online che vendono anche ai non-americani: incluso un libro per il Kindle PC che si è rivelato un PRC senza DRM e ho potuto leggerlo sul Cybook senza doverlo nemmeno deDRMizzare con il programmino in python. Uao, totalmente legale.

 


Aggiornamento per il DR-950 (che mi interessa molto): l’uscita è prevista per Aprile in Inghilterra al prezzo di 250 sterline VAT (ovvero IVA) inclusa.

The 9-inch, touchscreen Asus DR-950 e-reader is due out in April, we’ve confirmed.
[...]
Asus hasn’t set a definite RRP for the Asus DR-950 e-reader, but told us that it was aiming in the region of £250, including VAT.

http://www.mirror.co.uk/news/technology/2010/01/22/asus-dr-950-e-reader-price-and-dated-for-the-uk-115875-21988368/
 

Permalink link a questo articolo: http://www.steamfantasy.it/blog/2010/01/24/mondadori-muove-il-culo-ma-sculettera-giusto/

22 comments

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  1. Claudia

    Ciao, ho iniziato a seguirti da poco, sono giunta qui tramite il blog di Gamberetta! :)
    Ho visto che parli di argomenti interessanti di cui vorrei sapere di più ed eccomi qua XD
    Per esempio so molto poco di e-book e affini.
    In compenso temo che la Mondadori non cadrà col culo per terra. Non che mi auguri un suo fallimento ma finché noi cittadini saremo costretti a pagare le tasse per giornali e case editrici, quelle sopravviveranno e probabilmente continueranno a non adeguarsi ai tempi e a maggior ragione, secondo me, non cureranno la qualità, cercando di tirare ulteriormente la cinghia e di fregare più clienti che possono e a pubblicare roba già vista e rivista perché pensano gli dia sicurezza economica.
    Non sono espertissima di editoria libraria, ma per vari motivi mi interesso dell’editoria a fumetti… e lì, da esterna, ho osservato zero voglia di investire in novità, fare tentativi allo sbaraglio, sulla pelle della gente che lavorava per loro (non pagandola). Invece di cercare di uscire fuori dalle crisi di vendite proponendo novità di qualità, rimangono sempre tutti fossilizzati.
    Insomma è un atteggiamento che osservo in molti campi… sono una bella pessimista in queste cose, mi scuso. :D

  2. Zweilawyer

    Immagino che la Mondadori stia facendo firmare in tutta fretta dei nuovi contratti a tutta la scuderia degli autori, visto che in Italia i diritti sul formato elettronico vengono considerati solo da poco tempo. Sarà molto interessante seguire l’evoluzione delle clausole contrattuali. Infatti, in un mercato sgravato dai costi tipografici e di distribuzione, bisognerà rinegoziare tutte le percentuali. Il guadagno netto dell’autore dovrà salire necessariamente dall’8-10% al 50%, ma ci sarebbero tutti i presupposti perchè si arrivasse anche all’80% (sembra folle, ma in realtà l’editore guadagnerebbe senza fare quasi nulla).

    Zweilawyer

  3. Il Duca di Baionette

    I giganti editoriali sono più lenti e goffi nel prendere decisioni, soprattutto nel prenderne di “innovative”.

    Now comes my third modest proposal, which begins with a prediction: The big, multinational book publishers have begun their funeral march. Within a decade or two, possibly sooner, there will no longer be giants of publishing; instead there will be a reversion to the preconsolidation era with numerous small (by comparison to today’s Hachettes and Random Houses) publishers dominating the industry.

    Before getting to my suggestions about what today’s giants can do to stave off their funeral orations, let’s consider why they are now walking that funeral path. What follows are a sample of publishing’s self-destruct problems.

    First, they are too big to react with grace and ease to changes in the publishing world. Imagine a sumo wrestler dancing Swan Lake. Decisions that need to be made quickly and locally cannot be made because there is always another corporate level to consult. It’s hard to survive when you need to turn on a dime but can only turn on a half dollar.

    Dal famoso blog An American Editor, i cui articoli della serie dedicati al futuro degli editori vengono ristampati regolarmente su Teleread.

    Ho sentito più volte la questione della morte dei giganti (o riconversione in molte strutture più piccole e agili, chiamatela come volete: mica devono per forza portare i libri in tribunale mentre i lettori li aspettano con torce e forconi…) a favore di una massa di editori piccoli e molto specializzati.
    E la cosa mi convince. Come mi convince anche l’idea della garage era degli ebook, con tantissimi piccoli editori che nasceranno dal nulla e falliranno in breve tempo, lasciando sul mercato solo chi saprà conquistarsi il favore del pubblico (e i suoi soldi).

  4. Diego

    @Duca: puoi linkare da qualche parte quei negozi di ebook che vendono ai non-americani, o mailarmeli? Mi interessano, io sono il tipo di utente che se ha la scelta di pagare un prezzo EQUO e non pagare del tutto, preferisce pagare (lo stesso non mi faccio problemi se devo scegliere tra un prezzo LADRESCO e procurarmi la ‘roba’ piratata).
    Ecco un esempio di piccolo editore nostrano che, per me, applica dei prezzi equi.

    http://www.edizionidellavigna.it/ebook/ebook.htm

  5. Il Duca di Baionette

    Su webscription ho comprato alcuni libri, tra cui Flaming London
    http://www.webscription.net/p-732-flaming-london.aspx
    Non mi ricordo se è anche per NON americani o se i controlli erano finti (nemmeno l’IP) e li si fregava senza problemi, vedi tu.
    Cinque dollari per Flaming London o per quell’antologia di Swanwick (di cui non ricordo il titolo), sono un prezzo molto equo.

    E su Amazon, usando Kindle PC, non si è lamentato. Poi mostrerò che bellissimi bei decenti libri ho comprato in un prossimo articolo!!!
    ^___^

  6. Diego

    Madò! Flaming London lo cerco da tempo! Concordo sul prezzo equo. Equissimo, considerando che il cartaceo costa un’iradiddio. L’hai già letto?

  7. Il Duca di Baionette

    Avevo iniziato, poi ho mollato per altro.
    Zeppelins West mi era piaciuto così-così: l’inizio moltissimo, ma dall’isola in poi, anche se divertente, avevo perso interesse per la mancanza dello steampunk tecnologico a favore dello steampunk gonzo (all’inizio tra giapponesi, biplani, dirigibili, l’uomo a vapore col nano dentro, la testa di Buffalo Bill ecc… l’ho adorato).

    Quel sito è fantastico: ti vende (tutto incluso in quel prezzo) il libro in un sacco di formati, tra cui l’HTML che è sicuramente senza watermark (controlla il codice nel dubbio e cambia l’immagine di copertina nel caso sia segnata quella).
    ^___^

  8. Diego

    Comprato! Ah, io il Lansdale delirante del Drive In e di Zeppelin West lo adoro, altro che Hap e Leonard. Mi domando se il Jetbook reggerà quel tipo di comicità, o se non c’è pericolo che fonda i circuiti… finora l’ho testato con libri ‘abbordabili’ ^__^

  9. MarcoF

    Il guadagno netto dell’autore dovrà salire necessariamente dall’8-10% al 50%, ma ci sarebbero tutti i presupposti perchè si arrivasse anche all’80% (sembra folle, ma in realtà l’editore guadagnerebbe senza fare quasi nulla).

    Non “sembra” folle, “è” folle.
    Leggevo su teleread che i siti di vendita ebook in America si trattengono tranquillamente il 50% del prezzo di copertina.
    Se quindi all’autore dovesse andare un 80% netto del prezzo di copertina, un editore vendendo un ebook avrebbe spese per:

    - 100% di diritti all’autore (il lordo dal quale salta fuori il netto di 80%)
    - il 50% per il sito che vende l’ebook.
    Ben poco conveniente, no? ;)

    Sto riflettendo, poi, anche sul discorso “l’editore non deve fare niente perchè ha già fatto tutto per il cartaceo”. Esempio facile facile, le spese per la copertina, giusto per dirne una. Nell’ebook, secondo quel ragionamento, incide zero perchè è già “pagata” per la versione cartacea. Ma credo – e probabilmente chi dovrà vendere ebook farà un calcolo simile. Io che sono solo uno che osserva faccio solo ipotesi! – che il discorso corretto è: se ho speso 100 di copertina, 50 li imputo al cartaceo, 50 al digitale. Idem con i costi di editing e tutto quello che non è stampa e distribuzione (fisica, nel caso del cartaceo, e “virtuale”, nel caso degli ebook).

    Sbaglio?

  10. Zweilawyer

    Non è folle. I diritti sul formato elettronico sono diversi (e contrattualmente hanno una clausaola separata) dal formato cartaceo. Per prima cosa, rispetto al cartaceo, si risparmia il 55% dovuto al distributore.In secondo luogo, si riparmiano integralmente i costi tipografici. Il discoso sulla copertina non l’ho capito, ma quella di un ebook, anche se disegnata dal miglior grafico del mondo, incide in modo risibile sul costo finale del prodotto.
    Condivido pienamento quanto affermato dalla Society of Authors (SoA) inglese: “The Society of Authors (SoA) has reiterated its call for higher e-book royalty rates for authors, describing the current 15% to 25% offered as “miserly”.

    As reported in The Bookseller last year, the SoA ran a piece in the December issue of The Author, asking for royalties of at least 75% or 85%.
    Writing for The Bookseller this week, SoA chair Tom Holland said “it is unconscionable that publishers should be attempting to strong­arm authors into accepting fixed royalty rates on e-books for the entire duration of copyright—and setting them, what is more, at a miserly 15% to 25% of their receipts. . . it is hard to see what it is about the selling of an e-book that entitles the publisher to cream off such an exorbitant share of the revenue“.

    He added: “Publishers seem instead to have constructed a collective wall of silence around their accounting. If not a pre-emptive land grab, then it looks suspiciously like one.”

    Zweilawyer

  11. MarcoF

    @Zweilawyer:
    forse mi sono spiegato male io, ma se dei 5$ che costa un libro (prezzo a casaccio), l’editore deve dare l’80% all’autore e il 50% all’Amazon di turno, quindi deve “spendere” il 130% di quello che incassa! Nonsense, sbaglio? ;)

    Altro discorso, visto che qui si parla tranquillamente! :)
    Da utente ebay e paypal, mi sono creato in mente questo scenario: l’editore italico che evita di vendere su Amazon e si crea una piattaforma “fai da te” per la vendita di ebook, con pagamenti tramite carta di credito (via paypal). Lecito e intelligente.
    Ora, la Quattro Edizioni ( ogni riferimento è volutissimo! :P )vende un suo libro al pubblico a 5€.
    Consideriamo i diritti d’autore pari all’80% e saltano fuori questi numeri:
    - incasso: 5€
    - tasse di paypal (fonte paypal.it: 3,4% + €0,35): 0.52€
    - IVA: 0.83€
    - diritti d’autore: 4€
    Senza aggiungere altre spese “in comune” fra la versione cartacea e quella elettronica (la copertina che citavo nell’intervento precedente, per dirne una: se invece di essere uno studente universitario fossi un editore, probabilmente imputerei metà della spesa al cartaceo e metà all’elettronico, per dirne una, visto che faccio una spesa che ripartisco in due prodotti fisicamente distinti), salta fuori che a fronte di un incasso di 5€ ho una spesa di… 5.35€!
    Non solo la Quattro Edizioni guadagna zero, ma va a perderci!
    Cosa non capisco, quindi, della “richiesta” della SoA?
    Forse, ho pensato, la SoA chiede che all’autore venga dato l’80% del netto dell’editore, non delle receipts (che sono l’incasso, il lordo), può essere? In caso positivo, prepariamoci alla levata di scudi degli editori che imputeranno all’ebook qualsiasi spesa possibile, corrente elettrica inclusa! :D

    Ultimo intervento: leggevo qui un intervento interessante, ma mi ha stupito questo:

    In questo caso poi è Amazon a fare il prezzo e non l’editore. Normalmente, nel caso dei libri cartacei, il prezzo proposto dall’editore viene ridotto da Amazon. Noi abbiamo suggerito un prezzo di circa 5 euro effettivi. Ora però chiunque andasse a cercare i nostri titoli sullo store, troverebbe ancora un prezzo, troppo alto, di 13 dollari e 40 centesimi . Questo è dovuto al fatto che Amazon non è ancora intervenuta sull’offerta degli editori europei: sembra paradossale, ma dovrà “globalizzarsi”.

    Ora, a prescindere da tutto e “da ignorante in merito”, mi chiedo: Amazon fa la parte del leone in un mondo popolato solo di gazzelle, ritoccando un po’ come vuole i prezzi? E’ una cosa “corretta”?

    @duca: pardon per il post (probabilmente!) kilometrico

  12. Il Duca di Baionette

    Vorrei sottolineare:

    accepting fixed royalty rates on e-books for the entire duration of copyright

    La questione era delle fixed royalties e l’80% (non del prezzo al dettaglio, ma di quanto ha ricevuto l’editore… quindi già tolto quel 30-50% che si tiene il negozio online) riguardava i libri che hanno già ripagato da tempo ogni costo editoriale sostenuto dall’editore.
    Ovvero il discorso, se ne era già parlato qualche post fa e avevo linkato l’articolo, riguarda la flessibilità delle royalties: da più basse (30-40-50% di quanto riceve l’editore) fino al massimo (70-80%) quando l’editore ha ripagato tutte le spese (pubblicità, editing, bozze, copertina, costi propri vari spalmati sull’opera), o qualche mese dopo se lo si struttura con un ulteriore margine di copie/tempo, e ormai guadagna sul nulla dato che non fornisce più alcun servizio degno di valore.

    Forse, ho pensato, la SoA chiede che all’autore venga dato l’80% del netto dell’editore, non delle receipts (che sono l’incasso, il lordo), può essere?

    Esatto: l’articolo originale citato un po’ di tempo fa parlava proprio di questo. ^_^
    Comunque anche nello spezzone indicato Zwei si parlava del “loro incasso”, riferendosi all’editore e non al negozio online esterno. Anche senza leggere l’articolo originale si capiva.

    @duca: pardon per il post (probabilmente!) kilometrico

    Hai fatto bene a farlo visto che la situazione non era chiara e non si centrava la questione delle royalties flessibili (chiave per capire l’arrivo all’esorbitante 80%). Hai fatto bene anche a linkare Wired: lo avevo appena letto e stavo per farlo io.

  13. Il Duca di Baionette

    Risottolineo che le attuali percentuali considerate troppo basse sono il 25% di quanto l’editore riceve dal negozio online. Esempio preso da qui:

    The New York Big Six have been offering authors e-book royalties of 25% of the net receipts (publishers usually receive about 50% of the list price). So on a $15 e-book, the publisher’s net is $7.50 and the writer gets $1.88 of that.

  14. Zweilawyer

    Allora non avevo capito un cazzo. Pensavo si riferissero a piattaforme fai da te (gestite dall’editore) per la vendita online. Ovviamente Amazon e gli altri non lavoreranno gratis. Cercate di capirmi, faccio un lavoro stressante.

  15. Il Duca di Baionette

    Jesus Onofago ti ha già punito in via preventiva con la rottura dell’Opus. Non so per cosa, ma sei perdonato. ^_^

  16. MarcoF

    Allora non avevo capito un cazzo

    Quoto! ^_^

    Adesso, effettivamente, i numeri sono molto più sensati, da una parte e dall’altra.

    Ringrazio e vado a farmi un caffè! :D

  17. Zweilawyer

    MarcoF ho casa piena di armi e armature. Non prenderti giuoco di me.:)

  18. MarcoF

    Io sono mingherlino, disarmato e soprattutto non masochista/autolesionista! :)

    Ma, nonostante questo, “Quoto” era da intendersi come “Anch’io non avevo capito un cazzo”.

  19. Il Duca di Baionette

    “Quoto” era da intendersi come “Anch’io non avevo capito un cazzo”.

    Non l’ho capito manco io riguardo [inserire argomento a piacere], ma questa non è una novità per i miei lettori.
    ^___^

  20. Angra

    Ecco come vorrei il nuovo ebook store Mondadori. Portale realizzato, per la modica cifra di 2,4 milioni di euro, dalla Guaglione Lodritto Informatica Srl, già subappaltatrice dei citofoni delle piazzole SOS del ponte sullo Stretto di Messina. Consiste in un .TXT con una quindicina di titoli, con le istruzioni per ordinare:

    - stampare il modulo
    - barrare i titoli desiderati
    - pagare l’importo dovuto tramite bollettino postale
    - spedire il tutto in busta chiusa a Mondadori Editore.

    Dopo un mesetto vi arriva il vostro bel eBook su un floppy disk da 5″ e 1/4 in formato .LBF (Lodritto Book Format) con DRM. Spero che i vostri lettori di eBook lo supportino ^___^

  21. Ayame

    Sinceramente? Se i big affonderanno farò festa per un mese ^__^

  22. Stefano

    Scusate l’OT: Duca, che tu sappia è vero che Gamberetta chiude bottega?

  1. Trackback di space of entropy

    Pensieri librari-tecnologici, in ordine sparso…

    La Apple il 27 ha presentato la sua nuova creatura, il tanto atteso “tablet” di nome iPad. Il MPPDM mi ha gentilmente messo in condizione di vedere il podcast della presentazione (con la mia connessione a criceti col ciufolo che l’avr…

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    [...] Duca Carraronan, sembra che qualcosa si stia smuovendo anche in Italia, anzi, citiamolo a dovere: Mondadori muove il culo (ma sculetterà giusto?)… Ecco, il dubbio è quello: qualcosa si muove, forse le grandi case editrici cominciano a capire [...]

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