agosto 2010

Archivio del Mese

Coniglietti, adorabili coniglietti (2)

Posted by on 31 ago 2010 | Tagged as: Conigli

È l’ultimo giorno di agosto quindi metterò dei coniglietti. So che li volete. Tutti vogliono i coniglietti. Ammirateli e assumete l’espressione che ho io quando li guardo (questa). Conigli. Conigli. Conigli. Gli ultimi conigli dell’estate, prima che l’autunno ci riservi molti altri coniglietti. E ancora di più l’inverno. Per non parlare della primavera, quando gli ani si sessuano e gli istinti uominosessuali trovano amorosi sfoghi perfino nelle case editrici, su tappeti viventi di coniglietti, e generano quegli aborti mongoli con un cromosoma in più che poi giungono in libreria.

Adorabili coniglietti che dormono abbracciati.

L’University of Victoria in Canada è diventata famosa tra i pervertiti nullafacenti come me gli appassionati di animali per i conigli che l’hanno invasa. Ci sono da anni conigli nel campus, animali domestici abbandonati e le generazioni di randagi nate da loro, ma negli ultimi tempi la popolazione di morbidosi cucciolotti ha raggiunto dimensioni record: sono ovunque. Nel corso dei mesi ho letto sui siti dedicati ai coniglietti vari progetti per liberare il campus, dall’uccisione dei conigli (ovvove che inovvidisce i canadesi!) ai progetti fallimentar-umanitari di prelevarli e sterilizzarli uno per uno per poi lasciarli di nuovo nel campus a vivere la loro gioiosa esistenza di culetti saltellanti. Manca solo il predicatore che spieghi alla folla di conigli che il sesso fuori dal matrimonio è peccato: un metodo per evitare le gravidanze di notevole successo approvato dal Papa e quindi cool.

I video di studentesse entusiaste dei coniglietti non mancano su youtube, come è giusto che sia: piacerebbe anche a me uscire di casa e trovarmi immerso nei coniglietti, tutti abituati alle persone, che si fanno accarezzare e mangiano dalla mano (e si fanno palpare il culotto peloso!). Kawaii!!! *____*

Coniglietti vicino l’University of Victoria. Sono pieni di pappa e camminano a fatica.
Quello arancione ha buon gusto: ignora la cicciona e punta la ragazza con gli stivali.
I conigli dell’UVic sono famelici come leoni!

Come sempre ho copie dei video sul mio PC.
Se dovessero sparire da youtube, avvertitemi e li caricherò sul sito. ^_^
 

Consiglio di lettura: “Lo Specchio di Atlante”

Posted by on 29 ago 2010 | Tagged as: Fantasy, Libri

Oggi voglio consigliare un romanzo italiano: Lo Specchio di Atlante di Bernardo Cicchetti. Non è un romanzo fantasy recente figlio del babyboom e del caos mentale degli editori, sempre in cerca di qualcosa da pubblicare senza avere però alcuna competenza né nella selezione del materiale né nell’editing. È un romanzo di quando il fantasy ancora non aveva fatto il botto grazie ai videogiochi e ai film del Signore degli Anelli. È un romanzo di quando dicendo “Troisi” veniva in mente un rispettabile attore italiano e non un’analfabeta di ritorno. È un romanzo del 1991, epoca buia e triste in cui la gente non guardava ancora i video dei coniglietti su internet.

Lo Specchio di Atlante era stato consigliato da Gamberetta (torna, il Duchino ti aspetta…) nel gennaio 2009. Io ho comprato il Cybook pochi mesi dopo, ma tra una cosa e l’altra non ho mai letto il romanzo che Lei ci aveva consigliato. Alla fine mi è tornato in mente e l’ho divorato come un coniglietto divora l’uvetta: nudo e senza usare le mani. Qualcosa del genere. Insomma mi è piaciuto molto.
Mi percuoto il picklehaube per non averlo letto prima, quando Lei, la Nostra Dea, lo aveva consigliato!

La trama in breve.
Nel mondo fantasy tal-dei-tali c’è un posto chiamato Maniero in cui abita un potente mago, il Maestro Zephiro, con i suoi Apprendisti Heron e Kalamon. Heron ha un hobby: visitare in sogno un mondo in cui spiare la bella Ilina che fa il bagno. Anche Kalamon ha un hobby: contemplare uno specchio che non restituisce la semplice immagine riflessa, ma una versione demoniaca della stessa. Messa così sono una bella coppia di mongoli. Mentre loro si trastullano (in particolare Heron, appostato dietro i cespugli a spiare Ilina nuda -tutta nuda, direbbe Ghirardi-) il mondo sta andando a puttane: piovono lucertole dal cielo, nascono bambini deformi, il cielo assume strani colori, i boschi si tramutano in aborti paludosi, Mondadori pubblica horror per bambini ecc…
Il Maestro però ha scoperto cosa non va: la ghiandola pineale della Statua di Atlante, l’oggetto che preserva l’ordine del mondo ed evita che schifezze simili capitino, si è rovinata. Bisogna procurarsene una nuova. L’unico problema è che è fatta di un materiale così raro che non ce ne è altro nel mondo. Heron dovrà viaggiare nel mondo che ha sognato e invece di farsi le pippe nei cespugli dovrà trovare quel materiale e portarselo via.
La storia prosegue tra mondi nel sogno e mondi dietro lo specchio, perché quello di Heron non è l’unico mondo che sta collassando e anche altri personaggi provenienti da mondi paralleli sono in cerca dello stesso materiale.

Non è facile classificare Lo Specchio di Atlante. Lo stile, la brevità, il porre l’idea al centro della storia anche a scapito della caratterizzazione dei personaggi, fanno pensare a un Urania di alta qualità: buone idee e poi dritti fino alla fine della storia, raccontando solo ciò che serve.
All’apparenza è fantasy, con tanto di maghi piuttosto classici (il Maestro, gli Apprendisti, i giovani Aspiranti che studiano magia nel Maniero) che richiamano elementi cliché del genere, ma la storia ha idee di fondo (universi paralleli, sogno e realtà) che ricordano la fantascienza. Lo si potrebbe definire science-fantasy, usando la definizione “istintiva” nel senso più vago possibile di mix tra fantasy e fantascienza (io però preferisco la definizione di Rod Serling: “science fiction makes the implausible possible, while science fantasy makes the impossible plausible”), ma forse basta dire che è un BUON fantasy, di quelli in cui il lettore può ricevere STIMOLI invece di accontentarsi di tenere il cervello spento come se fosse davanti alla televisione, forse addirittura RIFLETTERE dopo averlo letto. Insomma, un fantasy italiano come non se ne vede da anni nelle librerie.

Copertina (ma va?)

Il miglior fantasy italiano che abbia mai letto. Nonostante i vari difettucci di scrittura qua e là, incluso il punto di vista che in una certa scena balza di continuo da un personaggio all’altro (risultando fastidioso), il romanzo rimane scorrevole e piacevole grazie alle ottime idee di fondo e allo stile che nel complesso è trasparente quanto basta.

In un romanzo decente, un romanzo di qualità, è normale che sia così: facile per gli incompetenti autori italiani d’oggi rifugiarsi dietro la puntigliosità delle critiche (oh, no, se fai citazioni puntuali degli errori è perché sei prevenuto e non vuoi davvero leggere!, da strillare con la vocina che contraddistingue le vere checche isteriche del fantasy italiano), ignorando che i testi decenti, quelli che hanno dietro delle idee e sono scritti con intelligenza, possono sopravvivere benissimo anche a quantità abbondanti di errorini sparsi mentre solo i testi merdosi collassano assieme ai propri problemi perché non hanno niente da dire e nessuna storia interessante da raccontare. Ma forse è più facile blaterare del “fantastico come esplorazione e/o specchio deformante della realtà”, accusando ogni critica puntuale e motivata ai propri testi di essere pura inVidia di chi non è stato pubblicato, piuttosto che accettare la Realtà di essere degli incompetenti. Se certi autori italiani si rendessero conto di questo, forse smetterebbero di essere i mentecatti che sono… ma proprio perché sono mentecatti non possono per definizione accorgersene.

Confermo che gli omuncoli sono i personaggi caratterizzati meglio. Consigliatissimo.
Lo trovate su emule cercando “lo specchio di atlante”. È la release di Hyps numero 2342: si trova sia il PDF che il RAR contenente PDF, RTF, DOC, LIT e HTML.

Torna, Gamberetta!
Porta un raggio di intelletto nella Selva dei Mongoli!

 

Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (3)

Posted by on 27 ago 2010 | Tagged as: Ebook, Editoria

Torna l’aggiornamento a tema eBook, questa volta più piccolo del precedente.
Come detto la volta scorsa ormai i dati AAP/IDPF, a meno di straordinarie variazione, stanno diventando sempre meno utili per capire il reale andamento degli eBook:

un problema più terra-terra per i miei articoli: come cavolo quantifico la diffusione degli eBook, ora? Mi state fregando il gioioso post mensile con i dati di IDPF (basati su 12-15 editori, non su centinaia di mini-editori e decine di migliaia di autori indipendenti!) se cominciate a renderli sempre meno rappresentativi dell’editoria digitale nel suo complesso…

Non ero il solo a dirlo e continuo a non essere il solo: quei 12-15 editori non sono più adeguatamente rappresentativi di un settore la cui peculiarità è proprio quello della coda lunga che li esclude.
I dati AAP/IDPF stanno diventano sempre meno interessanti per noi italiani anche perché ora che gli eBook stanno muovendo i primi passi in Europa, in particolare in Italia, diventa sempre meno interessante guardare agli USA (piuttosto può essere interessante seguire le notizie che riguardano la Francia o la Germania).

Se prima si indicavano i dati USA per dire “guardate che lì succede e noi non siamo alieni venuti da Saturno per cui succederà anche da noi”, ora che le cose si stanno mettendo in moto tanto vale guardare direttamente a ciò che accade da noi. Dopo due anni di aggiornamenti costanti (dal luglio 2008) sulle vendite negli USA era anche ora che smettessi di sentire bisogno di rassicurare i mongoli che gli ebook (e i lettori di ebook) prima o poi avrebbero cominciato a diffondersi anche nella nostra Repubblica delle Banane.

Detto questo, cerchiamo lo stesso di cavare qualcosa dai dati di AAP/IDPF sugli ebook nel secondo trimestre del 2010 (88,7 milioni contro i 91 milioni del primo trimestre).
Il solito grafico retard di IDPF:

Non si può dire che le cose vadano male. A meno che per voi il triplo dei soldi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sia “male”. È curioso che qualcuno possa vedere dei ricavi di quasi tre volte tanto (179,7 milioni contro 63,4 milioni, +183%) come un collasso degli eBook: forse tra i supporter dell’ultima ora ci si era abituati troppo presto all’idea che gli eBook cagassero uova d’oro e preparassero spedizioni umane su Marte (sulla seconda ci stanno lavorando). Beh, non è così: gli eBook non sono un mercato magico, soprattutto quando gli editori cercano di danneggiarli apposta (vedremo dopo) e i dati usati per descrivere la loro salute risultano demenzialmente inefficaci per il nuovo scenario apertosi negli ultimi mesi (già detto prima: coda lunga che nasce solo con l’affermarsi della comodità degli eReader).

Anche guardando solo il secondo trimestre 2010 rispetto al primo, non si tratta di un vero calo significativo: -2,5% per quei 12-15 importanti editori che comunicano i dati ad AAP, un’oscillazione facilmente spiegabile con le cose dette poche fa sugli editori che si danno la zappa sui piedi da soli e con la coda lunga. Da 91 a 88,7 milioni più che un tracollo sembra una stabilizzazione per quei 12-15 editori (ripetiamolo di nuovo: LORO non sono più il Mercato degli eBook! LORO non sono la coda lunga!). In due trimestri gli eBook in USA hanno fatto più che in tutto l’anno precedente. Se rimanessero completamente stabili fino a dicembre, cosa che ritengo poco probabile come già detto quasi tre mesi fa, sarebbe quantomeno un raddoppio rispetto al 2009.

Lo straordinario (e allucinante, visto che faceva sognare chissà che traguardi) successo di gennaio si può spiegare con il boom di lettori di eBook venduti a Natale, a cui è seguito l’acquisto compulsivo di eBook da parte dei nuovi proprietari (io quando mi è arrivato il cybook ci ho caricato sopra libri per, boh, due o tre anni ^_^”"). Questo sembra confermarlo anche B&N che, seppure in difficoltà nel settore cartaceo, dice di andar bene in quello digitale e di vendere sempre più eBook (il Nook era stato tra gli eBook Reader più regalati a Natale 2009, tanto che ne finirono le scorte in poco tempo e dovettero spostare l’invio delle nuove prenotazioni al 15 gennaio: un aiutino alle vendite degli eBook deve averlo dato!).

Il calo successivo, su febbraio e marzo, è facilmente spiegabile come frenata dopo le spese pazze di gennaio: dopo essersi riempiti di eBook sufficienti per mesi, si smette di fare acquisti compulsivi come se i libri digitali desiderati dovessero sparire dal pianeta da una giorno all’altro.

Il secondo trimestre invece si spiega con l’idiozia degli editori e con la coda lunga. La coda lunga lo sapete cos’è e l’ho già indicata una mezza dozzina di volte in questo articolo, da bravo vecchio rincoglionito che si ripete, per cui ci tornerò dopo con un’ultima citazione e basta (i conigli hanno la coda corta per cui tutto questo parlare di coda lunga lo trovo davvero poco kawaii).

Another observer reminded us that a huge number of people bought e-book reading devices or received them as gifts for the Christmas holiday in 2009, and that led to their purchasing tons of e-books in January 2010, still the biggest month in e-book history. In subsequent months there was no place to go but soft.

(Fonte: ereads.com)

Vediamo allora COME gli editori si sono dati la zappa sui piedi nel secondo trimestre.
Ricorderete di certo che con l’arrivo di iPad e del suo negozio di eBook, basato sul modello agenzia 70-30 (70% del prezzo di copertina all’editore, 30% al negozio online), c’era stato uno scontro tra i grandi editori ed Amazon. Gli editori volevano il controllo del prezzo per poter così aumentare il prezzo degli ebook anche a 12$ o a 14$, senza il blocco di 9,99$ imposto da Amazon. Alla fine Amazon, dopo aver tentato rappresaglie, ha dovuto cedere alle richieste.
Questo controllo del prezzo però non è un vantaggio per gli editori. Come già sappiamo il prezzo di 9,99$ era praticamente il massimo tollerabile per dei romanzi (facendoli pagare meno si vende molto di più e si guadagna di più) per cui metterli a 14$ causa automaticamente meno vendite. In più, e qui non mi pare di averlo sentito dire in giro abbastanza, a pari vendite gli editori guadagnano meno! Come mai?

Prima Amazon comprava i libri dagli editori con il modello grossista, pagandoli anche più di 12$ e vendendoli a 9,99$ in modo da costruire un mercato degli eBook da zero e diventarne il padrone incontrastato. Era il grande progetto nel 2007-2009, poi la concorrenza si è svegliata dal letargo capendo che i dati sulle vendite del Kindle erano segreti proprio per guadagnare più tempo possibile lasciando tutti nell’incertezza (cosa a cui qualsiasi mongoloide poteva arrivare: non si comunicano dati sensibili al nemico se il tuo scopo è ammazzarlo con un attacco a sorpresa). Amazon ragionava sul futuro, non sugli incassi del momento presente. A ogni libro pagato 9,99$ da un lettore corrispondevano 12$ (o anche più) che i 12-15 editori dichiaravano ad AAP. Ora con il modello Agenzia se vendono lo stesso libro a 9,99$, potranno dichiarare ad AAP solo 6,99$. E se lo vendono a 12-14$, solo 8,4-9,8$. Molto peggio di prima.

Solo per poter mantenere in pari le entrate bisogna vendere MOLTI più libri rispetto a prima col modello agenzia! Così, da un momento all’altro! Non mi stupisco che ci sia stato un calo del 2,5%, anzi, poteva essere perfino peggiore! Infatti, come sottolineato da ereads.com (qui e qui), molti clienti non sono per nulla disposti a pagare più di 9,99$:

Consumers just rebelled against paying $12 to $14 or more for e-books. This view was supported by this comment posted on our website: “Second quarter is when I started feeling the sting of agency pricing for e-books, and I cut way back on my e-book buying. I imagine a few other folks did, too.” (Thanks Stacy!)

I am still downloading a lot of books, but definitely buying fewer of the overpriced e books [...] I just won’t buy some books I want to read but feel are over priced. My entire family read Jim Butcher’s Changes in a library copy rather than buy it at $12.99 for our Kindles.

Ulteriore prova che il calo dipenda da queste politiche di prezzo cretine è che LORO dichiarano un lieve calo mentre Amazon, B&N e Smashwords dichiarano vendite sempre in crescita (questo però va in parte anche nel discorso coda lunga), addirittura in aumento settimana su settimana secondo B&N! Da qualche parte i soldi devono essere finiti (in mano ad altri editori con politiche di prezzo meno cretine?). Il minor numero di libri venduti per persona deve essere stato compensato dal notevole aumento di persone dotate di eReader, come le ottime vendite del Kindle 2 dichiarate da Amazon fanno immaginare.

Chiaro, ora? Con simili premesse di autolesionismo e comprensione del mercato degna di un bambino dell’asilo con difficoltà di apprendimento, quegli 88,7 milioni sono grasso che cola, altro che tragedia…

Ah, avevo detto che avrei citato ancora la coda lunga perché sono in parecchi a pensarla come me sulla sua rilevanza FONDAMENTALE negli attuali scenari di vendita degli eBook. Ecco qui, con tanto di aggiunta sul modello agenzia (grassetti miei):

Even we consider US only, the data may not reveal the actual revenue since it’s based on only 12-15 trade publishers. In recent times we see an explosion of self publishing ebooks through Kindle publishing platform, Smashword or Lulu. The fight over pricing ebooks might have also impact on such revenue as the big publishers are trying to enforece so called Agency model to retain gains (profit) from the ebooks market, which might backfire.

(Fonte: e-bookvine.com)

La gente che si autopubblica e i piccoli e medi editori non rappresentati dai dati di AAP sono TANTI. Nel negozio di eBook della Apple, Smashwords aveva raggiunto una posizione di tutto rispetto nelle vendite. Konrath, che come ricordato più volte non è nemmeno l’autore autopubblicato che vende di più (ma è quello che chiacchiera di più e attira più attenzione) fa ormai vendite di questo livello impensabile per quando pubblicava col cartaceo:

according to my numbers Apple is a very small part of the ebook market. I sell 200 ebooks a day on Kindle. On iPad, I sell 100 a month.

Questo 200 al giorno contro 100 al mese solleva ulteriori dubbi sulle affermazioni di Steve Jobs riguardo il controllo del 22% del mercato eBook da parte di Apple (contro il 70% o poco più di Amazon), come fa notare anche mediabistro.com:

While obviously an author’s sales channels will vary by genre and retailer, this does raise questions around Steve Jobs’ claim that Apple has 22% of the eBook market.

O gli utenti con l’iPad sono allergici a Konrath o qualcosa non torna, vi pare?
Povero Konrath, come farà a sopravvivere con appena 400$ al giorno? Avido bastardo… ^__^


EDIT 27/8/2010, 21:10
Questa notizia penso possa interessare tutti gli nVidiosi che amano gli eBook solo perché gli Editori Kattivi hanno rifiutato di pubblicare i loro libri (lol!). Il nuovo thriller di Laura Lippman, I’d Know You Anywhere, a quanto dice HarperCollins (riportato su The Wall Street Journal) ha venduto nei primi cinque giorni 4.000 libri di carta e 4.739 eBook. Un piccolo superamento ogni tanto fa sempre piacere.

“This is the first book of ours of any consequence that has sold more e-books than hardcovers in the first week. What we’re seeing now is that if a book gets a good review, it gets a faster lift on the digital side than it does on the physical side because people who have e-readers can buy and read it immediately.”
(Frank Albanese della HarperCollins)


 
Vabbè, lasciamo perdere.
Passiamo all’hardware prima di fare un balzo in Italia per lollare un altro po’.
Il 2011 si era detto che doveva essere l’anno del colore, con i primi modelli in vendita fin da Natale 2010, giusto? Secondo le previsioni di E Ink Holdings (la vecchia PVI che ha cambiato nome adottando quello del suo prodotto di punta) gli eReader a colori rappresenteranno il 10% del mercato eReader nel 2011. Chi si sta muovendo per ora in direzione del colore, concretamente?
Escludendo Samsung, che nonostante un bel po’ di mesi fa avesse annunciato di stare lavorando a uno schermo a colori da 10,1 pollici, ora non si sta muovendo affatto (dietro front sugli EPD, l’epaper: troppo costosi e andrà avanti per un po’ con gli LCD), c’è LG che ha annunciato per fine anno di mettere in produzione di massa uno schermo a colori da 9,7 pollici (bello!) e un foglio flessibile a base metallica in bianco e nero da 19 pollici. E poi c’è Hanvon che vuole commercializzare nel quarto trimestre 2010 un eReader con schermo a colori formato da un display E Ink Pearl (i nuovi schermi con contrasto migliorato) e un filtro per il colore. Il filtro per il colore non è un novità, sono anni che se ne parla (e anche i prototipi di schermi E Ink antiurto flessibili risalgono al 2002, non sono una novità), ma si diceva in passato che il colore ottenuto col filtro sarebbe risultato poco brillante, slavato. Mah, vedremo cosa offriranno Hanvon ed LG.

Schermo flessibile LG.

E per finire segnalo il nuovo articolo di Antonio Tombolini su EDIGITA. Che EDIGITA puzzasse di marcio lo si era capito, ma questo forse non lo sapevate: per usare la piattaforma di EDIGITA bisogna accettare un contratto che impedisce di distribuire gli eBook con altre piattaforme! EDIGITA vuole l’esclusiva assoluta.
Questo però vale solo per chi non fa parte dei soci fondatori, ovvero per i piccoli e medi editori che volessero aggiungersi in futuro alla piattaforma. I fondatori (RCS, Feltrinelli e Messaggerie) invece…

“Le imprese madri si riservano la possibilità di concludere contratti per la distribuzione on-line dei propri libri con piattaforme diverse da Edigita, fermo restando che quest’ultima sarà utilizzata dalle parti per la gestione dei file.”

Stronzi sì, scemi no. ^__^

Questa volta niente conigli: il ritardo mentale dei grandi editori americani li ha fatti fuggire.
 

The Victorians

Posted by on 26 ago 2010 | Tagged as: Documentari, Storia

The Victorians è una serie di quattro documentari sull’Inghilterra Vittoriana.
Sono tutti molto ben realizzati e forniscono molti stimoli visivi e informazioni per “capire” (anche se non per conoscere) il mondo vittoriano. Invece di sfornare cifre e date, Jeremy Paxman fa entrare lo spettatore nello spirito del periodo: come le persone vedevano la vita, come percepivano la città, cosa pensavano dei poveri ecc… con qualche salto su argomenti diversi come i cannoni a retrocarica di Armstrong, la carica di Balaclava (molto semplificata), le fognature di Londra o la fuga artistica verso quel medioevo fantasy idealizzato in cui il progresso e le macchine, ormai mal sopportate, non avevano posto.

Parla anche della Grande Puzza del 1858, l’evento copiato spudoratamente da Gibson in The Difference Engine (ommioddio che mondo steampunk distopico: la Grande Puzza è arrivata nel 1855 invece che nel 1858! Sei un gegno Gibson!).

“Dio del Fiume fatti un bagno. Col sapone. Tanto sapone.”
Spunti SteamFantasy nelle vignette del periodo?

Tutti gli argomenti sono supportati da dipinti del periodo che spiegano meglio di tanti discorsi (Show, Don’t Tell!) cosa i Vittoriani fossero disposti a “vedere” e cosa preferissero nascondere. Nel video che ho riportato sotto c’è uno dei tanti esempi: la raffigurazione delle vecchie tristi nell’Ospizio dei Poveri diventa, per poter essere venduto, un quadro di vecchie sorridenti con tanto di vaso di fiori sul tavolo. Tenere fuori lo squallore del mondo reale quando si chiudeva la porta di casa era una necessità.

Nel link in fondo al post ci sono gli episodi con i sottotitoli in inglese.

Alcuni dipinti sono molto graziosi e in certi quadri che non avevo mai visto c’erano ragazze arrapanti. Quella in The Bayswater Omnibus del 1895 mi ha indotto una riflessione sulla sensatezza dell’abitudine nei decenni precedenti l’opera di uscire di casa sempre con un accompagnatore (sintesi ulteriore del mio pensiero: RAPE! RAPE! RAPE!).
Mi eccitano la ragazze per bene vestite come nell’Ottocento, con ben poca pelle esposta e tanta sartoria di qualità (magari senza la crinolina anni ’50-’60 che la stessa Regina Vittoria non ha mai indossato). Mi eccitano quasi quanto le fatine spogliarelliste. Ma il top dell’erotismo rimane sempre la Regina Vittoria che posa per con la Maxim.

Gnomo in “The Fairy Feller’s Master-Stroke” di Richard Dadd: secondo me si è cagato addosso e si vergogna ad alzarsi con i pantaloni tutti smerdati…

Trovate tutti gli episodi sottotitolati in inglese su gigapedia. Sono 2,9 GB in formato RAR divisi in 16 parti (quattro parti per ogni episodio). Usando ifile.it potete scaricare tre o quattro parti per volta e in un paio di ore avere tutta la serie.
Ringrazio “???” per avermi segnalato la serie. L’ho finita di vedere proprio poche ore fa.
 

Campionato Danese di Salto per Conigli, 2010

Posted by on 24 ago 2010 | Tagged as: Conigli

Dopo due settimane di lavoro per l’articolo sullo Steampunk nel Risorgimento (una di studio del materiale disponibile e una, dal 13 agosto in poi, di sola scrittura, rilettura e ricontrollo delle fonti per più di otto ore al giorno, ridotto più o meno così) e pur avendo spunti per altri articoli a tema Steampunk di varia lunghezza, mi sono accorto che il sito ha perso di vista le cose DAVVERO importanti: i conigli.

C’erano conigli negli articoli sugli eBook, ma manca da troppo tempo un articolo dedicato ai conigli. Ecco allora il video con i vincitori nelle diverse competizioni del Campionato Danese di Salto per Conigli, edizione 2010.

 

No, non è un post riempitivo: è Arte.
I conigli sono Arte. Noi siamo i conigli. Noi. Noi. NOI.
 
NOI.

 

Pagina 1 di 2
1 2 ultima »