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Apr 03

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“Guerrilla reading”: coglioni che insegnano a odiare la lettura

Notizia di questi giorni: gente sui tram a Milano che rompe le palle agli altri mettendosi a leggere ad alta voce da cartelle di fogli o quaderni. Lo scopo? Risvegliare il popolo bue dal torpore degli smartphone ed educarlo al corretto modo di vivere la propria vita, ovvero leggendo da fogli di carta. Ne ho appena parlato sulla mia pagina FB, ma condivido qui il discorso.

Vi metto un link a un articolo e qui sotto vi riporto un video delle audaci letture in tram. Il tono dell’articolo è ampiamente deficiente e si sente fortissima la puzza del tentare di nascondere la pochezza dell’evento parlando di un entusiasmo che probabilmente è irrilevante (guardate il video, quanto entusiasmo vedete?).

Gente che rompe il cazzo al prossimo leggendo a voce alta testi brutti. Per definizione il testo scritto prevede l’immersione e la lettura, non l’ascolto, per cui anche se fossero “belli” (ovvero trasparenti e immersivi) esposti così diventerebbero una merda. Solo se già fan pena, non peggiorano.

Il tutto condito con la maleducazione becera di chi a voce alta disturba il prossimo: se qualcuno che loda questa cosa poi si permette di lamentarsi di chi parla a voce alta al cellulare nei mezzi pubblici, è una testa di cazzo e meriterebbe di essere obbligato dallo Stato a girare per un mese col cartello d’avvertimento.

Senza considerare che tantissima gente con gli smartphone legge giornali online, romanzi, articoli. L’equazione “smartphone = rincoglionimento” (e io contesterei anche che ci si può rincoglionire come delle vere merdacce anche leggendo i libri) è fallata oltre ogni ragionevole dubbio.

Citando un commento al post:

“Sti gggiovani sempre col telefonino, dove andremmo a finire” e poi magari sono quarantenni che giocano tutto il giorno a candy crush, e stanno in gruppi di merda a condividere bufale complottiste e a cercare di curare i malati mettendo like e scrivendo “amen”. Loro sì che sono il pinnacolo della nostra specie.

Iniziativa di lettura ad alta voce molto utile per legare il concetto di libro a:

  • sfigati snob
  • maleducazione
  • rottura di coglioni

Come da piano. Continuiamo ad allontanare la gente dalla lettura presentandola come qualcosa di sinistro e alieno, popolata di boriosi pezzi di melma snob che vogliono insegnare agli altri come dovrebbero vivere le loro vite. Uno li vede leggere e pensa “se a leggere mi riduco così, non lo farò mai.”

E a quanto pare i volontari attention whore per proseguire in questo scempio della narrativa non mancano. O così dice quel giornale. E i giornali non mentono mai, lo sappiamo. E poi me lo immagino bene come leggeranno buona parte di questi geniacci:

Se non funziona prova qui ▼

Ma poi a Milano? Cazzo, a Milano sentite il bisogno di farlo? Una delle città in cui si legge di più in Italia, in una delle regioni in cui si legge di più! Anzi, LA città in cui si legge di più in Italia secondo i dati di Amazon!

Una nota ulteriore sulla lettura a voce alta (e certi eBook).

Lo scopo della narrativa, in quanto forma di Retorica, è ottenere la trasparenza, ovvero lasciare solo il contenuto e rendere invisibile la forma. Questa è la base minima per poter parlare con cognizione di causa di narratologia.

Il testo deve scomparire, l’ambiente esterno scomparire, e bisogna trovarsi completamente catturati dalle sensazioni e pensieri del personaggio come se fossimo diventati lui. Come se quella fosse l’unica realtà esistente. Un testo progettato per funzionare così ovviamente non funziona altrettanto bene con il distacco della lettura altrui: non scompariamo nel testo, siamo perfettamente consapevoli di ascoltare un altro che parla (e magari intanto guidiamo pure, distraendoci ancora di più).

L’esperienza immersiva è castrata, ci troviamo separati dal testo, e solo i testi brutti o bruttini (il giudizio è solo sulla scrittura, i contenuti dietro la cattiva scrittura possono essere profondi e meravigliosi… se mai arriveremo a leggerli tenendo duro), ovvero la massa, può cavarsela in audiobook o letti a voce alta: il fatto di perdere gran parte della propria forza e ridursi a un livello inferiore se letti a voce alta può essere considerato un buon test per capire se un’opera è ben scritta. Un ottimo test se consideriamo che la narrazione a voce rende più tollerabile, e perfino d’aiuto a capire tutto (ricordate: spesso ascoltiamo facendo altro, siamo distratti), la cattiva scrittura che usa riassunti (raccontato: basta poca attenzione) invece di sequenze istante per istante vivide (mostrato: serve tantissima attenzione).
Pensate anche solo a come i cambi di capoverso e la scansione delle battute senza dialogue tag (senza dire chi parla, usando l’alternanza) siano tutti basati sulla visione.

A sinistra una persona per bene, perché legge carta. A destra una persona con uno schermo e quindi che non legge. I raffinati ragionamenti di chi accusa gli smartphone: se non è carta non è lettura!

Se uno non arriva a capire nemmeno questo, invece di tentare di educare gli altri alla lettura dovrebbe prima imparare qualcosa. Siamo quasi ai livelli di chi bercia che l’eBook dovrebbe essere esclusivamente enhanced, con musiche, interazioni, giochini ecc. e magari con la storia a svolte scelte dal lettore: la quintessenza di chi non dovrebbe avvicinarsi nemmeno a 200 metri dall’editoria perché proprio non ha capito nulla di cosa sia la lettura di testi immersivi o l’eleganza strutturale.

Feccia che come formula per salvare i libri vuole tramutarli tutti in programmi con dietro 50mila euro tra musiche e software, e che nessuno vorrebbe leggere. Ci sono già i videogiochi e i film e fanno il loro lavoro benissimo: competere male con loro non serve a nulla. Bisogna competere dove la lettura può eccellere, non dove non può. Ma parleremo un’altra volta di come i tre conflitti della storia si leghino alle tre eccellenze di cinema, teatro e scrittura.

 

Dettagli sull'autore

Il Duca di Baionette

Il Duca di Baionette (Marco Carrara) è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.
Nel gennaio 2017 ha avviato un canale YouTube.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

Permalink link a questo articolo: http://www.steamfantasy.it/blog/2017/04/03/guerrilla-reading-coglioni-che-insegnano-a-odiare-la-lettura/

15 comments

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  1. Tenger

    Tipo i predicatori di strada, ma peggio. Che almeno il predicatore pazzerello pensa di star salvando anime. Questi no. Questi vanno da sconosciuti a tirar la manica “guardami, SONO PIU’ SAPUTO DI TE, oserei dire che irradio saputeria, ammirami!”
    Che io magari mi stavo ascoltando un aidiolibro di Lovecraft e niente, ho la signora Brambilla che mi bercia Fabio Volo in un orecchio.
    Che mestizia.

    P.S. si sente poco, ma quel poco che si sente fa schifo alla merda. OVVIAMENTE.

  2. MV

    Poi si scopre che questi snob nemmeno leggerebbero se non fosse per il sentirsi migliori di chi non legge(legge quello che vuole, come vuole, quando vuole).

  3. Daniele

    Mi sono imbattuto in questa orribile notizia, ma grazie al cielo non nei guerriglieri, visto che non vivo a Milano :P
    Però, l’idea di una lettura sul bus come quella a casa di Carmen Di PietROVESCIATEMI LA CANDEGGINA NELLE ORECCHIE, VI PREGO!
    Nemmeno quell’imbrattacarte di Leopardi merita un trattamento così! >X(

  4. MV

    Poi si scopre che questi snob nemmeno leggerebbero se non fosse per il sentirsi migliori di chi non legge(o legge quello che vuole, come vuole, quando vuole).

    Fanculo gli errori di battitura

  5. Il Duca di Baionette

    Gli errori di battitura non fanno male a nessuno, finché il senso si capisce. ^^ Lo scopo della lingua scritta è comunicare contenuti (e carezze sociali), non mostrare di digitare bene anche da smartphone. Io con android faccio un casino di errori perché ho gli zampini pelosi. ^^

  6. MV

    Ma io stavo usando la tastiera… :(

  7. Il Duca di Baionette

    Non dobbiamo farci discriminare per la razza, il sesso o il dispositivo usato: abbiamo comunque diritto agli errori di battitura. Pari diritti alle tastiere! Abbasso lo smatfonismo sciovinista!

  8. Gwenelan

    Questi dovevano capitare in bus da me, dove stiamo tutti con la musica a palla nelle orecchie proprio per evitare di avere a che fare col prossimo e le sue idiozie.

  9. Manrico Corazzi

    Condivido la condanna all’iniziativa, di cui francamente si poteva fare a meno, soprattutto nei modi.
    Condivido anche il pensiero su e-book e altri dispositivi di lettura digitale che non dovrebbero essere ghettizzati.
    Non sono tanto sicuro, invece, sulla condanna della lettura ad alta voce.
    Chiaramente i testi destinati ad essere letti o recitati possono e devono avere caratteristiche diverse rispetto a quelli destinati alla lettura solitaria.
    Però che un testo ben scritto “perda” in formato audiolibro e uno brutto “acquisti” mi sembra una generalizzazione. Ci penserò su.

  10. Il Duca di Baionette

    Chiaramente i testi destinati ad essere letti o recitati possono e devono avere caratteristiche diverse rispetto a quelli destinati alla lettura solitaria.

    Se non sono narrativa immersiva non si applicano i principi della narrativa immersiva, in quanto non hanno i suoi scopi e le sue conseguenze.

    Però che un testo ben scritto “perda” in formato audiolibro e uno brutto “acquisti” mi sembra una generalizzazione

    È necessaria conseguenza logica sapendo cos’è la narrativa immersiva. Se lo si dubita, non si è afferrato nel pieno delle sue implicazione cos’è la narrativa immersiva e come il cervello elabora l’esperienza della lettura. ^^ Questo non vuol dire che poi l’esperienza sia brutta: magari avere qualcuno che legge, per esempio un amico, ci compensa la perdita di immersione (necessaria e inevitabile, per definizione) con il fattore sociale di piacere e condivisione. Ma il piacere estraneo all’immersione, non riguarda l’immersione.

    È un generalizzazione come lo è il Sapere umano ben raccolto: dai casi particolari alla teoria generale. Non collezioni di singoli oggetti che cadono di cui misuriamo la velocità, ma leggi sulla caduta dei gravi che ci risparmiano le misure. Generalizzazione è una lode nel mondo della conoscenza. Non è banalizzazione.

  11. Iome

    Ma perché disprezzare i librogame?

    Al tempo di “Lupo Solitario” mi hannosono intrattenuto un sacco e non erano male

  12. Il Duca di Baionette

    Dove se ne parla?

  13. Iome

    Siamo quasi ai livelli di chi bercia che l’eBook dovrebbe essere esclusivamente enhanced, con musiche, interazioni, giochini ecc. e magari con la storia a svolte scelte dal lettore: la quintessenza di chi non dovrebbe avvicinarsi nemmeno a 200 metri dall’editoria

    Io non sarei così totalitario, nel senso che un’ opera enhanced potrebbe comunque essere qualcosa di valido, tipo i libri popup per esempio, per il solo fatto di essere libri popup non devono essere cose cretine per bambini di 3anni (ma poi dovremmo parlarne con Munari su quanto siano seri i giochi dei bambini)

    Ovviamente non rientrerebbero nella narrativa immersiva

  14. Il Duca di Baionette

    In pratica pensi quello che ho detto io.
    La critica era quella indicata, non altro:

    esclusivamente enhanced

    Se ne trovano alcuni che pensano idiozie simili. Uno fa pure l’editore (microscopico) e un paio di volte era venuto a trollare qui, molti anni fa. Un ritardato totale.

    Non sono contro chi dice che qualche libro pensato per essere enhanced verrebbe bene e che magari guadagnerebbe pure più dei 30mila euro spesi tra animazioni, musiche originali ecc. ^_^

  15. Le Marquis de Carabas

    Ora ho capito perché ATM ha soppresso alcune linee dei tram, compreso il mio amatissimo 23 – che usava rigorosamente gli antichi modelli 1928-30. Adesso so con chi dovrò prendermela.

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