Archivio per la Categoria 'Documentari'

  1. Decapitazioni arabe: darci un taglio in isl'amicizia by Il Duca di Baionette
  2. Guide per signorine: come si mangia una banana by Il Duca di Baionette
  3. I Supersizers e le prelibatezze vittoriane by Il Duca di Baionette
  4. Negro con il Mac accusa i froci di mangiare cacca by Il Duca di Baionette
  5. I Giapponesi sono sempre i migliori by Il Duca di Baionette
  6. The Victorians by Il Duca di Baionette
  7. Pazzi per la Storia: il video del test di Pavia by Il Duca di Baionette
  8. Pazzi per la Storia su History Channel by Il Duca di Baionette
  9. A Pavia con History Channel Italia by Il Duca di Baionette

Decapitazioni arabe: darci un taglio in isl’amicizia

Scritto da il 10 giu 2013 | Categorie: Documentari, For The Lulz, Isl'Amici

Nel nome di Allah, il clemente, il misericordioso,
scrivo questo articolo per proporre un paio di video e qualche dato sulle esecuzioni in Arabia Saudita, portate avanti con un metodo più spettacolare dell’iniezione letale statunitense, ma anche più umano: rapide, senza lunghe detenzioni nell’attesa ossessiva di morire, senza rischio che per divertimento o sadismo, come successe negli USA, decidano di usare il veleno come tortura che corrode la vittima, cosciente, dall’interno senza che possa nemmeno gridare, mentre i buoni cittadini del Grande Satana Americano lodano la generosità di tale morte solo perché non vi è alcun sangue versato o alcuna mutilazione.
Perfino quotidiani esteri spiccatamente filo-bombardamentiindiscriminatiamericani hanno riportato la tesi che sia disumana.

Se l’occhio non vede il cuore non duole, dice il Grande Satana Americano come motto dell’ipocrisia di chi finge di non sapere per perpetuare così il male a piacimento, ma in Arabia invece si dice che occhio per occhio fornisce maggiore equità e che l’ignoranza non giustifica il reato.

“Decapitare con la spada è il miglior modo per conseguire lo scopo che ha la punizione nell’Islam perché non procura alcuna tortura.”

(Sheikh Ali Al-Hakami, membro del Consiglio Superiore degli Ulema)

Che Allah vi ricompensi se leggerete questo articolo fino in fondo.

Cominciamo con quest’intervista a un famoso boia Arabo, il misericordioso Abdallah bin Sa’id Al-Bishi, possa la sua lama rendere giustizia di molti infedeli:

http://www.liveleak.com/view?i=f24_1289694128

Ammirate l’abilità con cui questo omone somministra la volontà di Allah con un solo colpo:

http://www.liveleak.com/view?i=e17_1340660132

Per tagliare teste ci vuole parecchia abilità, non basta solo un omone con l’arma adatta. È famoso il problema europeo delle decapitazioni: essendo un evento raro venivano fatte da comuni boia, spesso abituati solo a impiccare o poco più. Non erano spadaccini e il taglio con la spada, o con l’ascia, richiede abilità: la mano deve essere ferma e il colpo preciso e potente per recidere con un colpo la dura spina dorsale, Allah sia lodato. Un colpo che in combattimento potrebbe amputare una gamba a metà coscia o aprire la cassa toracica mortalmente, per nulla facile da eseguire nonostante l’aiuto del condannato fermo nella corretta posizione.

Per questo con le nobildonne, che richiedevano la spada invece dell’ascia, e per cui dare spettacolo di macelleria sarebbe stato ancor meno carino, si chiamava quando possibile un (costoso) boia specializzato. Eppure Maria di Scozia e Robert Devereux richiesero comunque tre colpi, ma forse solo perché non avevano dato la paga al boia con la richiesta di fare bene e rapidamente. “Defraudare la dovuta mercede agli operai è colpa così enorme che grida vendetta al cospetto di Dio”, dice il libro degli infedeli ed è un principio che Allah approva.

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In Germania si usava fin dal Seicento (o forse perfino dal Quattrocento) la “Fallbeil”, antenata della ghigliottina: la lama ben posizionata da spingere sul collo immobilizzato facilitava il compito. Non ho trovato un’immagine migliore, Allah mi perdoni.

In Arabia Saudita la tradizione del combattimento con la scimitarra, unita alla gran pratica potendo somministrare decine di condanne in un anno (incluse amputazioni di mani e gambe, tutte buone pratiche di taglio per allenarsi), permette ai boia di imparare a farlo al meglio. Ma i tempi stanno cambiando anche da loro: i guerrieri arabi di un tempo, con revolver e scimitarra come nel costume tradizionale, sono sempre più rari e senza l’arte della spada decade anche l’arte della decapitazione.
Con un’apertura mentale che ha pochi precedenti in un paese così tradizionalista, Allah li benedica per non aver mai deviato dalla giusta via, l’Arabia Saudita, patria del martire per la libertà Osama Bin Laden, Allah lo benedica per sette generazioni, sta valutando la fucilazione come nuovo modo per somministrare la giustizia con meno dolore possibile. Allah nella sua grandezza ha illuminato le menti dei dottori della legge, permettendo loro di suggerire l’arma da fuoco nonostante essa non sia mai stata indicata dal Profeta. Non è questo un ulteriore segno della gloria di Allah, sia sempre benedetto?

La testa mal decapitata, con spalle e collo macellati, è un problema ancora più grande perché in Arabia Saudita la testa va riattaccata al corpo subito dopo l’esecuzione e poi il condannato, ricomposto, va crocifisso pubblicamente per giorni. Se la finzione di integrità del corpo non è possibile allora la testa viene affissa separatamente e questo non è esattamente un complimento per il povero boia, ferito in pubblico per l’esposizione della sua scarsa performance! Può Allah nella sua misericordia approvare il ferimento dei sentimenti di chi, con tanta buona volontà, dedica la vita a somministrare la sua giustizia? Certamente no, Allah sia lodato.

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Fortunatamente in Arabia Saudita solo pochi gravi crimini sono puniti con la morte, come l’omicidio e il traffico di droga, Allah sia lodato.
Cambiare religione perché Allah è misericordioso e farà durare poco la triste vita di chi si è insultato da solo tradendo la Vera Fede.
La fornicazione, anche, che il profeta vi guidi nella Verità della Fede.
Lo stupro perché non è buona educazione usare senza il consenso del marito la sua proprietà e ci si deve comportare in piena isl’amicizia con i Compagni di Merende. Se un tale inizia a farsi un frullato nella tua cucina senza il tuo permesso, non ti arrabbi forse perché il frullatore è tuo e dovrebbe chiedere prima? Allah sia lodato.
E ovviamente la poveraccia che ha subito uno stupro, se era sposata, perché è adulterio per cui di norma il giudice deciderà che l’atto era consenziente e che la donna sta mentendo per paura della pena di morte (lapidazione) scaricando il barile sull’altro fornicatore (il che non aiuta esattamente a favorire le denunce).
La blasfemia, che Allah il misericordioso abbia pietà di voi.

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Ci diamo un taglio con la lista?
Non ancora, mio isl’amico, non ancora.

L’omosessualità perché Allah è saggio.
Il furto d’auto perché insomma è proprio fastidioso.
L’idolatria, ma non verso Allah che sempre va lodato.
La sedizione perché ogni tanto i poliziotti in borghese che spaccano vetrine durante le manifestazioni per screditarle vanno decapitati.
Comportamenti sessuali inaccettabili perché anche se non fornica è comunque ora di decapitare lei e quell’abito da cui esce sconciamente la caviglia.
La rapina a mano armata e la penetrazione forzata in casa d’altri senza il loro consenso.
Come vedete non sono molti i reati per si viene messi a morte, quasi sempre per decapitazione. Ah, dimenticavo: il furto. Ma solo ai recidivi colti la quarta volta! Anche se la quarta è una caramella perché è una questione di principio, Allah sia lodato.

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Omicidio con gli amici? Decapitazione.
Stupro di una fanciulla vergine? Decapitazione.
Per tutto il resto c’è la flagellazione pubblica.
(Foto dall’Iran)

Il più interessante forse è la stregoneria perché getta una luce interessante sulla qualità dei tribunali dei nosti amati Isl’Amici: o decidono in base alla fantasia personale e stanno condannando un innocente, perché non possono aver provato che la stregoneria esista, o sono dei geni che seguendo il Metodo Scientifico hanno dimostrato l’esistenza della stregoneria e la colpevolezza del tizio, in tal caso dovrebbero essere segnalati per un futuro Nobel. Chissà perché sospetto che decidano la colpevolezza in base alla fantasia, su questo reato come su tutti gli altri essendo un difetto “di metodo” e quindi per sua natura coinvolgente tutto il metodo con cui decidono, Allah lo sa.

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Non vi ispirano fiducia, Allah sia lodato?

Fortunatamente la shari’ah permette ai giudici notevole margine di interpretazione (ovvero di inventare a piacimento) e questo, unito alla polizia incompetente, spiega come mai le condanne a morte nonostante il numero enorme di reati per cui dovrebbero essere somministrate siano così poche! I dati ufficiali raccolti dal Grande Satana Americano parlano parlano di appena 345 decapitazioni tra 2007 e 2010 (nessun dato sulle lapidazioni). Se fossero il doppio, sarebbero comunque poche.
Con appena 82 esecuzioni nel 2011 l’Arabia Saudita si colloca ben al di sotto dell’Iran di cui si stimano almeno 360 esecuzioni. L’Iran, covo di apostati sciiti che Allah non perdonerà, ha 77 milioni di abitanti contro i 29 milioni della bella Arabia per cui la media di uccisioni è ancora maggiore (1 ogni 213mila abitanti contro 1 ogni 353mila abitanti). La giustizia di Allah si abbatte con più forza perché l’apostasia sciita diffonde il peccato e porta al crimine: Allah abbia misericordia di loro e li getti a bruciare negli inferi con cristiani ed ebrei.

President Obama with King Abdullah
Yes, We Can!

Ovviamente il Grande Satana Americano fa bene a criticare ferocemente la Cina, e dire ben poco dell’amica Arabia, per le sue 4000 esecuzioni all’anno, Allah sia lodato, perché anche se su 1,3 miliardi di abitanti fanno solo 1 uccisione ogni 338mila (simili all’Arabia, ma qui usando numeri credibili mentre per l’Arabia stime ufficiali al ribasso), è evidente che simili musi gialli che non conoscono la Verità della Parola del Profeta siano degni di maggior critica, Allah li maledica tutti nella sua misericordia.

 
Approfondimenti sui nostri comuni isl’Amici:
http://zweilawyer.com/2013/05/20/il-piccolo-libro-verde-e-demenziale-dellayatollah/
http://zweilawyer.com/2013/05/23/il-piccolo-libro-verde-e-demenziale-dellayatollah-ii/
http://zweilawyer.com/2013/06/10/il-piccolo-libro-verde-e-demenziale-dellayatollah-iii/

Scoprirete le virtù dissetanti dell’urina di cammello e quelle igieniche della purificazione dell’ano schizzato di urina e del sapiente uso delle pietre per pulirsi dopo la defecazione. Allah il misericordioso sia con voi! Allah akbar!

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Mi sembra ragionevole, Allah sia lodato.

 

Guide per signorine: come si mangia una banana

Scritto da il 31 ott 2012 | Categorie: Documentari, Signorine e Galateo

Introduzione alla nuova sezione.
Con questo articolo apro una nuova sezione di Baionette Librarie, dedicata alle buone maniere e rivolta in particolare alle signorine, il cui bisogno di essere guidate per non cadere nella disgrazia è come sempre massimo, giacché la loro natura curiosa, la loro intelligenza vivace e il loro animo candido formano una combinazione che le rendono preda frequente delle intenzioni di uomini a tutto interessati meno che a un rispettabile matrimonio.

In più apro questa sezione nel tentativo di redimermi per la mia condotta passata. Fino a non molto tempo fa vomitavo fornicazione e onanismo, ero dedito al peccato e con i miei scritti incitavo le giovinette a cadere in disgrazia, a svergognarsi, ponendo sotto i loro occhi sconvolti immagini e scritti che non hanno posto sul Telefonoscopio di una signorina per bene. Immagini aberranti, in cui corpi femminili dalle deliziose proporzioni mostravano un priapus svettante sorgere subito sopra la più intima sede della Virtù. Fortunate sono le mie delicate lettrici che alla parola priapus hanno sbattutto occhi di cerbiatte, perché queste sono cose che sarebbe meglio non conoscere prima delle nozze.

“Pri… priapus?”

Seppur capiti frequentemente che tali cose abbiano posto in certi libretti collocati in seconda fila nella libreria di una fanciulla, nascosti dietro enormi bibbie o massicce enciclopedie. Giunta la notte la giovinetta li sfoglia con mani tremanti, divora ogni pagina con gli occhi luccicanti di desideri che potranno venire appagati solo dopo il matrimonio (sperando non capiti una disgrazia a svergognarla prima!), le gote in fiamme, il petto ansante e un calore, certamente ignoto ancora a molte mie lettrici, che divampa in luoghi di cui non sarebbe dignitoso parlare ora (ma di cui ogni signorina per bene dovrebbe parlare col proprio medico alla prima manifestazione, per essere istruita su come agire di conseguenza).

“Superomo”, nell’immagine il numero di aprile 1912,
è una rivista letta dalle fanciulle più insospettabili!
Ringrazio Angra per avermela segnalata.

I libretti piccanti, e certe riviste che giungono dall’Olanda in buste anonime, sono assai più diffusi di quanto l’Associazione Ginecologi del Regno si ostini a ritenere.
Quei vecchi barbagianni sono ancora fermi con la testa al tempo di Cavour. Non capiscono che ormai anche le più oneste fanciulle dalla condotta irreprensibile e dalla moralità indubbia sono esposte a letture che, senza adeguata guida medica, possono favorire atteggiamenti che mettano a repentaglio la loro Virtù.

Devo confessare, con l’amarezza e la sincerità che devono guidare il mio ruolo, che ai tempi in cui sprecavo le mie energie nel peccato, ho portato al traviamento almeno una fanciulla. Dico almeno una, perché di lei ho prove certe. Con il suo consenso vi mostro la triste parabola di Simonetta, un tempo delicata fanciulla non ancora maggiorenne, un fiore appena sbocciato che amava farsi chiamare Clio, vestiva con gusto e si dilettava con innocenti letture…

Prima di conoscermi: una signorina modello.

Poi scoprì il mio sito, venne esposta a lordure che prima nemmeno pensava potessero esistere, e da tempo, ormai, ha assunto in altri siti il più selvaggio nome di Tenger e ha sostituito i raffinati piaceri domestici del gentilsesso con la violenza della rievocazione storica, indossando sgraziate armature e circondandosi di rozzi energumeni pelosi la cui conoscenza dell’alfabeto è, nella migliore delle ipotesi, parziale.

Adesso: una guerriera dai capelli disordinati!

Affinché tali cadute non si ripetano, è necessario che al mio pentimento segua l’attiva educazione delle signorine per bene per insegnar loro come proteggersi da qualsiasi comportamento che le potrebbe precipitare in una spirale in fondo alla quale vi è la rievocazione storica o, perfino, la perdita della Virtù!

Fortunatamente Clio ha compreso la propria rovinosa discesa per tempo e si è preservata per servire come Vergine Guerriera del Culto di Gamberetta, ottenendo così del buono da una tragedia altrimenti inevitabile.

E ora la prima breve lezione…

 
Come si mangia una banana.
Mangiare frutta con decoro è un compito non sempre facile, se non si conosce la pratica per ogni singolo frutto. Il più difficile di tutti è la banana perché mentre con gli altri frutti, in situazioni non formali, tra amici, è lecito usare le mani, la banana può creare situazioni imbarazzanti per una signorina e per chi le sta vicino.

Situazioni imbarazzanti perché, spesso, l’innocenza del suo animo candido di fanciulla sulla strada per divenire donna si scontra con il più esperto, o per meglio dire malizioso e degenerato, sguardo maschile che fin dall’adolescenza è saturo di pensieri indegni. Pensieri che sta ai genitori correggere con bagni nel ghiaccio, genuflessioni sui ceci, frustate e il legamento delle mani in modo che non possano raggiungere certi parti del corpo di notte.

E così la fanciulla, con la banana stretta in una manina mentre l’altra scosta una ciocca di capelli dietro l’orecchio, il volto leggermente proteso verso il piatto, le labbra chiuse con ferma delicatezza intorno al carnoso frutto, si trova per l’improvviso silenzio della tavolata a guardar perplessa negli occhi i suoi amici che la fissano, ammutoliti, come se un ragno gigantesco le fosse caduto sul cappellino!
E l’eventuale vecchietto al tavolo accanto (i vecchietti hanno la malsana abitudine di fissare più del dovuto le fanciulle, per motivi che mal si accompagnano alla loro età) nel migliore dei casi borbotterà e scuoterà il bastone per aria, ma nel peggiore sarà steso al suolo in attesa di un massaggio cardiaco!

Quando mangiate vi sentite inspiegabilmente osservate?

So che molte mie lettrici sono completamente smarrite e non riescono a capire di cosa stia parlando, ma è giusto così: proprio perché non dovreste ancora conoscere il motivo di tanto subbuglio né la deprecabile mente maschile, non prima del matrimonio, vi serve questa guida da seguire con fiducia anche se non ne comprenderete il motivo.
A quelle a cui la lettura di certe riviste, e spero non altro, ha portato sufficiente comprensione da tingere le guance di delizioso rossore durante la lettura dei precedenti capoversi, beh, questa guida sarà ancora più utile per evitare imbarazzanti situazioni a loro già note e di cui non sapevano trovare soluzione: da oggi in poi non dovrete più rinunciare alla banana per evitare l’imbarazzo!

Proprio pochi mesi fa una deliziosa signorina coreana, Kwak Hyun Hwa, è stata bersagliata di eccessive attenzioni per il modo in cui ha mangiato una banana. La colpa? Averla mangiata come la mangiano gli uomini al di fuori delle cene di gala!
Sulla Virtù e innocenza della signorina mi sento di garantire a prima vista, nonostante il suo mestiere la porti a vestire meno di quanto sarebbe auspicabile, attirando così le malelingue, e non permetterò che si dica alcunché di offensivo in questa sede.

La signorina Kwak Hyun Hwa mostra come stava mangiando la banana,
per chiedere lumi a persone più esperte su cosa abbia fatto di sbagliato.

Se in una situazione informale ella ha mangiato una banana come la mangiavano gli altri e non ha compreso perché non avrebbe dovuto, la sua innocenza d’animo appare palese. Come si potrebbe pensare diversamente di un volto che esprima tale delicata femminilità e purezza, tale gentilezza di spirito? Le sue accorate dichiarazioni di innocenza provano l’assenza di qualsiasi malizia e consapevolezza:

“Pronto? Sono Kwak Hyun Hwa. Cosa c’è di sbagliato in questa foto? Voi come mangiate le banane e come potrei mangiarla io in un modo che non vi sembri zozzo? Ogni volta che mangio i miei occhi diventano così. E poi, quando mangiate voi non usate i denti o la lingua? Sono curiosa, per favore rispondetemi.”

“Detesto che tanti commentino senza conoscere la vicenda. Forse voi mangiate le banane con il naso? Accidenti, ho dovuto rispondere di nuovo perché mi sento così repressa.”

Solo un mascalzone oserebbe contraddire, senza prove incontrovertibili, la parola di una signorina! A chiunque ascoltasse tali accuse immotivate non resterebbe che prendere la difesa della fanciulla e sfidare a duello il diffamatore (come previsto dal Codice Gelli, articoli 157 e 158, in tali incivili evenienze).
Questo increscioso episodio ha rafforzato in me la consapevolezza di quanto un articolo sul giusto modo di mangiare le banane fosse necessario!

Come non si mangia una banana.
Per capire come una banana vada mangiata, prima di tutto analizziamo come le fanciulle di oggi, ahimè, troppo spesso mangiano le banane. Sfruttiamo come materiale didattico, per non attirare scandalo su nessuna signorina per bene, immagini di sventurate dal cui sguardo ben si evince che già da tempo hanno perduto innocenza e Virtù. Invito a notare come l’ultima immagine, in basso a destra, pur raffigurando una fanciulla ancora non del tutto svergognata nell’animo, a causa dell’atto compiuto la collochi, inconsciamente, sullo stesso piano delle altre fanciulle perdute. Quale signorina per bene, a causa di un banale gesto alimentare, vorrebbe essere scambiata per la più indecente demimondaine?


Notate come la mangiano: la tengono in mano, interamente o parzialmente sbucciata, e la portano alla bocca per morderla. Nei casi peggiori, per un impeto sulla cui natura getterò luce nel prossimo paragrafo, tengono l’altra mano dietro la nuca per spingere il volto incontro al frutto.

Perché è importante non tenerla in mano?
Prima di tutto per evitare che il gesto, accompagnato dall’uso della bocca senza l’intermediazione di posate, ricordi ai maschi pratiche che non riguardano la tavola (tranne in alcuni casi). In secondo luogo per evitare un riflesso naturale.

La giovane femmina, fiore di delicatezza e di bellezza, ha in sé un’ancestrale conoscenza di pratiche a cui è per Natura portata, giacché la Natura stessa la fece perfetta in ogni aspetto per onorare lo sposo, e queste pratiche, la cui rimembranza e predisposizione dovrebbero palesarsi solo dopo le nozze, possono affiorare precocemente stringendo in mano quel frutto dalla peculiare forma e consistenza. Ecco che allora, come una sposa devota, ella si trova a trattare il frutto in modi quantomeno bizzarri vista la situazione.

So che molte di voi non hanno capito nulla del mio discorso, ma è giusto così: a quelle abbonate a certe riviste spero invece di aver aiutato a svelare il mistero senza turbare con dettagli troppo espliciti l’animo. E alle signore già maritate spero di aver stimolato il riso al pensiero di quando ancora erano signorine innocenti.

Leccare qualsiasi parte del frutto o succhiarlo invece di morderlo, peggio ancora se con mugolii di piacere o infilando la lingua sotto la buccia a imitazione dello scostamento del praeputium, sono azioni da evitare assolutamente. Inaccettabile anche spingere la banana a fondo in bocca, fino alla gola, o spingerla contro la guancia. Mantenere il contatto visivo, occhi negli occhi, con un uomo durante queste azioni è ASSOLUTAMENTE inaccettabile.


Anche se tutte queste regole ora vi fanno spalancare gli occhi per lo stupore e vi paiono prive di senso, seguitele ugualmente. Un giorno, quando finalmente la vostra più alta aspirazione della vita femminile si sarà concretizzata in due o tre sani figliuoli, ripensando a tutte quelle regole imparate da giovinette capirete e arrossirete.

Come si mangia una banana?
La regola, in parole povere, è di usare il coltello per tagliarla a rondelle e poi mangiarle. Entrando un po’ più nel dettaglio, possiamo affidarci alle parole della guida di buone maniere di Debrett:

La banana non deve mai essere mangiata a tavola come farebbe una scimmia. Per prima cosa sbucciala con il coltello, togliendo la buccia suddivisa in strisce verticali. Taglia via circa un centimetro di ogni estremità e poi taglia basse rondelle e mangiale con le dita oppure con la forchetta, se disponibile

Guida che non mi lascia soddisfatto appieno.
La mia versione, più precisa e rigida al fine di evitare ulteriori problemi in cui una signorina potrebbe incorrere, è questa:

  1. Se la banana non è collocata nel piatto e non è previsto che sia la servitù a servire la frutta scelta, la prelevi con una pinza da cibo per evitare qualsiasi contatto. Se la pinza non è disponibile, rinunci alla banana. Se non vuole rinunciare, la prenda per l’estremità tenendola tra i polpastrelli di indice e pollice.
  2. Con la forchetta tenga ferma la banana nel piatto, sdraiata su un lato, e usi il coltello per incidere l’ultimo centimetro delle estremità fino a sfiorare il lato della buccia poggiato sul piatto.
  3. Sempre tenendo la banana ferma con la forchetta, faccia due lunghe incisioni che vadano da un estremo all’altro del frutto, possibilmente con un solo movimento continuo per incisione.
  4. Quattro.
  5. Con l’impiego di coltello e forchetta assieme (mai le dita!), afferrate un lembo della buccia separata e scoperchiate il frutto. Potete poggiare la buccia di fianco al frutto o a una delle sue estremità.
  6. Con forchetta e coltello tagliate due o tre rondelle. Per evitare la rottura delle rondelle, può usare la punta del coltello per aiutare il sollevamento dopo averle infilzate.
  7. Buon appetito!

Le incisioni devono essere sufficientemente distanziate da permettere sia di scoperchiare la banana che di tagliare ed estrarre comodamente le rondelle. Per maggiore comodità si può seguire la conformazione della buccia stessa, già divisa dalla natura in spicchi si sufficiente larghezza.

Sconsiglio di tagliare a rondelle tutto il frutto: nonostante non sia obbligatorio tagliare poche rondelle né sia disdicevole chi non lo fa, ritengo che sia preferibile seguire la medesima regola dei due-tre bocconi adottata per imburrare e consumare il pane. Solo l’operaio dalla gavetta unta di socialismo e il più squallido dei suoi padroni, il gretto parvenue, imburrano tutta la fetta o più fette prima di mangiare. Consiglio che le rondelle siano basse, circa un centimetro, per evitare che nell’ingoiare il bolo alimentare questo movimento della gola stimoli pensieri indecenti nelle menti più degenerate.

Ora che sapete come non rinunciare più alle banane, fate buon uso di questo gradevole frutto ricco di storia e carboidrati: circa 23 grammi di glicidi in un frutto sbucciato di 150 grammi, pari ai carboidrati di due fette di pane in cassetta, di cui solo 3,6 grammi sotto forma di amido e i restanti divisi tra glucosio e fruttosio. Non molto diversa dall’uva che è simile per quantità e tipologia degli zuccheri (e indice glicemico), ma ha solo la metà del potassio e un decimo della vitamina A della ricca, nobile, banana.
In entrambi i casi le proteine sono in quantità trascurabile, seppure la banana ne abbia più del doppio dell’uva, e i grassi sono pressoché assenti.

 

I Supersizers e le prelibatezze vittoriane

Scritto da il 07 giu 2011 | Categorie: Documentari, Storia

Vi consiglio di vedere questo divertente documentario del 2008 sul cibo nell’età vittoriana. È un episodio di Supersizers, programma dedicato al cibo inglese nel corso dei secoli. Tra le prelibatezze c’è la testa di vitello consumata per intero (incluse le orecchie fritte, ma non gli occhi) e un uccellino a cui ciucciano il cervello direttamente dal cranio.
Curiosa la carne in scatola, durissima e unta di roba gialla che sembra smegma: pietanza alla moda (era una novità) per la colazione.

Mi hanno incuriosito i Pigeons à la Duchesse, piccioni disossati inondati di una besciamella che è praticamente tutta burro, impanati e fritti. Potete leggere la ricetta da un manuale del 1888, Dressed Game and Poultry à la Mode, ma non mi sembra uguale a quella seguita nel documentario. Forse ci sono delle varianti o si è modificata col tempo.

Sono sei parti. Guardatele.
Nella seconda parte consiglio ai più sensibili di saltare i primi 27 secondi dato che appare uno spezzatino di coniglio al curry. Chi non ama i conigli è una persona cattiva, è il Male. E Clio è “blutta! blutta! testa di pigna! blutta!”.

Divertente anche la passione per le gelatine colorate, roba da bambini ritardati di cui andavano ghiotti i ricconi inglesi. Bello pure quando si mangiano gli scoiattoli. L’idea di assaporare gli animali più interessanti, specialmente quelli rari, mi ha ricordato la tradizione del Club degli Esploratori di mangiare animali esotici nel corso delle loro cene annuali. Nel 1951 hanno scongelato un mammut di chissà quante decine di migliaia di anni fa e se lo sono ingoiati: secondo una testimonianza aveva un gusto orrendo, come fosse carne guasta, lol.

E non dimentichiamo i membri del Glutton Club di Darwin, il cui scopo era mangiare ogni sorta di “uccello e bestia ancora sconosciuta al palato umano”. Obbiettivo delizioso, sublime, lo approvo all’unanimità uninominale! Mi sta venendo voglia di bistecca di rinoceronte, possibilmente albino: se una specie si sta per estinguere è il momento di assaggiarne un pezzo prima che sparisca del tutto, no? ^__^

Potrebbero mangiare questa in una ambientazione Steampunk Fantasy.
(Maggiori informazioni in questa pagina)

Uno dei libri sull’Ottocento che avevo consigliato un anno fa (Daily Life in Victorian England) parlava dei sani alimenti vittoriani. Prima che il cibo diventasse industriale, quando c’era il buon pane di una volta, quello come lo faceva la nonna… a patto che vostra nonna infilasse nel pane allume di potassio e gesso fino a metà del peso per sbiancarlo.

Tra le altre squisitezze della sana società di una volta: stricnina e vetriolo nel rum e nella birra; solfato di rame nei sottaceti per dar loro un bel colore; cromato di piombo nella senape; foglie di tè che dopo l’uso venivano seccate, tinte col solfato di ferro e rivendute ai poveracci (tè economico, si riciclava anche decine di volte, come faceva Paperon de Paperoni); bisolfato di mercurio, solfato di piombo e altre delizie chimiche dentro ai prodotti a base di zucchero e alla cioccolata; e come non ricordare il minio (ossido misto di piombo), responsabile della sana crosta rossa del miglior formaggio Gloucester vittoriano?

Ah, i bei tempi andati senza gli orridi OGM e le mozzarelle blu, quando si mangiava s’ano! ^_^”"

 

Negro con il Mac accusa i froci di mangiare cacca

Scritto da il 25 apr 2011 | Categorie: Documentari, For The Lulz, Razzismo/Stereotipi

Per le festività Pasquali e il 25 aprile, vi regalo questo post colmo di letizia.
Ci sono due video: uno divertente e uno molto meno divertente.
Se siete troppo coglioni per comprendere il disclaimer del sito e capire che nella categoria “Razzismo e Stereotipi” i due elementi sono indissolubilmente legati per un motivo preciso (il che comunque non dovrebbe impedirvi attività adatte anche a un minus habens come aprire una casa editrice digitale), interrompete subito la lettura e portate il vostro bigotto fascismo intellettuale a umorismo zero da qualche altra parte.

Per iniziare, il video divertente. Notate il Mac ben in vista:

Piaciuto?
Una buffa coglionata per pochi gonzi, giusto?

E ora il video serio:


Fonte: http://current.com/shows/vanguard/92468669_missionaries-of-hate.htm

Fa ridere un po’ di meno.
Dura 44 minuti. Guardatelo.
Negri contro Omosessuali Negri: come se in Uganda non avessero problemi reali di cui occuparsi. Che manica di mongoloidi. Gli manca solo di occuparsi delle scopate di Berlusconi. “Massì, siamo un paese di merda, di cosa ci occupiamo?” “Di mettere la pena di morte per i negri omosessuali e per chi non li denuncia, zignore!” “Yuppi!” -__-
Svastica rosa: i froci hanno inventato il nazismo. Idea geniale, ma non erano tutti froci… ok, Ernst Röhm era un invertito e a Hitler non fregava niente se i suoi amici fossero froci o meno, ma dopo la sua eliminazione assieme ad altri capoccia della S.A. su richiesta del democratico presidente Hindenburg e degli alti ufficiali dell’esercito, i finocchi se la sono passata molto male fino al 1945. Se la svastica era rosa, si è scolorita al primo lavaggio.
Invasione dei predicatori da TV americani in Uganda: altro che tratta degli schiavi, questo è il vero DANNO. Come spiegano bene tutto il problema è nato quando i predicatori evangelici americani hanno fatto il lavaggio del cervello insegnando in Uganda che gli omosessuali plagiano i bambini per tramutarli in omosessuali, con l’obbiettivo di distruggere la società cristiana basata sulla famiglia. C’è una aristocrazia di omosessuali che porta avanti un complotto per rovesciare l’Africa e dominarla sotto tacchi da 12 cm di plastica rosa! Peggio che nel fantasy italiano. OMG!!!
I negri ugandesi sono veramente una manica di coglioni: questa roba come prova a favore del razzismo è meglio di tutti i test del Q.I. fatti in tutte le salse in cui, cazzo, mai che si riesca a ottenere che i negri abbiano un Q.I. medio uguale a quello dei bianchi (ebrei e asiatici ghignano: loro prendono pure di più). Molto meglio. Se non fosse che anche al KKK non piacciono troppo i froci, avrebbero un’arma eccellente.

Come Africani vogliamo chiedere a Barack Obama di spiegarci: “È questo che vuoi introdurre in Africa come diritto umano? Mangiare la cacca?”
(Predicatore evangelico negro)

Secondo me la comunità ursina, che sono grandi grossi e incazzati, dovrebbe andare a prendere a calci in culo quella banda di negri. Anzi, a infilarci le braccia fino al gomito su per il culo. Forse ne parlano tanto perché l’idea, essendo delle scimmie (anzi, peggio ancora: dei cristiani evangelici all’americana! Quando lo schifo è così non c’è razza che tenga, nemmeno un geniale giapponese ebreo resisterebbe al retard religioso!), piace loro parecchio.
E comunque si rendano conto che stanno usando dei Mac: forse dovrebbero guardare al tronco nel loro culo, non alla pagliuzza nel popò dei finocchi. ^_^

Orsi: pronti a sciogliere a calci in culo tutti i cioccolatini omofobi.
Foto dedicata a Zwei e al suo eroe ursino, Zodd.

Comunque non dicono solo cazzate: gli omosessuali mangiano la cacca. SRSLY. °__°
O perlomeno la scrivono e ce la servono sugli scaffali delle librerie. o_O”"
In qualche modo sempre a parlare di Fantasy Italiano si finisce…

 

I Giapponesi sono sempre i migliori

Scritto da il 22 mar 2011 | Categorie: Anime, Bizzarro, Documentari, Giappolandia

Su segnalazione di Uriele, devo assolutamente mostrarvi questo video. Nemmeno una catastrofe (con la spada di Damocle di altre a venire) e la prospettiva di anni di vita dura con un’altra crisi economica che riempirà i parchi pubblici di barboni (come pochi anni fa: sono stati vittime di due gravissime crisi economiche di seguito dal 1992, uscendone solo 2006), è riuscita ad affondare la fantasia e la voglia di far divertire dei giapponesi:

Citando uno dei molti commenti positivi sparsi nel web:

It’s nice to see this terrible tragedy hasn’t made them any less Japanese.

Il più grande popolo del mondo si riconosce soprattutto da queste cose.
A farlo in altri paesi evoluti ci sarebbe stato un tale mostruoso coro mediatico di “Ma come osate?”, “Non è rispettoso!” e “Pensate ai bambini!” e altri belati che rientrano nel gioco “io sono pura” (o altre strutturazioni del tempo simili che non conosco/ricordo) descritto da Eric Berne nella sua teoria dell’analisi transazionale, per cui nessuno si sarebbe permesso di realizzarlo. Da loro evidentemente non è così.

Bisogna domandarsi perché vivere in una condizione che rientra nei disturbi da curare, ovvero il giustizialismo, la scusa del difendere i bambini o altre cacce alle streghe che ricordano molto il gioco “io sono pura”, dovrebbe rendere orgoglioso chi si trastulla in queste forme di alienazione mentale. Siamo un popolo che ha bisogno di uno psichiatra bravo (Berne è stato psichiatra militare durante la Seconda guerra mondiale) e i nostri colleghi eurameriCani non stanno molto meglio di noi.
Viva i giapponesi!

 

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