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Gen 04

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Snaplock e Snaphance

Dopo la piastra a miccia, l’acciarino a pietra focaia alla moderna e la piastra a ruota, vediamo in breve gli ultimi sistemi di accensione principali impiegati nei secoli precedenti l’invenzione dell’acciarino a percussione.
 

L’Acciarino alla Biscaglia
Questo acciarino venne chiamato anche miquelet, alla micheletta, snaplock, alla spagnola e alla catalana. La versione italiana, prodotta a Brescia e in Italia meridionale fino al 1830 è detto alla romana. Altre versioni sono quella baltica e quella alla russa.
Personalmente preferisco il termine snaplock. Il termine miquelet (o alla micheletta) andrebbe riservato esclusivamente alla armi impiegate in Catalogna dalle truppe di Wellington durante la Guerra Peninsulare (1808-1814).
Lo snaplock è simultaneamente sia il precursore dell’acciarino a focile che un suo contemporaneo, data la maggiore semplicità meccanica che lo rendeva una valida alternativa.
Questo tipo di acciarino apparve per la prima volta nella prima metà del Cinquecento, forse negli anni quaranta in Germania meridionale. Esternamente somiglia molto all’acciarino a focile, per chi non è abituato a riconoscerli. Un indizio per un facile riconoscimento può essere il cane dritto, a differenza di quello a collo di cigno del focile.
La principale differenza pratica tra l’acciarino a focile e quello alla biscaglia è l’assenza di un copriscodellino che si apra in automatico nel secondo: va aperto manualmente prima di sparare (aperto un po’, quanto basta per farvi piovere dentro le scintille, non spalancato del tutto come durante l’inserimento della polvere di primino!)

Acciarino alla Miquelet
Replica moderna di un Acciarino alla Romana

E’ economico e facile da produrre, molto più della piastra a ruota o del successivo acciarino a focile, ma non riuscì subito a imporsi per l’uso di massa sulle più semplici e già molto affidabili armi a miccia né riuscì a surclassare per diffusione le più complesse pistole a ruota. Probabilmente, nel caso delle pistole, ciò è dovuto all’obsoleto copriscodellino manuale. Per la fanteria invece credo dipenda dalle maggiori componenti richieste: molle (che si usurano e vanno sostituite) e pietre focaie (i centri di produzione di massa arriveranno solo nella seconda metà del Seicento, grazie all’innovazione tecnologica dell’acciarino alla moderna).
Con l’arrivo dell’acciarino alla moderna, a metà del Seicento, lo snaplock venne declassato ad arma rozza, obsoleta, anche per l’assenza di sistemi di sicurezza e per la meccanica meno robusta seppure più semplice.
Per il resto caricamento, pietra focaia utilizzata e uso sono identici all’acciarino alla moderna.
Questo tipo di acciarino rimase in uso, soprattutto nel mediterraneo, fino all’inizio dell’Ottocento. Veniva prodotto in Italia e Spagna e importato da Russi, Turchi, Arabi e Persiani. In particolare il termine mojacca (o morlacca) indica gli acciarini italiani costruiti per l’esportazione nei paesi del Mediterraneo orientale.
 

L’Acciarino alla Chenapan
Il nome chenapan, con cui è maggiormente conosciuto in Italia, è un termine francese. Viene anche chiamato snaphance, snaphaunce, schnaphaunce o olandese. Il termine snaphance viene probabilmente dall’olandese snap haan o dal tedesco schnapphahn e significano entrambi beccata di gallina.
Secondo alcuni nelle armi da fuoco il nome cock (sarebbe il “cane” in italiano) deriva proprio dalla virata verso il pollaio della terminologia. Per fare un esempio della variazione terminologica, l’asta che stringe la miccia nelle armi da fuoco si chiamava (e si chiama tutt’ora) serpentina.
Apparve per la prima volta attorno al 1550 e rappresenta un miglioramento tecnologico rispetto allo snaplock: questo tipo di acciarino si differenzia per la batteria distinta dal blocco dello scodellino, ma fornisce un copriscodellino che si apre automaticamente allo sparo (come nella piastra a ruota).

Uno snaphance d’epoca: chissà chi ha ammazzato quando era in servizio?
Replica moderna di Acciarino Snaphance

Dato che utilizzava una pietra focaia (e non della pirite) anch’esso soffrì degli svantaggi che impedirono allo snaplock di imporsi da subito sia come arma da fanteria che come arma per la cavalleria. Lo snaphance conquistò la sua fetta di mercato nell’Europa del Nord, nonostante già alla fine del Seicento fosse diventato un meccanismo obsoleto e piuttosto rozzo rispetto all’acciarino alla moderna. Fu l’alternativa economica al focile nel Nord Europa, come avvenne per lo snaplock nell’area del Mediterraneo, ma con minor successo di quest’ultimo.
La versione italiana era quella alla bolognese o alla fiorentina e venne prodotta a Brescia, in Emila e in Toscana fino alla metà del Settecento, per il mercato dell’Italia del Nord.
 

Per le velocità alla bocca delle armi da fuoco antiche vi ricordo:
http://www.steamfantasy.it/blog/2007/11/28/avancarica-energia-cinetica-e-velocita/

 
Prossimamente…
Breve storia evolutiva delle armi da fuoco
Efficienza e precisione delle armi con acciarino a focile
Primo articolo sulle armature

Dettagli sull'autore

Il Duca di Baionette

Il Duca di Baionette (Marco Carrara) è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.
Nel gennaio 2017 ha avviato un canale YouTube.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

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