novembre 2008

Archivio del Mese

Il Destino di Adhara: il mondo del porno

Posted by on 23 nov 2008 | Tagged as: Fantasy, Libri, Zozzerie

È finalmente uscito il nuovo libro di Licia Troisi (e si spera non solo “firmato Licia Troisi” come alcuni sospettano riguardo la Ragazza Drago). È il primo di una trilogia, non sia mai che “la più amata scrittrice fantasy italiana” (sigh) si faccia scappare l’occasione di produrre l’ennesimo malloppone diluito in puntate invece di fare un singolo libro bello, breve e denso di buone idee.
I libri brevi e incisivi sono cose per idioti come George Orwell e quella sua cagatina di 1984. La Troisi non si pone limiti creativi nel diluire le vicende su più libri, come farebbe un barista disonesto con gli alcolici.

leggende del mondo emerso destino di adhara
Le Leggende del Mondo Emerso, Vol.1
Il Destino di Adhara

Adhara si risveglia in un prato. Non ricorda come è arrivata in quel luogo, non riesce neppure a ricostruire in quale luogo si trovi, ma soprattutto non ricorda chi è. Muovendosi in un mondo che le è completamente sconosciuto, pian piano scopre di avere una serie di inquietanti capacità, mentre incontra AmhaI, un giovane apprendista Cavaliere di Drago dall’animo tormentato che è pronto ad aiutarla a riscoprire se stessa. Ma sul Mondo Emerso, che da cinquant’anni vive un periodo di pace e prosperità, incombe una nuova, oscura minaccia, proveniente da un passato remoto e dimenticato. Il destino di AmhaI e Adhara e di vecchie e nuove conoscenze si legherà sempre più strettamente alle forze occulte che stanno cercando di trascinare nuovamente. Età di lettura: da 11 anni.

Notate l’età di lettura: da 11 anni. Devono avere capito che se uno lo legge prima degli 11 anni gli si può bloccare la crescita o può incorrere in gravi danni neurali. Poi l’età è anche interpretabile: da 11 anni e basta o da 11 anni in su?
Se è come gli altri libri della Troisi l’età di lettura più adatta è “Mai”.

Bambina triste
“Mamma, non voglio leggerlo: mi si blocca lo sviluppo mentale…”
“E cosa vorresti leggere alla tua età???”
“Voglio leggere la Fattoria degli Animali, 1984 e La Macchina del Tempo…”
“No, no, NO! Poi rischi che ti venga un cervello!”
“Ma perché nooo?”
“Da grande devi fare la velina e sposare un calciatore così sistemi la mammina tua.”
“Ma io voglio diventare un Ingegnere dei Materiali…”
“Non se ne parla! Vuoi finire a lavorare per quei maiali della DuPont? Zitta e leggi la Troisi!”

La protagonista questa volta, tanto per cambiare, ha un nome preso dalla lingua degli inculatori di cammelli (camelus dromedarius, ma non disdegnano nemmeno le bambine tra gli 8 e i 12 anni dato che è brutto che abbiano “il primo sangue nella casa del padre”).
Adhara è la seconda stella per luminosità nella costellazione del Cane Maggiore. Il suo nome ha origine dall’arabo ????? ‘að?ra’ e significa “le vergini“.
Dopo Nihal (“dove si abbeverano i cammelli”) e Dubhe (“orso”, forse riferito al suo pube peloso), finalmente abbiamo “Le vergini”. Ma non solo vergini, bensì quelle del cane! Una cagna, insomma. Evviva l’eleganza.

 
Leggiamo il Primo Capitolo
Il primo capitolo, sia ringraziato Gesù Cristo mangiatore di uova sode e tracannatore di aceto divino, è disponibile nel sito della Mondadori. Dà spesso 502 Proxy Error “Error reading from remote server”, probabilmente perché i server Mondadori ricevono lo stesso livello di attenzione dei romanzi. Per chi vuole bruciarsi in modo irreparabile l’area di Broca c’è anche un fantastico prologo, ma io preferisco dedicarmi al primo capitolo sacrificando i miei neuroni per il bene della Scienza.

Come detto il libro inizia con la protagonista che si sveglia in un prato e non sa chi è, nemmeno cos’è, che è successo, insomma, in sintesi, non sa un cazzo di niente. A parte l’abbondanza di avverbi inutili e parole buttate a caso, il tutto ben amalgamato in una scrittura piuttosto fiacca (in anni un po’ di sforzo per migliorare no, eh? Anzi, ha perfino perso quell’immediatezza e demenziale freschezza del primo libro!), quello che non convince fin da subito è come l’autrice presenta gli avvenimenti. Il POV non è ben piazzato nella mente del personaggio, per cui non ci si gode “la confusione”, ma si ottiene un chiaro quadro degli eventi come se stessimo guardando una persona confusa mentre sorseggiamo il té delle cinque.

“Chi sono?”
Nessuna risposta. Una stretta gelata le avvolse le tempie. Si toccò il petto, là dove il cuore batteva il tempo della sua ansia. Seni, piccoli e sodi.
“Sono una donna.”
La consapevolezza non le portò alcun sollievo. Si guardò attorno. Il cielo era di un azzurro profondo, senza neppure una nuvola. Il prato che la circondava le parve sconfinato; qua e là, il bianco di timide margherite e il rosso sfacciato di qualche papavero.

Non sa nemmeno di essere una donna, deve palparsi le tette per realizzare la cosa, eppure quando si guarda attorno non vede solo una distesa di generica erba chiazzata di fiori bianchi e rossi, ma distingue chiaramente margherite e papaveri, subito con un colpo d’occhio.
La cosa puzza, tanto per cambiare con Licia, di scarsa attenzione ai particolari dato che, subito dopo, la ragazza ha problemi perfino a riconoscere la propria cintura e a distinguere cosa sia un pugnale!

Un oggetto oblungo, piuttosto ruvido al tatto, era legato ai suoi fianchi da una striscia di un qualche materiale che non riusciva a identificare.
[...]
Con un piccolo sibilo, emerse qualcosa che luccicava al sole. Strinse gli occhi e studiò l’oggetto. Il manico era caldo, marrone, e si adattava perfettamente alla sua mano. La parte inferiore era fatta invece di un materiale diverso, lucente e freddo al tatto. Aveva un aspetto serpentino, ed era decorato con segni strani, che non riuscì a decifrare. Passò un dito sul filo della parte fredda, e sentì un immediato dolore. Lo ritrasse, e vide che era segnato da una lunga striscia rossa. Un lampo di consapevolezza illuminò la sua coscienza.
“È un pugnale.”

Fiori con tanto di nome riconosciuti all’istante, ma col pugnale deve farsi un taglio per capire cos’è. E riguardo la cintura non ha ancora capito cosa diavolo sia (ma non preoccupatevi, lo scoprirà dopo!).
Un complesso messaggio psicologico a sfondo pacifista-nudista o faciloneria e scrittura distratta? La risposta è autoevidente per tutti, tranne che per gli idioti: è ovviamente un raffinato messaggio psicologico! Credete forse che Licia sia un’incapace, uomini di poca fede?

Inutile perdere tempo sulla scrittura in sé: concentriamoci invece sugli eventi veri e propri di questa bellissima storia piena di mistero!

gambe magre, affusolate e candide, malamente coperte da una tunica macchiata.
[...]
Indossava una lunga tunica macchiata d’erba e sangue. Sotto, nient’altro.
[...]
Solo allora notò l’alone rosso che le circondava il polso. D’istinto lo sfiorò con un dito, ma si ritrasse subito. Bruciava terribilmente. Anche l’altro polso aveva lo stesso segno.

Adhara è chiaramente reduce di una Gang Bang, probabilmente con una dozzina di negri superdotati. I segni ai polsi indicano l’uso prolungato di manette o corde. Bondage-sadomaso, o forse l’avevano rapita e violentata.
La tunica macchiata “d’erba” e sangue assieme all’assenza dei pantaloni o della gonna, per non parlare della biancheria intima, è un altro evidente indizio a favore della Gang Bang. Le macchie d’erba sono molto sospette: probabilmente la base di sperma ha permesso all’erba di spiaccicarsi e incollarsi meglio di quanto sia possibile alla normale erba.
Sperma e sangue. Niente biancheria intima. Qualcuna è stata una ragazza molto cattiva, eh? O magari un gruppo di negri l’ha stuprata analmente (sangue, segni ai polsi) e poi l’ha abbandonata pensando che fosse morta.

Un oggetto oblungo, piuttosto ruvido al tatto, era legato ai suoi fianchi da una striscia di un qualche materiale che non riusciva a identificare.
[...]
Strinse gli occhi e studiò l’oggetto. Il manico era caldo, marrone, e si adattava perfettamente alla sua mano.

Cosa sarà mai, date le premesse, se non un Dildo Anale?

“È un pugnale.”

Ah, no, è solo un pugnale. Me ne ero proprio dimenticato! Forse faceva parte del gioco erotico e la presenza dell’arma cancella l’ipotesi dello stupro interraziale a favore della Gang Bang sadomaso finita male. Adhara aveva bevuto qualche bicchiere di troppo, fumato un po’ di canne per tenersi allegra, poi i bei cazzoni negri uscirono dalle mutande e lei vi ci si impalò a tre per volta con l’aiuto psicologico di qualche pasticca di LSD. La festa continuò mentre il suo ano si riduceva a un cratere sanguinante, mezza dozzina di strisce di coca per godere di più e alla trentaduesima eiaculazione interna gli si saranno ribaltati indietro gli occhi e avrà iniziato a schiumare dalla bocca. I negri, poveri Bingo Bonghi senza permesso di soggiorno, avranno abbondonato nel campo la bianca puttanella borghese per paura di inguaiarsi con la crudele polizia fascista e xenofoba.
Che ragazzaccia viziosa questa Adhara!

Qualcuno dirà: “perlomeno Adhara non piange come Nihal!”
Sbagliato. Dopo solo 1027 parole c’è già il primo pianto disperato! Evviva!

Lo sconforto la sommerse. Avvertì qualcosa di umido scenderle lungo le guance, e quando se le toccò sentì che erano bagnate. La cosa la intristì ancora di più. Spalancò la bocca e si lasciò andare alla disperazione, mentre dagli occhi grosse gocce le cadevano in grembo a disegnare sulla tunica aloni scuri perfettamente tondi. Dalla gola le uscivano solo confusi gemiti.

Si toccò le guance, e sentì che erano ricoperte da qualcosa di ruvido. Ne grattò un po’ con un’unghia e se lo mise in bocca. Era salato.

Le lacrime da sole non bastano per avere densi sedimenti sul volto, abbastanza corposi da poterli raschiare con l’unghia e mangiarli. Il sapore salato delle lacrime si è aggiunto a una precedente base di sperma secco, regalo di Ibrahim e Muhammad. O magari era muco colato durante il pianto disperato?
In ogni caso: gnam-gnam, Adhara, gnam-gnam!

Per i più perversi ecco una Ricostruzione degli eventi precedenti ▼

Qualcos’altro però la tormentava. Una specie di bruciore interno, e una sensazione di profonda secchezza che le straziava bocca e gola.

Per forza, tra l’alcool ingerito e tutta la saliva spesa nel succhiare salsicce nere è il minimo che abbia la gola secca e dolorante: trenta centimetri di pura anaconda Africana non si ingoiano come una caramellina! Poi con i fiumi di lacrime che produce, da degna erede di Nihal, avrà espulso almeno otto litri…

Infine distinse un nastro argentato che si apriva la strada fra i tronchi, gettandole negli occhi i riflessi rosati di un sole morente. Si lanciò verso il torrente e vi immerse la faccia bevendo con avidità

Altro che otto litri, ha formato un intero torrente!
Mi sbagliavo, la Troisi è migliorata: la potenza lacrimatoria dei suoi personaggi aumenta di trilogia in trilogia. In “Nihal della Terra del Vento” (prima trilogia del Mondo Emerso) dall’inizio del primo capitolo ci vogliono ben 4645 parole prima che Nihal scappi in lacrime per essere stata sconfitta da Sennar. In “La Setta degli Assassini” (seconda trilogia del Mondo Emerso) dal primo capitolo ci vogliono ben 4593 parole (un leggero miglioramento) prima che Dubhe pianga perché Gornar le tira i capelli.
In questa terza trilogia del Mondo Emerso invece bastano 1027 parole per ottenere un pianto disperato a bocca spalancata, degno di un cartone giapponese per ritardati. Straordinario!

Un consiglio per l’incipit della quarta trilogia: “Le lacrime iniziarono a rigarle le guance, poi Fathima prese a singhiozzare senza controllo.”
Copialo pure, Licia, te lo regalo!

 
L’Aspetto Fisico
Concentriamoci sull’aspetto fisico della protagonista, ben descritto perché la Troisi non si lascia perdere l’occasione di descriverci la sua nuova troiet… protagonista.

Carnagione e Gambe
Nel bianco, a poco a poco andò a disegnarsi il profilo di un braccio pallido appoggiato sull’erba, e di un paio di gambe magre, affusolate e candide, malamente coperte da una tunica macchiata.

Il Seno
Si toccò il petto, là dove il cuore batteva il tempo della sua ansia.
Seni, piccoli e sodi.

Il Volto
Capelli neri e lisci aderivano all’ovale minuto del suo capo. Qua e là, sparute ciocche di un blu intenso, lucente. Un volto allungato, magro, ma con guance tonde. Una fronte alta, intorno alla quale i capelli si aprivano come un sipario. Una bocca piccola e ben disegnata, labbra rosee e lisce che spiccavano sulla carnagione pallida. Un naso dritto e allungato, sopracciglia sottili.

Gli Occhi
Tuttavia, la cosa che la colpì di più furono gli occhi. Grandi, ma dal taglio allungato, erano uno nerissimo, l’altro di un viola acceso, limpido, quasi inquietante. Non c’erano molte persone con occhi di due colori diversi: questo, per qualche ragione, lo sapeva.

La Troisi, diciamolo pure, ci ha regalato l’ennesima pornostar. Chi non ricorda la descrizione di Nihal? Io fantasticando su Nihal un po’ di seghe nel corso degli anni me le sono fatte. Bella puttanella dai capelli blu, la adoro. ^_^

Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo

È il corpo di una pornostar, con gambe forti, muscoli tondi, un bel seno e degli occhi da porca che sembrano gridare “fammi un facciale!”. Ma questa era Nihal, era il passato: ora abbiamo Adhara, dal seno piccolo e dalla pelle candida.

Ho anche trovato chi potrebbe interpretarla, è perfetta come da descrizione, anzi, ha pure una pelle candida che l’Adhara in copertina non ha (e per l’occhio viola basta una lente a contatto): Stoya.

Adhara e Stoya
Adhara e la pornostar Stoya: separate alla nascita?

Come Nihal prima di lei, anche Adhara può avere una brillante carriera nel cinema, in film come questi. ▼

Non vi pare?
Forza Adhara, se fai carriera mi compro un abbonamento annuale al tuo sito!

Doctorow: la Cina e il prezzo dei lettori eBook

Posted by on 17 nov 2008 | Tagged as: Ebook

Come accennato in uno dei commenti all’articolo precedente, ecco il link alle considerazioni di Cory Doctorow sul perché sia (o fosse? L’articolo è del Marzo 2008) difficile abbassare il prezzo dei lettori di eBook:
[Locus Magazine] Cory Doctorow: Put Not Your Faith In Ebook Readers

Il discorso è semplice e, sfortunatamente, descrive proprio ciò che avevo immaginato un annetto fa. Non che ci volesse molto, bastava fare due più due, ma avevo la speranza di aver immaginato una cazzata colossale. Invece no, il mio intuito (o meglio il mio due più due) aveva funzionato.

Circa un anno e mezzo fa ero stato attirato dall’idea di comprare un lettore di eBook, ma poi avevo lasciato stare con l’idea di ritentare in futuro, nella speranza che i prezzi si fossero abbassati. Passarono alcuni mesi, arrivò Natale 2007, e non si era abbassato niente. Non c’erano lettori competitivi a 200$. Il Bookeen Cybook Gen3 costava 339 euro, nella versione base (e circa 15 euro per la spedizione in Italia, arrotondiamo a 350 euro).

Amazon Kindle, che utilizza il proprio formato stronzo (.azw) e ti vende libri vincolati al lettore (su Amazon costano 10$ e più di norma) che quindi non ti puoi passare con gli amici dotati di Kindle e non supporta bene i pdf, costava a fine 2007 la bellezza di 399 dollari (335 euro all’epoca). Fortunatamente, anche se è un lettore che non legge i .pdf (LOL?), supporta i file di testo, i formati Mobipocket NON protetti, l’html e i documenti Word.

File formats
Although it supports unprotected Mobipocket books (.MOBI, .PRC), plain text files, and HTML and Word documents, Kindle also uses its own proprietary, DRM-restricted format (AZW). It does not fully support Portable Document Format (PDF), but Amazon provides “experimental” conversion to the native AZW format. Users may also convert PDF files to supported formats using third-party software.

Using the experimental web browser, it is possible to download books directly on the Kindle (.mobi, .prc and .txt). Hyperlinks in a Mobipocket file can be used to download e-books but cannot be used to reference books stored in the Kindle’s memory. The Kindle charges monthly for RSS subscription to select blogs, even though users may use the experimental web browser to navigate to and read blogs or any other web pages free of charge.

Un affarone. Proprio. Trenta centimetri di tecnologia per via anale.
Ma manco per il cazzo avrei mai buttato 335 euro (al massimo 100) per una cagatona così limitata. Se lo tengano i finocchi di Amazon.

Arrivato a Natale, visto l’andazzo, stavo iniziando a perdere speranza in un eventuale calo dei prezzi, ma rassicurato da un amico “che la sa lunga” (ma mai “esatta”, come ho scoperto regolarmente), decisi di aspettare qualche mese confidando che sarebbero scesi a un livello accettabile.
Ma non ci contavo molto, dopo l’attesa già trascorsa di mesi senza risultati. E non ci contavo perché sapevo una cosa molto semplice e banale: non basta il passare del tempo per abbassare il prezzo del prodotto. Il prodotto in questione deve avere una notevole domanda assieme a una ancora più grande capacità di soddisfarla che permetta, in soldoni, di avere la capacità di poter guadagnare molto di più abbassando i prezzi che non mantenendoli alti. Ovvero se l’aumento della domanda conseguente il calo del prezzo genera un introito netto superiore a quello precedente: se calare il prezzo del 50% mi aumenta le vendite del 10% potrebbe non essere una buona idea farlo, ma se un calo del 50% me le aumenta del 500% è un’altra questione!
O deve esserci qualche altro vantaggio altrettanto ghiotto, come defenestrare la concorrenza, senza un aumento di guadagno nel breve termine per via del calo eccessivo del prezzo, ma avere poi campo libero come “semi-monopolio” (il sogno bagnato del mondo capitalista) guadagnando così molto di più nel futuro!

È una cosa banalmente ovvia. E proprio perché è banalmente ovvia e facendo due più due (considerando che, a parte Harry Potter e simili fenomeni, in generale le vendite non è che nell’insieme vadano benissimo in USA… se ricordate le ultime statistiche c’è una leggera recessione) mi sembrava impossibile che si delineasse uno scenario tanto stupefacente da permettere un rapido crollo dei prezzi. Anche perché, come sottolinea Doctorow (ma come sanno tutte le piccole fan del Wallerstein o chiunque si interessi delle meccaniche e dei cicli del capitalismo), non è così “automatico” riuscire a diventare competitivi producendo roba in Cina perché anche la loro capacità produttiva ha un limite. Come fa notare Doctorow quando ci si lancia per farsi produrre lettori dai cinesi ci si trova in competizione con i produttori di cellulari, console, lettori mp3, memorie flash, portatili, vibratori, giocattoli ecc… tutti con settori molto più redditizi e sicuri per le industrie cinesi.

I mesi passarono e i prezzi non calarono. In compenso stavano cominciando a vendere, a prezzi mostruosi (rispetto all’attrezzino in sé), quei lettori anche in Italia. Arriva l’estate e i prezzi sono gli stessi del Natale prima e dei mesi ancora precedenti!
A quel punto scopro, con un ritardo di cinque mesi, l’articolo di Doctorow sopra linkato che conferma le mie peggiori supposizioni. E ci rimango un po’ male. Parecchio male. Perché, diciamolo, finché erano solo le mie supposizioni (per quanto provate dall’effettiva stabilità dei prezzi) potevo anche continuare a “sperare” in un rapido miracolo con conseguente calo dei prezzi, ma quando una auctoritas come Doctorow mi dice le stesse cose ho un po’ più di difficoltà a far finta di niente.

cory doctorow succhia succhia amore lungo
Cory Doctorow.
È un belluomo, ma non te lo prenderà in bocca per 10 euro. Credo.

Le cose stanno leggermente migliorando rispetto a sei mesi fa.
Il Booken Cybook G3 ora costa 280 euro. Dopo un anno ha perso 55 euro di prezzo, una riduzione del 16,5%. Piuttosto scarsina e del tutto insoddisfacente.
Amazon Kindle, nonostante sia un prodotto molto venduto (per essere un lettore di eBook), costa 359 dollari ovvero 40 dollari meno dell’anno scorso, pari a un calo del prezzo del 13,5%. In euro fa 275 al cambio di adesso: in pratica costa poco meno del G3 ed offre un servizio peggiore. No, grazie.
Il Sony PRS-505, nota positiva, è sceso a 299,99 dollari (236,5 euro). Ma solo perché è uscito il PRS-700, più figo, che ne costa 399,99. Con la garanzia di un anno, e per avere quella di due anni contro incidenti di maneggiamento (perché, diciamolo, il rischio più grossa che uno si immagina è che caschi in terra male…) sono 54,99 dollari in più. Peccato che sul sito italiano della Sony non mi risulti ancora che lo vendano per l’Italia. Qui, inoltre, fanno notare che la Sony France lo venderà a 300 euro, contro i 235 euro (199 sterline) in Inghilterra. Quindi un “gran risparmio” non ce lo vedo rispetto ai 280 euro del Cybook Gen3 attuale… i prezzi stanno migliorando, ma siamo ancora molto lontani dall’avere prezzi adeguati al servizio fornito.

Un pochino i prezzi stanno diminuendo, ma non in modo vistoso. E di tempo ne è passato.
Per far esplodere le vendite dei lettori eBook ci vuole un bel calo del prezzo: 280, 250 o 200 euro sono comunque tanti in una botta sola per un prodotto tenuto in scarso conto come il libro. Ci vuole assieme una cultura diffusa della pirateria libraria (tutti devono essere rassicurati che troveranno libri gratis), una maggiore conoscenza nel pubblico dei suddetti lettori, una pirateria migliore e più capillare (spesso le ultime novità e tanti libri interessanti NON arrivano mai in versione elettronica piratata, rendendo meno appetibile il lettore eBook anche per me) oppure un nuovo modello editoriale basato sulla distribuzione libera dell’eBook e le donazioni (o gli acquisti cartacei dei p-Book) e un prezzo più basso, attorno ai 100 euro credo, per permettere l’esplosione della domanda NONOSTANTE esistano già le console portatili, i palmari e i cellulari in grado di soddisfare le esigenze tipiche di lettura degli eBook fornendo in più molti altri intrattenimenti.

Ma c’è speranza che i prezzi calino davvero in un futuro non troppo lontano?
Secondo questo articolo si, dato l’andamento delle vendite degli iPhone e i nuovi hardware a basso costo: Good news for e-books: Cheaper Asustek hardware, just US$200 next year—and meanwhile the iPhone market keeps growing.
Ricordiamo che l’iPhone, a parte tutte le altre funzioni, è anche considerato dagli utenti un non del tutto disprezzabile lettore di eBook, come queste statistiche di scarico del software sembrano indicare: iPhone, successo anche come ebook reader.
La gente sembra proprio voler leggere questi benedetti eBook, come già ripetuto mille altre volte, citando costanti statistiche di crescita del mercato degli eBook.

C’è motivo per essere ottimisti?
Un pochino sì: tra nuove tecnologie per la carta elettronica e i leggeri cali di prezzi, uniti all’interesse sempre presente dei produttori verso i lettori eBook (che significa che loro non li considerano un fallimento certo), assieme alla diffusione della lettura degli eBook con altri dispositivi e alla consapevolezza dell’importanza dell’eBook, complessivamente possiamo permetterci un po’ di ottimismo. Non la dabbenaggine di chi dava per scontato un buon calo del prezzo in tempi brevi (un anno), ma il consapevole ottimismo a medio-lungo termine della cautela perlomeno si.
E poi poteva andarci peggio: potevamo venire attaccati dai gorilla in armatura potenziata!

Gorilla Power Armor

USA: vendite eBook, terzo quarto 2008

Posted by on 07 nov 2008 | Tagged as: Ebook, Editoria

Aggiornamento rapido per festeggiare il nuovo presidente neg… abbronzato. No, scherzo: niente festa a base di caschi di banane, rap e palle da basket, anche se sono felice che abbia vinto quello scimp… quel politico afroamericano.
In realtà questo post è per festeggiare qualcosa di ben più importante di un cambio di poltrona a Vuoscintòn: sono usciti i dati di vendita degli eBook in USA del terzo quarto del 2008!

Vendite eBook terzo quadrimestre 2008
Vendita eBook in USA, 2005-2008

Crescita eBook rispetto al quarto precedente: +19,8%
Crescita eBook dall’inizio dell’anno: +37,6%
Crescita eBook rispetto al terzo quarto del 2007: +73,7%

E ora qualche informazione tratta da Publishers Report Further Drop in September Sales (MediaBistro) la cui valutazione della crescita degli eBook è più ottimista di quella desumibile dalla tabella IDPF perché considera solo i dati forniti dalla AAP -Association of American Publishers-:

According to a release from the Association of American Publishers, book sales for the month of September decreased by 2.0 percent—which puts the figures for the first three quarters of 2008 1.5 percent the comparable time period from the previous year. Adult books went down across the board; hardcovers dropped by nearly 30 percent for the month (9.2 percent for the year), while paperbacks went down 8.6 percent (but are still up 6.9 percent for the year). In the children’s section, meanwhile, hardcover sales shot up 41.9 percent for the month, though they’re down 26.3 percent from the Potter-filled climate of 2007.

There is one significant jump: E-books sales rose 77.8 percent for the month, and have increased 55.2 percent so far in 2008. Before you get your hopes up, though, keep in mind that those September sales represent just $5.1 million of a $1.062 billion playing field.

Ok, per ora gli eBook rappresentano appena uno sputo percentuale del complessivo settore librario, ma dannazione, guardiamo ai fottuti trend:
il cartaceo è in piena recessione (-2% totale, con punte di -30% relative al mese sui rilegati) e, privato del fenomeno Harry Potter, non ci sono buoni motivi per immaginare cosa possa nel prossimo futuro tirare su le vendite in modo tanto scandaloso, mentre il settore elettronico è cresciuto dall’inizio dell’anno del 37% senza disporre di alcun fenomeno su cui far leva!

Sono dati meravigliosi: ho un’erezione! Ma ce l’ho anche se guardo un coniglio in gabbia! Sono così bellini i conigli, con quell’ano peloso e le orecchie! Mmmmhhh… licklips.gif
C’è di che essere ottimisti per il futuro del libro elettronico e quindi per la libertà di espressione e di stampa (anche dei giornali) conseguente al graduale abbandono del costoso vincolo cartaceo.

Ottimismo la speranza è quello che conto
L’ottimismo!!!

Per chi fosse interessato ricordo che avevo riportato in passato anche i dati di vendita per Giappone e Corea del Sud, dimostrazione chiarissima di come la voglia di leggere libri/manga rimanga e anzi cresca, mentre cambia il mezzo: i libri di carta vendono meno (le riviste giapponesi di manga sempre meno), ma il pubblico compra gli stessi prodotti in versione elettronica se può (che, tra parentesi, potrebbe avere gratis in versione piratata… ma se il prezzo è equo e il prodotto buono perché non comprare?).

Viva i libri! Viva gli eBook!