Novità e rubrica “Chiedilo al Duca”
Scritto da Il Duca Carraronan il 03 feb 2009 alle 21:29 | Categorie: Chiedilo al Duca, Novità sul Sito, Scrittura
Dopo il divertente intermezzo trollesco con il Pino Mugo del Fantasy Italiano, torniamo a parlare di cose serie. Questo è un aggiornamento lampo dedicato agli articoli in arrivo e alla nuova rubrica “Chiedilo al Duca”.
Articoli in Arrivo
Sto riordinando gli appunti sui primi due libri delle Cronache del Mondo Emerso e, sigh, con grande dolore sto rileggendo il terzo libro. Tutto per amore di Nihal. E come preannunciato alcuni giorni fa sto leggendo “Il Destino di Adhara”, nuovo libro di Licia Troisi che alcuni mentecatti imbottiti di metanfetamine hanno definito la Regina del Fantasy Italiano. Chissà perché mi viene in mente Gaetano Bresci… ^__^
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| «Io non ho ucciso Umberto. Io ho ucciso il Re. Ho ucciso un principio.» |
Oltre a questa spazzatura mi sto dedicando alla lettura di romanzi più seri, ovvero quelli di Carlton Mellick III che mi sono appena arrivati.
Dedicherò un articolo alla Bizarro Fiction e al libro “The Haunted Vagina” che ho appena finito di leggere. E agli altri romanzi in futuro, se saranno altrettanto belli.
Ho anche il libro “The New Weird” a cura di Ann e Jeff Vandermeer, per cui potrei usare il materiale e i racconti contenuti per fare un articolo su cosa sia il New Weird. Qualcosa di un pochino più completo e delineato, se riuscirò, di una traduzione da wikipedia per qualche rivista di dubbio gusto. E anche un articolo su un nuovo genere letterario di cui preferisco non parlavi prima per non rovinarvi la sorpresa (e non c’entra con lo Steam, è molto più figo!). ^__^
Per quanto riguarda armi e armature, gli articoli per cui ho raccolto materiale nel corso di questi mesi sono: storia e spirito della baionetta; articolo “4 Dummies” sulla balistica terminale nel corpo umano (perché di più non posso fare); storia ed evoluzione (in breve) delle armature da fanteria dalla fine dell’Ottocento a oggi; gli acciarini a percussione (parlando anche di palle minié e altre soluzioni meno intelligenti); il moschetto con la forcella, una falsa innovazione.
Gli altri che potrei scrivere non li cito perché penso di metterli dopo questi (il che significa tra parecchi mesi).
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Chiedilo al Duca
Questa è la nuova sezione. L’idea nasce dalla discreta quantità di consulenze più o meno complicate che ho fornito via mail o via msn nell’ultimo anno. Una piuttosto interessante proprio la scorsa settimana. Talvolta il materiale che metto assieme per rispondere è sufficiente per poterci costruire attorno un articolo a sé e ho pensato che magari qualcun altro potrebbe essere interessato a leggere la risposta.
Quella su Armature e Armi da Fuoco alla battaglia di Pavia è una vera e propria consulenza di un certo livello, per cui non l’ho inserita nella nuova categoria, ma domani provvederò a pubblicare il primo articolo di “Chiedilo al Duca”.
Chiunque può mandarmi quesiti di natura storico-armiera o chiedere consigli che richiedano competenze in oplologia o storia militare per la propria ambientazione fantasy. Anche domande applicative del tipo “ho questo e questo nella mia ambientazione fantasy, secondo te ci può stare quest’altro o non ha senso?”. Oppure “avrebbe senso che ci fossero X e Y nella mia ambientazione, anche se non voglio che ci sia W?”.
Se le risposte saranno sufficientemente interessanti le sistemerò, amplierò e pubblicherò un po’ per volta nella nuova categoria. Sempre che io sia in grado di rispondere, cosa che NON è affatto da dare per scontata! ^__^
Indirizzo e-mail a cui inviare: carraronan@gmail.com
Sono sempre disponibile anche a leggere gli incipit dei romanzi delle aspiranti scrittrici (o scrittori…) di Fantasy per fornire pareri e aiuto tecnico (quel poco che posso fare). Ma su questo farò un articolo apposito in futuro, per spiegare in modo chiaro l’importanza di inviare le proprie mutandine assieme al testo.
Nel frattempo chiunque voglia approfittarne è benvenuta, soprattutto se giovane, attraente, disinibita e domiciliata in Lombardia. Meglio se perfettamente sana e se prende la pillola: preferisco che non vi siano barriere artificiali nel rapporto di editing. Va da sé che se siete maschi leggerò le vostre opere con molto meno interesse.
Sono sessista, cazzi vostri. ^__^
A domani con il primo articolo di “Chiedilo al Duca”.









Bella idea :D Lo sai vero che appena avrò bene in mente le modifiche da apportare al mio romanzo, ti tempesterò di domande, vero? Non immagini nemmeno che errore hai fatto contattandomi via msn XD
Non hai la vaGGina. ^__^
Verrai discriminato per questo.
Wow ;) mi fa molto piacere sentire questa tua disponibilità…
… anche se la discriminazione è pesante :p…
Vale lo stesso spacciarsi per Elisabetta Canalis?
Ciaus ;)
No, ma se uno ha una sorella carina può mandarmi le sue mutandine usate con acclusa foto autografata. ^__^
A volte essere donna è utile XD
bella l’idea di “chiedetelo al duca”.
presto, per altro (e via e-mail), ti romperò le scatole.
un paio di mie mutande vanno bene lo stesso (uso mutandoni che arrivano fino al ginocchio, ma li lavo almeno una volta al mese!)?
Duca, scusa se ti faccio questa domanda a uso personale, ma mi chiedevo se sapevi qualcosa di più preciso oltre a qualche riferimento letterario alle armature usate dalle donne guerriere. Io ho recuperato poco, tutto dalla letteratura. A quanto parte vestivano di cuoio, spesso indossavano i pantaloni maschili, e acconciavano i lunghi capelli in trecce arrotolate. Avevano bei mantelli coreografici e indossavano altri tessuti che ne aumentavano la magnificenza. Altre invece, soprattutto le donne dei galli, si pittavano di blu il volto e vestivano in maniera più semplice. Anche perchè non si sa con certezza fin dove si spingevano e se attaccavano nelle prime linee. Mi aiuti? Devo vestire la mia “eroina per caso” e non voglio far la fine di Nihal che le si slaccia la pettorina di continuo
No.
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Se vuoi vestire delle guerriere che siano guerriere davvero, ti basta vestirle come gli uomini. Le donne che si arruolavano durante la Guerra dei Trent’anni come soldati (in fondo non è che fosse “vietato” e la carenza di uomini era notevole), indossavano l’equipaggiamento standardizzato di tutti gli altri.
A Waterloo pare che vi fosse una donna tra i Corazzieri di Napoleone. Nessuno sa se è vero o come fosse finita lì, con la divisa e tutto il resto.
Ma l’idea di base è semplice: che sia un fatto comune (donne combattenti in URSS nella seconda guerra mondiale o le ragazze soldato israeliane o le volontarie combattenti Fasciste della RSI) o un evento rarissimo e strambo (la “corazziera” di Waterloo), non ci sono motivi per cui la divisa da combattimento debba essere “molto” diversa da quella degli uomini.
Tranne che per la divisa non da combattimento: a quel punto ha senso che vi sia la gonna poco sotto/sopra il ginocchio e il tailleur (donne nell’esercito USA o Tedesco nella seconda guerra mondiale) al posto di giacca e pantaloni.
L’unico problema che mi viene in mente per le corazze (per elmi/elmetti e shako in cuoio non c’è problema) è quello delle dimensioni delle tette: se sono molto grosse possono richiedere armature speciali, con più spazio, e soprattutto dare problemi ai giubbotti antiproiettile che richiedono una buona aderenza al corpo (e uno sbalzo eccessivo tra seno e ombelico rovinerebbe un po’ l’aderenza addominale del giubbotto). Avevo letto che per le donne poliziotto maggiorate è un problema e devono procurarseli della taglia adatta.
Grazie Duca, sei un tesoro^_^
ps:però la mia eroina non sarà figa come nihal…uffa
Io andrei sulla classica combinazione perizoma + elmo cornuto o alato ^__^
No Angra, era più figo il corpetto che lascia la pancia scoperta! Ed è anche più pratico per i nemici, così un bel colpo di striscio e via!
Scusate il doppio post, ma ho una domanda da fare. Si, non ci azzecca niente con gli articoli, ma voglio farla. Siccome i tizi che mi martellano con questa loro assurda teoria mi stanno impendendo di proseguire nella storia, vorrei il parere del Duca.
C’è una schiava che viene violentata, e siccome supplica il suo stupratore si becca un pugno in faccia. Le si rompe il naso, non fino a gonfiarle la faccia però. Può respirare, insomma. Questo tizio, dopo aver fatto i suoi comodi, le dice di andarsi a cambiare e pulirsi o nessuno l’avrebbe scelta per avere un rapporto. Ora, sono io scema o mi sembra stupido far trattare con dolcezza una ragazza ad uno stupratore solo perchè dopo se ne deve servire come prostituta? Che importava agli altri del naso un po’ ammaccato? Io penso, a quel che ne so, che sia molto più importante presentarsi ben pulite, pettinate e vestite. Se poi si calcola che le ragazze di questo circolo erano quasi tutte schiave, e in quanto tali venivano sfruttate e basta e quindi violentate, la cosa è ancora più verosimile. Per me critiche del genere sono solo inutili polemiche, non osservazioni costruttive. Ma se dovessi avere torto, e qualcuno di voi me lo dimostrasse, cambio.
Penso che molto dipende dal tipo di “committente”. Se si tratta di una prostituta destinata al mercato più basso, il naso rotto non creerà un grosso problema (dopotutto nell’Inghilterra Vittoriana, le prostitute spesso e volentieri, per impedire che fuggissero, venivano legate le une alle altre durante il sonno; puoi immaginarti in che stato fossero al loro risveglio).
Se invece il personaggio in questione fosse una prostituta d’alto borgo, allora il naso rotto creerebbe particolari problemi. Meglio un semplice schiaffo in faccia che la faccia sanguinare un po’ a quel punto.
@ mariateresa: altro che pugno sul naso!!! Ho letto il libro di una ex prostituta, di nome Somaly Mam (magari l’hai già sentita). A giudicare da ciò che racconta un pugno sul naso sarebbe stato una carezzina! Un naso sciupato si raddrizza, e, come hai detto tu, sono un’altra serie di cose che attirano i clienti.
Io avrei delle riserve sullo stupro: una vergine vale di più, quindi violentarla E POI farla prostituire è uno “spreco”, in termini economici. Però non andava sempre così, quindi è un particolare ignorabile.
Il danno è stato fatto. Ho tolto il fatto del naso rotto. L’insistenza di certi precisini mi ha fatto vacillare, e ho ritenuto la cosa un po’ troppo fraintendibile per alcuni. L’ho levata, e buona notte. Ai fini della storia non cambia nulla. Anche se rendeva il tutto più verosimile. Questa ragazza è una schiava, è destinata ad essere con le sue compagne una serva di piacere e quindi non una prostituta a pagamento, e di certo quelli che frequentano il circolo della prostituzione sono dei beoni. Quelli dell’alto sono vincolati da leggi ben precise, e sono così potenti che le donne gli strisciano ai piedi(ma non quelle dei licantropi, c’è una forte distinzione tra donna per bene e di famiglia e donna da divertimento. Pena:morte per lapidazione).
Caro Duca, ho visto che ti piacciono gli elmetti…io sarei curiosa riguardo gli elmi, soprattutto quelli medievali. Perchè non fai un articolo a riguardo? Credo sarebbe interessante
Sbaglio o il Duca ha parlato di poliziotte maggiorate? é un concetto che non mi é particolarmente chiaro, avrei bisogno di una esemplificazione grafica.
@fitz:
Non so, tipo questa?
http://www.planetzero.it/comics/comics_disclaimer.html