ottobre 2009

Archivio del Mese

Qualche altra novità a tema lettori di eBook

Posted by on 30 ott 2009 | Tagged as: Ebook

Post breve, giusto per segnalare le ultime novità tecnologiche a chi non segue i siti dedicati. Il 2010 si preannuncia sempre più come un anno in cui tenere a freno il portafogli, evitando acquisti scellerati da 300+ euro prima che il prodotto veramente buono tiri la testa fuori e ci faccia “ciao”.
Chi può permettersi di aspettare lo faccia, magari anche fino al Natale 2010 o al 2011.

 
AUO
AUO rilascerà schermi ePaper flessibili da 6 pollici nel 2010 (la produzione di massa partirà dopo). La ePaper flessibile è realizzata con la tecnologia Microcup della SiPix (posseduta proprio da AUO). Flessibile, contrasto 9:1, 16 toni di grigio. Consuma corrente solo per aggiornare l’immagine.

auo-flexible-epaper

Hanno anche mostrato uno schermo da 20 pollici: il più grande foglio di ePaper del mondo “pronto per la produzione”. Richiede solo 2W per funzionare e ha 16 toni di grigio.

auo-20-inch-epaper

AUO afferma che i suoi schermi ePaper saranno migliori (la flessibilità li rende più “anti-urto”) e più economici di quelli prodotti oggi, grazie alla loro enorme capacità di produzione.
Secondo AUO il prezzo dei lettori di eBook si dimezzerà nel corso di due anni e avremo lettori a 100$ già nel 2011.
Se ricordate Cory Doctorow mesi fa si lamentava che il prezzo dei lettori non scendeva perché mancava capacità produttiva, dirottata verso cellulari, console, gadget e altre cosette più appetibili. Il problema si sta risolvendo.

AUO prevede di rifornire di schermi sia Sony (sostenitore del formato libero ePub) che Amazon.

 
LG
Questa non è una novità, ma il richiamo è d’obbligo. Nel giugno scorso LG ha mostrato un prototipo di schermo ePaper flessibile touchscreen da 11,5 pollici. Giusto per ricordarci che anche LG è interessata al mercato e potrebbe riservare sorprese per il prossimo anno.

lg-epaper-flexible-11.5-inch

 
Pixel Qi
Pixel Qi ha iniziato a inviare i propri schermi proprio ora, a fine 2009. La tecnologia Pixel Qi è ibrida: può passare da emissiva (tipo LCD, emette luce, ma in ambienti molto luminosi diventa difficile da leggere) a passiva (tipo ePaper, sfrutta la luce ambientale per la lettura come la carta stampata).
L’applicazione di questi nuovi schermi non si limita al solo settore dei lettori di eBook. Le idee di fondo sono “risparmio energetico” e “possibilità di lettura in piena luce”, nulla di più. Questi due bisogni accomunano tanto i lettori di ebook che i portatili, i netbook, i cellulari e i palmari.

 
Bridgestone
Sì, il produttore di gomme, avete letto giusto. Quattro giorni fa ha annunciato al mondo due nuovi lettori ePaper basati su quella che chiama “Quick-response Liquid Powder”. Uno da 13,1 e uno da 10,7 pollici. Verranno testati a primavera 2010 e commercializzati in seguito. Fine 2010 o forse nel 2011, chi lo sa…

Dovevano presentarli proprio in questi giorni, alla FPD International 2009 (28-30 ottobre) presso Yokohama City, in Giappone. I dettagli sono un po’ confusi nelle varie fonti. Si spera che i prossimi giorni vengano date nuove informazioni più chiare su cosa faranno esattamente i due lettori (sono entrambi flessibili o solo quello più piccolo?).

Il lettore più grosso ha uno schermo ePaper sensibile al tocco da 13,1 pollici a 4096 colori (che non è molto per le nostri abitudini -16,8 milioni a 32 bit- ma non è neanche uno sputo in bocca di un barbone infetto).
Altra nota positiva è la rapidità di aggiornamento dell’immagine: l’intero schermo (grosso come un foglio A4!) fa il refresh in 0,8 secondi.

bridgestone_13.1inch

L’altro attrezzo da 10,7 pollici (sempre a colori a giudicare dalla foto) ha il pregio di essere molto sottile, appena 5,8 mm contro i 9,1 mm del Kindle, e interamente flessibile! Non solo schermo flessibile, quindi meno delicato in caso di urto, ma uno lettore in sé flessibile.

bridgestone_flexible

Un paio di fonti:
http://www.engadget.com/tag/bridgestone/
http://techon.nikkeibp.co.jp/english/NEWS_EN/20091027/176976/

 
Samsung
Questo è quello che mi lascia più perplesso. Samsung Electronics ha mostrato alla FPD International 2009 di Yokohama un lettore con ePaper a colori da 10,1 pollici. È un attrezzo supersottile (solo 0,7 mm), grazie alla tecnologia integrata tra transistor a pellicola sottile e le porte logiche del circuito integrato. A me sembra una baracca dall’aspetto troppo fragile, ma buon per loro che ce l’hanno fatta a scendere sotto il millimetro di spessore: peccato che sarebbe servito anche flessibile per poterlo ripiegare e mettere in tasca e questo coso non potrà mai esserlo…
Pensano di metterlo in produzione tra uno o due anni. Mah…

Samsung_10,1inch_color_small
Anche se il cartello sembra contrario (lol), ipotizzerei che sia anche touchscreen…

Non è flessibile a causa dello strato di transistor a pellicola sottile tipo “vetro” (rigido) che accompagna lo strato di ePaper con tecnologia E Ink e il filtro a colori (rischio che l’immagine risulti un po’ slavata?). Ultrasottile, ma non flessibile. Mah…

Mi lascia perplesso anche la risoluzione: 450×600.
Meno interessante dei prodotti Bridgestone dal punto di vista dell’utente, per il poco che si capisce.

 
Asustek
Oggi su Hardware Upgrade ho letto qualche nuova indiscrezione sul lettore che Asustek ha intenzione di lanciare nel mercato tra fine 2009 e inizio 2010.

Lo schermo pare che sarà da 9 pollici e, a quanto si dice, ci sarà di tutto per quanto riguarda la connettività: 3G, WiFi, WiMax… manca solo il piccione viaggiatore e la staffetta con la borsa a tracolla! Non so quanto sia verosimile, ma in fondo si trattano solo di voci. E il piccione viaggiatore è una soluzione che piace ai giovani.

Come già ipotizzato in passato (e come sembrerebbe ovvio fare nel caso della Asustek, si veda anche l’inserimento della concorrenza con l’eDGe) il lettore verrà commercializzato sia come soluzione netbook, col brand Eee citato nel precedente articolo, che come strumento “figo e alla moda” presso i negozi dei diversi operatori telefonici. Il prezzo si spera sia competitivo con quello di Kindle e Nook: non oltre i 300 dollari?

Prodotto molto interessante, anche a questo livello di puro “tutto fumo e niente arrosto”. Che formati di eBook leggerà e dove si potranno comprare rimane però un mistero…

 
Una nota dolente…
Nessuno dei nuovi lettori previsti o in uscita sembra essere dotato di un aggancio per la baionetta. Secoli di storia ci hanno insegnato che poter far affidamento, in caso di emergenza, su una punta di metallo è sempre una buona cosa.

E se mentre si legge un romanzo si viene aggrediti da un francese in cappotto blu? Disporre della baionetta montata sul lettore permette di reagire all’istante. La baionetta modifica il bilanciamento del lettore, ma con un poco di abitudine poi non si sente più il problema: e i vantaggi sono enormi.
Ma a queste cose non ci si pensa mai finché non è troppo tardi…
Il lettore eDGe, spesso, solido e pesante, avrebbe tutte le carte in regola per montarne una e usarla con profitto. Per il resto io ho provveduto da solo per il mio Cybook.

cybook_gen3_duca_baionetta
Grazie all’aggancio laterale specifico il mio Cybok Gen3 è compatibile con le baionette sia del Gewehr 88 che del Mauser 71 e 71/84. Bello, no? Il foro della baionetta per l’aggancio sulla canna permette di accedere al pulsante di accensione/spegnimento senza doverla staccare.

Un nuovo lettore di eBook: enTourage eDGe a doppio schermo

Posted by on 27 ott 2009 | Tagged as: Ebook, Riflessioni

Si è parlato spesso di lettori di eBook, visto che servono per leggere più comodamente gli eBook dello schermo fisso del PC (o del piccolo schermo del cellulare) e non stancano la vista grazie alla tecnologia E-Ink (o E Ink, senza minuscole o trattini, come la ditta preferisce che la si chiami… piangono come checche isteriche se leggono e-Ink, bisogna avere pazienza).

Val la pena tenersi aggiornati sulle novità tecnologiche: gli eBook serviranno a ben poco se il pubblico non inizierà a disporre di più strumenti per leggerli. Io non compravo eBook prima di avere il Cybook Gen3 perché sapevo che molto difficilmente li avrei letti al PC o stampati su carta (e non ho un iPhone, una PSP o un Nintendo DS).
Serve che la gente possa leggere eBook il più comodamente possibile se si vuole sperare che li compri e questo, come molti esperti sostengono, significa che non solo i lettori dovranno costare meno, ma che dovranno anche fare “altro” oltre che leggere eBook.

Una cosa che dicevano da mesi alcuni esperti di settore è che un lettore a “doppio schermo” sarebbe stato l’ideale: un piccolo computer, buono per navigare in internet e guardare la posta e che, in più, fornisca anche un comodo schermo ePaper per la lettura ottimizzata dei libri. Questo ottenuto tramite o due schermi diversi in un oggetto apribile tipo libro oppure con un singolo schermo ibrido in grado di passare da “LCD” a “ePaper” a piacimento.

Un attrezzo così sarebbe più facile da vendere di un lettore dedicato: molti apprezzano i piccoli portatili (piccoli anche nel prezzo!) per guardare la posta, usare messenger e navigare in internet quando non usano il PC al lavoro. Alla maggioranza delle persone non serve un computer più potente o capace, tanto non sanno usare eMule e preferiscono le console per i videogiochi.

asus-eee-pc-at-newegg
Asus Eee PC: 1,7 milioni di pezzi nel solo terzo trimestre del 2008
meno dell’altro netbook in gioco, Acer Aspire One: 2,15 milioni di pezzi

Il caso Eee PC lo ha dimostrato facendo la cosa più banale del mondo: soddisfare una richiesta di “mini portatili” (netbook) ovvia e chiara da tempo. Se un netbook disponesse anche di un comodo lettore di eBook con schermo ePaper allora molti lo comprerebbero anche per il “gustoso servizio extra”.
Serve una sinergia tra offerta di eBook in vendita e offerta di lettori che non siano solo lettori di eBook per puntare alla massima diffusione del libro digitale.

Immagina questa scena
È il 2012 e sei uno che non legge granché, come la maggioranza degli italiani. Non leggi un romanzo da più di un anno. In pausa pranzo passi di fronte alla vetrina di una libreria e vedi la “copertina” di un libro che ti interessa, ma… cavolo, è venduto da un editore solo digitale.

Non è possibile comprare il cartaceo, se non chiedendo il print-on-demand e tu non vuoi aspettare (e comunque i vicini ti rubano sempre i pacchetti lasciati sulla cassetta postale): sei in una libreria “nuova” che oltre agli scaffali di libri ha anche un paio di pc collegati ai cataloghi e che fornisce connettività wifi nel negozio per comprare gli ebook dal proprio lettore anche senza collegarsi ai due pc forniti.

Tu quel libro lo vuoi. Punto.
Te ne hanno parlato tutti bene. Perfino “il Caccola” dell’ufficio vendite (che non sa nemmeno scrivere giusto il proprio nome) dice che questo libro gli ha cambiato la vita e ora legge quasi un libro intero ogni due mesi e grazie al suo nuovo hobby ha potuto scoprire le meravigliose trilogie di Licia Troisi (“una scrittrice bravissima!!!!” parola del Caccola).

Vai dal negoziante e chiedi per i lettori di eBook. Costano dai 90 euro in su. E il libro sono altri 7,49 euro. Dovresti spendere quasi 100 euro per un solo libro! O fai così oppure lo compri online e poi lo stampi sfruttando a sbafo la stampante dell’ufficio, ma non è una soluzione che ti risolverà il problema per davvero al prossimo libro

Vendere libri digitali a gente che avrebbe gli stessi attuali vincoli “tecnologici” a leggerli (schermi retroilluminati di PC, netbook e portatili oppure stampa su carta) non sarebbe semplice. Ma se fossero diffusi netbook con lo schermo ePaper abbinato con tutte le funzioni (schermo grande per studiare, possibilità di scrivere appunti direttamente sul libro) per fare egregiamente il proprio lavoro di “libri del futuro”, il problema non ci sarebbe. In realtà anche gli attuali netbook non sono male per leggere, ma la batteria non dura molto: servirebbero monitor non retroilluminati a basso consumo. In più la possibilità di scrivere sullo schermo è molto utile quando si studia e gli attuali netbook non lo permettono.

Se avessi un lettore adatto l’esempio visto prima sarebbe diverso.
Appena trovato il libro che desideri nel catalogo snobberesti la possibilità del POD, daresti l’indirizzo di posta per l’invio del prodotto al commesso (il tuo Netbook/Lettore è un po’ ingombrante, mettiamo che non l’hai portato) o gli porgeresti la chiavetta USB/memoria SD e ti prenderesti il libro per un prezzo pari alla metà (o anche meno) di quello degli attuali hardcover. Sarebbe bello, no?
Una cosa molto semplice. Adatta a scatenare l’acquisto impulsivo a cui gli editori puntano.

Ma simile netbook ebook reader sono una soluzione verosimile?
Magari con doppio schermo e che si richiudono come dei libri veri?
Secondo alcuni esperti sì, sono la via da seguire per rendere mainstream l’ebook. Ma quando appariranno? Fino a pochi giorni fa avrei detto “a 2010 inoltrato o nel 2011″. Mi sbagliavo: i primissimi appariranno tra quattro mesi.

 
enTourage eDGe
Questo è molto simile a quello che immaginavo io da mesi (sì, appartengo anche io alla fazione del “non solo ebook reader”), sbavando nella speranza che qualcuno lo producesse il primo possibile. Mi pareva una soluzione banale, ovvia, quella di seguire la strada del netbook unendovi il potenziale degli ebook reader. Devono aver pensato anche alla Entourage Systems Inc. la stessa cosa “banale” che ho pensato io, ma loro l’hanno tramutata in realtà (a parte una cosetta sulla tecnologia degli schermi che vedremo dopo e che potrebbe dare problemi di competitività al nuovo prodotto). ^__^

eDGe_midnight

Doppio schermo: LCD a colori (600 x1024pixel) da 10,1 pollici su una “pagina” ed E Ink in bianco e nero a 16 livelli di grigio (825×1200 pixel) da 9,7 pollici sull’altra “pagina”.
Dura 6 ore con LCD acceso e oltre 16 ore con il solo E Ink acceso: lo schermo LCD ad alto consumo è un brutto vincolo, ma non lo rende diverso da altri netbook attuali.

Uno schermo da 9,7 pollici è abbastanza grande da permettere la lettura di manuali con immagini, saggi, testi universitari… magari col lettore in modalità orizzontale invece di verticale (si potrà fare?). È possibile prendere appunti sul testo scrivendo con il pennino direttamente sullo schermo E Ink o inserendo note con la tastiera touchpad (nota: puoi usare le dita invece del pennino, molto più veloce per chi non è abituato!) evocata nel monitor LCD. Perfetto per lo studio sui libri universitari (tantissimi si trovano piratati) o anche sulle slide lasciate dal professore. Predilige formati PDF ed ePub. Peccato che usi Android invece di una distribuzione più open di Linux, ma vabbé… ^__^

Con i due schermi è possibile, per esempio, leggere un libro pieno di linguaggio tecnico (ad esempio un romanzo ambientato su una nave) e poter correre quando si vuole alle ultime pagine (sul secondo schermo) per leggere nel glossario il significato dei termini più strani. O leggere le note di fine capitolo. Molto più comodo che con un solo schermo.

Oppure, mentre si legge un PDF in inglese, si può aprire Wordreference nello schermo LCD e cercare la parola che non si conosce. O frugare Wikipedia alla ricerca di maggiori informazioni su qualsiasi cosa (un evento storico citato in un saggio, un personaggio famoso presente in un romanzo storico ecc…).
Con la connessione Wifi ci si può connettere dall’università e guardare Wikipedia (o la posta) nello schermo LCD mentre si prendono appunti a pennino sulle slide del professore nello schermo E Ink. Comodo, no?

D’altronde il lettore non è dotato solo di connessione 3G, come il Kindle, ma anche del WiFi e del Bluetooth per collegarsi con tutto quel che capita. Si può leggere un libro in bagno e, finita la defecazione, passare allo schermo LCD, connettersi a Youporn e farsi una sega con un porno di giapponesine lesbiche. Bello, no?

La tastiera touch è buona, ma non permette di scrivere al meglio. Come fare se uno vuole usare al massimo delle potenzialità il lettore, tramutandolo da strumento “portatile” a postazione di scrittura usando un Word Processor?
Come scritto nelle specifiche permette l’uso di una tastiera bluetooth opzionale: chi volesse usarlo non solo per la posta, i video in internet, ascoltare musica, cazzeggiare su facebook, la messaggeria istantanea, leggere libri, studiare, fare l’editing di testi altrui (una bella sottolineatura col pennino e poi la nota “POV confuso”, proprio come sulla carta stampata! E puoi inviare gli appunti via mail allo scrittore! ^__^) ecc… ma anche scrivere il proprio romanzo, potrebbe farlo (comodamente?) con una tastiera bluetooth comprata a parte.

Che dimensioni ha e quanto pesa?
Il lettore misura 210 x 273 x 25 mm. Molto più grande del Cybook Gen3 (118 x 188 x 8,5 mm), ma dipende dallo schermo molto più grande. È un bell’attrezzone, ma non ingestibile, anzi: un grosso romanzo come La Guerra contro gli Chtorr di David Gerrold misura 140 x 215 x 49 mm, ma altri libri (manuali e libri di testo ad esempio) sono spesso più grandi.

Si può quindi tenere in mano bene quando i due schermi sono ripiegati per ottimizzare la lettura degli eBook: è spesso, ma non molto spesso (il libro di Gerrold è quasi il doppio!) e anche il peso per quanto elevato (2,5 libbre, ovvero 1,13 kg) non è molto elevato. È come un romanzone grosso e pesante, ma molto più leggero di tanti libroni a copertina rigida che possiedo.

Se una persona può leggere senza problemi il tomo di Gerrold (1,18 kg) o Argento Vivo (1,12 kg), perché non dovrebbe poter tenere in mano un librone elettronico? E quando si parla di libri di oplologia appare perfino, beh, leggero! ^__^
Leggere la lista qui sotto per credere.

warbow_edge_gerrold_gen3
Confronto visivo delle dimensioni:
The Great Warbow, enTourage eDGe, La Guerra contro gli Chtorr, Cybook Gen3
Libro di carta o lettore eBook Peso in grammi
Cybook Gen3, lettore a schermo singolo (6 pollici E Ink) 180
Michael Swanwick, Cuore d’Acciaio, brossura 310
Jacqueline Carey, Il Dardo e la Rosa, brossura 730
Alan D. Altieri, La Furia, hardcover 730
Alfred Kohler, Carlo V, hardcover 940
Frank Barnes, Cartridges of the World, brossura 1040
Licia Trosi, Cronache del Mondo Emerso, brossura 1050
Neal Stephenson, Argento Vivo, hardcover 1120
enTourage eDGe, lettore doppio schermo (9,7 pollici E Ink) 1130
David Gerrold, La Guerra contro gli Chtorr, brossura 1180
Hardy & Strickland, The Great Warbow, hardcover 1950
Bengt Thordeman, Armour from the Battle of Wisby, hardcover 2080
Alan Williams, The Knight and the Blast Furnace, hardcover 3150

Comparazione prezzo-prestazioni tra enTourage eDGe e altri lettori.
Utile guida riassuntiva per rendersi conto di tutto quello che può fare.

Volete farvi un’idea di com’è?
Andate subito sul sito e cliccate TRY IT!

Per concludere vorrei segnalare questo articolo di oggi di David Rothman.
Fa notare alcune cose giuste, come il fatto che l’abbinamento doppio schermo “LCD più E Ink affiancati” presto potrebbe diventare obsoleto con la produzione di massa di schermi “ibridi”, in grado di funzionare sia in modalità emissiva (retroilluminati) che passiva (usi la luce ambientale per leggere), da parte di Pixel Qi. Sono attesi proprio per la fine del 2009.

Io rimango convinto che, qualunque sarà la tecnologia impiegata, l’idea del doppio schermo che si chiude come un libro di carta sia fantastica… e ho spiegato prima il motivo con la questione del doppio uso simultaneo: fossero due schermi ibridi Pixel Qi sarebbe molto meglio, ma pure così è un GRAN bel prodotto col prezzo che ha.

Peccato che Rothman se ne sbatta altamente di analizzare i vantaggi del nuovo enTourage eDGe che va visto NON SOLO come un lettore di ebook che fa anche il netbook, ma anche come un vero e proprio netbook che in più fornisce servizi da lettore di eBook di altissimo livello paragonabili a quelli forniti da iLiad nel DR1000S da 699 euro, ma per appena 490 dollari (330 euro).

È un prodotto che compete su due campi da gioco diversi assieme: quello semi-deserto (in termini di milioni di persone disposte a comprarlo subito “perché sì”) degli eReader e quello ricchissimo dei netbook. Nel primo come competitore di altissimo livello, nel secondo di basso livello (medio livello se lo si usa all’università o per lavoro).

Think twice before locking into 2009 products, at least dedicated e-reading hardware, when the 2010 variety could be so much better. If nothing else, remember that a netbook or general-purpose tablet might be best for you both today and in 2010.

Alla faccia di chi sostiene che Teleread e simili siti contengano articoli scritti solo dai commerciali delle ditte dei lettori che se la cantano e se la suonano tra loro (perché informarsi causa tanta sofferenza ad alcuni?): dicono di non comprare e di aspettare il 2010 inoltrato per scegliere meglio, senza lanciarsi in spese “folli” di cui ci si potrebbe presto pentire! LOL!

Vorrei poi far notare un’altra cosa: Rothman suggerisce che magari per leggere è meglio evitare lettori dedicati e prendere invece un netbook o un tablet… peccato che non noti che anche il enTourage eDGe è un buon netbook (appoggiandosi per l’archivio dati a schede SD e dischi esterni, visto che il tempo dei netbook con 4 GB di memoria è passato…) e fornisce anche servizi extra come il touchscreen e un secondo schermo estremamente comodo per gli ebook. E poi è più figo del netbook classico. Molto più figo. E sappiamo quanto l’effetto figaggine conti nell’alta tecnologia da rifilare ai giuovani: ho visto netbook e notebook rosa shocking identici (stesso processore, stesso hdd, stessa ram) a quelli più anonimi grigi o neri che, per il fatto di essere rosa shocking, costavano 50 euro e oltre in più (visti da Mediaworld e Darty).

sony-vaio-che-mi-piacerebbe-veder-usare-da-gamberetta
Un adorabile netbook confetto, come piace a noi ragazze… sigh
“La tastiera con tasti isolati è progettata appositamente per evitare errori di battitura, anche se chi digita ha le unghie lunghe. La trama del poggiapolsi garantisce un comodo supporto, anche per coloro che amano navigare sul Web dal divano o aggiornare il blog anche in viaggio.”

Tutte cose che giustificano la spesa di 490 dollari (330 euro al cambio attuale) invece di 299-399 euro per un prodotto un po’ meno “computer” e un po’ più “supporto su cui studiare/leggere” (nell’ambito dello studio sui libri universitari piratati sconfigge i netbook!).

Un consiglio, però: aspettate il 2010 inoltrato che, se gli schermi Pixel Qi dovessero sfondare, non ci vorrebbe molto prima che arrivino lettori simili con doppio schermo ibrido Pixel Qi (enTourage eDGe 2?). E sarebbero molto migliori degli schermi differenziati: soprattutto per ovviare i problemi di consumo del LCD acceso, obbligatorio per scrivere le note con la tastiera virtuale. E magari invece delle memorie a stato solido ci saranno piccoli hdd da 60 GB, come nei netbook di fascia minima attuali (Eee PC 700): più sensibili alle botte, ma più affidabili per altri versi (nessun vincolo sulle riscritture) e molto più capienti.
La concorrenza lotterà per proporre qualcosa di altrettanto valido o migliore, soprattutto iRex (schermi a colori, magari?) che non digerirà bene che il suo lettore di punta sia stato minacciato da un prodotto più economico.
Val la pena attendere qualche mese. ^_^
 


Nota sul peso: il peso delle Cronache è stato solo stimato, partendo dal libro della Carey che come formato e leggerezza delle pagine dovrebbe essere simile. Immaginando pagine ancora più leggere potrebbe scendere a 980 grammi. O salire a 1100 con pagine poco più pesanti. Io ho i tre libri delle Cronache divisi, Nihal in economica e gli altri due in hardcover. Se qualcuno dispone del peso esatto del tomo della trilogia intera me lo segnali, per favore.

Nota sulla scrittura: se il sistema operativo è Android e in più l’interfaccia primario è una tastiera touch limitata significa che non è possibile usare OpenOffice, giusto? E uno con cosa scrive, a parte il prendere note e appunti o mandare mail… il sistema di scrittura integrato (Google Docs?) sarà abbastanza buono per produrre file decenti se uno vuole scrivere un romanzo o dei racconti? Boh.
 

Un sondaggio dalla Fiera del Libro di Francoforte e le vendite degli eBook negli USA in agosto

Posted by on 23 ott 2009 | Tagged as: Ebook, Editoria, Riflessioni

A fine settembre, prima che venissero presentate le ultimissime novità (Nook a 259 dollari, Txtr a 319 euro ecc…) e che Google dichiarasse di volersi lanciare nella vendita degli eBook con Google Editions, il sito della Fiera del Libro di Francoforte aveva pubblicato i risultati di un sondaggio a cui avevano risposto 840 operatori di settore (“predominantly managers and executives from the publishing industry“, insomma i capoccioni la cui eventuale stupidità potrebbe rallentare, in teoria, l’avvento dei libri digitali sul mercato). Sono molto interessanti.

Perché i risultati sono interessanti?
Perché, diversamente dall’Italia dove la sfida degli eBook viene vista come un fastidio necessario e non come un’occasione (come già detto più volte dagli esperti di settore nei mesi scorsi e sottolineato anche da Sandrone Dazieri recentemente), all’estero c’è molto entusiasmo per qualcosa che potrebbe far sparire quel 60% di fetta di introiti divorata da librai e distributori e, soprattutto, azzerare il pesante costo fisico del libro come “oggetto”.
Mi rimane il dubbio che l’IVA in Italia potrebbe passare dal 4% al 20% (a questo potrebbe rispondere qualche esperto), ma in ogni caso un 16% extra è meglio di un 80% inclusi i costi di produzione (pari al 20% circa del prezzo di copertina di un libro da 16 euro per 3000 e più copie, secondo i calcoli dell’Agenda dello Scrittore, ma senza contare i resi), no?

Poter rischiare nel pubblicare un libro “diverso dalla solita merda” e, magia, scoprire che le mancante vendite non creano un passivo proporzionale alle copie stampate perché non ci sono copie stampate! ^__^
È il sogno bagnato di ogni editore con un cervello superiore a subnormale (quindi gli editori esteri e non quelli italiani che, come è noto, sono una banda di ritardati sbavanti). Ed è un sogno che si sta avverando. Bisognerà prepararsi, cambiare il proprio modello di business e di concezione dell’editoria, ma gli editori che vorranno farlo troveranno un mondo più competitivo, ma anche migliore.

Per quanto riguarda l’Italia, come fa notare Sandrone, le cose probabilmente andranno male agli editori retrogradi (ovvero, uh, tutti gli editori importanti!).

Bé, mettiamola così: negli Stati Uniti non so come andrà, ma in Italia siamo parecchio in ritardo. Quando parlo con i miei colleghi editori, noto una sorta di attendismo, uno stare alla finestra che mi spaventa. Vediamo che succede, sembrano dire, poi interverremo. Tanto, il libro non morirà mai. Tutti continueranno a comprare volumi di carta. La carta è bella… Ecc. Vi ricorda qualcosa? A me sì. Mi ricorda quello che dicevano i discografici. Quello che dicevano del vinile prima del Cd. Quello che dicevano del Cd prima dell’mp3. E quando sono andati a gambe all’aria, è stato troppo tardi per rimediare.

Il mio pensiero? Crepino gli editori inetti. Si fottano. Vadano a marcire nel cimitero degli animali inferiori che non sono in grado di vincere la sfida evolutiva, a fare compagnia ai dodo. Chi sceglie consapevolmente di suicidarsi merita di ottenere ciò che sceglie, non credete? ^__^
E ci sono un sacco di case editrici che con un minimo sforzo potrebbero sostituire i “colossi della carta” nel mondo del digitale.

dodo-1
Il dodo ha fatto la fine che si meritava.
I grandi editori italiani si spera che lo seguano presto.

Vediamo, al di là dell’entusiasmo estero per gli eBook non condiviso dagli editori italiani, i dati più interessanti che sono stati pubblicati.

Quanto si guadagna dai libri digitali?
Per ora poco. Il 60% degli interpellati ritiene che quest’anno molto meno del 10% dei guadagni verrà dal digitale. Le cosa cambiano ragionando sul futuro prossimo: per il 2011 il 41% degli interpellati ritiene che fino al 10% delle vendite verrà dagli eBook mentre un buon 58% ritiene che le vendite saranno MOLTO SUPERIORI. Ben il 38% ritiene che una fetta del 26% e oltre dei guadagni verrà dagli eBook nel 2011.

E quando gli eBook sconfiggeranno il cartaceo?
L’idea che presto il business dei libri digitali supererà quello dei libri tradizionali è ormai una realtà condivisa. La domanda è solo “quando?”. Circa il 50% degli esperti di settore vede nell’anno 2018 il punto di svolta in cui gli eBook faranno guadagnare più del cartaceo. L’anno scorso lo credeva solo il 40%. È probabile che nei prossimi anni, con l’approssimarsi della data, un’accelerazione di qualche tipo farà diminuire di un paio di anni il punto di svolta previsto: mancano solo otto anni, ma sono un’enormità nel mondo tecnologico moderno e potrebbero diventare cinque o sei senza troppi problemi.
Nel 2008 solo il 27% degli esperti era così retrogrado da pensare che il digitale non avrebbe MAI sconfitto la carta, mentre ora solo il 22% lo è. Anche i più fessi cedono di fronte alla crudele Realtà, alla fine (forse quel 5% di differenza nel frattempo si era preso la briga di informarsi un po’ sugli eBook?).

Invece secondo Gian Arturo Ferrari (Direttore Generale della Divisione Libri del Gruppo Mondadori) il superamento dell’eBook sulla carta avverrà tra 20 anni e ha aggiunto “Accadrà, cioè, quando le generazioni che lo useranno a scuola saranno adulte” (detto alla manifestazione “veDrò”, edizione 2009). Una piccola curiosità: il pronostico dei 20 anni viene dal mondo pre-2009: già dall’inizio dell’anno si era iniziato a capire bene che il “cambio” era più vicino. Ma Ferrari probabilmente non si è preso la briga di informarsi su questioni concernenti il suo lavoro. O forse non gliene frega niente di tenersi aggiornato per essere competitivo in un momento critico per il futuro dell’editoria. O magari ha di meglio da fare.

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“Maledetto progresso, fonte di ogni male!”
Gli editori italiani sono figli della paura per il diabolico treno.

E il “problema” della pirateria? Ho usato le virgolette perché, come già sottolineato dalla massa degli esperti, in realtà non è stato un problema per nessun settore e nel caso dei libri, attualmente, aiuta ad aumentare le vendite. Come contrastare i feroci pirati che rubano i libri?

Stranamente, nonostante sia italiano (e quindi statisticamente meno sveglio degli esperti di settore esteri), Sandrone fa la stessa affermazione che da DUE ANNI fa Gamberetta o Doctorow o mezzo mondo di gente che si interessa seriamente all’editoria digitale del futuro. Sì, amici, è triste che il tempo scorra verso il Futuro e non verso l’Ottocento, quindi ragionare in termini di “carta” e “copie” e “pagine fisse” è da TESTE DI CAZZO RETROGRADE. È tanto difficile capire simili banalità?

Cosa ci dice di bello Sandrone sul “problema” della pirateria?

Non con i drm, non con fantomatiche copie bloccate e incopiabili, non con leggi restrittive di cui tutti si sbattono le palle, ma mettendo a disposizione i titoli del catalogo e le novità a un prezzo fair, percepito come equo, esattamente come sta facendo Itunes con la musica.

Grassetto mio (gnam). Fin qui tutto perfetto. C’è però un problema nel resto del discorso di Sandrone, che lo rende meno intelligente di quanto non sembri ora.

Per un libro, immagino un prezzo che non si discosta da quello delle edizioni economiche, magari con la possibilità di scaricare gratuitamente aggiornamenti (capita nel caso di testi scientifici) o capitoli tagliati dall’edizione definitiva (io ne ho una marea dei miei libri pubblicati). Sicuramente la pirateria continuerà ad esistere, ma chi vorrà comprare, potrà farlo. Sarà una sua scelta, quella di sostenere gli editori che ama e gli autori che ritiene debbano continuare a lavorare.

Ragionamento giustissimo basato sulla “scelta” e sul “premiare gli scrittori migliori”, ma un prezzo di circa 9-12 euro (edizioni economiche italiane, no? Come questa e questa) è un po’ troppo alto per qualcosa che ha zero costi di produzione per l’oggetto fisico (che non c’è) e che deve competere con l’edizione GRATUITA piratata buona quanto l’originale. E ricordiamoci che anche gli eventuali aggiornamenti verrebbero piratati. ^__^

Un prezzo più sensato (ovvero capace di convincere chi può avere un ebook GRATIS a spendere lo stesso dei soldi) sarebbe, secondo me, 2 euro con una punta massima di 5 euro. Ricordiamoci che già ora vengono venduti ebook a 5-6 dollari su siti come questo. Già ora gli Speciali Urania vengono venduti a 5,50 euro e in questo caso non ci sarebbe la fetta per l’edicolante né i costi di produzione né il problema della copie invendute ecc…

Anche Gian Arturo Ferrari (capoccione della divisione libri Mondadori) la pensa come Sandrone: “dovrebbe essere il 50% di quello cartaceo perché spariscono i costi della fisicità, e per primo quello dell’invenduto che si butta” (affermato alla manifestazione “veDrò” neanche due mesi fa).

La pensa come Sandrone se immaginiamo che intenda il 50% dell’hardcover da 19-23 euro (ovvero quanto un economico da 9-10 euro). Se intendesse il 50% dell’economico allora la penserebbe come il Duca, ovvero come le persone normodotate che si sono prese la briga di informarsi sul settore negli ultimi due anni (e a me nemmeno mi pagano, perché cavolo lo faccio?). Ferrari che ha un lampo di genio a livello ducale? Uno che pensa che gli eBook si affermeranno tra 20 anni e non prima può dire una cosa intelligente come se fosse uno che capisce qualcosa per davvero? Impossibile: intende di certo quello che intende Dazieri. Sincronia tra i due. Anzi, tra i tre: dimenticavo il dodo. ^_^

Quattro o cinque euro non è affatto un prezzo troppo basso, anzi, è già considerato un prezzo possibile. Secondo me per scoraggiare davvero la pirateria il libro andrebbe venduto a due euro. O meglio ancora con la formula libera: 1,99 euro più extra a piacimento e l’opzione di dare l’extra dopo la lettura, per premiare lo scrittore quando lo si desidera (in ogni libro potrebbe esserci il link per accedere al sito e pagare, con una guida per la donazione del tipo “1 euro = mi è piaciuto, 4 euro = lo adoro!”).

Peccato che il giusto livello di comprensione del duello “Pagamento versus Gratis” (la cui vera comprensione ha come unica possibile conseguenza razionale la scelta del prezzo di pochi euro), quasi raggiunto da Webscription.net o simili venditori, non sia ancora comune tra gli editori del cartaceo che cercano di progettare una nuova editoria digitale.

Secondo gli interpellati il prezzo dell’eBook dovrebbe essere:

Più costoso del libro stampato: 4%
Costoso come il libro stampato: 15%
10% meno costoso del libro stampato: 11%
20% meno costoso del libro stampato: 17%
30% meno costoso del libro stampato: 14%
Prezzo inferiore di oltre il 30%: 16%
Un prezzo fisso in stile Amazon ($9.99): 15%
Altri modelli di prezzo: 6%

Prezzi sballati. Non so cosa intendano col prezzo del “libro stampato”: hardcover o economico che costa la metà? Se intendono il prezzo dell’hardcover a oltre 20$ sono tutti scemi anche con lo sconto del 30%. Ricordiamo che quel gegno di King metterà l’ebook di “Under the Dome” in vendita a 35$ un mese dopo l’uscita del cartaceo: gli esperti (e le persone non affette da microcefalismo) sono concordi che 1. lo pirateranno prima e pochissimi idioti pagheranno 35$ per un eBook e 2. King è un retrogrado con comprensione zero dell’editoria digitale.
Aggiornamento sul prezzo del 26 ottobre ▼

O, usando termini meno forti, possiamo domandarci come Teleread.org:

Is the guy a masochist? Do he and Scribner’s want to be pirated?

Risposte facili: “sì” e ancora “sì”. ^__^

Ma, sveliamo un piccolo segreto. Di questi espertoni del settore, gente che in teoria dovrebbe vivere facendo il surf sull’onda del progresso per competere a morsi e coltellate con rivali altrettanto aggiornati, in realtà solo il 35% legge eBook e il restante 65% no, manco per il cazzo. E comunque solo il 22% usa lettori di eBook e questo rende Sandrone (che ha un Cybook Gen3 proprio come il Duca… abbiamo copiato entrambi Gamberetta o era solo il più conveniente al momento?) più tecnologico e moderno di gran parte dei suoi colleghi! Evviva! ^_^

I loro calcoli per l’anno di superamento del digitale sul cartaceo (2018) NON sono quindi influenzati dall’essere fanatici del libro elettronico né persone particolarmente informate sulla questione, come le risposte “fuori dal mondo” sui prezzi fanno ben capire.
Probabilmente sarà prima. ^__^

Colpiamo il libro di carta con la nostra baionetta!
Alla luce dell’evoluzione del libro non più vincolato alla “carta” (e al mondo di ricatti ai librai e di merda senza qualità e senza libero mercato che vi era sottinteso), anche certi manifesti della propaganda USA anti-nazista acquistano un nuovo (e migliore) significato:
Infilziamo il passato con le baionette del nostro futuro!

 
Vendite degli eBook negli USA in agosto
Agosto per gli eBook americani è andato meno bene di luglio: “appena” 14,4 milioni di dollari contro i 16,2 precedenti. Il secondo mese migliore di sempre, ma non un nuovo record. Peccato. Anche il secondo trimestre aveva sofferto di un mese centrale debole (12,1 milioni ad aprile, 11,5 a maggio e 14 a giugno).

In totale fa 30,6 milioni in due mesi.
Quando arriveranno i dati di settembre vedremo di quanto verrà infranto il record precedente di 37,6 milioni del secondo trimestre. Si farà un bel 45 milioni o qualcosa di più? Se ci sarà un nuovo record su settembre quota 48 sarà ancora possibile, ma le (ottimistiche) speranze di fare 50 con l’agosto debole sono crollate.

Manzoni: il Vero, l’Utile e il Ku Klux Klan

Posted by on 17 ott 2009 | Tagged as: For The Lulz, Musica, Razzismo/Stereotipi, Riflessioni, Scrittura

Ricordate Manzoni? No, non quelli che si abboffano nei pratoni e fanno certi stronzoni. No, nemmeno quello dei barattoli pieni di merda! Manzoni il letterato, il senatore, Alessandro, insomma. Quello dei Promessi Sposi.
Bravi, ve lo ricordate (ma preferivate non farlo).

Ecco, Manzoni ha parlato un po’ di volte della “Poetica del Vero”. E qualcuno, ogni tanto, con la lungimiranza di un ritardato che gioca col vinavil, lo tira in ballo per la narrativa citando la sua concezione della poetica. Più facile citare una cosa che fa finto figo, vista al liceo, che leggersi due dozzine di manuali sulla scrittura moderni e subire la crudele tortura dell’imparare qualcosa (sia mai che uno perda lo status di “inutile testa di cazzo” duramente guadagnato con anni di impermeabilità mentale). Ma di questo abbiamo già parlato in passato.

Vi rinfresco un attimo le idee.
Questo è il pezzo più interessante, spesso citato, tratto dalla lettera sul romanticismo a Cesare D’Azeglio del 1823:

Il principio, di necessità tanto più indeterminato quanto più esteso mi sembra poter essere questo: che la poesia e la letteratura in genere debba proporsi l’utile per iscopo, il vero per soggetto e l’interessante per mezzo.

Se volete c’è anche il testo integrale della lettera, ma è nella versione del 1870, quella modificata col solo “Vero”.

Brevissima spiegazione tratta da RepubblicaLetteraria.it

In vari scritti, Manzoni affermò che materia della poesia doveva essere il Vero: lo dichiarò esplicitamente nella lettera Sul romanticismo, inviata al marchese Cesare D’Azeglio nel 1823. Nel 1846 un giornale parigino pubblicò questa lettera. Più tardi Manzoni la rivide e la inserì tra le sue Opere varie, nel 1870. In questa lettera, dopo aver condannato l’uso della mitologia da parte dei Classicisti, dopo aver considerato le favole false una causa di deviazioni morali, Manzoni sosteneva che la letteratura doveva avere come soggetto il Vero, come scopo l’Utile e come mezzo l’Interessante. Questa poetica, detta del Vero e che poggia dunque sui tre elementi: Vero, Utile e Interessante, si trova enunciata nella lettera del 1823; ma quando Manzoni nel 1870 la pubblicò, riveduta, ridusse i tre elementi al solo Vero, dichiarando che se tale è il soggetto di un’opera letteraria, ciò significa che è anche Utile ed Interessante.

In un passo della lettera, Manzoni precisa che è opinione dei Romantici che la poesia debba riconoscere il Vero come unica sorgente di un diletto nobile e duraturo, specialmente perché il falso finisce sempre per creare fastidio. Il mezzo più naturale per dare valore alla poesia è scegliere soggetti che interessino sia i dotti sia la maggioranza dei lettori, e questi soggetti si trovano sia nella storia, sia nelle esperienze di vita. Il problema porta con sé una difficoltà: bisogna affrontare la definizione di Vero nei confronti dell’opera letteraria. Non si tratta, sostiene Manzoni, di rivolgersi a ciò che è banale o di respingere ciò che è palesemente falso. Il concetto di Vero è sempre stato incerto; i Romantici tuttavia si sono avvicinati più degli altri, perché hanno cominciato a respingere il falso, il dannoso e l’inutile. I Romantici inoltre si rivolgono ad un Vero che non si discosta da ciò che la fede cristiana indica per tale: per questo motivo Manzoni riconosce una identità di interessi fra lui e i Romantici. Manzoni altrettanto esplicitamente sostiene l’elezione del Vero a materia di letteratura, in una lettera scritta a Marco Coen il 2 giugno 1832.

Dicevo: la concezione di Manzoni è vecchia e la sua idea del Vero è applicabile in narrativa solo in senso molto, molto ampio (il Vero come “vero della natura umana e della sua complessità” o “vero del credibile e specifico” ecc… ci sta senza problemi, come spiegano tanti autori di -orrore!- fantascienza, ma altro no) e non proprio vicino all’originale idea manzoni’anal.

Dubito che approverebbe il fantasy, anche quando ha un messaggio morale (sigh) o quando esplora i più reconditi anfratti dell’ano animo umano: “Perché mettere fantasie false, sciocche e anticristiane e quindi sataniche e peccaminose quando uno potrebbe scrivere un romanzo storico molto più vero e quindi intrinsecamente più utile e interessante?”

E chissà se sbufferebbe questo di fronte a un capolavoro della fantascienza sociale come Fiori per Algernon: “Che sciocchezza è un uomo che diventa un genio e poi torna scemo? Se si vuole parlare della condizione dei deficienti mentali che se ne parli con serietà e criterio, cribbio, senza baracconate da circo!”.
Chi lo sa. Ma (curiosità personale rivolta agli amici letterati che mi seguono di nascosto) Manzoni leggeva Poe?

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Edgar Allan Poe in una delle rare foto senza il travestimento da umano

Ma non guardiamo solo ai limiti della concezione manzoniana. In fondo cosa ce ne frega? Lui è morto, possiamo cagargli sulla tomba e non risorgerà per tirarci i piedi nel sonno (forse). Uno a zero per noi: essere vivi per combattere un altro giorno è meglio che essere morti da più di un secolo. ^__^

Guardiamo alla parte positiva del suo discorso!
Vero, Utile e Interessante sono ancora concetti importantissimi. Più di prima, oserei dire. Perché Manzoni sarà anche più morto di Lenin, ma non era un (completo) idiota e il suo discorso ha un senso e un’applicazione ancora oggi. Limitata, ma ce l’ha.

Un bel documentario.
Un documentario tratta il Vero, ma questo non basta a renderlo un bel documentario: deve trattare il Vero nel modo migliore. E come lo tratta? Un buon documentario lo stratta in modo Interessante, combinando immagini, suggestioni, curiosità e la questione principale per rendere l’apprendimento piacevole al lettore. Che male c’è nell’imparare con piacere invece che con dolore? E quel che si impara è Utile. Magari utile in un ambito ristretto (accoppiamento degli squali), ma utile. No?

Anche i migliori saggi storici sono così: Veri, Utili in quanto Veri e Interessanti perché viene presentato il Vero anche nelle sue sfaccettature meno banali (Manzoni lo dice: Vero non è uguale a Banale) con aneddoti e curiosità di ogni tipo.
Come il dirigibile abbattuto che distrugge un monastero e il pilota del biplano che l’ha tirato giù riprende il volo inseguito dai cavalleggeri tedeschi urlando “Salutatemi il Kaiser!” (ma di questo parlerò in futuro).

Manzoni sarebbe orgoglione di tutto ciò, non credete?
Ai suoi tempi i documentari non c’erano!

Ci sono anche belle canzoni che rispettano il Vero manzoniano! Non ci sono solo sciocche canzonette e successi pop e altre cavolate: esiste musica seria, manzoniana, che vuole essere Utile parlando del Vero in modo Interessante.
Qui sotto potete trovare un buon brano da ascoltare (testo educativo incluso).
Un Manzoniano “buon ascolto” a tutti voi. ^___^

 

Kajun Ku Klux Klan
Johnny Rebel, primi anni ’60

Johnny_Rebel_Collection_400

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

Testo preso da Lyricsmania
(e modificato in un paio di parole)

You niggers listen now
I’m gonna tell you how
To keep from getting tortured
When the Klan is on the prowl
Stay at home at night
And lock your doors up tight
Don’t go outside or else you’ll find
Those crosses-a-burnin’ bright

Il cantante per invogliare all’ascolto annuncia che insegnerà qualcosa di Utile, ovvero come evitare il KKK: chiudersi in casa e non uscire la sera.

Now I know you won’t believe me
So I’m gonna tell you why
The Kajun Ku Klux Klan
Is gonna get you by and by
I’m warnin’ you that when I’m through
You’re gonna change your tune
This story’s ’bout a nigger
His name was Levi Coon
Il cantante sa che l’informazione Utile non basta. Per farla capire va spiegata con una storia Vera: quella di Levy Coon!

He walked into a cafe
He thought he’d get a bite
He thought that they would serve him
Since they passed the civil rights
The waitress told him no
And that he’d better go
He said, “No ma’am, my Uncle Sam say
I don’t have to go.”

So he sat there in that cafe
Bein’ stubborn as a mule
No matter what she said
He wouldn’t get up off that stool
He sat there like a jackass
Said, “I’m gonna demonstrate.
I came in here to eat, and
I ain’t leavin’ ’til I’ve ate.”

The waitess had enough
She said, “I’ll call your bluff.”
She said, “If we can’t treat you right
We’ll have to treat you rough.”
The phone was in her hands
She gave him one more chance
He wouldn’t go, and so she called
The Kajun Ku Klux Klan

When he saw them cajuns comin’
Levi knew it was too late
His eyes popped out his head
And his kinky hair got straight
He said, “Oh lousy white folks
I didn’t mean a thing.”
Why did I have to listen
To that demonstrator King?

Now niggers understand
They tied up both his hands
He was at the mercy of
The Kajun Ku Klux Klan
I knew just what they’d do
Levi knew it too
I knew what kind of torture
They would put that nigger through

La storia Vera viene fornita in modo Interessante usando un esempio chiaro e specifico: essere specifici è fondamentale!

Now the moral of this story
As plain as it can be
Niggers mind your business
And let us white folks be
You’d better heed my warnin’
And try to understand
Don’t you demonstrate
Around the Kajun Ku Klux Klan
La morale riporta ancora l’informazione Utile, ma questa volta è molto più chiara perché supportata da una storia Vera e ben narrata che risulta Interessante.

alessandro_manzoni
Vero, Utile e Interessante: semplice, no?
(Cliccare per un Manzoni ancora più Interessante)

EDIT con Prophilax del 17 ottobre 2009 ▼

Steampunk: «A Gentlemen’s Duel» del 2006

Posted by on 15 ott 2009 | Tagged as: Steampunk

Mini aggiornamento steampunk. “A Gentlemen’s Duel” è un cortometraggio del 2006, ma vale la pena metterlo nel caso qualcuno dovesse esserselo perso. Un duello decisamente steampunk, nel senso moderno di steampunk tecnologico, e anche retard (cosa che va ben a braccetto con lo steampunk ^_^).

Non metto il video .flv sul mio sito perché è venuta male la conversione e a meno di non stare sui 35 MB si rovinava. Questa volta uso direttamente YouTube, dato che si vede pure meglio, e se poi dovessero levarlo lo upperò qui sul mio sito.

Consiglio di scaricarlo e guardarlo con una qualità maggiore di quella che posso offrire io. Ricordavo che fosse possibile scaricarlo dal sito di Blur Studio, ma non riesco a capire da dove. Io ce l’ho da quasi due anni, magari nel frattempo il sito è cambiato un pochino. Qui pare si possa scaricare con rapidshare.

Mi piacerebbe vivere in una versione Steampunk fantasy dell’Europa, con Golem/Mech a Vapore e cose simili (tipo le fatine, che non devono mancare mai). Però nel mio caso, essendo il Duca, sarebbero due fanciulle a sfidarsi sui Mech per la mia barba. Giusto? ^__^

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