«

»

giu 14

Stampa Articolo

Steampunk Day (Giornata della Vaporteppa) 2012

A quanto pare anche quest’anno siamo arrivati allo Steampunk Day alla Giornata della Vaporteppa, come l’anno scorso. Se ancora non sapete cosa sia lo Steampunk la Vaporteppa, qui c’è una breve introduzione. La prima giornata è stata indetta 4 teh lulz nel 2009, per cui siamo alla QUARTA ricorrenza. Quattro. Quattro. Quattro. Quattro.

Rinnovo come l’anno scorso il mio disprezzo verso quel caprone di Steampunk Scholar, che non sa nulla di narrativa in sé e pretende di fare il dotto della letteratura Steampunk, e spero che almeno quest’anno Steampunk.com non cerchi di nuovo ci convincerci che la data è stata scelta per onorare la nascita di H. G. Wells (che sfortunatamente è nato il 21 settembre).

La cosa più divertente, a parte la stupidità dell’errore (con tanto di foto di Wells) su un sito di presunti appassionati dell’argomento, è che tanti siti e tante persone avevano preso per buona la data, senza verificare se fosse vera. Damon Knight con la sua regola della verifica da cinque minuti (si veda In Search of Wonder) è sempre lì a ricordarci come la “serietà minima” degli anni 1950 sia ormai la “puntigliosità dell’esperto più attento” degli anni 2010.
Notate come qui l’autore cada nell’idiozia del compleanno nonostante abbia linkato la pagina su Wikipedia dedicata a Wells… leggerla prima no, eh? E il tizio è pure un noto scrittore di Steampunk! Mestizia a palate.

Damon Knight osserva qualcuno meno fesso del tipico autore italiano di Fantasy.
La morte nel 2002 lo ha salvato dagli ultimi 10 anni di glorioso internet.

Ma fortunatamente non è sempre mestizia.
In questi primi sei mesi del 2012 ho visto esempi positivi, anche in Italia, di interesse per lo Steampunk. E non parlo dei soliti artigiani che vendono sculture o cose simili. In più ci sono alcune cose in lavorazione di cui mi sto occupando e che vedranno la luce dopo l’estate (si spera), tutte collegate a questo interesse crescente verso lo Steampunk anche in Italia.

Interesse che, come detto, non si riduce allo squallore visto prima. Per esempio quest’anno, a differenza dei due anni precedenti, ho avuto non una sola, ma ben tre richieste di aiuto per la tesina di maturità a tema Steampunk. Due le ho risolte dando i link ai miei articoli che avevano saltato, per cui nulla di speciale, e la terza è quella che mi interessa di più. Non contenta della mia Breve Introduzione, letta prima di contattarmi, una talentuosa cosplayer della mia città (di cui non dico il nome per privacy) ha voluto approfondire l’argomento facendomi una domanda intelligente su come presentare la differenza tra la fantascienza dell’epoca e lo Steampunk di oggi. Indicandomi anche gli autori di riferimento che le interessavano di più (i classici, ma scelti tra i migliori possibili per la domanda fatta). La riposta è stata piuttosto lunga, sulle 2000 parole, e penso che la riciclerò in futuro come base per un articolo.

Quello che mi ha fatto davvero piacere e che dietro la domanda si percepiva un reale interesse per l’argomento, la passione che dovrebbe dominare tutti i passatempi e che troppo spesso manca (come diceva Gamberetta qui), nonostante si trattasse SOLO del lavoro per la tesina: roba che regolarmente i professori non leggono e, se va bene, sfogliano con scarsa voglia durante l’orale. Eppure la signorina, essendo appassionata, seppure neofita dell’argomento, ha voluto dare il massimo e informarsi al meglio. Perché è giusto e rispettoso per l’argomento farlo. Perché se una cosa piace, vale la pena faticare un po’.

Un interesse simile l’ho notato anche in altre persone, il che fa ben sperare che si formi in Italia perlomeno una nicchia di appassionati dello Steampunk “di qualità”, come c’è una (minuscola) nicchia tra quelli del Fantasy, e che lo Steampunk non diventi solo la nuova etichetta per la peggiore spazzatura editoriale. Ma forse ci salveremo anche riguardo a questo: i nostri editori sono troppo retrogradi perfino per imbroccare le nuove mode correttamente. Forse.

Non preoccuparti, Giorgino: gli editori hanno seguito il consiglio!

Se FantasyMestizia e tante altri siti di “presunti appassionati” avessero standard simili a quelli della signorina, ovvero standard da VERO appassionato, non leggeremmo le stupidate zeppe di disinformazione che ci propinano regolarmente (ricordate il demenziale articolo di FM sullo Steampunk?).

Pochi mesi fa mi sono iscritto all’associazione Steampunk Italia. Se non vi ricordate chi sono, vi ripropongo il video che avevo messo in occasione del pacchetto viaggio per il Lussemburgo, che poi è fallito per mancanza di adesioni.
Spero di poterci andare in qualche altro modo.

Steampunk Italia, con il suo gruppo di fondatori S.T.I.M., raccoglie appassionati completi e rispettosi dello Steampunk in generale, interessati anche alla storia del Lungo XIX Secolo, alla narrativa e alla storia della fantascienza, non solo alle outfit, anche se il riciclo e la costruzione personale degli elementi del costume è una parte importante (e hanno costumi ben fatti, il che non guasta mai).
Sono molto attivi, presenti ovunque sia possibile far conoscere lo Steampunk, incluso il La Spezia Comics & Games, Lucca Comics & Games, Pandino e tanti altri eventi.
Apprezzo molto la passione che ci mettono, con tutti i costi e i problemi per accontentare tutti ed essere ovunque.

Torniamo alla Giornata della Vaporteppa.
Per festeggiare ho deciso di mostrarvi come l’anno scorso due video con Gus, il raffinato intellettuale (e uno dei miei modelli di vita) che faceva le pulizie di casa con indosso un pickelhaube, mentre stappa lo champagne usando una sciabola da cavalleria modello 1860. Ovviamente con in testa il pickelhaube, irrinunciabile ornamento dell’uomo alla moda. A tutti i maschi dotati di buon gusto, e alle fanciulle che apprezzano un bel butt-plug sopra un casco di cuoio, consiglio di nuovo l’iscrizione al gruppo 100,000 Strong for the Pickelhaube.

Primo video:

Alcuni eventi del Lungo XIX Secolo avvenuti il 14 giugno:

— Il compleanno della Macchina Differenziale (wikipedia inglese e italiana), la cui idea venne presentata ufficialmente il 14 giugno 1822 da Charles Babbage alla Royal Astronomical Society con l’articolo Note on the application of machinery to the computation of very big mathematical tables.
— L’inizio dell’avventura coloniale francese in Algeria nel 1830 con lo sbarco di oltre 37.000 uomini a 25 km a ovest di Algeri. In pochi anni l’Algeria venne strappata all’Impero Ottomano che vi aveva infilato il grugno, rubandola all’influenza spagnola, nel 1529.
— Nel 1837 morì Giacomo Leopardi. Era andato a Napoli per curarsi con l’aiuto dell’aria marina, ma si beccò invece un’epidemia di colera. Un tipo fortunato.
— Nel 1864 è nato Aloysius Alzheimer, lo psichiatra e neuropatologo tedesco che per primo descrisse un caso di demenza senile presentando assieme i risultati dell’autopsia di un cervello danneggiato dal morbo.
— Nel 1881 John McTammany junior brevettò la pianola.
— Per gli amanti delle navi da guerra e della corsa agli armamenti, nel 1900 venne approvata dal Reichstag una nuova legge per espandere la Marina Imperiale Tedesca.
— Alle femministe (e agli invertiti) farà piacere sapere che nel 1907 la Norvegia concesse il suffragio femminile.

Buona Giornata della Vaporteppa!

 

Permalink link a questo articolo: http://www.steamfantasy.it/blog/2012/06/14/steampunk-day-giornata-della-vaporteppa-2012/

16 comments

Vai al modulo dei commenti

  1. Mr. Giobblin

    Felice Steampunk Day, dunque! ^_^ Noto che in vari siti si ostinano ancora a farlo coincidere col compleanno di H.G. Wells. La disinformazione viaggia più veloce della luce…

  2. Enrico

    Pochi mesi fa mi sono iscritto all’associazione Steampunk Italia. Se non vi ricordate chi sono, vi ripropongo il video che avevo messo in occasione del pacchetto viaggio per il Lussemburgo, che poi è fallito per mancanza di adesioni.
    Spero di poterci andare in qualche altro modo.

    Lo speriamo anche noi, mi sarebbe piaciuto un tuo reportage dell’evento.

    Buona giornata della Vaporteppa a tutti!

  3. Enrico

    Ho letto solo adesso l’orario in cui è stato messo l’articolo, non riesco a smettere di ridere.

  4. Rryl

    come la “serietà minima” degli anni 1950 sia ormai la “puntigliosità dell’esperto più attento” degli anni 2010.

    E dovresti vedere come s’incavolano alcuni bloggers quando gli chiedi la bibliografia di riferimento per i loro articoli…

  5. Il Duca di Baionette

    @Rryl
    Ancora peggio è quando, spesso, nei blog non solo è abitudine non citare le fonti, ma i commentatori abituali nemmeno se ne stupiscono, come se fosse tutto normale.

    E in particolare l’apice dello schifo avviene quando non si cita puntualmente dal testo di cui viene indicato il titolo per attribuire una certa idea a un certo libro, ma chi ha letto il libro sa che l’autore dell’articolo sta dicendo un mucchio di cazzate, mentendo sui contenuti del libro. Ergo non si cita perché NON si sa quali siano le idee reali (quindi si mente per ignoranza, perché si sa di non sapere) oppure si mente sapendo di stare attribuendo idee o atteggiamenti non corrispondenti al reale.

    Successo molto spesso anche in tempi recenti, ad esempio attribuendo una gentilezza/mancanza di qualsiasi offesa (e soprattutto di sarcasmo) verso gli autori recensiti al critico Damon Knight o citando come esempio di seria critica moderata e rispettosa degli autori un certo saggio di Moorcock che contiene “Epic Pooh”, articolo che è tutt’altro che non offensivo o privo di sarcasmo.

    Dal punto di vista tecnico-critico è anche di scarso rilievo: Moorcock mischia troppo la sua opinione basata sul suo gusto (l’impatto tra l’ethos dell’opera e il suo ethos, ma è scusato perché all’epoca la Critica Etica non era ancora un fatto noto e studiato come ora), con l’analisi reale del testo (tecnica/coerenza dei contenuti/originalità… come si fa dal tempo della Nuova Critica e poi della Scuola di Chicago, o come faceva già Wells al tempo delle sue stroncature di Conrad) e questo non è corretto.

    Però ha l’onesta di farlo notare il prima possibile, per evitare malintesi, per cui la cosa è accettabile:

    Moderation was the rule and it is moderation which ruins Tolkien’s fantasy and causes it to fail as a genuine romance, let alone an epic. [...] The Lord of the Rings is a pernicious confirmation of the values of a declining nation with a morally bankrupt class whose cowardly self-protection is primarily responsible for the problems England answered with the ruthless logic of Thatcherism. Humanity was derided and marginalised. Sentimentality became the acceptable subsitute. So few people seem to be able to tell the difference.

    I suppose I respond so antipathetically to Lewis and Tolkien because I find this sort of consolatory orthodoxy as distasteful as any other self-serving misanthropic doctrine.

    The Lord of the Rings is much more deep-rooted in its infantilism than a good many of the more obviously juvenile books it influenced. It is Winnie-the-Pooh posing as an epic.

    Writers like Tolkien take you to the edge of the Abyss and point out the excellent tea-garden at the bottom, showing you the steps carved into the cliff and reminding you to be a bit careful because the hand-rails are a trifle shaky as you go down; they haven’t got the approval yet to put a new one in.

    [Parlando di Narnia di Lewis] As a child, I found that these books did not show me the respect I was used to from Nesbit or Baum, who also gave me denser, better writing and a wider vocabulary.

    Thomas Mann is an exemplary giant of moral, mythic fiction. But to introduce Tolkien’s fantasy into such a debate is a sad comment on our standards and our ambitions.

    Doubtless Tolkien will also inspire writers who will take his raw materials and put them to nobler uses.

    Non gli ha detto che è una faccia da culo o che è un coprofilo, ma per un AUTORE queste di Moorcock (intendendo il tono generale dell’articolo) sono offese molto peggiori.

    Precisamente come dice nell’articolo in cui lo porta ad esempio di “buoni testi di critica”, insomma:

    E aggiungo, che mi viene in mente adesso, che bisogna sempre avere una delicatezza di fondo, una compassione – ricordare che dietro la pagina, dietro al testo, c’è una persona, che ha delle idee – magari sbagliate dal nostro punto di vista – e dei sentimenti – che magari non condividiamo – ma comunque una persona.
    Che ha fatto un lavoro, ha cercato di dare il meglio.
    La brutalità suona cool quando guardiamo i film di Tarantino o leggiamo i romanzi di Lansdale ma quella è finzione – ed è sostanzialmente una finzione adolescenziale.
    Ad essere brutali, non si costruisce nulla.
    E i pochi che possono permettersi di farlo (Your book sucks!), e sono davvero pochi, si contano sulle punte dei pollici, il diritto di farlo se lo sono guadagnato sul campo.
    E sono comunque persone compassionevoli, dove conta e quando conta, e costruttive.

    Ah-ah: gentilissimo, delicatezza di fondo, empatico, costruttivo privo di brutalità.
    Potrei anche essere d’accordo con la sua opinione, e non lo sono perché a differenza di lui ho studiato la critica e le recensione (e non lo millanto solo), ma il testo portato come esempio è ridicolo. Sto pensando ora a come rendere Moorcock più “brutale” nel parlare di Tolkien e del suoi circolino, ma si entra nello splatter o negli insulti espliciti (seppur meno offensivi)…

    O forse Moorcock era un esempio di “può permetterselo”?
    Allora perché non dirlo esplicit… ah, giusto, non lo ha nemmeno letto. Dimenticavo. Peccato che non ci si può “permettere” le cose per merito Divino, ma perché si aderisceai criteri di critica seria che sono un campo di studi e non la concessione di una qualche Divinità. La stessa cosa detta da A che non è nessuno o da B auctoritas è sempre “la stessa cosa”. Dietro la mentalità del “non importa il contenuto, importa l’auctoritas che lo dice” si nasconde solo la cialtronaggine di chi è privo di un’idea di cosa sia la cultura.
    Quindi è ancora peggio se la mettiamo così.

    Tornerò sull’argomento in futuro, riprendendo le citazioni dal vecchio post su come DAVVERO si fanno le recensioni considerate “serie” negli USA.

    E metterò i link precisi verso gli articoli dei millantatori che attribuiscono implicitamente, con accenni e vuoti giri di frasi qualunquisto-populiste, falsi contenuti alle opere e false idee ai critici, che evidentemente non hanno letto e non conoscono.
    Il tutto solo per spargere fango contro chi, come Tapiro, cerca di introdurre in Italia criteri di critica considerati normali in paesi con una letteratura fantastica di qualità superiore alla nostra… perché Tapiro ha osato offendere qualche opera di un amiketto invece di seguire la direttiva comune: leccare o tacere.

  6. Il Duca di Baionette

    Aggiunto nel commento sopra un’imbarazzante citazione del tizio che millanta una conoscenza di cosa sia la critica che francamente non ha. E poi pretende pure di dare lezioncine con la solita aria di supponenza snob alla “io so come va il mondo, voi giovani invece…”

  7. Alberello X

    Quello che mi ha fatto davvero piacere e che dietro la domanda si percepiva un reale interesse per l’argomento, la passione che dovrebbe dominare tutti i passatempi e che troppo spesso manca

    Conosco questa sensazione ed è magnifica. La mia passione principale è il gioco di ruolo dal vivo (ma va?) ed ho sempre cercato di realizzare personaggi coerenti con le ambientazioni che mi si paravano davanti, per questo poi leggendo fantasy il mio senso critico trillava ad ogni incoerenza di comportamento dei personaggi. Anche se i più saggi della nostra razza sostengono che io sia solo invidioso della loro pubblicazione. Mah.

    Da una decina di mesi circa vivo in Sardegna, ma siccome sono un tipo romantico, torno su a giocare in Veneto nei live dell’associazione che ho seguito per anni. Perchè spendo circa 200 euro 4 volte l’anno? Per passione.
    Ieri è capitato che una conoscente isolana mi suggerisse di approfondire la conoscenza di un’associazione sarda, ed ammetto di aver peccato di ignoranza e pregiudizio credendo il gioco sardo meno sviluppato rispetto a quello nordico.

    Ieri sera ho incontrato di persona i fondatori e sono rimasto piacevolmente colpito.

    1. Per la loro preparazione e conoscenza dell’ambiente fantasy in generale.
    2. Per la cura maniacale con cui realizzano i loro personaggi, hanno addirittura un falconiere.
    3. Per la cura con cui realizzano la scenografia. Hanno realizzato da zero un veivolo e un obelisco. Notate le proporzioni.
    4. Quattro.
    5. Hanno detto ad un certo punto di aver inserito in passato nella loro ambientazione elementi steampunk, ma che i giocatori alla fine non hanno ben capito cosa fosse e l’hanno abbandonato. Ma quando ho detto loro che io mi stavo approcciando a questa tematica seguendo il blog del Duca Carraronan si sono illuminati in volto. Anche loro ti conoscono e ti riconoscono come Vate spirituale in tale disciplina. Gioisci Duca, sto portando il tuo Verbo tra le popolazioni selvagge, presto erigeremo un tempio in tuo onore. ^_^

    Quello che sfugge ai nostri “narratori” è che la gente che si fa in quattro per costruire una cosa che verrà usata una sola volta per un gioco (o per un cosplay), non tollera romanzi scritti male solo perchè si aveva fretta di finirli o perchè tanto devono vendere. L’obelisco, il falconiere e l’aereo non sono stati costruiti o creati con gli starnuti, ma sono stati realizzati seguendo precise regole geometriche o di allevamento.

    Non tutte le rondelle riescono col buco, ma studiare il modo per forarle diminuisce drasticamente la statistica dei casi negativi. Buona giornata della Vaporteppa a tutti. :)

  8. DagoRed

    Forte il falconiere ^_^

    Naturalmente ad illuminarsi in volto son state soprattutto le fanciulle, vero?

  9. Il Duca di Baionette

    @Rryl
    La situazione è ancora peggiore dell’ipotizzabile. Ieri qualcuno in vena di trolling è andato a segnalare il commento al Millant-Mana (o Millantman se siamo in vena di Supereroi), che di fronte a puntuali citazioni dall’articolo di Moorcock ha trovato ovvio rispondere in un commento a un altro articolo ancora del suo blog, fuori contesto, con questa profonda, ricca di citazioni puntuali e motivata argomentazione:

    il blogger che parla a sproposito di fantastico e ama la pornografia non sono io

    Citare puntualmente le fonti e studiare invece di millantare conoscenze dei contenuti = parlare a sproposito.

    Dire cose a caso e fregarsene di studiare = essere un raffinato conoscitore dell’argomento che può permettersi di sputare addosso a 60 anni di critica accademica statunitense (ricordate la “brodaglia informe”, termine che piaceva a Henry James e a Wayne Booth, o la posizione stilistica sulla “trasparenza” del premio Nobel del 2001 Naipaul) e a oltre un secolo di tradizione anglosassone delle recensioni (H. G. Wells contro Conrad ecc…).

    E meno male che non ho citato Damon Knight, lì si che ci va giù “alla Tapiro/Gamberetta”!

    Ricordate: se oserete studiare un argomento prima di parlarne sarete implicitamente denigrati perché vi piace (in realtà “piaceva”, ormai non seguo niente da un paio di anni…) il porno, come se assumere una implicita posizione moraleggiante e pseudocristiana perbenista sia un vanto (ma per il Millantman pare che lo sia), e qualsiasi puntuale citazione e argomento con PROVE a dimostrazione di quanto sostenete sarà solo un parlare “a sproposito”.

    Ennesimi rigurgiti del berlusconismo applicato alla letteratura….
    E poi fa post a favore degli intellettuali… Mah!

  10. Alberello X

    il blogger che parla a sproposito di fantastico

    Qualcuno ha già scritto una replica migliore di quella che potrei partorire io:

    “Può ben dire la sua un leone, quando a dir la loro ci sono tanti asini in giro.” (William Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate.)

    e ama la pornografia non sono io

    Hahahahahahahaha! No, ma sul serio? Ricordo che una volta una tizia metteva in dubbio le tue opinioni in quanto non hai il physique du rôle della ballerina di danza classica. Ora capisco che l’uomo dei fumetti non possa farti la stessa critica, perchè sarebbe come l’omino Michelin che dà del grasso a Fassino, ma non vedo cosa centrino le tue passioni con quello che dici! Io ti avrei attaccato per esempio perchè la tricologia ha dimostrato che hai il pelo rosso naturale. Il tuo rutilismo è un chiaro sintomo di portatore sano di Demonio. Scientificamente provato.

    Non vale nemmeno la pena replicare a cose del genere, si rischia di rimanere impasticciati di nutella dell’asilo.

  11. Anonimo Qualsiasi

    Grazie moltissime, Duca, sia per l’articolo (mesti LOL per la faccenda della falsa ricorrenza della nascita di Wells) sia che per le riflessioni, comprese quelle del post #5 che stavo scambiando come parte integrante dell’articolo!

  12. Il Duca di Baionette

    @Anonimo Qualsiasi
    Grazie. Se ti è piaciuto quel post, ho una aggiunta divertente da fare. Ho appena ricevuto da un comune “amico” un nuovo commento intelligente, approfondito e interessante, basato sulla citazione puntuale dai testi come previsto dalla critica “accademica” statunitense (anche su fantascienza o simili) che lui diceva di conoscere e su cui pretendeva di dare lezioni con aria di sufficienza a Tapiro & Compagnia.
    O qualcosa di simile.

    Notate la data, 16:34, due ore dopo il commento in cui facevo notare la sua posizione perbenista bigotta usata per denigrare chi aveva portato delle citazioni puntuali dal saggio di Moorcock che lui aveva segnalato (senza leggerlo, temo… o mentendo sapendo di mentire).
    Dite che anche qui, come fece regolarmente quando interrogato su altre punzecchiature contro Tapiro o me, si nasconderò come un codardo dietro la vaghezza e la mancanza di riferimenti, dicendo che “no, certo, non mi riferivo a lui”?

    Dal pornografo all’animale. Ricordate quando la Lippa un anno fa iniziò a usare il trucco dialettico della disumanizzazione del rivale per rafforzare la propria idea? Usava il concetto di “branco” per ridurre a bestie i tizi di MassacriFantasy e non dover così affrontare le citazioni puntuali e la discussione razionale.
    Stesso meccanismo.

    Anche i Giapponesi lo fecero negli anni ’30 (molto a tema con la sua passione Zen, la xenofobia connessa al Buddismo Zen). È il tipo di mentalità di chi, dato il giusto contesto, può tanto disumanizzare il rivale per parlarne male o farlo per giustificare la pulizia etnica. Non è comune a tutti, ci vuole una predisposizione a togliere il diritto all’umanità agli altri.

    Io potrei anche farlo, ma io sono una persona malvagia e spregevole… mentre lui che è il Saggio e Santo Protettore del Bene Narrativo (dei suoi amichetti) contro tutti i malvagi criticoni che spargono veleno, non può certo comportarsi come un navigato teorico dello sterminio!

    Ma a me non disturba essere considerato non-umano e quindi assassinabile a vista, che poi è quello il concetto alla base di dire che uno “non è umano”, ovvero che puoi ucciderlo senza che sia omicidio, anzi!

    Gioisco: “Evviva, sono il coniglietto di un supereroe! Sono il coniglietto di Millantman!!!” ^_^

    Voglio anche io il costumino attillato per saltellargli attorno mentre diffonde disinformazione e menzogne per far regredire la cultura umana e rendere internet un posto peggiore, ancora più zeppo di cose false spacciate per vere solo per biechi interessi personali!

    Dal tempo in cui venne sputtanato da Zwei per commenti simili, non è cambiato nulla. Sempre a commentare in luoghi pubblici, zeppi di altre persone, tra cui c’è anche gente che lo stima “in generale”, ma che non sopporta certe sparate e le comunica agli interessati quando capitano.
    E sempre finendo a parlare della “persona” che commenta, invece che citare puntualmente i brani, come la Nuova Critica e la Scuola di Chicago impongono, e argomentare basandosi su quelli. Mai fatti e discussioni REALMENTE argomentate, solo illazioni, “ombre” di argomentazioni mai approfondite e tante punzecchiature.

    Come un criceto che morde cibo elettrificato e lo morde ancora e ancora: mai che impari dai suoi errori. E imparare dagli errori è alla base della Narrativa in quando Retorica. E questo spiega come mai dopo tanti anni ancora scrive i racconti che scrive.
    Vedasi link sopra per un racconto gratuito… se vi piace nonostante lo stile pessimo, meglio, in fondo l’argomento non era male e se solo sapesse scrivere come Gesù comanda lo leggerei volentieri (magari facendo finta di non sapere che persona “fisica” ha scritto l’opera e preoccupandomi solo dell’Autore Implicito).

    Ieri sera stavo riflettendo ancora su quel commento perbenista riguardo alla pornografia. E ho pensato che le cose sono messe ancora peggio. Cioè, non solo io guardavo porno, ma ho anche FORNICATO con donne diverse che poi NON HO SPOSATO! Ormai ho da tempo rinunciato a queste immonde impudicizie, ma… ma… io ho PECCATO! O____O
    Ho sedotto fanciulle che poi non ho sposato e ho frequentato meretrici e spogliarelliste senza denunciarle alle autorità di pubblica sicurezza o al mio vescovo! ç___ç
    Sono stato una persona malvagia e l’Inferno mi attende senza speranza di salvezza!

    E Tapiro? Sono piuttosto sicuro che tutt’ora viva nel peccato, fornicando e disperdendo il seme!
    E se un giorno accadesse a un amico di Mana?
    Il dialogo contiene Infodump del tipo “As you know, Bob” in onore del fondatore del Genere Infodumping, che un giorno il mondo tutto ci invidierà!
    Ho inventato il nome dell’amico per motivi di privacy, non essendo i suoi amici colpevoli per le cose dette dal Millantman.

    “Davide…”
    “Ciao Adolfo Girelli, come saprai mi chiamo Davide Mana e sono un paleontologo e un esperto conoscitore d-”
    “Eh, sì, ok! Ecco, Davide, ieri ho…”
    “Dimmi Adolfo Girelli, autore di molti racconti e romanzi orrendi che ho commentato positivamente solo per fare cricca.”
    “Co-cosa? No, ok, lasciamo perdere. Ieri ho… fatto sesso.”
    “…”
    “Davide?”
    “Fuori. Dalla. Mia. Vista.”

    Speriamo non debbano mai arrivare a un simile, terribile, confronto! Il Santo Mana da un alto e l’amico, corrotto dal Demonio dei Sensi, da scacciare o esorcizzare!

  13. Zweilawyer

    Tu, caro Duchino, non sei misericordioso. Non hai rispetto per la micropeniologia.

  14. Flaza

    La brutalità suona cool quando guardiamo i film di Tarantino o leggiamo i romanzi di Lansdale ma quella è finzione – ed è sostanzialmente una finzione adolescenziale.

    ??!!
    Ho letto moltissimo Lansdale ma non trovo brutalità da nessuna parte. Ovviamente non tutti sono racconti per bambini, anche se personalmente trovo in L. molto del compianto Bradbury e dei suoi racconti di formazione (p.es. Il popolo dell’autunno).
    Alcune scene di violenza possono essere descritte in maniera cruenta, ma mai con l’intenzione di rendere “cool” (Ma come parla? Le parole sono importanti!)l’azione in sè.
    L’unica finzione adolescenziale è quella dello pseudo-critico che commenta ciò che non conosce.

  15. Anonimo Qualsiasi

    Ho mestamente apprezzato anche questo post, Duca, grazie! Da un lato mette molta depressione, certo, ma nulla che una buona bustina di zucchero non possa compensare a suon di endorfine. ^^

  16. Il Duca di Baionette

    Per la Lipperizzazione definitiva, manca solo che MillantMan inizi a mettere assieme cose a caso e usarle come esempi di FEMMINICIDIO!
    Giusto per banalizzare tutto, anche le cose “serie”, riducendo ogni morte di una donna a femminicidio anche quando la causa “femminea” non è discriminante.

    Se il marito ammazza la moglie, ma lo avrebbe fatto anche con un uomo se fossero stati una coppia gay, ha senso che sia femminicidio? L’unica affermazione corretta è uxoricidio, qualsiasi sesso abbia la “moglie”, il resto è marketing sulla pelle delle morte per vendere libri e fare documentari e articoli.

    Il ridicolo involontario, quell’amaro squallore “serio” che fa sorridere, è una costante dell’italianità temo.
    Che si parli di narrativa fantastica o di condizione femminile.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Current ye@r *