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Gen 04

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IVA al 4% anch’io! No, tu no!

Abbiamo appena finito di parlare dell’IVA al 4% per gli eBook che spunta un piccolo dettaglio, esplicitato da Amazon tramite un comunicato qui commentato da Giacomo Brunoro. Il dettaglio è che la legge identifica come libro ciò che è stato dotato di ISBN, forse per semplificare (?) la questione. Uno dirà “E allora? L’ISBN è obbligatorio per venire distribuiti nei circuiti librari, incluso Kobo e Apple, per cui qual è il problema?” e non avrebbe tutti i torti, ma la cosa è un po’ più complessa di così grazie a KDP di Amazon e agli audiolibri.

Facciamo un passo indietro.
Il codice ISBN, un tempo di 10 cifre e ora di 13 cifre, semplificando molto, è un codice identificativo delle opere librarie allo scopo di evitare che opere con titolo identico vengano confuse. Per esempio se Chiara G. pubblicasse “il mio intimo diario” con Menagramo Editore, il dotto lettore fornendo l’ISBN per l’ordine al libraio (o perlomeno il libraio al distributore) non rischierebbe di richiedere l’omonimo libro scritto da un proctologo congolese arrestato per cannibalismo. Non dico che la seconda sarebbe un’opera meno interessante, ma sarebbe di sicuro diversa da quella richiesta.
Questo numero di nome ISBN contiene una serie di informazioni su editore, lingua ecc. Non è obbligatorio assegnare un ISBN a un libro, ma per comodità i libri vengono distribuiti solo se dispongono di questo codice, che è uno standard ISO internazionale.

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Ora facciamo un altro passo indietro.
Preferisco sempre farne due per ognuno in avanti. Giusto per sicurezza.
Amazon non ritiene necessario l’uso di codici ISBN e assegna un proprio codice ai libri, cartacei o digitali, chiamato ASIN. Il codice ha lo stesso scopo: catalogare in modo inequivocabile un prodotto. Avendo un proprio sistema di codici, Amazon non obbliga editori e autoeditori a fornire un ISBN. Il tipico autoeditore (selfpub, come dicono quelli cool) di conseguenza non procede a procurarsi un ISBN, tanto non serve e sono soldi buttati.

Ecco allora che chi pubblica i propri eBook direttamente su Amazon via KDP, oltre a farsi scippare una cifra variabile in base al peso in KB del file, e oltre a prendere un misero 35% sulle vendite al posto del 70% se osa porre un prezzo inferiore a 2,99 euro, e oltre a trovarsi distribuiti solo su Amazon e non negli altri negozi… si trova ora anche con l’IVA al 22% invece del 4%. Forte Amazon, conveniente assai. E non entro nel dettaglio di quel  contratto KDP che obbliga a mentire per compilarlo, di cui mi aveva raccontato Gamberetta quando fece l’insano gesto di aderire per testarne il funzionamento con Satanello.
Tornando all’IVA, chi ha deciso di non identificare il proprio libro come libro per la legge italiana, che come detto per semplicità  richiede il codice ISBN per fare questa identificazione (e per dare soldi a chi questi codici li fornisce: fosse per me il codice ISBN lo abolirei, è una roba da paleontologo, come tutta la vecchia editoria, non da editore moderno), ne paga le conseguenze. Hai voluto la bicicletta senza sellino? E ora alla bersagliera! ^__^

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Provate “Satanello”, è gratis!

Ecco un pezzetto del comunicato di Amazon:

[…] Infine, a partire dal 1° gennaio 2015, l’Italia ha varato una nuova legge. L’IVA applicabile per gli eBook venduti in Italia dipenderà dal fatto che tale titolo disponga o meno di un codice ISBN. Tutti gli eBook con ISBN presenteranno una tariffa con IVA pari al 4%, mentre gli eBook senza ISBN verranno prezzati con IVA al 22%. Tale supplemento verrà aggiunto al prezzo previsto per il titolo dal 1° gennaio e costituisce l’importo deducibile quando un cliente italiano acquista il libro. Se ottieni un ISBN dopo il 1° gennaio, l’IVA pari al 4% sarà quindi valida per le vendite successive […]

Questa schifezza assurda anomalia nella definizione del libro, ovvero ritenerlo tale solo se si è pagato un balzello a un’azienda privata per farsi dare un numeretto di cui non dovrebbe fregare niente a nessuno dotato di ISBN, pare sia una puttanata incivile roba tutta italiana e Amazon scrive:

* Nota per l’Italia: a causa della legislazione vigente in Italia, sarà applicata un’aliquota IVA ridotta al 4% sugli eBook provvisti di ISBN acquistati sul Kindle Store amazon.it da clienti in Italia. Sugli eBook sprovvisti di ISBN, sarà applicata un’aliquota IVA maggiorata al 22%. KDP non richiede il codice ISBN per gli eBook, ma l’utilizzo di tale codice consentirà l’applicazione di un’aliquota IVA ridotta nei confronti dei clienti residenti in Italia.

Questo significa che gli autopubblicati hanno l’IVA al 22% e gli editori al 4%?
NO. Significa che se #unlibroèunlibro e l’Italia dice che un libro è tale se ha codice ISBN allora #unlibroèunlibro non discrimina tra eBook con ISBN e cartacei con ISBN. Come fa un autopubblicato ad avere un ISBN? Basta autopubblicarsi con un servizio diverso da KDP, uno di quelli che consenta di accedere a tutte le librerie e quindi deve per forza far uso di ISBN. Il più famoso e importante in Italia è Narcissus, che regala gli ISBN a chi pubblica. Non ha costi fissi, paga il 60% (IVA esclusa) del prezzo fissato dall’autore qualsiasi sia quel prezzo (sì, ricevi il 60% anche se vendi a 0,99 o 1,99 euro, non il 35% di Amazon) e non fa pagare il peso del file per il Costo di Consegna (vedere qui la tabella Royalty). L’autore KDP che prima era svantaggiato per condizione contrattuale, ora è svantaggiato anche agli occhi della legge.

Come autore distribuito via Narcissus potrai dire “sì” a quei 500 KB per il set di Font che ti piace, “sì” ai 300 KB di copertina in 900×1200 e “sì” a 2 MB di illustrazioni interne o fotografie. Su un ebook da 3,3 MB venduto a 2,99 euro su Amazon.it si incassano 1,44 euro con KDP senza ISBN e 1,73 euro con Narcissus con ISBN. Ora, io non sono un economista, ma credo che 1,73 euro sia più di 1,44 euro. Se parliamo di eBook brevi, come racconti lunghi o novelette a 1,99 euro, la differenza è ancora maggiore: 0,57 euro su KDP e 1,15 euro su Narcissus.

Consiglio per Amazon, se è in ascolto:

inizia a fornire ISBN gratis su KDP. Subito.

L’unico fastidio di Narcissus rispetto a KDP è che, a causa della lentezza a fatturare dei negozi internazionali (Amazon, Kobo ecc.) verso l’Italia, si conoscono le loro cifre esatte delle vendite solo con un ritardo di un mese rispetto alla fine del mese a cui si riferiscono e si viene pagati 60 giorni dopo la richiesta (tempo comunque buono per l’Italia), su base trimestrale. Con Narcissus, seppure solo online e senza spedire nulla di cartaceo, va prodotta una fattura (è automatizzata, non va fatto niente se non dare i dati la prima volta, non serve P.IVA) e Narcissus verserà allo stato italiano la ritenuta d’acconto sulle vendite che gli è dovuta, o non si viene pagati: gli aspiranti evasori vadano altrove. ^_^

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E ora che abbiamo spiegato a Franceschini e alla AIE come funziona…
… siate fiduciosi: quando tra qualche mese il decreto legge dovrà essere convertito in legge, avendo scoperto che l’IVA agevolata favorirebbe anche gran parte degli autopubblicati, scriveranno che vale solo se l’ISBN è assegnato a un editore con Partita IVA da editore. Quando scopriranno che Narcissus è un editore a tutti gli effetti, faranno una modifica alla legge per correggere l’anomalia che pone in condizione di mercato favorevole monopolistica Narcissus legiferando, per riportare l’equità nella situazione, che l’IVA ridotta non è applicabile a questo specifico editore. ^__^

Scherzo, naturalmente: sono troppo stupidi per accorgersene.
Staranno gongolando tutti felici pensando “ahr ahr ahr, abbiamo fregato gli autopubblicati”. No, LOL, solo quelli che già si facevano fregare dando le proprie opere in esclusiva ad Amazon. In pratica si stanno perseguitando solo quei poveracci, magari attirati da KDP perché non dovendo produrre ricevute, ed essendo Amazon all’estero, pensavano di poter evadere le tasse senza timore con gli incassi dei propri eBook, facendosi una piccola integrazione di stipendio nel caso fossero divenuti autori un po’ affermati. D’altronde pure il Conte di Montecristo evadeva, no? E quella è Letteratura quindi Cultura! ^__^

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Rimane la questione audiobook.
L’audiobook che IVA ha? Non lo so. In teoria da un ePub fatto sia di testo che di audio, come dovrebbe essere un vero audiolibro (non un mero .mp3) pensato per la lettura e ascolto sincronizzati tramite un’App apposita, e dotato di ISBN (quest’economico audiolibro di un romanzo bellissimo, ma poco noto, ha l’ISBN, per esempio), mi aspetterei l’IVA al 4%. Aggiungere l’audio rende un libro meno libroso? Non credo.
Sui meri file audio, ovvero la vendita delle recitazione del contenuto di un libro senza il testo abbinato, non mi esprimo. E se alla recitazione aggiungiamo che viene fatta su un adattamento del testo e le immagini sono in movimento, ricavandone un cartone animato o un film? Un film è ancora un romanzo? Direi di no.

Un romanzo è un romanzo, un film è un film. Poi ognuno può pensarla come vuole, basta che per coerenza all’ISTAT e alla AIE, se sottoposto a sondaggio, conteggi tra i libri letti tutti gli episodi di serie TV seguite e tutti i film visti durante l’anno. Io non ho problemi a farlo, d’altronde se “il libro è cultura” e su questo parametro devo giudicare, allora di sicuro i tipici anime giapponesi che seguo sono meno scemi dei tipici libri pubblicati dai Grossi Editori. ^__^
Sì, sono vagamente polemico.

EDIT delle 12:45, per non farsi mancare niente: nel commento c’è qualche dettaglio su cosa sia l’autopubblicazione per troppi autori. Il tono è polemico solo perché la realtà lì descritta è tragica… ed è troppo diffusa. E questo sta uccidendo il buon nome e la bella pratica dell’autoeditoria, dell’autore che fa da solo, una delle conquiste più interessanti del digitale… :-/

 

Dettagli sull'autore

Il Duca di Baionette

Il Duca di Baionette (Marco Carrara) è nato in un secolo, vive in un altro e crede di vivere in un altro ancora. Dal 2006 si occupa in modo costante di narrativa fantastica e tecniche di scrittura. Dal 2008 si occupa di editoria digitale sul suo blog Baionette Librarie, di cui si è autonominato Duca. Nel gennaio 2012 ha avviato AgenziaDuca.it per trovare bravi autori e aiutarli a migliorare con corsi di scrittura mirati. Gli stessi corsi forniti gratuitamente agli autori di Vaporteppa.

Nel gennaio 2013 ha ideato il progetto editoriale divenuto Vaporteppa nell’ottobre successivo, con la decisione di Antonio Tombolini, A.D. di StreetLib, di adottare la collana. Ora è Duca sia di Baionette che di Vaporteppa, un po' come Macbeth che ottiene una seconda baronia all'inizio della sua vicenda.
Nel gennaio 2017 ha avviato un canale YouTube.

Adora i conigli, gli scafandri da palombaro, i trattori e le fatine. Talvolta parla di sé in terza persona, come Silvio Berlusconi, i dittatori e i pazzi. Ops, l’ha appena fatto!

Permalink link a questo articolo: http://www.steamfantasy.it/blog/2015/01/04/iva-al-4-anchio-no-tu-no/

15 comments

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  1. Angra

    Vabbe’, non è così tragico: in fondo, se uno sceglieva prima di guadagnare di meno potendo guadagnare di più, magari è pure contento ^__^

    P.S. Il codice ASIN ha un acronimo geniale.

  2. Il Duca di Baionette

    C’è da aggiungere un paio di altre considerazioni, volendo.
    La prima è che questi autori che prima, svendendosi al monopolio del formato Mobipocket senza dare scelta ai lettori di poter usare il formato libero ePub, perdevano il 50% delle vendite (ogni editore ha le sue cifre di quanto Amazon pesa per lui, dal 20% al 60% fuori Amazon), ora passano dall’avere tutto con IVA al 3% ad avere l’IVA al 22% che prima gli altri avevano su circa metà delle proprie vendite.

    Quegli altri che prima vendevano un eBook a 2,99 euro al 22%, come lo si vendeva a 2,99 euro al 3% su Amazon. Ora, magicamente, gli autori KDP si sentono obbligati ad alzare quel prezzo… perché tanti, sfruttando un regime agevolato di tassazione, facevano qualcosa di molto simile al dumping nella concorrenza con chi era nel regime IVA italiano. E si sono creati un mercato fasullo con prezzi troppo bassi, 0,99-1,99 euro per opere che in teoria dovrebbero valere il doppio (non teniamo conto che se fanno schifo non valgono nemmeno la cifra dimezzata iniziale), così fasullo che perfino erodere un altro po’ i margini rende i guadagni simbolici di prima insignificanti. :-)
    Poi magari ora, volendo alzare di mezzo euro o meno il prezzo, si sentono aggrediti da quel loro stesso pubblico che hanno educato alla svendita perenne.

    Chi prima aveva sempre ragionato col 22% magari teneva già un prezzo basso ma un filino più alto: 2,99 euro al posto di 2,49 euro, magari. Anche nel rispetto degli studi di cui ho parlato in passato che dimostrano (sia in Italia che negli USA, studi diversi) che prezzi troppo bassi danneggiando le vendite: tante volte 1,99 è meglio di 0,99.

    Tutti questi ragionamenti ovviamente hanno senso se si parla di editoria reale, vera, in cui gli autori puntano a un pubblico in gran parte di sconosciuti. Nel caso dell’editoria vera dei veri autopubblicati SERI che ragionano come editori, che fosse su KDP senza isbn o altrove con isbn, non cambia nulla… anzi, magari ora ci si sveglia e si smette di farsi sodomizzare su KDP, aderendo a Narcissus anche solo per la distribuzione su negozi fuori Amazon! L’adesione su Narcissus permette di decidere opera per opera dove essere distribuiti, non implica di abbandonare KDP! :-)

    Se invece si parla, come succede troppo spesso, talvolta in forum espliciti di scambio acquisti e altre volte in comunità chiuse tra piccoli gruppi di pagine facebook, blog ecc., di Acquisti incrociati in cui tutti leggono le opere di tutti gli altri, per tenersi su in classifica su Amazon a vicenda, magari con una profusione di recensioni in cui i nomi sono sempre gli stessi (e incredibilmente tutto piace sempre a tutti!), e in cui quindi lo scopo evidente non è il guadagno ma la costruzione di una propria piccola notorietà in un ambiente ristretto (e asfittico, temo) per “sentirsi autori” (cioè? se hai scritto sei autore! non hai bisogno di lecchini), dover spendere quei 30 centesimi o 50 centesimi in più (o anche meno) inizia a dare fastidio…
    … uno già compra libri che gli piacciono poco, già deve abbozzare a sbrodolarsi in lodi per ottenere in cambio le stesse carezze sociali, e ora deve perfino spendere 5 o 10 euro in più in un ANNO per partecipare a questo gioco?

    Soluzione per loro: mettetevi fuori dai supermercati con grossi parcheggi e aspettate che qualcuno esca col carrello per andare verso l’auto, poi salutate, siate gentili e chiedete se potete portare via voi il carrello. Sono dai 50 centesimi ai 2 euro a volta, tipicamente 1 euro. In un’oretta vi rifate dei costi in più per rimanere nei vostri gruppetti di forum di scambio vendite o simili, pagandovi l’elemosina di attenzioni con l’elemosina di denaro. ;-)

    Just my 2 cents… anzi, 1 euro, così vi aiuto: prendetemi pure il carrello. :-)

  3. Fed

    Per Ultima Books ora come funziona invece?

  4. Il Duca di Baionette

    È un negozio italiano: prima aveva l’IVA al 22% verso tutti, ora è al 4% per le vendite verso gli italiani (5,5% verso i francesi, 19% verso i tedeschi ecc.). Tutti i prezzi sono IVA inclusa, ergo un eBook a 3,99 euro costa così sia all’italiano che al francese che al tedesco: sono l’editore e il negozio che di volta in volta, essendoci un’IVA diversa, guadagnano un po’ di meno. :-)

    Tutti i selfpub su Ultima Books sono dotati di ISBN, in quanto solo libri con ISBN sono accettati nelle librerie diverse da Amazon. Per i selfpub su Ultima Books, e parliamo quindi della maggioranza dei selfpub (come mi sento cool a dire selfpub), l’IVA applicata verso gli acquirenti italiani è quindi del 4%. Il che non è malaccio! :-)

  5. Angra

    Contribuisco con un video di pubblica utilità che spiega come prendere i carrelli anche con monete da pochi centesimi, nel caso in cui certi autori che stazionano davanti ai supermercati diventassero troppo molesti.

  6. Fed

    Grazie per l’informazione. Per ironia della sorte il governo renzi è riuscito a fare qualcosa di buono: in ambito letterario ha incoraggiato la piccola editoria online, perché se le cose stanno così l’unica impresa che mi sembra venire danneggiata sia amazon

  7. Il Duca di Baionette

    @Fed
    Non saprei… metà della mossa buona, l’IVA in base al paese di chi compra e non di chi vende, il grosso “danno” per Amazon, è una vecchia decisione europea che attendeva solo l’arrivo della data prevista per l’entrata in vigore.
    La metà italiana della decisione, l’IVA al 4%, calmiera il danno su Amazon (passare da 3% a 4% invece di passare da 3% a 22%) ma migliora anche la precedente situazione dei negozi italiani (che passano dal vecchio 22% al nuovo 4%) per cui, nell’insieme, Amazon riceve comunque un piccolo attrito che diviene più consistente se lo pensiamo in rapporto al precedente vantaggio fiscale di cui la concorrenza non godeva.

    Una piccola batosta è quella legata al ISBN: così farà Amazon ora, accetterà il 22% o troverà più conveniente regalare codici ISBN, come io ho consigliato, comprandone a prezzo bassissimo in lotti enormi da assegnare uno alla volta? Io consiglio di regalare gli ISBN: non sia mai che in futuro facciano comodo, se mai vorranno distribuire i libri di KDP anche sui negozi fuori Amazon per contrastare Narcissus o simili. :-)

    I piccoli editori… il rapporto di vassallaggio verso Amazon, come fonte principale di vendite in digitale, non cambia. Qualche soldo in più con l’IVA ridotta, per le vendite fuori Amazon? Sì. E un 1% di IVA in più su quelle su Amazon (da 3% a 4%). La dipendenza, un po’ preoccupante, da Amazon non è cambiata.

    L’unico modo per contrastare Amazon è fare meglio di Amazon. Sta ai negozi italiani offrire un’esperienza migliore ai clienti, permettendo ai piccoli editori di diversificare maggiormente l’origine delle vendite. :-)

  8. Davide Bonvicini

    Da utente Narcissus non posso che esserne contento: vedo solo i vantaggi dell’operazione! ;)

  9. Nicholas

    Probabilmente chi ha fatto la legge non se ne accorgerà, ma ho come l’impressione che ci arriverà una stangata dietro le orecchie da parte della UE.
    A morte l’ISBN!
    Che poi ci sia o non ci sia cambia nulla, quindi mi piacerebbe capire che costi può avere rifilarlo a chiunque o creare un tool gratuito che li genera.

  10. edroger

    Tutti i produttori di beni di consumo o distributori di prodotti a marchio devono pagare per poter applicare il codice a barre sui beni che mettono in commercio (all’Indicod-ecr o altre associazioni nazionali). Pagano per un servizio che permette di identificare in maniera univoca i propri prodotti in qualsiasi punto vendita, sia fisico che online, all’ingrosso o al dettaglio in qualsiasi parte del mondo. Perchè i produttori (autori, editori, ecc.) di libri dovrebbero usufruire dello stesso servizio gratis?

  11. Il Duca di Baionette

    Perchè i produttori (autori, editori, ecc.) di libri dovrebbero usufruire dello stesso servizio gratis?

    Perché la tecnologia e il mercato lo permettono. :-)
    E infatti avviene già. Amazon gestisce tutto via codifica interna, ASIN. Un ebook distribuito via Stealth (e immagino anche con la piattaforma di Bookrepublic) è identificato da ben altri parametri, non dall’ISBN, che è fornito solo per richiesta di negozi intenzionati a identificarli così che “vincolano” a dover lavorare così per arrivare in tutti i negozi.

    Gli ISBN potrebbero scomparire domani, e per i negozi servizi da Stealth (o per Amazon o altri) non cambierebbe niente se solo volessero usare gli altri parametri univoci di identificazione disponibili già adesso e catalogare con quelli.

    In informatica ci sono un sacco di possibili codici univoci identificativi, gratuiti, ne crea anche Calibre sui file per identificarli se non sbaglio (e un sistema simile è inserito negli eBook creati con BackTypo, che usa gli UUID, diffusi in ambito programmazione) senza bisogno di ISBN o di pagare qualcuno. :-)
    Quando crei un codice QR, a tema codici identificativi, paghi qualcosa? No, sono gratis. Si potrebbero usare per la merce senza problemi, volendo.

    Il fatto che qualcosa, in un’epoca diversa, venisse fatto pagare in un certo modo a una certa azienda, non significa che in un’epoca diversa, con tecnologie diverse e possibilità diverse, non cambi. Che il futuro possa essere diverso dal presente, per quanto terribile a molti possa sembrare, è qualcosa a cui dovremmo abituarci: ricordiamoci che in fondo il presente è diverso dal passato e che anche quelli del passato forse hanno visto male il cambiamento. :-)

  12. Il Duca di Baionette

    Per chi volesse dire “eh, ma senza ISBN come lo identifichi un libro?” vorrei ricordare due cose:
    1. gli ISBN esistono dal 1970, i libri da molto prima, e la gente riusciva a distinguere un’edizione di Moby Dick da una copia pirata di Pinocchio lo stesso; la carriera di gran parte di quelli che sono considerati i massimi autori della storia, come Hemingway o James o Flaubert, è avvenuta senza ISBN;
    2. solo in Italia, per la questione IVA, c’è il problema spiegato da Amazon: già nel resto dei paesi europei a cui è scattato l’adeguamento IVA in base al paese del cliente non c’è il problema e non è l’ISBN a identificare i libri (Lussemburgo e Francia hanno l’IVA agevolata come noi).

    E non mi ripeto sul discorso UUID, perché identificare le cose è mestiere degli informatici, non degli scartabellatori di libri, e soluzioni primitive come l’ISBN a chi è del settore paiono il gioco di bambini idrocefali che si lanciano cozze marce…

    Riassumendo: solo in Italia e solo dopo il 1970, quindi di che stiamo parlando? A parte dell’eterno immutabile presente provinciale esteso per fede fino a divenire legge inviolabile dell’universo? :-)

  13. letizia

    Ma siamo sicuri che l’iva che ci fanno pagare sul codice isbn dei libri sia giusta? non dovrebbe essere anche quella al 4?…….se fate una petizione fatemi sapere….

  14. Il Duca di Baionette

    Al momento l’IVA per i libri con ISBN, cartacei o digitali, è al 4%.

    Per i libri senza ISBN (ebook pubblicati via KDP su Amazon, per esempio)… non credo sia cambiato nulla nell’ultimo anno, per cui dovrebbero ancora essere considerati non-libri con IVA al 22%. Mi informerò e se è cambiato qualcosa lo scrivo qui.

    Ciao!

  15. Eddy

    In informatica ci sono un sacco di possibili codici univoci identificativi, gratuiti, ne crea anche Calibre sui file per identificarli se non sbaglio (e un sistema simile è inserito negli eBook creati con BackTypo, che usa gli UUID, diffusi in ambito programmazione) senza bisogno di ISBN o di pagare qualcuno. :-)

    Basterebbe generare un HASH (tipo MD5): il rischio che non sia univoco c’è, ma è statisticamente impossibile che si verifichi per due libri con lo stesso titolo o titoli simili di un diverso autore e/o editore. Ok, nulla è impossibile… e la sfiga ci vede bene… ma diciamo che è più probabile vincere al superenalotto.

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