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Il blog cambia pelle per la terza volta

Il blog cambia pelle: la grafica ha adottato i nuovi colori e il nuovo avatar che sto usando già altrove per essere più coerente. E anche per diventare più leggero, meno puntato verso l’estetica Steampunk. Ormai sono anni che non è più un argomento dominante e ancora c’erano dei rimasugli nel precedente tema adottato nel  marzo 2014, come l’effetto carta vecchia di sfondo e i rivetti in ottone che appesantivano decoravano i titoli dei box nella sidebar.

Questo è il terzo cambio di pelle. Ricordate il primo tema, quello usato da ottobre 2007 a dicembre 2009? Aveva la sidebar con i post-it e il motivo a righe colorate come sfondo ai lati del corpo del blog.

Dal dicembre 2009 al marzo 2014 siamo passati a un tema molto fortemente votato allo Steampunk. C’erano tubi decorativi ovunque su tre colonne, carta, legno e rivetti. Era un gran casino di tema, totalmente inadatto ai dispositivi mobili (ma nel 2009 importava ancora poco). Rispecchiava quello stile di temi molto graficamente pesanti che si usavano agli albori. Nel 2009 ricordiamo che l’apice di importanza dei blog comunque era già passato e Facebook stava creando un nuovo standard di uso del web anche in Italia.

Nel marzo 2014 è arrivato l’ultimo tema: un po’ più moderno, un pochino più adatto ai dispositivi mobili e con molto meno codice vecchio e deprecato, ma era ancora privo di reattività alle dimensioni dello schermo. Era un tema già vecchio alla nascita e negli ultimi due annetti ormai era un po’ troppo obsoleto. Il nuovo tema è ancora Graphene, ma è la nuova versione… ed è un tema veloce e reattivo, pensato per gli standard attuali richiesti dai lettori e (ben di più) da Google.

Non solo un cambio di grafica.

Il blog cambia pelle, ma non è solo un cambio di grafica. Avete già visto nell’ultimo anno di forte attività, il 2017, il cambio netto di argomenti trattati. Non ci sono più vuote polemiche editoriali da oltre un anno e mezzo perché voglio proporre uno stile costruttivo di discussione. Voglio fornire soluzioni e fare analisi utili, e fare rant naturalmente non è costruttivo e non è un’analisi utile. Addirittura la scorsa primavera avevo rimosso qualche vecchia polemica ormai superata da anni.

Nel 2018 sono stato poco attivo per diversi motivi, anche se in ottica dei lettori davvero interessati alla scrittura creativa e allo storytelling, alla sceneggiatura di una buona storia, insomma, è stato forse un anno perfino migliore del 2017 perché ho rilasciato gratis per tutti il mio manuale di scrittura creativa… e ho lanciato il mio corso a giugno, con notevole successo di vendite e gradimento.

Per completare la transizione non mi resta che modificare un po’ di articoli per migliorare l’integrazione con la nuova grafica e per migliorare un po’ la qualità del codice, visto che alcuni dei più vecchi (ma ancora molto visitati!) sono davvero invecchiati male.

Ci sarà da buttare diversi Tag e Categorie inutili, poco usati o ridondanti, per fare pulizia delle complessità inutili e disporre gli articoli in modo più sensato. Gli articoli rimarranno al loro posto, ma saranno organizzati meglio. Sarà un bel po’ di lavoro da qui a fine gennaio.

Questo blog col tema precedente, visto in ottica di Google. Se togliete due uccelli lo avete come è adesso col tema nuovo: il lavoro di pulizia è appena iniziato.

C’è anche da riprendere con i video, visto che col blog ormai ho ripreso, seppure a ritmo ridotto, già da ottobre. Non ti sei perso i miei articoli sulla procrastinazione, sulle birre doppio malto e sul cambiamento “in peggio” di un personaggio, vero?

Farò dei cambiamenti sui video rispetto a prima: non saranno più la copia dell’articolo originale, e delegherò al testo scritto gli approfondimenti ulteriori che stonerebbero in un video e a cui non voglio rinunciare nell’articolo.

Ancora più fantasy… e più cervello.

Il dominio non è cambiato: mi piace il nome Steamfantasy, che richiama assieme Steampunk e Fantasy, e non è fuori tema perché parleremo spesso in futuro di narrativa fantastica. Certo, faremo esempi con Rambo, con Up, con Macbeth, con Il Padrino… ma al di fuori degli argomenti generali di analisi “mainstream” il mio interesse principale nella narrativa rimane quella fantastica.

Parleremo di fantasy ben più di quanto ne abbiamo parlato negli anni precedenti, e ne parleremo come merita: come qualcosa degno di un approccio serio. Ma l’ho già detto nei mesi scorsi. Quando si parla di storia o di stranezze è facile fonderle con l’aspetto “fantasy” del nostro stesso mondo (storia della magia e alchimia), o usarli come stimolo per ragionare sul fantasy con rigore. Chi vuole una discussione sullo scarso pericolo dell’armata a cavallo dothraki se khal Drogo non fosse morto e fossero sbarcati davvero sul continente con lui e Daenerys?

Parleremo anche di “psicologia” e ho riassunto con questa parola il concetto nel nuovo header: apprendimento, bias cognitivi, neuroestetica e qualche accenno di psicologia cognitivo-comportamentale. Ho letto diversi libri da cui trarre ispirazione per degli articoli, e ho notato che questi argomenti incuriosivano parecchio i corsisti del workshop a Pescara.

D’altronde la mente umana è la base da cui partire per imparare a imparare e la nostra mente è l’unica arma che abbiamo per affrontare la sfida della conoscenza. Un’arma che senza la giusta manutenzione risulta smussata e arrugginita: sei pronto ad affilare la tua mente un libro alla volta?

Benvenuto su Baionette Librarie! :-)

 

22 comments

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  1. Però, non male il nuovo stile del sito; forse non molto in sintonia con lo “Steamfantasy” dell’url, ma perfetto per il “Baionette Librarie” del titolo.
    Tra l’altro, guardando vecchi articoli, ho notato che adesso le tue risposte sono evidenziate, rispetto a quelle dei lettori; personalmente la trovo un’ottima idea.

  2. Grazie!
    Sì, è una funzione carina avere il box dei commenti dell’autore dell’articolo evidenziato. Ho evitato i commenti annidati in livelli perché non mi piacciono, tendono a diventare troppo strette le colonne e si perde la sequenza cronologica pura.

    Se riesco vedo di correggere anche il vecchio problema di compatibilità UTF-8 degli articoli (avevo un plugin dedicato a farlo, e lo avevo testato su AgenziaDuca.it), così posso iniziare a usare caratteri particolari usati per rendere certi nomi russi o anche i kanji, quando proprio serve.

    Come font per gli articoli mi sono piazzato su un classico Lato di Dziedzic, visto che è il terzo font per il web distribuito da Google più usato al mondo: ho messo buone dimensioni anche nei commenti, ma non eccessive, visto che ho scelto una colonna non larghissima per gli articoli (mi sono mantenuto sulle dimensioni di prima, grossomodo, come corpo del blog in formato desktop, giusto un pochino più largo nell’insieme).

    • drstins8n on 12 Dicembre 2018 at 19:34

    Bello. Ho solo due cose da dire:

    1. Fortunatamente la categoria “vita del duca” è ancora presente.
    2. Si potrebbe -per chi si è giá iscritto- non vedere il box con il “ricevi il manualetto”? (Non ho alcuna idea se sia possibile o meno dal punto di vista tecnico, è solo un desiderio) Cosí non si dovrebbe scrollare (quantomeno negli schermi a bassa risoluzione).

  3. In che senso scrollare? Intendi per arrivare ai menù a tendina subito sotto?

  4. Ho spostato il widget dell’iscrizione in fondo alla sidebar, così prima ci sono i menù e tutto il resto. Così è meglio?

    • LG Montoya on 12 Dicembre 2018 at 23:30

    Beh, auguroni.
    Ero un po’ affezionato alla grafica precedente, ma la nostalgia è per i deboli. Ho un paio di osservazioni, rigorosamente IMHO, sui commenti
    Personalmente preferisco un sistema più alla Gamberi Fantasy, tanto per rimanere nell’intorno, ovvero con gli ultimi commenti posti per primi. Finché i commenti sono pochi nessun problema, ma quando si finisce nell’ordine di grandezza delle decine/centinaia oppure sono molto lunghi trovo scomodo andare ogni volta a fine pagina per vedere gli eventuali nuovi commenti, specialmente quando sono su dispositivo mobile.
    Inoltre non so se perdere la “cronologicità” dei commenti sia tutto questo problema. A livello di comodità preferisco vedere le discussioni raggruppate per tema piuttosto che doverle leggere inframezzate da commenti dei quali può tranquillamente importarmi poco. La scansione elemento per elemento è per compilatori, non per umani.

    Appoggio in toto la scelta di dedicare alcuni articoli sulla psicologia così definita. Da “ingegnere dell’uomo” quale tento di essere non posso che approvare.

  5. Ciao!
    Il sistema che adottava Gamberetta non è buono e ti spiego alcuni dei motivi per cui crea più problemi che altro. Non è un caso se è stato praticamente abbandonato da tutti, dopo un breve periodo in cui era di moda grazie a un paio di piattaforme di blogging che lo offrivano di base. Già nel 2007-2008 quando Gamberetta lo aveva adottato era un approccio vetusto e morente, che stava sparendo lentamente.

    Noi leggiamo dall’alto verso il basso. Alcune culture scrivono dall’alto in basso e poi procedendo da destra a sinistra oppure da sinistra a destra (scrittura verticale). Altri scrivono da destra a sinistra, o da sinistra a destra, procedendo dall’alto in basso (scrittura orizzontale). In alcune culture entrambi gli approcci sono facilmente possibile, come per Cinesi e Giapponesi, ma la costante è “dall’alto in basso”.

    L’esperienza vincente e dominante, quella standard anche oggi, è dall’alto in basso all’interno di una discussione. Si ha un solo flusso in una sola direzione, elegante e razionale, e conforme a ciò che il nostro cervello apprezza e ha prodotto in modo indipendente nei millenni nelle grandi civiltà del pianeta. Ci sono rari casi di testi scritti dal basso in alto, in Filippine e Indonesia, e nelle liste di nomi su cippi funebri nell’ambito dell’alfabeto ogamico (un alfabeto criptico irlandese del V secolo d.C. circa), ma sono estremamente rari, e non appartengono alle grandi civiltà. Un po’ come dire che in generale agli umani non piace picchiarsi nelle palle con un martello, ma a qualcuno sì. :-)

    I commenti organizzati sul modello fallimentare, quello che Gamberetta aveva adottato quando già tutti lo stavano abbandonando, non funzionano. Il flusso di lettura è assurdo, incoerente e difficoltoso, come è evidente pensando all’esperienza di utilizzo.

    Modello non cronologico basso-alto.
    1__ Articolo base letto dall’alto in basso…
    2__ Poi devi scendere in fondo in fondo fino al commento finale della pagina.
    3__ Leggi quel commento dall’alto in basso, e magari è lungo a sufficienza da dover scrollare per vederlo tutto…. e non puoi proseguire! Devi risalire in cima a quel commento e salire a quello dopo.
    4__ Quattro.
    5__ Leggi il commento successivo, magari ancora scrollando, e quando arrivi in fondo devi salire di nuovo d’accapo. E così per ogni commento.

    Modello cronologico alto-basso.
    1. Leggi dall’alto in basso i contenuti in sequenza senza cambiare mai direzione.
    (E se vuoi fai un rapido scanning unidirezionale dei contenuti dei commenti per capire quali ti interessano e dove eri arrivato)

    Il flusso in stile Gamberi Fantasy (o alcuni vecchi blog dei primi anni del blogging) è irrazionale e incoerente, un continuo alto-basso, basso-alto, alto-basso, basso-alto. Non è soltanto progettato da chi non ha mai visto una civiltà umana all’opera nello scrivere e leggere, ma sembra proprio pensato da una specie aliena che non è sicura nemmeno di come vivano gli umani o se camminino coi piedi a terra o con i piedi per aria.

    Se aggiungi la paginazione in realtà le cose non migliorano molto. Viene carino e più compatto, ma con un “costo” non da poco. Nel design delle esperienze web c’è la regola che “ogni click in più ti fa perdere una fetta consistente del pubblico”, giusto? Se hai un flusso di commenti in una sola fila magari quelli interessati a discutere li guardano tutti, a fatica… se hai quel flusso in 4 pagine, con 4 click da fare di pagine da scandagliare, stai sicuro che quasi nessuno lo farà. Ti garantisci discussioni in cui quasi nessuno legge i commenti precedenti delle pagine passate. Ed è come succedeva da Gamberetta… e NON è come accadeva da me, nemmeno nei post come una quantità molto grande di commenti di notevole lunghezza. :-)

    Non hanno abbandonato praticamente tutti quell’approccio nel tempo a causa di un complotto giudaico-massonico o rettiliano, ma perché era tipo uno schiaffo al funzionamento dell’esperienza umana della lettura. Se lo applicassi poi dovrei rinunciare a fare gli articoli su Bias e Neuroscienze: non ha senso parlare di quelle cose se poi in concreto si fa come se la mente umana non esistesse. :-)

    In più paginare i commenti rende estremamente difficoltoso inserire le citazioni nel proprio commento (devi caricare e recuperare le parti da citare da altre pagine, non le ritrovi rapidamente con un’occhiata e uno scroll veloce), scoraggiando così la discussione razionale e basata su puntuali citazioni.
    Paginare rende impossibile anche praticare un rapido scanning per capire di cosa si è parlato nei commenti, visto che dovresti cliccare su diverse pagine (addio rapido scanning istintivo). Senza contare che paginare uccide la possibilità di linkare con efficacia i commenti (quando un commento cambia pagina è perso, i vecchi link non lo indicano più)… e per questo anche Gamberetta era obbligata a offrire la funziona “tutti i commenti in una sola pagina dall’alto in basso” (all-comments) in cui i permalink ai commenti funzionavano.

    Ho evitato i livelli di commenti per un altro problema di design: funzionano malino. Cioè, possono funzionare “bene”, ma vincolano a come si usano le discussioni. Se una discussione è seria è molto difficile che uno stia rispondendo a un solo commento ed è facile che prima o poi citi un commento che non è in quel flusso di sotto-commenti (magari è in un flusso di commenti più in basso, cronologicamente successivo nel nostro mondo, ma non nell’ordinamento del blog). Praticamente la norma il commento multi-commento nel mio blog, da sempre. Così, se uno mette i flussi di sotto-commenti, in realtà non sta “ordinando per tema” la discussione, sta solo creando un’illusione non sempre funzionale di ordine. Mi attira molto perlomeno avere un livello di sub-commenti, ma ho visto un po’ di discussioni vecchie e i problemi mi sembrano un po’ troppi per come funziona questo blog.

    Quasi tutti i problemi che c’erano sulle discussioni di Gamberi (e non da me, mai avuto nemmeno un decimo dei suoi casini a base di gente che palesemente non aveva letto i commenti precedenti) sono imputabili in parte all’errore di non moderare i commenti (lo fece solo dopo che uscì un articolo di una rivista scientifica che spiegava che i commenti liberi dei troll uccidono il progresso e la discussione… io era 4 anni che con due nozioni di psicologia sociale in croce glielo avevo detto), ma in grossa parte anche all’approccio illogico e ostile alla lettura della loro gestione grafica.

    • drstins8n on 13 Dicembre 2018 at 20:58

    Ho spostato il widget dell’iscrizione in fondo alla sidebar, così prima ci sono i menù e tutto il resto. Così è meglio?

    Si. Almeno per quelli già iscritti.

  6. Personalmente preferisco un sistema più alla Gamberi Fantasy, tanto per rimanere nell’intorno, ovvero con gli ultimi commenti posti per primi. Finché i commenti sono pochi nessun problema, ma quando si finisce nell’ordine di grandezza delle decine/centinaia oppure sono molto lunghi trovo scomodo andare ogni volta a fine pagina per vedere gli eventuali nuovi commenti, specialmente quando sono su dispositivo mobile.

    @ LG Montoya:
    Capisco che (soprattutto con un dispositivo mobile, dallo schermo piccolo) scrollare sia fastidioso, ma come ha fatto notare il Duca, anche in caso di commenti in ordine cronologico inverso c’è un sacco di scrolling da fare.
    Anzi, con i commenti messi “al contrario” è un continuo “vai su, vai giù, vai su, vai giù…” che è anche peggio (soprattutto nel caso di commenti lunghi)!
    Adoravo il blog di Gamberetta, ma dopo un pò i commenti ho smesso di leggerli, perchè mi veniva il mal di testa, e perdevo continuamente il filo del discorso… mentre non ho mai avuto di questi problemi con “Baionette Librarie”.

    Se uno non è abbastanza interessato al discorso, da accettare di sorbirsi un pò di scrolling (per di più in una sola direzione!), allora in mho difficilmente avrà qualcosa di intelligente e/o interessante da dire; questo è un’ottimo metodo di “selezione naturale” dei lettori.

    • Caterina Bano on 14 Dicembre 2018 at 17:49

    Complimenti per il cambio di grafica! Ne sono felice soprattutto per la responsiveness, dato che spesso leggevo i tuoi articoli dal telefono e mi risultava piuttosto scomodo (in genere ricorrevo alla modalità di “lettura ottimizzata per mobile” di Android).

    In qualità di web developer però devo dire… bene ma non benissimo?
    Pur essendosi decisamente svecchiata rispetto alla precedente, la nuova grafica continua a risultare “datata” nel suo template (contenuto stretto e centrato per gli schermi 4:3, sidebar sulla destra…) e perfino un po’ triste nello schema di colori.
    Insomma, è come se avessi ripitturato le pareti di una casa vecchia, ma senza cambiarne né la struttura né la disposizione dei mobili.

    Ovviamente la intendo come una critica costruttiva per poter fare ancora di meglio la prossima volta, non voglio assolutamente dire che non ci siano stati miglioramenti!

  7. Il problema è che in realtà ogni contenuto è sempre per definizione centrato in una colonna stretta, se vuole essere leggibile, perché la lunghezza eccessiva di una riga implica enormi difficoltà di leggibilità. Solo che alcuni temi lo rendono “nascosto” lasciando lo stesso colore dello sfondo anche attorno a dove finisce il limite del testo, altri lo esplicitano. Ma alla fine sempre e soltanto una colonna centrale. :-)

    In realtà avere uno sfondo che guidi lateralmente il percorso è meglio: negli smartphone è la fisicità del dispositivo stesso a creare la colonna centrata di lettura.

    Alcuni temi moderni e pratiche moderne sono ostili alla lettura e ai testi lunghi e articolati, perché vanno in una direzione che non è quella del produrre e condividere lunghi articoli specialistici. Lo schema di colori che non disturbi la lettura, quello “triste”, è proprio la cosa più tipica dei temi moderni che ho preso pari pari. :-)

    Mi piacerebbe una scelta di colori diversa e un approccio diverso, ma ci penserò in futuro. Al momento le opzioni erano tutte o sbagliate (es. troppo sgargianti e disturbanti, che irritano a priori, pensati per certi brand appositi che devono flammare e irritare) o incoerenti con la mia comunicazione in cui al centro c’è la mia immagine e le mi camice sgargianti. Per ora, non avendo opzioni buone pronte, la cosa più semplice è stata tenersi sul neutro invece di sbagliare a priori (visto che le opzioni per ora trovate erano sbagliate), e lasciare che siano i contenuti fuori dalla cornice che li ospita a comunicare lo stile del blog e dei video.

    Tanto c’è sempre tempo per cambiare tutto lo schema di colori sui vari social al prossimo rinnovo, appena si individua una direzione migliore (e non peggiore in modo diverso) di quella neutra “blu aviazione/bianco/grigia”.

    Grazie e a presto! ^-^

  8. Oggi ho avuto qualche ora di tempo per passare dallo schema base di colori a un primo tentativo di colori scelti un po’ meglio. Ho scelto il set “Scholar”, formato da un blu navy, un mostarda, un grigio-azzurro e una sorta di beige/carta vecchia.

    Ho dovuto solo ritoccare aggiungendo un altro colore per i link negli articoli, in modo che fossero visibili facilmente (un blu avio, provvisoriamente).

    “Scholar” è il set di colori numero 2 qui:
    https://www.shutterstock.com/blog/10-gorgeous-color-schemes-for-websites

    Ho trovato finalmente uno sfondo adatto all’header, per sottolineare il tema “Librarie”: una libreria disegnata, a cui ho applicato un po’ di effetto sfocato.

    Ora direi che il set di colori di transizione, in attesa di combinazioni migliori da adottare in futuro, è più accettabile di quello facebookoso iniziale. A me piace un sacco il marrone, ma non ho trovato neanche un set col marrone che producesse risultati idonei a me, ovvero con sfondo chiaro per il corpo degli articoli (idealmente: una sorta di carta vecchia).

    Il set migliore con il marrone mi proponeva l’abbinamento con un mostarda dorato (ok, adoro i mostarda) e con un azzurro-verdastro (che mi fa cagare): è il numero 12 in questo articolo, ovvero Hubud. Non ce l’ho fatta a inventarmi come usarlo.

  9. E questa è l’idea per i futuri thumb dei video su Youtube.
    Ci sono 1 o 2 tag di categoria di video fatti, con sfondo colorato per “notarli” col colpo d’occhio anche in miniatura e capire l’argomento per abitudine. Il primo esempio ha poco testo, caso ideale, e il secondo ha moltissimo testo, caso da evitare.

    • LG Montoya on 17 Dicembre 2018 at 20:28

    @Duca
    Ok. Ragionavo più in ottica personale (un click in più non mi ha mai scoraggiato) che statistica. Nella progettazione di un blog a contatto col pubblico logicamente è più importante la seconda che il sentore personale.
    Non so però se sia così corretto dipingere il sistema “commenti più recenti in alto” come obsoleto e morente. Non ho le statistiche, ma per esperienza personale mi sembra che Disqus (commenti annidati e dal basso verso l’alto) sia molto diffuso, o no?

    • LG Montoya on 17 Dicembre 2018 at 20:32

    (Solo per curiosità, dopo che invio un commento questo finisce in moderazione e non comparirà finché non verrà approvato, giusto? Col fatto che non compare il commento ma neanche un “your comment is awaiting moderation” la scorsa volta pensavo che non l’avesse preso e per questo ho provato a riscriverlo più di una volta. Inserire un piccolo banner con la frase succitata sarebbe un piccolo miglioramento, non fosse altro per sapere se il commento è stato falciato in moderazione oppure se la sta ancora aspettando)

  10. Non ho le statistiche, ma per esperienza personale mi sembra che Disqus (commenti annidati e dal basso verso l’alto) sia molto diffuso, o no?

    Se si usa l’aneddotica allora la mia risposta è, per esperienza personale, che nessun blog in cui si discuta sul serio che conosco lo fa. O meglio: ne conoscevo due, estinti o fermi da anni, che lo facevano ed era una delle cause evidenti dei loro problemi (Gamberetta e una delle incarnazioni dei blog aperti/chiusi/riaperti/richiusi di Uriel Fanelli). Aneddoto per aneddoto…

    Evidentemente se uno vuole usare Disqus anche per fruire di quell’ordine (ma si può avere anche su WordPress di base, cambiando una opzione) significa che le discussioni che si attende saranno talmente poco interessanti e poco complesse che tutti i problemi visti prima che danneggiano le discussioni interessanti e complesse non saranno un problema reale. Oppure vuole sabotarsi per il gusto di sabotarsi, come fece Gamberetta, anche se si aspetta discussioni complesse. :-)

    Anche i forum erano molto diffusi anni fa, forse il periodo in cui si scriveva di più sul web, con questa folla colossale di forum ovunque, e di base i commenti in una discussione andavano dal più vecchio al più recente, senso dall’alto verso il basso. Praticamente tutto il mondo dei forum, più la messaggistica (Skype dall’alto in basso, idem i messaggi in Facebook, idem Whats up) più la transizione di massa dei blog da un modello all’altro (se l’hai vissuta la ricordi, non è lontano 10 anni circa).

    Reddit permette di scegliere come vuoi (Vecchi, Nuovi, Migliori ecc.), e di base propone i “migliori” e dentro i migliori li organizza annidando le sotto-discussioni in ordine cronologico dall’alto in basso. Bingo… quindi sempre all’alto in basso si arriva, anche scegliendo Migliori che di suo non è cronologico…

    Il cervello umano funziona in un modo preciso (e di norma fenomeni millenari di intere civiltà battono mode momentanee locali di pochi anni, quando ti analizzano certe cose). Si può seguire il cervello umano e fare giusto oppure fare in modo diverso e sbagliare… se nonostante l’errore ci sono dei punti di forza che portano la gente a continuare a usare il sistema nonostante i suoi errori (es. le discussioni col sistema sbagliato secondo criteri oggettivi misurabili da Gamberetta) entra in gioco per chi osserva il Survivor Bias: ovvero si confonde l’elemento di errore per uno di quelli di forza.

    Probabilmente era proprio l’approccio basato su Survivor Bias (i blog di successo lo fanno) più Conferma Sociale (anche altri blog che conosco lo fanno, allora lo faccio anche io) ad avere creato quella bolla dei commenti in ordine inverso. Poi la ragione ha avuto la meglio sulla follia modaiola di pochi anni e le cose sono tornate nel modo sensato che ha trionfato nei millenni tra le grandi civiltà umane.

    Se uno avesse usato l’aneddotica all’epoca (come fece Gamberetta nel 2007), invece dell’analisi del funzionamento del cervello e della sequenza di azioni (come feci io), non avrebbe mai sospettato che ci sarebbe stato un grosso ritorno all’ordine alto-basso nel giro di pochi mesi.

    A tema Conferma Sociale e Survivor Bias, se ricordi, andava molto di moda anche l’uso di pop up a parte per i commenti, tant’è che ricordo nel 2007 discussi con Gamberetta se inserirlo o meno, ma poi nessuno dei due lo mise, mi pare (io di sicuro no, poi se lei lo mise e poi lo tolse non ricordo proprio…): visto che “tanti” lo avevano sembrava ovvio porsi il dubbio… poi anche quella cosa è praticamente diventata irrilevante sul web.

    Attualmente Facebook ha appena incominciato a forzare di nuovo le pagine a usare la modalità “Pertinenti” o, in alternativa, “Nuovi”, togliendo quella tradizionale che invece rimane in Gruppi e nelle discussioni degli utenti normali nei loro profili. Lo aveva già fatto anni fa causando un gran casino e trovandosi poi obbligata a retrocedere, ridando alle Pagine l’ordine cronologico puro. Ora ritenta a imporre la cosa… comunque, in Facebook, sulle pagine, spesso i commenti riferiti al solo post e non ad altri commenti, per cui poco male. Il problema sarebbe solo per le vere discussioni tra utenti, e infatti per ora i Gruppi sono ancora salvi dal cambio forzato.

    (Solo per curiosità, dopo che invio un commento questo finisce in moderazione e non comparirà finché non verrà approvato, giusto? Col fatto che non compare il commento ma neanche un “your comment is awaiting moderation” la scorsa volta pensavo che non l’avesse preso e per questo ho provato a riscriverlo più di una volta. Inserire un piccolo banner con la frase succitata sarebbe un piccolo miglioramento, non fosse altro per sapere se il commento è stato falciato in moderazione oppure se la sta ancora aspettando)

    Vero. Il vecchio Graphene 1.9 invece dava il messaggio correttamente. Scrivo al creatore del tema e chiedo di sistemare la cosa… due giorni fa ha aggiornato mettendo i permalink ai commenti (sulle # accanto alla data), dopo che gli avevo chiesto l’aggiunta.

  11. Oh, i nuovi colori sono decisamente meglio.

    Domanda: ma “I Coniglietti del Venerdì” che fine hanno fatto?

  12. Sono qui: http://www.steamfantasy.it/blog/category/conigli/coniglietti-del-venerdi/
    ma li sto inscatolando uno dopo l’altro per spedirli in un magazzino apposito.

    • Antonio on 23 Dicembre 2018 at 15:40

    Ciao Duca!
    Non vedo l’ora di gustarmi i nuovi contenuti. Pur avendo letto il manualetto, articoli e video mi mancavano. Spero, soprattutto, che il nuovo anno porti anche analisi di libri e film: il mio obiettivo è quello di comprendere meglio ciò che leggo e guardo ed arrivare anche io a fare un’analisi decente e, chi sa, magari pubblicarla da qualche parte.
    L’articolo sui dothraki? Sto già fremente!

    La nuova grafica mi piace. Di sicuro più leggibile per chi, come me, ti legge da smartphone o tablet. Forse preferirei colori un po’ più vivi, ma sono gusti personali. La sezione commenti, invece, trovo che così sia perfetta.

    P.S. proprio ieri ho finito di leggere il manuale della Marks. Stupendo, e addirittura emozionante in alcuni paragrafi. Grazie per il suggerimento !

  13. Oltre alla discussione “realistica” sulla minaccia dothraki che ha fatto tanto paura a Re Robert, ci sarà un articolo sul modo in cui Rambo causa i suoi problemi nel primo film (e il personaggio speculare dello sceriffo).

    Ieri un amico che si intende abbastanza di storie ecc. mi ha segnalato una recensione agghiacciante su Bumblebee, il film appena uscito. Una recensione veramente tremendo, in cui l’autore (molto famoso), faceva un discorso delirante sulla presenza di TRE Fatal Flaw distinti nella protagonista e poi accusava, come suo solito, tutti i mali dei brutti film nell’applicare le regole dei manuali di sceneggiatura. Perché accusare gli altri è più facile che studiare e capire i veri problemi di quei film.
    Parleremo anche di quel filmetto, e della relativa recensione.

    • LG Montoya on 25 Dicembre 2018 at 17:30

    Per caso il recensore aveva il cognome che inizia per “R”?

  14. Tristemente, sì.

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