Archivio per la Categoria 'Ebook'

  1. Intervista a Santachiara: giusto una piccola nota by Il Duca Carraronan
  2. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (2) by Il Duca Carraronan
  3. Ancora sul business del proibire l'acquisto by Il Duca Carraronan
  4. USA: vendite eBook, primo trimestre 2010 by Il Duca Carraronan
  5. Dimenticavo Telecom con l'Olipad by Il Duca Carraronan
  6. IBS ora vende eBook, ma non a me by Il Duca Carraronan
  7. Edigita e Marstenheim by Il Duca Carraronan
  8. La stampa durerà in eterno by Il Duca Carraronan
  9. USA: vendite ebook, febbraio 2010 by Il Duca Carraronan
  10. Giusto per chi è curioso sull'iPad come eReader by Il Duca Carraronan
  11. 1200 eBook per Mondadori e l'eReader Telecom by Il Duca Carraronan
  12. Vendite di eBook negli USA: un gennaio da record e dimensioni del mercato tra il 2002 e il 2009 by Il Duca Carraronan
  13. Il giusto prezzo degli eBook: Konrath, Smashwords e un confronto con la carta by Il Duca Carraronan
  14. Ancora Konrath: 30.000 eBook in 11 mesi by Il Duca Carraronan
  15. Asus DR-900: 9 pollici con touchscreen capacitivo by Il Duca Carraronan
  16. eBook: vendite USA 2009, sondaggio tra i lettori e acquisti con donazione by Il Duca Carraronan
  17. Konrath: più soldi con gli eBook a 1,99$ by Il Duca Carraronan
  18. Antonio Tombolini sulla questione "Macmillan vs Amazon" by Il Duca Carraronan
  19. Mondadori muove il culo (ma sculetterà giusto?) by Il Duca Carraronan
  20. Aggiornamento periodico a tema eBook by Il Duca Carraronan
  21. Royalties, tre scimmie ed Edgar Allan Poe by Il Duca Carraronan
  22. Marstenheim di Angra by Il Duca Carraronan
  23. Previsioni per il 2010 degli eBook by Il Duca Carraronan
  24. Vendite di eBook su Amazon, previsioni per gli eReader nel 2010 e qualche consiglio di Tombolini by Il Duca Carraronan
  25. Tombolini e Ferrari parlano di eBook a Fahrenheit by Il Duca Carraronan
  26. Ebook Reader da MediaWorld e un nuovo negozio online di eBook by Il Duca Carraronan
  27. Cinque eBook di Bizarro Fiction gratis fino al 26 novembre by Il Duca Carraronan
  28. Problemi legali per il Nook? by Il Duca Carraronan
  29. USA: vendite eBook, terzo trimestre 2009 by Il Duca Carraronan
  30. Qualche altra novità a tema lettori di eBook by Il Duca Carraronan
  31. Un nuovo lettore di eBook: enTourage eDGe a doppio schermo by Il Duca Carraronan
  32. Un sondaggio dalla Fiera del Libro di Francoforte e le vendite degli eBook negli USA in agosto by Il Duca Carraronan
  33. USA: vendite degli eBook a luglio e qualche dato sul cartaceo by Il Duca Carraronan
  34. Mercato degli eBook: un aggiornamento dalla Germania e i libri gratuiti della Random House by Il Duca Carraronan
  35. USA: vendite eBook, secondo trimestre 2009 by Il Duca Carraronan
  36. Vendite degli eBook in aprile e dati sulla correlazione tra pirateria e vendite by Il Duca Carraronan
  37. USA: vendite eBook, primo trimestre 2009 by Il Duca Carraronan
  38. Cuore d'Acciaio e la coniglia morta di infarto: una notizia triste e due allegre by Il Duca Carraronan
  39. Il lettore di eBook del Duca by Il Duca Carraronan
  40. EBook: WotC interrompe la vendita dei PDF per paura dei pirati e White Wolf ne approfitta! by Il Duca Carraronan
  41. Ebook: un gennaio incredibile by Il Duca Carraronan
  42. Qualche eBook gratis da Random House e un paio di cosette extra by Il Duca Carraronan
  43. USA: vendite eBook quarto quarto 2008 by Il Duca Carraronan
  44. PornoFantasy: definizione e bando di gara by Il Duca Carraronan
  45. Doctorow: la Cina e il prezzo dei lettori eBook by Il Duca Carraronan
  46. USA: vendite eBook, terzo quarto 2008 by Il Duca Carraronan
  47. USA: vendite eBook, secondo quarto 2008 by Il Duca Carraronan
  48. Gli eBook e il futuro del libro by Il Duca Carraronan

Intervista a Santachiara: giusto una piccola nota

Scritto da Il Duca Carraronan il 27 lug 2010 | Categorie: Ebook, Editoria

Ci sono varie cosette che non mi sono piaciute, integralmente o per dei dettagli, nell’intervista a Roberto Santachiara (uno dei principali Agenti italiani, segue autori come Carlo Lucarelli, i Wu Ming, Roberto Saviano, Stephen King e James Ellroy) apparsa oggi su Repubblica. Non fanno del tutto schifo le risposte, anzi, qualcosina di buono c’è, ma viene poi declassato da aggiunte retard (l’impressione generale è quella del classico soggetto clueless a cui l’editoria ci ha abituati da tempo… ed è un pezzo grosso, uno di quelli “che sa”! Viva l’Italia, LOL!). Non è di queste cose in generale sugli eBook che voglio parlare perché, francamente, ho già scritto articoli a sufficienza e leggendoli potete accorgervi da soli di cosa dice e non dice nelle sue risposte.

C’è però una cosa più concreta, una cosetta oggettiva e quindi non legata all’opinione di nessuno, che mi ha dato fastidio… no, meglio: uscendo dalla bocca di un Agente di questo spessore, uno dei maggiori professionisti italiani, mi ha reso INCAZZATO FURIBONDO.

I coniglietti sensibili dovrebbero chiudere la pagina ora,
prima che la loro innocenza venga traumatizzata

E se un autore decide di fare a meno sia dell’editore che dell’agente? Prendiamo il caso dell’americano J. A. Konrath, che per gli e-book pubblicati attraverso il suo editore cartaceo, Hyperion, guadagna meno di 5000 dollari l’anno mentre, vendendoli su Amazon, ne guadagna quasi 30.000.
“Ma Konrath è stato pubblicato comunque, prima, da Hyperion. È facile stabilire di autopubblicarsi tramite Amazon quando c’è già stato qualcuno che ti ha lanciato in cartaceo. Voglio vedere cosa succederebbe a un autore sconosciuto se decidesse di vendere il primo romanzo su Amazon”.

Da quando ho cominciato a parlare di Konrath, stimolato da Zwei che era suo fan, vedo che viene citato in Italia sempre più spesso. Bene. Con Konrath ho potuto smerdare la saccenza di un paio di autori che parlavano più di quanto le loro conoscenze avrebbero, in buona fede, permesso loro di fare (ma uno l’ho perdonato perché in fondo sono buono). Sono contento che Konrath venga citato anche nel contesto di un’intervista (grazie Lipperini), ma sono molto meno contento della risposta di Santachiara.

Come mai? Perché leggendola so automaticamente che non posso più fidarmi di quello che dice Santachiara! Non mi fiderei nemmeno se venisse a dirmi che ho la barba! Il motivo è che ha detto una CAZZATA. E quando uno dice una CAZZATA in un ambito così importante, chissà quante altre ne ha dette e ne dice. Non so se per ignoranza o mentendo di proposito, ma probabilmente lo ha fatto per PAURA degli autori che bypassano Agenti ed Editori.
Quando si è Agenti, quando si è persone in un certo ruolo (personaggi di spicco di un casa editrice, Agenti letterari, autori affermati ecc…), non ci si può permettere di dire CAZZATE in un’intervista che verrà pubblicata su un giornale stampato a livello nazionale. Nemmeno se lo si fa per difendere il proprio ruolo e il ruolo degli editori. Diffondere CAZZATE, sfruttando il meccanismo di plagio psicologico dell’auctoritas, equivale a diffondere DISINFORMAZIONE.

Konrath ha commentato la cosa parecchie volte (qui ad esempio) visto che sono un sacco di mesi che gli dicono “bla bla bla” queste identiche stronzate ogni due per tre, come se leggere le risposte precedenti fosse un crimine. L’ignoranza da parte di un comune lettore è accettabile, ma da parte di un Agente non lo è.

Your success with e-books is predicated on your previous success in print publishing, because you’re capitalizing on the intangible value of your name.

That’s part of it, but not all of it. There are too many authors selling well with no prior success, and a growing number of authors bigger than I am who aren’t having my success. So, yes, I could be selling just as many without a print publisher. Others are.

And it doesn’t take into account a very peculiar and obvious fact: if these buyers were people who knew me, they could go to my website and download my ebooks for free. The same ebooks I have on Amazon are free on my website. If the sales were based on name-recognition, wouldn’t my website downloads outnumber my Amazon sales? But my Amazon sales are higher at about 20 to 1.

Volete un caso reale e specifico? Eccone uno dei tanti, ma scelgo questo perché Konrath gli ha dedicato un intero articolo il 20 aprile 2010 (tre mesi fa, non ieri: chiunque nel settore è TENUTO a saperlo se vuole aprire bocca sulle vendite di Konrath):

Interview with Karen McQuestion

“JA Konrath is selling well because he’s an established name.”
“The reason Konrath has sold so many ebooks is because he has a large backlist of print books.”
“Konrath has a platform–that’s why he’s making $4k a month on Kindle sales.”
“Joe Konrath has a popular blog, and he’s been self-promoting for eight years. No one else would be able to sell 40,000 ebooks.”

I hear and read quotes like these all the time. Even though I’m pretty sure my ebook sales are fueling my print sales, and not the other way around, I still can’t seem to get people to understand that ebook success isn’t about having a known name.

It’s about price, quality, and professionalism.

So it was a pleasure to talk to an ebook author who is OUTSELLING me. Karen McQuestion only has six ebooks on Kindle, rather than my thirteen books, and she’s been live for less than a year. Yet she’s sold over 30,000 copies since July.

And guess what? She’s never published a book before. No name-recognition. No platform. No backlist. No blog that gets hundreds of thousands of hits on Google like mine does.

Karen simply writes good books, with good covers and descriptions, and posts them on Kindle herself.

Karen McQuestion non ha mai pubblicato prima, non aveva un “nome” e nonostante tutto vendeva bene quanto Konrath! Pure meglio, considerando il minor numero di libri. Qual era la sua formula? Buone copertine, buone descrizioni e PREZZO BASSO: 1,49-1,99$ sui sei libri in vendita. La stessa formula di Konrath (ora ritoccata a 2,99$ perché così Amazon gli dà il 70% del prezzo di copertina). Una piccola nota per l’Italia: considerate che nel 2009 gli USA hanno raggiunto il 3,31% di mercato eBook per i libri trade, per cui non penso che in Italia al momento si possa trarre benefico da un simile tentativo di fare leva sulla massa di pubblico col prezzo bassissimo (a meno che non lo si voglia fare a scopo promozionale o qualcosa del genere, più che per gli incassi veri e propri), di conseguenza 4,90 euro per un eBook (forse anche un pochino di più) possono andar bene.

Vi rimando a questo articolo per un confronto eBook-carta e per capire una volta per tutte che il guadagno sulla singola copia non conta nulla perché conta solo l’incasso complessivo (ho appreso dal mio fiGLiolo un po’ lento un nuovo significato della parola “idealismo”: voler far guadagnare gli autori il più possibile come ricompensa del loro sforzo creativo… questo “idealismo” mi suona stranamente simile al “capitalismo”, siamo sicuri che sia la parola giusta per indicare la mia opinione?).

Torniamo a Santachiara.
Non è lecito NON sapere quanto detto sopra da Konrath, soprattutto se si intende fare una sparata con quel tono arrogante/saccente che trasuda, putrido come il pus che infetta la carne dell’editoria italiana, dal “Voglio vedere cosa succederebbe”. Uno dei miei lettori, quello che amo chiamare il fiGLiolo un po’ lento, potrebbe dirci che dietro queste frasi che un po’ glissano, un po’ deridono e un po’ dichiarano implicitamente impossibile una data prospettiva, c’è sempre la risata del fascista.
Ecco, io simili STRONZATE preferisco non dirle quindi mi limiterò a qualcosa di più terra-terra: Santachiara è un Agente ed è stato intervistato per fornire una opinione dall’alto della sua esperienza allo scopo di informare milioni di persone, ne consegue che se è un Uomo degno di rispetto ha l’obbligo morale di informarsi prima di rispondere, sia per motivi professionali che per evitare di spargere disinformazione tra la gente… è banale conseguenza che quando ha fatto la suddetta affermazione o era IGNORANTE dei fatti oppure era in MALAFEDE, cercando per i propri interessi di Agente di plagiare l’opinione pubblica con la diffusione di menzogne implicite camuffate da scarsa conoscenza (fingo di non sapere così ci metto la battutina e il tono da “figurati se può essere così” e la gente mi crede! Che gegno che sono!), ma in entrambi i casi questo non è ammissibile da parte di chi pretende di essere un professionista.

Io mi devo rompere il culo ogni volta che scrivo un articolo a tema eBook che contenga solo informazioni reali e link puntuali alle fonti, nonostante io abbia solo 600-700 utenti al giorno di cui essere responsabile (700-900 secondo il famoso WP-Stats), mentre LUI spara cazzate a MILIONI di persone? Tanto vero o falso chissenefotte, giusto?

Sono questi dettagli che mi fanno sentire uno stronzo straniero in una fogna straniera. Perché cazzo mi impegno visto che nemmeno guadagno nulla? Guarda come fanno i veri professionisti dell’editoria: cazzate a tutto spiano e chissenefrega.
Stronzo io che rispetto l’intelligenza dei lettori!

Nonostante tutto, sommiamo male al male, probabilmente altri avrebbero detto cazzate perfino peggiori di quelle di Santachiara (ciao Gian Arturo Ferrari, meno male che non sei più a capo della divisione libri Mondadori!). Alla sola idea mi viene da vomitare.

Citazione dall’ultima risposta di Santachiara:

Un paese civile si giudica delle scuole e dalle carceri. Ognuno può valutare il grado di civiltà del nostro

E un “esperto” si giudica dalla sua conoscenza del settore.
Ognuno può valutare il grado di rispettabilità delle opinioni di Santachiara sugli eBook.
E io se vorrò, un giorno, anche solo lavorare come uomo delle pulizie in una casa editrice… penso che mi sto fottendo con le mie mani a furia di dare addosso a tutti. Grande. Dedo, amico mio, portami le damigiane di vino quando sarò un barbone sotto i ponti…
^_^

P.S.
A proposito, caro Santachiara, visto che hai usato la scusa del “non può essere” per EVITARE DI RISPONDERE alla domanda della Lipperini, te la riporto di nuovo qui:
E se un autore decide di fare a meno sia dell’editore che dell’agente?
Tu hai detto “Voglio vedere cosa succederebbe a un autore sconosciuto se decidesse di vendere il primo romanzo su Amazon” e io te l’ho fatto vedere. Ora ci devi una risposta alla domanda, non ti pare? In fondo saprai benissimo spiegare perché Agenti ed editori sono fondamentali, no? Puoi spiegare che in futuro sarà più difficile farsi notare nella massa, che il marchio e la spinta potranno aiutare, e poi c’è l’editing… no? No? No? ^_^
O forse c’è un motivo per cui eviti di rispondere (editing, coff coff)? Guarda che Konrath ti può venire in soccorso dato che lui non dice per forza di evitare Agenti ed editori… certo, dovresti essere informato per saperlo, vero carissimo? ^_^

Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (2)

Scritto da Il Duca Carraronan il 23 lug 2010 | Categorie: Ebook, Editoria

Aggiornamento a tema eBook, ovvero il post calderone di notizie varie accorpate. Sono passati sei mesi dal primo aggiornamento “misto” e nel frattempo ho scritto parecchi articoli dedicati agli eBook, ma nelle ultime cinque settimane non avevo più affrontato l’argomento nonostante i rimbalzi mediatici di alcune notizie che, seppur interessanti, non mi parevano entusiasmanti.

Mi sto riferendo naturalmente a cose come l’abbassamento del prezzo degli eReader dovuto alla concorrenza dell’iPad e tra gli eReader stessi. Notizia importante, notizia utile per chi un lettore di eBook lo deve comprare… ma entusiasmante? No. Doveva avvenire. Era cosa nota, banale, ovvia, prevista. L’avevo preannunciata, facendo da megafono in Italia agli esperti dei siti in lingua inglese, parecchie volte. Avevo anche riportato il motivo per cui il calo dei prezzi ritardava tanto, più di un anno fa. Una “novità” da sbadiglio, in poche parole.

Ruggito o sbadiglio?

Riassumo la questione in poche righe, prima di passare a cose più interessanti.
Scusate se non metto i link in questo caso, ma è proprio robetta che non richiede particolari approfondimenti (ed è pure un po’ datata).
In aprile è uscito l’iPad. Costa tanto, ma per l’utente comune ha più senso comprare quello come gingillo giocattoloso sbrillucicoso su cui navigare e con cui sfogliare riviste e poi perfino leggere, come sovrappiù, quel singolo bestseller che leggerà in un intero anno. Prodotti idioti come il QUE, di cui avevo già commentato con sbalordito disgusto il prezzo, sono finiti fuori mercato ancora prima di entrarci (l’azienda prima ha posticipato l’uscita, poi ha annullato i pre-ordini!). Dello Skiff, nato per volontà delle riviste e dei giornali americani, non penso se ne farà nulla: l’iPad è meglio da quel punto di vista (le riviste raggiungono le masse più dei libri e le masse da un libro letto all’anno è più facile che abbiano un tablet piuttosto che un eReader) ed è già diffuso. Scommettere sullo Skiff come oggetto (c’è anche la Skiff come piattaforma di distribuzione riviste), per quanto mi piacesse quel foglione di acciaio, non ha senso SE lo scopo è farlo per salvare l’industria delle riviste e dei giornali.

Nel frattempo la B&N col suo Nook ha dimostrato la propria debolezza: si era lanciata a muso duro per competere direttamente con il Kindle di Amazon, ma qualcosa probabilmente deve essere andato storto e ha deciso di abbassare il prezzo. Chi fa la mossa per diventare competitivo svela la propria debolezza: se stai già vincendo, non hai bisogno di agire per primo. B&N si è dimostrata debole e insicura. Il Nook scende a 199$ (quello 3G+WiFi che compete direttamente contro il Kindle, mentre quello col solo WiFi viene 149$). In meno di 24 ore, mostrando una prontezza di riflessi straordinaria, Amazon ha abbassato il prezzo del Kindle a 189$ (e rimborsato i 70$ di differenza agli acquirenti delle precedenti settimane, giusto per ricordare a tutti che Amazon pensa sempre ai clienti). La mossa di B&N non solo è stata annullata, ma è stata pure sputtanata con un atto di forza senza precedenti: il messaggio su chi è che comanda il gioco è chiaro.
Sono seguiti altri annunci vari (hanno abbassato i prezzi pure sui lettori Sony, se ricordo bene), incluse voci di un prossimo Kindle entro l’autunno (seguito forse da prezzi in calo fino a 149$ o a 129$), poi è arrivato il nuovo Kindle DX che ha lo schermo E Ink potenziato con il 50% di contrasto in più e il prezzo ridotto a soli 379$ (110$ in meno!) ecc…

In generale ora c’è una sensazione diffusa che i prezzi caleranno e continueranno a calare. Si vocifera di possibilità, fino a sei mesi escluse dalla stessa PVI (ora E Ink Corporation), che i prezzi scendano già quest’anno fino a 99$ per i lettori di base. Non so, questa volta non mi pronuncio. Troppe cose in movimento. Non sono un esperto e non sono un analista, sono solo uno che tiene gli occhi aperti. Vedremo a Natale.

Il nuovo Kindle DX potenziato. Bello, ma non può competere con iPad per le riviste ed è troppo grosso, costoso e ingombrante per i romanzi. Prodotto affascinante, mi piacerebbe averne uno (mentre non mi frega nulla dell’iPad), ma rimane comunque di nicchia.

Passiamo a qualche notizia più recente e interessante. In questi giorni sta facendo molto rumore l’annuncio fatto da Amazon il 19 luglio. Ho letto dei rimbalzi bizzarri in cui si confondeva un po’ quello che aveva detto Amazon, tramutando un interessante successo degli eBook in qualcosa di ben più straordinario (ma falso). Non vale la pena farsi prendere da facili entusiasmi: sta solo accadendo quanto era ovvio e banale accadesse, per cui limitiamoci e ragionare sui dati forniti (e sui perché di quelli non forniti). Non sto dicendo che non siano ottime notizie, dico solo che non hanno nulla di straordinario o di imprevisto per chi ha seguito l’evoluzione del mercato degli eBook perlomeno dal 2009.

“We’ve reached a tipping point with the new price of Kindle–the growth rate of Kindle device unit sales has tripled since we lowered the price from $259 to $189. In addition, even while our hardcover sales continue to grow, the Kindle format has now overtaken the hardcover format. Amazon.com customers now purchase more Kindle books than hardcover books.”
(Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon.com)

Da quando hanno abbassato il prezzo a 189$, le vendite del Kindle sono triplicate. Ecco la differenza tra un prezzo vecchio stile (259$) e un prezzo più moderno (189$) adatto a competere davvero con l’iPad. Milioni di iPad venduti eppure c’è ancora posto per triplicare le vendite degli eReader veri e propri, molto più adatti del “grosso” tablet per chi vuole principalmente leggere narrativa… ma su questo tornerò dopo.

Kindle offers the largest selection of the most popular books people want to read. The U.S. Kindle Store now has more than 630,000 books, including New Releases and 106 of 110 New York Times Best Sellers. Over 510,000 of these books are $9.99 or less, including 75 New York Times Best Sellers. Over 1.8 million free, out-of-copyright, pre-1923 books are also available to read on Kindle.

Recent milestones for Kindle books include:

* Over the past three months, for every 100 hardcover books Amazon.com has sold, it has sold 143 Kindle books. Over the past month, for every 100 hardcover books Amazon.com has sold, it has sold 180 Kindle books. This is across Amazon.com’s entire U.S. book business and includes sales of hardcover books where there is no Kindle edition. Free Kindle books are excluded and if included would make the number even higher.
* Amazon sold more than 3x as many Kindle books in the first half of 2010 as in the first half of 2009.
* The Association of American Publishers’ latest data reports that e-book sales grew 163 percent in the month of May and 207 percent year-to-date through May. Kindle book sales in May and year-to-date through May exceeded those growth rates.
* On July 6, Hachette announced that James Patterson had sold 1.14 million e-books to date. Of those, 867,881 were Kindle books.
* Five authors–Charlaine Harris, Stieg Larsson, Stephenie Meyer, James Patterson, and Nora Roberts–have each sold more than 500,000 Kindle books.

Il Kindle ha venduto nell’ultimo mese 180 eBook ogni 100 libri in hardcover, ovvero edizioni a copertina rigida. E 143 eBook ogni 100 hardcover considerando gli ultimi tre mesi. Il classico sapientino della domenica potrebbe venire a dire che allora i copertina rigida, con una simile concorrenza, devono aver perso mercato! No, sei fuori di testa? Su Amazon i libri a copertina rigida hanno le vendite in crescita!
Questo è il vero dato straordinario: le edizioni costose, quelle che permettono di coprire tutti i costi del libro (perché il loro prezzo è MOLTO più alto delle edizioni economiche, anche se i costi fisici sono solo poco superiori) non legati tanto alla sua “fisicità” quanto alla sua trasformazione da manoscritto a libro pubblicabile (editing ecc…), non sono state danneggiate.

Non stappate lo champagne spumante!
Non stiamo infatti parlando di 1,8 ebook di uno specifico libro per ogni hardcover venduto di quello stesso specifico libro (per ora il record mi risulta sia ancora il 29,3% di vendite complessive in eBook di The Girl Who Kicked the Hornet’s Nest di Steig LarssonNota). Se avete capito così, siete fuori strada. Chiariamo un po’ di cose: non è un vittoria di “formato” grugno-contro-grugno, bensì una vittoria del concetto stesso di LETTURA. Ok, è anche una vittoria del formato digitale in sé, ma non è questo l’elemento veramente interessante.

Tra pochi anni si compreranno comodi eBook invece di pesanti romanzi cartacei,
così le ragazze potranno tenere qualcosa di meglio in borsa al posto della carta!

Quei 180 eBook ogni 100 hardcover dell’ultimo mese riguardano tutti gli eBook a pagamento su Amazon, non solo i corrispettivi eBook dei vari libri cartacei. Un vero paragone carta-eBook andrebbe fatto usando i dati complessivi del cartaceo, paperback inclusi. Se Amazon non cita gli economici significa che la mole enorme di paperback, ben più di quanti siano gli hardcover, non permette lo scavalcamento del digitale sulla carta. Nascondere quel dettaglio favorisce le possibilità di rimbalzo mediatico, in particolare tra chi confonde un po’ le cose e finisce per riportare un irreale sorpassa dell’eBook sulla carta. Astuti bastardi: mi piace come ragionano. ^_^

La notizia rimane eccellente, ma NON, NON, NON e ancora NON parliamo di un superamento degli eBook sulla carta, per favore. Piedi per terra e sguardo dritto in avanti, niente fantasticherie balorde (tanto ci arriveremo tra non molto, portate pazienza… e magari con un paio di anni di sovrappiù per l’Italia, perché partiamo svantaggiati e disorganizzati ^_^).

Perché ho detto che è un trionfo della lettura? Perché significa, dato che non stanno rosicchiando quote significative al mercato cartaceo, che il mercato editoriale complessivo, e la voglia di leggere, sta CRESCENDO grazie al calo dei prezzi permesso dagli eBook. Davvero, pensateci un attimo: se il possibile numero di libri letti fosse FISSO, ovvero il settore lettura non potesse mai crescere (come pareva da quanto avveniva nel mondo della carta da anni), per ogni eBook comprato dovrebbe esserci un corrispettivo libro di carta NON comprato. Anzi, meglio: per ogni eBook letto, inclusi quelli gratis (così tanti che nemmeno vengono citati per non sfalsare il discorso), un libro cartaceo non verrebbe letto (e di solito nemmeno comprato).
Se il settore editoriale avesse perso, anche solo nei limiti di Amazon (che però, occhio, è il più grande venditore online), il 143% delle vendite numeriche degli hardcover spalmate tra hardcover e paperback, sarebbe praticamente collassato! Invece, apparentemente, sta tra il benino e il malino come al solito (basta guardare i dati della AAP per i primi mesi del 2010). L’apocalisse del cartaceo non è (ancora) giunta.

Just how many e-books sold are self-published titles? The Kindle Store is literally flooded with self-published titles and many of them sell between 99 cents and $3.99. Some self-published authors are doing very well because they’ve written a decent book or books that are priced cheaply. Cheap sells these days.
(Fonte: CNET)

A significant percentage of the eBooks Amazon offers for sale were NEVER published in hardcover format; many more are from independent publishers and authors taking advantage of the lower barriers to entry. The room to grow is exponential. Genres and niches that get limited shelf space in the brick and mortar book world are perfectly suited for the digital book world.
(Fonte: Digital Book World)

Quella che invece pare sia giunta, cosa che mi rende assieme felice e triste, è la coda lunga. La coda lunga è un concetto chiave del mondo degli eBook e non proponibile in modo efficace in quello cartaceo, a causa dei costi e di problemi logistici: tantissimi libri che vendono pochissimo e assieme valgono quanto pochissimi libri che vendono tantissimo.

Perché sono felice? Perché naturalmente la possibilità per tanti di essere letti anche senza essere pubblicati da un editore cartaceo (e con la stessa esperienza di lettura per il lettore: scritte su uno schermo per entrambi, non stampa in fogli A4 contro bel libro rilegato) aumenta le possibilità che il settore si diversifichi, diventi più vitale, permetta anche alle mini-nicchie più antieconomiche (secondo i concetti cartacei) di essere soddisfatte ecc…

Perché sono triste? No, nessuna considerazione riguardo la qualità (già ora NON c’è quindi mal che vada la situazione sarà identica a quella attuale, con in più una maggior scelta!), ma un problema più terra-terra per i miei articoli: come cavolo quantifico la diffusione degli eBook, ora? Mi state fregando il gioioso post mensile con i dati di IDPF (basati su 12-15 editori, non su centinaia di mini-editori e decine di migliaia di autori indipendenti!) se cominciate a renderli sempre meno rappresentativi dell’editoria digitale nel suo complesso… ^_^”"

Come avrete notato sono due mesi che non riporto i dati delle vendite di eBook negli USA. Ci sono buoni motivi: temo non siano più così significativi come prima. Cercherò di spiegare il problema al meglio, ma non voglio dilungarmi troppo perché non è comunque una questione particolarmente interessante. Una volta i dati IDPF/AAP erano significativi perché rappresentavano i dati “trade” per gli eBook di 12-15 editori di una certa rilevanza e il mondo degli eBook di prima era meno movimentato di quanto è ora: usando quei dati si lasciava fuori tutta una fetta di vendite degli eBook, ma si potevano fare paragoni mese per mese e considerarli come un buon indicatore della salute degli eBook negli USA.

Cosa è successo che mi fa dubitare? Alcune stranezze e qualche perplessità che non ha trovato risposta. Aprile e maggio 2010 hanno presentato dati molto alti in termini di vendite di eBook rispetto agli stessi mesi del 2009, ma inferiori rispetto ai tre mesi precedenti. Quanto inferiori non si sa, perché qui i dati vanno a cazzo di cane tra AAP e IDPF, fin dal mese di marzo. Se prendiamo il primo trimestre 2010 possiamo vedere che AAP e IDPF concordano sui valori di gennaio e febbraio (31,9 e 28,9 milioni), ma poi misteriosamente AAP segnava 28,5 milioni su marzo e IDPF (se usiamo il sistema ninja della sottrazione) invece dichiarava 30,2 milioni. Ok, normale, già in passato mi era capitato di vedere valori in AAP corretti al rialzo alcuni giorni dopo da IDPF: l’importante era usare sempre la stessa fonte, IDPF, per fare paragoni. Poi ad aprile, il grande mese dell’arrivo dell’iPad, c’è stato un dato strambo al contrario: AAP dichiara 27,4 milioni e IDPF, se ricordo bene, 26,8 milioni (erano un po’ di meno, insomma). Eh??? WTF??? C’è una bella differenza tra dichiarare una lieve flessione (da 28,5 a 27,4 milioni) e quell’aborto (da 30,2 a 26,8 milioni) dichiarato da IDPF.
Ma poi IDPF si è rimangiata la cifra minore visto che i 56,7 milioni che ha segnalato per i primi due mesi sono esattamente la somma dei 27,4 milioni di aprile e dei 29,3 milioni di maggio dichiarati da AAP. Rimangono comunque un po’ bassini rispetto a quanto si poteva sperare, soprattutto se consideriamo che doveva esserci l’effetto iPad

No, non questo: l’altro iCoso!

…ma c’era l’effetto iPad lì dentro?
Bella domanda. Non ho trovato nessuna risposta a questo dubbio e NON è un dubbio da poco. A inizio giugno Jobs ha dichiarato che iPad, con i suoi 3 milioni di pezzi venduti e i 5 milioni di eBook scaricati (sia a pagamento che gratis), aveva in mano il 22% del mercato degli eBook (USA, ovviamente). Non sono briciole! Se quel 22% è interamente o per gran parte, anche solo metà, non incluso nei dati di AAP e IDPF, questo spiegherebbe la leggera flessione al posto della crescita! D’altronde, avendo venduto così tanti iPad, non può solo aver rubato mercato ad Amazon e agli altri siti: aumentando il numero di possibili lettori, per quanto pochi di loro leggeranno davvero romanzi con iPad rispetto a un pari numero di lettori dotato di eReader vero, deve aver fatto comunque aumentare le vendite (ci tornerò dopo).

Altra possibile spiegazione può essere nel fatto che a maggio AAP abbia sentito il bisogno di dire che gli editori da cui provenivano i dati erano 13 (se ricordate IDPF segnala sempre che i dati vengono da 12-15 editori: 13 è nella metà bassa), quindi può anche darsi che sia solo un periodo sfortunato in termini di chi dichiara cosa. Non che gli eBook vadano male, eh, anzi: ma vanno meno bene di quanto è ragionevole supporre considerando che vendono sempre di più! Se stanno vendendo sempre di più, non possono mostrare una flessione! Che sia colpa dei dati di iBooks per iPad, sia per motivi di coda lunga che di eventuale tardiva dichiarazione (o non dichiarazione) a IDPF/AAP? Gli editori che già pubblicavano libri con iBooks ad aprile e maggio (secondo i primissimi dati di aprile la classifica delle maggiori vendite era dominata da Penguin, Simon & Schuster e HarperCollins) erano parte dei 13 editori citati da AAP?
Con tutte queste incertezze e con la sempre maggiore importanza della coda lunga, è sempre più difficile poter definire come “davvero rappresentativi” i dati di IDPF. E a dire che gli eBook vanno “bene” sono bravi tutti: a me piaceva poter dare un’idea chiara di quanto andassero bene e non poterlo fare mi rattrista un po’.

“Voglio i dati degli eBook completi! C’è iBooks o no?”
“Giù le mani dagli eBook, giovinastro scostumato!”

Qui sotto possiamo trovare qualche informazione più sfruttabile:

E-book sales grew 162.8 percent for the month ($29.3 million), year-to-date eBook sales are up 207.4 percent. Year-To-Date E-book sales of the 13 submitting publishers to that category currently comprise 8.48 % of the total trade books market, compared to 2.89% percent for the same period last year.
(AAP, dati di maggio)

Gli eBook di quei 13 editori nei primi cinque mesi del 2009 rappresentavano il 2,89% del mercato trade (non libri di testo), mentre nel 2010 rappresentano sullo stesso periodo ben l’8,48%. A fine 2009 quel 2,89% si era gonfiato sempre di più, arrivando a diventare un 3,31%. A quanto arriverà questo 8,48%? Rimarrà stabile, qualsiasi sia il motivo (anche non collegato alle reali vendite, come si diceva prima) che lo manterrà tale? O crescerà fino al 10% e oltre?

Ah, giusto, ora che abbiamo questo dato dell’8,48%, riprendiamo in mano i dati di Amazon per mostrare, con un paio di conti, come il mercato digitale non si sia limitato a rosicchiare quote al cartaceo, ma abbia prima di tutto creato nuovo mercato stimolando così la lettura e la diffusione del libro. Sappiamo che, prima dell’arrivo di iPad, Amazon controllava il 90% delle vendite di eBook in USA. Sappiamo anche che iBooks ha conquistato il 22% delle vendite in eBook. Possiamo desumere che ora Amazon controlli il 90% del 78% del mercato (100-22), ovvero il 70% (i guadagni sono aumentati lo stesso perché, pur avendo perso un po’ di importanza “relativa”, il mercato digitale complessivo è molto cresciuto tra la fine del 2009 e i primi mesi del 2010… ah, come avrete notato sto escludendo dal conto Kindle for iPad perché non so come valutarlo).

Cosa accadrebbe se a ogni eBook venduto corrispondesse un libro cartaceo non venduto, ovvero se il mercato librario NON venisse ampliato dagli eBook, ma solo trasformato conservando il volume di vendite da cartaceo a digitale? Amazon controllando il 70% di un mercato trade che vale l’8,48%, sarebbe responsabile di un CROLLO delle vendite trade di quasi il 6% (se poi consideriamo tutti, e non solo Amazon, un crollo delle vendite cartacee esattamente del 8,48%, 3 volte superiore allo stesso periodo del 2009). Ma un simile crollo tra hardcover e paperback nel settore trade (prendiamo ad esempio quello per adulti), coperto da questi dati, è avvenuto? Dai dati di AAP, si direbbe di no: ci sono i soliti alti e bassi, ma nell’insieme le cose paiono andare bene, meglio dell’anno scorso. Nessuno ha urlato “ci stanno scannando come vitelli”, nessuno ha gridato all’allarme per il tracollo del settore librario (non più dei soliti piagnistei tradizionali), anzi c’è un generale ottimismo verso il futuro digitale per guadagnare ben più di ora (ovvero AUMENTARE il mercato).
Non essendoci stato un crollo ne consegue che allora gli eBook non hanno prelevato quote di mercato al cartaceo, ma hanno invece ampliato il mercato librario complessivo. Quod erat demonstrandum.

Pensateci: si legge così poco nel vecchio sistema cartaceo -sono decenni che si lamentano tutti piangendo come puttane- che la possibilità di crescita è enorme SE si ottiene la giusta combinazione di bassi prezzi e alta offerta. Perfino Ferrari, il vecchio capoccia della sezione libri Mondadori, aveva spiegato che il prezzo dei libri attuali, seppur non particolarmente alto rispetto ad altri intrattenimenti (cinema, palestra, tennis, motociclismo ecc…), induce a non acquistare per timore di sprecar soldi su un brutto libro -e i libri brutti sono quasi la regola-… oltre al problema di chi legge così tanto che non può permettersi di comprare tutti i libri che vuole leggere ai prezzi attuali, come la pensionata che legge 150-200 libri l’anno però a causa del prezzo assurdo ne compra solo 10 e gli altri li prende in biblioteca (il caso era riportato nel programma radio Fahrenheit che potete ascoltare al link precedente).

Che poi, in assoluto, il costo di un libro sia un ostacolo alla sua diffusione, è assolutamente vero. La ragione per la quale il costo del libro è un ostacolo alla sua diffusione, non è il costo in sé perché il costo in sé non è elevatissimo [...] ma il problema del libro è che sembra che costi molto perché l’acquisto non è affatto sicuro, nel senso che quando io compro un libro non so prima se mi piacerà o non mi piacerà, mentre quando compro quasi tutto il resto so già prima se mi piace o se non mi piace, perché lo vedo, perché lo tocco, perché lo sento, ma invece nel libro no.
(Gian Arturo Ferrari, Direttore Generale della Divisione Libri del Gruppo Mondadori dal 1997al 2009)

Come dimostrato da Konrath, che ora guadagna oltre 10.000 dollari al mese vendendo eBook (a 2,99$ invece di 1,99$ perché così ottiene il 70% del prezzo da Amazon invece del 35%), mentre prima era uno che campava a malapena con la vendita cartacea, appena i prezzi scendono la gente compra di più. Se scendono sotto 3$ scatta l’acquisto impulsivo e la barriera psicologica del prezzo (20-30$ per un libro? E se poi non mi piace?) crolla. Con il cartaceo non si poteva fare, ma con il digitale sì! Si sconfigge il grande male e il grande blocco anti-acquisto denunciato dallo stesso Gian Arturo Ferrari!

L’eBook quindi sappiamo che farà due cose: rosicchiare con la sua comodità ed economicità quote di mercato ai libri già esistenti in cartaceo e in più (come penso sia ormai chiaro e come sta avvenendo ora, agli inizi del suo “boom”) aprire nuove possibilità artistiche ed economiche con un ampliamento ulteriore del mercato impossibile nel precedente sistema cartaceo-librario (le nicchie troppo piccole per le attuali librerie non hanno alcuno spazio, tanto da rendere la Bizarro Fiction una anomalia che esiste solo grazie alla passione della casa editrice… e ci sono nicchie ancora più piccole! Racconti steampunk erotici con le fatine? Dinosauri gay? Tutto quello che potete immaginare!), oltre alla questione della coda lunga vera e propria formata da 1-2 acquisti per ebook su una mole enorme di titoli.

Quando inizierà a rosicchiare quote ai libri, quanto dovrà colpirli prima di metterli in seria difficoltà come prodotto? Tempo fa avevo letto una ricerca dedicata ai libri di testo negli USA, cose che vendono parecchio di più del tipico romanzetto da 5-10mila copie di tiratura con il 40% di resi, e dicevano che col 13% delle vendite in digitale il modello cartaceo inizia a soffrire molto, mentre al 20% schiatta perché diventa antieconomico.

Once digital textbook sales reach 13%, however, the finance model breaks down significantly as digital textbooks are no longer incremental and, instead, actually begin to pirate print sales deeply (6.5% decrease in revenue on the average title). When digital textbooks sales reach 20% of new textbook sales, based on current production and revenue models, textbook publishers will see a 10% decrease in revenues and a 13% decrease in project margin. At this point, publishers will have little choice but to change product, production and distribution strategies in favor of digital versus print.
(Fonte: Digital Textbook Sales in U.S. Higher Education – A Five-Year Projection)

E se parliamo più in generale, non so, di narrativa ad esempio? Quella roba che già ora a malapena sopravvive e spesso va in passivo, tranne i libri che ricevono le risorse disponibili perché devono vendere (e se devi vendere vendi, pochi cazzi), tipo Licia Troisi e i bestseller pianificati a tavolino?
Non so, ma immagino cifre più basse. Qui mi viene in aiuto Stefano Mauri, belluomo e presidente del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, che pare abbia detto…

Una quota del 10% di digitale manda in crisi il libro di carta, a causa dei costi fissi di quest’ultimo.
(Frase presa da qui, che riporta un tweet di Marco Ferrari)

L’Italia parte ora, praticamente da zero: quanto impiegherà ad arrivare al 10% del settore trade? Qui, commentando Edigita con una certa dose di pessimismo, avevo riportato le previsioni apparse su Tom’s Hardware:

Per il 2010 in USA ci si aspetta un bel 8-9% in eBook per i trade book e quindi è facile che il 15-20% più che nel 2015 lo si raggiunga nel 2012. Sarebbe interessate scoprire se le stesse percentuali italiane devono essere riconsiderate se si ignorano i libri scolastici, di cui non mi frega nulla, e se magari si possa arrivare a quel 4-5% minimo non nel 2015, ma già nel 2012-2013.

E magari un 10% e oltre già nel 2015?
Ma la velocità del cambiamento non dipende solo dalla tecnologia, ma anche dagli editori che possono difendere i vecchi prodotti e rallentare il progresso… ma non possono farlo in modo eccessivo perché potrebbero essere travolti e sostituiti da nuovi editori (o perlomeno forzati dalla concorrenza a mutare un po’ atteggiamento, quanto basta per difendere la carta senza perdere troppi soldi guadagnabili dagli eBook).
Gli editori difenderanno la carta e la proteggeranno dal Satana Ebuch? Ovvio che sì, lo diceva anche Carlo Feltrinelli…

Certo, il libro cartaceo continuerà a essere la priorità. «Naturalmente tutti gli editori hanno interesse a difenderlo — spiega Carlo Feltrinelli —. Ma questa è un’iniziativa moderna e un segnale di grandematurazione di un pezzo importante di editoria italiana. È un progetto lungimirante, aperto a tutti. Non è una setta chiusa»
(Il Corriere della Sera)

…ma l’importante (per loro) è che alla fine si adeguino per sopravvivere.
La cosa più importante per i lettori invece sarà l’arrivo di tante nuove piccole realtà editoriali, anche autoprodotte sul modello di Konrath. Tanta offerta e basso prezzo, un po’ come avere una cesta di Urania nuovi accessibile tutti i giorni (sì, ho scelto l’esempio degli Urania anche per la cattiva qualità media che necessita di “indirizzamenti” da chi ha già letto per non beccare le peggiori ciofeche… ^_^ e comunque anche il peggiore Urania è meglio del fantasy italiano che stanno pubblicando ora quindi zitti e non vi lamentate! Peggio di così, con Arsalon, Lenth e compagnia bella, non sarà mai!).

Rizzate le orecchie: il 10% basterà per dare il gran colpo di acceleratore al settore.
E chi non evolve il proprio business finirà come un coniglio sotto un’automobile!

Torniamo all’iPad, giusto una piccola incursione per chiarire cosa penso davvero.
Sono convinto che iPad abbia fatto bene al settore degli eBook e vorrei poter dire “quanto” (un pochino per lo meno sì). Se ricordate le mie critiche contro iPad, che poi non erano solo mie, ma di un sacco di gente e si basavano su fatti oggettivi che avevano lasciato perplesse anche parecchie Apple Fangirl, erano legate alla campagna mediatica per presentarlo come lettore di eBook quando al più quello può essere un ruolo secondario per questioni di portabilità (come mi raccontava Zweilawyer, provate a leggere in una metropolitana affollata con l’Opus da 5 pollici oppure con l’iPad molto più grosso: col primo leggi anche nella calca, mentre col secondo bisogna trovare un posto a sedere, usare due mani e… sopportare i vicini che leggono con te!), batteria, emissione di luce, sistema troppo chiuso, costo troppo alto, problemi con intensa luce ambientale e… ipocrisia.
Come ci aveva ricordato anche Antonio Tombolini, Jobs prima di uscirsene fuori a fare il profeta/salvatore dell’eBook era stato uno dei suoi NEMICI: lo considerava un prodotto morto e gli eReader una cosa senza futuro, perché NESSUNO leggeva più libri né li avrebbe letti in futuro. LOL!

“It doesn’t matter how good or bad the product is, the fact is that people don’t read anymore. Forty percent of the people in the U.S. read one book or less last year. The whole conception is flawed at the top because people don’t read anymore.”
(Steve Jobs, gennaio 2008, mentre spiegava perché il Kindle sarebbe stato un fallimento)

Se invece leggete un mio precedente post, in cui riassumevo varie idee già esposte da me altrove, vedrete che “iPad” (e il futuro iPad più piccolo e tutti i prodotti da tenere in mano e con uno schermo per leggere, possibilmente ibrido attivo-passivo), è proprio dal punto di visto concettuale uno dei prodotti che speravo si diffondesse:

gli eBook serviranno a ben poco se il pubblico non inizierà a disporre di più strumenti per leggerli. Io non compravo eBook prima di avere il Cybook Gen3 perché sapevo che molto difficilmente li avrei letti al PC o stampati su carta (e non ho un iPhone, una PSP o un Nintendo DS).
Serve che la gente possa leggere eBook il più comodamente possibile se si vuole sperare che li compri e questo, come molti esperti sostengono, significa che non solo i lettori dovranno costare meno, ma che dovranno anche fare “altro” oltre che leggere eBook. [Altrimenti nessuno li comprerà visto che la lettura interessa a pochi, come spiegavo: questo non toglie che i lettori dedicati potranno continuare ad avere spazio]
[...]
[Qui in mezzo c'era il caso ideale del tipico lettore da un libro l'anno che non comprerà mai l'eBook se non dispone di un lettore "da tenere in mano" che usa già per altri motivi, come un netbook o un tablet, e di certo non comprerà un lettore di eBook dedicato da 90+ euro per leggere un singolo libro!]
[...]
Ma simile netbook ebook reader sono una soluzione verosimile?
Magari con doppio schermo e che si richiudono come dei libri veri?
Secondo alcuni esperti sì, sono la via da seguire per rendere mainstream l’ebook.

Non è stato il costoso, nonché privo di marchio famoso (avevo citato il fattore Cool e nulla è più Cool della Mela Smozzicata), enTourage eDGe ad aprire l’eBook al grande pubblico (né mi aspettavo che lo facesse: lo vedevo solo come un primo passo verso il modello dualbook che tanto amo), bensì iPad a cui seguiranno i suoi successori sia Apple che di altre marche. Io continuo a preferire il design a doppia pagina (come due tablet congiunti), magari con due schermi ibridi, perché poterlo chiudere mi dà una sensazione di protezione dei vetri… ma questa è solo una questione di gusto e l’aumento dei costi necessari immagino che non li renderà mai molto appetibili. Amen.

Come vedete il tablet della Apple non è qualcosa a cui sono contrario per principio, anzi, per la massa dei possibili utenti che NON leggono più di un libro l’anno può essere la soluzione ideale, fino a quando i prezzi degli eReader non diventeranno estremamente bassi (49 euro). E questi tablet prima o poi potrebbero aver schermi OLED o ibridi di altro tipo, diventando sempre migliori nel ruolo secondario di dispositivo di lettura.
Quindi no, non odio l’iPad (e i prodotti simili futuri) e sono fiducioso che farà del bene alle masse dei lettori deboli, magari rendendoli anche lettori un pochettino più forti. Odio solo il marketing Apple, i prezzi sempre troppo alti e i guru mongoli (cit. Zweilawyer) come Jobs che un giorno dicono una cazzata e tutti lo acclamano e il giorno dopo dicono l’opposto e tutti lo acclamano di nuovo. Sigh.

In Giappone il bisogno di leggere unito alla diffusione dei cellulari con schermi adeguati alla lettura (e alla capacità di accettare qualsiasi scomodità pur di leggere durante i continui viaggi in treno/metropolitana) ha reso gli eBook, seppur principalmente “manga”, ben più diffusi da loro che negli Stati Uniti, in valore assoluto in milioni di dollari del mercato. Si può considerare una sorta di caso iPad locale, inteso come improvvisa disponibilità di mezzi per leggere che però non sono veri eReader. ^_^

Quanto valeva nel 2009 il mercato degli eBook in Giappone? 57,4 miliardi di yen (pari a 652 milioni di dollari, più del doppio di quello USA!), con una crescita di quasi il 24% rispetto al 2008. I fumetti pensati e venduti apposta per i telefoni cellulari occupavano ben l’80% del mercato eBook, dimostrando ancora una volta che la crisi delle riviste cartacee che pubblicano i fumetti a capitoli prima dell’eventuale raccolta in volumi NON è una crisi dei fumetti in sé: i manga stanno bene, sta solo cambiando il mezzo, dall’ingombrante carta (in un paese in cui ogni centimetro di spazio è prezioso) al comodo digitale!

Torniamo agli eReader.
Qualcuno, ma nessuno di quelli competenti in materia, forse non consapevole della differenza di lettura tra un LCD (per quanto bello) come l’iPad e un E Ink come Kindle, aveva profetizzato la morte degli eReader con l’arrivo del nuovo dispositivo. Ok, sono morti quelli che parevano morti in partenza a causa del prezzo, come il QUE (forse tornerà a colori nel 2011?), e sono morte le aziende che avevano sbagliato le previsioni di magazzino mentre rivendevano lettori già un po’ datati (come Foxit e Coolreaders, che vendevano lo stesso Netronix che da tempo vendeva la Booken -sanissima- e con un software un po’ inferiore) ma il Kindle e l’Opus, ovvero i lettori da romanzi veri e propri, se la stanno cavando benissimo. In particolare il Kindle.

Ora qualche dato a tema fornito da una recente (e costosa, 499$, per cui scusatemi se userò i dati pubblici ^_^”) ricerca condotta da Forrester Research.

eReaders face a formidable challenge from the rise of tablet PCs. The iPad is already desired by more people than any single eReader, something we expect to only increase with time. However, with just 3.7 million eReaders in the US market at the end of 2009, there is plenty of room for eReaders to grab the attention of the one-fifth of the US online population that reads at least two books per month. By 2015, we forecast that 29.4 million US consumers will own eReaders. We recommend that strategists planning the next wave of eReaders diversify the portfolio of eReading devices to secure their ownership of the reading experience, offering devices that range from stripped-down $49 pocket readers to full-color touch readers that erase the gap between today’s eReaders and tablet PCs.

Altre informazioni sulla ricerca di Forrester Research si possono ottenere in questo articolo, a cura dello stesso James McQuivey che ha firmato la ricerca da 499$ a copia (se siete nel settore magari investite due soldi per comprarla, io proprio non posso permettermela! Ad avere i soldi da spendere così facilmente mi comprava tuta la serie di ricerche balistiche sulle corazzature in alluminio e sulla penetrazione delle punte da sfondamento su cui sbavavo un anno fa!).

That’s right, despite that iPad upstart, the Kindle is still flying off the shelves, selling more units each month than the month before it all through Q2, when the iPad challenger was supposedly pummeling it. And it’s dominating the e-Book business as well, selling as much as eight in ten of the e-Books of major bestsellers, seeing its e-Book sales rate triple over last year.
[...]
Yep, business seems to be going just fine for Amazon. How can this be? It’s very simple. Amazon has only barely begun to penetrate the one-fifth of online adults that read more than two books a month. These people love books enough to want a device optimized to provide the ideal digital reading experience, including finding, buying, carrying, and reading books. That device is the Kindle. And at a newly slimmed-down $189, the Kindle is killer affordable.
[...]
more people want to buy an e-Reader of any kind than want to buy an iPad this year though the iPad has more likely buyers than any one single e-Reader. However, by the time we enter 2012, tablet PCs like the iPad will surpass e-Readers. At that point, a healthy 15.5 million adults in the US will own an e-Reader. And the number will continue to climb, though slowly compared to tablet PC growth. By 2015, we see the e-Reader market starting to cap at just under 30 million U.S. adults. That’s nearly all the people who read 2+ books a month.

At that point, many bargain e-Readers will cost just $49 and some of the best will cost only $99—a price point we believe some Amazon competitors may toy with as soon as this holiday season, especially for bare bones models like the Sony Pocket Reader. One reason that prices will be so low is that by 2015, tablet PCs will compete more directly with high-end e-Readers—they’ll have reflective displays capable of color at very low power consumption rates. This will make the distinction between high-end e-Readers and low-end tablets nonexistent.

Il Kindle vende e vende sempre di più. Gli americani che leggono parecchio vogliono eReader dedicati e nel giro di breve tempo, a causa della salutare competizione tra Tablet come iPad e gli eReader di alto livello, usciranno anche lettori di ebook “base” da 99 dollari (forse già a fine anno, cosa estremamente ottimista considerando che la stessa PVI non lo pensava possibile fino a pochi mesi fa) e prima o poi perfino da 49$.

Per la massa dei clienti che leggono molto poco, ma fanno da base di pubblico per il lancio di tanti megaseller, i tablet possono fornire (come dicevo prima) un sufficiente strumento di lettura degli eBook fino a quando non ci saranno lettori di costo irrisorio (49$) o addirittura anche dopo. I tablet non uccideranno gli eReader dedicati e non li stanno uccidendo e in più, rullo di tamburi, possono fare un gran bene al digitale rendendo a tutti possibile la lettura di quel singolo megaseller di Dan Brown (o quel che sarà) che il tipico lettore comprerà nel corso dell’anno! Sono informazioni splendide, direi! ^__^

Ah, per chi vuole ipotizzare quanti Kindle ci siano negli USA, ecco un possibile metodo: sappiamo che a fine 2009 c’erano 3,7 milioni di eReader negli USA (citato sopra) e sappiamo che 2/3 degli eReader negli USA sono Kindle (informazione uscita più di una volta dai sondaggi). Sarà una stima a cazzo di cane, ma direi che a fine 2009 negli USA c’erano circa due milioni e mezzo di Kindle. E ora vendono a ritmo triplo. Altro che l’hitleriana balla sull’automobile per ogni famiglia tedesca, qui a breve annegheranno nei Kindle… ^_^”"

Tutti vogliono gli eReader! Starà per chiederne uno alla padroncina?
No, non ditemi che vuole un iPad…

E per concludere, l’Italia.
No, niente profezie e altre balle. Niente invocazioni a tenere bassi i prezzi o quel che vi pare. Non ne ho voglia e non è l’articolo giusto per dire queste cose. E comunque sono fiducioso che qualcuno lassù (non sulle nuvolette, intendo al comando di Grandi Case Editrici) già abbia ascoltato e valutato con cognizione di causa quanto nei mesi scorsi rimbalzava sui gianarturoferriariani muri di gomma. Mi è tornata un minimo di fiducia nell’umanità, lasciatemi navigare nelle mie illusioni.

Mi appoggio all’articolo di Antonio Tombolini per domandarmi con lui: Edigita, ma dove sei? Mondadori, sono fiducioso che stai lavorando bene alla tua “via autarchica”, ma in concreto cosa farai in autunno? Per ora ci sono stati solo annunci e gli annunci lasciano il tempo che trovano. Di Edigita invece non si sa niente, una cosa scandalosa, come è scandaloso il suo sito indecente con le scritte nere sulla pagina bianca. Viene sempre più forte il sospetto che sia una trappola per affossare il più possibile gli eBook e difendere il cartaceo, come suggeriva la frase di Carlo Feltrinelli. Roba da telefilm Boris, terza stagione (non spoilero, guardatelo).

Per ora a parte la piattaforma Stealth di Simplicissimus e la nuova BookRepublic (i cui prezzi, ma questo dipende dagli editori, non sono sempre entusiasmanti), non si è mosso ancora niente. Edigita è lì fissa, in quella condizione imbarazzante. Mondadori aveva annunciato di farsi viva in autunno, con grosse novità per Natale, quindi per ora non c’è niente (ma sono fiducioso che ora che Ferrari si è levato dalle palle finalmente qualcosa potrà muoversi nel verso giusto) e di conseguenza non si può ipotizzare l’indirizzo che prenderà la sua “via autarchica” al digitale (karkadè e cicoria tostata, come quando c’era Lui e i treni partivano in orario?). Mah…
Per questa volta basta così. Oltre 6.500 parole (di uno che grida nel deserto?).
 


Nota su Larsson: secondo questa fonte sul versante eBook le cose vanno sempre meglio per i libri del defunto autore svedese. Attualmente i suoi libri hanno venduto più di 1 milione di copie in eBook e anche i libri di James Patterson ne hanno venduto una quantità simile. Questi dati sembrano confermare la diffusione degli eBook dichiarata da Amazon (anche se nel loro modo criptico, e furbo -per non dare informazioni vitali alla concorrenza-, che evita i valori precisi).
 

Ancora sul business del proibire l’acquisto

Scritto da Il Duca Carraronan il 06 giu 2010 | Categorie: Ebook, Editoria

Proibire al cliente di acquistare un prodotto è una politica di vendita cretina.
Ne ho già parlato parecchie volte, in riferimento sia ai libri cartacei di cui non viene venduto l’eBook (io NON voglio lo stupido inutile cartceo!) che agli eBook che non vengono venduti fuori dagli USA (cos’è: fuori dagli USA c’è scritto “Hic sunt leones”?).
In quei casi facevo sempre riferimento alle mie esperienze di cliente frustrato (avrei preferito essere frustato da una mistress coi capelli rosa ^_^), ma oggi voglio segnalarvi un’esperienza identica alle mie descritta da Paul Biba, uno dei più noti articolisti di TeleRead. Come è naturale Paul Biba, essendo una persona di buon senso, la pensa come il Duca su questo business della mancata vendita. Trovate il suo articolo qui.

Michael Nahas è andato su Fictionwise per comprare due romanzi di fantascienza di Stephen Baxter (l’autore dello steampunk Anti-Ice), ma c’è stato un problema: quando è andato a pagare si è visto l’acquisto impedito perché quei due eBook possono essere venduti solo a chi vive negli USA o in Canada! Nahas vive in Australia. Tutti i libri di Baxter presenti sul sito possono essere acquistati in formato eBook solo dai residenti di quelle due nazioni.

Cosa dice Fictionwise a riguardo?

The paper book business has always had the notion of being able to sell the rights of a particular book to different publishers by geographic region. Although we would tend to agree that this notion is outdated in the world of the Internet and eBooks, the fact is those contracts are still in force.

Agli eBook vengono applicate le stesse logiche distributive che portavano a vendere i diritti di un libro in un dato paese (anche senza traduzione, solo diritto di venderlo) perché l’editore di una data nazione, come è normale, non è inserita nel tessuto distributivo e nel sistema dell’altra nazione. Il passaggio tramite l’editore locale, compensato dal pagamento dei diritti (le famose aste per accaparrarsi i titoli più succulenti), era necessario per far uscire il libro dal territorio nazionale.
Prima che Fictionwise venisse acquisita da Barnes and Noble, questo problema non c’era. Ma forse non è colpa di B&N, forse è solo un adeguamento legale che sarebbe avvenuto ugualmente.

Però voglio farvi notare una cosa: nel mondo del cartaceo si può comprare un libro in un paese straniero e farselo mandare via posta… quante volte ho comprato su Amazon libri stampati da editori degli Stati Uniti? Tante volte. E immagino che anche molti di voi lo abbiano fatto negli anni scorsi. Nel mondo degli eBook, non essendoci l’oggetto fisico stampato dall’editore di una data nazione, l’unico modo per garantire i diritti locali di vendita è quello di proibire l’acquisto ai non residenti. Non posso comprare l’eBook di Baxter, ma in cambio mi viene proposto di acquistare il cartaceo inviato via posta.
Non sembra anche a voi una colossale cretinata?

Io non mi piegherei a un simile ricatto e neanche Michael Nahas si è piegato:

I am an avid ebook reader. I do not remember the last time I bought a paper book. I refuse to be coerced into buying one now by these types of legal restrictions. So I have decided that I will NOT buy paper versions of Baxter’s books.

Anche io per principio ormai compro libri di carta solo se strettamente necessario. E così Nahas. E così molti altri, a mano a mano che la consapevolezza della comodità degli eBook e la diffusione degli eBook Reader diverranno evidenti a sempre più persone.
La mia abitazione non è una villa di mille metri quadri e la mia cantina scoppia di scatoloni di libri: il poco posto per la carta è riservato alle opere introvabili in eBook e di cui non posso fare a meno. Il tipico romanzo è qualcosa di cui posso fare a meno.
E ciò che non potrò avere PAGANDO legalmente, qualcuno me lo offrirà GRATIS illegalmente.

Di conseguenza cosa hanno ottenuto con quel divieto, tentando di obbligare all’acquisto del cartaceo al posto del digitale? Ce lo dice Paul:

This seems to me a classic “lose – lose” situation. The author loses money because he/she has lost a reader. The publishing company loses money for the same reason and the website has lost money and a valued customer. I, the customer, have also lost out because I am unable to enjoy reading the author of my choice in the format of my choice.

I doubt that my experience is unique. There must be many others like me amongst the tens of millions of English speaking customers outside the US and Canada.

L’ennesimo caso in cui è autoevidente il problema, è autoevidente la soluzione (spero che da ora in poi smettano di vendere i diritti di distribuzione del “libro in generale”, limitandosi a quelli del “cartaceo”) ed è autoevidente l’abbietta stupidità degli Editori, forse la categoria con meno professionalità e meno intelligenza del pianeta, ma per sapere questo non serviva l’articolo di Biba: lo vediamo da soli ogni volta che entriamo in libreria. ^_^
 

USA: vendite eBook, primo trimestre 2010

Scritto da Il Duca Carraronan il 04 giu 2010 | Categorie: Ebook, Editoria

Il primo trimestre 2010 è andato bene, molto bene. Addirittura 91 milioni di dollari. Marzo (30,2 ML) non ha mostrato nessuna accelerata rispetto ai due mesi precedenti, limitandosi a fare un po’ meglio di quanto aveva fatto febbraio (28,9 ML), che era in calo dopo il super balzo di gennaio (31,9 ML). Questa volta IDPF ha impiegato più tempo del solito a pubblicare i dati, integrando i propri con quelli di AAP (Association of American Publishers) che invece erano già stati pubblicati un paio di settimane fa.
Non avevo riportato i dati AAP da soli perché essendo meno completi non avrebbero permesso il solito paragone coi vecchi dati di IDPF.

Come speravo la soglia dei 90 milioni è stata superata e come sospettavo marzo 2010 non ha avuto su gennaio 2010 la stessa brusca accelerata che aveva avuto marzo 2009 su gennaio 2009: il balzo di gennaio 2010 era stato semplicemente TROPPO grande. Anche se marzo non mi interessava granché (il mese interessante sarà aprile, per via dell’iPad), si è comunque guadagnato il posto di secondo mese migliore di sempre.

Ricordo come sempre che i dati sono parziali (solo 12-15 editori), sono cifre all’ingrosso (quelle reali al dettaglio sono circa il doppio), comprendono solo i trade ebook (niente libri scolastici) e bla bla bla… trovate tutte queste avvertenze nella pagina di IDPF.

Cliccare per ingrandire un po’

Q1 2010 rispetto a Q4 2009: +62,79%
Q1 2010 rispetto a Q1 2009: +252,71%

Basta osservare il grafico per vedere che la crescita del primo trimestre 2010 sul quarto trimestre 2009 è stata molto più rapida di quella avvenuta trimestre dopo trimestre nel 2009 (Q2 09 su Q1 09: +45,73%; Q3 09 su Q2 09: +23,67%; Q4 09 su Q3 09: +20,21%).
Perfino più forte del miracoloso +52,66% del Q1 2009 sul Q4 2008.
Se osservando gli aumenti sempre più ridotti nel 2009 avevate cominciato a scommettere, con scarso spirito economico e una logica traballante, sul rallentamento della corsa degli eBook, mi spiace deludervi: con un +62,79% il primo trimestre 2009 è stato quello con la più rapida crescita mai vista sul trimestre precedente. Ha rallentato un po’ “internamente”, ma ha dimostrato che le cifre del 2009 erano ancora poca roba. E accelererà ancora, magari in estate, sicuramente a Natale (non credo avremo una crescita zero fissa sulle cifre del Q1 2010).

Ma se anche i prossimi tre trimestri registrassero una improbabile crescita zero (il periodo Natalizio sono sicuro che anche nelle più pessimistiche previsioni NON possa segnarla), l’anno si chiuderebbe comunque a 364 milioni di dollari. Possibile? Non credo. Se invece il 2010 proseguisse la crescita con lo stesso ritmo del 2009, arriverebbe a 584 milioni di dollari (oltre il 11% del mercato trade book e circa il 5% del mercato totale). Probabile? Oddio, sarebbe una cifra ENORME, quasi incredibile da conseguire quest’anno! Magari una vita di mezzo. Chissà. Non resta che aspettare e vedere: con così tanti mesi di mezzo (e senza pendolino) non faccio previsioni. Andrà BENE, nel complesso, ma QUANTO BENE lo sanno solo i coniglietti e Jesus Onofago. ^_^

I conigli: loro lo sanno. E verranno a morderti i piedi di notte.

Ma le prospettive sono davvero così rosee?
Non c’è motivo di non pensarlo, ma per i maniaci delle Auctoritas che hanno bisogno che l’idea sia “Firmata da Versace” oppure la snobbano (anche se in questo caso parecchio di parte e non so quanto affidabile), riporto quanto detto da Steve Haber (qui l’intero articolo del Telegraph), responsabile della Sony per l’ambito eReader/eBook:

within five years there will be more digital content sold than physical content

Ringrazio Charblaze per la segnalazione di ieri: questo me lo ero perso.
Come vedete Haber, parlando in generale di editoria (quindi giornali, riviste, fumetti, libri), si aspetta che le vendite del digitale superino quelle della carta entro cinque anni. Niente male. Una previsione in linea con quella di Konrath, ma ancora più ottimista.

Passiamo allora a qualche dato Reale, lasciando perdere le previsioni di chi lavora nel settore e vuole trasmettere ottimismo a tutti i costi. Ci vorrebbe un caso davvero “commerciale”, tipo un instant bestseller di quelli che fanno la gioia degli editori.
Bingo, ne ho uno!

Sapete quante copie ha venduto The Girl Who Kicked the Hornet’s Nest di Steig Larsson, edizione USA di maggio 2010, nella prima settimana? 425mila. E quante erano eBook? 125mila.
Lo dice Paul Bogaards, portavoce di Knopf Doubleday.
Il 29,4% delle copie vendute è stata sotto forma di eBook.
Il miglior risultato mai ottenuto da un bestseller (The Lost Symbol di Dan Brown nel 2009 ha venduto meno del 10% delle copie in eBook). Mi pare un segnale piuttosto chiaro, no?

Per oggi basta così: non vorremmo far piangere i Dinosauri del Cartaceo, vero? ^_^

Dimenticavo Telecom con l’Olipad

Scritto da Il Duca Carraronan il 17 mag 2010 | Categorie: Ebook

Mi dimenticavo di Telecom con l’Olipad. L’entusiasmo (-_-) per l’eccellente negozio di eBook IBS mi ha fatto scordare che dovevo quanto meno segnalare anche le ultime novità Telecom di cui si era accennato a marzo. Provvedo ora e, dato che non sono potuto andare alla Fiera del Libro, invito chi è stato allo stand Telecom a correggere i dettagli presi dalle fonti online che ho riportato e a integrarli con informazioni ulteriori.

Telecom ha annunciato un eBook Store che verrà testato nei prossimi mesi e permetterà l’acquisto di eBook sia sugli eReader che sul PC. A differenza di EDIGITA, che nasce come piattaforma di distribuzione con cui fornire eBook ai negozi online, l’eBook Store Telecom sarà un vero e proprio negozio di eBook. Un po’ come IBS o Amazon, insomma. Meglio di IBS, si spera (ma non ci conto molto). ^_^”

Telecom, come sottolinea Gianni Guglielmi in questo video (3:25-3:46), vuole dare una soluzione completa (lettore, negozio, sistema di pagamento) in modo che l’editore si preoccupi solo del libro da vendere e non dell’intorno. Mi aspetto in futuro i pacchetti Telecom tutto incluso telefonia più internet più ereader.

Secondo alcune fonti, tra cui Il Sole 24 Ore, Telecom userà il modello agenzia già proposto con forza mesi fa da Apple: 70% del prezzo di copertina all’editore, 30% al negozio Telecom. La novità più interessante, trattandosi di un gestore telefonico, è la possibilità di pagare gli eBook addebitandone il valore su una SIM Telecom. Mi pare un buon sistema di pagamento alternativo alla carta di credito: e comunque meglio una opzione di pagamento in più che una in meno, come sperimentato con l’impossibilità a usare Paypal nell’appena nato negozio eBook di IBS.

I formati venduti saranno ePub e PDF… entrambi con DRM perché due cucchiai di merda rendono più saporita ogni ricetta, come già ricordato nel precedente articolo. Fastidioso il riferimento al dover installare un programmino apposito sul computer per comprare i libri dal negozio Telecom quando non si usa direttamente l’eReader (un po’ come avviene con Kindle for PC), ma con la merda DRM c’è poco da fare. Spero che almeno sia un programma decente.

La nuova piattaforma permetterà di ospitare – in formato ePub e PDF – gli e-book che saranno protetti da un sistema Digital Rights Management (DRM), dando così agli editori la diretta gestione e amministrazione dei diritti digitali relativi ai titoli pubblicati.

I libri elettronici potranno essere acquistati e visualizzati sui diversi modelli di e-reader, o Personal Computer, grazie ad un’applicazione software preinstallata o che potrà essere scaricata gratuitamente dall’e-book store di Telecom Italia.

Il cliente della library digitale, previa iscrizione al portale, avrà la possibilità di accedere all’area personale e gestire i titoli da lui acquistati, consultabili in qualsiasi momento sia dal device che da PC. Inoltre per l’acquisto degli e-book si potrà scegliere tra diverse modalità di pagamento, ad esempio con carta di credito oppure con addebito su SIM Card TIM ricaricabile.

Mi viene il dubbio, leggendo il pezzo, che il negozio Telecom possa vendere solo ai dispositivi Telecom abilitati. Soluzione completa “lettore più negozio” acquista un significato più chiaro così… vedremo a fine anno, quando uscirà tutto, cosa accadrà.

Oltre al tablet Olipad Telecom fornirà col suo marchio due lettori di eBook Samsung e Promelit che avranno schermi da 6 pollici E Ink (o così dicono, ma spesso ho visto usare a cazzo e-Ink E-Ink E Ink ecc… come sinonimo di ePaper quindi può essere pure che siano gli altrettanto validi schermi SiPix Microcup).

Passando all’Olipad (non Loli Pad, anche se le confezioni di assorbenti moe per le loli sarebbero davvero kawaii), raschio qualche dettaglio da Hardware Upgrade:

Si chiama Olipad 70 ed è stato mostrato da Olivetti in occasione del Salone del Libro di Torino. Si tratta di un dispositivo con pannello multi-touch da 7 pollici diagonale su cui è presente una piattaforma Nvidia Tegra 250. Sono ancora molto pochi i dettagli relativi al prodotto, infatti l’Olipad avvistato al Salone del Libro è ancora in forma di prototipo e solo tra alcuni mesi sarà commercializzato.

Olipad 70 è basato su sistema operativo Google Android e TLab – gruppo Telecom – ha sviluppato un apposito client per il collegamento all’eBook Store che Telecom nei prossimi mesi metterà online. Olipad 70 è però molto più che un semplice eBook Reader, infatti la piattaforma Tegra 2 offre ampie possibilità anche sul piano multimediale per la visualizzazione di contenuti HD.

Il prodotto di Olivetti mette a disposizione una connessione HDMI per l’utilizzo di un display esterno, è dotato di slot per scheda micro SD, di porta USB e integra un sensore accelerometrico. Le dimensioni complesside dovrebbero essere pari a 208×122×13.95 mm con batteria a due celle da 3120mAh. Molte delle informazioni relative al prodotto sono state raccolte direttamente al Salone del Libro di Torino e confrontando Olipad 70 con altre soluzioni identiche nel form factor da disponibili sul mercato.

e aggiungo un video apparso sulla pagina facebook di nVidia Italia:

Sottolineo “Olipad 70 è però molto più che un semplice eBook Reader”, che è roba da fucilazione: con lo schermo LCD attivo altamente riflettente non è affatto un eBook Reader, ma un normale tablet o netbook senza tastiera, come preferite chiamarlo. Un concorrente dell’iPad, altra ciofeca poco adatta alla lettura (farsi sconfiggere così dal JetBook è una vergogna), non degli eBook Reader.
Guardate il video: i due tizi si specchiano nell’Olipad.

Se lo scopo del Loli-Pad è infilarlo sotto la gonna delle Loli per vedere le mutandine, ok, ma se lo scopo è leggere gli eBook allora non ci siamo ancora. Di positivo c’è la porta USB e quella SD, irragionevolmente assenti nell’assorbente Apple che Jobs ha infilato nelle mutandine delle sue FanGirl con gli occhi luccicanti di gioia.

Per finire qualche dato sull’editoria digitale già ascoltato nel servizio di RAI Neapolis linkato prima e riportato anche da Tom’s Hardware:

I dati dell’ufficio studi AIE sulle pubblicazioni e-book sono confortanti. Entro la fine dell’anno sarà disponibile in digitale l’1,5% dell’intero catalogo e l’8-9% delle novità. Non a caso Internet Bookshop, la più grande libreria online Italiana ha confermato che entro giugno popolerà il suo canale specifico di oltre 2mila titoli – a dicembre saranno 10mila.

La quantità di titoli in commercio è necessaria, anche se non sufficiente, per la diffusione dei lettori di eBook: arrivare a 10mila su IBS entro la fine dell’anno è una cosa ottima. Un 8-9% di novità, sempre sperando che non ci siano ridicole finestre temporali tra hardcover ed ebook, è una buona cosa.

IBS ora vende eBook, ma non a me

Scritto da Il Duca Carraronan il 14 mag 2010 | Categorie: Ebook

Con l’apertura del Salone del Libro di Torino, IBS ha annunciato di aver iniziato a vendere eBook. Era l’occasione giusta per dirlo e infatti ero quasi sicuro che l’avrebbero detto. Già Edigita aveva fatto la sua apparizione e IBS doveva cavalcare il doppio momento (Torino + Edigita = copertura mediatica massima) per lanciarsi, anche se questo ha voluto dire cominciare a vendere gli eBook senza vendere gli eReader.

Per ora sono in vendita 373 titoli di 14 editori, ma per gli eReader bisognerà aspettare ancora un po’ a quanto dice la Guida all’uso:

Download diretto su lettori eBooks portatili
Entro giugno 2010 saranno disponibili lettori portatili di eBooks in grado di effettuare direttamente il download degli eBooks dal sito IBS.

I prezzi variano. I manuali di Bruno Editore come al solito sono sui 30-40 euro, ma molti libri datati, le cui edizioni cartacee hanno già ripagato ogni costo molto tempo fa (e senza royalties all’autore), si trovano a 2,90 euro. Non tutti però: se Il giornalino di Gian Burrasca, con tanto di copertina verde dell’edizione che avevo io, viene 2,90 euro va però detto che l’altro libro di Vamba, Ciondolino, viene 9,90 euro.
Se vi chiedete perché ho scelto questi esempi, la risposta è che sono gay e mi drogo.

Essendo scritto un po’ ovunque “eBook in formato ePub con social DRM” ho deciso di acquistarne uno per verificare che il DRM fosse solo “social” (e il tipo di social DRM), senza l’obbligo di installare programmi terzi merdosi di Adobe. In più volevo vedere come veniva recapitato: link via posta? Link sulla pagina dopo il pagamento? Permanenza perpetua nell’account utilizzato così se lo perdo lo riscarico? Schede perforate spedite via posta pneumatica da LoDritto srl?

Ho cercato un libro decente da acquistare e ho scelto La quarta rivoluzione di Gino Roncaglia. Il prezzo è giusto: solo 4,90 euro per un libro nuovo (è del 2010) il cui cartaceo costa ancora 19 euro. L’ho messo nel carrello e sono andato a pagare.

La parte dei pagamenti a quanto pare è in comune con la vendita MP3, come mi ricorda il campo Fattura impostato a “sì” e l’avviso più sotto che

L’emissione di fattura è obbligatoria per la vendita di MP3

Peccato che questo non sia un MP3, ma un eBook. Va bene, mi manderanno la fattura, affari loro. Il problema però è un altro, ovvero questo:

Per proseguire la registrazione dell’ordine devi inserire una carta di credito emessa da una banca italiana.

WTF? Niente paypal?
Ma io compro solo e sempre con paypal su IBS. Perché gli eBook no? È davvero così o è un errore momentaneo perché vengono venduti equiparandoli agli MP3?
Io non ho nemmeno una carta emessa da una banca italiana: uso apposta paypal per prelevare i fondi dal mio conto segreto in Svervegia dove ho accumulato 150 miGLiardi di eurubli in barba al fisco. Più o meno. ^_^”

Non rifaccio la Postepay solo per soddisfare IBS: gli eBook li continuerò a comprare su Amazon con il Kindle for PC (di alcuni che ho comprato ne parlerò in futuro), dove non ricordo se usavo paypal o la carta di debito estera che possiedo. O su WebScription, che accetta paypal. O su Lyrical Press. Perfino SteampunkTales.com accetta paypal per i suoi ebook da 1,99$.
Cliente perso: complimenti vivissimi, IBS.

E tutti voi Il giornalino di Gian Burrasca prendetelo gratis qui. Col cazzo che mi scucite 2,90 euro per una cosa che è in libera distribuzione! Un minimo di etica e di dignità, editori…
 

Edigita e Marstenheim

Scritto da Il Duca Carraronan il 12 mag 2010 | Categorie: Ebook, Editoria, Libri

Sono stati annunciati i romanzi finalisti e il vincitore del Premio Urania 2009.
Tra i quattro finalisti c’è Marstenheim, il romanzo alla cui revisione avevo collaborato e di cui avevo già parlato tempo fa. Non ha vinto, ma non se lo aspettava nessuno e comunque non sarebbe stato un gran vanto, anzi: dopo Sezione Pi-Quadro, Il Dono di Svet e il sommo capolavoro e-Doll (ho letto un po’ solo quest’ultimo, una porcata indegna, mentre per gli altri mi fido dei pareri ricevuti), il Premio Urania ha affossato la propria credibilità oltre i limiti tollerabili.
Capisco che Il Dono di Svet possa essere stato il vincitore perché era il meno brutto del mucchio, ma con e-Doll l’unica scelta ammissibile, se davvero era il romanzo meno schifoso (cosa di cui dubito), era rifiutarsi di dichiarare il vincitore per preservare l’onore del Premio stesso. Un Premio in cui i lettori non credono è un Premio senza valore.

Spero che il vincitore di quest’anno sia leggibile. Alberto Cola non è uno sconosciuto, ha varie opere all’attivo e in teoria dovrebbe saper mettere in sequenza delle parole senza incrociare gli occhi. Il fatto che si sia abbassato a scrivere un romanzetto per Storie di Draghi, Maghi e Guerrieri, collana oscena che mesi fa gridava “Stiamo morendo, aiuto!”, non aumenta la mia fiducia. Vabbè…

Stringi forte il premio e non fartelo rubare dagli Invidiosi!

Passiamo a Edigita.
La notizia sta rimbalzando un po’ ovunque, perfino sui Giornali Fatti di Alberi Morti come Il Corriere della Sera o La Stampa. Edigita (Editoria Digitale Italiana) è una piattaforma per la distribuzione di eBook annunciata e sostenuta da Feltrinelli, Messaggerie Italiane, GeMS ed Rcs Libri. Aprirà ufficialmente in autunno con i primi 2000 titoli. Mondadori invece, come ricorderete, aveva deciso di fare in proprio.

Edigita nasce con l’idea di fornire una piattaforma di distribuzione a chiunque voglia vendere eBook in Italia, semplificando le questioni amministrative e di gestione del negozio online (fornirà catalogo e servizi a ibs.it, LibreriaRizzoli.it e laFeltrinelli.it, ad esempio, ma anche ai negozi online stranieri che vogliano vendere quegli eBook), dando uguali condizioni a tutti gli editori interessati ad aderire, offrendo i DRM per ePub e PDF (eh eh, due cucchiai di merda rendono migliore ogni ricetta!) e lasciando la politica di prezzo, che senza dubbio verrà costruita in modo da risultare fallimentare, in mano agli editori stessi.
Concorrenza diretta all’altra piattaforma per la vendita di eBook presentata pochi mesi fa, Stealth di Simplicissimus Book Farm. E come ricorderete Giunti Editore aveva acquistato il 20% del capitale di SBF nel marzo scorso, ulteriore segnale che qualcosa si sta muovendo perfino nella provinciale e sonnolenta Italia.

Ma c’è realmente un mercato per l’ebook? La quota negli Stati Uniti è stata nel 2009 inferiore al 2% e secondo le previsioni crescerà fino al 15-20 per cento entro il 2015. Edigita prevede che il mercato italiano possa raggiungere almeno i 60-70 milioni di euro nel 2015 con una quota non inferiore al 4-5%.
(Il Corriere della Sera)

La quota è inferiore al 2% nel 2009 considerando l’intero mercato editoriale, libri di testo inclusi, ma come dichiarato dalla Association of American Publishers arriva al 3,31% se si considera solo il settore trade book, che è quello che ci interessa maggiormente visto che va a coprire i romanzi e gran parte di ciò che si trova nelle normali librerie. Al Konrath di turno il fatto che il settore “in generale” sia al 5% perché i libri di chimica dei licei e i testi all’università sono ancora di carta non frega molto se poi i romanzi sono al 20%, no? ^_^

Peso degli e-book sul mercato italiano, da oggi al 2015. Forbice minimo-massimo.
Fonte Tom’s Hardware.

Per il 2010 in USA ci si aspetta un bel 8-9% in eBook per i trade book e quindi è facile che il 15-20% più che nel 2015 lo si raggiunga nel 2012. Sarebbe interessate scoprire se le stesse percentuali italiane devono essere riconsiderate se si ignorano i libri scolastici, di cui non mi frega nulla, e se magari si possa arrivare a quel 4-5% minimo non nel 2015, ma già nel 2012-2013.
Guardate i dati nella forbice minimo-massimo: se riguardano l’intera editoria, come fa supporre il collegamento con gli USA al di sotto del 2%, significa che forse l’Italia è indietro solo di due anni (la cifra che ogni tanto sparavo allegramente).
Due o tre anni sono un sacco di tempo. Cinque sono un’enormità. Chissà…

Certo, il libro cartaceo continuerà a essere la priorità. «Naturalmente tutti gli editori hanno interesse a difenderlo — spiega Carlo Feltrinelli —. Ma questa è un’iniziativa moderna e un segnale di grandematurazione di un pezzo importante di editoria italiana. È un progetto lungimirante, aperto a tutti. Non è una setta chiusa»
(Il Corriere della Sera)

“Naturalmente tutti gli editori hanno interesse a difenderlo”. Messaggio piuttosto chiaro, ma ero stato già avvertito da altri: l’interesse non è nell’eBook, ma nel far credere che lo sia allo scopo di prenderne possesso (in questo caso imponendosi con sistemi di distribuzione) per ritardarne il più possibile il successo. A che scopo? Naturalmente per proteggere/difendere i libri di carta indeboliti dalla fase di transizione in cui non si può ancora vendere solo in eBook perché pochi li leggono però allo stesso tempo quei pochi tolgono sufficienti vendite al cartaceo da renderlo sempre più antieconomico. Una lenta transizione guidata dall’Alto invece di un rapida rivoluzione mossa dal Basso. E quelle maledette automobili che hanno rovinato il business delle fruste da cocchiere ancora bruciano parecchio…

Aspettiamoci mesi di attesa tra l’edizione cartonata a 20 euro e l’ebook a 9-10 euro. Con DRM, naturalmente, perché i DRM piacciono ai clienti, fanno bene alla salute, proteggono la pelle dal sole eccetera eccetera come già dimostrato nel caso della musica. Leggete tra le righe perché dietro il finto entusiasmo c’è un chiaro messaggio: l’eBook fa paura e viene visto come un male inevitabile i cui effetti orrendi e catastrofici vanno rallentati il più possibile. Mi sarei spaventato a immaginare editori con un cervello funzionante.
Tutto regolare.

Per finire:

In base ai primi dati raccolti dagli editori coinvolti emerge infatti che il 7,5 per cento degli intervistati dichiara di aver già comprato (o di accingersi a farlo) un e-reader. Un altro 5,8 per cento aspetta solo un maggior numero di titoli in italiano e un altro 2,8 per cento la possibilità di leggersi col nuovo mezzo i best seller.
(Punto Informatico)

Dati confortanti sull’interesse degli italiani nei confronti degli eReader. Al 7,5% di interessati ad acquistare un eReader si aggiungerà un altro 8,6% non appena i due grandi venditori online, Mondadori Ebook ed Edigita, faranno il loro debutto in autunno. Come dimostrato nel caso della Spagna è proprio l’offerta di eBook a fare la differenza: non appena aumentano e la gente capisce che può comprarli agevolmente (tutti i nuovi lettori di ebook avranno il WiFi e l’acquisto online, non scordiamolo), l’intero settore fa un balzo avanti perché entrano in gioco le masse che attendevano il “momento giusto” per comprare un eReader e leggere gli eBook.

I grandi editori dovranno darsi una svegliata, ma anche se non se la daranno… chissenefrega. ^_^

La stampa durerà in eterno

Scritto da Il Duca Carraronan il 18 apr 2010 | Categorie: Ebook, Editoria

Traduco alla brutto dio, adattando alla cazzo di cane, l’ultimo articolo di J.A. Konrath perché è carino e voglio che quelli che saltano i brani in inglese nei miei articoli possano leggerlo lo stesso, anche se buttandolo giù così di fretta (voglio che la leggiate il prima possibile) non è venuto chissà quale capolavoro.
Se lo volete leggere in lingua originale, che è meglio, lo trovate qui: Print is Eternal.

Moderatore: Benvenuti alla Obsoleti Anonimi! Vi ho riuniti tutti per dare il benvenuto al nostro ultimo membro, l’Industria della Carta Stampata.

Carta Stampata: Salve a tutti. Però deve esserci stato un errore: io non dovrei essere qui.

Risatina del gruppo.

Carta Stampata: Sono serio. Non sono obsoleto. Sono importante. I libri stampati sono stati in giro per centinaia di anni. Non saranno mai rimpiazzati.

VHS: Sì, la pensavamo tutti così, una volta.

Disco di Vinile: Si chiama “negazione”. È dura conviverci all’inizio.

VHS: Tu sei ancora nel mercato dei collezionisti, Vinile. A me non riescono nemmeno a vendermi su eBay.

Negozio di Antiquariato: Per favore, possiamo non menzionare eBay? Avevo negozi ovunque. Ma uno dopo l’altro hanno iniziato a chiudere grazie a quel buono a nulla di un sito.

CD: Almeno tu hai ancora qualche negozio. I negozi specializzati che mi vendevano ormai sono quasi estinti. Mi sono ridotto a pochi spazi ristretti da Best-Buy e Wal-Mart.

Carta Stampata: Vedete, credo che voi tutti pensiate che gli eBook stiano per cacciarmi dal business. Ma non succederà.

Telefonia Fissa[1]: Lo neghiamo tutti all’inizio. Ricordo quando non si potevano fare venti metri in città senza vedere una cabina telefonica. Poi sono arrivati questi accidenti di telefoni cellulari. Lo sapete che alcune persone non hanno più un telefono fisso? Un tempo c’era un telefono fisso in ogni casa…

Telefonia Fissa inizia a piangere. Segue abbraccio di gruppo.

Videonoleggio: Quello che Telefonia Fissa sta cercando di dire è che quando appare una tecnologia che è più veloce, più semplice e più economica, la vecchia tecnologia — e tutte le aziende che la supportano — tendono a sparire.

Carta Stampata: Perché sei qui, Videonoleggio? Ci sono ancora Blockbuster ovunque.

CD: C’erano negozi di dischi ovunque, una volta.

Audiocassetta: Cazzo, sì! Datemi il cinque!

Nessuno dà il cinque ad Audiocassetta.

Videonoleggio: Le cose sembrano andar bene per un po’. Io me la sono cavata per venti anni. Poi sono stato attaccato da tutti i lati. Netflix, che inviava DVD via posta. On Demand. Tivo. YouTube. Ma l’ultima goccia è arrivata negli ultimi due anni. Hula. Roku — che permette gli abbonati Netflix di mettere i video in stream istantaneamente. iTunes che offre il download dei film. Red Box, che affitta DVD a 99 centesimi e non occupa più spazio di un distributore automatico…

Carta Stampata: Ma gli eBook sono solo una minuscola percentuale del mercato. La gente legge libri dal tempo di Gutenberg. Non accetteranno tanto facilmente di cambiare.

Kodak: Hai ragione. Ci vorrà qualche anno perché la gente abbracci la nuova tecnologia. Qualcuno non lo farà mai. Polaroid non mi ha mai rimpiazzato.

Polaroid: Chiudi il becco, Kodak. Siamo stati presi a calci in culo dal digitale. Quando è stata l’ultima volta che hai venduto una pellicola da 110?

Macchina da scrivere: la morale della favola è: quando la tecnologia migliora, viene adottata in massa. Io e Xerox andavamo forte. Io mettevo le parole e lui faceva le copie.

Xerox: Fottuti computer.

CD: Fottuto internet. Ragazzi, vi va di parlare di pirateria e download illegali?

Tutti quanti urlano un “NO!” collettivo.

Moderatore: Abbiamo letto tutti sul blog di J.A. Konrath che la pirateria la si combatte con il costo e con la comodità. Carta Stampata, hai abbassato i prezzi e reso più semplice per i clienti scaricare i tuoi libri?

Carta Stampata: In realtà abbiamo appena aumentato il prezzo dei nostri ebook.

Sospiro collettivo e scuotere di teste.

Moderatore: Bene, ti sarà utile imparare a star lontano dai nostri errori. Li hai resi più comodi, almeno?

Carta Stampata: Beh, abbiamo cominciato a intervallare i titoli, rilasciando gli eBook mesi dopo l’uscita dell’edizione con copertina rigida.

Manata sulla fronte, collettiva.

Industria della Musica: Hai almeno provato a venderli sul tuo stesso sito? Vorrei averlo fatto io. Ma quell’arrivista di Apple si è messo in mezzo…

Carta Stampata: Uh… no. Non abbiamo ancora provato. In realtà alcuni eBook — usiamo quelli di J. A. Konrath come esempio visto che è stato menzionato — non sono neppure disponibili su tutte le piattaforme e in tutti i territori.

Moderatore: Cosa intendi? Gli eBook di Konrath sono disponibili ovunque.

Carta Stampata: Solo quelli che ha uploadato da solo. Quelli che vendiamo noi mancano da parecchi mercati chiave ed è così da anni. Ma va bene. Gli stiamo pagando royalties molto più piccole e abbiamo alzato il prezzo così tanto che possiamo ancora ottenere un profitto. Oltretutto, gli eBook sono un mercato di nicchia. Gli eReader sono troppo costosi.

Sala Giochi: Ero un settore fiorente. I ragazzini spendevano miliardi di quarti di dollaro nelle mie migliaia di esercizi. Ma poi Nintendo, Sony e Microsoft hanno fatto console casalinghe e ora la gente gioca coi loro videogiochi su dispositivi costosi. È un settore multi-miliardario ora e io posso competere solo se vendo pizzette merdose e regalo ciondoli di plastica ai ragazzini che giocano al biliardino. Se la gente vuole il contenuto, comprerà l’attrezzo costoso. Punto.

Carta Stampata: Nessuno di voi mi sta ascoltando. La stampa ci sarà sempre.

Quotidiani: Sì! Come dice lui!

Carta Stampata: Non paragoniamoci, ok, Quotidiani? Senza offesa.

Quotidiani: Nessuna offesa. Hey, magari ci possiamo aiutare l’un l’altro. Sto vendendo spazi pubblicitari a pochi spiccioli in questo periodo e…

Carta Stampata: No, grazie. Nessuno ti legge più, ormai. La gente cerca le notizie altrove.

Moderatore: E allora perché non dovrebbero cercare anche i romanzi altrove?

Carta Stampata si alza, puntando il dito contro tutti.

Carta Stampata: Guardate, questo non mi riguarda. Voi siete tutti diventati irrilevanti. La tecnologia è andata avanti e voi siete rimasti indietro. Ma questo NON succederà a me. Ci saranno sempre librerie e libri fatti con alberi morti. Continueremo a vendere edizioni in copertina rigida a prezzi di lusso e pagheremo gli artisti dal 6% al 15% del prezzo che NOI riterremo appropriato. E le masse compreranno i nostri libri PERCHÈ NOI DIREMO DI FARLO! NOI NON DIVENTEREMO MAI OBSOLETI!!!

Frusta da Cocchiere[2]: Amen, Fratello! Questo è quello che cercavo di dire a questa gente!

CD (sussurrando a Vinile): Gli do sei anni, al massimo.

Nota 1: “Ma Bell” nell’originale, contrazione di Mother Bell, nome con cui veniva indicato il monopolio telefonico USA (stile SIP/Telecom in Italia) una volta in mano a American Bell Telephone Company.

Nota 2: “Buggy Whip Industry”, reso da me con Frusta da Cocchiere, ha un significato che va oltre il semplice oggetto. Anche se fruste simili vengono ancora prodotte per usi limitati, il business specifico delle fruste da cocchiere come grossa entità economica è cessato con l’arrivo dell’automobile. Viene spesso citato in economia come esempio di una industria che cessa di esistere perché il suo mercato di nicchia, e quindi il bisogno del suo prodotto, sparisce. Nelle discussioni sugli interventi statali nella regolazione del mercato si dice spesso che l’intera economia sarebbe stata danneggiata se le automobili fossero state vietate per proteggere l’industria delle fruste da cocchiere.

 

USA: vendite ebook, febbraio 2010

Scritto da Il Duca Carraronan il 09 apr 2010 | Categorie: Ebook, Editoria

IDPF ha pubblicato i dati aggiornati sulle vendite degli eBook (col prezzo da grossista, grossomodo la metà del valore al dettaglio) in USA: 60,8 milioni tra gennaio e febbraio.
Considerando che gennaio aveva segnato uno strepitoso record con 31,9 milioni di dollari, febbraio è andato meno bene comportandosi appena come il secondo miglior mese di sempre (28,9 milioni). Preferirei avere record tutti i mesi: questo ostinarsi dal 2009 all’alternanza di “un mese record sì e un mese record no” mi infastidisce. A voi no?

Il 2009 era stato un grande anno: subito dopo i dati di gennaio avevo predetto, con il tasso di crescita ipotizzabile dai pochi dati disponibili, non meno di 150 milioni di dollari per la fine dell’anno… e ha fatto 169 milioni che non è troppo distante dal valore che avevo previsto. Crescita deliziosamente costante, ma nonostante tutto avrei preferito sbagliare i calcoli di più e ottenere dei deliziosi record tutti i mesi.

Un calo di febbraio rispetto a gennaio è del tutto normale: a Natale un sacco di gente ha ricevuto lettori di eBook e a gennaio ha comprato più eBook del solito per riempirli, lasciando sguarnito febbraio e -come accadde nel 2009- rilanciandosi all’acquisto a marzo. Nulla di particolarmente bizzarro.
Gennaio 2009 arrivò a 8,8 milioni di dollari, mentre febbraio scese a 7 milioni e marzo risalì a 10 milioni (totale primo trimestre 2009: 25,8 milioni). Questa fonte dice 6,6 milioni, ma ho controllato i dati dell’anno scorso per marzo e gennaio e facendo una semplice sottrazione mi risulta 7 milioni, quindi userò questo dato.

Nel 2009 il calo era stato più brusco (-20,46%) di quanto lo sia stato ora (-9,51%). Il balzo di marzo 2009 su gennaio 2009 segnò un bel +13,6%: mi sento piuttosto fiducioso che il mercato debba tenere. Raggiungeremo i 90 milioni per il primo trimestre? Sperare in un balzo marzo-gennaio equivalente a quello del 2009 (quindi oltre i 30 milioni su marzo) sarebbe troppo perché l’accelerata di gennaio 2010 era stata davvero spaventosa, quasi ingiustificabile, ma non si sa mai…

Come gli editori stanno reagendo al nuovo mercato digitale…

 
Comunque il marzo 2010 non mi importa molto: il vero dato interessante sarà quello di aprile 2010 (lo vedremo a inizio giugno), grazie agli acquisti di eBook per quella merda invereconda dell’iPad: ben 250.000 eBook scaricati (quindi venduti? O iBookstore ne offre anche di gratuiti?) solo nel primo giorno.
Prima di gridare “Vive la Merde!“, dando all’iPad l’epiteto di Nuovo Kindle (‘sta merda?), Araldo dell’eBook, Salvatore della Patria e quel cavolo che può girare nelle vostre teste bacate di Apple FanGirl, ricordatevi che gli iPad venduti erano stati 300.000 nel primo giorno. Meno di un libro per iPad, nonostante il primo giorno sia quello immaginabile come ricco di sperimentazioni, con la gente che compra qualcosa con iBooks tanto per provare… magari i 50.000 iPad “scoperti” dipendono dalla bella fetta di prodotti NON FUNZIONANTI, con il WiFi inutilizzabile sul proprio router e quindi in grado di navigare in internet quanto dei SASSI? ^_^”
 

Giusto per chi è curioso sull’iPad come eReader

Scritto da Il Duca Carraronan il 08 apr 2010 | Categorie: Ebook

Breve post con un paio di video per chi è curioso riguardo le prestazioni dell’iPad come eBook reader. Ricordiamo di nuovo che iPad non è un lettore di eBook: è un grosso tablet orientato “più o meno” al settore netbook dove pare, a quanto leggo fino ad ora, comportarsi bene (10 ore di autonomia “reali”).

Consiglio prima di tutto questo articolo:
10 hours with the iPad: Why the iPad Is Not a Kindle Killer
Leggetelo che ne vale la pena.

Notate lo schifo totale dello schermo in piena luce (ma pure al chiuso è molto meglio il Cybook per leggere!), semplicemente osceno (iPad è un oggetto da appartamento, non potete leggere romanzi mentre prendete il sole… anche perché con l’ombra vi copre metà del corpo, lol), perfino se comparato con il “non proprio eccellente” JetBook, eReader famoso per il prezzo molto appetibile rispetto ai lettori E Ink attuali (ma il Kobo a 150$ tra pochi mesi lo minaccerà seriamente). Notate inoltre la stupidissima funzione di cambio pagina: spero si possa levare senza problemi in cambio di un click sul bordo dello schermo, perché con un lettore così grosso (pesa 0,8 kg) è ancora più importante NON dover perdere la presa salda.

Una delle cose più belle leggendo col Cybook invece che coi libri di carta è proprio che non devo mai mollare la presa, soprattutto se uso due mani (ma si può fare anche con una mano sola, ci si abitua e la presa rimane salda). Posso anche infilarlo a letto tra petto e coperta prima di dormire, così sta dritto da solo e non faccio nemmeno un pochettino di fatica a reggerlo: mi basta solo usare il pollice per voltare pagina (e due fazzoletti di imbottitura tra Cybook e petto così lo schermo sta più in alto e non devo abbassare troppo gli occhi, lol). Dopo aver letto un po’ di libri di seguito con un lettore di eBook, voltare pagina vi sembrerà uno spreco di tempo e un fastidio per la lettura a cui viene spezzata la continuità in modo molto più brusco che col refresh (dopo pochi minuti di uso il refresh dello schermo E Ink non lo si nota più).

Girare la pagina facendo il gesto con la mano è stupido per quattro motivi:
— cancella un vantaggio degli eBook reader;
— introduce un rischio di perdita della presa in uno strumento grosso, delicato e pesante (può capitare che scivoli un piccolo ereader di 2 etti, figuratevi questo attrezzone!);
— lascia tracce di grasso sullo schermo, causando fastidiosi aloni e strisciate: c’è gente che si incazza appena viene sfiorato col polpastrello lo schermo LCD del computer e non gli dovrebbero dare fastidio ditate di 5-6 cm di lunghezza sull’iPad? Avete visto come si notano con un minimo di luce? È uno svantaggio ulteriore per uno schermo che anche da pulito diventa illeggibile con la luce esterna;
— quattro.

Notate “l’unto, il grasso, le ditate”. Ma sul finale si esprime alla cazzo o ha davvero proposto il paragone iPad-cartaceo come se fosse a favore dell’iPad? È ritardato o davvero non ha mai visto un libro di carta sotto il sole (o un lettore E Ink)? Avete visto il video sopra, giudicate la malafede del soggetto da soli…

I lettori DVD non hanno implementato i minuti di “riavvolgimento” prima dell’estrazione per imitare la sensazione dei vecchi VHS: perché un programma di lettura dovrebbe costringere a voltare la “pagina” (???) degli eBook? Prossima implementazione stile carta: le cialde per la puzza di carta vecchia e acida stile libro di primo Novecento? O la scatolette di acari da versare sullo schermo? ^_^”"

Spero che sia possibile cambiare pagina anche con il click (impossibile che si debba per forza voltare pagina SOLO col gesto, sarebbe vomitevole, deve esserci la possibilità di premere sul bordo pagina col pollice per voltarla…) per cui non è un “problema”, ma volevo sottolineare che NON è un vantaggio e NON è una funzione positiva per l’apparecchio.

D’altronde, a parte la trovata “pubblicitaria” per sfruttare il grosso parlare di eBook da parte dei media mondiali (quante volte l’iPad è stato citato per gli eBook, a cazzo di cane?), sappiamo già tutti qual era (e probabilmente è tuttora) il pensiero di Jobs sugli eBook:

“It doesn’t matter how good or bad the product is, the fact is that people don’t read anymore. Forty percent of the people in the U.S. read one book or less last year. The whole conception is flawed at the top because people don’t read anymore.”
(Steve Jobs, gennaio 2008, mentre spiega perché il Kindle sarà un fallimento)

A quel tempo, anzi da un po’ di anni (2004), Cory Doctorow diceva invece:

“In fin dei conti, sempre piú persone leggeranno sempre piú parole da sempre piú schermi e sempre meno parole da un numero sempre minore di pagine, e quando queste due curve si incroceranno, gli ebook dovranno essere ciò di cui gli scrittori campano, e non ciò che utilizzano per promuovere le loro edizioni-ammazza-alberi.”
(Dalla traduzione italiana di “Ebook: ovvero né E né book“)

Ma Jobs, per la cricca di neonazisti fan Apple orgogliosamente diversi dalle masse grazie alla propria omologazione mentale e di consumi (lol!), ha sempre ragione: soprattutto quando ha torto (che poi non ha torto, ha ragione e noi non capiamo perché usiamo i PC senza la mela sopra e quindi siamo delle merde, giusto?). Infatti Doctorow aveva torto e Jobs ragione: voi NON state leggendo questo articolo sullo schermo, NON passate ore ogni giorno leggendo parole prese da Internet e soprattutto il Kindle è FALLITO vendendo appena una manciata di dispositivi e nessuno si è più interessato agli eReader. Giusto, care Apple FanGirl? È così che il Padrone vi aveva ordinato di pensare due anni fa, non siete grate al Padrone per la saggezza che vi ha donato? ^_^

Tre o quattro cadute sul pavimento, da seduti a quanto si capisce, lo rovinano. Il vetro va in pezzi con una caduta seria sull’asfalto come se fosse un lettore E Ink (ma sostituite la cosa con un bel colpo di gomito o simili su un mezzo pubblico). L’acqua lo annienta, quindi occhio a pioggia e rovesciamenti accidentali di caffé mentre navigate a colazione. Però non si “graffia”. Cool!

Per concludere, tre articoli di Antonio Tombolini dei mesi scorsi:
iPad /1: iPad in quanto computer
iPad /2: iPad in quanto (ebook) reader
iPad /3: iPad in quanto Apple, ovvero della paranoia
 

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