Archivio per la Categoria 'Ebook'

  1. Tombolini: "Ebook, ecco cosa sta succedendo in Italia" by Il Duca di Baionette
  2. Guida all'Ebook Marketing di Smashwords by Il Duca di Baionette
  3. Made in Italy: l'anteprima è a pagamento by Il Duca di Baionette
  4. Nuovi lettori di eBook da IBS e Telecom by Il Duca di Baionette
  5. Il Kindle Store italiano è arrivato by Il Duca di Baionette
  6. Arriva Odyssey (e altre amenità a tema eBook) by Il Duca di Baionette
  7. Sconfiggere il formato proprietario di Amazon: "salva ePub, salva l'editoria" by Il Duca di Baionette
  8. Mercato eBook USA: luglio 2011 by Il Duca di Baionette
  9. Il Telefonoscopio di Robida e altre meraviglie by Il Duca di Baionette
  10. I nuovi Kindle a partire da 79 dollari e una riflessione pessimistica by Il Duca di Baionette
  11. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (7) by Il Duca di Baionette
  12. Sriram Peruvembra parla degli schermi E Ink attuali e futuri by Il Duca di Baionette
  13. Aggiornamento estivo a tema eBook by Il Duca di Baionette
  14. Legge Anti-Amazon: felicità nella AIE e dimissioni by Il Duca di Baionette
  15. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (6) by Il Duca di Baionette
  16. E Ink sempre più veloce con Bookeen by Il Duca di Baionette
  17. Ebook Lab Italia 2011: DRM e Pirateria by Il Duca di Baionette
  18. E Ink SURF ora anche su tessuto by Il Duca di Baionette
  19. Togliere i DRM dagli eBook: guida per principianti by Il Duca di Baionette
  20. Ebook Lab Italia 2011: Gino Roncaglia con "2015: il futuro dell'ebook" by Il Duca di Baionette
  21. USA, Febbraio 2011: eBook al 29% by Il Duca di Baionette
  22. Ebook Lab Italia 2011: gli interventi di Riccardo Cavallero e di Cristina Mussinelli by Il Duca di Baionette
  23. Doom 2 su uno schermo E Ink by Il Duca di Baionette
  24. Raccolta dei Racconti Steampunk by Il Duca di Baionette
  25. Ebook Lab Italia 2011: articolo-guida per Libroshima by Il Duca di Baionette
  26. USA eBook: gennaio, il mese della noia by Il Duca di Baionette
  27. Ritorno da Ebook Lab Italia 2011 by Il Duca di Baionette
  28. iPad 2, finalmente con iShotgun (e altre considerazioni miste) by Il Duca di Baionette
  29. 102 anni fa: il Manifesto del Futurismo by Il Duca di Baionette
  30. USA: un buon 2010 per gli eBook by Il Duca di Baionette
  31. Bookeen mostra un video su schermo E Ink Pearl by Il Duca di Baionette
  32. Vendite degli eBook in Italia a Natale by Il Duca di Baionette
  33. Tariffe ridotte per Ebook Lab Italia 2011 by Il Duca di Baionette
  34. Giochi di ruolo ed eBook: meglio del previsto by Il Duca di Baionette
  35. Ebook Lab Italia 2011 by Il Duca di Baionette
  36. Biblet di Telecom (con Asus DR-900 come bonus) by Il Duca di Baionette
  37. Leggo IBS PB603, l'eReader di IBS by Il Duca di Baionette
  38. Giusto due parole su Google eBookstore by Il Duca di Baionette
  39. Piccolo resoconto su "e-leggere" a Bra by Il Duca di Baionette
  40. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (5) by Il Duca di Baionette
  41. Il prezzo degli eBook secondo Antonio Tombolini by Il Duca di Baionette
  42. Mondanoia e Telecoma a Francoforte… by Il Duca di Baionette
  43. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (4) by Il Duca di Baionette
  44. Aggiornamento sulle vendite di Konrath by Il Duca di Baionette
  45. USA: vendite eBook, luglio 2010 by Il Duca di Baionette
  46. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (3) by Il Duca di Baionette
  47. Barnes & Noble soccombe al digitale? by Il Duca di Baionette
  48. Intervista a Santachiara: giusto una piccola nota by Il Duca di Baionette
  49. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (2) by Il Duca di Baionette
  50. Ancora sul business del proibire l'acquisto by Il Duca di Baionette
  51. USA: vendite eBook, primo trimestre 2010 by Il Duca di Baionette
  52. Dimenticavo Telecom con l'Olipad by Il Duca di Baionette
  53. IBS ora vende eBook, ma non a me by Il Duca di Baionette
  54. Edigita e Marstenheim by Il Duca di Baionette
  55. La stampa durerà in eterno by Il Duca di Baionette
  56. USA: vendite ebook, febbraio 2010 by Il Duca di Baionette
  57. Giusto per chi è curioso sull'iPad come eReader by Il Duca di Baionette
  58. 1200 eBook per Mondadori e l'eReader Telecom by Il Duca di Baionette
  59. Vendite di eBook negli USA: un gennaio da record e dimensioni del mercato tra il 2002 e il 2009 by Il Duca di Baionette
  60. Il giusto prezzo degli eBook: Konrath, Smashwords e un confronto con la carta by Il Duca di Baionette
  61. Ancora Konrath: 30.000 eBook in 11 mesi by Il Duca di Baionette
  62. Asus DR-900: 9 pollici con touchscreen capacitivo by Il Duca di Baionette
  63. eBook: vendite USA 2009, sondaggio tra i lettori e acquisti con donazione by Il Duca di Baionette
  64. Konrath: più soldi con gli eBook a 1,99$ by Il Duca di Baionette
  65. Antonio Tombolini sulla questione "Macmillan vs Amazon" by Il Duca di Baionette
  66. Mondadori muove il culo (ma sculetterà giusto?) by Il Duca di Baionette
  67. Aggiornamento periodico a tema eBook by Il Duca di Baionette
  68. Royalties, tre scimmie ed Edgar Allan Poe by Il Duca di Baionette
  69. Marstenheim di Angra by Il Duca di Baionette
  70. Previsioni per il 2010 degli eBook by Il Duca di Baionette
  71. Vendite di eBook su Amazon, previsioni per gli eReader nel 2010 e qualche consiglio di Tombolini by Il Duca di Baionette
  72. Tombolini e Ferrari parlano di eBook a Fahrenheit by Il Duca di Baionette
  73. Ebook Reader da MediaWorld e un nuovo negozio online di eBook by Il Duca di Baionette
  74. Cinque eBook di Bizarro Fiction gratis fino al 26 novembre by Il Duca di Baionette
  75. Problemi legali per il Nook? by Il Duca di Baionette
  76. USA: vendite eBook, terzo trimestre 2009 by Il Duca di Baionette
  77. Qualche altra novità a tema lettori di eBook by Il Duca di Baionette
  78. Un nuovo lettore di eBook: enTourage eDGe a doppio schermo by Il Duca di Baionette
  79. Un sondaggio dalla Fiera del Libro di Francoforte e le vendite degli eBook negli USA in agosto by Il Duca di Baionette
  80. USA: vendite degli eBook a luglio e qualche dato sul cartaceo by Il Duca di Baionette
  81. Mercato degli eBook: un aggiornamento dalla Germania e i libri gratuiti della Random House by Il Duca di Baionette
  82. USA: vendite eBook, secondo trimestre 2009 by Il Duca di Baionette
  83. Vendite degli eBook in aprile e dati sulla correlazione tra pirateria e vendite by Il Duca di Baionette
  84. USA: vendite eBook, primo trimestre 2009 by Il Duca di Baionette
  85. Cuore d'Acciaio e la coniglia morta di infarto: una notizia triste e due allegre by Il Duca di Baionette
  86. Il lettore di eBook del Duca by Il Duca di Baionette
  87. EBook: WotC interrompe la vendita dei PDF per paura dei pirati e White Wolf ne approfitta! by Il Duca di Baionette
  88. Ebook: un gennaio incredibile by Il Duca di Baionette
  89. Qualche eBook gratis da Random House e un paio di cosette extra by Il Duca di Baionette
  90. USA: vendite eBook quarto quarto 2008 by Il Duca di Baionette
  91. PornoFantasy: definizione e bando di gara by Il Duca di Baionette
  92. Doctorow: la Cina e il prezzo dei lettori eBook by Il Duca di Baionette
  93. USA: vendite eBook, terzo quarto 2008 by Il Duca di Baionette
  94. USA: vendite eBook, secondo quarto 2008 by Il Duca di Baionette
  95. Gli eBook e il futuro del libro by Il Duca di Baionette

Tombolini: “Ebook, ecco cosa sta succedendo in Italia”

Scritto da il 25 gen 2012 | Categorie: Ebook, Editoria

Riporto per intero le interessanti considerazioni fatte da Antonio Tombolini, Amministratore Delegato di Simplicissimus Book Farm e, credo, massimo esperto di eBook/editoria digitale in Italia.

Ebook, ecco cosa sta succedendo in Italia
January 24th, 2012


Ecco cosa sta succedendo in Italia riguardo agli ebook, almeno a giudicare dal mio personale (e interessatissimo) punto di osservazione, salvo errori ed omissioni :)

[AVVERTENZA: sto per dare i numeri, chi ritenesse di usarli (foss'anche solo per deriderli) è pregato di citarne la fonte, non vorrei mai che alcuno fosse coinvolto in valutazioni che, lo ripeto, sono esclusivamente mie.]

Straight to the point, senza troppi giri di parole:

  1. Le vendite di ebook in Italia hanno totalizzato in tutto il 2011 circa 3,7 milioni di Euro, centomila euro più centomila euro meno. Ovvero meno dello 0,3% del mercato totale dei libri trade (fiction e non-fiction). Per circa 500mila ebook venduti nel corso dell’anno. Circa 1400 di media al giorno. Poco o tanto? Tanto, fidatevi: l’argine è rotto, entro il 2015 gli ebook rappresenteranno anche in Italia almeno il 20% del mercato. E dico almeno.
  2. Fino al 30 novembre 2011 Ibs guidava incontrastata la classifica delle librerie che vendono più ebook, anche se tallonata abbastanza da vicino da Feltrinelli, in rimonta. Diciamo che Ibs pesava probabilmente, fino a quella data, almeno il 40% delle vendite ebook totali.
  3. Dal 1 dicembre 2011 non è più così: nel mese di dicembre, al suo primo mese di attività, il Kindle Store di Amazon ha raggiunto e superato le vendite di Ibs.it, praticamente facendo aumentare, in un solo colpo, del 50% il mercato totale degli ebook. Vuol dire che nel 2012 il mercato degli ebook varrà all’incirca il quadruplo del 2011. E forse di più, se gli editori si decideranno ad a) aumentare drasticamente i titoli disponibili; b) abbassare i prezzi sotto la soglia massima dei 7 euro.
  4. Apple non è ancora partita come si deve con iBooks, ma lo sta facendo già in queste prime settimane del 2012, e c’è da attendersi che questo comporti una ulteriore accelerazione per il mercato: un canale in più, e molto importante, per gli ebook standard, e un canale in più, e che canale, per gli enhanced books da produrre col nuovo tool di authoring di Apple, rilasciato due settimane fa, iBooks Author: questo apre il campo a interi settori (illustrati, reference, guide, scuola) che finora, a causa delle limitazioni dell’EPUB, non avevano potuto aggiungersi all’offerta ebook.
  5. Stesso ragionamento vale per il lancio di Kindle Fire anche in Italia, che avverrà probabilmente già in primavera.
  6. La nostra piattaforma di distribuzione STEALTH ha distribuito (all’incirca) il 30% degli ebook venduti in volume (numero di download) e il 20% circa in valore (fatturato: i libri distribuiti da STEALTH costano mediamente molto meno di quelli distribuiti dalle altre piattaforme).
  7. Feltrinelli ha condotto, e sta conducendo (disclosure: col nostro supporto) un esperimento molto interessante di integrazione hardware-ebookstore con l’ultimo modello di ebook reader della francese Bookeen, il Cybook Odyssey Feltrinelli Edition, dal touch finalmente molto performante.
  8. Stesso esperimento stiamo conducendo direttamente anche noi, col Cybook Odyssey Ultima Books Edition.
  9. Ultima Books, la nostra libreria online, ha avuto un’impennata decisa a partire da ottobre 2011, anzi, per la precisione dal 30 settembre 2011, data in cui abbiamo pubblicato online la nuova versione con gli scaffali personalizzabili ecc… Probabilmente è ora, all’incirca, la quarta o quinta libreria online, ed è in rimonta :)
  10. Narcissus sta crescendo: gli ebook autopubblicati con Narcissus (e in vendita in tutti gli store, compreso il Kindle Store) vendono complessivamente quanto un “medio editore”.

Cosa faremo noi di qui in avanti?

  • STEALTH si espanderà all’estero: distribuirà editori stranieri, e venderà quelli italiani in mercati stranieri. Insomma, come usa dire, sarà una piattaforma di distribuzione globale, in competizione con le altre piattaforme globali alla Overdrive, o alla Ingram, per capirci.
  • Ultima Books avrà presto in vendita nello store italiano titoli in altre lingue. E aprirà progressivamente bottega in altri paesi.
  • Narcissus diventerà globale anche lui: una piattaforma di self-publishing multicanale su scala globale, come si merita.
  • Ci mettiamo a fare anche gli editori, con alcune collane tematiche, affidate ciascuna alle cure di un amico esperto. La prima a debuttare, in febbraio, sarà la collana Viaggio d’inverno, diretta da Alessandro Zignani. Altre ne seguiranno. Per vedere se e come si può fare l’editore in maniera diversa ai tempi della rete. Anche per capire meglio i loro problemi quando li abbiamo come clienti.
  • E altre cosette che non sto a dirvi qui :)

[PS Qui parlo di ebook, e quindi trascuro del tutto la situazione del mercato, e le nostre attività, relativamente a quotidiani, riviste, enhanced books. E scuola, settore in cui sta per cominciare il terremoto, estote parati! Magari ne parliamo un'altra volta.]


 
Fine dell’articolo di Antonio Tombolini. Ora qualche mia considerazione.
Sulle cifre, la realtà vista da Tombolini, che ha volumi di vendita e conoscenze a sufficienza per dare una stima molto autorevole, si scontra con l’ottimismo numerico partorito tra febbraio e luglio 2011 dalla ricerca condotta da A.T. Kearney per Bookrepublic (avevo riportato alcuni dati qui).

«Certo, si parte da un mercato esiguo, attualmente lo 0,3-0,4 per cento di quello complessivo del libro» chiarisce Giovanni Bonfanti, curatore della ricerca. «Ma si può prevedere che queste percentuali raddoppieranno di anno in anno».
Più in dettaglio, lo studio ipotizza che il mercato del libro elettronico possa spingersi all’inizio del 2012 fino all’1 per cento, toccando un giro d’affari di 12 milioni di euro, contro i 500 mila del 2010. Condizioni essenziali: più dispositivi di lettura (ereader e tablet) in circolazione, un maggior numero di titoli in italiano e il loro ingresso — finora non avvenuto — nelle librerie online di Apple, Amazon e Google. «Tutti eventi molto probabili» spiega ancora Bonfanti. «E anche nel peggiore dei casi, prevediamo comunque che entro gennaio saranno venduti almeno 900 mila ebook».

Tra una stima fatta con molti mesi di anticipo, e non suportata da dati successivi (più simili a quelli di Tombolini), e le considerazioni fatte coi dati reali, mi fido delle seconde. D’altronde già all’epoca, pur usandoli come base di riflessione, avevo detto questo delle considerazioni di A.T. Kearney:

Numeri al lotto, per quel che importano.
L’importante è sapere che il mercato crescerà in fretta. Fine. Non la cifra esatta, d’altronde pure con gli USA non abbiamo mai saputo le cifre esatte, solo stime più o meno farlocche basate su un ridotto numero di grandi editori. Eppure le cifre crescevano di continuo e il mercato reale ancora di più.

Invece di partire con 0,3-0,4% del mercato (trade) e aspettarsi crescite fino ad arrivare a punte dell’1% come base di avvio del 2012, abbiamo una media finale di quasi 0,3% (3,7 milioni di euro complessivi su TUTTO il 2011).
Non sono un matematico, ma sospetto che qualcosa non andasse nei conti di A.T. Kearney se ORA dopo una robusta crescita (incluso il +50% causato da Amazon a dicembre) ci troviamo a sfiorare appena lo 0,3% mentre loro, prima della robusta crescita, pensavano fosse già quasi allo 0,4%. Ah-ah, cioè, e li hanno anche pagati per questo?

Un modo migliore di usare i soldi.
Visto che non verranno mai usati per addestrare editor competenti e quindi non vale nemmeno la pena di suggerire questa alternativa “fantascientifica”…

Citando la AIE:

le previsioni per dicembre 2011 dicono infatti che il mercato dovrebbe raggiungere i circa 3 milioni di euro (circa lo 0,1% del mercato complessivo del libro), più del doppio, quasi il triplo, rispetto alla fine del 2010 (quando si attestava sullo 0,04%)

I cui conti però non tengono conto di Amazon, essendo arrivata solo a dicembre con il Kindle (l’articolo è di agosto). E loro parlano di mercato complessivo, non di mercato trade (quello che si compra tipicamente in libreria, il mercato dei saggi di consumo e della narrativa).

Il mercato trade nel 2010 valeva circa 1,5 miliardi (inclusi grande distribuzione, librerie fisiche, librerie online, libri venduti in edicola e altre vendite al dettaglio, esclusi i remainders e, non essendo trade, la scolastica) contro i 3,4 miliardi del mercato complessivo (+4,2% di crescita rispetto al 2009). Dati AIE riportati nella sintesi del Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2011.

Peccato che nel 2011 (passando dalle vendite alla lettura, che comunque è collegata) sia arrivato un picco negativo, con circa 700.000 lettori in meno. Il che forse può far capire come mai si può arrivare a quasi lo 0,3% con 3,7 milioni: che il trade complessivo sia stato più vicino agli 1,4 miliardi del 2007 o del 2008 che non agli 1,5 miliardi del 2010?

Forse il mercato è partito nel 2011 da meno dello 0,1% ed è arrivato quasi allo 0,3% grazie a una crescita costante, con impennata finale grazie ad Amazon, il cui picco massimo mensile sarà stato del… 0,4-0,5%? Non penso di più. Una base di partenza dello 0,5%, secondo me, per gennaio 2012.

Ora, forse sarò pessimista, ma dubito che col gennaio 2012 possa raggiungere i 12 milioni, come sosteneva invece A.T. Kearney. Mancano alla conta più di 8 milioni di euro, pari a più di due volte tutto il 2011. Da fare durante questo mese. Sono scettico. Come sono scettico che dai 500.000 eBook venduti nel 2011 si passi, entro questo mese, ai fantomatici 900.000-1.500.000 eBook di cui parlava A.T. Kearney alcuni mesi fa. Più probabile che complessivamente tutto il 2012 arrivi a 15 milioni e più, quadruplicando i 3,7 milioni del 2011, come sostiene Tombolini.
Insomma un 1-1,2% circa nel 2012: bisogna vedere se il mercato scenderà di valore complessivo per via della crisi e dell’eventuale scarsità di Bestseller già vista nel 2011 (1-1,2% complessivo, con picco finale del 1,8-2% a far media con una partenza allo 0,5%?).

Davvero non lo avete ancora letto?

Ma come sempre sono numeri al lotto, anche se un pochino più coi piedi per terra. E, che siate autori o editori, i numeri esatti non vi interessano comunque: sapete già di dover lavorare duramente per produrre e vendere Narrativa decente. Dovrete forse lavorare di meno se il mercato crescerà di tre volte invece che di quattro? E se invece crescesse di sei volte, quando avverrà e voi NON avrete lavorato bene perché aspettavate gli eventi, cosa pensate di fare? Appunto.

Quindi autori invece di guardare numeri inutili usate il vostro tempo per studiare la scrittura e per scrivere. Quando il mercato sarà finalmente interessante (3% e più) e deciderete finalmente di autopubblicarvi, il vostro romanzo non si sarà scritto da solo se voi non lo avrete scritto prima, quando il mercato era ancora troppo piccolo.

E voi editori usate parte della giornata lavorativa dei vostri editor per costringerli a studiare i manuali. Mi sento fesso a dirlo, ma questo dovrebbe fare parte della formazione di base e dell’aggiornamento interno all’azienda necessario a renderli in grado di selezionare davvero i testi che arrivano e a lavorare sui testi scelti.

Non è possibile che ancora oggi abbiate editor che non sanno cosa sia il Punto di Vista, cosa significhi Mostrare o su quale Principio si regga la Narrativa. E che sbattono gli occhioni, meravigliati dalle stupende trovate moderne per scrivere meglio, se gli dite due cose pescate dallo Strunk del 1918. E già nel 1918 era roba vecchia!

Sono degli ultracentenari che in un secolo non hanno mai avuto tempo di aggiornarsi o forse assumete gonzi senza alcuna formazione di base spendibile per l’editing?
Rifletteteci, cari editori. E se quelle cose tecniche non le conoscete nemmeno voi, domandatevi perché diavolo volete fare gli editori di narrativa se non ne sapete niente!

Senza contare, horribile visu, quelli che centrano il testo su Word cliccando tot volte la barra spaziatrice e invece dell’interruzione di pagina premono Invio fino a far iniziare il capitolo in una nuova pagina. Seriamente, non potete continuare a lavorare così. Non se avete un po’ di dignità e di rispetto per voi stessi.

Rivolgetevi a me se proprio non avete un editor decente interno o se dovete esternalizzare del lavoro: agenziaduca.it.

Piccolo Box di Aggiornamento per l’Odyssey
Odyssey ora ha un firmware nuovo e gestisce vocabolari in più lingue.
Ci sono i Beta Test aperti per quelli inclusi:
http://bookeen.com/blog/dictionary-beta-tests-go/
Consiglio di comprarlo su Ultima Books, dove è disponibile già il dizionario inglese-italiano per leggere al meglio gli eBook in inglese piratati di tanta fantascienza ormai fuori mercato comprati legalmente sui negozi online!
Con 149 euro, di cui 20 euro di buoni acquisto sul negozio, Odyssey è forse il migliore lettore in circolazione (e solo 30 euro più costoso dei due più economici, Kindle e Biblet Onda).

Anche se ho già il Nook e mi trovo benissimo, sono tentato di comprarlo lo stesso (un lettore in più in casa male non fa) e lasciare al Nook il ruolo di lettore per i manga (con la App apposita), per i libri di Amazon (con la Kindle 4 Android installato) e come lettore di scorta da portare in viaggio data la custodia molto robusta che gli ho abbinato.

 

Guida all’Ebook Marketing di Smashwords

Scritto da il 30 dic 2011 | Categorie: Ebook, Editoria

Breve post per segnalare che Giuseppe Meligrana, fondatore di Meligrana Editore, ha gentilmente tradotto in italiano la guida Smashwords dedicata al marketing degli eBook. Non molto tempo fa aveva già tradotto anche la guida per principianti dedicata alla formattazione dei libri in modo che vengano pubblicati al meglio su Smashwords. Un’ottima guida a quanto ho visto.

La guida al marketing è un breve testo, appena tredicimila parole (undicimila in inglese), che fornisce le basi necessarie per usare il web in modo utile a fare conoscere meglio sé stessi e le proprie opere. O per scoprire chi ne parla in giro per la rete (tramite Google Alert, per esempio). E non solo il web: suggerisce di non dimenticarsi del “mondo reale” coi suoi biglietti da visita perché, alla fine, il mondo non si riduce alle sole discussioni online.

La guida è gratis! Immagino che gli editori (troppi in giro per il mondo) abituati a vendere tredicimila parole a 3,99 euro staranno urlando “Spreco! Spreco!” e si staranno strappando le vesti e i capelli. ^_^
Se proprio sentite il bisogno di pagare qualcosa per la traduzione e passare così una percentuale del prezzo a Smashwords, potete scegliere uno degli eBook in vendita di Meligrana Editore: http://www.smashwords.com/profile/view/meligranaeditore

Tre paragrafi della guida che mi hanno colpito, tratti dall’appendice Le sette cose che non dovete mai fare con un ebook:

1. Non rispettare il lettore: Non fate perdere tempo al lettore. Alcuni autori, ammaliati dalla facilità e dalla velocità di pubblicare un ebook, producono i loro ebook in fretta senza rivederli, modificarli e verificarli. Non risparmiate un solo secondo di tempo per il vostro ebook. Non pubblicate il vostro ebook finché non è perfetto e non pensate che solo perché non dovete stamparlo potete permettervi di non creare un prodotto finito. La concorrenza è spietata e, se non curate il vostro prodotto, non alimenterete il passaparola.

[...]

3. Limitare o non consentire l’anteprima gratuita: Tempo fa ho esaminato diversi ebook su Smashwords che non offrivano l’anteprima gratuita. Ma che autori sono questi? Potrebbero anche racchiudere i loro ebook in un blocco di cemento… Quale lettore sano di mente acquisterebbe un ebook che non può previsionare? Non sparatevi sui piedi. Gli ebook senza anteprima gratuita vengono automaticamente rimossi dai nostri cataloghi in Stanza (iPhone, iPad, iPod touch) e Aldiko (dispositivi Android), perché questi cataloghi richiedono necessariamente l’anteprima.

4. Essere pigri: È un lavoro difficile scrivere un buon ebook. Alcuni autori, dopo anni o una vita intera spesa a finire il loro ebook, guardano la Guida allo stile Smashwords (o quella di Amazon) e rinunciano a pubblicarlo perché dicono che è troppo difficile formattare un ebook. Se queste persone non possono spendere 30 minuti o un’ora per studiare la Guida (scritta per i principianti), o non possono sborsare 50 euro per assumere un esperto di formattazione Smashwords o non trovano un amico autore Smashwords per aiutarli gratuitamente, come possono essere aiutati? Se 50 euro sono l’ostacolo che vi impedisce a provare di farvi conoscere al grande pubblico, questa è probabilmente una forma di selezione naturale come Darwin ci ha indicato tempo fa.

Rappresentano bene quel tipo di mentalità che da oltre un anno cerco di inculcare come necessaria nella testa di editori e autori che passano su Baionette Librarie (senza dubbio grazie a utili passaparola come “Hai visto il sito dello scemo col casco in testa?” – “Quello delle fatine? Borgoddio ahahahah che mongolo!”).

Come dissi pochi giorni fa:

Questo significa trattare i clienti da Clienti e non da Consumatori: pensare ai loro interessi per prima cosa e lasciare che questa cura alimenti il business.

[...]

Non si può essere mai troppo onesti e premurosi col Cliente.
Questo deve cambiare dalla mentalità delle piccole truffe fisiche della vecchia editoria, dove le incazzature finivano a coinvolgere al più pochi amici, rispetto al mondo dei rant globali che rimbalzano per il web.
Il massimo è per definizione il “minimo indispensabile”.
Di meno è sempre troppo poco.

E voi, Negozianti, Autori ed Editori, lascerete che per pigrizia e scarsa competenza l’infamia dei vostri errori rimbombi in eterno? Oppure eviterete di sbagliare, dando ai lettori solo testi in cui sia possibile leggere l’anteprima prima dell’acquisto, di cui si sappiano le esatte dimensioni, che siano formattati decentemente, che siano scritti in modo quantomeno dignitoso per l’ambito di riferimento (Narrativa, Saggistica, Poesia, Literary Fiction) e che siano onesti nel rispecchiare nei contenuti quanto la descrizione e i tag dichiarano?

Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra.

(Winston Churchill)

E in caso di errore, saprete correggervi invece di nascondervi?
Chi ha paura di correggere un errore per non perdere la faccia, causa solo un danno di immagine peggiore a sé stesso. Se invece si corregge, l’errore verrà dimenticato e sostituito dall’impressione di onestà. Ergo, dalle definizioni di Livraghi e Cipolla, chi persevera nell’errore è “Stupido”.

La via più rapida e sicura per sfuggire alle critiche è correggersi.

(Demostene)

Un piccolo mercato può crescere bene se trattato con cura:
chi annega il futuro del proprio business in un secchio d’acqua è un idiota.

Al prossimo articolo.
Coi coniglietti. ^_^

 

Made in Italy: l’anteprima è a pagamento

Scritto da il 21 dic 2011 | Categorie: Ebook, Editoria, Riflessioni

Nel marzo scorso ho raccontato la curiosa nascita dell’indicazione Made in Germany.

Nel 1887 gli inglesi, spaventati dal successo dei prodotti tedeschi, imposero che ne venisse riportata la nazionalità. Così i clienti inglesi avrebbero potuto comprare solo merce inglese, snobbando le schifezze straniere.
Sfortunatamente per l’Inghilterra, dietro il suo marchio si nascondevano prodotti inferiori a quelli tedeschi. Nel 1894 la commissione del Reichstag dichiarò che, dopo leggerissime perdite, il marchio Made in Germany era diventato un vanto che gonfiava le vendite dei prodotti.

In Italia sta succedendo il contrario.
Il marchio Made in Italy era (ed è, in teoria) carico di garanzie di alta qualità nel design, nello stile, nella lavorazione del prodotto di abbigliamento e negli alimentari ecc… e qualcuno mi aveva detto che “italiano” in Germania è usato per il cibo come sinonimo di qualità, un po’ come avviene in Inghilterra con Made in Germany. Non so se sia vero, ma rende l’idea.

Quello che si sta facendo è demolire il Made in Italy, perlomeno nella percezione interna alla nazione, nell’ambito di alcuni prodotti. Anche senza tirare in ballo le merdose auto Fiat (grazie Fiat per aver progettato la Stilo in modo così assurdo che il meccanico deve ammazzarsi per riuscire a cambiare i fari, eh), da molti anni la qualità della narrativa era così infima che un editore che conosco mi ha detto chiaro e tondo che non c’è nulla di cui stupirsi se pochissime opere italiane vengono tradotte all’estero rispetto a quelle di altri paesi: la massa della produzione italiana è merda parecchio sotto il livello della tollerabilità (e fin qui non sarebbe nemmeno troppo grave) e, questo è molto peggio, ben poca roba è degna di mercati più competitivi della nostra squallida pozzanghera. Per questo all’estero non ne comprano i diritti. Senza contare che comunque le cantonate capitano e anche all’estero comprano, per errore, diritti di roba merdosa (d’altronde neppure loro sono dei geni). Questa mancanza di prodotti decenti in numero sufficiente è gravissima.

Io di solito parlo della merda riferendomi al Fantasy e alla Fantascienza perché li conosco meglio, nonostante abbia avuto modo di constatare la presenza di pattume di pari livello anche nel mainstream, ma l’amico editore me lo ha detto chiaro e tondo: piantala di indicare “Fantasy”, non serve precisarlo, la situazione è messa di merda anche nel resto della narrativa. L’incompetenza è endemica. La cialtronaggine degli autori è insita nel sistema editoriale italiano attuale, mica solo nel fantasy. Non faccio fatica a credergli…

Ciliegina sulla torta del discorso: gli italiani fanno bene a snobbare gli autori italiani e a preferire gli stranieri. Il parere viene da uno che da ragionamenti simili (la famosa “esterofilia”) viene danneggiato visto che pubblica parecchi italiani. Consapevolezza nata, immagino, proprio dall’affrontare di continuo la dabbenaggine degli autori allo sbaraglio in cerca di pubblicazione, gente che non capisce che servono anni di studio sui manuali prima di pensare di scrivere un romanzo.

Il discorso si sta trasferendo sull’editoria digitale.
Senza parlare di prezzi e DRM che, come visto, sono un problema anche all’estero (USA inclusi), mi riferisco a tre cose: la percezione demenziale dell’eBook come una specie di scarto da vendere come capita (ed evitando che “danneggi” -sigh- il cartaceo); la qualità infima dei file ePub messi in vendita, spesso così sporchi da rendere lentissimo perfino il cambio di pagina; i prodotti-truffa, ovvero i libercoli minuscoli venduti a 3-4 euro (e oltre) quando meriterebbero al massimo 0,99-1,99 euro. Vi ricordo che raramente nei negozi è indicato il numero di parole del libro in vendita (o le “pagine equivalenti” -come le ha il lettore Nook Simple Touch- basate su tot parole e magari spiegate pure nelle FAQ), simbolo di civiltà e onestà editoriale che dovrebbe essere obbligatorio, come anche l’anteprima gratuita.

E proprio di anteprima gratuita voglio parlare.
Il Made in Italy ha sfornato una nuova, innovativa, eccitante idea di business che trasporta nel mercato degli eBook quello che tra i beni fisici mi sento di definire furto con destrezza. Come saprete all’estero è banalmente ovvio il concetto che il cliente debba poter leggere qualche pagina del libro prima di comprarlo. Su Smashwords l’anteprima va dal 20% al 50% del testo e la sua assenza è considerata una grave mancanza che in automatico genera nel cliente grave pregiudizio nei confronti dell’opera. Su Amazon è la regola (che poi è solo buon senso e rispetto del cliente) avere l’anteprima, tanto che pure gli eBook italiani su Amazon.it ora offrono (sempre?) l’anteprima gratuita del testo venduto in eBook.

Cosa si inventa allora Feltrinelli?
Gioia e tripudio: invece di mettere anche loro l’anteprima di tutti i libri nel negozio, cosa che quantomeno potrebbero fare per quelli col proprio marchio, hanno la geniale trovata di mettere in vendita a 0,99 euro un estratto del libro! Geniale. Potete trovare queste opere sotto il tag Zoom oppure nel sito ufficiale: 25 eBook di cui 24 a 0,99 euro e 1 gratis.
Metà di quelli a pagamento sono oroscopi per il 2012, con una lunghezza attorno ai 40.000 caratteri l’uno (circa 7000 parole) per cui il prezzo è anche accettabile.

Meglio 0,99 euro che 2,99-3,99 euro, prezzo piuttosto altino fatto da 40k i cui libri non hanno più l’indicazione delle dimensioni ridottissime. Una volta sul Bookrepublic Store c’era l’indicazione, sono sicuro, ho comprato tre dei loro libri e infatti pensavo “magari sarà colpa di IBS e di BOL che non riportano la lunghezza, ma loro sono onesti e lo dicono che sono degli articoli da poche paginette”. Per questo non me la sono mai presa troppo. Poi oggi, proprio quando stavo per lodare Bookrepublic perché sulla sua “collana” 40k riporta la lunghezza… tò, scopro che non c’è più! [vedi il commento per la correzione: in realtà il numero non c'era mai stato, ricordavo male io]

Guardate From words to brain venduto a 3,99 euro: in dimensioni Kindle sono 323 locations (più 40 di pubblicità finale e arriva a 368 locations), ovvero 7170 parole. Senza contare che il contenuto informativo è pressoché insignificante (partenza buona, poi si ammoscia). Non si tratta di un eccellente articolo zeppo di informazioni utili su un determinato ambito: è un articoletto da sito web per valore e contenuti.
“Ok, da questi non comprerò più nulla”, mi ero detto (poi in realtà ne ho presi altri due), “ma almeno non truffano la gente: lo sapevo che era corto, sono stato stronzo io a pagare così tanto per così poco sperando che fosse di alta qualità”.
E ora che l’indicazione non c’è più i coglioni girano come pale d’elicottero. [vedi il commento per la correzione: il numero non c'era mai stato e Bookrepublic non ha cambiato nulla, ricordavo male io e avrei dovuto incazzarmi già all'epoca, senza aspettare ora]

Ma si può?
Dopo che parecchie volte ci si era lamentati sul web del libretti truffaldini che sono piccoli come articoli, ma vengono venduti al prezzo di un romanzo (a 3,90 euro si trovano romanzi Newton Compton e Mondadori in eBook), e dopo che la questione del conteggio parole era stata tirata in ballo anche sul sito di mademoiselle Marta Manfioletti parlando proprio di 40k, questi signori invece di mettere il numero delle parole/caratteri/qualsiasi-indicazione-è-buona nella descrizione, in modo che appaia con limpida onestà anche negli altri negozi, lo levano dal proprio? [vedi il commento per la correzione: il numero non c'era mai stato, ricordavo male io]
Così prendiamo per il culo i clienti: l’intenzione truffaldina nel correggere le cose in peggio è evidente. [vedi il commento per la correzione: il numero non c'era mai stato, ricordavo male io, quindi l'intenzione truffaldina era presente già all'inizio e non è apparsa dopo] Meno male che almeno su Smashwords la dimensione è riportata: 5-21.000 parole, con la maggiore parte sulle 9.000 parole.

In Italia il rispetto del cliente non esiste, lo si considera un consumatore-pollo da spennare e gettare via. Si svende la propria rispettabilità per manciate di noccioline in un settore che a parole si vuole lanciare (zì zì, eBook, zì zì) però nei fatti si incatena con pratiche buone solo a far passare qualsiasi voglia ai lettori di comprare eBook per timore di sprecare soldi in immondizia. Altro che virtuosi nuovi editori “nativi digitali”.
Virtuosi di cosa, poi? Del furto con destrezza?
Della pertica nelle chiappe del cliente?
Dell’imitare il peggio del passato?
È davvero deprimente…

E si può fare anche di peggio. Molto peggio.
Se nella collana Zoom di Feltrinelli ci sono 12 libri a 0,99 euro che possiamo considerare “accettabili”, bisogna anche dire che ci sono altri 12 libri che definire libri è una vergogna concettualmente (anche se tre hanno una dimensione passabile):

Frate Zitto (Stefano Benni), 17.254 caratteri tratto da La Grammatica di Dio;
Un’amabile storia d’amore (Charles Bukowski), 20.947 caratteri tratto da Storie di ordinaria follia;
Bambini pendolari che si sono perduti (Gianni Celati), 8393 caratteri tratto da Narratori delle pianure;
V.O. (Jonathan Coe), 27.354 caratteri tratto da Questa notte mi ha aperto gli occhi;
Aiuto (Erri De Luca), 14.953 caratteri tratto da Il contrario di uno;
Beethoven era per un sedicesimo nero (Nadine Gordimer), 25.747 caratteri tratto da Beethoven era per un sedicesimo nero;
Passerotti (Doris Lessing), 17.792 caratteri tratto da Racconti londinesi;
Zafferano (Maurizio Maggiani), 49.355 caratteri tratto da La regina disadorna;
Si aspetta (Amos Oz), 32.993 caratteri tratto da Scene dalla vita di un villaggio;
La lunga notte del dottor Galvan (Daniel Pennac), 56.370 caratteri tratto da La lunga notte del dottor Galvan;
Padania (Paolo Rumiz), 72.397 caratteri tratto da La secessione leggera;
La luce che c’è dentro alle persone (Banana Yoshimoto), 22.973 caratteri tratto da Ricordi di un vicolo cieco;

Sono tutti estratti da altri libri.
Tre hanno dimensioni dignitose per la vendita a 0,99 euro, ma sono comunque estratti da libri che dovrebbero avere il 10-20% di anteprima gratuita, se fossimo in un paese civile che rispetta i clienti come li rispetta Smashwords, che adoro, o come li rispetta (in questo aspetto quantomeno, sul resto stendiamo un velo pietoso) Amazon.

E leggete come Feltrinelli descrive il geniale progetto:

Zoom è la nuova collana di Feltrinelli tutta digitale.
Una nuova idea di libro: economico, veloce e maneggevole.
A 0,99 € a titolo.

In Zoom troverai i libri che finora non si potevano fare. Perché la cara, amatissima carta ha pur sempre i suoi limiti. In Zoom troverai racconti, romanzi a puntate, guide, saggi e interventi editi e inediti. Testi brevi ma di altissima qualità, liberati nella loro essenza più pura dalle nuove possibilità di distribuzione digitale.

Libri piccoli solo per le loro dimensioni e il loro prezzo. Libri che sanno rimanere nella mente a lungo, come una bella canzone, e che come una canzone possono essere scelti e gustati uno alla volta. E poi gustati di nuovo, e di nuovo…

Dopo la porcata fatta si permettono pure di fare i fighi, eh? Si vergognino.
La mentalità da piccole truffe nel piccolo mercatino rionale rimane. Negozi ed editori che urlano “forza, facciamo la fine dei piccoli negozi con i prezzi gonfiati quando arrivarono i Centri Commerciali e le grandi catene, sì!”
Volete crepare? Fatelo. Di editori che vendono anteprime che dovrebbero dare gratis come è diritto dei consumatori pretendere, il mercato non ha bisogno. Schifosi infami, spero che crepiate come meritate e come implorate a gran voce.

L’unico pregio della porcata Feltrinelli’anal è che almeno ci tengono a indicare molto chiaramente la lunghezza: col fatto che ormai quasi tutti usiamo campi di invio testo in cui il numero di caratteri viene conteggiati (per esempio su Twitter), è facile capire che 20.000 caratteri sono una sciocchezzuola. Pregio a cui Bookrepublic ha rinunciato con una scelta a dir poco demenziale.

Questo articolo, per dire, è lungo 2051 parole per un totale di 12.679 battute spazi inclusi.
Il mio articolo sull’Arco Inglese è lungo 9.337 parole per un totale di 56.622 battute spazi inclusi.
L’articolo sull’Avancarica a Percussione è lungo 12.496 parole per un totale di 78.259 battute spazi inclusi.
Quello sul Risorgimento Steampunk è lungo 20.130 parole per un totale di 126.759 battute spazi inclusi.
Io mi vergognerei a venderli a 2,99-3,99 euro, tranne forse il più lungo SOLO se abbinato all’introduzione sullo Steampunk (altre 4-5000 parole) e comunque a non più di 1,99 euro, ma è evidente che io non sono un editore italiano: io ho rispetto per i lettori.

In pratica il Made in Italy sta diventando un marchio di infamia come il Made in Ciad usato da Nick Stone (protagonista di una serie di romanzi di Andy McNab). Allegria.
C’è chi dice che il risveglio dei nazionalismi e dell’orgoglio nei singoli paesi sia un male, che iniziare a dire che i francesi non hanno il bidet e quindi puzzano (il che è vero, sono dei mangiarane!) è il primo passo verso la fine del Sogno Europeo e verso le guerre, e allora mi sento un po’ più al sicuro: in Italia invece di esaltare il marchio nazionale ci si ingegna ogni giorno di più per sputtanarlo. Evviva.

 

Nuovi lettori di eBook da IBS e Telecom

Scritto da il 19 dic 2011 | Categorie: Ebook, Razzismo e Stereotipi

Si avvicina il Natale, ovvero il Compleanno di Babbo Natale e pure di Mitra (un tizio col berretto frigio che per sport sparava con armi automatiche sui tori) visto che è la festa del Sol Invictus (Dies Natalis Solis Invicti, dal 25 dicembre 274).
E c’è pure in mezzo una roba cristiana che non ricordo, ma non vorrei offenderli citandoli in modo inesatto: so quanto disprezzino festeggiare le nascite, pratica che ritengono degna solo dei peggiori pagani.
Gli ebrei invece a breve inizieranno a festeggiare l’Hanukkah, sovrapponendosi in parte al compleanno di Mitra. Non so esattamente che festa sia, ma immagino che si facciano le solite cose che fanno i nasoni: torturare gli animali, amministrare le principali banche mondiali, sostenere le rivoluzioni comuniste e sacrificare i bambini cristiani per berne il sangue. Magari distruggere con le ruspe un po’ di baracche piene di palestinesi.
Qualcosa del genere.
Non sono esperto di questi culti alla moda: chiedete a Zwei che è del giro.

Mi sono perso un attimo nelle riflessioni religiose.
Ah, sì: Lettori di eBook. Dicevo che con l’arrivo di Babbo Natale capita che il popolo faccia un pensierino sull’adozione di un eReader. Il Kindle ormai lo conoscono tutti, spero, e dell’Odyssey si è già detto quel poco che si è potuto racimolare nelle settimane scorse (chi lo ha provato dal vivo dica pure com’è nei commenti). Non ho idea di come sia il Sony PRS T-1, di cui sto leggendo pareri diversi. Ero sicuro di aver letto da qualche parte che è meglio dell’Odyssey per i PDF, ma poi mi sono imbattuto in questo:

No, il PRS-T1 non mi piace per niente. Oltre a costare quasi il doppio del Kindle (e ad avere una cornice lucida riflettente e ideale per le impronte), ha una quantità infinita di problemi, che si spera verranno risolti con la versione successiva: soprattutto con i PDF dà un sacco di grane. Inoltre il touch su questi prodotti a mio avviso non ha particolare senso e l’uso (inevitabile) dell’infrarosso per rilevare il touch è un salto nella preistoria se si proviene dal touch capacitivo. Se hai intenzione di usare l’ebook reader *per leggere libri* (e non quindi per ulteriori attività collaterali, come navigare sul Web), il PRS-T1 non ha particolare significato, e il raddoppio del prezzo non è in alcun modo giustificato.

E non so che pensare se non quello che pensavo già prima: piuttosto che pagare dei bastardi che avevano imposto il prezzo per i “terroni italiani” a 50 euro in più (199 euro) rispetto al prezzo per gli “ariani franco-tedeschi” (149 euro) preferirei ammazzarmi.
Sono piuttosto sicuro che una della fanciulle che mi legge, credo una di quelle col pene (futanari, quindi), abbia ricevuto un T-1 in regalo. Un parere sulla veridicità o meno di quel commento mi fa comodo: sentiti libera di manipolarti il ventre pensando al Duca scrivere nei commenti tutto ciò che riterrai utile dire. ^_^

A parte questi eReader già noti, sono apparsi in Italia un altro paio di apparecchi: il nuovo Biblet di Telecom e i nuovi Leggo di IBS.
Voglio spendere un paio di parole su di loro giusto per informarvi della loro esistenza. Provvedete poi voi a cercare video e recensioni o a provarli nei negozi. Il nuovo eReader della Telecom dovrebbe essere presente sugli scaffali, come pure l’Odyssey (che ormai non penso che comprerò dopo l’ottima esperienza col Nook Touch a cui dedicherò presto un articolo).

Cominciamo col Biblet.
Il vecchio Biblet bianco era un Binder della Sagem che dal Natale scorso veniva venduto all’indecente prezzo di 259 euro. Aveva il 3G per connettersi sempre al negozio Biblet dove è possibile comprare eBook italiani di qualità scadente venduti a un prezzo indecente… ma questo non è colpa del negozio, è colpa degli editori italiani.

Il nuovo Biblet è un Onda OB600KT, tinto di nero e dalla connessione 3G incerta.

Il nuovo Biblet Onda

Carino, ricorda un po’ il Kindle 3 ancora in vendita, con quindi gli aspetti positivi e negativi del tastierino. Il nuovo Biblet Onda (codice TB600KT) ha un prezzo molto buono, 99 euro, chiaramente studiato per affrontare la concorrenza del Kindle 4 arrivato a inizio mese in Italia.

Diamo un’occhiata alle specifiche rilevanti, prese dalla pagina di vendita: schermo E Ink Pearl classico (6 pollici e 600×800 pixel, come negli altri lettori) con aggiunta del Touch ad affiancare il tastierino fisico, connessione Wi-Fi, 2 GB di memoria interna e slot per schede SD fino a 8 GB (SD, non microSD).
Non sembra male. Lo schermo è bello. La batteria immagino che durerà il solito, inutile perdere tempo a fare confronti dato il modo farlocco in cui vengono indicati i consumi nei siti dei venditori: peggio del mio Gen3 non farà (a Wi-Fi spento) e col mio Gen3 ho letto con piacere, e senza sentire affatto il “peso” della ricarica, per due anni e mezzo!

Legge gli ePub e i PDF, anche con DRM Adobe, oltre ai file in semplice HTML, ai TXT e a qualche immagine.
Un classico buon lettore, si direbbe. A un prezzo competitivo. Un po’ voluminoso rispetto agli eReader più compatti come il Kindle 4, ma niente di tragico. A me quel po’ di bordo in più in basso non dispiace, anzi, nel mio Nook Touch l’unico difetto che mi fa rimpiangere un pochino il Cybook Gen3 è proprio la cornice troppo uniforme che non permette una solida presa in basso. Bisogna però dire che i tasti avanti/indietro sono posti a sinistra, cosa poco comoda per un lettore che non sia mancino nel caso voglia leggere con una sola mano e senza modificare mai la presa sul lettore (come facevo io col Cybook Gen3).

Non si sa se ci sia o meno il 3G, ma io sono piuttosto sicuro che non sia presente. Il 3G costa e qui il prezzo è basso. In più il modello è indicato proprio come Wi-Fi & Touch, senza indicazioni di presenza del 3G nella scheda ufficiale (ma è rimasta nella pagina generale sui Biblet Telecom).
Nemmeno il manuale di istruzioni parla di connessione 3G, in compenso pare sia presente un Browser: col Wi-Fi è possibile navigare liberamente, per leggere la posta su gmail o consultare wikipedia o andare sul blog preferito, o è vincolato a pochi siti scelti da Telecom? Le istruzioni non lo dicono.

Sul PDF dell’annuncio però si parla di navigazione libera:

Il device è caratterizzato da un display touchscreen di 6″ a inchiostro elettronico che rende più agevole la lettura offrendo la sensazione del foglio di carta, anche sotto la luce del sole. Dispone di una tastiera per facilitare la navigazione libera in Internet, consentita grazie alla modalità WiFi, e accedere così in mobilità anche ai siti dei principali quotidiani nazionali come La Repubblica, Il Messaggero, Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport.

Le istruzioni però dicono una cosa diversa sui formati:
File supportati:

Testo (PDF, EPUB, DOC, RTF, HTML, FB2, TXT, DjVu, LIT, CHM, WOL)
Immagini (BMP, JPG, PNG, GIF)
Musica (MP3, WAV, OGG)
File compressi (RAR, ZIP)

Davvero legge DOC, RTF, DJVU e perfino il defunto LIT? Ne dubito molto, ma chissà… se qualcuno lo ha comprato mi farebbe un favore se lo indicasse in un commento.

Sulla carta è un ottimo prodotto.
Non rimane che provarlo e scoprire come gestisce le annotazioni, se permette di prendere appunti liberamente (per levarsi il taccuino dalla tasca), se è possibile leggere in landscape i PDF (fondamentale per i manuali e la saggistica) e quanto è comoda la gestione dello zoom ecc…
Attendo commenti. Sarebbe un piacere poterlo consigliare come alternativa al Kindle 4 e al suo odioso formato proprietario!

Passiamo ai nuovi eReader IBS.
Beh, ecco, non c’è molto da dire. Il nuovo eReader 6 pollici PB612 è semplicemente la versione senza 3G del vecchio lettore PB603 e grazie a questo risparmio tecnico ha il prezzo ridotto da 199 a 169 euro. Indecente, siamo seri. Meglio prendere il Cybook Odyssey a 149-159 euro (incluso bonus per comprare eBook su Ultima Books o su Feltrinelli) se uno è disposto a pagare quel prezzo!
Il resto è tutto come prima, incluso il touch via pennino. Se un anno fa il Leggo era un lettore accettabile, superiore al tremendo Biblet Sagem, ora il confronto secondo me non è nemmeno possibile: Biblet Onda vince a mani basse.

Molto più interessante invece il Pocketbook 912 rimarchiato come Leggo IBS PB912. Il prezzo è alto, ma non è fuori di testa (il 912 originale si trova anche a 330 euro più spedizione, pare) e si tratta comunque di un 9,7 pollici con risoluzione 1200×825, ideale per chi ha gravi problemi di vista o vuole consultare PDF in formato A4.

Schermo: 9,7” E Ink (non Pearl), 16 livelli di grigio, 1200×825 pixel
Touch screen con stilo
Orientamento verticale/orizzontale con G-sensor
Memoria interna 2 GB
Slot per schede Micro SD fino a 32 GB
Modifica dimensione caratteri, dizionario, segnalibri, orologio, calendario
Testi: PDF (anche Adobe DRM), Epub (anche Adobe DRM), PRC, FB2, TXT, DJVU, RTF, HTML, CHM, DOC, TCR, FB2.ZIP
Immagini: JPEG, BMP, PNG, TIFF
Audio: MP3

Recensione del Pocketbook 912:
http://goodereader.com/blog/electronic-readers/pocketbook-912-pro-e-reader-review/

Scheda ufficiale:
http://www.pocketbook-int.com/us/products/pocketbook-pro-912

Rimane il dubbio, come si chiedono sul Forum di Simplicissimus, se IBS castrerà le funzioni del pocketbook come fece all’epoca con il PB603. Se non lo farà è un ottimo eReader, poco adatto alla lettura comoda con una mano sola, ma con tutti i vantaggi del grande schermo.

Attendo commenti da chi ha potuto provare i nuovi lettori Biblet Onda e IBS Leggo.
Soprattutto il Biblet.

 

Il Kindle Store italiano è arrivato

Scritto da il 01 dic 2011 | Categorie: Ebook

Un giorno di ritardo rispetto a quanto dichiarato, ma alla fine il Kindle Store italiano è arrivato e con lui il Kindle (non touch) a 99 euro. Ha i dizionari. Non supporta ePub. Visto che non supporta ePub, dovrete convertire in Mobipocket con Calibre tutti i libri che scaricherete gratis da siti come Library.nu (in gran parte sono ePub, a parte la saggistica in PDF) o i libri che comprerete in negozi che non forniscono il Mobipocket.

In ogni caso con i Mobipocket presi da Amazon, se vorrete difendere la vostra biblioteca, dovrete SEMPRE effettuare un backup di sicurezza sul vostro PC per due motivi: evitare la cancellazione da parte di Amazon che si arroga il diritto di cancellare i libri che avete “noleggiato” con l’acquisto presso di lei; disporre di una versione ePub (rimozione DRM -illegale- e conversione via Calibre) per quando in futuro potreste decidere di cambiare lettore e passare all’altro formato, quello molo più figo e rispettoso dei vostri diritti perché NON proprietario.

Infine, per concludere il discorso sui Mobipocket, vi consiglio anche se avete il Kindle di comprare i .mobi nel negozio di Simplicissimus: così potrete avere il lettore a basso prezzo senza arricchire le casse di Amazon più del necessario, nel caso vi stia antipatica la sua politica.

Se volete un lettore migliore, con il touch screen e uno lo schermo ancora più rapido e reattivo (e consumi pare ancora più ridotti), e soprattutto se non vi va di dover convertire ogni ePub prima di leggerlo, potete comprare il Cybook Odyssey di Bookeen: su Simplicissimus lo vendono a 149 euro, ma ci sono 20 euro di bonus per comprare eBook inclusi (quindi 129 euro di lettore e 20 euro di “ricarica”). Oppure potete comprarlo nei negozi Feltrinelli che ha la sua edizione speciale. ^_^

Non ho molto altro da dire a riguardo.
Sapete come la penso su Amazon: molte possibilità, una forza ORA positiva e utile, tra qualche annetto vedremo se la sua ostinazione a infilare nel mercato formati proprietari come Mobipocket e il futuro KF8 invece di formati liberi come ePub sarà un danno o meno per tutti. Se volete rileggere la mia opinione era qui.

Buona fortuna ad Amazon e speriamo che aiuti, col suo lettore a 99 euro, a mantenere il trend di adozioni degli eReader già iniziato nel 2011 proprio come avvenne negli Stati Uniti o nel Regno Unito con prezzi all’epoca (2009-2010) anche più alti che da noi: più pubblico ha gli eReader e più pubblico potrà pensare di comprare eBook.
Vi ricordo che autopubblicandosi su Narcissus si ha accesso anche al negozio di Amazon. Giusto nel caso aveste il dubbio.

Bene, passiamo a qualcosa di diverso.
Siete contenti di poter ora comprare l’ultimo libro di Licia Troisi a 6,99 euro?
Finalmente un prezzo decoroso, non i 9,99 euro che si vedevano fino a ieri su Amazon.com (e ancora oggi su IBS.it). Non è ancora il prezzo ideale (5 euro o meno), ma è decoroso considerando che è un titolo di punta per il fantasy Mondadori e che ha un pubblico già costruito. Ok, non guardate che è il libro di Licia e che fa schifo, pensate al fatto che sia in generale un romanzo uscito da pochissimo, con l’hardcover a 19 euro e che sicuramente farà parecchie vendite. E considerate che negli USA i romanzi dei Big Six nel 2009 stavano a 9,99 dollari -grazie al prezzo imposto da Amazon- e che nel 2010 per colpa degli editori salirono spesso a 12,99-15,99$.
Mondadori sta facendo un prezzo migliore di quanto facessero (e ancora fanno) i fratelli Big negli USA. Bravi. Ora degnatevi pure di trovare degli editor meno incompetenti e iniziate a pubblicare qualcosa di decente, eh? ^_^

Tornando al romanzo in sé ne ho letto un quarto e mi aspettavo peggio: dopo l’inizio da vomito migliora a sufficienza da riuscire a leggerlo senza stare male… molto meglio del Re Nero, Amon, Unika e altri aborti del vergognoso Made in Italy.
Non fa venir voglia di leggerlo né per lo stile (dal molto brutto allo scadente) né per la storia (manca conflitto e non è granché originale, per ora) né per il personaggio (solita mono-eroina troisiana: cambia solo il colore dei capelli e il nome, la “voce” rimane quella), ma l’immondizia di Licia si conferma superiore alla massa di immondizia fantasy degli altri italiani. E questo, come sempre, non è un complimento per Licia: è un insulto per gli altri.

Sì, dico a te cara Licetta: studia i manuali, leggiti i 36 saggi sulla scrittura del corso di Chuck Palahniuk, impara cosa è “l’Io Sommerso” e piantala per Dio di infarcire i tuoi rigurgiti narrativi di “pensò”, “sentì” ecc… sono sottintesi, capra! Il mio stomaco di Editor sta rigettando la colazione! Sette anni e ancora non hai capito cosa è il punto di vista e come regolarne la profondità. Meno male che non hai nemmeno fatto alcuno sforzo per imparare, te ne sei sbattuta perché tanto ti pubblicavano lo stesso, altrimenti inizierei a sospettare un grave problema di ritardo dell’apprendimento.

Massì, fottiamo il cervello dei ragazzini scrivendo a caso mucchi di stupidate.

 

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