Archivio per la Categoria 'Editoria'

  1. Tombolini: "Ebook, ecco cosa sta succedendo in Italia" by Il Duca di Baionette
  2. Apre AgenziaDuca.it by Il Duca di Baionette
  3. Guida all'Ebook Marketing di Smashwords by Il Duca di Baionette
  4. Made in Italy: l'anteprima è a pagamento by Il Duca di Baionette
  5. The Book Job: i Simpson spiegano l'editoria by Il Duca di Baionette
  6. Arriva Odyssey (e altre amenità a tema eBook) by Il Duca di Baionette
  7. Sconfiggere il formato proprietario di Amazon: "salva ePub, salva l'editoria" by Il Duca di Baionette
  8. Mercato eBook USA: luglio 2011 by Il Duca di Baionette
  9. Il Telefonoscopio di Robida e altre meraviglie by Il Duca di Baionette
  10. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (7) by Il Duca di Baionette
  11. Edoardo Mori: calci in culo per tutti by Il Duca di Baionette
  12. Aggiornamento estivo a tema eBook by Il Duca di Baionette
  13. Legge Anti-Amazon: felicità nella AIE e dimissioni by Il Duca di Baionette
  14. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (6) by Il Duca di Baionette
  15. Ebook Lab Italia 2011: DRM e Pirateria by Il Duca di Baionette
  16. USA, Febbraio 2011: eBook al 29% by Il Duca di Baionette
  17. Ebook Lab Italia 2011: gli interventi di Riccardo Cavallero e di Cristina Mussinelli by Il Duca di Baionette
  18. Ebook Lab Italia 2011: articolo-guida per Libroshima by Il Duca di Baionette
  19. USA eBook: gennaio, il mese della noia by Il Duca di Baionette
  20. Ritorno da Ebook Lab Italia 2011 by Il Duca di Baionette
  21. iPad 2, finalmente con iShotgun (e altre considerazioni miste) by Il Duca di Baionette
  22. 102 anni fa: il Manifesto del Futurismo by Il Duca di Baionette
  23. USA: un buon 2010 per gli eBook by Il Duca di Baionette
  24. Vendite degli eBook in Italia a Natale by Il Duca di Baionette
  25. Tariffe ridotte per Ebook Lab Italia 2011 by Il Duca di Baionette
  26. Giochi di ruolo ed eBook: meglio del previsto by Il Duca di Baionette
  27. Fazi, Melissa P. e quel covo di dementi chiamato Editoria Italiana by Il Duca di Baionette
  28. Ebook Lab Italia 2011 by Il Duca di Baionette
  29. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (5) by Il Duca di Baionette
  30. Il prezzo degli eBook secondo Antonio Tombolini by Il Duca di Baionette
  31. Mondanoia e Telecoma a Francoforte… by Il Duca di Baionette
  32. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (4) by Il Duca di Baionette
  33. Aggiornamento sulle vendite di Konrath by Il Duca di Baionette
  34. USA: vendite eBook, luglio 2010 by Il Duca di Baionette
  35. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (3) by Il Duca di Baionette
  36. Barnes & Noble soccombe al digitale? by Il Duca di Baionette
  37. Intervista a Santachiara: giusto una piccola nota by Il Duca di Baionette
  38. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (2) by Il Duca di Baionette
  39. Ancora sul business del proibire l'acquisto by Il Duca di Baionette
  40. USA: vendite eBook, primo trimestre 2010 by Il Duca di Baionette
  41. Edigita e Marstenheim by Il Duca di Baionette
  42. La Vera Editoria di Anonimo Informato by Il Duca di Baionette
  43. La stampa durerà in eterno by Il Duca di Baionette
  44. USA: vendite ebook, febbraio 2010 by Il Duca di Baionette
  45. 1200 eBook per Mondadori e l'eReader Telecom by Il Duca di Baionette
  46. Vendite di eBook negli USA: un gennaio da record e dimensioni del mercato tra il 2002 e il 2009 by Il Duca di Baionette
  47. Il giusto prezzo degli eBook: Konrath, Smashwords e un confronto con la carta by Il Duca di Baionette
  48. Ancora Konrath: 30.000 eBook in 11 mesi by Il Duca di Baionette
  49. eBook: vendite USA 2009, sondaggio tra i lettori e acquisti con donazione by Il Duca di Baionette
  50. Konrath: più soldi con gli eBook a 1,99$ by Il Duca di Baionette
  51. Antonio Tombolini sulla questione "Macmillan vs Amazon" by Il Duca di Baionette
  52. Mondadori muove il culo (ma sculetterà giusto?) by Il Duca di Baionette
  53. Aggiornamento periodico a tema eBook by Il Duca di Baionette
  54. Royalties, tre scimmie ed Edgar Allan Poe by Il Duca di Baionette
  55. Previsioni per il 2010 degli eBook by Il Duca di Baionette
  56. Vendite di eBook su Amazon, previsioni per gli eReader nel 2010 e qualche consiglio di Tombolini by Il Duca di Baionette
  57. Tombolini e Ferrari parlano di eBook a Fahrenheit by Il Duca di Baionette
  58. USA: vendite eBook, terzo trimestre 2009 by Il Duca di Baionette
  59. Un sondaggio dalla Fiera del Libro di Francoforte e le vendite degli eBook negli USA in agosto by Il Duca di Baionette
  60. USA: vendite degli eBook a luglio e qualche dato sul cartaceo by Il Duca di Baionette
  61. Negri, Editori, Scrittori e Lettori by Il Duca di Baionette
  62. Mercato degli eBook: un aggiornamento dalla Germania e i libri gratuiti della Random House by Il Duca di Baionette
  63. USA: vendite eBook, secondo trimestre 2009 by Il Duca di Baionette
  64. Vendite degli eBook in aprile e dati sulla correlazione tra pirateria e vendite by Il Duca di Baionette
  65. USA: vendite eBook, primo trimestre 2009 by Il Duca di Baionette
  66. Macero Formato Famiglia con la Rizzo e la Troisi by Il Duca di Baionette
  67. EBook: WotC interrompe la vendita dei PDF per paura dei pirati e White Wolf ne approfitta! by Il Duca di Baionette
  68. Ebook: un gennaio incredibile by Il Duca di Baionette
  69. USA: vendite eBook quarto quarto 2008 by Il Duca di Baionette
  70. USA: vendite eBook, terzo quarto 2008 by Il Duca di Baionette
  71. USA: vendite eBook, secondo quarto 2008 by Il Duca di Baionette
  72. Gli eBook e il futuro del libro by Il Duca di Baionette
  73. Dietro il prezzo di un libro by Il Duca di Baionette

Tombolini: “Ebook, ecco cosa sta succedendo in Italia”

Scritto da il 25 gen 2012 | Categorie: Ebook, Editoria

Riporto per intero le interessanti considerazioni fatte da Antonio Tombolini, Amministratore Delegato di Simplicissimus Book Farm e, credo, massimo esperto di eBook/editoria digitale in Italia.

Ebook, ecco cosa sta succedendo in Italia
January 24th, 2012


Ecco cosa sta succedendo in Italia riguardo agli ebook, almeno a giudicare dal mio personale (e interessatissimo) punto di osservazione, salvo errori ed omissioni :)

[AVVERTENZA: sto per dare i numeri, chi ritenesse di usarli (foss'anche solo per deriderli) è pregato di citarne la fonte, non vorrei mai che alcuno fosse coinvolto in valutazioni che, lo ripeto, sono esclusivamente mie.]

Straight to the point, senza troppi giri di parole:

  1. Le vendite di ebook in Italia hanno totalizzato in tutto il 2011 circa 3,7 milioni di Euro, centomila euro più centomila euro meno. Ovvero meno dello 0,3% del mercato totale dei libri trade (fiction e non-fiction). Per circa 500mila ebook venduti nel corso dell’anno. Circa 1400 di media al giorno. Poco o tanto? Tanto, fidatevi: l’argine è rotto, entro il 2015 gli ebook rappresenteranno anche in Italia almeno il 20% del mercato. E dico almeno.
  2. Fino al 30 novembre 2011 Ibs guidava incontrastata la classifica delle librerie che vendono più ebook, anche se tallonata abbastanza da vicino da Feltrinelli, in rimonta. Diciamo che Ibs pesava probabilmente, fino a quella data, almeno il 40% delle vendite ebook totali.
  3. Dal 1 dicembre 2011 non è più così: nel mese di dicembre, al suo primo mese di attività, il Kindle Store di Amazon ha raggiunto e superato le vendite di Ibs.it, praticamente facendo aumentare, in un solo colpo, del 50% il mercato totale degli ebook. Vuol dire che nel 2012 il mercato degli ebook varrà all’incirca il quadruplo del 2011. E forse di più, se gli editori si decideranno ad a) aumentare drasticamente i titoli disponibili; b) abbassare i prezzi sotto la soglia massima dei 7 euro.
  4. Apple non è ancora partita come si deve con iBooks, ma lo sta facendo già in queste prime settimane del 2012, e c’è da attendersi che questo comporti una ulteriore accelerazione per il mercato: un canale in più, e molto importante, per gli ebook standard, e un canale in più, e che canale, per gli enhanced books da produrre col nuovo tool di authoring di Apple, rilasciato due settimane fa, iBooks Author: questo apre il campo a interi settori (illustrati, reference, guide, scuola) che finora, a causa delle limitazioni dell’EPUB, non avevano potuto aggiungersi all’offerta ebook.
  5. Stesso ragionamento vale per il lancio di Kindle Fire anche in Italia, che avverrà probabilmente già in primavera.
  6. La nostra piattaforma di distribuzione STEALTH ha distribuito (all’incirca) il 30% degli ebook venduti in volume (numero di download) e il 20% circa in valore (fatturato: i libri distribuiti da STEALTH costano mediamente molto meno di quelli distribuiti dalle altre piattaforme).
  7. Feltrinelli ha condotto, e sta conducendo (disclosure: col nostro supporto) un esperimento molto interessante di integrazione hardware-ebookstore con l’ultimo modello di ebook reader della francese Bookeen, il Cybook Odyssey Feltrinelli Edition, dal touch finalmente molto performante.
  8. Stesso esperimento stiamo conducendo direttamente anche noi, col Cybook Odyssey Ultima Books Edition.
  9. Ultima Books, la nostra libreria online, ha avuto un’impennata decisa a partire da ottobre 2011, anzi, per la precisione dal 30 settembre 2011, data in cui abbiamo pubblicato online la nuova versione con gli scaffali personalizzabili ecc… Probabilmente è ora, all’incirca, la quarta o quinta libreria online, ed è in rimonta :)
  10. Narcissus sta crescendo: gli ebook autopubblicati con Narcissus (e in vendita in tutti gli store, compreso il Kindle Store) vendono complessivamente quanto un “medio editore”.

Cosa faremo noi di qui in avanti?

  • STEALTH si espanderà all’estero: distribuirà editori stranieri, e venderà quelli italiani in mercati stranieri. Insomma, come usa dire, sarà una piattaforma di distribuzione globale, in competizione con le altre piattaforme globali alla Overdrive, o alla Ingram, per capirci.
  • Ultima Books avrà presto in vendita nello store italiano titoli in altre lingue. E aprirà progressivamente bottega in altri paesi.
  • Narcissus diventerà globale anche lui: una piattaforma di self-publishing multicanale su scala globale, come si merita.
  • Ci mettiamo a fare anche gli editori, con alcune collane tematiche, affidate ciascuna alle cure di un amico esperto. La prima a debuttare, in febbraio, sarà la collana Viaggio d’inverno, diretta da Alessandro Zignani. Altre ne seguiranno. Per vedere se e come si può fare l’editore in maniera diversa ai tempi della rete. Anche per capire meglio i loro problemi quando li abbiamo come clienti.
  • E altre cosette che non sto a dirvi qui :)

[PS Qui parlo di ebook, e quindi trascuro del tutto la situazione del mercato, e le nostre attività, relativamente a quotidiani, riviste, enhanced books. E scuola, settore in cui sta per cominciare il terremoto, estote parati! Magari ne parliamo un'altra volta.]


 
Fine dell’articolo di Antonio Tombolini. Ora qualche mia considerazione.
Sulle cifre, la realtà vista da Tombolini, che ha volumi di vendita e conoscenze a sufficienza per dare una stima molto autorevole, si scontra con l’ottimismo numerico partorito tra febbraio e luglio 2011 dalla ricerca condotta da A.T. Kearney per Bookrepublic (avevo riportato alcuni dati qui).

«Certo, si parte da un mercato esiguo, attualmente lo 0,3-0,4 per cento di quello complessivo del libro» chiarisce Giovanni Bonfanti, curatore della ricerca. «Ma si può prevedere che queste percentuali raddoppieranno di anno in anno».
Più in dettaglio, lo studio ipotizza che il mercato del libro elettronico possa spingersi all’inizio del 2012 fino all’1 per cento, toccando un giro d’affari di 12 milioni di euro, contro i 500 mila del 2010. Condizioni essenziali: più dispositivi di lettura (ereader e tablet) in circolazione, un maggior numero di titoli in italiano e il loro ingresso — finora non avvenuto — nelle librerie online di Apple, Amazon e Google. «Tutti eventi molto probabili» spiega ancora Bonfanti. «E anche nel peggiore dei casi, prevediamo comunque che entro gennaio saranno venduti almeno 900 mila ebook».

Tra una stima fatta con molti mesi di anticipo, e non suportata da dati successivi (più simili a quelli di Tombolini), e le considerazioni fatte coi dati reali, mi fido delle seconde. D’altronde già all’epoca, pur usandoli come base di riflessione, avevo detto questo delle considerazioni di A.T. Kearney:

Numeri al lotto, per quel che importano.
L’importante è sapere che il mercato crescerà in fretta. Fine. Non la cifra esatta, d’altronde pure con gli USA non abbiamo mai saputo le cifre esatte, solo stime più o meno farlocche basate su un ridotto numero di grandi editori. Eppure le cifre crescevano di continuo e il mercato reale ancora di più.

Invece di partire con 0,3-0,4% del mercato (trade) e aspettarsi crescite fino ad arrivare a punte dell’1% come base di avvio del 2012, abbiamo una media finale di quasi 0,3% (3,7 milioni di euro complessivi su TUTTO il 2011).
Non sono un matematico, ma sospetto che qualcosa non andasse nei conti di A.T. Kearney se ORA dopo una robusta crescita (incluso il +50% causato da Amazon a dicembre) ci troviamo a sfiorare appena lo 0,3% mentre loro, prima della robusta crescita, pensavano fosse già quasi allo 0,4%. Ah-ah, cioè, e li hanno anche pagati per questo?

Un modo migliore di usare i soldi.
Visto che non verranno mai usati per addestrare editor competenti e quindi non vale nemmeno la pena di suggerire questa alternativa “fantascientifica”…

Citando la AIE:

le previsioni per dicembre 2011 dicono infatti che il mercato dovrebbe raggiungere i circa 3 milioni di euro (circa lo 0,1% del mercato complessivo del libro), più del doppio, quasi il triplo, rispetto alla fine del 2010 (quando si attestava sullo 0,04%)

I cui conti però non tengono conto di Amazon, essendo arrivata solo a dicembre con il Kindle (l’articolo è di agosto). E loro parlano di mercato complessivo, non di mercato trade (quello che si compra tipicamente in libreria, il mercato dei saggi di consumo e della narrativa).

Il mercato trade nel 2010 valeva circa 1,5 miliardi (inclusi grande distribuzione, librerie fisiche, librerie online, libri venduti in edicola e altre vendite al dettaglio, esclusi i remainders e, non essendo trade, la scolastica) contro i 3,4 miliardi del mercato complessivo (+4,2% di crescita rispetto al 2009). Dati AIE riportati nella sintesi del Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2011.

Peccato che nel 2011 (passando dalle vendite alla lettura, che comunque è collegata) sia arrivato un picco negativo, con circa 700.000 lettori in meno. Il che forse può far capire come mai si può arrivare a quasi lo 0,3% con 3,7 milioni: che il trade complessivo sia stato più vicino agli 1,4 miliardi del 2007 o del 2008 che non agli 1,5 miliardi del 2010?

Forse il mercato è partito nel 2011 da meno dello 0,1% ed è arrivato quasi allo 0,3% grazie a una crescita costante, con impennata finale grazie ad Amazon, il cui picco massimo mensile sarà stato del… 0,4-0,5%? Non penso di più. Una base di partenza dello 0,5%, secondo me, per gennaio 2012.

Ora, forse sarò pessimista, ma dubito che col gennaio 2012 possa raggiungere i 12 milioni, come sosteneva invece A.T. Kearney. Mancano alla conta più di 8 milioni di euro, pari a più di due volte tutto il 2011. Da fare durante questo mese. Sono scettico. Come sono scettico che dai 500.000 eBook venduti nel 2011 si passi, entro questo mese, ai fantomatici 900.000-1.500.000 eBook di cui parlava A.T. Kearney alcuni mesi fa. Più probabile che complessivamente tutto il 2012 arrivi a 15 milioni e più, quadruplicando i 3,7 milioni del 2011, come sostiene Tombolini.
Insomma un 1-1,2% circa nel 2012: bisogna vedere se il mercato scenderà di valore complessivo per via della crisi e dell’eventuale scarsità di Bestseller già vista nel 2011 (1-1,2% complessivo, con picco finale del 1,8-2% a far media con una partenza allo 0,5%?).

Davvero non lo avete ancora letto?

Ma come sempre sono numeri al lotto, anche se un pochino più coi piedi per terra. E, che siate autori o editori, i numeri esatti non vi interessano comunque: sapete già di dover lavorare duramente per produrre e vendere Narrativa decente. Dovrete forse lavorare di meno se il mercato crescerà di tre volte invece che di quattro? E se invece crescesse di sei volte, quando avverrà e voi NON avrete lavorato bene perché aspettavate gli eventi, cosa pensate di fare? Appunto.

Quindi autori invece di guardare numeri inutili usate il vostro tempo per studiare la scrittura e per scrivere. Quando il mercato sarà finalmente interessante (3% e più) e deciderete finalmente di autopubblicarvi, il vostro romanzo non si sarà scritto da solo se voi non lo avrete scritto prima, quando il mercato era ancora troppo piccolo.

E voi editori usate parte della giornata lavorativa dei vostri editor per costringerli a studiare i manuali. Mi sento fesso a dirlo, ma questo dovrebbe fare parte della formazione di base e dell’aggiornamento interno all’azienda necessario a renderli in grado di selezionare davvero i testi che arrivano e a lavorare sui testi scelti.

Non è possibile che ancora oggi abbiate editor che non sanno cosa sia il Punto di Vista, cosa significhi Mostrare o su quale Principio si regga la Narrativa. E che sbattono gli occhioni, meravigliati dalle stupende trovate moderne per scrivere meglio, se gli dite due cose pescate dallo Strunk del 1918. E già nel 1918 era roba vecchia!

Sono degli ultracentenari che in un secolo non hanno mai avuto tempo di aggiornarsi o forse assumete gonzi senza alcuna formazione di base spendibile per l’editing?
Rifletteteci, cari editori. E se quelle cose tecniche non le conoscete nemmeno voi, domandatevi perché diavolo volete fare gli editori di narrativa se non ne sapete niente!

Senza contare, horribile visu, quelli che centrano il testo su Word cliccando tot volte la barra spaziatrice e invece dell’interruzione di pagina premono Invio fino a far iniziare il capitolo in una nuova pagina. Seriamente, non potete continuare a lavorare così. Non se avete un po’ di dignità e di rispetto per voi stessi.

Rivolgetevi a me se proprio non avete un editor decente interno o se dovete esternalizzare del lavoro: agenziaduca.it.

Piccolo Box di Aggiornamento per l’Odyssey
Odyssey ora ha un firmware nuovo e gestisce vocabolari in più lingue.
Ci sono i Beta Test aperti per quelli inclusi:
http://bookeen.com/blog/dictionary-beta-tests-go/
Consiglio di comprarlo su Ultima Books, dove è disponibile già il dizionario inglese-italiano per leggere al meglio gli eBook in inglese piratati di tanta fantascienza ormai fuori mercato comprati legalmente sui negozi online!
Con 149 euro, di cui 20 euro di buoni acquisto sul negozio, Odyssey è forse il migliore lettore in circolazione (e solo 30 euro più costoso dei due più economici, Kindle e Biblet Onda).

Anche se ho già il Nook e mi trovo benissimo, sono tentato di comprarlo lo stesso (un lettore in più in casa male non fa) e lasciare al Nook il ruolo di lettore per i manga (con la App apposita), per i libri di Amazon (con la Kindle 4 Android installato) e come lettore di scorta da portare in viaggio data la custodia molto robusta che gli ho abbinato.

 

Apre AgenziaDuca.it

Scritto da il 10 gen 2012 | Categorie: Editoria, Scrittura, Vita del Duca

Da alcune settimane è aperto il sito AgenziaDuca.it, sui cui articoli ho lavorato tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. Alcuni di voi lo avranno già visto, sia perché l’ho indicato in privato (ringrazio Angra, Taotor e Mauro per la segnalazione dei refusi) sia perché vi sono capitati sopra grazie al link messo da Zwei nella sua pagina dei siti consigliati.

Oggi il sito apre “ufficialmente”.
Gamberetta collabora ed è disponibile a valutare offerte di lavoro inviatele da AgenziaDuca.it e, se li organizzerò e se ne avrà il tempo, per l’insegnamento in corsi online di scrittura per la Narrativa. Una libera collaborazione, in virtù delle innegabili capacità che possiede e della stima che ho per Lei come editor, critica e autrice (e Dea).
Verrà sempre indicato chi svolgerà il lavoro, fin dall’inizio. In generale io, a meno che il tempo o le competenze non me lo rendano impossibile. Se intendete affidare il lavoro solo a Gamberetta, contattatela privatamente.
Tutti i contenuti del sito, citazioni e scelta della grafica inclusi, sono esclusivamente colpa mia.

AgenziaDuca.it nasce con l’obiettivo di fornire Editing di qualità per la Narrativa a un prezzo onesto. A differenza di altri siti che vendono Editing facendo capire ben poco della filosofia di fondo che applicheranno, lasciando intendere che forse nemmeno loro lo sanno, non dichiarando quali Generi sono disposti a trattare o come lavorano, AgenziaDuca.it intende fornire ai potenziali clienti tutti gli strumenti per capire dalla prima lettura del sito ciò che possono ottenere.

Nella pagine Che Genere di Narrativa? e Principi della Narrativa potete trovare informazioni sulla “nostra” visione della Narrativa. Nostra tra virgolette, visto che la Scuola di Chicago, Aristotele e gli autori Ford Madox Ford e Gustave Flaubert non li abbiamo certo inventati noi.
Non abbiamo nemmeno inventato l’idea della Narrativa come forma di Retorica: per questa scoperta straordinaria dobbiamo ringraziare Wayne Clayson Booth, uno tra i massimi critici ed esperti di Narratologia del Novecento.

Nel caso siate incerti tra le diverse tipologie di Editing, o su cosa sia in generale, abbiamo predisposto Cos’è l’Editing? e ve ne consigliamo la lettura prima di esplorare Servizi e Tariffe.

Se lo stemma in alto a sinistra e la scritta in latino vi hanno lasciati spaesati come coniglietti di notte di fronte ai fari di un’auto in avvicinamento, potete trovare in Suum Cuique una spiegazione del motivo di quel motto e di quali ideali sono alla base di AgenziaDuca.it e della nostra visione del futuro editoriale.

Nella pagina Chi Siamo sono elencati i collaboratori e i loro campi di competenza: come spiegato nella pagina sugli Editing, per un più efficace Content Editing è sempre meglio poter disporre di un editor che sia esperto nel Genere a cui appartiene il vostro romanzo e che abbia anche conoscenze ulteriori attinenti agli eventi dell’opera. Per adesso siamo pochi, ma in futuro forse saremo di più.

E anche se ho usato il pluralis maiestatis, per “voi” clienti non ci sarà alcun “noi”: saprete esattamente con chi lavorerete, nessun Editing verrà subappaltato di nascosto a persone diverse dopo che avrete scelto di lavorare con uno di noi, a differenza di quanto accade troppo spesso da altre parti. Soprattutto negli USA, come testimonia l’editor Michael Garrett (il primo con cui Stephen King lavorò).

Ci rivolgiamo a chi è interessato a Scrivere per davvero, e quindi a studiare e a investire tempo e denaro su di sé, non a chi è interessato solo ad Aver Scritto una schifezza e a essere Pubblicato con qualsiasi mezzo, per quanto disgustoso, pur di vantarsi con gli amici dell’essere uno Scrittore.
Vogliamo aiutare gli autori a migliorare le loro opere attuali e, soprattutto, insegnar loro a scrivere meglio in previsione delle opere future, fornendo le conoscenze che negli USA sono considerate alla base della buona scrittura.

Se vi piacciono gli articoli del nuovo sito vi invito a condividerli su Facebook e Twitter o a segnalarli via mail, con l’apposito box a tendina di invio (arrivato con WordPress 3.3) che potete trovare in fondo a tutte le pagine pagine (anche qui sotto).

 

Guida all’Ebook Marketing di Smashwords

Scritto da il 30 dic 2011 | Categorie: Ebook, Editoria

Breve post per segnalare che Giuseppe Meligrana, fondatore di Meligrana Editore, ha gentilmente tradotto in italiano la guida Smashwords dedicata al marketing degli eBook. Non molto tempo fa aveva già tradotto anche la guida per principianti dedicata alla formattazione dei libri in modo che vengano pubblicati al meglio su Smashwords. Un’ottima guida a quanto ho visto.

La guida al marketing è un breve testo, appena tredicimila parole (undicimila in inglese), che fornisce le basi necessarie per usare il web in modo utile a fare conoscere meglio sé stessi e le proprie opere. O per scoprire chi ne parla in giro per la rete (tramite Google Alert, per esempio). E non solo il web: suggerisce di non dimenticarsi del “mondo reale” coi suoi biglietti da visita perché, alla fine, il mondo non si riduce alle sole discussioni online.

La guida è gratis! Immagino che gli editori (troppi in giro per il mondo) abituati a vendere tredicimila parole a 3,99 euro staranno urlando “Spreco! Spreco!” e si staranno strappando le vesti e i capelli. ^_^
Se proprio sentite il bisogno di pagare qualcosa per la traduzione e passare così una percentuale del prezzo a Smashwords, potete scegliere uno degli eBook in vendita di Meligrana Editore: http://www.smashwords.com/profile/view/meligranaeditore

Tre paragrafi della guida che mi hanno colpito, tratti dall’appendice Le sette cose che non dovete mai fare con un ebook:

1. Non rispettare il lettore: Non fate perdere tempo al lettore. Alcuni autori, ammaliati dalla facilità e dalla velocità di pubblicare un ebook, producono i loro ebook in fretta senza rivederli, modificarli e verificarli. Non risparmiate un solo secondo di tempo per il vostro ebook. Non pubblicate il vostro ebook finché non è perfetto e non pensate che solo perché non dovete stamparlo potete permettervi di non creare un prodotto finito. La concorrenza è spietata e, se non curate il vostro prodotto, non alimenterete il passaparola.

[...]

3. Limitare o non consentire l’anteprima gratuita: Tempo fa ho esaminato diversi ebook su Smashwords che non offrivano l’anteprima gratuita. Ma che autori sono questi? Potrebbero anche racchiudere i loro ebook in un blocco di cemento… Quale lettore sano di mente acquisterebbe un ebook che non può previsionare? Non sparatevi sui piedi. Gli ebook senza anteprima gratuita vengono automaticamente rimossi dai nostri cataloghi in Stanza (iPhone, iPad, iPod touch) e Aldiko (dispositivi Android), perché questi cataloghi richiedono necessariamente l’anteprima.

4. Essere pigri: È un lavoro difficile scrivere un buon ebook. Alcuni autori, dopo anni o una vita intera spesa a finire il loro ebook, guardano la Guida allo stile Smashwords (o quella di Amazon) e rinunciano a pubblicarlo perché dicono che è troppo difficile formattare un ebook. Se queste persone non possono spendere 30 minuti o un’ora per studiare la Guida (scritta per i principianti), o non possono sborsare 50 euro per assumere un esperto di formattazione Smashwords o non trovano un amico autore Smashwords per aiutarli gratuitamente, come possono essere aiutati? Se 50 euro sono l’ostacolo che vi impedisce a provare di farvi conoscere al grande pubblico, questa è probabilmente una forma di selezione naturale come Darwin ci ha indicato tempo fa.

Rappresentano bene quel tipo di mentalità che da oltre un anno cerco di inculcare come necessaria nella testa di editori e autori che passano su Baionette Librarie (senza dubbio grazie a utili passaparola come “Hai visto il sito dello scemo col casco in testa?” – “Quello delle fatine? Borgoddio ahahahah che mongolo!”).

Come dissi pochi giorni fa:

Questo significa trattare i clienti da Clienti e non da Consumatori: pensare ai loro interessi per prima cosa e lasciare che questa cura alimenti il business.

[...]

Non si può essere mai troppo onesti e premurosi col Cliente.
Questo deve cambiare dalla mentalità delle piccole truffe fisiche della vecchia editoria, dove le incazzature finivano a coinvolgere al più pochi amici, rispetto al mondo dei rant globali che rimbalzano per il web.
Il massimo è per definizione il “minimo indispensabile”.
Di meno è sempre troppo poco.

E voi, Negozianti, Autori ed Editori, lascerete che per pigrizia e scarsa competenza l’infamia dei vostri errori rimbombi in eterno? Oppure eviterete di sbagliare, dando ai lettori solo testi in cui sia possibile leggere l’anteprima prima dell’acquisto, di cui si sappiano le esatte dimensioni, che siano formattati decentemente, che siano scritti in modo quantomeno dignitoso per l’ambito di riferimento (Narrativa, Saggistica, Poesia, Literary Fiction) e che siano onesti nel rispecchiare nei contenuti quanto la descrizione e i tag dichiarano?

Potevano scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e avranno la guerra.

(Winston Churchill)

E in caso di errore, saprete correggervi invece di nascondervi?
Chi ha paura di correggere un errore per non perdere la faccia, causa solo un danno di immagine peggiore a sé stesso. Se invece si corregge, l’errore verrà dimenticato e sostituito dall’impressione di onestà. Ergo, dalle definizioni di Livraghi e Cipolla, chi persevera nell’errore è “Stupido”.

La via più rapida e sicura per sfuggire alle critiche è correggersi.

(Demostene)

Un piccolo mercato può crescere bene se trattato con cura:
chi annega il futuro del proprio business in un secchio d’acqua è un idiota.

Al prossimo articolo.
Coi coniglietti. ^_^

 

Made in Italy: l’anteprima è a pagamento

Scritto da il 21 dic 2011 | Categorie: Ebook, Editoria, Riflessioni

Nel marzo scorso ho raccontato la curiosa nascita dell’indicazione Made in Germany.

Nel 1887 gli inglesi, spaventati dal successo dei prodotti tedeschi, imposero che ne venisse riportata la nazionalità. Così i clienti inglesi avrebbero potuto comprare solo merce inglese, snobbando le schifezze straniere.
Sfortunatamente per l’Inghilterra, dietro il suo marchio si nascondevano prodotti inferiori a quelli tedeschi. Nel 1894 la commissione del Reichstag dichiarò che, dopo leggerissime perdite, il marchio Made in Germany era diventato un vanto che gonfiava le vendite dei prodotti.

In Italia sta succedendo il contrario.
Il marchio Made in Italy era (ed è, in teoria) carico di garanzie di alta qualità nel design, nello stile, nella lavorazione del prodotto di abbigliamento e negli alimentari ecc… e qualcuno mi aveva detto che “italiano” in Germania è usato per il cibo come sinonimo di qualità, un po’ come avviene in Inghilterra con Made in Germany. Non so se sia vero, ma rende l’idea.

Quello che si sta facendo è demolire il Made in Italy, perlomeno nella percezione interna alla nazione, nell’ambito di alcuni prodotti. Anche senza tirare in ballo le merdose auto Fiat (grazie Fiat per aver progettato la Stilo in modo così assurdo che il meccanico deve ammazzarsi per riuscire a cambiare i fari, eh), da molti anni la qualità della narrativa era così infima che un editore che conosco mi ha detto chiaro e tondo che non c’è nulla di cui stupirsi se pochissime opere italiane vengono tradotte all’estero rispetto a quelle di altri paesi: la massa della produzione italiana è merda parecchio sotto il livello della tollerabilità (e fin qui non sarebbe nemmeno troppo grave) e, questo è molto peggio, ben poca roba è degna di mercati più competitivi della nostra squallida pozzanghera. Per questo all’estero non ne comprano i diritti. Senza contare che comunque le cantonate capitano e anche all’estero comprano, per errore, diritti di roba merdosa (d’altronde neppure loro sono dei geni). Questa mancanza di prodotti decenti in numero sufficiente è gravissima.

Io di solito parlo della merda riferendomi al Fantasy e alla Fantascienza perché li conosco meglio, nonostante abbia avuto modo di constatare la presenza di pattume di pari livello anche nel mainstream, ma l’amico editore me lo ha detto chiaro e tondo: piantala di indicare “Fantasy”, non serve precisarlo, la situazione è messa di merda anche nel resto della narrativa. L’incompetenza è endemica. La cialtronaggine degli autori è insita nel sistema editoriale italiano attuale, mica solo nel fantasy. Non faccio fatica a credergli…

Ciliegina sulla torta del discorso: gli italiani fanno bene a snobbare gli autori italiani e a preferire gli stranieri. Il parere viene da uno che da ragionamenti simili (la famosa “esterofilia”) viene danneggiato visto che pubblica parecchi italiani. Consapevolezza nata, immagino, proprio dall’affrontare di continuo la dabbenaggine degli autori allo sbaraglio in cerca di pubblicazione, gente che non capisce che servono anni di studio sui manuali prima di pensare di scrivere un romanzo.

Il discorso si sta trasferendo sull’editoria digitale.
Senza parlare di prezzi e DRM che, come visto, sono un problema anche all’estero (USA inclusi), mi riferisco a tre cose: la percezione demenziale dell’eBook come una specie di scarto da vendere come capita (ed evitando che “danneggi” -sigh- il cartaceo); la qualità infima dei file ePub messi in vendita, spesso così sporchi da rendere lentissimo perfino il cambio di pagina; i prodotti-truffa, ovvero i libercoli minuscoli venduti a 3-4 euro (e oltre) quando meriterebbero al massimo 0,99-1,99 euro. Vi ricordo che raramente nei negozi è indicato il numero di parole del libro in vendita (o le “pagine equivalenti” -come le ha il lettore Nook Simple Touch- basate su tot parole e magari spiegate pure nelle FAQ), simbolo di civiltà e onestà editoriale che dovrebbe essere obbligatorio, come anche l’anteprima gratuita.

E proprio di anteprima gratuita voglio parlare.
Il Made in Italy ha sfornato una nuova, innovativa, eccitante idea di business che trasporta nel mercato degli eBook quello che tra i beni fisici mi sento di definire furto con destrezza. Come saprete all’estero è banalmente ovvio il concetto che il cliente debba poter leggere qualche pagina del libro prima di comprarlo. Su Smashwords l’anteprima va dal 20% al 50% del testo e la sua assenza è considerata una grave mancanza che in automatico genera nel cliente grave pregiudizio nei confronti dell’opera. Su Amazon è la regola (che poi è solo buon senso e rispetto del cliente) avere l’anteprima, tanto che pure gli eBook italiani su Amazon.it ora offrono (sempre?) l’anteprima gratuita del testo venduto in eBook.

Cosa si inventa allora Feltrinelli?
Gioia e tripudio: invece di mettere anche loro l’anteprima di tutti i libri nel negozio, cosa che quantomeno potrebbero fare per quelli col proprio marchio, hanno la geniale trovata di mettere in vendita a 0,99 euro un estratto del libro! Geniale. Potete trovare queste opere sotto il tag Zoom oppure nel sito ufficiale: 25 eBook di cui 24 a 0,99 euro e 1 gratis.
Metà di quelli a pagamento sono oroscopi per il 2012, con una lunghezza attorno ai 40.000 caratteri l’uno (circa 7000 parole) per cui il prezzo è anche accettabile.

Meglio 0,99 euro che 2,99-3,99 euro, prezzo piuttosto altino fatto da 40k i cui libri non hanno più l’indicazione delle dimensioni ridottissime. Una volta sul Bookrepublic Store c’era l’indicazione, sono sicuro, ho comprato tre dei loro libri e infatti pensavo “magari sarà colpa di IBS e di BOL che non riportano la lunghezza, ma loro sono onesti e lo dicono che sono degli articoli da poche paginette”. Per questo non me la sono mai presa troppo. Poi oggi, proprio quando stavo per lodare Bookrepublic perché sulla sua “collana” 40k riporta la lunghezza… tò, scopro che non c’è più! [vedi il commento per la correzione: in realtà il numero non c'era mai stato, ricordavo male io]

Guardate From words to brain venduto a 3,99 euro: in dimensioni Kindle sono 323 locations (più 40 di pubblicità finale e arriva a 368 locations), ovvero 7170 parole. Senza contare che il contenuto informativo è pressoché insignificante (partenza buona, poi si ammoscia). Non si tratta di un eccellente articolo zeppo di informazioni utili su un determinato ambito: è un articoletto da sito web per valore e contenuti.
“Ok, da questi non comprerò più nulla”, mi ero detto (poi in realtà ne ho presi altri due), “ma almeno non truffano la gente: lo sapevo che era corto, sono stato stronzo io a pagare così tanto per così poco sperando che fosse di alta qualità”.
E ora che l’indicazione non c’è più i coglioni girano come pale d’elicottero. [vedi il commento per la correzione: il numero non c'era mai stato e Bookrepublic non ha cambiato nulla, ricordavo male io e avrei dovuto incazzarmi già all'epoca, senza aspettare ora]

Ma si può?
Dopo che parecchie volte ci si era lamentati sul web del libretti truffaldini che sono piccoli come articoli, ma vengono venduti al prezzo di un romanzo (a 3,90 euro si trovano romanzi Newton Compton e Mondadori in eBook), e dopo che la questione del conteggio parole era stata tirata in ballo anche sul sito di mademoiselle Marta Manfioletti parlando proprio di 40k, questi signori invece di mettere il numero delle parole/caratteri/qualsiasi-indicazione-è-buona nella descrizione, in modo che appaia con limpida onestà anche negli altri negozi, lo levano dal proprio? [vedi il commento per la correzione: il numero non c'era mai stato, ricordavo male io]
Così prendiamo per il culo i clienti: l’intenzione truffaldina nel correggere le cose in peggio è evidente. [vedi il commento per la correzione: il numero non c'era mai stato, ricordavo male io, quindi l'intenzione truffaldina era presente già all'inizio e non è apparsa dopo] Meno male che almeno su Smashwords la dimensione è riportata: 5-21.000 parole, con la maggiore parte sulle 9.000 parole.

In Italia il rispetto del cliente non esiste, lo si considera un consumatore-pollo da spennare e gettare via. Si svende la propria rispettabilità per manciate di noccioline in un settore che a parole si vuole lanciare (zì zì, eBook, zì zì) però nei fatti si incatena con pratiche buone solo a far passare qualsiasi voglia ai lettori di comprare eBook per timore di sprecare soldi in immondizia. Altro che virtuosi nuovi editori “nativi digitali”.
Virtuosi di cosa, poi? Del furto con destrezza?
Della pertica nelle chiappe del cliente?
Dell’imitare il peggio del passato?
È davvero deprimente…

E si può fare anche di peggio. Molto peggio.
Se nella collana Zoom di Feltrinelli ci sono 12 libri a 0,99 euro che possiamo considerare “accettabili”, bisogna anche dire che ci sono altri 12 libri che definire libri è una vergogna concettualmente (anche se tre hanno una dimensione passabile):

Frate Zitto (Stefano Benni), 17.254 caratteri tratto da La Grammatica di Dio;
Un’amabile storia d’amore (Charles Bukowski), 20.947 caratteri tratto da Storie di ordinaria follia;
Bambini pendolari che si sono perduti (Gianni Celati), 8393 caratteri tratto da Narratori delle pianure;
V.O. (Jonathan Coe), 27.354 caratteri tratto da Questa notte mi ha aperto gli occhi;
Aiuto (Erri De Luca), 14.953 caratteri tratto da Il contrario di uno;
Beethoven era per un sedicesimo nero (Nadine Gordimer), 25.747 caratteri tratto da Beethoven era per un sedicesimo nero;
Passerotti (Doris Lessing), 17.792 caratteri tratto da Racconti londinesi;
Zafferano (Maurizio Maggiani), 49.355 caratteri tratto da La regina disadorna;
Si aspetta (Amos Oz), 32.993 caratteri tratto da Scene dalla vita di un villaggio;
La lunga notte del dottor Galvan (Daniel Pennac), 56.370 caratteri tratto da La lunga notte del dottor Galvan;
Padania (Paolo Rumiz), 72.397 caratteri tratto da La secessione leggera;
La luce che c’è dentro alle persone (Banana Yoshimoto), 22.973 caratteri tratto da Ricordi di un vicolo cieco;

Sono tutti estratti da altri libri.
Tre hanno dimensioni dignitose per la vendita a 0,99 euro, ma sono comunque estratti da libri che dovrebbero avere il 10-20% di anteprima gratuita, se fossimo in un paese civile che rispetta i clienti come li rispetta Smashwords, che adoro, o come li rispetta (in questo aspetto quantomeno, sul resto stendiamo un velo pietoso) Amazon.

E leggete come Feltrinelli descrive il geniale progetto:

Zoom è la nuova collana di Feltrinelli tutta digitale.
Una nuova idea di libro: economico, veloce e maneggevole.
A 0,99 € a titolo.

In Zoom troverai i libri che finora non si potevano fare. Perché la cara, amatissima carta ha pur sempre i suoi limiti. In Zoom troverai racconti, romanzi a puntate, guide, saggi e interventi editi e inediti. Testi brevi ma di altissima qualità, liberati nella loro essenza più pura dalle nuove possibilità di distribuzione digitale.

Libri piccoli solo per le loro dimensioni e il loro prezzo. Libri che sanno rimanere nella mente a lungo, come una bella canzone, e che come una canzone possono essere scelti e gustati uno alla volta. E poi gustati di nuovo, e di nuovo…

Dopo la porcata fatta si permettono pure di fare i fighi, eh? Si vergognino.
La mentalità da piccole truffe nel piccolo mercatino rionale rimane. Negozi ed editori che urlano “forza, facciamo la fine dei piccoli negozi con i prezzi gonfiati quando arrivarono i Centri Commerciali e le grandi catene, sì!”
Volete crepare? Fatelo. Di editori che vendono anteprime che dovrebbero dare gratis come è diritto dei consumatori pretendere, il mercato non ha bisogno. Schifosi infami, spero che crepiate come meritate e come implorate a gran voce.

L’unico pregio della porcata Feltrinelli’anal è che almeno ci tengono a indicare molto chiaramente la lunghezza: col fatto che ormai quasi tutti usiamo campi di invio testo in cui il numero di caratteri viene conteggiati (per esempio su Twitter), è facile capire che 20.000 caratteri sono una sciocchezzuola. Pregio a cui Bookrepublic ha rinunciato con una scelta a dir poco demenziale.

Questo articolo, per dire, è lungo 2051 parole per un totale di 12.679 battute spazi inclusi.
Il mio articolo sull’Arco Inglese è lungo 9.337 parole per un totale di 56.622 battute spazi inclusi.
L’articolo sull’Avancarica a Percussione è lungo 12.496 parole per un totale di 78.259 battute spazi inclusi.
Quello sul Risorgimento Steampunk è lungo 20.130 parole per un totale di 126.759 battute spazi inclusi.
Io mi vergognerei a venderli a 2,99-3,99 euro, tranne forse il più lungo SOLO se abbinato all’introduzione sullo Steampunk (altre 4-5000 parole) e comunque a non più di 1,99 euro, ma è evidente che io non sono un editore italiano: io ho rispetto per i lettori.

In pratica il Made in Italy sta diventando un marchio di infamia come il Made in Ciad usato da Nick Stone (protagonista di una serie di romanzi di Andy McNab). Allegria.
C’è chi dice che il risveglio dei nazionalismi e dell’orgoglio nei singoli paesi sia un male, che iniziare a dire che i francesi non hanno il bidet e quindi puzzano (il che è vero, sono dei mangiarane!) è il primo passo verso la fine del Sogno Europeo e verso le guerre, e allora mi sento un po’ più al sicuro: in Italia invece di esaltare il marchio nazionale ci si ingegna ogni giorno di più per sputtanarlo. Evviva.

 

The Book Job: i Simpson spiegano l’editoria

Scritto da il 22 nov 2011 | Categorie: Editoria, Fantasy, Film e TV

Avviso di Spoiler
Questo articolo parla dell’episodio “The Book Job” (S23E06) dei Simpson. Non contiene comunque informazioni sugli eventi dell’ultimo terzo dell’episodio o sul finale. Un normale fan dei Simpson può leggere l’articolo anche se non ha visto l’episodio, senza rovinarsi la sorpresa. Se siete così sensibili da non poter tollerare nemmeno che si accenni al tema della puntata, non leggete l’articolo finché non avrete visto l’episodio.

Il sesto episodio della ventitreesima stagione dei Simpson, trasmesso il 20 Novembre 2011 negli USA, è stato dedicato all’editoria. Lisa Simpson scopre che la sua autrice preferita in realtà non è una scrittrice: ha solo prestato il volto per un’autrice inventata, con una vicenda umana “straordinaria” falsa e una serie di romanzi Young Adult coi maghetti progettati a tavolino dai tizi del marketing e fatti scrivere da dei ghost writer schiavizzati.
Ringrazio Uriele per avermi segnalato l’episodio.

Quando Homer Simpson scopre che bastano cinque idioti e una storia progettata a tavolino per fregare i bambocci gonzi e prendersi un milione di dollari, decide di provare anche lui. Partoriscono l’ennesima cagata scolastica incula-marmocchi (e decerebrati affini), con tanto di sport idiota incluso, ma dimenticano di inventarsi un autore che faccia da caso umano per favorire le vendite per cui vengono respinti. Se lo procurano e tornano dall’editore.

Potete trovare l’episodio intero su megavideo o tramite torrent.
Io ho visto la versione “LOL” con i sottotitoli in inglese (ma non servono perché parlano in modo molto chiaro, infatti li ho tolti dopo un po’), ma per chi vuole ci sono i sottotitoli italiani che ho usato per i due spezzoni sopra. La sincronizzazione non sempre perfetta al decimo di secondo è colpa mia.

L’episodio è molto realistico su come i grandi editori selezionino i romanzi, in particolare per il pubblico giovane (Young Adult) che viene considerato come una massa indistinta di diversamente astuti a cui fregare i soldi. Tant’è che la squadra di Homer si trova il romanzo modificato per ordine dei tizi del marketing: invece dei Troll che vanno a scuola sotto un ponte (troppo originali e non fanno eccitare le ragazzine craniolese), i protagonisti sono diventati dei Vampiri che vanno a scuola in un castello. Ah-ah!

Inutile dire che gli autori che sognano di essere pubblicati, invece di sognare di scrivere buona narrativa, e che farebbero volentieri ciò che fa Lisa, sono tutt’altro che un’invenzione dei Simpson. Guardate le porcate stampate in Italia, siamo pieni anche noi di retard con il fetish erotico di essere “uno scrittore” (poco importa se poi in pubblico dicono balle diverse, contano i fatti) che sono disposti a pubblicare qualsiasi porcata.
Gli editor vengono sommersi di schifezze e piuttosto che fare immersioni nel letame (che comunque non saprebbero valutare visto che sono una massa di cialtroni) preferiscono affidarsi all’amico di amici per scegliere il romanzo da pubblicare:

Driiiiiin! Driiiiin!
“Pronto?”
“Baccal’Ano, sono il Caccola! Non è che hai una seconda fidanzata da pubblicare?”
“No, solo quella. E sta piangendo nel cesso da quando ha riletto il romanzo…”
“E ‘sti cazzi non ce lo metti? Amici? Non troppo svegli, magari, ché ci serve solo un fantasy merdoso di quelli da vergognarsi.”
“Uhm. C’è il master di quando giocavo a D&D che se gli do due pizze in testa mi scrive della roba. Dammi tre mesi e ti porto il romanzo.”
“Dagliele forti, ci conto.”

Anzi, in questo la squadra di Homer è fin troppo seria.
Troppo impegno, troppa professionalità nel costruire l’opera a tavolino informandosi leggendo le opere precedenti (c’è perfino lo Steampunk, “qualunque cosa sia”, che ricorda un po’ la furbata di Salani con Alice di Dimitri) e troppa originalità nello scegliere i Troll come protagonisti al posto dei soliti Vampiri, scartati perché già troppo sfruttati (sbagliato: gli editori vogliono proprio la solita merda super-abusata, guai presentare qualcosa di originale!).
Magari i nostri autori di immondizia fantasy si impegnassero così tanto! Se cominciassero a informarsi sui romanzi del genere in cui vogliono scrivere prima di produrre boiate, sarebbe meglio per tutti.

Gli editori dominati dai ritardati del marketing già da anni hanno fatto nascere la battuta sul fatto che riguardo al fantasy si cerchino solo due generi di opere: “tipo Twilight” e “tipo Harry Potter”. La squadra di Homer fabbrica un’opera “tipo Harry Potter”.
Sul bisogno di avere un autore che venda di per sé, sostituendo la qualità dell’opera con la particolarità dell’autore, già abbiamo visto dal 2008 il cosiddetto Baby Boom, ovvero gli editori che facevano a gara a pubblicare il minorenne più giovane di tutti. Patetico.

Quando trovano un caso umano più interessante, come un boscaiolo barbuto, una mucca parlante o altri fenomeni da circo, ci si buttano subito e gli pubblicherebbero pure la lista della spesa.
Si veda il caso di Amanda, finta ragazzina cieca il cui libro era molto interessante e adatto alla pubblicazione finché Amanda non rivelò di essere un ingegnere di 40 anni. Seguì l’arrampicata sugli specchi per giustificare il cambio di idea senza svelare il segreto: “non sappiamo valutare un romanzo decente, infatti abbiamo spinto un sacco di merda, ci interessa solo che l’autore sia vendibile in sé e stimoli la curiosità del pubblico.”
E una ragazzina cieca è molto meglio di una coppia di fidanzati, giusto? ^_^
Grazie fondamentale filtro editoriale che garantisce la Qualità!

Mi immagino come venne presentato un certo horror per bambini che pare parlasse dell’economia mondiale. Opera definita “il mio fallimento” dall’editor di narrativa che la spinse. Per conservarne l’anonimato chiameremo l’editor San Drone da Zieri.

San Drone: “E in conclusione questo libro spacca!”
Editore: “Come se ci fregasse cosa c’è scritto: abbiamo un gruppo di scimmie incatenate che sta scrivendo la nuova serie di Felicia! Porta via questo obbrobrio.”
Scaglia il manoscritto contro Sandrone.
San Drone: “Aspetti! Non ha visto l’autore.”
La porta dell’ufficio si apre. Entra l’autore.
Editore: “Incredibile…”
L’Editore si avvicina all’Autore e lo accarezza sul viso.
Editore: “Un bambino tisico con la muffa in faccia. Meraviglioso. Lo pubblicheremo!”
Autore: “Eccellenza, io ho più di trent’a- AHIO! San Drone, pure le gomitate ora?”

 

San Drone da Zieri:
distruggerà con precisione chirurgica il cervello delle nuove generazioni.
Grazie per questi sette anni di italiani lobotomizzati dal fantasy.

 

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