Archivio per la Categoria 'Editoria'
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Ancora Konrath: 30.000 eBook in 11 mesi
Scritto da Il Duca Carraronan il 07 mar 2010 | Categorie: Ebook, Editoria
Come ricorderete si era parlato già delle vendite su Kindle dei libri di Konrath, confrontando le pessime performance di quelli “pubblicati da un editore” e venduti a 7-8$ con le ottime performance di quelli “autopubblicati” e venduti a 1,99$. Ottime performance sia in termini di vendite complessive che di guadagni, entrambi molto superiori.
Konrath ha iniziato ad autopubblicarsi nel negozio dell’Amazon Kindle l’8 aprile 2009. Il 4 marzo 2010 alle 9:23 del mattino, neanche 11 mesi dopo, aveva già venduto 29.224 eBook autopubblicati. Questo articolo ripropone le considerazioni esposte da Konrath qui.
Attualmente Konrath vende 170 ebook al giorno, con un guadagno (al 35%) di circa 120$ al giorno senza fare NULLA. Continuando così quegli eBook gli faranno guadagnare più di 43.000$ quest’anno e ricordiamo che erano libri che gli editori del cartaceo avevano RIFIUTATO. Erano libri sprecati: erano pronti, ma incapaci di produrre reddito perché ostacolati dal disinteresse degli editori. Il pubblico veniva PRIVATO della possibilità di comprarli perché qualche signore aveva deciso così. L’autore ha preferito rimboccarsi le maniche e fare da solo: i frutti sono stati ottimi e abbondanti.
L’editore come intermediario privilegiato era quindi un danno per l’autore e un danno per i lettori: 43.000$ all’anno in più non sono bruscolini per l’autore e alcuni libri in più del proprio scrittore preferito sono un tesoro per qualsiasi fan.
E le cose andranno sempre meglio nei prossimi mesi! Se 43.800$ è la stima “in un anno” con l’attuale livello di vendite, non bisogna però trascurare due piccoli dettagli: Amazon è intenzionata da luglio ad aumentare le royalty dal 35% al 70% (a patto di alzare il prezzo dell’eBook da 1,99$ a 2,99$, con un guadagno per l’autore di 2$ invece che di 0,70$ su ogni eBook); la lettura degli eBook continuerà a crescere grazie alla diffusione sempre maggiore degli eReader.
Konrath non ha dubbi: per la fine dell’anno guadagnerà almeno 5.000$ al mese solo con i libri sul Kindle.
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| ESPERTI EDITORI: impediranno alla gente di leggere i tuoi libri e ti faranno perdere 40.000$ l’anno… …il tutto completamente GRATIS!!! ^___^ |
Dieci motivi per cui Konrath vende così bene
1. È già noto al pubblico, almeno un pochettino. Non è un autore di best seller e non è nemmeno molto famoso, come già detto nel precedente articolo era uno che sopravviveva (e ora se la cava molto meglio!). In giro per il mondo ci sono in totale mezzo milione di suoi libri stampati. Sembrano tanti, ma considerate che Licia Troisi solo in Italia, a quanto veniva detto, ha venduto ben di più con la prima trilogia. Konrath non è il “signor nessuno”, ma non è neppure un personaggio molto noto. E comunque di questo mezzo milione di libri stampati non è dato sapere quanti siano finiti al macero invece che venduti.
2. Ha un blog di successo che parla di eBook, editoria e scrittura. Questo è un elemento un pochino più importante visto che il traffico misura sia la sua capacità di promuoversi online con articoli a tema che la sua fama offline (più sei noto in generale, incluso grazie ai libri, e più fan cercheranno il tuo sito in internet). Konrath è presente col suo blog dal 2005 e attualmente ha più di 1.000 visitatori al giorno. Non è molto, se consideriamo che perfino io nel mese di febbraio ho avuto una media esatta (arrotondata all’intero più basso) di 642 visitatori al giorno, tra giornate con punte di 800+ e sabati attorno ai 550 (riguardo marzo: venerdì ho avuto 687 visitatori, ieri 603). Boh.
3. Prezzo basso. Con l’esperienza (si veda l’articolo linkato in cima) Konrath ha scoperto che con il prezzo di 1,99$ si vendono molti più libri. In futuro, come avevo suggerito anche io agli autori autopubblicati nell’articolo precedente, aumenterà il prezzo da 1,99$ a 2,99$ per approfittare delle royalty al 70% (non disponibili per libri sotto i 2,99$). Forse potrebbe già fare qualche soldino in più con i 2,99$, ma il calo di vendite correlato all’aumento del prezzo sarebbe un danno dal punto di vista del potenziale passaparola e quindi antieconomico.
Sopporterà quel calo di vendite quando potrà ottenere il raddoppio delle royalty, non prima. Sono d’accordo, è la mossa giusta.
4. Quattro. Perché sì, è la cosa più importante.
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5. È nei bestseller del Kindle. La lista dei bestseller permette ai visitatori di vedere il libro di questo autore mezzo sconosciuto fianco a fianco con i libri di gente del calibro di Stephen King, James Patterson ecc… in più con un prezzo estremamente allettante, solo 1,99$! Perfetta combinazione per far scattare l’acquisto impulsivo: un paio di click e il libro è venduto. È come una profezia autoavverante: se finisci nella lista dei bestseller allora vendi subito di più e vendendo di più rimani nella lista dei bestseller! Un buon motivo per non alzare il prezzo col rischio di uscire dalla lista!
6. Passaparola. L’autore viene trovato facilmente con Google, ha molti link verso il proprio blog, molte recensioni dei propri libri, molti fan che consigliano ad altri i suoi libri. Anche il lavoro per promuovere le proprie opere “in alberi morti” negli anni precedenti ha aiutato a costruire una certa visibilità in internet in termini di numero di pagine che parlano di lui.
Naturalmente fare ottimi articoli a tema eBook sul suo blog ha aiutato: i buoni articoli portano più lettori e più lettori significano più link su Twitter, Facebook ecc… e di conseguenza ancora più lettori.
7. Promozione. Konrath, a parte qualche link qua e là su una manciata di forum a tema Kindle e simili, non ha fatto molto altro per questi eBook autoprodotti (d’altronde la sua vera autopromozione sul web è il blog in sé). Per gli altri libri in cartaceo (ricordiamolo di nuovo: nessuno dei suoi libri a 1,99$ ha una versione cartacea) si era lanciato come un pazzo, firmando copie in tutte le librerie come un invasato.
Meglio non eccedere con l’autopromozione bovina: ci vuole poco (e chiunque frequenta anobii o i forum a tema fantasy lo ha già visto) per finire giustamente etichettati come spammer. Meglio dedicarsi al blog e fare in modo che sia la qualità riconosciuta e la fama personale a diffondere i libri.
8. Buone storie. La notorietà del vostro nome e il prezzo infimo non possono fare miracoli (a meno che la notorietà del vostro nome non sia immensa). Se il libro fa schifo, le vendite crolleranno. E non basta scrivere bene: bisogna avere un libro ben formattato come eBook per il Kindle. Un libro formattato così male che sanguinano gli occhi a leggerlo NON scatenerà passaparola utile.
9. Belle copertine e buone descrizioni. Konrath, dopo aver raccolto i pareri sulle copertine dei suoi eBook nel tentativo di capire perché alcuni vendevano molto meno di altri (sondaggio sul blog), ha scoperto che mettendo nuove copertine più belle e descrizioni più efficaci le vendite aumentavano subito. Inoltre mettere fin dal principio della descrizione la scritta “Only $1.99 for a limited time” (vero: a luglio passeranno a 2,99$) ha incoraggiato l’acquisto impulsivo.
La copertina è importante perché è la prima cosa che il lettore vede. Io stesso mi sono interessato ad alcuni libri su Amazon solo per la copertina di uno della serie, scoprendo così che potevano interessarmi e comprandone subito due (ne parlerò in futuro, datemi il tempo di leggerli).
| PRIMA |
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| DOPO |
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10. Nuovi contenuti. È bene aggiungere un nuovo libro ogni qualche mese (se uno ne ha, ma un vero scrittore vecchia scuola come Konrath ha una discreta riserva di ottimi libri inediti). Più libri ci sono e più possibilità si hanno di essere scoperti da un nuovo lettore. Se il tuo libro è bello allora è facile che ne comprerà un secondo e un terzo… o anche tutti se il prezzo è molto basso e la qualità alta.
Come fa notare Konrath ci sono autori autopubblicati su Amazon meno noti di lui che vendono perfino più di lui (giudicando dalla lista dei bestseller). E tutti questi autori probabilmente attuano strategie simili alle sue. Se si vuole approfittare di un mercato ancora “libero” (420.000 eBook appena) bisogna lanciarsi subito: ritagliarsi un posto nella lista dei bestseller finché è possibile farlo può essere un investimento importante.
E anche senza diventare un bestseller, è importante soddisfare il bisogno di specifici eBook del pubblico con i propri libri. C’è una bella differenza tra essere in due o tre a pubblicare eBook di ottimo fantasy a 1,99 euro oppure essere in quaranta (con altri diecimila che scrivono di merda e si lagnano che nessuno compra i loro eBook). ^_^
Per concludere, un link utile in cui Sandrone Dazieri spiega l’importanza di non “sedersi tra due sedie”, ovvero di scrivere libri che appartengano al Genere scelto se si vuole competere nel Genere scelto: qualche trucco per scrivere bene un romanzo di genere.
Il romanzo di genere è quello scritto allo scopo di divertire e appassionare il lettore attraverso strumenti come la suspense, l’umorismo, il sentimento amoroso, la paura, il sesso, la speculazione. Se vi proponete di educare le masse o cambiare la storia della letteratura, o non state scrivendo un romanzo di genere o state fingendo di scriverne uno.
[...]
Un romanzo di genere è un romanzo di trama. A differenza di un romanzo di stile o “ideativo”, quello che conta è quello che accade al protagonista, o ai protagonisti, le situazioni che vivono, i percorsi che fanno. Se quanto costruite attorno ai vostri personaggi sarà interessante per il lettore, il romanzo funzionerà, altrimenti cadrà come una mela dall’albero. Questa regola ha un corollario: tutto quello che non serve ai fini della trama (personaggi, passaggi, belle pagine) va tolto.(Sandrone Dazieri che ripete cose già dette fin dal 2007 da Gamberetta: insulterete anche lui perché è solo una “ragazzina invidiosa”, branco di leccaculo subumani?)
eBook: vendite USA 2009, sondaggio tra i lettori e acquisti con donazione
Scritto da Il Duca Carraronan il 19 feb 2010 | Categorie: Ebook, Editoria
Sono disponibili i dati di vendita degli eBook in USA nell’ultimo trimestre 2009, dandoci così l’intero ammontare delle vendite dell’anno (limitatamente ai soli venditori considerati da IDPF, ricordandoci che questi sono con gli sconti da grossista e quindi le cifre reali sono circa il doppio ecc… come al solito) per poter fare un confronto con l’anno precedente al Grande Boom, il 2008.
Cominciamo dicendo che il Natale 2009, che si diceva sarebbe stato un ulteriore piccolo banco di prova per gli eBook (più per i lettori di eBook che per gli eBook), è andato alla grande: nuovo record assoluto di vendite, ben 19,1 milioni di dollari solo a dicembre.
L’ultimo trimestre 2009 ha totalizzato 55,9 milioni di dollari, che è più di quanto si fosse venduto nell’intero anno 2008 (53,5 milioni). Straordinario è dir poco. Ah, per chi è interessato: avevo ovviamente previsto che si sarebbe stato il record a dicembre in un mio precedente post e che la cifra finale del trimestre sarebbe stata di 55-57 milioni. Questo non significa che sono in grado di prevedere le cose, ma che ciò che io affermo diventa vero perché sono uno stregone quantistico e creo la realtà con i miei desideri che erano cose così scontate che qualsiasi cretino poteva arrivarci. ^_^
Ecco un piccolo grafico riassuntivo degli ultimi quattro anni di ricavi nel mondo degli eBook: credo che non ci voglia un genio per capire che il 2009 si è lanciato in una bella corsa, triplicando il volume di affari del 2008. E il 2010 promette meraviglie perfino maggiori.
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Anno Ricavi (ML $) Crescita 2006 20 — 2007 31,8 +59% 2008 53,5 +68% 2009 165,8 +210%
Ora i risultati di un piccolo sondaggio tenuto da Rich Adin sul famoso blog di settore “An American Editor”. Nel sondaggio veniva chiesto di scegliere una sola cosa, la più insopportabile, che avrebbe assolutamente impedito l’acquisto di un eBook. Non se ne poteva scegliere più di una, né metterle in ordine di importanza. Solo la più schifosa di tutte. Come vedremo ora il valore informativo del sondaggio non è granché, con queste premesse, ma qualcosa di interessante si può ricavare ugualmente.
Un po’ più della metà dei lettori (56%) non comprerebbe a causa dei DRM: metà di questi (30%) non comprerebbe indipendentemente da quale sia il DRM, non importi che in teoria l’eBook possa funzionare con tutte i dispositivi presenti e futuri. È una questione di principio. I DRM sono VELENO per un sacco di persone. Gli editori devono capirlo o rischiano di fottersi con le loro mani. Non che me ne importi della loro sopravvivenza, ma dovrebbe importare a Loro quantomeno…
La terza risposta più importante riguarda il prezzo, ma va interpretata: il 26% non vuole eBook che costino più di 9,99$. Ok, è il prezzo che Amazon ha sempre usato come termine di paragone, ma è davvero lui il prezzo ottimo? E se fosse 7,99$? Quel 26% ci sarebbe stato anche se ci fosse stato scritto 7,99$, in fondo la domanda riguardava il concetto di “prezzo equo non bassissimo” ed era l’unica alternativa alle risposte sui DRM. Potrebbe anche essere 6,99$ o 5,99$ il prezzo equo, chi lo sa?
Konrath ci ha già dato degli spunti per riflettere e possiamo dire che il prezzo equo probabilmente è meno di 7,99$ visto che appena si abbassa il prezzo le vendite si impennano.
Guardate la quarta risposta: l’8% del totale ritiene che il prezzo equo sia al massimo 4,99$. Ok, è solo l’8%, sono pochi. Può essere. Ora guardate davvero quell’8% per quello che è: se lo calcoliamo come parte del pubblico interessata al prezzo equo, vediamo che è un 8 su 34 (26% del 9,99$ più 8% del 4,99$) che alla fine è il 23,5% delle opinioni a tema prezzo!
Ancora più importante: che il libro sia auto-pubblicato non frega a nessuno. Sì, cari editori, avete fatto un tale eccellente lavoro nel gettare MERDA sui lettori, costruendo apposta un clima di TOTALE SFIDUCIA nei vostri confronti che ora, francamente, del vostro bollino sull’eBook non frega nulla a nessuno (2%).
E lì si parla dell’estero, in Italia è molto peggio a giudicare da ciò che popola le librerie. Complimenti, la vostra politica banditesca di fottere i soldi al lettore occasionale e fregarvene se poi non torna a comprare di nuovo vi ha proprio ricompensati. Lungimiranti. Bravi. Complimenti. Fieri di voi stessi? ^_^
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| I’ve isolated the ideal nature of the universe. And you’re not part of it. (www.disapprovingrabbits.com) |
Ma se il lettore può scegliere quanto pagare, se vuole pagare, qual è il prezzo che sceglierebbe? Una parziale risposta ce la dà Smashwords, che da due anni pubblica eBook.
Alcuni autori hanno deciso di vendere le proprie opere a prezzo libero: si può prendere il libro gratis oppure pagare qualcosa, scegliendo di dare da 0,99$ a 14$. Non sono libri di grandi autori, non mi risulta: sono libri di Signor Nessuno, con tutta la qualità auspicabile e la base di fan che questo comporta.
C’è da immaginare che NESSUNO avrebbe dato un soldo, giusto? In fondo non è come coi libri di Konrath o simili: qui il libro gratis non devi andarlo a cercare chissà dove, senza sapere nemmeno se esiste, ma è la prima scelta che il negozio di propone. In pratica ti urlano di NON pagare, che NON ne vale proprio la pena. Giusto?
Nonostante tutto BEN il 15% dei download è stato con donazione (54 su 353 del piccolo campione di ultimissime vendite considerato). Un 15% di persone che invitate in ogni modo a NON pagare decide che “No, DEVE pagare per l’eBook che leggerà, comunque sia!” a me pare un successo straordinario.
No, davvero, non sto scherzando: perché diavolo hanno pagato? ^_^”"
Ora la cosa interessante: qual è la dimensione della donazione? Tutti 7,99$ e 9,99$, come certuni vorrebbero far credere sia il prezzo equo, bello e giusto per il cliente? Decisamente no: guardate pure la tabella.
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Solo (a occhio, contando le colonne) l’8% ha deciso di sborsare 9,99$ o più. Dopo c’è il vuoto cosmico fino ai 5$, come a dire che 8,99$, 7,99$ o 9,99$ è tutta la stessa schifezza dal punto di vista psicologico, quindi chi è disposto a spendere “di più” spenderà ugualmente per un 9,99$ come per un 7,99$.
Il 92% dei donatori, come detto, ha scelto come prezzo PERFETTO per un eBook la cifra di 5$ o inferiore (questa cifra massima “ideale” l’aveva giusto suggerita Tombolini poche settimane fa!), con una distribuzione molto simile tra chi ha pagato 2$, 3$ e 5$ (leggermente a favore dei 5$). Trattandosi di acquisti sulla fiducia non mi stupisco della bella fetta di 0,99$, l’offerta simbolica per eccellenza, anche se è stata meno abbondante di quanto si potesse pensare.
Ora una mia piccola considerazione: è una scelta intelligente vendere con la donazione? Non chiedo se è una bella idea (lo è, mi piace) o se può aiutare a far marketing con roba che si vuole dare gratis in ogni caso per costruirsi un proprio brand e una base di fan come fa Konrath (allora tanto vale fare la bella figura due volte e guadagnare qualcosina in più, altra idea che mi piace molto): mi chiedo se è efficiente dal punto di vista degli incassi.
Ho i miei dubbi. La tentazione di pagare zero è forte (85%), tanto forte che potrebbe colpire anche chi, posto di fronte al prezzo di 1,99$, pagherebbe senza pensarci due volte. Come me. In questo caso l’aver incassato 0,49$ a copia (considerando tutte le vendite, anche quelle a 0$) è molto peggio che averne incassati 1,99$.
Meglio allora, a mio parere, vendere gli eBook a 1,99$ o poco di più, quale sia il prezzo ottimo per massimizzare i guadagni senza, allo stesso tempo, perdere troppo potenziale passaparola. Se a pari guadagni X ottengo con 1,99$ N lettori e con 3,99$ solo N/2, allora è meglio far pagare 1,99$ e guadagnare il doppio di lettori. Pensate ai lettori come ai biglietti della lotteria: più ne avete e più possibilità di sono di vincere un boom delle vendite grazie al passaparola! ^_^
Io credo, ma non sono certo, che il prezzo perfetto per massimizzare i guadagni sia 2,49$ o 2,99$: qualcosa che non dia troppo la sensazione psicologica di star svendendo il libro (alcuni lettori potrebbero provarla e snobbare la lettura).
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| Look, we’re going to be nice about this. Which hand do you sign checks with? (www.disapprovingrabbits.com) |
E per finire, un buon motivo per essere ottimisti nel 2010.
Se ricordate i lettori di eBook costano tanto anche perché lo schermo costa tanto, e lo schermo costa tanto perché PVI (il produttore di schermi E Ink), anche a piena produzione, non riesce nemmeno a soddisfare l’enorme richiesta mondiale! Fortunatamente si è aggiunta ora AUO, un gigante con una capacità produttiva che fa impallidire PVI, e che produce gli schermi con tecnologia SiPix Microcup (in pratica come E Ink, ma il touch screen viene molto più bello, potrebbe supportare il colore in futuro e non è obbligato ad avere la base fragile in vetro).
Qual è la buona notizia, a parte l’ingresso di un altro grosso produttore di schermi?
Ricordate che PVI aveva stimato un mercato per i lettori di ebook di 2 milioni di pezzi nel 2009 e che poi aveva corretto a 3 milioni in autunno perché il boom di richieste aveva coperto 1 milione di pezzi solo tra ottobre e dicembre? E poi, con ottimismo, avevano dichiarato 6 milioni di lettori di eBook in vendita per il 2010? Lo ricordate, no?
Ecco, si sono già dovuti rimangiare la previsione: sia PVI che AUO concordano che, visto l’enorme afflusso di competitori e l’allargamento del mercato dei lettori di eBook, i lettori venduti saranno almeno 10 milioni nel solo 2010. AUO conta di piazzare 1-2 milioni di schermi ePaper (SiPix Microcup immagino), PVI i restanti (stanno investendo 1,5 milioni di dollari solo per triplicare la capacità produttiva di schermi E Ink).
E fuori dai 10 milioni rimangono tutti i competitori diversi. Si annuncia per il 2010 il colore, con l’ePaper flessibile a colori di Bridgestone (sì, quelli delle gomme, ne avevamo già parlato), l’entrata in gioco di LG (sì, quelli dei monitor, altro colosso mostruoso) che già fornisce lo schermo flessibile antiurto su base di acciaio inossidabile per lo Skiff da 11,5 pollici (magnifico foglio-lettore in bianco e nero), possibilità che altri oltre ad ASUS utilizzino anche la tecnologia a colori OLED (che non è ePaper vera, ma è bellissima) ecc… ecc…
Ditemi se non c’è da essere ottimisti! Un prezzo di partenza per un buon lettore di eBook (bianco e nero, 6 pollici, WiFi e 3G) a 149$ non sarebbe nulla di strano per gli ultimi mesi del 2010. Anche PVI la pensava così già l’estate scorsa: l’unica cosa che sottolineava è che molto difficilmente, con tutta l’enorme domanda di schermi immaginata, si sarebbe arrivati ai 100$ prima del 2011.
Incrociamo le dita. ^_^
Konrath: più soldi con gli eBook a 1,99$
Scritto da Il Duca Carraronan il 09 feb 2010 | Categorie: Ebook, Editoria
J.A. Konrath, 39 anni, sovrappeso e con la barba, è uno degli scrittore “fortunati”: con i suoi libri (e tutto il contorno di lavoretti tipici della vita della scrittore) riesce a mantenersi. Lavora come un negro, un po’ come Jeff VanderMeer, per riuscire a guadagnare quanto un operaio. Ma ne vale la pena perché è il padrone di se stesso e fa ciò che ha sempre amato fare. Se da piccolo avesse sognato di fare il macellaio, ora sarebbe molto più ricco. ^_^”
Non è quindi uno Stephen King o un Dan Brown o un Bernard Cornwell: è “solo” uno che con l’impegno alla fine è riuscito a (soprav)vivere di scrittura, ma è sempre in bilico, alla VanderMeer, tra il dover tornare a timbrare il cartellino e il poter proseguire così.
Un precario della narrativa. È il massimo a cui un aspirante scrittore pubblicato può puntare, rimanendo nell’ambito delle possibilità realistiche.
Konrath ha deciso di rendere pubblici i dati di vendita e le royalty dei suoi eBook venduti su Amazon, sia di quelli di cui ha ceduto i diritti all’editore Hyperion (tutti della serie Jack Daniels, thriller, tre dei quali sono stati tradotti anche in Italia) che di quelli che ha deciso di vendere in proprio, senza alcun editore come intermediario.
I dati sono relativi al periodo compreso tra 1 gennaio 2009 e 31 giugno 2009. Perché lo ha fatto? Perché ci sono importanti considerazioni su come la politica dei prezzi sbagliata di un editore possa seriamente danneggiare un autore: ora in modo limitato, ma già nel corso del 2010 o nel 2011 potrebbe essere un danno molto più serio (ricordate che le vendite degli eBook in USA stanno continuando a crescere alla grande).
eBook venduti tramite l’editore Hyperion su Amazon Titolo Prezzo ($) Venduti Totale ($) Royalty ($) Whiskey Sour 3,96 550 2.178,00 341 Dirty Martini 6,39 202 1.290,78 604 Fuzzy Navel 7,59 152 1.153,68 341 Rusty Nail 7,99 153 1.222,47 341 Bloody Mary 7,99 180 1.438,20 381
Tutti Assieme ― 1.237 7.283,13 2.008
Ho pubblicato anche il valore complessivo delle vendite su Amazon perché, con il modello di acquisto all’ingrosso (Amazon per ogni opera acquista al prezzo del cartaceo, con lo sconto da grossista, e poi vende l’eBook a un prezzo talvolta in perdita e talvolta no… ci sono molti libri comprati a 14$ e venduti a 9,99$: il vero business di Amazon, fino a ora, era quello del Kindle e gli eBook erano solo di supporto), la percezione del reale denaro in gioco può risultare sfalsata. In questo caso non c’è il modello agenzia con la sola percentuale da dividere, tipo 50-50 o 60-40 o 70-30. Chiaro?
Konrath ha ricevuto il 25% della cifra pagata da Amazon all’editore Hyperion per ogni eBook venduto e quindi le royalty non sono calcolate in base al prezzo di vendita sul negozio del Kindle. Queste royalty possono variare da un minimo di 0,62$ (il libro venduto da Amazon a 3,96$ è stato acquistato da Hyperion a 2,48$) a un massimo di 2,99$ (il libro venduto a 6,39$ è quello più costoso per Amazon: lo ha pagato ben 11,96$… vendita sottocosto! Urrà!).
Qualche considerazione tratta dai dati.
Il libro a 3,96$ ha venduto il triplo del migliore di quelli a 7,99$. Questo è un fatto. I guadagni in royalty del più economico sono stati leggermente inferiori (341$ contro 381$), ma questo dipende anche dal prezzo di acquisto all’ingrosso. Possiamo però vedere che, guardando la cifra pagata davvero dai lettori, il più economico ha fatto incassare tra il 51% e il 78% in più di quelli più costosi (2.138$ contro 1.438,20$ o 1.222,47$).
Questo significa che se la vendita fosse avvenuta con il modello agenzia, basandosi solo sulla percentuale, l’autore vendendo a 3,96$ invece che a 7,99$ avrebbe ottenuto il 300% delle possibilità di innescare passaparola (triplo dei lettori, triplo delle chance) ottenendo assieme guadagni maggiori del 50%!
Sembra un affare dannatamente buono far pagare ai lettori la metà e simultaneamente guadagnare una volta e mezzo tanto!
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| Gli editori si sentono fischiare le orecchie? |
E questo è il meno.
La vera sorpresa, che ha sorpreso pure me nonostante in passato avessi sostenuto più volte l’idea che gli eBook si sarebbero potuti vendere a un prezzo minuscolo come 1,99 euro per favorire al massimo l’acquisto, arriva ora: la mia proposta di prezzo, che ad alcuni (Sandrone e Dimitri) era sembrata così ESTREMA e UTOPICA, è invece quella in grado di aumentare più delle altre i guadagni!
Essere il Duca è un grosso problema: si ha ragione sempre, anche quando si comincia a dubitare della propria opinione… davvero una cosa fastidiosa! ^__^”"
Ecco i libri venduti da Konrath direttamente sul negozio del Kindle, senza passare da un editore. Questi sono stati venduti col modello agenzia e l’autore ha ricevuto il 35% del prezzo, ovvero 0,70$ per eBook venduto.
eBook venduti da solo su Amazon Titolo Prezzo ($) Venduti Totale ($) Royalty ($) The List 1,99 5.142 10.232,58 3.600 Origin 1,99 2.619 5.211,81 1.833 Disturb 1,99 1.139 2.266,61 797 Shot of Tequila 1,99 900 1.791,00 630
Tutti Assieme 1,99 9.800 19.502,00 6.860
Seguiamo il discorso di Konrath e traiamo alcune conclusioni:
― gli eBook a 8$ vendono una media di 340 eBook l’anno [incasso: 2.720$];
― gli eBook a 4$ vendono una media di 1.100 eBook l’anno [incasso: 4.400$];
― gli eBook a 2$ vendono una media di 4.900 eBook l’anno [incasso: 9.800$].
Non ci vuole un genio della matematica per capire che i profitti maggiori sono stati fatti con gli eBook al prezzo più basso.
I cinque eBook pubblicati con Hyperion fanno guadagnare mediamente in royalty 803$ l’uno, all’anno, su Amazon. I quattro eBook che ha pubblicato da solo a prezzo bassissimo fanno guadagnare 3430$ l’uno, sempre nel corso dell’anno, su Amazon.
Se Konrath avesse i diritti digitali di tutti i suoi sei libri (questi cinque più il sesto che all’epoca non era ancora in vendita in eBook) e potesse venderli su Amazon a 1,99$, guadagnerebbe 28.580 dollari all’anno, in totale, invece dei 4.818$ (803$ a libro per sei libri) che guadagna con Hyperion.
O, in altre parole, dato che Hyperion ha i diritti su sei dei suoi eBook, lui sta ricevendo un danno economico da mancato guadagno pari a 15.762$ all’anno.
Hyperion ha anche i diritti per stampare le versioni cartacee dei suoi libri, è vero, ma quei libri di carta non stanno vendendo abbastanza da fargli guadagnare 15.762$ in royalty. Va considerato che ben quattro sono già finiti nel mercato dei paperback a 7,99$. Ci sono eBook venduti al prezzo del cartaceo o peggio: la Kindle edition di Bloody Mary ora costa al cliente finale 11,49$ (Amazon paga/pagava all’editore 8,47$) mentre il prezzo del paperback è 7,99$.
Konrath, come fa giustamente notare, guadagnerebbe di più vendendoli da solo. E infatti ora si trova proprio nella prospettiva di sperare che l’editore smetta di stampare i cartacei! Se potesse riappropriarsi dei diritti su quei libri, possibile se l’editore smettesse di venderli, potrebbe cominciare a guadagnare più soldi di prima applicando la strategia di prezzo corretta invece di quella cretina.
Il mercato degli eBook è quello su cui puntare per il futuro.
Quelle migliaia di vendite a 1,99$ contro le neanche duecento vendite a 7,99$ sono avvenute in un mercato, quello della prima metà del 2009, appena all’inizio della fase del BOOM che viviamo tutt’ora. Se nel 2009 gli eBook avevano un mercato (stimato) del 1-2%, nel corso del 2010 potrebbero arrivare decisamente al 4-5%. È pochissimo, quasi niente, ancora. Ma è pur sempre il triplo (circa) e gli editori stessi, un po’ preoccupati dagli avvenimenti, pensano che il 50% verrà toccato entro pochi anni (il 2018, si diceva, ma è probabile che la perdita dello scarso margine di guadagno nel cartaceo acceleri molto le cose: i costi dell’editoria tradizionale sono grandi e rosicchiare i profitti può far passare certe opere da un modesto attivo a un chiaro passivo).
E volete sapere un’altra cosa curiosa? Quegli eBook venduti a 1,99$ erano reperibili GRATIS sul sito dell’autore:
Because I’m still making money. I don’t think piracy has hurt my sales. In fact, I think it helps my sales by giving me a wider distribution network and greater brand recognition.
My self-pubbed Kindle titles are $1.99 or less. Since last April, I’ve sold over 20,000 books on Amazon.
Want to hear the funny thing? These same ebooks are available for free on my website. For FREE.
Does free hurt sales? Apparently not.
Migliaia di copie acquistate di qualcosa che si poteva avere gratis e leggere gratis sul Kindle. E chi acquista eBook si può immaginare che sia un po’ più digitalmente alfabetizzato del tipico lettore ancora incollato alla carta (che in poche parole si traduce con “sa dove sono le cose e se vuole può prendersele”).
D’altronde 1,99$ è un prezzo così RIDICOLO da far sentire chiunque un pidocchio, un meschino e un ingrato, all’idea di rubare all’autore che si apprezza perfino una cifra tanto misera da essere carità. Ovvio che quel dollaro e novantanove va guadagnato: se si sparge la voce che i libri fanno schifo, è più facile che chi vuole provare “tanto per” decida di optare per la versione piratata.
Ora immaginate Konrath che non vende 4900 eBook (ottenibili col 2% di mercato in eBook) di ogni romanzo a 1,99$ l’anno, ma 30.000 o 40.000 (col 50% di mercato in eBook, ho stimato abbondantemente al ribasso). Verrebbe una gran bella cifra nelle sue tasche. Mentre gli eBook a 7,99$ arrancherebbero a 2000-2700 vendite, o perfino meno se ipotizzassimo un calo delle vendite dovuto alla percezione diffusa che il prezzo giusto sia entro i 6$. Konrath già ora ipotizza, e sembra una stima ragionevole, vendite dei propri eBook in aumento del 50% nel corso del 2010.
E ricordate che da pochi mesi, grazie a Kindle for PC, è possibile comprare i libri su Amazon anche senza avere il Kindle. Io ne ho già comprati un paio a 6-7$ e ho messo i PRC nel mio Cybook. Più possibilità di vendere per Konrath! ^_^
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| J.A. Konrath e Jeff VanderMeer. Il segreto del loro successo? |
Badate bene: questo non significa che qualsiasi Pinco Pallino nel 2015 potrà vendere da solo la sua mezza dozzina di romanzi e ricavarne 20.000 e più euro l’anno. Per guadagnare bisogna farsi conoscere, bisogna proporre libri validi e bisogna avere fortuna. Si deve costruire una base di pubblico e saper lavorare coi nuovi media e con tutto il mondo delle pubbliche relazioni, incluso investire in pubblicità (sotto forma di vera e propria pubblicità o di “presenza” sul web), trovare un editor esperto (magari tramite agenzie in grado di inviare gli scrittori a dei professionisti freelance) ecc… il tutto in una dura competizione contro decine di migliaia di altri scrittori motivati e preparati. E sì, anche impegnandosi moltissimo si può fallire. Molte persone, semplicemente, non saranno in grado di farcela da sole.
Anche Konrath lo dice: se anche questo metodo ora va bene per LUI, non significa che i nuovi autori debbano smettere di cercare un SERIO editore. Serio, appunto, che non è necessariamente ciò che potrebbero trovare in Italia. Ma un serio editore, con dei seri editor e un serio modo di concepire i libri e la loro commercializzazione, è una risorsa preziosa.
Per ora fermiamo il discorso qui. Dedicherò il prossimo articolo proprio a qualche riflessione sul prezzo degli eBook mantenendo tutti i costi del libro che non dipendono dalla carta.
Voglio chiudere l’articolo con una citazione di Dimitri, presa dal commento linkato prima:
Duca: io do per scontato di star parlando di un’editoria che è fatta da gente che del suo lavoro mangia. Che si possano ‘fare’ ebook a 5 euro è fuor di dubbio. Anche gratis, certo.
[...]
Ma dire ‘facciamo libri a due euro’ è irrealistico, e non aiuta la causa – la rallenta, come ogni dichiarazione di principio.
Io sarò irrealistico e le mie saranno solo dichiarazioni di principio che rallentano la causa, ma questo vallo a spiegare a Konrath, che con il mio suo irrealismo ci fa molti più soldi che col tuo realismo. Guadagnare quattro volte tanto rimane quattro volte tanto sia che ci sia un editore sia che ci sia solo l’autore, anzi è ancora più importante farlo se l’editore deve arrivare il prima possibile in pari con l’investimento. E se Amazon non estenderà il modello agenzia 70-30 anche agli eBook da 1,99$, si potrà sempre vendere a 2,99$ (limite attuale per ricevere il 70% dei compensi) e si guadagnerà di più che con gli eBook a 9,99$.
Magari è solo un caso che Konrath abbia guadagnato di più con gli eBook a 1,99$ (come era solo un caso che Doctorow vendesse più cartacei dando gli eBook gratis… e Gaiman… e Coelho… e un sacco di autori su Random House, ops, aspetta: non era solo un caso!), ma in futuro pensiamoci due volte prima di esprimere facili giudizi e attribuire facili etichette di “irrealtà” per screditare la posizione degli altri.
Facciamo parlare i fatti, non le chiacchiere. È solo un suggerimento, poi ognuno è libero di fare come preferisce e come il cuore gli comanda. Grazie. ^_^
Antonio Tombolini sulla questione “Macmillan vs Amazon”
Scritto da Il Duca Carraronan il 06 feb 2010 | Categorie: Ebook, Editoria
Ripropongo con il consenso dell’autore l’articolo che Antonio Tombolini, CEO di Simplicissimus Book Farm, ha pubblicato oggi sul suo blog personale. Grassetti e corsivi sono stati mantenuti come nell’originale. L’articolo finale di Henry Blodget è stato modificato, inserendo il contenuto in un riquadro di blockquote invece che nel box di Business Insider.
Apple, Amazon, MacMillan e la guerra degli ebook: ma… non manca qualcuno?
Autore: Antonio Tombolini.
Le apparenze
Il Povero Editore, MacMillan, nei panni di Davide, riesce ad imporre ad Amazon, nei panni di Golia – dopo due anni di oppressione – la sua vittoria, nell’interesse dei buoni, di quelli cioè che non vogliono uccidere i libri, e che vogliono fare solo – oh, sì! – l’interesse degli autori e delle belle arti. A dare a Davide-MacMillan la forza per imporsi è Apple, nei panni del Buon Samaritano.
Qual era l’oppressione che Golia-Amazon imponeva a Davide-MacMillan? Approfittando del suo strapotere Golia-Amazon imponeva agli ebook del povero editore in vendita nel Kindle Store i prezzi che voleva lui, togliendo così al povero editore il controllo del prezzo del suo prodotto, e mettendo così a rischio anche – indirittamente – la remunerazione degli autori. E’ il modello wholesale, vendita all’ingrosso, in cui il dettagliante (Amazon in questo caso) chiede al fornitore (MacMillan, l’editore) il prezzo netto di acquisto a lui riservato, e poi è il dettagliato a decidere il prezzo di vendita al cliente finale.
Dopo due anni di codesta oppressione, arriva il BuonSamaritano-Apple, a proporre col suo iBooks agli editori un modello diverso, il modello agenzia: il dettagliante (iBooks di Apple, in questo caso) non compra una merce, ma funge da agente di vendita per conto del fornitore (MacMillan, l’editore), e viene da questi ripagato con una commissione, o provvigione. Qui è il fornitore-editore a decidere il prezzo al cliente finale, e l’agente-iBooks si limita a richiedere la sua provvigione.
In cosa consiste dunque la vittoria odierna di Davide-MacMillan? Costui – grazie all’appoggio del BuonSamaritano-Apple che gli dice oh, ma no, il prezzo dei tuoi ebook con me, nel nostro iBooks, lo deciderai tu! – si ribella a Golia-Amazon e riesce ad averla vinta: d’ora in poi il Povero Editore venderà i suoi ebook al prezzo che decide lui, anche nel Kindle Store di Golia-Amazon, costretto a cedere.
Ma qual è la realtà?
Chi è davvero MacMillan? Certo non un Povero Editore: è uno dei big six publishers, dei maggiori sei editori di lingua inglese, e dunque del mondo.
Grazie alla vittoria di MacMillan, i loro ebook saranno venduti nel Kindle Store a 14,99$ invece che a 9,99$: una strana forma di healthy competition, quella auspicata dal CEO di MacMillan, questa che fa lievitare del 50% i prezzi per il consumatore!
In tutta questa storia è ben strano che il mondo dei buoni (MacMillan-Apple) dimentichi del tutto che c’è un attore del mercato che forse è il caso di tenere in considerazione: il consumatore, il cliente finale, quello che alla fine mette le mani in tasca e sborsa i soldi che tengono in piedi le aziende. E’ ben strano che MacMillan, gli editori, non capiscano che quello che detta legge, alla fine, è colui che misura il valore aggiunto, e che dunque, alla fine, sarà proprio il consumatore ad imporre il suo prezzo agli ebook: e tutti sanno – se non si vuole fingere – che perfino la soglia dei 9,99$ è già ora fin troppo alta per chi compra ebook, e viene accettata solo ora, in una fase embrionale del mercato. Ma che a regime, diciamo entro tre anni da ora, un ebook non potrà costare più di 5$ (o 5€): se ci si possa guadagnare o no (e ci si può guadagnare sì, altroché se ci si può guadagnare!) è un problema che autori, editori e librai dovranno risolversi da loro.
A cosa condurrebbe una scelta analoga a quella di MacMillan (aumentare i prezzi degli ebook fino ai 12-15$) da parte di tutti gli editori dominanti? Ad accelerare la loro estinzione: gli autori si accorgeranno che così facendo guadagneranno di meno, semplicemente perché si venderanno meno ebook (legali). E aderiranno sempre di più alle proposte (prima tra tutte, guarda un po’, quella di Amazon) di auto-pubblicarsi, accettando di vendere a prezzi bassi i loro ebook, in cambio del 70% dei ricavi. Un signore di nome Paulo Coelho l’ha già fatto, per dire.
E allora, che resta da fare agli editori?
Un sacco di cose: anticipare quel che il mercato chiede e si aspetta, ovvero ebook a prezzi inferioni ai 5$/€, proponendoli subito, senza attendere di esservi costretti, mettendo mano subito alla ristrutturazione dei loro costi di produzione.
Ben sapendo che nel mondo degli ebook (come le major discografiche stanno dimostrando nella musica) la riduzione dei costi di produzione è più che proporzionale alla riduzione dei ricavi che comunque ci sarà. Che tradotto poi vuol dire che nel mondo degli ebook l’editore (e con lui l’autore) potrà guadagnare più di quel che guadagna ora: purché si concentri da subito sul suo mestiere di editore nel nuovo mondo, sul valore aggiunto che può rappresentare rispetto alla scelta di auto-pubblicazione.
Insomma, io la penso un po’ così:
apri articolo di Henry Blodget su Business Insider ▼
Ho proposto su Baionette Librarie l’articolo di Tombolini perché è chiaro e pone l’attenzione sul soggetto in gioco spesso più ignorato: il lettore, ovvero noi sfigati che mandiamo avanti l’industria editoriale a suon di quattrini e in cambio veniamo trattati da quei banditi come polli da spennare.
Un articolo adatto per la massa di pubblico che (giustamente) non aveva tempo per inseguire la mole di interventi apparsa nei giorni scorsi sui giornali e sui siti di settore. Articoli che talvolta, da entrambi le parti, erano un po’ troppo schierati (leggasi “leggera forma di malafede”) invece che intenzionati a studiare la realtà del caso nella sua complessità, sfruttando il trucco demagogico di rappresentare la vicenda come un duello Poveri e Buoni (Macmillan e Autori) contro Ricchi e Cattivi (Amazon e… uh, forse pure noi?).
Non ci sono Buoni e Cattivi, ma di certo c’è un forte interesse in gioco: quello di noi lettori che i soldi li dobbiamo sborsare e non abbiamo nessun motivo per essere costretti ad accettare DRM, prezzi folli e ogni altra sorta di stronzata venga in mente ai difensori dello Status Quo editoriale.
Qui sotto metto una lista con altri articoli e informazioni sullo stesso tema, per chi vuole approfondire. La lista verrà aggiornata all’apparire di nuovi articoli interessanti.
29 Gennaio
― http://www.teleread.org/2010/01/29/amazon-removes-macmillan-titles-from-direct-sale/
― http://www.boingboing.net/2010/01/29/amazon-and-macmillan.html
30 gennaio
― http://www.ereads.com/2010/01/macmillan-hurls-itself-and-its-authors.html
31 gennaio
― http://www.teleread.org/2010/01/31/amazon-capitulates-in-macmillan-e-book-disagreement/
― http://www.businessinsider.com/henry-blodget-hey-john-sargent-ceo-of-macmillan-books-screw-you-2010-1
1 febbraio
― http://paidcontent.org/article/419-in-amazon-vs.-macmillan-amazon-is-the-winner/
― http://www.teleread.org/2010/02/01/reader-backlash-against-the-amazonmacmillan-war-putting-our-money-where-our-mouths-are/
2 febbraio
― http://www.teleread.org/2010/02/02/john-scalzi-buy-new-option-still-not-available-for-macmillan-titles-on-amazon-please-support-macmillan-authors/
3 febbraio
― http://www.ereads.com/2010/02/you-wanna-turn-us-off-too-murdoch.html
4 febbraio
― http://www.internetevolution.com/author.asp?section_id=556
6 febbraio
― http://www.teleread.org/2010/02/06/macmillan-books-back-on-amazon/
Voglio sottolineare l’importanza di questo pezzo dell’articolo di Blodget:
First, if Macmillan collapses, so be it. Someone else (Amazon?) will happily publish whatever good books Macmillan would have published. Macmillan’s editors will find other employers, perhaps at Amazon.
D’accordo al 100% (è la stessa posizione che avevo espresso altre volte): se davvero questi specialisti dell’editoria sono così vitali e importanti e lo saranno sempre di più (e io credo e spero che lo saranno), l’eventuale estinzione dei Dinosauri vedrà i seri professionisti assunti da Nuove Aziende che hanno davvero bisogno di loro per poter competere.
Mondadori muove il culo (ma sculetterà giusto?)
Scritto da Il Duca Carraronan il 24 gen 2010 | Categorie: Ebook, Editoria
Mondadori, che vantava il negozio di eBook più retrogrado che avessi mai visto (orrendi LIT con gestione DRM sballata, per cui ho perso il diritto di leggere il libro pochi mesi dopo l’acquisto, sigh!), si sta decidendo a muovere il culo.
“Era ora”, diranno quelli che non sono vissuti nelle caverne negli ultimi due anni.
“Si muovono con gran anticipo”, diranno invece i fan di Ferrari, il capoccia della Divisione Libri. Effettivamente dato che i libri digitali non supereranno gli ebook prima di 50 anni (due generazioni, lo diceva Ferrari), si stanno muovendo con abbondante e lodevole anticipo.
[Nota per i retard: li sto prendendo per il culo.]
Gentile lettore,
dal 15 gennaio 2010 il sito www.ebook.mondadori.com non è più attivo.
Dal 2001 è stato il primo e il maggiore tra i siti italiani di vendita di libri elettronici. Oggi, tuttavia, sentiamo l’esigenza di rinnovare la nostra offerta in modo radicale e coerente con la tradizione della nostra casa editrice, che in 103 anni di storia è sempre stata alla testa delle innovazioni del mercato editoriale italiano.Come saprai, il mondo dell’editoria elettronica è in costante e frenetico aggiornamento. Nuovi lettori, nuovi formati e nuovi sistemi di distribuzione stanno velocemente cambiando l’esperienza di acquisto e di lettura del testo.
Noi di Mondadori crediamo che il libro cartaceo avrà ancora una lunga vita, ma siamo ben consapevoli delle nuove opportunità che si aprono, per noi e per i nostri lettori. Per questo stiamo sviluppando la nostra strategia per il mercato del libro elettronico e nei prossimi mesi potremo presentare un’offerta ampia e variegata, capace di soddisfare al meglio le richieste di un pubblico esigente come il nostro.
Per far questo abbiamo bisogno di tempo e, soprattutto, del tuo aiuto.
Evviva, Mondadori muove il culo. Forse non vuole affondare.
Ma lo muoverà bene? Perché se non capirà concetti come prezzo equo (i famosi 9,99$ massimi secondo Amazon… ma forse questo lo hanno grossomodo capito visto che perfino Ferrari parlava di “metà del prezzo del cartaceo”) e facilità d’acquisto, potrà solo spingere le masse che attualmente NON usano testi digitali piratati a farne abbondante uso. E dovrà capire come integrare al meglio tutto con l’acquisto direttamente sul lettore connesso via 3G o Wi-Fi (tutti i lettori in uscita per il 2010, insomma). E dovrà capire come superare il concetto di solo “libro tradizionale”, offrendo ulteriori servizi (partire ragionando non di testi, ma di ipertesti è un buon inizio). Si parla tanto di enhanced ebook, ma cosa saranno ancora non si sa… chi scoprirà per primo la formula del libro del futuro avrà un vantaggio su tutti gli altri: e intanto Random House fa dei tentativi in stile contenuti speciali dei Film su DVD.
Se Mondadori non capirà come convincere la gente a comprare, allora affonderà lo stesso. Non potendosi più basare solo sulla FORZA del CAPITALE e sul RICATTO della CARTA dovranno iniziare a conquistare la Fiducia dei clienti con la qualità. O perlomeno inventarsi nuovi modi di usare il Marketing per plagiare la gente e sfruttare le masse nel modo esatto in cui le immaginano (e sfruttano) da tempo: bovini senza volontà, buoni solo per il macello dell’acquisto impulsivo/modaiolo, senza alcuna costruzione di un rapporto di fiducia durevole con l’editore (l’editoria del bandito, come la definirebbe Cipolla).
Io intanto a prezzo equo (5-10 dollari) compro già eBook nei pochi negozi online che vendono anche ai non-americani: incluso un libro per il Kindle PC che si è rivelato un PRC senza DRM e ho potuto leggerlo sul Cybook senza doverlo nemmeno deDRMizzare con il programmino in python. Uao, totalmente legale.
Aggiornamento per il DR-950 (che mi interessa molto): l’uscita è prevista per Aprile in Inghilterra al prezzo di 250 sterline VAT (ovvero IVA) inclusa.
The 9-inch, touchscreen Asus DR-950 e-reader is due out in April, we’ve confirmed.
[...]
Asus hasn’t set a definite RRP for the Asus DR-950 e-reader, but told us that it was aiming in the region of £250, including VAT.
Aggiornamento periodico a tema eBook
Scritto da Il Duca Carraronan il 21 gen 2010 | Categorie: Ebook, Editoria
Sono alcune settimane che non parlo di eBook e di eBook Reader: meglio riprendere visto che le notizie non mancano col CES (che non è dove si fa la cac, però c’era lo Skiff ^_^) di Las Vegas appena passato. L’aggiornamento periodico per riassumere notizie e segnalazioni varie credo che diventerà un’abitudine. Ci sono tanti lettori interessati alle novità a tema eBook che non hanno tempo/voglia per seguire i siti di settore in inglese: devo pensare a loro.
È arrivato lo Skiff che schifo non fa
Se ne era parlato alcuni mesi fa: un nuovo lettore di eBook di grande formato, touchscreen, adatto per i giornali e le riviste, voluto dagli editori americani e da Hearst. Eccolo, è Skiff.
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| Il tanto atteso Skiff che si trovava al CES… |
Skiff ha un bellissimo schermo da 11,5 pollici (risoluzione 1200×1600 pixel ) flessibile (nel senso di antiurto: non potete arrotolarlo come un papiro o farci gli aeroplanini) non eInk: utilizza transitor a pellicola sottile (TFT) sopra uno strato di acciaio inossidabile che garantisce una capacità di flettersi impossibile per il vetro dell’eInk. Lo schermo flessibile è prodotto da LG (ecco a cosa serviva lo schermo senza lettore abbinato che avevamo mostrato mesi fa!).
Dimensioni: 228,6 x 279,4 x 6,8 mm (all’incirca l’area di un foglio A4). Peso: mezzo kg.
La batteria dura una settimana (o migliaia di pagine, al solito). Dispone sia di connettività 3G che WiFi, ormai obbligatorie per i lettori del futuro (senza perlomeno il WiFi per permettere l’accesso al negozio direttamente dal dispositivo come si può a convincere la gente a comprare?).
Ulteriori informazioni e foto sul sito ufficiale.
ASUS ha presentato due interessanti lettori di eBook
ASUS, già azienda di grande importanza nell’ambito netbook (li hanno inventati loro con gli Eee PC) ha presentato due bei lettori: DR-570 e DR-950.
Il DR-570 ha, secondo le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, uno schermo da 5,7 pollici OLED con risoluzione 768×1024 pixel e un refresh di 0,03 secondi. Ha una memoria interna flash da 4GB, accetta ovviamente le schede SD/SDHC e pesa appena 200 grammi. Con un refresh così rapido può visualizzare filmati in mp4, flash e avi oltre ai testi in PDF, ePub e TXT. Sì, avete capito bene: ci potete guardare i filmini porno! Pensateci: con appena 5,7 pollici di certo non potete leggere comodamente le riviste (come parrebbe invece dalla foto), quindi giusto i porno possono sfruttare il colore e la capacità di mostrare video. Un lettore di eBook più “multimediale” degli altri. ^_^
La batteria, grazie allo strabiliante schermo OLED, permette al dispositivo di durare ben 122 ore di uso reale (video, non pagina fissa!). Connessione 3G e Wi-Fi, naturalmente. Il tutto, si vocifero, al prezzo di appena 150 euro, ma non ho trovato conferme: secondo me si confondevano coi 200 dollari del DR-950 e questo con schermo OLED è più facile che venga sui 300 (ma chi può dirlo? La fine del 2010 è lontana…).
Il DR-950 è quello che mi interessa di più, come possibile acquisto di Natale 2010.
Ha uno schermo touchscreen in bianco e nero da 9 pollici (perfetto per tutti i miei eBook) con risoluzione 768×1024, ovviamente con tecnologia SiPix Microcup (l’alternativa attuale a eInk, ci tornerò dopo). Ha una memoria interna di 4 GB e ovviamente lo slot per schede SD/SDHC oltre alla porta USB (o mini-USB?). Connessione Wi-Fi, 3G e dove possibile anche WiMax. Solita porta per le cuffie per sentire gli MP3 mentre si legge.
Supporta PDF, TXT, Audible, TXT, MP3, ePub, HTML, JPEG, GIF, PNG e BMP. Ha il text-to-speech in 26 lingue, gestisce i feed RSS e ha una tastiera virtuale. Il tutto, si ipotizza, con un prezzo non superiore ai 200 dollari. Se è vero lo comprerò a Natale (sempre che non arrivi lo Skiff a prezzo accettabile)! ^_^
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| Asus DR-950 e DR-570 |
AUO e SiPix Microcup Electronic Paper
A parte il colore con OLED (finalmente hanno prezzi umanamente accettabili?), la vera importante novità è la possibilità data dall’ingresso sul mercato degli schermi della SiPix (a sua volta di AUO, uno dei big mondiali della produzioni di schermi) con tecnologia Microcup: un concorrente molto migliore (il touchscreen ottenuto con uno strato plastico sopra l’eInk fa schifo!) e molto più economico che permetterà finalmente l’inizio della guerra dei prezzi. E poi, diciamolo, AUO potrà produrre molti più schermi di quanti ne poteva produrre PVI: questo eviterà che i prezzi rimangano alti a causa della capacità produttiva troppo scarsa per soddisfare tutta l’enorme domanda (ricordate i Nook venduti tutti ben prima di Natale?).
La stessa AUO, di cui avevo già parlato tempo fa, sosteneva che entro il 2011 ci sarebbero stati lettori di eBook a 100$. Beh, i 200$ (se è vero) per il maxi-lettore da 9 pollici ASUS a fine 2010 fanno ben sperare. E ricordiamo che il prezzo base a 149$ entro la fine del 2010, immagino per un lettore 5 pollici, era considerato probabile anche dalla PVI, non solo dagli ottimisti di AUO.
La guerra dei prezzi è iniziata.
Con gli eBook Reader il consumo di libri aumenterà?
Secondo quanto rivela il sondaggio di L.E.K. Consulting, sì.
“The fact that Amazon sold more Kindle books than printed books on Christmas Day 2009 speaks volumes,” said Dan Schechter, vice president and media and entertainment practice head for L.E.K. Consulting. “We’ve dubbed the 10% of consumers who own an e-reader as the ‘E-reader Republic,’ and think that it is a potential goldmine for content providers and advertisers alike,” explained Schechter. The survey also showed that almost half of e-reader users increased their consumption of books, and more than one-third of their consumption was incremental. This means that many books are being sold that would not have been sold as traditional print books.
Molti di quelli che posseggono un lettore di eBook sono di certo già arrivati alle stesse conclusioni. Io stesso da quando ho il Cybook Gen3 leggo più di prima, sia narrativa che saggistica, e compro anche libri in eBook che prima non avrei mai comprato né in eBook (il monitor del pc è scomodo) né su carta (costano e arrivano giorni o settimane dopo l’ordine): il prezzo più basso dell’eBook rispetto alla carta e l’ottenimento istantaneo favoriscono molto la mia propensione all’acquisto impulsivo. ^_^”
A parte la narrativa, questi eBook interessano a qualcuno?
Secondo O’Reilly sì. Nel gennaio 2008 O’Reilly, casa editrice specializzata in manuali di informatica, vendeva due libri di carta per ogni eBook, mentre ora vende circa tre eBook per ogni libro di carta.
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| In blu i libri di carta, in rosso gli eBook |
E non dimentichiamo che enTourage eDGe, di cui si è parlato tanto nei siti di settore negli ultimi mesi (io gli avevo dedicato un articolo per spiegare quanto apprezzassi il design a due schermi), ha stretto accordi con editori nell’ambito universitario/manualistico (McGraw Hill, Oxford University Press e John Wiley & Sons), chiarendo bene a tutti che col suo dualbook da 490 dollari desidera puntare agli studenti e ai professionisti.
Vendite di eBook in USA (a novembre) e in Spagna (nel 2009)
Abbiamo lasciato l’argomento “eBook in USA” con il record di 18,5 milioni di dollari (all’ingrosso, grossomodo la metà della vendita al dettaglio) di ottobre e anche novembre non se l’è cavata male: 18,3 milioni, per un totale di 36,8 milioni di dollari in due mesi. Il trimestre precedente (ovviamente da record) era arrivato a 46,5 milioni quindi, se anche dicembre segnerà un 18-e-oltre (ipotizziamo, visto il record di vendite di ebook per Kindle natalizio: minimo 19 e forse anche 20?) si arriverà a quota 55-57 milioni di dollari.
E in Spagna?
A quanto dice barcelonareporter.com vanno alla grande. Secondo TodoeBook nel 2009 c’erano in Spagna 100mila dispositivi di lettura per eBook (lettori di eBook?) contro la cifra definita “irrisoria” del 2008. Il mercato degli eBook, questo è un dato più chiaro, è cresciuto del 500% e negli anni precedenti non era stato fermo: la crescita era sempre buona (non dicono quanto, però), ma ora hanno fatto una vera impennata.
Cosa ha determinato questo boom? Pare la generale accettazione degli eBook da parte dei lettori unita a una politica non anti-digitale degli editori (bravi!), che hanno accontentato il popolo (sono aumentati notevolmente i libri disponibili in eBook) invece di cercare di fermarlo impedendogli di comprarli (e il popolo, si sa, se non ottiene legalmente allora otterrà illegalmente: pirateria).
Magari in Italia si muovesse qualcosa sul serio…
Amazon incentiva gli eBook economici col 70% di royalties
Che ormai, grazie al fenomeno Kindle, il prezzo di un eBook di narrativa sia considerato “equo” dai lettori solo se non supera i 9,99$ è un dato di fatto, ma Amazon vuole incentivare ancora di più gli autori ad abbassare i prezzi. Come saprete gli utenti di Amazon in USA possono già ora vendere i propri eBook sulla Kindle Digital Text Platform (DTP), ma ora potranno ricevere un 70% di royalties (tolte le spese di invio) se il prezzo sarà tra i 2,99 e i 9,99 dollari (e almeno il 20% al di sotto del prezzo del libro di carta).
“Today, authors often receive royalties in the range of 7 to 15 percent of the list price that publishers set for their physical books, or 25 percent of the net that publishers receive from retailers for their digital books. We’re excited that the new 70 percent royalty option for the Kindle Digital Text Platform will help us pay authors higher royalties when readers choose their books.”
(Russ Grandinetti, Vice Presidente di Kindle Content)
A quanto ammontano le spese di invio elettronico per Amazon? A 0,15 dollari per MB che per un tipico file da 368 KB sono 6 centesimi di dollaro. Ricapitolando, se quel libro da 368 KB fosse venduto a 8,99$, Amazon con la nuova opzione darebbe come royalties ben 6,25 dollari (contro i 3,15 dell’opzione standard).
Mica male.
Fine aggiornamento.
Seguite i link nell’articolo per ulteriori informazioni e incrociate le dita: il 2010 sarà l’anno della transizione, grazie a piattaforme di vendita come Google Editions e all’abbattimento dei prezzi! Non ho parlato del QUE, ma lo trovate qui (ha un prezzo ASSURDO e quindi mi sta sui coglioni ^_^).
Royalties, tre scimmie ed Edgar Allan Poe
Scritto da Il Duca Carraronan il 17 dic 2009 | Categorie: Ebook, Editoria
Royalties nel mondo degli eBook
The Society of Authors, società inglese dedita alla difesa degli scrittori dal 1884, ha pubblicato alcune interessanti riflessioni su quale percentuale del prezzo dei libri digitali dovrebbe andare agli scrittori. Il parere non è quindi quello di assoluti sprovveduti come me che non sanno niente del mondo editoriale e non possono capire i costi dietro il libro al di là del solo costo fisico ecc… ecc… la classica stronzata sparata dai dinosauri del cartaceo e da certi loro Artisti leccapiedi, che però si dimenticano di parlare degli invenduti e del magazzino perché se no il popolino bue potrebbe capire come stanno davvero le cose (la potente arma dell’Ignoranza).
Royalties on ebooks should be much higher than they are. Until the economics and scale of the market become clearer, we consider that publishers should share ebook income equally with their authors. In any event we particularly encourage authors to try to negotiate steep increases to their royalties at agreed sales thresholds (as publishers recoup their set up costs). When a book has become well-established, it may be reasonable for the author’s share to rise to as much as 75%. On other forms of electronic access – e.g. rental and pay-per-view – authors should receive at least 50%, preferably nearer 85%, of the publisher’s receipts.
In suggesting these royalties we have taken into account that:
(a) publishers need to cover their overheads and make a profit; but
(b) the direct costs of originating, producing and keeping an ebook ‘in print’ are low (e.g. no printing costs); and
(c) the cost of making an ebook available through a third party distributor such as Amazon is minimal. Publishers’ warehousing and distribution costs are eliminated, as are losses from dealing with returns and unsold stock.
Citano anche Amazon, dove i libri appena usciti costano 9,99$.
Anche considerando tutti i costi dietro il libro anche tolti quelli fisici, fare 50-50 garantirà comunque le spese degli editori e farà loro ottenere il giusto guadagno. Ma, come fanno notare, dopo che i costi fissi saranno stati pagati lo scrittore dovrà ricevere ben più della metà! ‘Sticazzi. Neanche io, che sono un pericoloso estremista no-DRM e quindi Islamico e Comunista, sarei arrivato a tanto. ^_^
Posizione interessante. Chissà se in Italia, dove l’editoria è dominata da brontosauri che si cagano addosso alla prospettiva degli eBook e sperano che non arrivino prima del loro pensionamento, una cosa simile verrebbe accettata. O anche solo il 30-40% di royalties, se non proprio il 50%, finché l’IVA non passerà per gli eBook dal 20% al 4% come è già per i libri di carta. Non è fantascienza che l’IVA possa a breve scendere: in Spagna sono già orientati a dare all’eBook il 4% di IVA, come il cartaceo, al posto del 16% normale, come suggerito proprio dall’Unione Europea nel marzo scorso.
Parlamento italiano, batti un colpo se ci sei…
Non sono degli idealisti, anzi, è gente che guarda al denaro nell’editoria prima di ogni considerazione ulteriore sul “bene comune”, sulla “diffusione della cultura” e su altre cose (per loro) di minor valore: sono fieri sostenitori del Public Lending Right program (che ha forme diverse in base al paese: in alcuni le Biblioteche Pubbliche devono pagare NON a copia detenuta, ma per ogni volta che un libro viene prestato: più la gente legge e più ti costa diffondere la cultura, sigh) e appoggiavano (appoggiano?) posizione vetuste sulla difesa dell’attuale copyright.
Trovate l’articolo intero qui.
Le Tre Scimmie dell’Editoria
Ricordate quando si diceva che a non vendere l’eBook si ottiene l’unico risultato che i lettori che vogliono l’eBook e non la carta, non potendolo comprare, si troveranno a doverlo leggere piratato per forza? E io stesso non avevo potuto comprare l’ebook di Boneshaker perché era disponibile (che poi non si capiva nemmeno se fossero legali visto che l’autrice stessa se ne stupì quando gliele ho indicate) solo in formato coi DRM che il mio lettore non può leggere? E comunque i DRM mi fanno schifo in ogni caso e non li voglio.
Sembra stupido basare il proprio business sulla proibizione dell’acquisto.
Se voglio comprarlo in eBook, o tu editore me lo dai e lo pago volentieri o io me lo procuro piratato (e tu non ricevi un soldo). Se lo metti in vendita in eBook magari lo compro settimane prima che venga piratato, perché ho fretta e subisco crisi di acquisto librario compulsivo (come con Boneshaker): quale modo migliore per disinnescare la pirateria che non offrire eBook a basso prezzo (magari marchiati con social-DRM)?
Qual è stata la geniale idea di Simon & Schuster, Hachette e HarperCollins?
Per proteggere le vendite dei costosi cartacei hardcover da 25-35 dollari, hanno deciso di posticipare la vendita degli eBook relativi di alcune settimane o mesi (fino a 6 mesi di differenza). Ovviamente la paura che qualcuno diffonda gli eBook in versione piratata è il motivo principale.
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Si dimenticano che già ora i libri cartacei vengono piratati in pochi giorni o addirittura poche ore: quando la Rowling dichiarò il suo odio contro la pirateria e che l’ultimo libro di Harry Potter non sarebbe uscito in eBook, i pirati provvedettero a piratarlo prima dell’uscita ufficiale. Non mancarono le intimidazioni da parti dei legali della Rowling contro chiunque facesse semplicemente sapere che esisteva una copia piratata in giro o parlasse del contenuto del libro prima della data di uscita ufficiale.
Questa volta non c’è proprio nessuna giustificazione possibile: questa mossa non è oggettivamente in grado di aiutarli in nessun modo, anzi, può solo stimolare ulteriormente l’ego dei pirati librari pronti ad ammazzarsi di fatica per rilasciare in poche ore gli eBook dei sicuri bestseller-megaseller appena usciti (i grandi titoli che questi editori vorrebbero proteggere). In più è pericoloso discriminare i possessori di lettori di eBook abituandoli fin da subito a NON comprare per “odio verso gli editori” e a preferire le copie piratate per una questione etica.
E questa è proprio il tipo di mentalità il cui sviluppo gli esperti di settore vorrebbero evitare prima che l’odio contro gli editori, un po’ come era avvenuto contro la case discografiche che criminalizzavano i clienti, distrugga qualsiasi rapporto di fiducia possibile.
La posizione degli esperti di settore è chiara: sono degli idioti.
Ma guardiamo il lato positivo: perlomeno è il segno che stanno cominciando a vedere gli eBook come qualcosa di normale, da integrare nei loro piani editoriali in modo stabile. Sono degli idioti ugualmente, ma potrebbe andare peggio: potrebbero pensare che gli eBook si affermeranno tra 50 anni, come diceva Ferrari della Mondadori, e ignorarli del tutto.
Qualche link a riguardo:
E-book pirates’ new heroes: S&S and Hachette
Stupid e-book delays: HarperCollins joins the un-party
HarperCollins Joins Ranks Of Those Delaying E-Books
Book Publishing Thinks It’s A Darwin Exception!
Un autore che avrebbe apprezzato il mondo degli eBook
A proposito delle persone con idee “moderne”, come quelle che vorrebbero usare gli eBook per scavalcare vetusti meccanismi editoriali ed essere liberi di far da soli quando lo reputano necessario: siete in buona compagnia con un signore piuttosto famoso che, se avesse avuto gli eBook, lo avrebbe fatto volentieri. Ma forse qualcuno vi dirà che chi la pensa così è un idiota che non capisce il ruolo insostituibile (sì, come se fosse una legge fisica) dell’Editore.
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| “I am resolved to be my own publisher. To be controlled is to be ruined.” Edgar Allan Poe, lettera a George W. Eveleth del 4 gennaio 1848 Ma in fondo Poe era solo un fesso, no? ^_^ |
E per finire le vendite di eBook negli USA, ormai appuntamento fisso su Baionette Librarie.
Ottobre ha segnato, come immaginavo, un nuovo record: 18,5 milioni di dollari (il vecchio record era 16,2 milioni a luglio). Le vendite di eBook sono state 3,5 volte più grandi di quelle dell’ottobre del 2008 e segnano un +23,3% rispetto a settembre 2009.
Niente male.
Previsioni per il 2010 degli eBook
Scritto da Il Duca Carraronan il 02 dic 2009 | Categorie: Ebook, Editoria
Prima di tutto una precisazione. Mi ero sbagliato per quanto riguarda il record di visitatori giornalieri di Baionette Librarie: non era 553 il trenta novembre, ma 621 l’uno dicembre. Che sbadato! ^__^
Forrester Research ha rilasciato, grazie alla sua potente sfera magica, una nuova serie di previsioni per il mercato degli eBook/eReader nel 2010.
Le potete trovare su paidcontent.org, ma le riporto lo stesso in questo articolo, commentate e integrate con link e dati ulteriori.
![]() Pronti per gli eBook, colossi italiani del cartaceo? |
1. E Ink non dominerà più “tutto” il mercato degli schermi per gli eReader.
Il nuovo anno vedrà sul mercato nuovi dispositivi definiti eReader, ma senza schermi della E Ink Corporation: ci saranno schermi più economici basati sulla stessa tecnologia, ma non prodotti da E Ink; ci saranno lettori con doppio schermo E Ink e LCD accoppiati; spunteranno tecnologie completamente diverse sugli eReader, come OLED e LCD transflettivi (trasmissivi e riflessivi, in pratica capaci sia di produrre luce come gli LCD che di rimanere passivi come gli schermi E Ink) e arriverà anche il colore.
2. Telefonini doppio schermo e Netbook entreranno nel mercato degli eReader.
Molti consumatori non leggono abbastanza da giustificare l’acquisto di un dispositivo interamente dedicato alla lettura e, a quanto risulta dai dati di Forrester Research, già ora molte persone leggono eBook sui telefonini e al PC (senza dimenticare le console portatili) piuttosto che sugli eReader. I produttori di telefonini e netbook entreranno nel mercato degli eReader producendo dispositivi con schermi ottimizzati per la lettura. Gli schermi ibridi, in più, favoriranno il risparmio energetico e miglioreranno l’uso del dispositivo con intensa luce ambientale quindi attireranno più acquirenti in ogni caso (eBook o meno).
Netbook doppio schermo, E Ink più LCD, sono già stati proposti: il prototipo di Asus EEE Reader mostrato al CeBIT nel 2009 (si parlava di due versioni, 6 e 9 pollici, con schermo E Ink touchscreen da immettere sul mercato a fine 2009). La principale differenza tra netbook validi anche come lettori di eBook e lettori di eBook validi anche come netbook (enTourage eDGe) sarà nei programmi installati e nel marketing.
3. Le applicazioni renderanno i non-eReader sempre più adatti a leggere eBook.
Anche se dispositivi come il Kindle hanno monopolizzato la domanda di dispositivi per la lettura di eBook, il mercato degli eBook non è limitato ai soli eReader. Applicazioni per la lettura di eBook per iPhone, applicazioni B&N per smartphone e PC più quelle dedicate alla lettura di eBook su console portatili come Sony PSP e Nintendo DS sono già reali. E perfino il Kindle ora ha l’applicazione dedicata ai PC.
Il 2010 vedrà più applicazioni per sempre più dispositivi “utilizzabili anche per leggere eBook”, permettendo alla massa di disporre di mezzi di lettura buoni quanto basta per la massa dei consumatori che non hanno motivo di comprare un eReader dedicato.
Vi rimando anche a questo articolo sui dispositivi multifunzione: uno smartphone può essere un mediocre lettore di eBook, una scarsa macchina fotografica e una brutta videocamera, ma è compatto (più che non girare tutto il giorno con addosso un telefono, un eReader, una videocamera e una macchina fotografica) e fornisce tutti i servizi in un solo dispositivo con una qualità “adeguata” ai bisogni di ogni giorno del consumatore.Even Apple has recognized this. In many ways the company has been de-emphasizing the importance of iPods (When was the last time an iPod announcement was big?) and, as my colleague Nick Kolakowski has pointed out, Apple has been moving its iPod line away from single-purpose music players to focusing more on multifunction entertainment devices.
(Dall’articolo linkato sopra)
4. Anche gli eReader avranno applicazioni.
Come chiunque abbia un iPhone può testimoniare, le applicazioni sono ciò che libera il vero potenziale del dispositivo, rendendolo infinitamente più utile. Già ora iRex Technologies è intenzionata a rilasciare un SDK (software development kit) in modo che i produttori di software possano creare le loro applicazioni per il lettore iRex DR800SG. Non ci sarà da stupirsi se Amazon dovesse aprire un negozio di applicazioni per il Kindle.
5. Amazon lancerà sul mercato degli eReader touchscreen.
La goffa tastierina del Kindle probabilmente verrà superata da nuovi Kindle con schermi touchscreen, a colori (per la fine dell’anno) e magari pure flessibili (ovvero senza bisogno del vetro dietro, quindi meno fragili in caso di urti e cadute). Nuovi dispositivi di questo tipo aiuterebbero Amazon a mantenere la posizione dominante conquistata. Ricordiamo che secondo Forrester nel 2009, in USA, il 60% dei lettori è Kindle, il 35% Sony e il 5% “altre marche”. Per mantenere la posizione dominante un primo passo è stato il supporto per il PDF (a cui dovrà seguire, probabilmente, l’ePub come standard nei futuri dispositivi), ma la concorrenza tecnologica è una seria minaccia.
6. B&N prenderà fette di mercato a Sony e Amazon.
Quest’anno B&N si è inserita nel mercato e vedremo se i suoi sforzi come concorrente diretto di Amazon (con in più il vantaggio dei negozi fisici) saranno ripagati da abbondanti ricavi. Nel 2009 B&N ha comprato Fictionwise, ha lanciato il proprio negozio di eBook e le proprie applicazioni di lettura eBook per telefonini e PC, ha annunciato la partnership con Plastic Logic e iRex e, infine, ha immesso sul mercato (con vendite superiore a tutte le aspettative) il lettore Nook. Ha anche dei guai legali in ballo, ma si spera che tutto si risolva per il meglio per tutte le parti coinvolte e senza la prematura dipartita del Nook.
Nel 2010 B&N proseguirà alla grande con le vendite del Nook e degli eBook, rubando fette di mercato sia ad Amazon (Nook è l’alternativa ufficiale al Kindle) che a Sony, nonostante gli sforzi di quest’ultima per migliorare il sistema di vendita e i software nei nuovi lettori. Amazon manterrà la posizione dominante, ma la concorrenza peserà costringendola alla “vera” competizione.
7. Le vendite di eBook toccheranno i 500 milioni di dollari negli USA.
Nei primi tre trimestri del 2009 le vendite di eBook in USA sono più che raddoppiate rispetto all’intero anno precedente: le entrate all’ingrosso dichiarate da AAP tra gennaio e settembre 2009 hanno toccato i 109 milioni, contro i 52,4 milioni complessivi dell’intero 2008… e con ogni probabilità il 2009 raggiungerà i 160 milioni complessivi.
AAP inoltre, a parte la questione dell’ingrosso (il dato andrebbe raddoppiato per ottenere una stima al dettaglio più veritiera), presenta i dati solo di un ridotto numero di venditori e NON considera affatto “library, educational or professional electronic sales” (citato dal sito).
I dati di AAP quindi rappresentano in modo pesantemente sottostimato il reale mercato degli eBook in USA. È ragionevole supporre che il 2010, complessivamente, vedrà un mercato degli eBook da mezzo miliardo di dollari.
8. I libri di testo elettronici saranno più accessibili, ma le vendite saranno modeste.
I libri di testo non sfonderanno nel mercato degli eBook, non nel 2010. Nonostante l’uscita di dispositivi come il Kindle DX, siamo ancora lontani dalla soddisfazione dei bisogni degli studenti: non mancano solo contenuti, seppure sia il peggiore problema, ma anche i dispositivi sono tuttora meno validi e immediati della carta stampata (qualità degli schermi, possibilità di sfogliare rapidamente, possibilità di prendere appunti ecc…). Gli studenti, a quanto risulta dalla ricerca condotta, sarebbero anche disposti a usare eReader “comodi” con tutti i libri di testo sopra (e questi eReader sicuramente arriveranno), ma il vero scoglio sono i venditori di questi libri di testo, troppo ancorati su DRM e modalità di vendita vecchio stampo e, giustamente in questo caso, spaventati dalla pirateria.
9. Giornali e riviste lanceranno le loro applicazioni e i loro eReader.
Agli editori di giornali e riviste rodono le palle: non sono soddisfatti del modo in cui i loro contenuti appaiono e si comportano su dispositivi come il Kindle o i lettori Sony. Servono colori, video, interattività, la possibilità di mettere pubblicità come nei siti internet e un controllo maggiore nei rapporti con gli abbonati. I vecchi media si muovono lentamente, ma nel 2010 li vedremo tirar fuori dal cilindro le prime soluzioni.
John Squires di Time Inc. sta cercando di unire gli sforzi degli altri editori di riviste per costruire un fronte comune rivolto al digitale e ai “dispositivi di lettura”. Gli editori, forti dell’unione, sperano di poter ottenere più potere di trattativa nei confronti di possibili partner come Apple. FirstPaper ha annunciato che farà uscire un eReader ottimizzato proprio per i giornali e aiuterà gli editori durante la transizione.
10. Cina, India, Brasile e UE aiuteranno il boom degli eBook, ma gli USA rimarranno il mercato più grande.
Al momento gli USA sono il maggiore mercato per eReader ed eBook… e questo non cambierà nel 2010. Il resto del mondo però non rimarrà con le mani in mano: almeno cinque eReader verranno lanciati in Cina (distribuiti da China Mobile) e due in India. Il Brasile attende che qualcuno si faccia avanti e anche l’Unione Europea ha il potenziale per una forte crescita del mercato degli eBook.
Secondo un recente sondaggio di Forrester condotto su 14536 consumatori online in Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Italia, Paesi Bassi e Svezia, il 4% di questi ha pagato per degli eBook nel mese precedente e il 19% dichiara che pagherà volentieri per avere degli eBook in futuro.
Alle previsioni di Forrester Research vorrei aggiungere anche quelle di Booksquare.com. Meno importanti, ma interessanti. Le riassumo/commento in poche parole:
— gli eBook dovranno costare 9,99$ o meno perché è il prezzo percepito come giusto dal pubblico;
— se gli editori non soddisfaranno la domanda di eBook dei lettori, i lettori useranno un mercato alternativo per soddisfarla (leggasi: o mi fai comprare il tuo libro in eBook o io lo leggo lo stesso, ma gratis e piratato) perché nel Mercato la domanda cerca sempre soddisfazione;
— spunteranno un sacco di nuove case editrici rivolte al digitale, di vario genere;
— nuovi competitori entreranno sul mercato e le possibilità per gli indipendenti saranno maggiori di prima;
— i grossi editori, appesantiti dalle vecchie strutture basate sul mercato cartaceo (e dalla mentalità antiquata), avranno più difficoltà ad adattarsi al nuovo business rispetto a chi nasce già rivolto solo a quell’ambito.
Pensate all’esercito tedesco sotto il nazismo: se puoi rifare tutto da (quasi) zero invece di trascinarti dietro strutture antiquate da “adattare”, puoi fare meglio di colossi militari più robusti in partenza, ma restii all’innovazione, come la Francia.
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Non è da escludere che alcuni colossi crollino o si ridimensionino, mentre concorrenti più piccoli crescano sfruttando il mercato che i precedenti semi-monopoli non hanno saputo sfruttare. Ricordiamo che anche la DEC lasciò il posto ad altri produttori: nessun colosso può sentirsi in eterno al sicuro.
Vendite di eBook su Amazon, previsioni per gli eReader nel 2010 e qualche consiglio di Tombolini
Scritto da Il Duca Carraronan il 30 nov 2009 | Categorie: Ebook, Editoria
Quanti eBook vende Amazon rispetto ai libri di carta?
Ricordate che nell’articolo precedente si era parlato del sorpasso di vendite su Amazon dell’eBook di “The Lost Symbol” rispetto al cartaceo nelle prime 48 ore? Bene. E ricordate anche cosa aveva detto a riguardo Ferrari, sbagliando alla grande?
“No, ma non è così, oh! (Risatina nervosa) No, ma non è così, non è che sia stato venduto più nel formato eBook che nel formato fisico: è stato venduto molto di più nel formato eBook proporzionalmente rispetto agli altri eBook, ma no-no-non esiste paragone, stiamo parlando di entità che sono in rapporto da uno, da uno a dieci.”
(Gian Arturo Ferrari)
Un decimo potrebbe essere una stima “tipica” ragionevole per noi che siamo ignoranti nel settore, ma lo è per davvero? Uno come Ferrari dovrebbe saperlo, in teoria, per cui potremmo anche fidarci: avrà sbagliato nel caso specifico del libro di Dan Brown, ma “in generale” sarà vero che il cartaceo vende dieci volte rispetto agli eBook su Amazon, no? O magari anche in questo caso, come per i venti e i cinquanta anni, sparava cifre per il gusto delle cifre? La cosa non vi incuriosisce?
Forse questo potrebbe soddisfare almeno un po’ la vostra/mia curiosità:
“For every 100 books we sell in physical, we sell 48 Kindle books. This is up from 35 books for every 100 in May. Our customers tell us they read more with Kindle because they never have to worry about running out of books.”
(Cinthia Portugal, una portavoce di Amazon.com)
Uhm, niente male. E decisamente più di un decimo. Tre volte tanto direi.
La citazione è anche vecchiotta: su mobileread ne avevano parlato un paio di mesi fa. Ora forse Amazon vende ancora più eBook rispetto al cartaceo.
Come mai comincio a dubitare di qualsiasi cosa dica Ferrari? Ah, sì, forse perché ogni volta che ho potuto controllare stava sparando cazzate facendo affermazioni molto discutibili. ^__^
E meno male che Sandrone Dazieri mi aveva rassicurato:
Ferrari è una persona in gamba. Lo conosco da parecchi anni, e penso che sia uno degli editori più intelligenti che abbiamo in Italia.
Pensate un po’ come sono gli altri editori!
O forse in Italia essere al corrente degli eventi che riguardano il proprio settore e che possono radicalmente cambiarlo nell’arco di pochi anni NON è considerato una cosa importante o professionale. ^__^
O magari devo interpretare la rassicurazione di Sandrone alla lettera: beh, non contesto l’intelligenza di Ferrari, anzi, ma il fatto che sappia contare rapidamente e risolvere problemi di logica non è di molto aiuto se non si degna di informarsi sugli eBook e sul futuro dell’editoria, preferendo immaginare che il cambiamento arriverà quando lui sarà in pensione e quindi può continuare a fregarsene altamente come ha sempre fatto.
Mi viene da piangere.
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Vendite di eReader nel 2009-2010
Secondo Forrester Research la diffusione degli eReader nel 2009, immagino grazie al Nook in arrivo e alla copertura mediatica ottenuta negli ultimi mesi (hype), sarà più grande del previsto. Se nel 2008 erano stati venduti un milione di lettori e se per il 2009 fino a pochi mesi fa si pensava che ne sarebbero stati venduti due milioni, ora Forrester ha dovuto correggere le stime di un buon 50% in più: nei soli mesi di novembre e dicembre 2009 verranno venduti (in USA) altri 900mila eReader, per un totale di 1,2 milioni nel quarto trimestre 2009 (il 40% dei 3 milioni complessivi del 2009).
Per il 2010, ma forse l’ottimismo è eccessivo, si attende un bel raddoppio con vendite per 6 milioni di eReader. Il che porterebbe il numero degli eReader in circolazione in USA a 10 milioni di pezzi. Niente male.
Per maggiori informazioni consultate i link in fondo all’articolo.
Più eReader in giro faranno in modo che più “forti lettori” (i tipici acquirenti degli eReader) possano avere buoni motivi per comprare più eBook (e di conseguenza meno cartaceo).
“Hardcover sales of my last book were down 20 percent, while e-book sales were up 300 percent.”
(New York Times best-selling author John Lescroart)
Hardcover in calo del 20% ed eBook in salita del 300% per Lescroart: è ora che gli editori italiani, ossessionati dal cartaceo e dal mercato del passato, si diano una svegliata e inizino a vendere gli eBook a un prezzo decoroso (anche 8-9 euro vanno bene per il periodo di transizione, dai!) prima che la barca affondi sotto le loro grasse e pigre chiappe.
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| “Nulla può affondare il mercato dei libri di carta: dominano da secoli e domineranno per altri cinquant’anni!” (Un editore mentre strizza l’acqua dalla giacca, in piedi su un tavolo) |
Qualche consiglio da Tombolini
E ora, sempre a tema eBook, qualche estratto dai consigli che Tombolini (Simplicissimus Book Farm) ha dedicato ai vari soggetti del “mondo del libro”.
Agli autori:
cominciate a scrivere il vostro prossimo libro pensandolo come innanzitutto digitale, e quindi in rete, e quindi in grado di sfruttare l’integrazione con tutto quello che la rete offre.
Agli editor e agli agenti letterari:
aiutate gli autori a pensare al libro come sopra, diventando voi stessi esperti di ciò che la rete può offrire, e valutate caso per caso se non sia forse possibile autopubblicare il proprio ebook, sperimentando anche modalità di rapporto nuovo con i lettori
Agli editori:
[...] smettetela di dire agli autori che il vostro ruolo non morirà mai perché siete voi a dare autorevolezza ai loro libri appiccicandoci il vostro brand. Già oggi nessun lettore cerca un libro in base al marchio dell’editore (ma semmai autore, titolo, argomento, prezzo… tutto tranne che l’editore!). Concentratevi invece in quello che era il vero mestiere dell’editore, e di cui ci sarà sempre più bisogno nell’epoca dell’abbondanza digitale: la ricerca e scoperta di talenti nuovi, e la loro cura, offrendo piattaforme di scrittura innovative, in grado di dare all’autore la padronanza di tutte le possibilità che la rete offre fin dalla ideazione del suo libro, offrendo piattaforme ricche di interazione e condivisione diretta coi lettori… imparando insomma un nuovo-vecchio mestiere: quello di padroneggiare la tecnologia per cavarne tutti i tool, gli attrezzi del mestiere, più adatti a coltivare i talenti di un autore e il suo rapporto coi lettori
Ai librai “fisici”:
siete ancora lì senza neanche un ebook reader da vendere? Siete ancora lì senza neanche una connessione wifi da offrire gratuitamente ai vostri visitatori? Siete ancora lì senza neanche una poltroncina su cui sedersi, un salottino in cui leggere e chiacchierare, un caffè a cui rifocillarsi? Siete ancora lì senza avere qua e là un computer con la connessione pronta e attiva a disposizione dei visitatori? Siete ancora lì ad ammucchiare copie su copie di libri di carta, invece di aver già attrezzato una sezione ebook, una specie di tabellone con su le sole copertine dei libri e il link per il download immediato dell’ebook corrispondente da comprare lì, seduta stante? E siete ancora lì senza aver allestito la vostra e-dicola, da cui consentire l’acquisto a tutti i quotidiani e periodici disponibili in formato ebook?
Ai lettori:
smettetela di fare i bambini capricciosi, ah ma vuoi mettere la carta e l’inchiostro e il profumo… tutte balle, il 95% della carta stampata che maneggiate fa schifo, è stampata male, puzza, vi sporca le dita, i caratteri sono troppo piccoli e da una pagina vedete in trasparenza quella successiva. E pesa. E… insomma, piantatela: date soddisfazione al vostro feticismo spendendo dei bei soldoni in qualche realmente bella edizione cartacea, e correte a comprarvi un ebook reader, e cominciate a rompere le scatole a librai ed editori perché si decidano a pubblicare tutti i loro libri anche in formato ebook. Cosa ne otterrete facendo così? Che leggerete di più, come, guarda un po’, da quando c’è il lettore mp3, ascoltate più musica.
Sante parole.
E Tombolini santo subito. ^_^
Fonti Principali:
http://www.post-gazette.com
http://www.washingtonpost.com
http://blogs.forrester.com
http://paidcontent.org
Simplicissimus Book Farm
Tombolini e Ferrari parlano di eBook a Fahrenheit
Scritto da Il Duca Carraronan il 25 nov 2009 | Categorie: Ebook, Editoria
Antonio Tombolini (Fondatore della Simplicissimus Book Farm, il maggiore esperto di eBook ed editoria digitale in Italia) e Gian Arturo Ferrari (Direttore Generale della Divisione Libri del Gruppo Mondadori dal 1997) sono stati intervistati durante la puntata di “Fahrenheit” (Radio3) del 16 novembre 2009. Tema della puntata, naturalmente, il libro e in particolare il libro elettronico.
È possibile ascoltare la puntata al link sopra oppure sul podcast di Simplicissimus o sul lettore qua sotto.
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Preferisco limitare i miei commenti (ci sarebbero da scrivere 10mila parole di commento minime… ma resterò sotto le 2mila) perché, facepalm!, le affermazioni di Ferrari in ambito eBook si commentano da sole.
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| Facepalm: se non vi scatta almeno due volte sentendo Ferrari dovete chiedervi seriamente se è non ora che vi aggiorniate sull’editoria digitale e sugli eBook |
La cosa più interessante detta da Ferrari è che il libro tradizionale è un’opera chiusa, una comunicazione in cui c’è un Autore che la emette e dei Lettori che la ricevano, mentre in Internet dal punto di vista “di principio” ci sono Autori/Lettori e Lettori/Autori (e ci sono i Lettori di un’opera che divengono Autori delle sue Fan Fiction). Cambia il rapporto tra Autore e Lettore.
Altre cose interessanti dette da Ferrari riguardano l’eBook che abbatterà il prezzo del libro (a metà di quello attuale, qualsiasi cosa voglia dire) e che questo porterà a una enorme diffusione della lettura. Ferrari fa notare che l’ostacolo principale del libro attuale non è il suo prezzo, ma il “rischio” dell’acquisto, ovvero il fatto che non si sappia come sarà il libro prima di leggerlo (e attualmente per leggerlo il lettore tipico prima lo deve comprare). Non fa notare che aver sfruttato in modo banditesco il bacino dei lettori e aver demolito le speranze di quelli più esigenti sfornando stronzate a raffica (siamo onesti per una volta: il malcontento per la cattiva/mediocre qualità dei libri è diffuso da anni) non ha certo aiutato a costruire un rapporto di “fiducia” che porti a “rischiare” a cuor leggero.
D’altronde dall’alto del suo Trono ha visto cosa ha stampato la Mondadori negli ultimi anni e come ha maltrattato l’intelligenza dei lettori spacciando per capolavori autentica merda senza nemmeno il livello di editing minimale che una Grande Casa dovrebbe garantire… e se si vergognasse un pochettino sarebbe solo un segno di onestà (ma ovviamente non potrebbe dirlo in pubblico).
“L’eBook sicuramente vincerà, non c’è il minimo dubbio al mondo. Non c’è assolutamente dubbio al mondo che tra una o due generazioni, secondo me meglio due, cioè quando i neonati di oggi saranno professori universitari tutti leggeranno principalmente, non dico unicamente, non credo unicamente, su un supporto elettronico anziché su un supporto cartaceo.”
(Gian Arturo Ferrari)
Una o due generazioni significa venticinque o cinquanta anni. D’altronde se un neonato di oggi vuole aspirare a diventare professore universitario, 40-50 anni (due generazioni) mi pare un tempo corretto.
Il problema di fondo è che il buon Ferrari fa notare che:
― già ora il prezzo dei libri è percepito come troppo alto per il rischio dell’acquisto e questo limita il mercato che, con un crollo del prezzo almeno a metà, potrebbe espandersi “enormemente”;
― la catena che sta dietro il libro cartaceo già ora (messa in minima difficoltà dai primi passi dell’eBook e da altri motivi interni) si sta scannando, ad esempio con i retailer che cercano di fare le scarpe agli editori.
E in più sappiamo (e lui DEVE saperlo se sta facendo il suo lavoro e quindi si tiene aggiornato) che i lettori di eBook si stanno affermando sempre di più e stanno evolvendo così rapidamente da far sperare gli esperti che il Natale 2010 possa essere quello del VERO BOOM (mentre il Natale 2009 sarà solo un banco di prova);
Ma nonostante queste cose siano evidenti, Ferrari arriva alla conclusione “mica tanto ovvia” che un settore sull’orlo del baratro in cui l’eBook minaccia i già scarsissimi margini di guadagno del cartaceo possa durare ancora 50 anni prima che l’eBook si affermi.
Ricordiamo anche che il 50% degli esperti delle case editrici intervenuti a Francoforte (gente normale, non “apostoli” dell’eBook) avevano detto che il 2018 sarà il probabile anno della vittoria degli eBook contro la carta. E altri pensano che avverrà prima a causa del naturale collasso degli editori incapaci di affrontare il prezzo della transizione per colpa delle loro strutture vetuste e del loro essersi radicati nel cartaceo.
Cosa risponde Tombolini?
“Mi limito a dire che troverei molto strano che la rivoluzione digitale, tra virgolette, nel mondo dell’editoria e dei libri possa essere così sfasata rispetto alle dinamiche di rivoluzione digitale del tutto analoghe che stanno attraversando tutti gli altri famigerati, di nuovo, contenuti.”
(Antonio Tombolini)
Notiamo anche che Tombolini rimane sempre molto pacato e calmo (evita addirittura di fare qualsiasi previsione sul successo degli eBook) al contrario di Ferrari che, a un certo punto, sbotta interrompendo la conduttrice (Loredana Lipperini) perché trova assurdo che Amazon possa aver indicato per alcuni giorni nella classifica dei libri più venduti che l’eBook di “The Lost Symbol” stava vendendo più del cartaceo.
Peccato che il sorpasso sia stato documentato sia in Italia che all’estero (qui, qui e qui, per dire solo alcuni siti) e abbia scatenato commenti in giro per il mondo anche per il caso particolarissimo: eBook e cartaceo rilasciati assieme da un autore così importante. Confronto diretto tra eReader con connessione 3G e spedizione del libro di carta via posta: spedizione sul lettore istantanea a 9,99$ –i veri fan non possono attendere!– contro alcuni giorni di attesa e un prezzo di 16,17$ (nonostante lo sconto del 46% sul cartaceo).
Anche Wikipedia dice:
On its first day the book became the #1 bestseller in amazon.com, and the Amazon Kindle e-reader edition became the top-selling item on Amazon.com, outselling Amazon’s sales of the hardback copy of the novel, which is the sixth best selling book of 2009 on pre-publication orders alone
La risposta di Ferrari a questo osceno oltraggio, questo stupro morale e materiale, è pacata e sensatissima, nonché del tutto priva di balbettamenti e risatine per il nervoso:
“No, ma non è così, oh! (Risatina nervosa) No, ma non è così, non è che sia stato venduto più nel formato eBook che nel formato fisico: è stato venduto molto di più nel formato eBook proporzionalmente rispetto agli altri eBook, ma no-no-non esiste paragone, stiamo parlando di entità che sono in rapporto da uno, da uno a dieci.”
(Gian Arturo Ferrari)
Segue Tombolini che lo smerda spiegando cosa era successo. Ha la pietà di non far notare a Ferrari l’immensa cazzata detta, non si sa se frutto di ignoranza o di malafede, immagino la prima, su come funzionino le classifiche di Amazon. Di fronte alla realtà Crudele & Tiranna… Ferrari gioca la carta della propria Autorità con tanto di plurale maiestatis per la supremazia psicologia!
“Abbia pazienza, NOI siamo gli e-editori italiani di Dan Brown, sentiamo gli editori americani di Dan Brown tre volte al giorno, conosciamo Dan Brown, abbiamo tutti i dati in mano: sappiamo precisamente quello che stiamo dicendo.”
(Gian Arturo Ferrari)
Dato che Ferrari è il capo della divisione libri Mondadori e quindi è l’editore italiano di Dan Brown ed è sempre in contatto con quelli americani… ne consegue che Amazon ha mentito. Perché lo dice, pretendendo di saperne più della stessa Amazon? Perché sì, perché è fantasy. Motivazione a cui la divisione libri Mondadori ci ha abituati da tempo: non mi stupisco che sia quella prediletta anche da chi la divisione libri la comanda. ^__^
Spezzo una lancia a favore di Ferrari: il modo in cui la Lipperini stava presentando la questione Dan Brown era sbagliato e poco professionale (ha parlato di “libreria”, come se confrontasse le librerie fisiche con il Kindle, mentre invece era una cosa tutta interna ad Amazon: questi errori non sono ammissibili), ma Ferrari non ha contestato l’errore della Lipperini bensì il sorpasso in generale anche una volta contestualizzato nella sola Amazon da Tombolini. Comunque Ferrari, dato il lavoro che fa, in realtà sapeva già benissimo di cosa si stava parlando anche senza la precisazione di Tombolini… o perlomeno si spera che lo sapesse (ma la sua affermazione fa pensare che NON lo sapesse proprio) visto che, in teoria, dovrebbe tenersi informato sul settore per guidare al meglio la divisione libri.
Torniamo ai tempi per l’affermazione degli eBook.
A parte l’idiozia del voler vedere così lenta la transizione dell’editoria da cartacea a, principalmente, digitale, ma come si fa a fare previsioni sui 40-50 anni? Ma come ragiona Ferrari? Non ha visto i cellulari, internet, la musica digitale… non si è accorto che l’evoluzione in casi simili non segue ritmi così lenti?
Prendiamo un’altra previsione di 32 anni fa, ben meno dei 50 anni di Ferrari, fatta da un signore che era esperto (a parole) nel suo ambito quanto Ferrari lo è (a parole) nel suo:
“Non c’è motivo per cui un individuo debba avere un computer in casa sua”
(Ken Olsen, presidente della Digital Equipment Corporation, 1977)
La DEC, che era un colosso, non ha saputo stare al passo coi tempi, con l’innovazione e con la concorrenza ed è defunta nel 1998. La divisione libri Mondadori dovrebbe cominciare a farsi un paio di domande, non credete? O forse è meglio che continui per la sua strada e danzi mentre il Titanic affonda, visto che altri editori più moderni sapranno prendere il suo posto. ^__^
Curioso poi che le previsioni di Ferrari cambino in base a come gli gira al momento. Neanche tre mesi fa, come citato in un precedente articolo, parlava di 20 anni per l’affermazione degli eBook (e lo avevo sfottuto) e ora passa a 50 anni. Grandioso. Si trattano evidentemente di previsioni basate su uno studio solido e chiaro delle dinamiche attuali del settore e delle sue potenzialità.
“Tra vent’anni tutto sarà completamente diverso. Ma io lavorerò ancora per 15 anni. E dunque non me ne importa nulla”
(Gian Arturo Ferrari, citato anche qui).
Anche in questo articolo sono stato un po’ polemico. Capisco Sandrone Dazieri quando mi scriveva, in un commento di qualche settimana fa, che è il momento di affrontare il passaggio all’eBook senza fare inutili polemiche… ma siamo chiari, dire che un pezzo grosso da cui dipende la transizione spara puttanate non è inutile, perché permette ai lettori di capire meglio in che mani siamo e quale sia il livello di competenza nell’editoria digitale dei dinosauri italiani del cartaceo.
Quando “certi signori” sparano balle a me girano le palle. ^__^
Vi lascio con tre bei commenti tratti dal blog di Simplicissimus:
Ha parlato soprattutto Ferrari dicendo che in sostanza finché lui è vivo, gli ebook non contano nulla. Forse tra 50 anni se ne riparlerà ma lui non ci sarà più.
(jan, estratto)
E’ curioso notare come Ferrari (apostolo degli ebook, come lui stesso si definisce) ponga l’accento sulla poca disponibilità (legalmente parlando) di titoli in formato digitale sul mercato italiano e non dica una parola su come la sua azienda – la prima nel settore, se i dati non mi ingannano – possa colmare questa lacuna
(Ilaria, estratto)
Ovviamente il Ferrari tira acqua al suo mulino. Il problema e’ che fintanto che la mondadori non smuovera’ le acque per pubblicare ebook in Italia non vedremo il fiorire di tale tecnologia. Saranno in grado di capire la rivoluzione in atto (che secondo me permetterebbe loro ampi margini di guadagno) o continueranno a fare gli struzzi nascondendo la testa sotto la sabbia?
Aggiungo che una o meglio due generazioni per vedere gli ereader in giro mi sembra veramente un idiozia, basta pensare ai cd, ai dvd, ai lettori mp3, ai cellulari, ai pc, ma anche semplicemente alla televisione: quando una tecnologia raggiunge un ragionevole compromesso tra prezzo e funzionalita’ la sua diffusione e’ esponenziale. E mi sembra che i nuovi modelli che si vedono in giro per il mondo, ovviamente non qua nel terzo mondo (polemica), a circa 200/250 $ siano gia alla portata di molti e ovviamente ci aspettiamo un ulteriore abbassamento dei prezzi. Quando un ereader costera’ 100$ penso che ogni casa ne avra’ uno (casa nella quale viva un lettore assiduo, non uno di quel 43% di italiani che non legge manco un libro l’anno)
(Maurizio, integrale)




