Archivio per la Categoria 'Razzismo e Stereotipi'

  1. Nuovi lettori di eBook da IBS e Telecom by Il Duca di Baionette
  2. Un bel programma: Toffee e il Gorilla parlano di Gesù by Il Duca di Baionette
  3. Negro con il Mac accusa i froci di mangiare cacca by Il Duca di Baionette
  4. Isaac George nello spot Peperlizia by Il Duca di Baionette
  5. Ancora Lord Cockswain by Il Duca di Baionette
  6. Un momento di autentico Sense of Wonder! by Il Duca di Baionette
  7. Ventimila selvaggi sotto carica by Il Duca di Baionette
  8. Un momento di nostalgia: Zulu senza vuvuzela by Il Duca di Baionette
  9. Le armi copiate di passo Khyber by Il Duca di Baionette
  10. Manzoni: il Vero, l'Utile e il Ku Klux Klan by Il Duca di Baionette
  11. Negri, Editori, Scrittori e Lettori by Il Duca di Baionette
  12. Qualcosa di ebraico: stereotipi, propaganda e... Fantasy! by Il Duca di Baionette

Nuovi lettori di eBook da IBS e Telecom

Scritto da il 19 dic 2011 | Categorie: Ebook, Razzismo e Stereotipi

Si avvicina il Natale, ovvero il Compleanno di Babbo Natale e pure di Mitra (un tizio col berretto frigio che per sport sparava con armi automatiche sui tori) visto che è la festa del Sol Invictus (Dies Natalis Solis Invicti, dal 25 dicembre 274).
E c’è pure in mezzo una roba cristiana che non ricordo, ma non vorrei offenderli citandoli in modo inesatto: so quanto disprezzino festeggiare le nascite, pratica che ritengono degna solo dei peggiori pagani.
Gli ebrei invece a breve inizieranno a festeggiare l’Hanukkah, sovrapponendosi in parte al compleanno di Mitra. Non so esattamente che festa sia, ma immagino che si facciano le solite cose che fanno i nasoni: torturare gli animali, amministrare le principali banche mondiali, sostenere le rivoluzioni comuniste e sacrificare i bambini cristiani per berne il sangue. Magari distruggere con le ruspe un po’ di baracche piene di palestinesi.
Qualcosa del genere.
Non sono esperto di questi culti alla moda: chiedete a Zwei che è del giro.

Mi sono perso un attimo nelle riflessioni religiose.
Ah, sì: Lettori di eBook. Dicevo che con l’arrivo di Babbo Natale capita che il popolo faccia un pensierino sull’adozione di un eReader. Il Kindle ormai lo conoscono tutti, spero, e dell’Odyssey si è già detto quel poco che si è potuto racimolare nelle settimane scorse (chi lo ha provato dal vivo dica pure com’è nei commenti). Non ho idea di come sia il Sony PRS T-1, di cui sto leggendo pareri diversi. Ero sicuro di aver letto da qualche parte che è meglio dell’Odyssey per i PDF, ma poi mi sono imbattuto in questo:

No, il PRS-T1 non mi piace per niente. Oltre a costare quasi il doppio del Kindle (e ad avere una cornice lucida riflettente e ideale per le impronte), ha una quantità infinita di problemi, che si spera verranno risolti con la versione successiva: soprattutto con i PDF dà un sacco di grane. Inoltre il touch su questi prodotti a mio avviso non ha particolare senso e l’uso (inevitabile) dell’infrarosso per rilevare il touch è un salto nella preistoria se si proviene dal touch capacitivo. Se hai intenzione di usare l’ebook reader *per leggere libri* (e non quindi per ulteriori attività collaterali, come navigare sul Web), il PRS-T1 non ha particolare significato, e il raddoppio del prezzo non è in alcun modo giustificato.

E non so che pensare se non quello che pensavo già prima: piuttosto che pagare dei bastardi che avevano imposto il prezzo per i “terroni italiani” a 50 euro in più (199 euro) rispetto al prezzo per gli “ariani franco-tedeschi” (149 euro) preferirei ammazzarmi.
Sono piuttosto sicuro che una della fanciulle che mi legge, credo una di quelle col pene (futanari, quindi), abbia ricevuto un T-1 in regalo. Un parere sulla veridicità o meno di quel commento mi fa comodo: sentiti libera di manipolarti il ventre pensando al Duca scrivere nei commenti tutto ciò che riterrai utile dire. ^_^

A parte questi eReader già noti, sono apparsi in Italia un altro paio di apparecchi: il nuovo Biblet di Telecom e i nuovi Leggo di IBS.
Voglio spendere un paio di parole su di loro giusto per informarvi della loro esistenza. Provvedete poi voi a cercare video e recensioni o a provarli nei negozi. Il nuovo eReader della Telecom dovrebbe essere presente sugli scaffali, come pure l’Odyssey (che ormai non penso che comprerò dopo l’ottima esperienza col Nook Touch a cui dedicherò presto un articolo).

Cominciamo col Biblet.
Il vecchio Biblet bianco era un Binder della Sagem che dal Natale scorso veniva venduto all’indecente prezzo di 259 euro. Aveva il 3G per connettersi sempre al negozio Biblet dove è possibile comprare eBook italiani di qualità scadente venduti a un prezzo indecente… ma questo non è colpa del negozio, è colpa degli editori italiani.

Il nuovo Biblet è un Onda OB600KT, tinto di nero e dalla connessione 3G incerta.

Il nuovo Biblet Onda

Carino, ricorda un po’ il Kindle 3 ancora in vendita, con quindi gli aspetti positivi e negativi del tastierino. Il nuovo Biblet Onda (codice TB600KT) ha un prezzo molto buono, 99 euro, chiaramente studiato per affrontare la concorrenza del Kindle 4 arrivato a inizio mese in Italia.

Diamo un’occhiata alle specifiche rilevanti, prese dalla pagina di vendita: schermo E Ink Pearl classico (6 pollici e 600×800 pixel, come negli altri lettori) con aggiunta del Touch ad affiancare il tastierino fisico, connessione Wi-Fi, 2 GB di memoria interna e slot per schede SD fino a 8 GB (SD, non microSD).
Non sembra male. Lo schermo è bello. La batteria immagino che durerà il solito, inutile perdere tempo a fare confronti dato il modo farlocco in cui vengono indicati i consumi nei siti dei venditori: peggio del mio Gen3 non farà (a Wi-Fi spento) e col mio Gen3 ho letto con piacere, e senza sentire affatto il “peso” della ricarica, per due anni e mezzo!

Legge gli ePub e i PDF, anche con DRM Adobe, oltre ai file in semplice HTML, ai TXT e a qualche immagine.
Un classico buon lettore, si direbbe. A un prezzo competitivo. Un po’ voluminoso rispetto agli eReader più compatti come il Kindle 4, ma niente di tragico. A me quel po’ di bordo in più in basso non dispiace, anzi, nel mio Nook Touch l’unico difetto che mi fa rimpiangere un pochino il Cybook Gen3 è proprio la cornice troppo uniforme che non permette una solida presa in basso. Bisogna però dire che i tasti avanti/indietro sono posti a sinistra, cosa poco comoda per un lettore che non sia mancino nel caso voglia leggere con una sola mano e senza modificare mai la presa sul lettore (come facevo io col Cybook Gen3).

Non si sa se ci sia o meno il 3G, ma io sono piuttosto sicuro che non sia presente. Il 3G costa e qui il prezzo è basso. In più il modello è indicato proprio come Wi-Fi & Touch, senza indicazioni di presenza del 3G nella scheda ufficiale (ma è rimasta nella pagina generale sui Biblet Telecom).
Nemmeno il manuale di istruzioni parla di connessione 3G, in compenso pare sia presente un Browser: col Wi-Fi è possibile navigare liberamente, per leggere la posta su gmail o consultare wikipedia o andare sul blog preferito, o è vincolato a pochi siti scelti da Telecom? Le istruzioni non lo dicono.

Sul PDF dell’annuncio però si parla di navigazione libera:

Il device è caratterizzato da un display touchscreen di 6″ a inchiostro elettronico che rende più agevole la lettura offrendo la sensazione del foglio di carta, anche sotto la luce del sole. Dispone di una tastiera per facilitare la navigazione libera in Internet, consentita grazie alla modalità WiFi, e accedere così in mobilità anche ai siti dei principali quotidiani nazionali come La Repubblica, Il Messaggero, Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport.

Le istruzioni però dicono una cosa diversa sui formati:
File supportati:

Testo (PDF, EPUB, DOC, RTF, HTML, FB2, TXT, DjVu, LIT, CHM, WOL)
Immagini (BMP, JPG, PNG, GIF)
Musica (MP3, WAV, OGG)
File compressi (RAR, ZIP)

Davvero legge DOC, RTF, DJVU e perfino il defunto LIT? Ne dubito molto, ma chissà… se qualcuno lo ha comprato mi farebbe un favore se lo indicasse in un commento.

Sulla carta è un ottimo prodotto.
Non rimane che provarlo e scoprire come gestisce le annotazioni, se permette di prendere appunti liberamente (per levarsi il taccuino dalla tasca), se è possibile leggere in landscape i PDF (fondamentale per i manuali e la saggistica) e quanto è comoda la gestione dello zoom ecc…
Attendo commenti. Sarebbe un piacere poterlo consigliare come alternativa al Kindle 4 e al suo odioso formato proprietario!

Passiamo ai nuovi eReader IBS.
Beh, ecco, non c’è molto da dire. Il nuovo eReader 6 pollici PB612 è semplicemente la versione senza 3G del vecchio lettore PB603 e grazie a questo risparmio tecnico ha il prezzo ridotto da 199 a 169 euro. Indecente, siamo seri. Meglio prendere il Cybook Odyssey a 149-159 euro (incluso bonus per comprare eBook su Ultima Books o su Feltrinelli) se uno è disposto a pagare quel prezzo!
Il resto è tutto come prima, incluso il touch via pennino. Se un anno fa il Leggo era un lettore accettabile, superiore al tremendo Biblet Sagem, ora il confronto secondo me non è nemmeno possibile: Biblet Onda vince a mani basse.

Molto più interessante invece il Pocketbook 912 rimarchiato come Leggo IBS PB912. Il prezzo è alto, ma non è fuori di testa (il 912 originale si trova anche a 330 euro più spedizione, pare) e si tratta comunque di un 9,7 pollici con risoluzione 1200×825, ideale per chi ha gravi problemi di vista o vuole consultare PDF in formato A4.

Schermo: 9,7” E Ink (non Pearl), 16 livelli di grigio, 1200×825 pixel
Touch screen con stilo
Orientamento verticale/orizzontale con G-sensor
Memoria interna 2 GB
Slot per schede Micro SD fino a 32 GB
Modifica dimensione caratteri, dizionario, segnalibri, orologio, calendario
Testi: PDF (anche Adobe DRM), Epub (anche Adobe DRM), PRC, FB2, TXT, DJVU, RTF, HTML, CHM, DOC, TCR, FB2.ZIP
Immagini: JPEG, BMP, PNG, TIFF
Audio: MP3

Recensione del Pocketbook 912:
http://goodereader.com/blog/electronic-readers/pocketbook-912-pro-e-reader-review/

Scheda ufficiale:
http://www.pocketbook-int.com/us/products/pocketbook-pro-912

Rimane il dubbio, come si chiedono sul Forum di Simplicissimus, se IBS castrerà le funzioni del pocketbook come fece all’epoca con il PB603. Se non lo farà è un ottimo eReader, poco adatto alla lettura comoda con una mano sola, ma con tutti i vantaggi del grande schermo.

Attendo commenti da chi ha potuto provare i nuovi lettori Biblet Onda e IBS Leggo.
Soprattutto il Biblet.

 

Un bel programma: Toffee e il Gorilla parlano di Gesù

Scritto da il 13 lug 2011 | Categorie: Bizzarro, For The Lulz, Novità sul Sito, Razzismo e Stereotipi, Riflessioni

Ora che ho più tempo dovrei finire il lavoro con i finalisti del concorso Steampunk, decidere qual è venuto meglio e proclamare il vincitore. Sì, ok, presto lo farò. Ci sarebbe anche da fare il solito post sul mercato degli eBook e vendite negli USA (e anche in Europa), ma ne ho ben poca voglia dato che ormai la loro diffusione sempre maggiore è una banale ovvietà e alla fin fine, in parole povere, conteranno solo i futuri metodi per pagare gli autori (micropagamenti, abbonamenti, chissenefregamenti), di trovare facilmente i libri che interessano nelle librerie online in base ai tag (e non solo al titolo o al genere, spesso mal catalogato e mal cagato) e il modo in cui gli aspetti sociali faciliteranno, come già avviene in altri ambiti, la discriminazione della cacca dalla roba leggibile (le anteprime del testo comunque saranno la cosa più importante per essere “informati” prima di comprare ed evitare le truffe vere e proprie).

Poi potrei anche parlare degli eBook a 99 centesimi. Nei mesi scorsi ne hanno parlato in tanti, in modo inconcludente. Troppa gente che si lanciava a fare articolo al primo o secondo mese di esperimento. Condendo poi la mancanza di dati concreti nei mesi successivi con le proprie “ipotesi”. Bah: i pareri personali valgono quanto la merda. No, grazie, ne ho fatto volentieri a meno di unirmi al muggito collettivo. Ora però, dopo oltre sette mesi, ci sono dati a sufficienza. Per una questione collegata all’esperimento di Derek sui prezzi, preferisco però aspettare l’inizio di Agosto (quando rilascerà i dati di luglio) prima di scrivere qualcosa.

Però non ho voglia di fare un cazzo.
Ho caldo, mi annoio, ho voglia di dormire e di guardare i coniglietti. E ho voglia di leggermi la spazzatura arretrata che mi ero procurata, sia robaccia Steampunk cartacea (nella speranza che tra due titoli su quattro che danno un minino di speranza di essere dignitosi, uno sia davvero decente) che libracci sulla Cina degli anni ’30 (cartacei pure questi) che altra roba varia procurata in eBook piratato.
Per manifestare concretamente (Show) la mancanza di voglia di scrivere un post con dei contenuti intelligenti che vi ho raccontato (Tell), userò questo video:

Qui con i sottotitoli in italiano ▼

Viene dal programma Toffee Ve-Ha Gorilla. È molto bello.
Mesi fa, verso Pasqua, vari siti hanno segnalato questo video (che risale al 2007, mi pare) con toni spesso di sdegno. Mah! A me piace molto e non capisco di che si lamentino questi random retard. Non ne avevo parlato perché non me ne fregava nulla e avevo altri post da fare, però oggi Alberello mi ha segnalato il video, mi ha chiesto di postarlo e mi è tornata voglia di parlarne.

Se una TV in una paese occidentale, bianco e con la sindrome del colonialista pentito come gli USA (ma solo per il passato, non per quello che fa oggi) avesse trasmesso una roba di questo tipo contro gli Ebrei, subito ci sarebbe stato uno scandalo planetario con pippe al sangue e orde di programmi sul risveglio antisemita e sul bisogno di vigilare contro il ritorno del Nazismo e bla bla bla con tanto di teste-di-turbante che si sarebbero fatti saltare in aria in Spagna e Inghilterra “perché sì, ogni occasione è buona per far festa”.
Contro Maometto e i musulmani invece non si può proprio: gli omicidi di registi e artisti, più le minacce di morte contro centinaia di burloni che hanno espresso pareri poco igienici nei confronti dell’Islam, sono un messaggio sufficiente. Senza contare la potente Lobby islamica americana finanziata dagli Emirati Arabi Uniti: nessuno ha così tanti avvocati e soldi da poterli affrontare in tribunale (e in America giusto e sbagliato coincidono con ricco e povero, in tribunale) nei paesi occidentali.

Yeah because Christians have become enslaved by political correctness. You can’t openly rebuke someone for doing this because then you’re anti-semitic or a fundamentalist or an extremist or some crap. Muslim people have a right to be mad when people burn the Koran and whatnot (violence isn’t excusable though) but Christians can’t be upset by anything anymore.

(Un ameriCane che commenta il video)

A me però piace molto lo stesso.
Anzi, mi piace di più proprio perché gli Israeliani hanno fatto ciò che noi retard occidentali politically correct schiavi di minoranze violente di femministe, radical chic succhiacazzi e random retard misti, non abbiamo le palle di fare. Al massimo insultiamo il vaticano e il cristianesimo, ma così è troppo facile, si gioca in casa. Sono buoni tutti a prendersela col cristianesimo (infatti lo fanno): è come sparare contro un’ambulanza carica di pretofili.
La satira libera, non vincolata ad avere una sola religione o a una sola razza come bersaglio, spacca.

Toffee Ve-Ha Gorilla non fa propaganda d’odio, come invece fanno certi programmi per bambini della TV palestinese, ma è una satira contro la propaganda dell’odio.
È vero che ha contenuti razzisti, sessisti, violenti e di insulto libero contro le religioni diverse dall’ebraismo, ma lo fa a scopo di satira contro i programmi israeliani degli anni ’60-’70 che diffondevano per davvero l’odio in questo modo. Israele 40-50 anni, come mole di propaganda dell’odio contro tutti i diversi, non era molto diversa dalla Germania Nazista di 70 anni fa. Forse la differenza maggiore è che i boveri biggoli eBBrei usavano la televisioni più del cinematografo e della radio tanto cari a Hitler, ma non mi pare che l’evoluzione tecnologica sia un’attenuante… ^_^”"

It’s a parody of some of the shows on Israeli state Educational TV, especially in the ’60s and ’70s (some of the sketches are even in black and white, for added effect). The messages are unashamedly racist (against Arabs, Mizrahim, Christians, etc.), chauvinist and violent, holding up a mirror to Israeli society as it were (albeit from a safe distance – placing such attitudes somewhere in the past). The show’s creator describes its political orientation as “socialist-pacifist”.
(Fonte)

Toffee è in bikini per far satira contro il sessismo israeliano. La comicità è volgare, semplice e rozza, per risultare idiota a sufficienza da non poter essere scambiata per qualcosa di serio.
È geniale. Peccato che un simile livello di complessità satirica, tale da richiedere un cervello funzionante, sia troppo per lo spettatore medio italiano e quindi da noi non potrebbe mai funzionare. Come non può funzionare la narrativa decente, visto che ormai a leggere, con la merda che gira da decenni, sono rimasti solo i lobotomizzati a cui piace la merda o che pretendono libri che si leggano a “cervello spento”. Una banda di mentecatti, alcuni (e questo è lo schifo peggiore) con pure il coraggio di criticare il fantatrash nonostante siano solo in grado di fare commenti idioti quando parlano di un testo scritto davvero per esseri umani normodotati. Di cosa si lamentano visto che non si meritano di meglio? Mah: stupidi ritardati del cazzo.

Peccato che pure gli israeliani non siano tanto meglio di noi.
Ho letto in un forum che il programma, trasmesso dall’ormai defunta Bip, è stato interrotto due anni fa perché non piaceva al pubblico. Ci posso credere: le notizie cattive tendono a essere vere. Avevano le palle di fare un programma decente, di attacco contro tutto e tutti (loro stessi compresi), e il pubblico non lo gradisce. Gli israeliani si meritano la nostra merda a base di giornalisti che usano la televisione per vomitare idiozie politicizzate, pacchi da 100.000 euro a botta, veline, MOIGE e femministe ritardate che praticano il terrorismo mediatico per raggranellare soldi. Ecco cosa si meritano.

Aggiungo una parentesi a post ormai concluso. Alberello sei una minchia con le gambette: prima mi chiedi di fare un post e poco dopo, a sorpresa, bruci il video infilandolo nei commenti di Zwei. Fai come il pisello nel video e vai a spargere crema di felicità ovunque.

Negro con il Mac accusa i froci di mangiare cacca

Scritto da il 25 apr 2011 | Categorie: Documentari, For The Lulz, Razzismo e Stereotipi

Per le festività Pasquali e il 25 aprile, vi regalo questo post colmo di letizia.
Ci sono due video: uno divertente e uno molto meno divertente.
Se siete troppo coglioni per comprendere il disclaimer del sito e capire che nella categoria “Razzismo e Stereotipi” i due elementi sono indissolubilmente legati per un motivo preciso (il che comunque non dovrebbe impedirvi attività adatte anche a un minus habens come aprire una casa editrice digitale), interrompete subito la lettura e portate il vostro bigotto fascismo intellettuale a umorismo zero da qualche altra parte.

Per iniziare, il video divertente. Notate il Mac ben in vista:

Piaciuto?
Una buffa coglionata per pochi gonzi, giusto?

E ora il video serio:


Fonte: http://current.com/shows/vanguard/92468669_missionaries-of-hate.htm

Fa ridere un po’ di meno.
Dura 44 minuti. Guardatelo.
Negri contro Omosessuali Negri: come se in Uganda non avessero problemi reali di cui occuparsi. Che manica di mongoloidi. Gli manca solo di occuparsi delle scopate di Berlusconi. “Massì, siamo un paese di merda, di cosa ci occupiamo?” “Di mettere la pena di morte per i negri omosessuali e per chi non li denuncia, zignore!” “Yuppi!” -__-
Svastica rosa: i froci hanno inventato il nazismo. Idea geniale, ma non erano tutti froci… ok, Ernst Röhm era un invertito e a Hitler non fregava niente se i suoi amici fossero froci o meno, ma dopo la sua eliminazione assieme ad altri capoccia della S.A. su richiesta del democratico presidente Hindenburg e degli alti ufficiali dell’esercito, i finocchi se la sono passata molto male fino al 1945. Se la svastica era rosa, si è scolorita al primo lavaggio.
Invasione dei predicatori da TV americani in Uganda: altro che tratta degli schiavi, questo è il vero DANNO. Come spiegano bene tutto il problema è nato quando i predicatori evangelici americani hanno fatto il lavaggio del cervello insegnando in Uganda che gli omosessuali plagiano i bambini per tramutarli in omosessuali, con l’obbiettivo di distruggere la società cristiana basata sulla famiglia. C’è una aristocrazia di omosessuali che porta avanti un complotto per rovesciare l’Africa e dominarla sotto tacchi da 12 cm di plastica rosa! Peggio che nel fantasy italiano. OMG!!!
I negri ugandesi sono veramente una manica di coglioni: questa roba come prova a favore del razzismo è meglio di tutti i test del Q.I. fatti in tutte le salse in cui, cazzo, mai che si riesca a ottenere che i negri abbiano un Q.I. medio uguale a quello dei bianchi (ebrei e asiatici ghignano: loro prendono pure di più). Molto meglio. Se non fosse che anche al KKK non piacciono troppo i froci, avrebbero un’arma eccellente.

Come Africani vogliamo chiedere a Barack Obama di spiegarci: “È questo che vuoi introdurre in Africa come diritto umano? Mangiare la cacca?”
(Predicatore evangelico negro)

Secondo me la comunità ursina, che sono grandi grossi e incazzati, dovrebbe andare a prendere a calci in culo quella banda di negri. Anzi, a infilarci le braccia fino al gomito su per il culo. Forse ne parlano tanto perché l’idea, essendo delle scimmie (anzi, peggio ancora: dei cristiani evangelici all’americana! Quando lo schifo è così non c’è razza che tenga, nemmeno un geniale giapponese ebreo resisterebbe al retard religioso!), piace loro parecchio.
E comunque si rendano conto che stanno usando dei Mac: forse dovrebbero guardare al tronco nel loro culo, non alla pagliuzza nel popò dei finocchi. ^_^

Orsi: pronti a sciogliere a calci in culo tutti i cioccolatini omofobi.
Foto dedicata a Zwei e al suo eroe ursino, Zodd.

Comunque non dicono solo cazzate: gli omosessuali mangiano la cacca. SRSLY. °__°
O perlomeno la scrivono e ce la servono sugli scaffali delle librerie. o_O”"
In qualche modo sempre a parlare di Fantasy Italiano si finisce…

 

Isaac George nello spot Peperlizia

Scritto da il 25 mar 2011 | Categorie: Razzismo e Stereotipi, Steampunk

Isaac George è l’attore di origini nigeriane (naturalizzato italiano) che ha interpretato il mitico Aziz, il cameriere del Commendator Zampetti in I ragazzi della 3a C. Bravissimo. Le macchiette negre che sapeva tirar fuori erano meravigliose. Eccolo in uno spot Peperlizia del 1986, preceduto da uno spot molto simile con un quattrocchi bianco e contemporaneo di un altro spot, molto meno carismatico, con un insulso cinese. Isaac George tramuta una pubblicità banale in Sense of Wonder.

Questo articoletto si ricollega al mio discorso solito sul fatto che la massa silenziosa dovrebbe smetterla di farsi tiranneggiare da una minoranza di malati di mente ossessionati dal Politically Correct (e dai Grandi Temi & Significati) e dovrebbe riconquistarsi con la forza, mandandoli affanculo a gran voce, il diritto di divertirsi senza dover tramutare ogni cosa in politica, razzismo, critica sociale e altre stronzate che sono le tipiche ossessioni delle società inferiori.
Una società sana produce anche critica sociale e politica, ma non passa al vaglio interpretativo della censura politico-razzista ogni cosa venga prodotta… solo dove la cultura non è di massa, l’élite intellettualoide sente il bisogno di snobbare ciò che non tratta Grandi Temi perché “mica vuole assomigliare ai porci degenerati del volgo, quelli che leggono gli Urania, bleah!”.

Ho definito la minoranza dei sostenitori del Politically Correct “malati di mente”.
È la definizione corretta, grossomodo. Magari ce ne sono di più graziose, probabilmente più politically correct, ma il senso è quello se si analizza ciò che motiva questa minoranza. Eric Berne ce lo ha spiegato, come accennato nel post precedente: è il meccanismo del “sono pura”, un gioco (ovvero un modo di passare il tempo infliggendo dolore agli altri secondo un rito preciso per stimolare il proprio piacere -in modo sgradevole/vergognoso per sé stessi-, se mi passate questa sintesi estrema del concetto di gioco) in cui si dichiara che “no, io non farei mai una cosa simile e tu che la fai / vorresti farla, se un disgustoso degenerato… non siete tutti d’accordo con me?”. E chi non è d’accordo con lei è un degenerato come la vittima del gioco stesso.

Anche quando la maggioranza ritiene che la vittima dell’accusa abbia ragione, parte lo stesso la caccia alle streghe perché nessuno vuole finire a far coppia con la vittima sacrificale. Un esempio simile è il giustizialismo, per cui nella foga della caccia ai criminali si formano cricche di magistrati corrotti, giornalisti diffamatori, politici corruttori ecc… tutti accomunati dal Sacro Fuoco della Giustizia (e tutti rigorosamente smascherati come peggiori della gente che accusavano, nel giro di due-tre anni).

Anche chi per abitudine incula i bambini diventerà subito un attivo sostenitore delle intercettazioni libere su TUTTO il traffico web italiano alla ricerca dei pedofili, se gliene si dà l’occasione. Anzi, proprio chi per primo compie un dato reato o atto disdicevole è portato a sviare l’attenzione facendosi promotore di crociate morali. Sì, non vi viene in mente Beppe Grillo e Di Pietro solo per caso (un meraviglioso esempio di plagiatori di polli: poi il grottesco umorismo insito nel convincere una massa di coglioni plagiati che “voi siete quelli che sanno e non si fanno plagiare” è una delle cose più spassose, ed efficaci!, nella storia della demagogia contemporanea).

Box Steampunk!
Facendo un collegamento col modo in cui lo Steampunk può mostrare certi aspetti della nostra realtà trasferendoli nel “passato”, ricordo che in Infernal devices (Le macchine infernali nell’edizione italiana per Urania) di Jeter è proprio la carismatica leader della Ladies Union for the Suppression of Carnal Vice a gestire e promuovere la prostituzione delle schifose ragazze-pesce tanto apprezzate dai ricconi londinesi. Diffidate di chiunque faccia il difensore di innocenti (“Ma perché, perché, nessuno pensa alle bambine?”)

Questi giochi dannosi per gli altri (e per sé stessi) sono problemi mentali.
La gente sana non dovrebbe parteciparvi. La definizione di mentalmente sano passa per il non partecipare a simili giochi. Compito dello psichiatra è far inceppare questi giochi e costringere la gente a uscirne per guarire. E qui diventerebbe problematico spiegare come la Alcolisti Anonimi sia un gioco legato all’alcolismo e non la sua soluzione, nella famosa guerra tra Eric Berne e questa particolare (e socialmente potente perché in apparenza fanno il bene) Lobby di Giocatori.
Il politically correct è un gioco istituzionalizzato e quindi spacciato per normale dai Media. Se tutti sono malati di mente e tutti fanno del male agli altri, la malattia mentale diventa normalità… peccato che non sia così perché non sono “tutti”: è una piccola minoranza di malati di mente che tiranneggia con accuse e insulti una maggioranza assoluta di persone mentalmente sane.

Negli ultimi anni i commenti a favore del politically correct sono sempre più contrastati dall’incremento delle risposte della massa “non più così silenziosa”, che prima era silenziosa proprio perché è come il bue che “lavora e sta zitto” però quando si rompe troppo il cazzo (più di dieci anni di critiche, accuse e bastonate) muggisce e calpesta.
La maggioranza silenziosa non lo rimane in eterno: se si tira troppo la corda comincia a reagire e quando i singoli nella massa iniziano a scoprire di non essere gli unici a pensarla diversamente, l’illusione collettiva che li azzittiva, partono le rivoluzioni dal basso (come accadde con Gamberi Fantasy quando si iniziò a vedere che moltissimi il lecchinaggio e la merda fantasy non le tolleravano).
Ecco qualche commento al video Peperlizia che mi ha ridato un po’ di speranza:

Io penso che i problemi ce li abbiamo adesso.
Una volta in un video del genere non si percepivano i connotati razzisti che si avvertono oggi, le cose venivano chiamate con il loro nome e non con ridicoli eufemismi che sono ancora più offensivi, vedi per esempio “videolesi” invece di “ciechi”, i quali peraltro sono associati nell’Unione Italiana dei Ciechi.
Negli anni ’80 non avevamo ancora importato la politically correctness? e altre cretinate da oltreoceano.

[...] è solo una pubblicità divertente vecchia di 20 anni…il razzismo ce lo vuoi vedere tu!!
ti dirò di più, sei TU il razzista, perchè fai l’equazione “negretto” = razza inferiore da difendere.
io vedo solo una vecchia pubblicità, cerca di vivere un pò + rilassato e vedrai come è bello il mondo…saluti

pero’ se mettono l’italiano spaghetti baffi mandolino in una pubblicita’ tedesca non dite un cazzo. Preferisco gli anni 80 ad adesso che devo stare attento a come parlo. Fanculo al politicamente corretto!

[...] il razzismo è negli occhi di chi lo vede!

Che palle certi commenti da radical chic, per farsi vedere piu’ intelligente, piu’ illuminato, va va…

Ma infatti, anche a me fa ridere senza troppi problemi. Bisogna saper prendere in giro e sapersi far prendere in giro. Qui c’è solo uno STEREOTIPO, nè più nè meno. Chi dice che questa pubblicità è razzista è un gran ipocrita, che si riempie solo di paroloni. Poi chi è veramente razzista risponde male e si tira sempre più la corda. Attenti a non spezzarla.

Ma che c’è di razzista? Il politically correct vi da veramente alla testa! L’intento era quello di dire che i prodotti peperlizia piacciono a tutti, tant’è che c’è pure lo spot col cinese (ma ovviamente nessuno c’ha visto niente di razzista in quello, il razzismo c’è solo quando c’è di mezzo qualcuno di colore). Fra l’altro mi ricorda il personaggio di Nescobar-a-lop-lop di My name is Earl (tanto per smentire chi dice che personaggi del genere potevano essere sfruttati solo negli ’80 ed in italia)

Il popolo sovrano mostra sempre più insofferenza verso la cricca finto-elitaria di cafoni radical chic che si aggrappano al politically correct perché è più semplice recitare stronzate preconfezionate che avere delle idee su un argomento.

Comunque, per chi sente il becero bisogno di urlare “Al Razzismo! Al Razzismo! AAAaaahhh!!!”, voglio ricordare che nella contrapposizione Aziz-Zampetti (povero-ricco, negro-bianco, servitore-padrone ecc…) alla fine Zampetti è un personaggio negativo mentre Aziz è molto più ricco di aspetti positivi. Quando si tratta di barare all’esame per la maturità è Aziz ad avere remore e a fare la morale e non l’asinello Zampetti (che minaccia di licenziarlo, al solito):

Taaac!
E rilancio con la reazione di Zampetti quando Aziz ne sottolinea l’ignoranza:

Isaac George che mangia le gibolline alla beberlizia bonti è molto meglio dei VuMinchia che sproloquiano di Tolkien.

 

Ancora Lord Cockswain

Scritto da il 12 mar 2011 | Categorie: Razzismo e Stereotipi, Steampunk

Avevo già parlato di Lord Cockswain nell’ottobre 2009, presentando le poche informazioni raccattate come scusa per mostrare due video molto belli, intitolati Venus is Doomed.

Da un anno ci sono due versioni in qualità maggiore di quei video e da poco tempo anche un terzo video. Ho deciso di fare un re-post aggiornato con tutti e tre i video perché Lord Cockswain merita: baffoni-basettoni alla Kaiser (o alla tedesca), uniforme, pipa e trombone a raggi (The Unnatural Selector) con cui massacra qualsiasi forma di vita aliena gli capiti sotto tiro, soprattutto se intelligente, scambiando forse la qualifica di naturalista per quella di genocida.
Ma è questo il bello di Lord Cockswain, naturalista.

E ora il nuovo video:

Venus, beautiful Venus – the pearl of the solar system. Only thing is it seems to be blighted with thousands of bloody Venusians and they all seem to have an opinion on what’s good for them. Churlish savages!

Dr. Grordbort urges you to join Lord Cockswain in his effort to bring table manners, good plumbing and cricket pitches to Earths latest colony.

Per quelli a cui i video non sono bastati, a questa pagina possono trovare una brevissima storia illustrata (M’Gulu in Peril), in cui Lord Cockswain soccorre il fidato servitore indigeno rapito da feroci canaglie aliene.

Fondamentalmente questa roba serve a spingere i prodotti artigianali del Dr. Grordbort, pistole giocattolo a raggi e tromboni. C’è, tra le cose meno costose, la pistola a raggi Righteous Bison: appena 99 dollari usa (la descrizione merita).
Passando al demenziale più spinto, roba che fa sembrare il successo di Angry Birds pienamente meritato, possiamo trovare il trombone di Lord Cockswain che costava uno sproposito (dai 7900 ai 4500 dollari), ma ormai li hanno venduti tutti. Facendo due conti i clienti hanno speso 239.600 dollari solo in quella stronzata di trombone.

Tutto molto bello, insomma. Giocattoli per soddisfare tutti gli steampunkettari, da quelli senza troppi fondi ai ricconi schifosi con le mani bucate e un Q.I. a due cifre.
Per le signorine in età da marito invece è sempre disponibile l’ottimo Little Death Ray di Lady Clankington.

Oltre ai giocattoloni, sono disponibili due cataloghi con incluse illustrazioni (pubblicità di robot, armi e attrezzature che esistono solo nel mondo narrativo di Lord Cockswain) e fumetti: Dr Grordbort’s Contrapulatronic Dingus Directory e Victory. Il secondo in particolare è formato da propaganda colonialista dell’universo narrativo di Lord Cockswain, diretta a un pubblico di giovanissimi (questo penso di comprarlo).

victory
Scientific Adventure Violence for Young Men and Literate Women
Filled to the brim with first hand tales of exploration and progress from the great heroes of our time, picture strips of unimaginable escapades on the frontier, never-seen-before portraits of dazzling damsels and monstrous villains, and laudable accounts of man and robot pitted against our greatest enemy (the uncivilized world), Victory is an onslaught of action-packed scientific adventure in full-spectrum color – containing facts that every boy and literate girl should know.
 
cockswain_venusian_vapourisation_550
“Join the armed forces and give our ethnic friends a little ethnic cleanse”
Sento un’incredibile affinità intellettuale con quest’uomo…

Anche se all’autore, Broadmore, l’etichetta Steampunk non piace (preferisce il più generico “fantascienza retrò”), la sua opera rientra pienamente nello Steampunk e nella definizione di “punk nello Steampunk” data da Jess Nevins nel suo ottimo articolo apparso nell’antologia Steampunk a cura della coppia VanderMeer. Il passato colonialista è criticato tramite la rappresentazione più becera che se ne possa fare: Lord Cockswain è un colonialista, ma è grottesco, comico, uno spaccone razzista che disprezza i nativi alieni.

Non è vera esaltazione del colonialismo, ma rappresentazione propagandistica dello stesso che, per il lettore esterno al mondo di Lord Cockswain, equivale a una critica (spassosa) dell’intero periodo coloniale e permette di simpatizzare con gli alieni (o gli africani, riportando il tutto nel mondo reale). Questo è buon “punk nello Steampunk”, non le lezioncine pseudo-comuniste ecologiste del cazzo fatte da chi fallisce nei meccanismi di base della trasmissione delle idee nella narrativa: se il mondo passato fa schifo, lo si rappresenti con i protagonisti che pensano che è “giusto così” e il lettore lo vedrà da solo che non è giusto nemmeno per sbaglio.

“[Cockswain is] like Homer Simpson – he’s not aspirational. He’s an object of ridicule. He’s the great white hunter, the white male superhero who can conquer the world. It’s a love/hate thing. He represents everything awesome about being a man, and everything that’s retarded as well. [...] He has a very human-centric view of the universe. He’s a classic colonizer. [...] Venus for Cockswain is what Africa was for the English.”

Lord Cockswain infatti si rifiuta perfino di chiamare i venusiani con i loro nomi e quando ne incontra uno gli appioppa un nomignolo insultante invece di preoccuparsi di ricordare il nome corretto.

“I wanted to satirize pulp fiction that spans the era from the 1890s to the 1940s,” he said. “People call this steampunk, but that’s not what it is. Nothing is steam-powered here. It’s all radio and atomics.” It’s not that Broadmore is splitting hairs – as long as people like his work, he doesn’t care what they call it. But he doesn’t consider himself to be in a steampunk tradition. “I just call it retro scifi,” he said.

Qui si aggiunge quel tocco di becera ignoranza tipica di moltissimi soggetti che parlano di Steampunk (in questo caso l’autore è parzialmente scusato dal fatto che a lui del resto dello Steampunk non gliene frega niente). Il vapore c’entra ben poco con lo Steampunk, anche se fa piacere la sua presenza. Come dimostrato da Anti-Ice (motori antimateria) o dalla fantascienza di fine ’800 che immaginava talvolta mondi interamente dominati dall’elettricità (il sogno di Tesla della corrente teletrasmessa, ad esempio), il motore a vapore non è veramente fondamentale e insostituibile. E alla fine, siamo chiari, un bollitore scaldato con un fuoco al kerosene o al carbone e un bollitore che utilizza del combustibile nucleare per mettere l’acqua in pressione, sempre si riduce alla fine a un cazzo di bollitore a cui collegare turbine a vapore e quant’altro.

Altre immagini prese dal sito: Lord Cockswain che guida la nave spaziale, Moon Mistress vs Metal Men (action pin up), Lord Cockswain in posa per la foto e il Goliathon 800.

Steampunk e spazio: cazzatone retrofuturiste (demenziali), come piacciono a me.
Becera virilità colonialista come ai bei vecchi tempi, quando un negro ubriaco non era ancora diventato una vittima del razzismo istituzionalizzato e delle minori possibilità di lavoro per le persone di colore a basso reddito, ma era ancora soltanto un negro ubriaco. E c’erano i selvaggi torturati con la corrente elettrica dalla Disney!

EDIT 12/11/2011: aggiunte citazioni di Broadmore e spiegazioni del “punk” nello Steampunk di Lord Cockswain.

 

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