Archivio per la Categoria 'Storia'

  1. I piccioni fotografi di Neubronner by Il Duca di Baionette
  2. Il Telefonoscopio di Robida e altre meraviglie by Il Duca di Baionette
  3. La telefonia mobile di cento anni fa (e un po' di cinema) by Il Duca di Baionette
  4. Il monaco del Cinquecento e altri automi by Il Duca di Baionette
  5. Quei temerari sulle macchine volanti: umorismo con pickelhaube by Il Duca di Baionette
  6. Steampunk Day (Giornata della Vaporteppa) 2011 by Il Duca di Baionette
  7. I Supersizers e le prelibatezze vittoriane by Il Duca di Baionette
  8. Fucili Elettrici del Lungo XIX Secolo by Il Duca di Baionette
  9. Sucker Punch: mech, pickelhauben e baionette by Il Duca di Baionette
  10. I Coniglietti del Venerdì (26) by Il Duca di Baionette
  11. Il Kaiser Guglielmo II va a Copenhagen (1903) by Il Duca di Baionette
  12. 102 anni fa: il Manifesto del Futurismo by Il Duca di Baionette
  13. 110 anni dalla morte della Regina Vittoria by Il Duca di Baionette
  14. Anniversario della proclamazione dell'Impero Tedesco (18 gennaio 1871) by Il Duca di Baionette
  15. Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (5) by Il Duca di Baionette
  16. Inaugurazione dell'Osservatorio Fatine by Il Duca di Baionette
  17. Disinformati e contenti: FM sullo Steampunk by Il Duca di Baionette
  18. Cartoni educativi francesi (e fatine bonus) by Il Duca di Baionette
  19. La domestica frivola: video erotici di inizio Novecento by Il Duca di Baionette
  20. La Germania Imperiale e Alvaro Vitali by Il Duca di Baionette
  21. The Victorians by Il Duca di Baionette
  22. Lo Steampunk e il Risorgimento by Il Duca di Baionette
  23. L'Ottocento e l'Inghilterra Vittoriana, bibliografia minima by Il Duca di Baionette
  24. Steampunk Web: Internet è una serie di tubi! by Il Duca di Baionette
  25. Indovina chi è... by Il Duca di Baionette
  26. Tanti auguri Nikola Tesla, tanti auguri a te! by Il Duca di Baionette
  27. Rinascimento e Prima Età Moderna: bibliografia minima by Il Duca di Baionette
  28. Medioevo: bibliografia minima per scrittori by Il Duca di Baionette

Tanti auguri Nikola Tesla, tanti auguri a te!

Scritto da il 10 lug 2009 | Categorie: For The Lulz, Steampunk, Storia, Troll & Flame

Se Nikola Tesla fosse ancora vivo, oggi avrebbe 153 anni.
Tesla (1856-1943), assieme a Buffalo Bill, è uno dei personaggi icona della fine dell’Ottocento, tanto da popolare le cialtronerie fantasiose di tanti Steampunker: in Martian Dreams Tesla (assieme a Sigmund Freud e altri) è membro della spedizione del 1895 su Marte inviata a salvare i membri della precedente spedizione del 1893 (tra cui Buffalo Bill, Calamity Jane, Lenin, Thomas Edison, Rasputin ecc… sì, non domandatevi perché diavolo dovrebbero essere lì: nessuno pretende che lo Steampunk sia una cosa intelligente, basta un “perché sì perché è fantasy steampunk“).

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Mi piace perché ha lo sguardo del finocchio voglioso. Ma in fondo non sarei il primo a suggerire “cosa” facesse tante ore nel suo laboratorio con Mark Twain… ▼

In realtà questo post di auguri a Nikola tesla aveva solo due scopi: 1) aumentare di un elemento la quantità di articoli sotto “steampunk” e 2) mostrare la foto da finocchio voglioso di fine ’800. Io lo trovo adorabile. ^__^
Visto che però ormai sono qua, vi copincollo (mmmhhh, copypasta!!!!) qualche interessante informazione su Nikola Tesla (che nonostante fosse serbo non aveva l’hobby di sparare agli Arciduchi) presa da Wikipedia.

Nikola Tesla parlando di Thomas Edison, geniale inventore e “rivale”:

… Non aveva hobby, non apprezzava alcun divertimento di qualunque tipo e viveva trascurando completamente le più elementari regole d’igiene. … Il suo metodo era estremamente inefficiente, a tal punto che egli dovette coprire un immenso campo di ricerche per giungere assolutamente a nulla, finché la cieca fortuna intervenne e, dapprima, io fui quasi uno spettatore dispiaciuto per ciò che lui faceva, sapendo che appena un po’ di teoria e calcoli gli avrebbero evitato il 90% della fatica. Ma egli nutriva un autentico disprezzo per la cultura dei libri e la conoscenza matematica, fidandosi interamente del suo istinto di inventore e del suo senso pratico da americano.

Affermazioni pubblicate sul New York Times il giorno dopo la morte di Edison (19 ottobre 1931?). Tutti gli altri elogiavano il genio di uno dei più grandi inventori americani, lui diceva che non si lavava e perdeva tempo. Un antico e pregevole caso di Trolling, arte per cui Tesla aveva una naturale predisposizione, ma sfortunatamente l’assenza di internet aveva limitato le sue possibilità di espressione.

Non rifiutò un po’ di sano Trolling nemmeno con Einstein e la “sua” disprezzata relatività:

« …la teoria della relatività, in ogni caso, è più anziana dei suoi attuali sostenitori. Fu avanzata oltre 200 anni fa dal mio illustre connazionale Ru?er Boškovi?, il grande filosofo, che, non sopportando altre e più varie occupazioni, scrisse un migliaio di volumi di eccellente letteratura su una vasta varietà di argomenti. Boškovi? si occupò di relatività, includendo il cosiddetto “continuum spaziotemporale”…»

« …un magnifico abito matematico che affascina, abbaglia e rende la gente cieca di fronte ad errori impliciti. La teoria è come un mendicante vestito color porpora che la gente ignorante scambia per un re…, i suoi esponenti sono uomini brillanti, ma sono metafisici, più che fisici…»

« Io continuo a ritenere che lo spazio non possa essere curvo, per il semplice fatto che esso non può avere proprietà. Sarebbe come affermare allo stesso modo che Dio ha delle proprietà. Egli non ne ha, ma solo degli attributi di nostra invenzione. Di proprietà si può parlare solo per la materia che riempie lo spazio. Dire che in presenza di corpi enormi lo spazio diventa curvo è equivalente ad affermare che qualcosa possa agire secondo nulla. Io mi rifiuto di sottoscrivere un simile modo di vedere.»

Nikola Tesla non mancò di produrre interessanti affermazioni in ambito eugenetico, tra cui questa del 1937:

il nuovo senso di compassione dell’uomo iniziò ad interferire con le spietate leggi di natura. L’unico metodo compatibile con le nostre nozioni di civilizzazione e la lotta (per la sopravvivenza) è quello di prevenire la proliferazione degli esseri non idonei con la sterilizzazione e la guida consapevole dell’istinto all’accoppiamento [...] La maggior parte delle opinioni sull’eugenetica che dobbiamo rendere il matrimonio più difficile. Certamente, a nessun essere che non sia un genitore idoneo dovrebbe essere permesso di dare alla luce una progenie. Nel giro di un secolo non succederà ad una persona normale di accoppiarsi di più con una eugeneticamente non sana che non con un criminale abituale

Per apparire in tutto e per tutto come uno scienziato pazzo da fumetto, Tesla si dedicò, come molti altri, anche al Raggio della Morte! Né gli USA né le nazioni europee interpellate successivamente si interessarono all’arma.

«[l'ugello] avrebbe inviato fasci molto concentrati di particelle nell’aria libera, di un’energia così tremenda da abbattere una flotta di 10.000 aeroplani nemici a una distanza di 200 miglia dal confine della nazione attaccata e avrebbe fatto cadere gli eserciti sui loro passi. Tale arma può essere utilizzata contro la fanteria di terra o come contraerea. »
(“Death Ray” for Planes, New York Times, 22 settembre 1940)

E ci sarebbe tanto altro da dire, come la sua ossessione per un piccione bianco che veniva a trovarlo ogni giorno, le aeronavi a sigaro ecc… ecc…

Come si può non amare Tesla?
Tanti auguri a Tesla: l’uomo, l’ingegnere, l’inventore… e il troll!

 


P.S.: Ovviamente mi sono ricordato del compleanno solo perché ne parlava The Gatehouse, uno dei molti siti a tema Steampunk/Dieselpunk che seguo.
P.P.S.: E come Tesla trolleggiava con Edison io trolleggio con lui: se fosse vivo e intellettualmente onesto apprezzerebbe la cosa. ^__^

Rinascimento e Prima Età Moderna: bibliografia minima

Scritto da il 17 set 2008 | Categorie: Libri, Storia, Storia Militare

Dopo la Bibliografia minima sul Medioevo ecco quella sul Rinascimento.
Come già spiegato in passato l’inizio della Prima Età Moderna garantisce allo scrittore di fantasy non solo di conservare le belle armature a piastre (anzi, raggiungeranno il loro apice tecnologico proprio in risposta alle armi da fuoco: si vedano le conclusioni divise per secolo nell’articolo sui test di penetrazione sulle armature), ma di introdurre armi da fuoco, il trionfo della fanteria mercenaria e i primi eserciti nazionali, le fortezze bastionate, l’intricata bellezza delle trincee e l’artiglieria (mortai per il tiro parabolico sugli obbiettivi civili, cannoni, perfino rudimentali lanciagranate!), insomma tutte quelle cose che rendono la guerra più interessante e che permetteranno ai Sovrani di accentrare il proprio potere e trasformare l’accozzaglia di regioni governate da strambi contratti feudali in vere e proprie Nazioni burocratizzate. I Re diventano per davvero Re della propria nazione.

Una piccola annotazione terminologica sulla Prima Età Moderna
Il concetto di Storia Moderna è impiegato diversamente dalla storiografia italiana rispetto a quella anglosassone, tedesca o francese. La maggioranza degli storici è concorde nell’indicare come inizio dell’età moderna gli anni intercorrenti tra il XV e XVI secolo (1492-1517), ma le interpretazioni sulla durata e sul termine di questo periodo differiscono notevolmente.
Nelle storiografia anglosassone/tedesca/francese la conclusione dell’età moderna viene indicata o con l’inizio della Prima guerra mondiale (1914) o con la conclusione della Seconda guerra mondiale (1945) o perfino con il crollo dell’Unione Sovietica (1991). Quest’ultima periodizzazione è frutto prevalentemente dell’intendimento dell’Età Contemporanea come dell’epoca delle generazioni viventi.
Nella storiografia italiana, per cause politico-scolastiche, si indica tradizionalmente come inizio dell’Età Contemporanea o l’Unità d’Italia o il periodo tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX. La storia moderna, così come è intesa in Italia, trova quindi un corrispettivo in Europa con la cosiddetta Prima Età Moderna o Early Modern Age (inizio 1492-1517, fine 1750-1789-1815).

Prima Età Moderna e Rinascimento NON sono sinonimi: il Rinascimento è un termine che si riferisce a una serie di trasformazione culturali avvenute nei vari paesi europei in tempi differenti permettendo loro di uscire dal Medioevo per entrare definitivamente nella Prima Età Moderna (dal mondo feudale al mondo delle Nazioni).

Ecco a voi la carrellata dei Consigli per gli Acquisti!
 

Cinque libri per farsi un’idea
La Rivoluzione Militare di Geoffrey Parker I Lanzichenecchi di Reinhard Baumann
Espansione europea e capitalismo di Fernand Braudel Storia sociale dell'Europa moderna di George Huppert L'Europa nell'età del Rinascimento di John R. Hale

La Rivoluzione Militare, di Geoffrey Parker.
Per quale ragione l’Europa fra il Cinquecento e l’Ottocento ha potuto estendere il suo potere su gran parte del mondo? Quale fu il segreto che consentì a un continente piccolo e scarsamente dotato di risorse naturali di guadagnare una superiorità planetaria? Secondo Parker le origini del successo europeo vanno ricercate sul terreno militare. Egli studia la pratica militare europea, facendo riferimento al ruolo delle armi da fuoco e alla trasformazione delle strategie belliche, per poi esaminare il modo in cui la Rivoluzione Militare, che si sposava a un’esplicita Politica di Potenza, diede agli europei un decisivo vantaggio sui popoli degli altri continenti.
Un vantaggio che, grazie a ulteriori innovazioni introdotte nella sfera militare con la rivoluzione industriale, perdurò fino al 1914.

I Lanzichenecchi, di Reinhard Baumann.
Furono assoldati da Re e Imperatori, combatterono nella guerra dei Trent’anni e nella battaglia di Lepanto contro i Turchi, furono schierati in Africa, parteciparono al corpo di spedizione che in Venezuela andò alla ricerca dell’El Dorado: le loro gesta entrarono a far parte dell’immaginario popolare, in fogli volanti, libelli, canti, farse.
Sino ad oggi la storiografia si è però occupata di loro esclusivamente dal punto di vista storico militare, trascurando quello più propriamente antropologico. Il libro di Baumann colma questa lacuna, e offre agli appassionati di storia una prima ricostruzione complessiva che va ben oltre gli stereotipi consolidati, descrivendo la vita durante le campagne militari, con le lunghe marce, le salmerie, le vivandiere, gli amori, ma anche i periodi senza contratto, quando il soldato di ventura si trasforma in mendicante e ladro.
Ne emerge il quadro di un gruppo ben organizzato, provvisto di proprie leggi e di strutture «sindacali» in grado di proteggerlo dagli abusi del signore, dotato di una propria lingua e di un ricco patrimonio culturale che va letto e capito nel più ampio contesto della civiltà europea all’inizio dell’era moderna.

Espansione europea e Capitalismo, 1450-1650, di Fernand Braudel.
Braudel in questo breve saggio (apparso in Les Ambitions de l’Histoire a cura di R. de Ayala) si dedica ai due secoli che vedono il primo sviluppo del capitalismo europeo e la formazione di un’economia mondiale, processo interrotto a metà Seicento e riavviato un secolo dopo. Braudel illustra dapprima le tendenze generali del periodo, poi analizza gli episodi particolari e infine tratta il lungo e frastagliato riflusso che frena lo sviluppo europeo nella prima metà del Seicento.
Questa “sintesi” (sono solo 60 paginette) è stata scritta a cavallo tra Méditerranée (1947) e la trilogia uscita in Italia col nome di Capitalismo e civiltà materiale (1967-1979).

Storia sociale dell’Europa moderna di George Huppert.
Huppert tratteggia la struttura della famiglia e della comunità, le caratteristiche della vita urbana e di quella rurale, le forme della vita religiosa e del conflitto sociale, la vita delle élites e la povertà, la criminalità e le rivolte, i comportamenti sessuali e i costumi matrimoniali. Per finire un capitolo dedicato alla guerra, tratto caratteristico e costante dell’Europa moderna, e alle trasformazioni indotte nell’arte della guerra dall’emergere del capitalismo mercantile. Nel complesso Huppert compone un vivido quadro della società europea per il periodo compreso fra la grande peste del 1348 e il primo Settecento che vide la scomparsa di questo flagello.
La suddivisione tematica per capitoli rende semplice la consultazione.

L’Europa nell’età del Rinascimento di John R. Hale
Il volume si propone di raccontare al lettore odierno cosa volesse dire vivere in Europa nei decenni a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, in pieno Rinascimento: una storia di fatti ma anche e soprattutto di credenze, valori, atteggiamenti e condizioni di vita; una storia attenta al quadro politico ed economico oltre che alla mentalità dell’uomo rinascimentale.
L’opera è organizzata per temi, comodi e semplici da consultare: tempo e spazio (orologio, calendario, alimentazione, violenza, morte, mobilità); europa politica; individuo e comunità (cristianità, stato e patria, il concetto di “straniero”, associazioni, famiglia); europa economica (politica economica, sistema fiscale); le classi; la religione; le arti e il loro pubblico (musica, teatro, arti visive); la cultura laica (umanesimo cristiano, pensiero politico, scienza).

Guns 4 Pussies
Armi da Fuoco: Età Moderna 2 – Medioevo 0

Questi sono i libri fondamentali che vi consiglio di leggere.
Quelli successivi sono solo “extra” (talvolta di difficile reperimento o in inglese), roba in più che è consigliata ma non davvero necessaria, per quanto si tratti comunque di una piccola frazione dei libri sulla Prima Età Moderna che ho letto (e una goccia minuscola nel mare di libri pubblicati su questo periodo storico). Quindi non vi ho rifilato il “di tutto di più”, ma solo una selezione di testi che mi sono piaciuti e che credo possano aiutarvi più di altri per accumulare informazioni utili. Vi sembrano tanti? Non avete voglia di informarvi prima di scrivere il vostro bellissimo romanzo fantasy?
Problemi vostri, io la mia parte l’ho fatta: il resto ora sta a voi.
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I libri di Huppert e Hale vanno letti assieme. Sono complementari, fidatevi, leggerne uno solo non è la stessa esperienza che leggerli entrambi in sequenza. E poi quello di Huppert è piccolino e se lo sommate a quello di Hale, di grandezza media, viene un libro grandicello più che “due libri”.
Il saggio di Braudel è minuscolo, solo 60 pagine su 88 del volumetto, non vale neppure la pena conteggiarlo come libro a sé, ma consiglio di leggerlo (magari preso in biblioteca, perché 8 euro per 60 paginette sono davvero buttati!).
Il libro di Parker è un testo notevole, molto bello e chiaro (e non è un mattone!), adatto come introduzione al modo di far la guerra e all’evoluzione militare tra Cinquecento e Settecento. Bisogna leggerlo. E’ un ordine.
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Il libro di Baumann è molto specifico, trattando solo i lanzichenecchi, ma offre una visione così chiara e dettagliata sui contratti, l’arruolamento, le paghe ecc… che chiunque voglia scrivere di fanterie mercenarie medioevali o rinascimentali deve leggerlo se vuole schiarirsi le idee (e divertirsi).

Libri Extra: Economia
Il sistema mondiale dell'economia moderna - Vol. I - L'Agricoltura capitalistica e le origini dell'Economia-mondo europea nel XVI secolo L'industrializzazione prima dell'industrializzazione di Kriedte, Medick e Schlumbohm
Di questi due non ho trovato le copertine, quindi immaginatele! È Fantasy!
Sono verde pallido, la prima con i bordi verde pisello e la seconda con i bordi marrone!

Il sistema mondiale dell’economia moderna – Vol. I – L’Agricoltura capitalistica e le origini dell’Economia-mondo europea nel XVI secolo, di Immanuel Wallerstein.
Per Wallerstein il capitalismo storico è un sistema mondiale in cui produzione e accumulazione sono determinate non dalla coercizione politica (imperi), ma dalle leggi del mercato. L’avvio è dato dalla crisi della rendita feudale nel XIV secolo, che spinge le classi dominanti europee verso nuove modalità di arricchimento basate sull’espansione geografico-mercantile e sull’aumento della produttività interna connesso alla possibilità di sfruttare lavoro esterno a basso costo e di importare merci a poco prezzo. Si forma così un meccanismo di scambio e sviluppo ineguale che richiede la gerarchizzazione territoriale e la divisione internazionale del lavoro e dei rapporti di produzione: manodopera libera, alti salari e manifattura al centro (Europa nordoccidentale), schiavitù e servaggio nella periferia (America del sud ed Europa orientale), mezzadria ed economia contadina nella semiperiferia (Europa meridionale). Il funzionamento dell’economia mondiale spiega anche l’evoluzione dei fatti politici e religiosi: al centro emergono “stati rafforzati” su base nazionale, funzionali all’accumulazione capitalistica al pari della Riforma protestante, mentre nelle periferie il potere resta nelle mani dei proprietari terrieri e della chiesa cattolica.

L’industrializzazione prima dell’industrializzazione di Kriedte, Medick e Schlumbohm.
In molte regioni d’Europa, a partire dal tardo medioevo, si sviluppò un’industria rurale domestica destinata a mercati interregionali e internazionali. La “industrializzazione prima dell’industrializzazione” rappresentò una parte del processo di trasformazione durante il quale il sistema feudale si disintegrò e si formò quello capitalistico: al suo interno i rapporti produttivi di tipo capitalistico ebbero una evoluzione lenta e non priva di arresti e regressioni. Gli autori indagano la natura e i legami della nuova “industria rurale” con la precedente società feudale e con il successivo capitalismo industriale.

 
Di questi due il primo è pressoché introvabile. Provate in biblioteca.
Il secondo con un po’ di fortuna si trova, ma il più bello è il primo. Sono altamente facoltativi: per uno scrittore “tipo” di Fantasy il saggio di Braudel, le altre info apprese in giro e le ricerche in internet sono più che sufficienti per risultare abbastanza edotto da poter immaginare un’economia da mondo fantasy coerente e sensata.
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Libri Extra: Storia Militare
Weapons and Warfare in Renaissance Europe: Gunpowder, Technology, and Tactics di Bert S. Hall War and Society in Renaissance Europe, 1450-1620 di J. R. Hale The Army of Flanders and the Spanish Road, 1567-1659 di Geoffrey Parker

Weapons and Warfare in Renaissance Europe di Bert S. Hall.
Francesco Bacone nel 1620 sottolineò che la bussola, la stampa e la polvere da sparo avevano cambiato l’aspetto e lo stato del mondo intero. Bert s. Hall si concentra sull’ultima innovazione per esaminare gli effetti dei cambiamenti nella tecnologia militare sulla storia europea nel tardo Medioevo e nella Prima Età Moderna. Gli strateghi all’inizio usarono le armi da fuoco come mezzo per portare il panico tra i nemici, ma quando gli eserciti rivali ottennero questa tecnologia, l’uso psicologico delle armi da fuoco cedette il passo al loro utilizzo come semplici armi di distruzione.
Con l’aumento della potenza militare arrivò anche la trasformazione degli stati, permettendo una maggiore centralizzazione del potere e di conseguenza una maggiore forza disponibile nelle mani del sovrano.
Suddivisione dei capitoli: 1, armi alternative e tattiche nel tardo Medioevo (evoluzioni delle tattiche e ruolo della cavalleria, armi da getto, artiglierie nevrobalistiche, tattiche di uso integrato di cavalleria e archi lunghi: le guerra gallesi e scozzesi, la Guerra dei Cent’anni, Picchieri dei Paesi Bassi e della Svizzera, Conclusione: tattiche prima della polvere da sparo); 2, il primo secolo della polvere da sparo 1325-1425 (nomenclatura, battaglie: da Crécy a Rosebeke, gli assedi, polvere da sparo più economica, conclusioni); 3, polvere da sparo nel Quindicesimo secolo (le origini della polvere in grani, produzione del salnitro, problemi e prospettive della produzione di polvere in grani, la strada verso la polvere in grani moderna, la strada verso le armi da fuoco portatili), 4, le armi da fuoco in guerra (I): il Quindicesimo secolo (le Guerre Hussite, la fine della Guerra dei Cent’anni, la fine della Reconquista, tecnologie e tattiche); 5, interludio: balistica dell’anima liscia (armi ad anima liscia: caratteristiche fisiche, problemi pratici delle armi da fuoco portatili, artiglieria da campo e artiglieria d’assedio); 6, le armi da fuoco in guerra (II): il Sedicesimo secolo (gli assedi e la Trace Italianne, battaglie campali: da Cerignola alla Bicocca, il Moschetto: una falsa innovazione, Pavia e le sue conseguenze: una lezione confusa, la Fine della Cavalleria); 7, Tecnologia e rivoluzione militare (crescita degli eserciti, tecnologie e tattiche sul lungo periodo, composizione dell’esercito e dimensione, tecnologia e status del soldato).

War and Society in Renaissance Europe, 1450-1620, di J. R. Hale.
Dalla fine della Guerra dei Cent’anni alla vigilia della Guerra dei Trent’anni la popolazione dell’Europa è aumentata e la sua cultura è diventata più complessa; e così le sue guerre sono passate dall’essere episodi di violenza “domestica” associati con le successioni a diventare conflitti di autodeterminazione territoriale e avventure gloriose per mezzo della conquista. Questo libro esamina l’evoluzione delle tecniche e tecnologie militari che permisero di cambiare la natura della guerra e che ne risultarono come conseguenza del cambiamento.
Ma il lavoro di Hale si concentra, comunque, sulle persone -nobili e ufficiali, mercanti e soldati, contadini e cittadini- che vissero a contatto con la guerra. Hale descrive il reclutamento presso gruppi sociali piuttosto riluttanti e descrive le condizioni di servizio sia per i militari di professione che per i soldati part-time. Anche se gli effetti diretti della guerra possono essere devastanti per la popolazione di un’area, Hale mostra come quelli indiretti, seppure in modo meno acuto, siano in grado di pervadere la società in modo ancora più invadente. Mutamenti economici e demografici, tasse più pesanti e riscossione più efficace e mutamenti nei sistemi di governo causati dalle guerre hanno influenzato profondamente la società Europea.

The Army of Flanders and the Spanish Road, 1567-1659 di Geoffrey Parker.
La pubblicazione nel 1972 di questo libro segnò la nascita della “Nuova Storia militare”, la quale enfatizza l’organizzazione militare -mobilitazione, paghe, rifornimenti, morale e, sopra ogni cosa, la logistica- piuttosto che gli eventi militari quali assedi o battaglie.
Parker studia uno dei più grandi problemi logistici dell’Europa della Prima Età Moderna: come la Spagna degli Asburgo riuscisse a organizzare e mobilitare il più grande esercito d’Europa nello sforzo durato 80 anni di soffocare la Rivolta Olandese, a oltre mille chilometri di distanza.
Usando una combinazione unica di documenti sopravvissuti fino a noi Parker ci presenta in mappe, tabelle, diagrammi e parole i problemi logistici connessi alle guerre nell’Europa della Prima Età Moderna e ci mostra per quale motivo gli sforzi della Spagna sono tutti falliti.
Il libro si suddivide in due parti: 1, Mettere assieme un esercito: il problema della distanza (mobilitazione, i corridoi militari dell’Esercito delle Fiandre, la Strada Spagnola, l’Alto Comando); 2, Mantenere un esercito: il problema delle risorse (l’Esercito delle Fiandre e la Grande Strategia, risorse finanziarie, la vita nell’Esercito delle Fiandre, diserzioni, sprechi e riforma, smobilitazione).

 
Come potete vedere sono tre libri molto diversi. Il primo, quello di Hall, è un gran bel libro sull’ambito tecnologico e militare, con un capitolo dedicato alla balistica che è un piccolo capolavoro a sé. Consigliatissimo.
Il libro di Hale, d’altro canto, si concentra su particolari meno tecnici e forse più spendibili per lo scrittore, ovvero l’impatto sociale ed economico della guerra moderna sulla popolazione.
Il libro di Parker non ha bisogno di alcun commento a parte questo: è un Capolavoro. Un testo fondamentale per chiunque voglia affrontare seriamente i problemi logistici di un esercito di moschettieri e picchieri sul modello di quelli europei tra Cinquecento e Seicento. Per chi vuole occuparsi del mondo Settecentesco e del periodo Napoleonico, dati i mutamenti nel mondo dei contratti di rifornimento, dei magazzini, dei treni delle artiglierie e del saccheggio, c’è il Della Guerra di Carl von Clausewitz (ma non è molto scorrevole da leggere anche se è una fonte di informazioni di altissimo livello).
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Libri Extra: Tre libri su tre argomenti diversi
Riti, mitologia e magia in Europa all'inizio dell'età moderna, di William Monter Ascesa e Crisi - la Germania dal 1517 al 1648, di Heinz Schilling La Guerra dei Trent'anni, a cura di Geoffrey Parker

Riti, mitologia e magia in Europa all’inizio dell’età moderna, di William Monter.
Riti, miti, magie e tutte quelle espressioni devianti del sentimento religioso che chiamiamo “superstizioni” sono il tema di questo excursus che tiene conto dell’Europa, delle colonie americane e delle principali comunità religiose. Si assiste alla straordinaria persistenza e all’ubiquità, fra il 1500 e il 1750, dell’intolleranza religiosa, e si riscontrano forme di contaminazione insospettate tra religiosità popolare e religione ufficiale. Grazie alla sua documentata analisi, Monter ci costringe a rivedere molti luoghi comuni; per esempio, maghi, streghe ed eretici furono perseguitati con minore accanimento dall’Inquisizione che non dai tribunali laici. E ancora: l’idea di tolleranza – da Erasmo a Spinoza a Pierre Bayle – evolve in modo contrastato prima di diffondersi nella pratica corrente. Sorprendentemente, il XVII secolo, molto più del Medioevo e a dispetto del razionalismo trionfante, è il vero teatro europeo della persecuzione religiosa.
Capitoli: 1, La religiosità popolare nell’Europa tardomedievale; 2, Il protestantesimo erastiano; 3, La tradizione calvinista; 4, L’inquisizione nei paesi cattolici; 5, Il cattolicesimo centro-europeo; 6, L’America: cristianesimo, religioni amerinde e superstizione; 7, Guerra alla superstizione 1680-1725; 8, La tolleranza e i suoi oppositori nell’Europa centro-orientale; 9, Gli ebrei in Europa.

Ascesa e Crisi – la Germania dal 1517 al 1648, di Heinz Schilling.
L’autore prende in considerazione il periodo di storia tedesca che va dall’inizio della Riforma luterana (1517) alla fine della Guerra dei Trent’anni (1648), ed esamina la particolare vicenda politico-istituzionale tedesca sullo sfondo del più ampio sviluppo europeo. Mentre in Europa si assiste alla formazione degli stati nazionali, la Germania vede invece svilupparsi una serie di stati territoriali all’interno di quella struttura prestatuale che era il Sacro Romano Impero. In questo nuovo quadro politico e istituzionale si produce parallelamente un generale mutamento sociale e religioso che dà avvio all’epoca moderna. Il processo di formazione dello stato moderno non è disgiunto da una vivace tradizione antistatale, che trova talora riflessi drammatici come nel caso della guerra dei contadini. Nella prospettiva di Schilling, il Cinquecento, soprattutto nell’ultima parte, costituisce nella storia tedesca un’epoca anticipatrice sotto il profilo delle dinamiche di modernizzazione statuale e sociale, dinamiche che furono messe in discussione dalla grave crisi della guerra dei Trent’Anni e che poterono consolidare solo a partire dalla seconda metà del Seicento.
Capitoli: 1, La Germania sulla via dell’età moderna; 2, La Riforma come ingresso nell’età moderna; 3, Riforma e sovvertimento politico-sociale, La libertà del cristiano in città e in campagna; 4, La lotta per l’ordine religioso e politico della cristianità in Germania e in Europa; 5, Unità nella divisione, La Germania tra coesistenza e competizione; 6, Mutamento politico e sociale. Il tardo XVI secolo come anticipazione dell’età-ponte del moderno; 7, Crisi e guerra.

La Guerra dei Trent’anni, a cura di Geoffrey Parker.
La Guerra dei Trent’anni (1618-1648) è un momento cruciale della Prima Età Moderna, il momento in cui la “crisi generale del XVII secolo” raggiunge il suo apice. Fra i meriti del professor Geoffrey Parker sta la valorizzazione di una equipe di specialisti del periodo, in grado di realizzare una ricognizione esauriente degli avvenimenti e dei personaggi, e l’avere esposto i risultati del loro lavoro salvaguardando una certa continuità narrativa, con il sussidio di un rigoroso resoconto cronologico. L’ampiezza dell’analisi e la vastità del materiale bibliografico rendono questo volume unico nel suo genere, sicuramente un punto di svolta nella storia delle ricerche sulla Guerra dei Trent’anni; un valido quanto utile strumento di studio, una miniera di informazioni e di dati, un repertorio di fonti primarie e secondarie inimitabile. Un volume illuminante su un trentennio che è stato determinante nel plasmare il corso successivo della storia del continente europeo.

 
Tre libri differenti per contenuto e tema. whistling2.gif
Uno su miti e superstizioni, per lo scrittore che vuole pensare alla “reazione” delle società della sua ambientazione nei confronti degli Antichi Déi o delle pratiche stregonesche o cose simili.
Quello sulla Germania è una valida guida per seguire i mutamenti e i conflitti di una nazione “divisa” che tenta, fallendo, di ottenere un’unità che gli interessi politici locali e internazionali (e le differenze religiose) rendono impossibile. Una fonte di ispirazione per le nazioni dei vostri “fantasy” che affrontano il difficile cammino dell’ingresso nella modernità.
Infine quello dedicato al più importante conflitto della Prima Età Moderna, per seguire nel dettaglio eventi, motivazioni, battaglie e scenari di un conflitto che, su più fasi distinte, è durato trenta anni e ha messo in ginocchio la nazione tedesca. Tanti romanzi fantasy parlano di guerre, spesso durate anni, decenni o secoli: eccone una, VERA, da studiare per trarne ispirazione.

Gustavo II Adolfo a Breitenfield
Gustavo II Adolfo vittorioso alla battaglia di Breitenfield (1631)

Ulteriori informazioni di natura militare su specifici argomenti si possono reperire nei libri della Osprey Publishing, ricchi di immagini e di tavole a colori particolarmente utili per “vedere” i soldati del passato.

La prossima “Bibliografia essenziale” penso di dedicarla all’Impero Ottomano e all’Islam, per chi desidera scrivere romanzi / ambientare partite nel nostro Medio Oriente o in paesi ispirati al mondo islamico, senza cadere nei soliti luoghi comuni che non permettono di cogliere la natura dell’Islam che, trattando solo vagamente di “religione”, si occupa in primis di codificare la vita civile e l’azione militare dei suoi aderenti.
L’Impero Ottomano rappresenta uno dei più celebri esempi di “stato fondamentalmente laico seppur islamico” e, come anche nel caso dell’Iraq di Saddam Hussein, questo avvenne solo grazie a una feroce dittatura militare che oscurò la Vera Fede nell’Islam costringendo i fedeli a una vita “blasfema e incompleta” (nell’ottica chiarissima e cristallina di certe affermazioni presenti negli Hadith del Profeta, su cui c’è ben poco da sindacare).

I manuali di scherma Medioevale/Rinascimentale avranno anche loro il giusto spazio in un futuro articolo, forse sotto forma di Bibliografia o, più probabilmente, nel corso di un discorso generico di sintesi dedicato al combattimento armato (o meglio, al “duello”). Vedrò in futuro.

Ci sono altri libri che vorrei consigliare, sempre estratti dalla catasta dei miei libri sulla Prima Età Moderna, ma per ora direi che questi sono più che sufficienti. Ve li segnalerò in futuro. E ora correte a studiare, giovani scrittrici di fantasy!

Giovani Scrittrici Italiane di Fantasy
Tipiche Giovani Scrittrici di Fantasy: nella mia mente sono tutte così
(e tutte invitate a contattarmi per discutere dei loro lavori/progetti ^_^)

Medioevo: bibliografia minima per scrittori

Scritto da il 03 giu 2008 | Categorie: Libri, Storia, Storia Militare

Con una certa frequenza mi capita di ricevere e-mail, messaggi privati o altro, in cui mi chiedono suggerimenti su dove trovare informazioni sull’Europa Medioevale. Queste richieste mi arrivano sia da aspiranti scrittori che da Game Master di GdR (di norma di Gurps… sarà un caso?) interessati all’argomento per creare un propria ambientazione medievaleggiante o, addirittura, per usare direttamente il background geopolitico dell’Europa medioevale.

Ogni volta mi trovo nella sgradevole situazione di dover puntualizzare alcune cose:
1) il Medioevo mi ha rotto i coglioni da tempo: il meglio del divertimento viene dopo, a partire dal Cinquecento;
2) se proprio vuoi il Medioevo scegli la seconda metà del Quattrocento, il pezzo finale della storia, così hai le armature a piastre, i cannoni, un po’ di archibugi e un mondo che si avvia alla modernità;
3) perché invece non scegli l’inizio della Prima Età Moderna? Se usi il Cinquecento puoi avere la cavalleria pesante, ma anche l’apice delle armature a piastre, le fanterie mercenarie, moschetti e archibugi, le fortezze moderne con i bastioni, le trincee d’assedio e i cannoneggiamenti, le lotte religiose degli eretici Protestanti, la rivolta dei cavalieri e il Turco che preme alle porte di Vienna! E’ fico!
4) Quattro.

Partendo dal presupposto di aver fallito miseramente nel convincere l’interessato sulla bontà del Punto Tre (sigh) e che nemmeno il Punto Due lo entusiasma del tutto (più raro), non mi resta che partire con la carrellata dei libri che ho letto e che mi paiono validi per farsi un’idea utile al fine della scrittura/gdr di come fosse la vita nel Medioevo.
Sul punto quattro invece non si discute: il quattro è quattro, poco da fare.

Il Medioevo non mi entusiasma, ma se proprio uno vuole trattare l’argomento è bene che lo faccia con la dovuta preparazione minima preliminare. Che si voglia scrivere un romanzo fantasy ambientato in un mondo medievaleggiante (Cronache del Ghiaccio e del Fuoco) o un romanzo storico (Ivanhoe) o anche solo giocare a un GdR a tema, la regola principe rimane Informarsi Prima (or GTFO!).

Ecco a voi la carrellata dei Consigli per gli Acquisti!
 

Tre libri per farsi un’idea
la guerra nel medioevo la vita quotidiana nel medioevo storia economica e sociale del medioevo

La guerra nel Medioevo, di Philippe Contamine.
Dal V al XV secolo, l’evoluzione della guerra medioevale presentata in modo chiaro e conciso, ricco di riferimenti bibliografici e di citazioni. La seconda metà del libro tratta approfondimenti su: armamenti; artiglierie; strategia e tattica; guerra, politica e società; storia del coraggio, tra vizi e virtù; aspetti giuridici, etici e religiosi della guerra.
Un libro eccellente.

La vita quotidiana nel Medioevo, di Robert Delort.
Il libro inizia parlandoci di come gli uomini del Medioevo percepissero il tempo, lo spazio, che conoscenze avessero del mondo, come si rapportavano con l’ambiente naturale, come era la loro concezione della famiglia, quali comportamenti e atteggiamenti tenevano nella vita di tutti giorni e su quali strutture giuridiche si fondava la società occidentale. Seguono approfondimenti specifici per i differenti strati sociali, suddivisi nei classici, e già all’epoca antiquati, tre “ordini”: contadini, cavalieri e chierici.

Storia economica e sociale del Medioevo, di Henri Pirenne.
Un libro ricco di informazioni che inizia con un’introduzione sulla rottura dell’equilibrio economico dell’antichità, il regresso sotto i Carolingi, gli ebrei, l’assenza di sbocchi commerciali, il divieto di praticare l’usura ecc… per poi condurci alla rinascita del commercio nel XII secolo (mercanti, mercati, istituzioni e diritto urbano, principi, città, industrie, privilegi della borghesia), alla frizzante vita commerciale europea di fine XIII secolo (esportazioni e importazioni di panni e spezie ecc…, fiere, monete, credito e commercio del denaro, pedaggi, strade e mezzi di trasporto, investimenti mercantili, la nascita del primo capitalismo, le industrie cittadine ecc…) e concludere con le trasformazioni del XIV e XV secolo (catastrofi e disordini sociali, la peste, il conflitto tra “popolo minuto” e “popolo grasso”, il protezionismo, la riforma dei governi municipali e l’intervento dello Stato nella vita economica che porta alla nascita del mercantilismo).
Completo e dettagliato.
 

Tre libri facoltativi sugli stessi argomenti
il medioevo giorno per giorno rapine assedi e battaglie le citta del medioevo

Il Medioevo giorno per giorno, di Ludovico Gatto.
La vita nel Medioevo presentata in comodi capitoli monotematici: il tempo e lo spazio; la natura e il paesaggio; le strade e i viaggiatori; le tecnica e le fonti d’energia; le città, gli edifici pubblici e privati, le residenze monastiche e contadine; i castelli; la cavalleria; la famiglia; la religione e il senso dell’occulto, il clero regolare e quello secolare; la giustizia, i giudici, le leggi, la detenzione e i tormenti; studio e università; vita e condizione femminile; l’abbigliamento del ricco e del povero; vita di relazione, contatti sociali, divertimenti e feste; senso della vita; devianza.
Un buon libro, ma non essenziale se uno ha letto gli altri due di argomento economico/sociale suggeriti precedentemente.

Rapine, assedi e battaglie, di Aldo Settia.
La natura prevalentemente predatoria della guerra, il guasto del territorio nemico, la proliferazione delle fortezze e l’ossessione dell’assedio, le battaglie in campo aperto, i ritmi stagionali dell’attività militare e “il corpo” del soldato (razioni, pasti, ferite, chirurgia e medici). Non bello e completo come il libro di Contamine, ma ugualmente interessante.

Le città del Medioevo, di Henri Pirenne.
Il percorso della città in Europa dalla tarda romanità fino al XII secolo. Con la sua caratteristica capacità di cogliere la vita pulsante delle comunità storiche, uno dei più grandi storici del Medioevo mostra l’evoluzione del commercio nel Mediterraneo fino alla fine dell’VIII secolo, la sua decadenza nel IX secolo e la rinascita poi dei centri urbani che si accompagnò alla formazione di un nuovo ceto, la borghesia.
Estremamente facoltativo se avete letto l’altro libro di Pirenne suggerito prima.
 

Due libri su argomenti di nicchia
la prostituzione nel medioevo guglielmo il maresciallo

La prostituzione nel Medioevo, di Jacques Rossiaud.
La prostituzione in ogni suo aspetto, a partire dalla natura della famiglia medievale (con l’età media dei matrimoni per uomini e donne, le morti per parto e lo sbilanciamento demografico) fino alle violenze sessuali sulle donne senza marito e al ruolo della prostituta come figura essenziale della società, che raccoglie su di sé i peccati per proteggere la castità delle brave fanciulle.
Viene presentato il mondo dei bordelli comunali, dei “bagni”, delle prostitute di bassa lega e delle tenutarie, sfruttando come esempio Digione, una delle più ricche città francesi del Quattrocento.

Guglielmo il Maresciallo, di Georges Duby.
La vita e la morte di Guglielmo il Maresciallo, uno dei più grandi cavalieri del Medioevo e un campione invincibile nei tornei del XII secolo. Aldilà della biografia, il libro ci presenta uno spaccato coloratissimo del business sportivo dei tornei che, piuttosto che essere “spettacoli per Re”, erano prima di tutto un carrozzone commerciale attorno a cui ruotavano gli interessi di mercanti, artigiani, cavalieri e appassionati sportivi.

trattare coi musulmani
Una delle cose più belle del Medioevo:
e se hai letto “Guida all’Islam e alle Crociate” di Robert Spencer
sai che è stata la scelta giusta!

Ulteriori informazioni di natura militare su specifici argomenti si possono reperire nei libri della Osprey Publishing, ricchi di immagini e di tavole a colori particolarmente utili per “vedere” i soldati del passato.

La prossima “Bibliografia essenziale” penso di dedicarla al Rinascimento e alla Prima Età Moderna.

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