Con una certa frequenza mi capita di ricevere e-mail, messaggi privati o altro, in cui mi chiedono suggerimenti su dove trovare informazioni sull’Europa Medioevale. Queste richieste mi arrivano sia da aspiranti scrittori che da Game Master di GdR (di norma di Gurps… sarà un caso?) interessati all’argomento per creare un propria ambientazione medievaleggiante o, addirittura, per usare direttamente il background geopolitico dell’Europa medioevale.

Ogni volta mi trovo nella sgradevole situazione di dover puntualizzare alcune cose:

  1. il Medioevo mi ha rotto i coglioni da tempo: il meglio del divertimento viene dopo, a partire dal Cinquecento;
  2. se proprio vuoi il Medioevo scegli la seconda metà del Quattrocento, il pezzo finale della storia, così hai le armature a piastre, i cannoni, un po’ di archibugi e un mondo che si avvia alla modernità;
  3. perché invece non scegli l’inizio della Prima Età Moderna? Se usi il Cinquecento puoi avere la cavalleria pesante, ma anche l’apice delle armature a piastre, le fanterie mercenarie, moschetti e archibugi, le fortezze moderne con i bastioni, le trincee d’assedio e i cannoneggiamenti, le lotte religiose degli eretici Protestanti, la rivolta dei cavalieri e il Turco che preme alle porte di Vienna! E’ fico!
  4. Quattro.

Partendo dal presupposto di aver fallito miseramente nel convincere l’interessato sulla bontà del Punto Tre (sigh) e che nemmeno il Punto Due lo entusiasma del tutto (più raro), non mi resta che partire con la carrellata dei libri che ho letto e che mi paiono validi per farsi un’idea utile al fine della scrittura/gdr di come fosse la vita nel Medioevo.
Sul punto quattro invece non si discute: il quattro è quattro, poco da fare.

Il Medioevo non mi entusiasma, ma se proprio uno vuole trattare l’argomento è bene che lo faccia con la dovuta preparazione minima preliminare. Che si voglia scrivere un romanzo fantasy ambientato in un mondo medievaleggiante (Cronache del Ghiaccio e del Fuoco) o un romanzo storico (Ivanhoe) o anche solo giocare a un GdR a tema, la regola principe rimane Informarsi Prima (or GTFO!).

Ecco a voi la carrellata dei Consigli per gli Acquisti!

Tre libri per farsi un’idea

la guerra nel medioevo la vita quotidiana nel medioevo storia economica e sociale del medioevo

La guerra nel Medioevo, di Philippe Contamine.

Dal V al XV secolo, l’evoluzione della guerra medioevale presentata in modo chiaro e conciso, ricco di riferimenti bibliografici e di citazioni. La seconda metà del libro tratta approfondimenti su: armamenti; artiglierie; strategia e tattica; guerra, politica e società; storia del coraggio, tra vizi e virtù; aspetti giuridici, etici e religiosi della guerra.
Un libro eccellente.

La vita quotidiana nel Medioevo, di Robert Delort.

Il libro inizia parlandoci di come gli uomini del Medioevo percepissero il tempo, lo spazio, che conoscenze avessero del mondo, come si rapportavano con l’ambiente naturale, come era la loro concezione della famiglia, quali comportamenti e atteggiamenti tenevano nella vita di tutti giorni e su quali strutture giuridiche si fondava la società occidentale. Seguono approfondimenti specifici per i differenti strati sociali, suddivisi nei classici, e già all’epoca antiquati, tre “ordini”: contadini, cavalieri e chierici.

Storia economica e sociale del Medioevo, di Henri Pirenne.

Un libro ricco di informazioni che inizia con un’introduzione sulla rottura dell’equilibrio economico dell’antichità, il regresso sotto i Carolingi, gli ebrei, l’assenza di sbocchi commerciali, il divieto di praticare l’usura ecc… per poi condurci alla rinascita del commercio nel XII secolo (mercanti, mercati, istituzioni e diritto urbano, principi, città, industrie, privilegi della borghesia), alla frizzante vita commerciale europea di fine XIII secolo (esportazioni e importazioni di panni e spezie ecc…, fiere, monete, credito e commercio del denaro, pedaggi, strade e mezzi di trasporto, investimenti mercantili, la nascita del primo capitalismo, le industrie cittadine ecc…) e concludere con le trasformazioni del XIV e XV secolo (catastrofi e disordini sociali, la peste, il conflitto tra “popolo minuto” e “popolo grasso”, il protezionismo, la riforma dei governi municipali e l’intervento dello Stato nella vita economica che porta alla nascita del mercantilismo).
Completo e dettagliato.

Tre libri facoltativi sugli stessi argomenti

il medioevo giorno per giorno rapine assedi e battaglie le citta del medioevo

Il Medioevo giorno per giorno, di Ludovico Gatto.

La vita nel Medioevo presentata in comodi capitoli monotematici: il tempo e lo spazio; la natura e il paesaggio; le strade e i viaggiatori; le tecnica e le fonti d’energia; le città, gli edifici pubblici e privati, le residenze monastiche e contadine; i castelli; la cavalleria; la famiglia; la religione e il senso dell’occulto, il clero regolare e quello secolare; la giustizia, i giudici, le leggi, la detenzione e i tormenti; studio e università; vita e condizione femminile; l’abbigliamento del ricco e del povero; vita di relazione, contatti sociali, divertimenti e feste; senso della vita; devianza.
Un buon libro, ma non essenziale se uno ha letto gli altri due di argomento economico/sociale suggeriti precedentemente.

Rapine, assedi e battaglie, di Aldo Settia.

La natura prevalentemente predatoria della guerra, il guasto del territorio nemico, la proliferazione delle fortezze e l’ossessione dell’assedio, le battaglie in campo aperto, i ritmi stagionali dell’attività militare e “il corpo” del soldato (razioni, pasti, ferite, chirurgia e medici). Non bello e completo come il libro di Contamine, ma ugualmente interessante.

Le città del Medioevo, di Henri Pirenne.

Il percorso della città in Europa dalla tarda romanità fino al XII secolo. Con la sua caratteristica capacità di cogliere la vita pulsante delle comunità storiche, uno dei più grandi storici del Medioevo mostra l’evoluzione del commercio nel Mediterraneo fino alla fine dell’VIII secolo, la sua decadenza nel IX secolo e la rinascita poi dei centri urbani che si accompagnò alla formazione di un nuovo ceto, la borghesia.
Estremamente facoltativo se avete letto l’altro libro di Pirenne suggerito prima.

Due libri su argomenti di nicchia

la prostituzione nel medioevo guglielmo il maresciallo

La prostituzione nel Medioevo, di Jacques Rossiaud.

La prostituzione in ogni suo aspetto, a partire dalla natura della famiglia medievale (con l’età media dei matrimoni per uomini e donne, le morti per parto e lo sbilanciamento demografico) fino alle violenze sessuali sulle donne senza marito e al ruolo della prostituta come figura essenziale della società, che raccoglie su di sé i peccati per proteggere la castità delle brave fanciulle.
Viene presentato il mondo dei bordelli comunali, dei “bagni”, delle prostitute di bassa lega e delle tenutarie, sfruttando come esempio Digione, una delle più ricche città francesi del Quattrocento.

Guglielmo il Maresciallo, di Georges Duby.

La vita e la morte di Guglielmo il Maresciallo, uno dei più grandi cavalieri del Medioevo e un campione invincibile nei tornei del XII secolo. Aldilà della biografia, il libro ci presenta uno spaccato coloratissimo del business sportivo dei tornei che, piuttosto che essere “spettacoli per Re”, erano prima di tutto un carrozzone commerciale attorno a cui ruotavano gli interessi di mercanti, artigiani, cavalieri e appassionati sportivi.

trattare coi musulmani

Una delle cose più belle del Medioevo:
e se hai letto “Guida all’Islam e alle Crociate” di Robert Spencer
sai che è stata la scelta giusta!

Ulteriori informazioni di natura militare su specifici argomenti si possono reperire nei libri della Osprey Publishing, ricchi di immagini e di tavole a colori particolarmente utili per “vedere” i soldati del passato.

La prossima “Bibliografia essenziale” penso di dedicarla al Rinascimento e alla Prima Età Moderna.

26 Replies to “Medioevo: bibliografia minima per scrittori”

  1. fico. penso che presto mi documenterò (ma solo per il piacere di farlo: al momento, nessuno dei miei scrive fantasy medievale). aspetto con trepidazione la bibliografia sull’età moderna (vediamo se nonostante la passione riesci a limitarti a pochi testi :) ).

    a presto.

  2. Cercherò anche nella prossima bibliografia di rispettare la formula “consigliati + facoltativi + nicchia”.
    Così uno, se vuole seguire la lista, per iniziare si procura i “consigliati”, poi se proprio non si sente soddisfatto si prende pure i “facoltativi” e se ha bisogno di approfondimenti su dettagli particolari si lancia sulla “nicchia”.
    :-)

  3. Il libro di Contamine in effetti è molto valido. Non ho letto gli altri due, ma ne ricordo un altro ancora, molto interessante: Uno Specchio Lontano di Barbara Tuchman.
    Che però è più focalizzato intorno al periodo del ‘300 se ricordo bene.

  4. Per approfondire un aspetto importantissimo dell’Età di Mezzo, consiglio:
    Alberto Grohmann, La città medievale

  5. Interessante. Io uso altre fonti, però intendo comunque procurarmi qualcuno di quelli. Ammesso che io riesca a trovarli, qui la situazione “culturale” è tragica.

  6. Ciao DelemnO.
    Mi puoi indicare qualche libro/altra fonte (siti?) che utilizzi? Fa sempre comodo avere più materiale tra cui scegliere.

    Prossimamente dovrei rilasciare una lista simile dedicata al Rinascimento anche se il termine, con le sue differenti applicazioni geografiche, non è molto preciso… diciamo che metterò fonti che tratteranno argomenti tra la fine ‘400 e l’inizio del ‘600.

    Eh sì, dopo tutta la tirata su quanto sia bella e figa la prima Età Moderna, non posso non segnalare qualche libro! ;-)

    Non metterò i manuali di combattimento preferendo dedicare un articolo apposito alla questione e, probabilmente, non indicherò quelli dedicati al mondo Ottomano (ma devo ancora decidere su questi) lasciando anche loro a un altro articolo specifico.

    PS: e ora faccio un salto sul tuo blog a restituire la cortese visita. ;-)

  7. Uh, ti ringrazio!Però mi hai sgamato uffa, io alludevo anche a trattati militari (Opera Nova, Ragione d’Adoprar Sicuramente l’Arme, Trattato di Scientia d’Arme..)Non li ho mai letti tutti, ma li consulto spesso.
    Altrimenti direi “Il Medioevo: Alle Origini dell’Identità Europea” di Le Goff, il “Medioevo Superstizioso” di Schmitt e il Medioevo Fantastico: antichità ed esotismi nell’arte gotica” di Baltrusaitis. Posseggò altresì una cinquantina di numeri di Medio Evo, la rivista, che si rivela spesso di grande utlità.
    Poi a conti fatti ho più libri sull’arte che sulla vita quotidiana, per questo vorrei prendermi qualcosina in merito.
    Ci sarebbe anche un’altra fonte non scritta, le mie esperienze di rievocazione storica. Capisco cosa intendi quando parli di tardo Quattrocento, l’odore dolciastro della polvere nera mescolato a quello del focolare mi fa venire voglia di scrivere un fantasy in tale ambientazione, è un mio progetto per il futuro.

  8. Ti interessa solo il combattimento con la spada militare cut-and-thrust o anche il duello con la striscia?

    Io trovo particolarmente interessante Marozzo, per via del suo essere a metà tra un mondo e l’altro: impiega classiche spade a una mano con la punta aguzza, ma con la lama ancora ben adatta al colpo di taglio, e insegna l’importanza del colpo di punta (che è fondamentale per il duello).
    La spada di Gustavo I di Svezia è l’arma che mi piace sempre indicare come esempio di Sword-Rapier: guardia da striscia, ma lama pesante e aguzza da spada militare, in un buon 1,3 kg di solido metallo.

    Marozzo è lì-lì tra il mondo delle spade militari che devono fendere (dato che infilzare gambe e braccia, dove non ci sono organi da traforare come nel torso -che però è troppo spesso protetto da armature impenetrabili-, è meno utile che non tagliarne la carne aprendo vene e arterie… tant’è che le spade della fanteria del ‘500 spesso erano corte e pesanti, come le katzbalger, più manovrabili in mischia) e le solide strisce da duello dove conta molto colpire per primo sfruttando azioni in stesso tempo, lunghezza della lama ecc…

    Anche Agrippa ha il suo fascino, in fondo è una pietra miliare della scherma con le sue quattro guardie e l’approccio geometrico, ma lì già stiamo entrando troppo nel territorio della striscia, lontani dal mondo delle robuste spade militari multiuso che mi piacciono maggiormente.
    Anzi, a essere del tutto onesti, a me piacciono le spade con il design massiccio da gladio romano: 55-65 cm in totale per ingombrare poco in mischia, lama larga e spessa che finisce in una aguzza punta triangolare e con un peso poco sopra il kilo per dare la giusta massa ai colpi, sia di punta che di taglio. Una buona mannaia, ma con la punta, insomma. :-)

    Comunque ti segnalo entrambi i libri di Clements (anche se immagino tu li abbia già letti, visto che sono molto famosi):
    Medieval Swordsmanship
    Renaissance Swordsmanship

    Ho visto che hai pubblicato degli estratti sul blog, magari poi passo a commentarli (ma vedo che Gamberetta ti ha già indicato la maggior parte dei problemi del testo).

  9. Li avevo sentiti nominare, sì.
    In realtà si vede subito che te ne intendi molto più di me, io ho ancora parecchio da imparare. E vorrei evitare di trasformare il mio libro in un trattato, primo, perchè non ne avrei la competenza, secondo, perchè sarebbe una noia mortale, terzo, perchè amo priviliegiare anche altri aspetti.
    Diciamo che cerco di non fare castronerie tipo spade a due mani di cristallo, ecco.
    In quanto al frammento pubblicato sto ottenendo pareri molto discordi, c’è chi dice (e non ha l’account per specificarlo sul blog) che è bellissimo e dovrei lasciarlo così perchè rende bene l’idea, chi come Gamberetta che vuole a tutti i costi una visione cinematografica delle cose, che per me è giusta sino a un certo punto. Ci sono comunque delle cose che voglio modificare, scrivo da anni e se devo pubblicare qualcosa voglio che sia perfetto, almeno per me. Farò di tutto per evitare di essere paragonata alla Troisi et similia.
    A proposito, a quando una entusiastica recensione delle sue opere?

  10. Se imparerai a gestire bene il “mostrare” e quindi a vedere gli eventi con precisione fotografica dentro alla tua mente, non dovrai preoccuparti di “trasformare in un trattato” qualcosa.

    Se hai chiaramente la visione dei colpi e della scena, e se hai sviluppato una adeguata capacità di sintesi narrativa, potrai descrivere tutti gli eventi al lettore evitando termini incomprensibili.

    Ti faccio un esempio.
    Immaginiamo di essere uno scrittore che scrive un combattimento medievale ambientato nel 1450 in Italia. Sceglie, giustamente, di studiare Fiore dei Liberi e i manuali della scuola bolognese.
    Fiore dei Liberi e la scuola bolognese danno una grande importanza ai fendenti e lo scrittore scopre che i tre fendenti alti si chiamano Roverso Sgualembrato (da sinistra a destra), Fendente (perpendicolare al suolo) e Dritto Sgualembrato (da destra a sinistra).
    Fendente, Sgualembrato Roverso e Dritto. Brr. Già i nomi cominciano a diventare incomprensibili.
    La cosa peggiore leggendo i nomi dei fendenti portati dal basso in alto, più deboli: Roverso Ridoppio (da sx a dx), Montante (perpendicolare al suolo) e Dritto Ridoppio (da dx a sx).
    Nemmeno Roverso Tondo e Dritto Tondo si salvano.

    Tutto questo è peggio dell’arabo!
    Se scrivi quei termini il pubblico non capirà una mazza! Sono infatti termini tecnici. Sono “specifici”, ma non adatti a descrivere graficamente l’evento.

    Ma già Fiore, uomo dal cuore d’oro, viene in nostro aiuto! Infatti egli stesso già denomina “Fendenti” tutti i colpi di taglio dall’alto, “Colpi Sottani” quelli diagonali bassi e “Colpi Mezzani” quelli paralleli al suolo (i tondi di prima). D’altronde per lui il fendente verticale non va nemmeno considerato, quindi usa quel termine per quelli che per altri sono gli sgualembri.
    Comunque va già meglio! Niente robe sgualembrate e niente ridoppi!

    Ma si può fare anche di meglio, semplificando il linguaggio: evitare i termini obsoleti “mezzano” e “sottano”.
    Un “colpo dal basso in alto” o, con una licenza tecnica accettabile (ormai Fendente nel linguaggio comune indica tutti i colpi ad arco, insomma quelli non di punta), un “fendente dal basso” sono sufficienti a descrivere in modo chiaro il colpo.

    Più semplifichi il linguaggio rendendolo chiaro e accessibile a tutti, ovvero ai lettori, e meglio è. Descrivi l’aspetto delle guardie, se serve, ma non dire il nome a meno che non sia un romanzo storico sui maestri di spada! Quale lettore può capire cosa immaginare leggendo “Porta di Ferro” o “Denti di Cinghiale” o “Guardia dello Sciocco”? Pochissimi o nessuno. Meglio dire in qualche modo migliore che la lama è tenuta di fronte al corpo, rivolta verso il nemico, ma con la punta verso il suolo. E se lo si dice è, ovviamente, perché dopo la “guardia dello sciocco” (l’apparente guardia rilassata) servirà come tranello per colpire il nemico che si lancia baldanzoso all’attacco.

    Nessun lettore si diverte a non capire ciò che legge. :-)

    Insomma, siamo chiari: si scrivono testi di divulgazione sulla fisica quantistica accessibili al grande pubblico, non credo che parlare di duelli sia più difficile che parlare di entanglement e di funzioni d’onda!

    Su Nihal ci tornerò con un articolo apposito. Erano tanti mesi che volevo farlo, ma poi non ho avuto mai voglia di mettermi giù. Della sua spada in cristallo nero potrei parlarne quando descriverò “in soldoni” la fisica delle lame. ^_^

  11. Molto interessante! In teoria dritto e roverso dovrebbero essere abbastanza comprensibili, ma alla fine mi limiterò a descrivere i colpi come “mostrati”, laddove possibile. Però mi piaceva usare almeno dritto e roverso, descrivendoli qualche volta dovrei anche abituare il lettore a capire di cosa si parla man mano che si procede. Vedrò sul da farsi.
    Intanto ti ringrazio per i consigli.

  12. Cercavo appunto qualcosa per documentarmi sul Medioevo. Sono una delle tante (troppe) che vorrebbe scrivere fantasy (anche se non assomiglio più di tanto alle “tipiche scrittrici fantasy” che hai messo sulla bibliografia del Rinascimento XD), possibilmente senza fare errori macroscopici. Mi sa che leggerò qualche libro della tua lista, anche per piacere, visto che adoro leggere. Nel post di presentazione hai scritto che sei disposto a leggere qualche estratto; sarei contenta se leggessi il primo capitolo della storia che sto scrivendo (giusto una decina di pagine, non spaventarti). E’ che mi servirebbe un parere MOLTO duro, anche spietato, che se è necessario mi dicesse senza tante cerimonie che scrivo da schifo. Grazie.

  13. (anche se non assomiglio più di tanto alle “tipiche scrittrici fantasy” che hai messo sulla bibliografia del Rinascimento XD)

    Peccato! :-(
    Ma c’è sempre la palestra, il trucco e la chirurgia estetica! Non demordere! ^__^

    Mandami pure il brano su carraronan@gmail.com
    Lo leggo e commento volentieri, è un buon esercizio per imparare a fare editing.
    Sono un bastardo, quindi non mi farò problemi a dirti se qualcosa non mi piace e cosa non mi piace (e, nel caso, il commento a linea rossa singola che significa “non si salva niente, rifare d’accapo”, ma spero non succeda!). ;-)

  14. Salve Duca! Avete alternative eBook, o dobbiamo rassegnarci a studiare alberi morti?

  15. L’articolo è di 21 mesi fa. Il medioevo non mi è interessato minimamente nel frattempo, come già non mi interessava più prima, quindi non ho letto nessuno dei libri in inglese presenti su gigapedia (che uso solo dal 2009).

    Pescandone qualcuno a caso con una semplice ricerca:
    Everyday Life in Medieval England
    Daily Life in Medieval Europe
    The Medieval Siege
    Food in Medieval England: Diet and Nutrition
    A Dictionary of Medieval Terms and Phrases
    Medieval Households

  16. Grazie mille duca (quanti grazie che ti devo, diamine), so che non ami molto il medioevo, ma io sì, diamine, e ho intenzione di documentarmi parecchio.
    Mi hanno parlato molto bene di “Le Grandi Battaglie del Medioevo”, di Andrea Frediani, ma ammetto di non averlo ancora letto (L’ho ordinato ma non mi è ancora arrivato, diamine!)

    Ah, e ho letto Rapine e Assedi. Interessante, davvero.

  17. Duca, che libro/i consiglieresti per chi vuole farsi un’idea dell’800 – prima metà del novecento (sulla falsa riga dei libri sopra proposti?

    Grazie

  18. Se qualcuno fosse interessato la libreria editrice goriziana ha pubblicato “Tattiche medioevali” la trduzione in italiano dei due volumi della osprey sull’argomento.
    http://www.leg.it/

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