agosto 2009
Archivio del Mese

Archivio del Mese
Posted by Il Duca Carraronan on 31 ago 2009 | Tagged as: Conigli, Giappolandia
Il caffé giapponese dove ci sono i coniglietti!
Ho scoperto questo locale oggi, quando mi è stato segnalato il video (incompleto e piuttosto ambiguo) apparso su ANSA.it nelle video-curiosità della settimana.
Il caffé si trova a Nagoya, in Giappolandia, un arcipelago popolato da una curiosa varietà di scimmie gialle che un tempo erano molto seriose, tipo i tedeschi, ma poi si sono prese due bombe atomiche in testa e in poco tempo gli è esplosa la fantasia. Kawaii!
Mi sono informato un po’ e ho trovato questo video molto migliore:
Consiglio la visione su YOUTUBE in Alta Qualità
Secondo me è il Paradiso.
Ragazze giapponesi (ok che molte in realtà sono brutte o bruttine, coi denti storti e le gambe da cavaliere mongolo e che le cinesi sono mediamente molto più belle, ma le giapponesine carine sono adorabili! Sì, ho il fetish, non rompete le palle ^_^), soffici conigli da coccolare, dolci e bevande… il paradiso per me. Se ci abitassi vicino ci andrei almeno una volta alla settimana (ok, non mentiamo: ci andrei tutti i giorni!).
E poi le ragazze giapponesi che lo frequentano devono essere mediamente più belle delle altre: chi ama i conigli è una bella persona, per definizione, e questo deve esprimersi sia interiormente che esteriormente (come avviene nel coniglio: bello dentro -scrutatelo nell’ano dilatato- e bello fuori).
Comunque, a parte le mie fantasie malate a base di coniglietti e ragazze giapponesi, credo sia una bella idea anche per chi vuole portare il proprio coniglio a “socializzare” con altre persone e altri conigli in un ambiente sicuro. ^_^
Posted by Il Duca Carraronan on 23 ago 2009 | Tagged as: Film e TV
Uno dei motivi per cui non potrei mai essere un grande scrittore è che non so fare quei bellissimi post involuti e intimisti in cui si scrivono un sacco di parole, ma non si dice niente al lettore. Niente di comprensibile, perlomeno, se non per l’autore stesso. Pare vada di moda produrre troiai subnormali di frasi piene di suggestioni per darsi arie da intellettuale, chic, snob… o forse smog, snuff… cose così, chissenefrega, tanto avete capito. O forse no. Non che me ne freghi niente, comunque.
Ehi, forse sono sulla buona strada ora!
Un altro motivo per cui non potrei mai essere un grande scrittore è che non ho scritto niente e la prospettiva di scrivere mi riempe di Sacra Pigrizia: sento la fatica assalirmi già quando leggo quel che scrivono gli altri, figurarsi scriverlo io. Mica sono un negro nel campo di cotone, a faticare sotto il sole. Eh!
Ho deciso di provare a fare un post un po’ involuto, intimista, cattocomunista… sì, quelle robe lì che fanno gli scrittori quando non sparlano del proprio pubblico con i colleghi, dicendo che i loro fan sono tutti deficienti che si bevono ogni minchiata cagata solo per far cassa. E visto che mi sento moderno, ho deciso di farlo con un video. Grande cinema.
Contiene riferimenti a qualcosa a cui forse potrei star lavorando.
O potrebbe contenerne. O forse l’ho scelto a caso. O forse mi drogo.
Forse volevo solo mettere delle scoregge sul sito. Indovinate voi.
Eh, no, non ho della manzotin vecchia in cantina. ^__^
Posted by Il Duca Carraronan on 21 ago 2009 | Tagged as: Ebook, Editoria
Oggi qualche dato sulle vendite degli eBook in Germania.
Sono poca roba, niente a che vedere né come accuratezza né come dimensione alle dimensioni americane, ma possono essere interessanti. Sottinteso: “posso essere interessanti” per gli umani normodotati, non per i coglioni che se ne escono con frasi come “il mercato USA degli eBook non ha alcune rilevanza per fare ipotesi sul futuro in Europa”, ben fortificati dietro le barricate della propria compiacente ignoranza, sprezzanti del fatto che i venditori di lettori di eBook stiano cercando in tutti i modi di penetrare in Europa (e no, non lo fanno per beneficenza e per plagiarvi: evidentemente pensano che la gente comprerà e userà i loro lettori) e sprezzanti degli eventi nel mercato internazionale (su cui nemmeno si informano: perché rischiare di compromettere la sicurezza intellettuale della propria confortevole ignoranza?).
Comunque, lasciamo perdere i… Pensatori Alternativi All’Intelligenza (una volta il termine tecnico era “stupidi figli di puttana”, ma credo sia ingiusto insultare le madri per le colpe dei figli e poi così è più politically correct, non vi pare?) e passiamo ai dati.
News from Germany courtesy of one of our readers – Johannes Haupt. He says:
Hey Paul,
some news from the german market: 65.000 ebooks sold here in the first half-year, according to an panel-study of the well-known gfk institute (http://www.gfk.com/). Average price of sale was arround 10 euro, most popular sectors were fictional ebooks and advisors. The Market got a massive impulse through the the local launch of Sony Reader PRS 505 in march so majority of the ebook sales occured in Q2.
Problem here is that most bestsellers are not avaible as ebooks. In addition price level is still way to high (often ebook=hardcover) and there’s an absence of really convenient devices.
Lesen.net: Deutschland-65000-ebookFonte: Teleread
Facciamo una breve sintesi.
La Germania stava messa come l’Italia, senza lettori di eBook sul mercato, in pratica. Poi arriva a metà marzo 2009 il PRS-505, e nel giro di tre mesi vengono venduti 65mila ebook (VENDUTI, scambio di denaro, libro comprato, non libro scaricato gratis e basta: gli stupidi fig… i Pensatori Alternativi All’Intelligenza riescono a capirlo così o bisogna calcarlo a mazzate nelle loro inutili teste di cazzo?). Prezzo medio: 10 euro.
Cosa significano questi 65mila eBook?
Di per sé non significano niente, ma Random House Crucca l’8 giugno 2009 ha detto qualcosa di molto più interessante: nelle prime settimane dopo l’introduzione del PRS-505 ha venduto molti più eBook di quanti ne abbia mai venduti nei tre anni precedenti messi assieme. Guarda caso: arrivano i lettori eBook, per quanto ancora rari, e aumentano subito le vendite di eBook a causa della comodità del lettore prima non presente.
Possibile? Possibile che una cosa così banalmente ovvia possa accadere in Europa? Eppure gli stupidi fig… i Pensatori Alternativi All’Intelligenza dicevano che noi non siamo come gli USA, quello che succede in USA è irrilevante, cioè, noi non li vogliamo gli eBook, cioè, CHE SCHIFO GLI EBOOK!!!!!
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| La mappa della Germania più recente che riuscirete a strapparmi |
Sono un cifra piccola, molto piccola, e per quanto la si possa guardare con ottimismo non è nemmeno lontanamente un BOOM degli eBook ma consideriamo che:
1. il prezzo di 10 euro medio è alto, e spesso l’eBook costava quanto l’Hardcover;
2. non erano in vendita i Best-Seller, quelli di cui CAMPA l’editoria (e già qui seghiamo una fetta enorme di mercato);
3. i lettori di eBook sono ancora una novità, sono pochi, costano MOLTO.
4. quattro.
E di fronte ai prezzi medi così alti degli eBook e dei rari lettori e alla possibilità comunque di avere i libri gratis piratati, quei 65mila eBook venduti (+1500-2000% del mercato eBook per Random House?) assumono l’aspetto di un piccolo miracolo.
Passando un attimo alla Novik
Ricordate che Random House aveva iniziato a dare via gratis gli eBook dei primi libri di varie serie di successo, sperando di ottenere lo stesso boom di vendite su tutti i libri cartacei della serie registrato in precedenza dalla TOR, da Neil Gaiman, da altri scrittori (e confermato dall’esperimento di cui vi avevo parlato qui sulla correlazione tra pirateria (eBook gratuito) e BOOM delle vendite)?
E ricordate che, a parte per i Pensatori Alternativi All’Intelligenza, appariva ovvio per chiunque che ci sarebbe stato un aumento delle vendite per i libri Random House dopo questa mossa?
Beh, sembrerà strano, ma come al solito le cose sono andate proprio come previsto… che poi era l’unica possibilità logica. Logica per gli umani mentalmente normodotati, non per i subnormali, naturalmente, ma ormai immagino che abbiate capito l’antifona.
Anzi, in certi casi è andata perfino meglio del previsto.
Sapete che aumento di vendite ha avuto la Novik, l’autrice di quella serie di libri cagosa con i draghi nelle guerra napoleoniche? Libri di certo non particolarmente belli, anzi, a mala pena leggibili… se volete saperne di più leggetevi questa recensione di Gamberetta.
Shannon said Del Rey has had especially good luck with Naomi Novik’s “Temeraire” fantasy series after offering the first book for free. He said sales for the other Temeraire novels increased by more than 1,000 percent. “It’s been stunning,” he said.
Fonte: Teleread
Sì, avete letto giusto: si è beccata un +1000% nelle vendite della serie.
Non male, eh? ^_^
Fine dell’aggiornamento di oggi sugli eBook.
Tutte le mie fan sono autorizzate a inviarmi foto pantsu (o anche nopan). ^_^
Posted by Il Duca Carraronan on 15 ago 2009 | Tagged as: Armi Bianche, Chiedilo al Duca, Grande Guerra, Oplologia
Non ho i capelli blu o verdi o lavanda o di altri colori da cartone giapponese ma sono una ragazza e spero che mi risponderai lo stesso ^^”’
[...taglio...]
Le baionette con la lama seghettata sono un’invenzione del cinema o esistevano davvero?
(Silvia)
Baionette con lama seghettata intesa come dentatura posteriore e non anteriore? Immagino che intendi questa. Sì, esistevano.
Le baionette con la dentatura/sega si sono diffuse, a quanto mi risulta, con l’affermazione delle sciabole-baionetta e spade-baionetta a partire dal 1870.
Le precedenti del 1800-1860 non avevano dentatura (anche se in quel periodo, come per tutto il Settecento, la fanteria tendeva a usare baionette triangolari a ghiera, non utilizzabili come armi da sole).
Le sciabole-baionetta dei sottufficiali della Guerra Civile Americana non avevano dentatura (almeno quelle che ho visto, che sono corte e massicce sciabole con l’incastro a ghiera che si protende dall’elsa). Quelle degli artiglieri erano simili a daghe, su design francese ispirato al gladio romano, e ovviamente non avevano la sega.
E nemmeno le spade-baionetta per il fucile Baker utilizzato dalle giubbe verdi a inizio Ottocento avevano la sega.
La baionetta inglese del fucile Enfield per l’artiglieria (Enfield P1853 a due fascette) del 1856 aveva una lama lunga e curva in avanti (57 cm di lama, 71 cm complessivi), con lo stile detto “a yatagan” tipico anche delle baionette francesi successive (Chassepot M1866), ma nessuna sega.
La pesante daga-baionetta dei pionieri prussiani M1857 per fucile Dreyse invece aveva la dentatura sul dorso, ma era un caso raro rispetto alla massa di sciabole/spade-baionetta privi di sega.
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| Baionetta “a yatagan” modello 1856. Era utilizzata dagli artiglieri e, in parte, dalla fanteria (che di solito usava baionette triangolari). |
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| Sciabola-Baionetta per fucile ad ago Chassepot M1866 |
Dal 1870, con i fucili a retrocarica con bossolo metallico, iniziarono ad affermarsi le sciabole/spade-baionetta anche tra la truppa, fornendo così un ulteriore attrezzo per la difesa (e il taglio dei ramoscelli o del salame) utilizzabile anche quando non inastato sull’arma.
Le baionette della truppa raramente avevano la sega. Le baionette tedesche per il fucile Mauser 1871 e 1871/84 avevano la lama priva di dentatura per la truppa e con la dentatura per i sottufficiali: per il resto elsa, materiali (ottone e acciaio) e dimensioni erano identiche.
Anche la baionette per la truppa del Gewehr 1888 erano prive di dentatura.
Le baionette da pioniere tendenzialmente avevano la sega, comoda per aumentare la versatilità dell’utensile, e talvolta anche quelle degli artiglieri. La baionetta da pioniere prussiana del 1871 è pesante e larga, con una sega molto accentuata… 60 cm di lunghezza e, a occhio, 1 kg c’è tutto di peso! Un attrezzo dannatamente serio.
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| Daga-baionetta da pioniere (pionierfaschinenmesser), Prussia, M1871 |
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| Baionetta da truppa per il Gewehr 88 dell’esercito tedesco |
La baionetta adottata nel 1875 per i Martini-Henry della Regia Artigliera inglese aveva la sega. Idem le baionette, molto poco usate, di lord Elcho del 1870: sega sul dorso e lama che si allargava a punta di lancia, con un buon design da machete per il fendente.
Ma gli inglesi per i Martini-Henry della truppa preferirono sempre la vecchia baionetta triangolare a ghiera, passando all’uso delle sciabole-baionetta solo a partire dal Lee-Metford e dal Lee-Enfield.
Quelle italiane per il Vetterli, per il Vetterli-Vitali e per il Carcano non mi risulta che avessero mai la dentatura.
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| Spada-Baionetta progettata da Lord Elcho, 64 cm, 0,65 Kg circa con sega per il taglio della legna e punta larga a imitazione delle lance assegai degli Zulu |
Con la Prima Guerra Mondiale si diffuse l’abitudine tra i tedeschi di fare dentature artigianali sul dorso delle proprie baionette per dar loro un aspetto più “spaventoso”. Non era una cosa permessa, in teoria, dato che si trattava di modificare l’equipaggiamento fornito, ma gli ufficiali sorvolavano. Questo è il momento di massima diffusione delle baionette seghettate. Le seghe artigianali sul dorso delle lame le facevano anche i soldati della Triplice Intesa, talvolta.
Ma la propaganda della Triplice Intesa diffuse l’idea che i tedeschi utilizzassero le dentature per amputare pezzi ai prigionieri torturati (forse perché lo facevano loro stessi…), per cui i tedeschi ricevettero l’ordine di piantarla col modding delle baionette: il rischio di essere torturati a morte dagli Anglo-Francesi se trovati in possesso di armi dentate era troppo elevato.
Allo stesso modo i prigionieri austriaci trovati in possesso di mazze ferrate, utilizzate per finire i nemici moribondi intossicati dai gas, venivano assassinati regolarmente dagli italiani (e venne ordinato di non usarle più: gli italiani intossicati potevano pure agonizzare per ore se gli dava così fastidio farsi ammazzare con un colpo di mazza in testa!).
Nel 1917, con l’arrivo degli americani, i tedeschi smisero di produrre le baionette con la sega dei sottufficiali per migliorare la propria immagine pubblica e per semplificare la produzione (nonostante fosse già TUTTA roba Ersatz, cioè fatta in modo approssimativo/economico -letteralmente “surrogato”- fin dal 1915… si vedano i caschi chiodati fatti in feltro leggero invece che in spesso cuoio sudamericano).
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| Fucile Vetterli 1870 e sciabola-baionetta con lama da 52 cm |
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| Sciabola-Baionetta Modello 1891 e 1891 Truppe Speciali Lama lunga 30 cm, lunghezza complessiva 41 cm (una sciabola baionetta così corta che la sciabola è rimasta solo nel nome ufficiale) |
Le baionette della Seconda Guerra Mondiale, sia che fossero pugnali/coltelli-baionetta o sciabole-baionetta, erano prive di dentatura (perlomeno tutti i modelli che ho visto: tedeschi, italiani, americani, giapponesi…).
La dentatura, inclusa anche una porzione di sega frontale, si è riaffermata negli ultimi anni in cui la baionetta sta diventando sempre più uno strumento multi-uso di alta tecnologia per “giustificare la propria esistenza” (lame in acciai straordinari, fatti per tagliare benissimo e assieme resistere a stress e cattive condizioni ambientali). Ma del ruolo della baionetta dopo la Seconda Guerra Mondiale parlerò in futuro.
Spero di esserti stato di aiuto. ^__^
PS: tingiti i capelli di verde e inizia a guidare Golem a Vapore…
In futuro verrà pubblicato un nuovo articolo dedicato alla storia delle baionette in generale e allo “spirito della baionetta”, contenente anche questa piccola parte sulle dentature espansa e arricchita con un numero maggiore di immagini.
Posted by Il Duca Carraronan on 13 ago 2009 | Tagged as: Ebook, Editoria
Ancora notizie positive dal fronte degli eBook.
Come ricorderete il mese di aprile era stato un mese record per le vendite di eBook negli USA, con ben 12,1 milioni di euro di vendite, e tutto il primo trimestre del 2009 era stato straordinario, con una crescita costante spaventosa.
Beh, continua ad andare alla grande: guardate il grafico qua sotto. ^_^
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| Volume di vendite degli eBook, dal primo trimestre 2005 al secondo trimestre 2009 |
Vendite primo trimestre 2009: 25,8 milioni di dollari
Vendite secondo trimestre 2009: 37,6 milioni di dollari
Crescita rispetto al primo trimestre 2009: +45,7%Vendite secondo trimestre 2008: 11,6 milioni di dollari
Crescita rispetto al secondo trimestre 2008: +224%
La crescita del Q1 09 rispetto al Q1 08, record precedente, era stata di appena il +131%!
Sono risultati straordinari, che fanno ben sperare per l’intero settore degli e-Book nella sua lotta per affermarsi nel mercato che è ricoperto dai p-Book (paper-Book, libri di carta) solo per motivi di tradizione e di vincolo di comodità tecnologica… ad esempio la narrativa. Comodità tecnologica che risulta estremamente costosa agli editori, costringendo a vendere i libri a prezzo maggiorato per coprire il costo della carta, delle spese di magazzino, gli sconti ai distributori, gli sconti ai librai ecc… togliendo gli sconti a distributori/librai il prezzo scenderebbe già al 30-40% di quello finale, e rimangono ancora magazzino e produzione!
Tutti costi che gli eBook non avrebbero: un romanzo da 20 euro in formato cartaceo si potrebbe vendere a 4 euro in eBook con un guadagno netto MAGGIORE!
E abbiamo anche un nuovo mese record:
Vendite di aprile 2009: 12,1 milioni di dollari
Vendite di giugno 2009: 14 milioni di dollari
Crescita del Mese Record: +15,7%
Nonostante una lievissima flessione in maggio (11,5 milioni contro i 12,1 di aprile), Giugno ha saputo dimostrare che la corsa degli eBook anche se inciampata per un istante non aveva alcuna intenzione di rallentare.
Vi ricordo che i dati sono forniti da International Digital Publishing Forum (IDPF) e che:
# The data above represent United States revenues only
# The data above represent only trade eBook sales via wholesale channels. Retail numbers may be as much as double the above figures due to industry wholesale discounts.
# The data above represent only data submitted from approx. 12 to 15 trade publishers
# The data does not include library, educational or professional electronic sales
# The numbers reflect the wholesale revenues of publishers
Avevo previsto vendite per 35-36 milioni facendo qualche conto con i dati precedenti. E’ andata perfino meglio di quanto pensassi, con ben 37,6 milioni! Era evidente che il primo trimestre 2009 non fosse un caso, un’anomalia statistica, ma un brusco risveglio del settore. E il secondo trimestre ha confermato quanto immaginato da molti: gli eBook sono vivi, sono forti e sono pronti nei prossimi anni a minacciare il libro di carta.
E nel frattempo anche il prezzo dei lettori di eBook “specializzati” (schermi e-Ink ecc…) sta diminuendo, un poco alla volta. Ci vorrà tempo, ma la strada sembra segnata ormai.
Incrociamo le dita per lo sfondamento di Quota 50 nel terzo trimestre? ^__^
| Solo un elmetto chiodato può essere più entusiasmante del Trionfo degli eBook. O magari una Loli con un elmetto chiodato. ^_^ |
Posted by Il Duca Carraronan on 12 ago 2009 | Tagged as: Conigli, Libri, Rabbit Weird
“Dust bunny” è il modo in cui gli abitanti della perfida Albione e delle sue colonie americane chiamano quegli ammassi di polvere che si trovano generalmente sotto i letti o nei filtri/grate delle ventole dei computer. Quelle nuvolette grigie di schifo, fatte di capelli, pelle morta, peli, polvere ecc… tenute assieme dall’elettricità statica, dal proprio unto e dall’Amore per la Patria.
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| Sono lì, unite, tenute assieme dall’amore per la propria terra, e non cederanno un metro del Sacro Suolo della Patria all’Invasore… |
Ma se non fossero solo polvere? Se davvero il “dust bunny” raggiunta una certa massa critica potesse diventare un vero Coniglietto della Polvere? Questa potrebbe essere un’idea Rabbit Weird per un bel racconto.
E non è nemmeno un’idea tanto bizzarra: l’arte della fabbricazione di Dust Bunnies a partire dai “dust bunnies” è già praticata da alcuni disabili mentali varie persone. Probabilmente nella speranza che in essi si accenda la scintilla della vita (secondo la regola magica della somiglianza).
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| E se prendessero vita? |
E in generale le battute sui coniglietti della polvere non sono rare, anzi, in particolare gli angora grigi sembrano dei dust bunnies viventi!
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| Ho cercato anche io sotto al letto… Sfortunatamente non ho trovato niente. Riproverò domani! ^_^ |
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| Scappa! Scaaappaaaaa!!! |
Adoro i coniglietti.
Sono meravigliosi culetti saltellanti.
Volevo segnalare un nuovo romanzo scritto da Gamberetta, S.M.Q.
Lo sta pubblicando a puntate, capitolo dopo capitolo, su questo sito: silvia.gamberi.org.
E se avete bisogno di un motivo per iniziare la lettura…
«Ehi, ragazzina.»
Una voce. Rauca, severa.
[...]
Tra le ortiche e le felci è seduto un coniglietto. Il pelo è corto, di color grigio cenerino. Le lunghe orecchie ricadono flaccide. Il musino è quanto di più grazioso abbia mai visto, peccato che sia atteggiato in una smorfia di disapprovazione ▼
Un coniglietto ariete, severo, grigio e… parlante!
C’è forse bisogno di qualche altro motivo per iniziare a leggerlo?
^___^
Posted by Il Duca Carraronan on 07 ago 2009 | Tagged as: Libri, Steampunk
È uscito il primo capitolo di Leviathan, anteprima gratuita, sul sito dell’editore yankee. I primi due capitoli erano già stati pubblicati come bonus all’interno del libro “Bogus to Bubbly: An Insider’s Guide to the World of Uglies”, per cui non è una novità sconvolgente, ma quanto meno ora TUTTI possono leggerlo.
Non è un buon incipit. Non è brutto, ma non è nemmeno bello.
Non offende la vista, ma nemmeno trascina con forza nella lettura.
Dal punto di vista dello Steampunk è un “boh“, nel senso che l’ambientazione storica va anche bene, i riferimenti alla meccanica vanno bene (Otto Klopp, his master of mechaniks), i riferimenti allo zeppelin e alle walking machines vanno bene anche se sono “soltanto dei Diesel”[1], ma come livello di reale dettaglio è troppo scarso per attrarre un fanatico della divergenza tecnologica. Non è ottimizzato per gli amanti dello Steampunk. Non si vedono in azione le puttanate steam.
Troppo poco esplosivo e coinvolgente per un’opera che faceva della stramberia steampunk militare il suo cavallo di battaglia, tanto che la descrizione del libro nel sito dell’editore Simon and Schuster inizia proprio con:
It is the cusp of World War I, and all the European powers are arming up. The Austro-Hungarians and Germans have their Clankers, steam-driven iron machines loaded with guns and ammunition. The British Darwinists employ fabricated animals as their weaponry. Their Leviathan is a whale airship, and the most masterful beast in the British fleet.
E nell’incipit non c’è nemmeno un accenno a macchinari da guerra con efficienti motori a vapore (col condensatore e che brucino kerosene, per favore…). Scott poteva sforzarsi a mettere un Mech a Vapore invece dei cosi Diesel e basta. O magari avrebbe potuto fingere una vera e propria scena di battaglia, giusto una paginetta di stramberie rocambolesche con il Mech gigante che avanza distruggendo coi lanciafiamme la ridotta dell’artiglieria Darwinista e mentre assapora la vittoria tra i cadaveri fumanti un mostro zannuto di venti tonnellate gli si scaglia contro una gamba e lo butta a terra… per poi farci scoprire che era solo una fantasia di Alek che giocava coi soldatini.
Invece niente: non si è nemmeno sforzato di titillare le fantasie steam-strambe del pubblico. Che peccato.
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Anche il modo in cui è scritto non è perfetto. Non è scritto male, ma nemmeno bene. Andrebbe sistemato. In appena sette paginette striminzite non mancano nemmeno le informazioni inutili, in questo caso infodump veri e propri.
Faccio un esempio facile da capire:
It was always like this. To the servants he might be “the young archduke,” but nobles like Volger never let Alek forget his position. Thanks to his mother’s common blood, he wasn’t fit to inherit royal lands and titles. His father might be heir to an empire of fifty million souls, but Alek was heir to nothing.
Volger himself was only a wildcount—no farmlands to his name, just a bit of forest—but even he could feel superior to the son of a lady-in-waiting.
Non va bene perché senza un reale motivo e una reale necessità Alek pensa (ed essendoci abituato non dovrebbe pensarci così per esteso), alla questione del matrimonio del padre con una “inferiore”[2] e al fatto di non essere ancora in linea di successione dopo il padre.
Ok, questo è un dettaglio importante per la storia, ma lo si può ricordare DOPO, in un momento in cui queste riflessioni possano suonare NATURALI. Ora non è naturale che Alek pensi a quella che per lui è una colossale ovvietà (oltre al fatto che la costruzione della frase mi puzza troppo di “voce dal cielo” del narratore). Non è l’infodump peggiore del mondo, ma non è il modo giusto di fornire informazioni al lettore.
Scrivere è difficile, anche se i principi di scrittura sono di per sé semplici (si veda Strunk) e molte cose in teoria sembrino intuitive a leggerle sui manuali, ma un autore esperto come Westerfeld dovrebbe padroneggiare il modo di fornire le informazioni con naturalezza al lettore senza ricorrere a questi trucchetti degli “spunti di riflessione” che sono veramente da n00b (ah, guarda, il Conte è stato poco rispettoso e quindi Alek riflette sul matrimonio morganatico del padre! SIGH…).
Correzione semplice, senza farsi troppe seghe mentali sull’ottimizzazione del testo e lasciando la riflessione sui “nobili” (ma di preferenza io segherei tutto e basta):
It was always like this. To the servants he might be “the young archduke,” but nobles like Volger never let Alek forget his position.
Thanks to his mother’s common blood, he wasn’t fit to inherit royal lands and titles. His father might be heir to an empire of fifty million souls, but Alek was heir to nothing.
Volger himself was only a wildcount—no farmlands to his name, just a bit of forest—but even he could feel superior to the son of a lady-in-waiting.
Non è l’unico problema del testo. I lettori che hanno l’occhio un po’ allenato alla lettura consapevole dovrebbero poter individuare tutti gli altri problemi. Buon divertimento. ^__^
Ciò però non toglie che non sembra brutto come il tipico romanzo per Young Adults italiano: siamo anni luce dalla Strazzulla, dalla Licia di “Adhara” e della “Setta” e compagnia bella… e nonostante tutto non è ancora un incipit da BUONA narrativa.
Per chi è interessato c’è anche un capitolo due in anteprima, ma non è in PDF e non si vede l’illustrazione collegata. Qui almeno appare il Cyklop Stormwalker col cannone e le mitragliatrici, ma siamo già al capitolo due: non è più l’incipit.
Mi è piaciuto il riferimento ai motori Daimler: i più tonti autofobici potrebbero pensare “beh, ma è un produttore di motori inglese!”, ma in realtà c’è una seconda Daimler, quella fondata da Gottlieb Daimler (padre assieme a Otto del motore a quattro tempi del 1876), la Daimler-Motoren-Gesellschaft (1890-1926, poi Daimler-Benz fino al 1998 e ora dovrebbe chiamarsi Daimler AG). E il nome Daimler fa vibrare le mie corde di appassionato di Steampunk e Dieselpunk. ^_^
È un sollievo che il libro non sia del tutto illeggibile, ma non posso considerarmi soddisfatto. Il rischio puttanata colossale ci fa ancora “ciao” da dietro l’angolo, come prima. Speriamo bene…
Nota 2
Il matrimonio morganatico dell’Arciduca Francesco Ferdinando (nipote dell’Imperatore Francesco Giuseppe) era stato contratto con una nobildonna, Sophie Chotek von Chotkova, figlia quartogenita del Conte Bohuslaw Chotek von Chotkova und Wognin (famiglia di antica origine boema) e Duchessa di Hohenberg dal 1900. “Common blood” in questo contesto non penso che vada interpretato come “popolana” o “borghese”, ma solo come nobile di una Casa non regnante. Però non tornano molto le date, visto che si sposarono nel 1900 ed ebbero quattro figli (1901, 1902, 1904 e 1908, nessuno di nome Alek), mentre qui sembra che si siano sposati prima visto che Alek ha quasi 16 anni nel 1914. Cambiamento accettabile. Non mi torna comunque il motivo per cui un Conte dovrebbe disprezzare il figlio di una Contessa e Duchessa: forse in questo libro la moglie di Franz è ancora più “inferiore”? Forse è davvero una borghese e non Sophie?
Forse l’idea che perfino la figlia di un Conte possa essere “troppo poco” per la Nobile Casa degli Asburgo (Difensori della Fede e salvatori dell’Europa contro le orde mostruose dei pedofili maomettani) potrebbe risultare incomprensibile ai giovani americani, drogati di stronzate democratiche e musica negra, per cui Westerfeld ha ben pensato di fare in modo che fosse una borghese. Boh.
Comunque andrebbe bene lo stesso. Storicamente non mancarono matrimoni tra regnanti e borghesi: Vittorio Emanuale II dopo la morte di Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena sposò Rosa Vercellana, di origine contadina, che fu sempre detestata e isolata dai nobili italiani (e a cui venne proibita la sepoltura nel Pantheon non essendo mai stata “Regina”, ma solo moglie del Re). Torna su.
Posted by Il Duca Carraronan on 05 ago 2009 | Tagged as: Conigli, Giochi, Videogiochi
DOOM (1993) è stato uno dei videogiochi che ha segnato la storia degli sparatutto. Non fu il primo FPS, ma fu uno dei più importanti per l’affermazione di questo “nuovo genere” anche grazie alla possibilità di modificare i mostri in gioco (mettendo ad esempio la faccia dei propri professori creando nuovi file WAD) e di inventare i propri livelli nonché al carisma intrinseco dell’accoppiata “marine vs demoni”, ottenne un successo di pubblico perfino maggiore di Wolfenstein 3D (1992). Nel 1997 era stato stimato che almeno 15 milioni di persone avevano perlomeno giocato alla versione shareware (comprendente un episodio su tre di DOOM).
Queste sono le solite cose note.
E sono le meno interessanti.
Quello che magari non tutti sanno, anche perché tanti magari hanno giocato a DOOM 2 e non al primo DOOM, è la profonda motivazione psicologica che porta il Doomguy ad agire. E questa motivazione, così ricca, profonda e assieme profetica, è ciò che mi interessa.
Alla fine di DOOM il giocatore si trova di fronte a questa schermata: la testa di un coniglio mozzata e infissa su un bastone. E uno pensa “uh, cioè, boh? Tipo, figo, un coniglio tra i demoni, cioè, forte!”.
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Giocando però l’espansione Ultimate Doom, comprendente un nuovo episodio e zero fantasia (stesse armi, stessi mostri, mappe meno belle di quelle prodotte dai fan e perfino lo Spider Mastermind DI NUOVO come boss finale!), è possibile capire chi era quel coniglio.
Alla fine del gioco tutto viene svelato con due schermate che sono PURA ARTE.
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Besides, someone was gonna pay for what happened to Daisy, your pet rabbit.
Questa è pura ARTE.
Il Marine di Doom affronta orde di demoni e di zombie e VINCE non solo per sopravvivere, ma per vendicare il suo coniglietto barbaramente ucciso dall’orda infernale! E anche se il coniglio è stato vendicato, l’ira del Doomguy (degna di quella di Achille dopo la morte del suo coniglietto domestico dell’amico Patroclo) non è placata perché anche i demoni che hanno invaso la Terra devono pagare per Daisy!
Tutto questo pensato più di dieci anni fa, quando ancora il coniglio non era diffuso come animale domestico quanto lo è ora: è qualcosa di profetico del rapporto strettissimo che può svilupparsi tra un uomo e il suo coniglio!
È geniale.
Ok, è vero, il coniglio nell’episodio tre (Inferno) probabilmente è stato solo un dettaglio buffo messo così per sport e quindi l’aggiunta del nome e della vendetta nell’episodio quattro (Thy Flesh Consumed) è quasi sicuramente un caso di continuità retroattiva (retcon)…
…ma secondo me è una delle motivazioni più intelligenti che potessero trovare:
“Bastardi, avete ucciso il mio coniglietto! Vi ammazzo tutti!”
E anche se certi stolti hanno scritto…
The episode’s plot is deliberately absurd, and takes place immediately after Doom and just before Doom II. The bunny seen impaled on the stake was the marine’s pet “Daisy”, and the player must take revenge for its death.
…per chi conosce l’argomento, per chi ha guardato nel pozzo dell’ano di un coniglio fino a divenire egli stesso un ano di coniglio, tutta questa è Pura Arte.
Se date uno sguardo alla narrativa fantasy, prodotta in Italia o all’estero, vedrete che in molti casi le motivazioni che giustificano l’agire dei protagonisti sono meno credibili di questa. ^__^
E per concludere il video di Feivel, il coniglietto che fa beatboxing.
Non è un montaggio audio-video falsificato, uomini di poca fede! Starnutisce per colpa della febbre da fieno! ^__^
Posted by Il Duca Carraronan on 01 ago 2009 | Tagged as: Libri, Mech e Robot, Novità sul Sito, Steampunk
Breve aggiornamento dopo la trollata su Dante. Però quel post ci stava bene: non li sopportavo più i coglioni che citavano Dante a caso, fuori contesto e pure male. ^_^
Prima di tutto Leviathan. Le possibilità che si riveli una cazzata abissale sono enormi, ma io ho la speranza che sia una Light Novel di qualità (si può dire Light Novel in questo caso, visto che ha tante illustrazioni, più ancora delle LN giapponesi?) e che un eventuale successo in Italia possa favorire il mercato Steampunk che, come si è visto, è in espansione: la domanda è solo “quando sarà il vero BOOM?” Tra due anni? Tre? Cinque? Mai, perché Gesù Onofago avrà pietà di noi? ^_^
Comunque, godiamoci la nuova illustrazione. Vi ricordo che in totale ce ne saranno ben 50 nel libro. Il “dirigibile” che intravediamo dovrebbe essere il Leviathan. Carini pure i mostrielefante che trainano carri corazzati.
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In futuro farò vari piccoli aggiornamenti a tema Steampunk per segnalare immagini, giochi, cose curiose varie che possono interessare chi si avvicina al genere. E anche cosette SteamFantasy per gli appassionati del mix steampunk fantasy, pure lui in espansione: il passato ci regala alcuni GdR utili per definire bene i possibili confini in cui collocare l’etichetta “steamfantasy” (ovvero come gestire il bilanciamento Steampunk-Fantasy senza che uno soffochi l’altro).
Credo che lo stimolo continuo, le suggestioni grafiche, siano molto più importanti che non un singolo articolo sull’evoluzione dello Steampunk in generale (ma prima o poi ci sarà anche quello).
Gli articoli sulle armi/armature proseguiranno. Ho finalmente trovato un video decente sui fucili ad ago, quindi ho risolto il problema più grosso per quell’articolo: ora potrò completarlo e confidare che il lettore capirà bene tutto, in particolare riguardo il funzionamento delle munizioni del fucile Dreyse.
Sono passati due mesi dall’articolo sulla mitragliatrice a vapore di Perkins: mi pare il caso di pubblicare qualcosa di nuovo in tempi brevi. ^_^
Pubblicherò anche gli arretrati della rubrica Chiedilo al Duca: le domande negli scorsi mesi non sono mancate, è solo che dopo le risposte in privato (sempre fornite) non ho fatto gli articoli per il pubblico. Provvederò, visto che alcune richieste potrebbero risultare interessanti per i miei lettori.
In linea generale ci saranno post su quello che mi pare.
Avete visto negli ultimi due mesi che ho iniziato a postare quello che mi gira: conigli, steampunk, deliri vari. Dato che mi rivolgo a un pubblico che ha gusti simili ai miei, parto dal presupposto che più o meno tutto quello che mi attizza di più potrebbe attizzare anche qualche mio lettore e quindi val la pena parlarne… di conseguenza non mancheranno un pochino di anime ed hentai (pornofantasy però, mica semplici zozzerie!), ma poca roba.
In sintesi abbiate pazienza: sono un vecchio sporcaccione, ma non trasformerò Baionette Librarie in un sito (del tutto) porno. ^_^
E ora chiudiamo il breve aggiornamento con il tirannosauro a vapore. Questo è un buon esempio degli stimoli steampunk che mi piacerebbe postare in futuro. E le bestie meccaniche sono una cosa che mi ha sempre attizzato (meglio se biomeccaniche o anche in stile golem a vapore).
Pubblicità della catena di elettronica Saturn nella lingua dei nazisti
| Versione extended per i cinema, con ancora più sTeam-rex |