novembre 2012
Archivio del Mese

Archivio del Mese
Posted by Il Duca di Baionette on 30 nov 2012 | Tagged as: Conigli, Notizie Varie
E mentre i giornali italiani, dopo aver atteso qualche giorno, danno la notizia che forse su Marte sono state trovate tracce organiche compatibili con l’esistenza presente o passata di vita, ma lo si saprà solo quando le analisi saranno state completate e comunque Charles Elachi precisa che il robottino “non è dotato di strumenti per trovare tracce biologiche“, per cui nelle migliore delle ipotesi si potrà dire con CERTEZZA solo che c’è la “possibilità che nel passato Marte abbia ospitato forme di vita ma [i dati] non possono in nessun modo confermare questa tesi“, lasciando in concreto la questione della vita allo stesso punto di prima…
[Riprendo fiato e stringo la mano a Clausewitz]
…anche i conigli hanno una notizia importante, che già stava trepelando da giorni. Riporto quanto scritto dall’agenzia:
La comunità dei conigli freme. Da giorni si rincorrono voci presso la NASINO: “Scoperta epocale. Trovate tracce di pensiero nella mente umana.” Il gran coniglio precisa: “Non abbiamo ancora prove certe, ci vorranno alcune settimane per analizzare meglio i risultati.” E frena gli entusiasmi “Non è detto che rappresentino del pensiero intelligente, sono solo i precursori dello stesso.”
Volendo ci sarebbe qualcosa da dire contro il modo in cui certi dati, legittimi e interessanti, raccolti nei vari ambiti scientifici vengano gonfiati dal giornalismo per creare un mega-Hype “da notiziona” allo scopo poi, quando si rivelano semplicemente gli interessanti dati che erano (e non qualche miracolosa scoperta epocale), diffondere la progettata delusione collettiva allo scopo di alimentare la sfiducia anti-scientifica su quegli investimenti che, secondo la narrazione desiderata, “non cavano mai un ragno dal buco, soldi buttati ai dottoroni laureati, quando la gente non ha nemmeno di che vestirsi”.
D’altronde il motto di chi viene dal mondo delle lettere, sempre più postmodernisti e sempre più infastiditi da chi si occupa di questioni concrete e fatti reali (non “narrazioni” inventate, solo realtà condivisa e analizzabile), avendo loro rinunciato a qualsiasi legame tra il ritenersi intellettuali e l’intelletto, pare ormai essere un vigoroso non possumus degno di un prete del 1880. Ma di questo avevamo già parlato qui.
Mancava da tempo un post concepito per avere solo video di coniglietti cuccioli. Ultimamente mi capitava di pensare prima all’argomento con cui scegliere i video, invece che badare alla pucciograziosità dei coniglini piccini, per cui troppo spesso ne mettevo adulti. Fino a ieri pensavo di mostrare dei conigli che fanno il bagno, ma folgorato sulla via per Seriate mi è giunta la rivelazione: coniglini graziosini pelosini.
Fonti:
http://www.youtube.com/watch?v=jvT96xAxPk8
http://www.youtube.com/watch?v=J-FEBKgIA1c
Posted by Il Duca di Baionette on 23 nov 2012 | Tagged as: Conigli
Dopo i conigli che mangiano la frutta, oggi i conigli che si interessano di birra. È curioso che siano interessati anche dalla birra e la gradiscano, considerando l’amaricante del luppolo, ma in fondo gradiscono anche l’acido del pomodoro sulla pizza e il sapore della pancetta cotta. Sto ancora cercando video in cui bevano vini dolci, non so, un Sangue di Giuda, o magari anche un bel passito, tipo lo Zibibbo.
Quante di voi sognano, o lo hanno già fatto, di attaccare una tettarella alla Bonarda amabile frizzante e allattarci un coniglietto? Con tutte le signorine per bene che leggono Baionette, non è possibile che nessuna bevendo il Rosolio non ne abbia mai dato un goccio a un coniglietto!
COMPAGNI!
Qui, da oggi,
va coniugata la dialettica della qualità italiana
con la necessità storica del comunismo!COMPAGNI!
Nuova parola d’ordine:![]()
Fonti:
http://www.youtube.com/watch?v=b9nXAzZlZ0s
http://www.youtube.com/watch?v=akBGst47E2g
http://www.youtube.com/watch?v=bluRvjc94zA
http://www.youtube.com/watch?v=lEa5SEG_ejw
Posted by Il Duca di Baionette on 19 nov 2012 | Tagged as: For The Lulz, Razzismo/Stereotipi, Storia Militare
Un articoletto leggero, fondamentalmente 4 teh lulz, giusto per mostrare qualche foto.
Questa è una foto scattata in Grecia, nel 1943:
|
No, non è un prigioniero.
Non avrebbe molto da ridere, se lo fosse. È un soldato volontario, un membro della Libera Legione Araba formata da stranieri intenzionati ad appoggiare l’esercito tedesco nella sua guerra in Africa e in Grecia. Quindi non la Legione Araba filo-britannica. Sembra strano vedere un negro nazista, probabilmente ben integrato tra i suoi camerati, che sorride. All’epoca a essere negro c’era da sorridere poco in qualsiasi posto!
Nulla di strano, a pensarci.
È che viene così naturale pensare ai negri quando si pensa alla minoranza classica da perseguitare che sembra ovvio che i nazisti li odiassero… ma perché avrebbero dovuto? E infatti il nazismo fu ambiguo coi negri. È vero, dal punto di vista tedesco e quindi ariano, il negro è inferiore. Però Hitler era già un po’ postmodernista di suo (e xenofobicamente democratico) per cui la regola di quale sia la razza superiore in realtà va applicata da ogni razza contro le altre. L’amore di Hitler per il darwinismo sociale lo portò anche a mantenere apposta la competizione tra i suoi generali, con effetti devastanti: essere un romantico idealista, come Hitler, non funziona molto.
|
Comunque, stringendo la deriva sul romantico idealismo hitleriano, gli Arabi non ebbero grossi problemi ad aderire al nazismo quando Hitler lo diffuse per incitarli alla rivolta contro i britannici (bastava cambiare ariano con arabo), tant’è che nonostante il poco fruttuoso colpo di stato del 1941 e la successiva sconfitta tedesca, proseguirono l’opera ideologica del nazismo dal 1947 con il partito Ba’th, con risultati straordinari in Siria (paese che accolse e protesse tanti membri delle SS ed è tuttora zeppo di vecchi Stg44), paese che rimase fondamentalmente laico grazie all’ideologia del nazismo a soppiantare quella dell’islamismo. Molti punti in comune tra le due, ma con la prima c’è un (bel) po’ di laicità che male non fa. In fondo dopo 60 anni abbiamo ben visto che i nazisti facevano schifo, ma i vincitori dopo non è che siano stati meglio nel forgiare il mondo a loro immagine e somiglianza (e spesso con ben meno dignità non avendo dei profondi ideali da seguire, seppure crudeli dal nostro punto di vista filo-americano).
Torniamo ai negri.
Essere negro in Germania comportava il tipico livello di fastidio, di scarsa integrazione, presente negli altri paesi occidentali. Probabilmente meno che in Francia, paese colonialista abituato a disprezzare i negri (e a odiare gli ebrei… chissà quanto rode in cuor loro ai francesi di non aver causato loro l’Olocausto, eh? Lasciare l’onore a quegli antisemiti della seconda ora dei tedeschi). E forse anche meno che in Italia, visto che a noi degli ebrei fregava relativamente poco mentre i negri eravamo abituati a disprezzarli da decenni (grazie alle colonie).
Però non erano perseguitati appositamente. O non era la norma: erano solo cittadini di serie B. I matrimoni misti ovviamente erano visti malissimo (e divennero illegali) e chi era già figlio di una coppia mista quando arrivò il nazismo non ebbe una vita facilissima. Una cosa è fare il negro purosangue, un’altra è mischiarsi. D’altronde Hitler aveva scritto nel Mein Kampf che “gli ebrei hanno portato i negri nella Renania con il chiaro intento di rovinare l’odiata razza ariana con la risultante bastardizzazione”. Pare che ci furono anche casi di sterilizzazioni forzate di negri. Insomma, meglio essere bianco che negro però non c’era proprio paragone tra essere negro ed essere ebreo (o gay o zingaro).
|
E come detto questo è ovvio.
Non si odia ciò che non si conosce. La solita idiozia del “la conoscenza porta la tolleranza” è ovviamente un’idiozia. È proprio l’incontrarsi, il convivere, anche solo a livello delle narrazioni montate dai pubblicisti (il negro come macchietta, come icona di inciviltà), che porta il disprezzo bonario o perfino l’odio.
Non si odiano gli zingari se non li hai mai visti né sentiti, inizi a odiarli quando a Cosenza ti rubano l’auto e scopri dai vigili che funziona così: devi andare dal capo degli zingari e chiedere aiuto, loro per una cifra modesta (qualche centinaio di euro) ti aiutano a ritrovare in che strada l’hai parcheggiata per sbaglio e poi te la sei dimenticata. A quel punto magari passi da fare la fiaccolate in difesa dei rom a quelle con i neonazisti per incendiargli i campi.
Non odi i negri se sai a malapena che esistono: li odi quando masse di disoccupati e banditelli, che potevano benissimo essere bianchi e invece sono negri, si spostano nel tuo quartiere e in pochi anni casa tua perde 4/5 del valore, tutti i vicini con i soldi scappano e le strade diventano una fogna (il background del film American History X).
Per questo disprezzo molto di più gli italiani bianchi rispetto ai negri di qualsiasi nazionalità. Gli unici negri che ho conosciuto erano/sono miei amici. Brave persone. Di bianchi coglioni ne trovo a pacchi (senza doverli nemmeno cercare). Ovviamente un po’ di disprezzo lo riservo a tutti perché non mi piace discriminare troppo. Il Duca è severo, ma ingiusto.
|
| Ascaro tedesco, 1919. Con “goggles” per un tocco Steampunk. I soldati negri, rispettati e ben guidati dagli ufficiali tedeschi, si comportarono in modo eccellente soprattutto in Africa Orientale. |
In Germania c’erano poche migliaia di negri.
Le colonie erano durate poco e comunque erano state perse dal 1919 (in realtà completamente isolati dal 1914, come se non ci fossero). Perché mai il nazismo doveva preoccuparsi dei negri? Diverso il caso coi negri non tedeschi: i soldati negri francesi delle truppe coloniali era molto più facile che venissero massacrati, invece che presi come prigionieri, rispetto ai bianchi/arabi. D’altronde in Francia bisogna fare come i francesi no? Seguendo le idee di Sant’Ambrogio e Sant’Agostino, “quando si è a Roma, si fa come i romani”. Sarebbe stata estrema maleducazione non considerare i negri come subumani da disprezzare!
Sant’Agostino, dalla Lettera 54
Credo d’averlo raccontato già una volta : però voglio ricordarlo ancora adesso. Mia madre, la quale m’aveva seguito a Milano, trovò che quella Chiesa il sabato non digiunava; aveva quindi cominciato a turbarsi ed era in ansia non sapendo che cosa avrebbe dovuto fare: allora io non mi curavo di tali cose, ma, per far piacere a lei, consultai su ciò l’incomparabile Ambrogio di santa memoria ed egli mi rispose che non poteva insegnarmi nient’altro che quant’egli stesso faceva, poiché se avesse conosciuto una norma migliore, l’avrebbe osservata di preferenza. Io pensavo che senza darmene la ragione egli mi avesse voluto esortare con la sua sola autorità a non digiunare il sabato, ma egli aggiunse dicendomi: “Quando vado a Roma, digiuno il sabato; ma quando sono qui, non digiuno. Così tu pure, osserva l’uso della Chiesa ove ti capiterà d’andare, se non vuoi essere di scandalo ad alcuno né riceverlo da altri”. Avendo io riferito ciò a mia madre, essa abbracciò quella regola. Quanto poi a me, pensando spesso a quel parere, l’ho sempre ritenuto come se l’avessi ricevuto da un oracolo celeste. Ho sentito spesso con dolore e pena che si generano nei deboli molti turbamenti per la cocciutaggine nel litigare o per la superstiziosa timidezza di qualcuno dei nostri fratelli: litigano per questioni di tal genere che non possono arrivare a nessuna determinata soluzione né basandosi sull’autorità della Sacra Scrittura né sulla Tradizione della Chiesa universale né sull’utilità di rendere più santa la vita. Alla base delle loro opinioni c’è solo un’argomentazione qualunque soggettiva o l’usanza che si osserva nella propria patria o perché uno ha visto l’usanza in qualunque altro luogo e si crede d’esser diventato tanto più istruito quanto più s’è allontanato dai suoi col viaggiare; così sollevano questioni dibattute con tanto attaccamento alle proprie opinioni, che non ritengono giusto se non quel che fanno essi.
E così vari negri tedeschi finirono per servire, arruolati di leva o come volontari, sia nell’esercito che nelle SS. Pure nella Gioventù Hitleriana (al fianco di Ratzinger?). Nazisti negri. Perché se uno è volontario nelle SS non venitemi a dire che è lì perché lo costringono e che no, lui è un bravo liberale democratico abbraccia-alberi-amico-degli-ebrei! Giusto per ricordare che la realtà è più sfaccettata, complicata e fantasiosa della fantasia e magari qualche fesso, vedendo un nazista negro in un romanzo, potrebbe pensare che l’autore sia un cretino: di sicuro un cretino c’è, ma non l’autore.
Tranne Sven Hassel: lui è cretino anche se Albert Mumbuto era negro. Perché sì.
E dal 21 settembre 2012 è pure morto. Un po’ mi dispiace perché ci sono sono autori molto peggiori in giro, a camionate, e così la tacchetta della media qualitativa degli autori in vita è scesa di una frazione. I suoi libri li avevo letti volentieri quando facevo il primo e il secondo anno del liceo.
Ovviamente lo scopo del post era dare del cretino a Sven Hassel.
E ricordare a DagoRed che è morto. Tié: terun va a mangià il sapun!
Gustav Sabac el Cher
Aggiunta del 19-11-2012, ore 14:00
Mi stavo dimenticando di un dettaglio e di un’altra bella foto. Avete visto il quadro con il soldato negro che abbraccia la ragazza biondo-rossiccia? È opera di Emil Doerstling (1859-1940) e si intitola Preußisches Liebesglück (Felice amore prussiano, credo, del 1890). Pensate che sia una licenza artistica, un’invenzione, magari a scopo xenofobo contro i matrimoni misti?
Non proprio. I due personaggi non sono inventati: secondo lo storico dell’arte Gorch Pieken il soldato è Gustav Sabac el Cher e la ragazza è la sua fidanzata (e poi moglie) Gertrud Perlig. Quando ancora negli USA, che si credono tanto civili, i matrimoni misti erano un’oscenità e i negri cittadini di second’ordine, nella Germania Imperiale dominata dall’ideologia del Suum Cuique, l’identità era prima di tutto culturale e nazionale, legata alle “presunte” peculiarità tedesche nella vita domestica (si veda il bel Sweeping the German Nation – Domesticity and National Identity in Germany, 1870–1945). Solo secondariamente era etnica.
Un negro tedesco poteva essere un buon tedesco, come il più bianco dei bavaresi. E fare carriera anche nell’esercito. Non dico che essere negro fosse come essere bianco, ma il razzismo violento che dominava la cultura francese e statunitense non era presente nella Germania Imperiale. Ricordiamo che la Germania Imperiale era anche stata in grado di integrare perfettamente gli ebrei, molto più numerosi dei negri, al punto da farne sentire tanti prima di tutto tedeschi e solo dopo ebrei (come è giusto che sia per chiunque nella propria nazione).
|
| August Albrecht Sabac el Cher, in abiti “orientali”. |
Gustav Sabac el Cher (1868-1934) era figlio di August Sabac el Cher (1836-1885). August venne regalato all’età di sette anni dal Vicerè Ottomano d’Egitto al principe Alberto di Prussia (1809-1872), in visita al Cairo. Ricevette il cognome di Sabac el Cher perché sapeva dire solo quello in arabo: “buongiorno”.
Il principe se ne prese cura (all’epoca regalare agli europei bambini negri non era strano, per gli Ottomani) e lo fece diventare un valletto della sua corte. Fu assistente di Alberto nel quartier generale durante la guerra del 1864 e fu in prima linea, in fanteria, durante la battaglia di Sadowa del 1866. Partecipò a tutte le guerre di unificazione tedesca. Quando il padrone morì, venne mantenuto in servizio nella casa del figlio, principe Alberto pure lui (reggente del Ducato di Brunswick dal 1885 al 1906). Nel 1876 August aveva ormai un reddito annuo di 600 Marchi d’oro, più molti altri bonus, ed era responsabile di argenterie, porcellane ecc… ruoli tipici, appunto, di un maggiordomo. Si ritirò dal servizio nel 1882, per motivi di salute. Era naturalizzato tedesco, un cittadino con pieni diritti come se fosse nato prussiano, e nel 1867 aveva sposato Anna Maria Jung.
|
| Gustav Sabac el Cher nel 1908. |
La carriera del figlio Gustav, seppure molto meno ricca di avvenimenti di quella del padre, fu comunque un’onesta carriera. Suonava il violino da quando aveva otto anni e a diciassette divenne musicista nell’esercito tedesco. Nel 1893 venne inviato all’Accademia Reale di Musica e nel 1895 già dirigeva la banda del Primo Reggimento Granatieri a Königsberg. Mica poco. Divenne una celebrità, spesso citato nel giornali, e arrangiò varie ouverture di Mozart per farne marce militari. Nel 1909 lasciò l’esercito e iniziò a lavorare come direttore di banda presso varie città. Secondo questo articolo fu anche un nazionalista di destra e appoggiò il nazismo. Quando morì nel 1934, la moglie ricevette un telegramma di condoglianze dall’Imperatore Guglielmo II, in esilio in Olanda.
Posted by Il Duca di Baionette on 17 nov 2012 | Tagged as: Ebook, Editoria, Stupidità
Riporto un post di Ciccio Rigoli, libraio di UltimaBooks.it, dedicato a certi grandi editori italiani che producono eBook graficamente disastrati, a malapena leggibili per i problemi di formattazione oppure densi di errori di OCR, e poi si permettono pure di rispondere ai clienti che per 3,99 euro uno non può aspettarsi troppo!
Quando scopriranno che gli Urania cartacei costano 4,90 euro (e hanno dietro tutti i costi degli invenduti, della distribuzione via camion, della stampa ecc…) inizieranno a sabortarli perché sono fatti troppo bene rispetto agli hardcover da 19 euro?
Cari editori, non fateli proprio gli ebook
Ovviamente il titolo è provocatorio, anche perché altrimenti mi ritroverei disoccupato, ma nasce da due situazioni venute fuori proprio ieri e che mi hanno fatto molto riflettere. Una riguarda direttamente Ultima Books, l’altra riguarda gli ebook in generale, ma entrambi parlano della stessa cosa: la sciatteria nella tipografia degli ebook.
Primo episodio, non collagato a Ultima Books. Mercoledì sul blog La narrativa in biblioteca compare un post sul libro L’inverno del nostro scontento di John Steinbeck, recentemente messo in promozione per un solo giorno. Denise, la proprietaria del blog, l’ha acquistato e, trovandolo illeggibile, scrive una lettera aperta a Elisabetta Sgarbi, direttrice editoriale della casa editrice Bompiani. Salta fuori che l’ebook è una [pessima] scansione del libro cartaceo, ingiustificabile soprattutto per una casa editrice così grande e rinomata come Bompiani. Anche per questo noi librai abbiamo deciso di toglierlo dai consigli del mese, giudicandolo indegno. Non possiamo toglierlo dalla vendita, ma eviteremo accuratamente di pubblicizzarlo d’ora in poi. Ci scusiamo se non ce n’eravamo accorti prima, ma l’avevamo letto tempo fa in cartaceo, per questo eravamo molto contenti ci fosse anche la versione digitale.
Secondo episodio: un ebook di [FAMOSA CASA EDITRICE] a €3,99 acquistato da un nostro lettore presenta moltissimi refusi. Anche in questo caso chiediamo spiegazioni alla casa editrice che risponde (cito senza modificare nulla, grassetti miei):
Ciao, il testo non può essere per ora migliorato in tempi brevi, in quanto andrebbe scansionato da cartaceo e passato da una correzione di bozze; ci sono quindi due possibilità:
- il cliente viene rimborsato (che comunque per quella cifra non si può aspettare troppo… anche se naturalmente tentiamo sempre di fare il meglio).
- allo stesso prezzo, ma non dipende da noi, potrebbe acquistare il titolo [TESTO ALTERNATIVO], che però, a differenza di questo, non ha anche [RACCONTO INSERITO NELLO STESSO LIBRO] e non ha il testo in lingua originale (è solo in italiano).Non aggiungo altro. Ovviamente a quella cifra non ci si può aspettare troppo.
Noi proviamo da tempo a migliorare la situazione, ne abbiamo già parlato e continuiamo a parlarne anche attraverso la sezione La brutta tipografia sul nostro forum, dove bisogna dire che alcuni editori partecipano e traggono beneficio dai suggerimenti di chi ha comprato un libro ma non ha trovato adeguata cura nella composizione.
Faccio a questo punto una proposta: cari editori, se fate libri che non comprereste o del quale anche voi vi lamentereste, non li fate proprio, sentite a me. Lasciate stare. Come diceva il maestro Miyagi in Karate Kid, “Se impari karate va bene, se non impari karate va bene, se lo impari così così finisci schiacciato come acino d’uva“. Ecco, imparate dal maestro Miyagi. Se fate gli ebook come si deve va bene, se non li fate proprio va bene lo stesso, se li fate così così fate del male a voi stessi che perdete credibilità, a chi ha comprato il libro che si sente derubato, a chi lo vende perché deve giustificare colpe non sue.
E non solo gli eBook. Anche certi cartacei vengono prodotti come gli eBook, scansionando in malo modo un’edizione precedente e poi vendendola come nuova edizione. Senza revisioni. Anche se è un cartaceo e non il disprezzatissimo (da certi editori) eBook. Perché trattare i cartacei come pessimi eBook? E chi lo sa! Forse non lo sa nemmeno Elisabetta Sgarbi, che se fa il suo lavoro come lo fanno di norma i dirigenti italiani non ha neppure la più vaga idea di cose succeda sotto di lei. Perché sì, perché è Fantasy Editoria.
Riporto da La narrativa in biblioteca:
Gentile Elisabetta Sgarbi,
qualche giorno fa ho acquistato un e-book della Bompiani, la casa editrice da lei diretta: John Steinbeck, L’inverno del nostro scontento. Un grande autore, la traduzione di Luciano Bianciardi, una casa editrice prestigiosa, pensavo di andare sul sicuro.
E invece un disastro. Nel solo primo capitolo almeno cinque refusi. Difficile imputarli all’e-book, avevo già letto la pessima versione elettronica di Storia della mia gente di Nesi con salti di righe, paragrafi non allineati, punteggiatura ballerina.
In questo caso si tratta di accenti (cercò invece di cerco, li invece di lì), parole incomprensibili (Fiu invece di Più, sfamo invece di siamo) un misterioso ri. chiuse.
Insomma sono andata a vedere l’edizione cartacea (Tascabili Bompiani 2011) dove ho ritrovato esattamente gli stessi errori.
A questo punto (i bibliotecari son tipi pignolini) negli scaffali di casa mia ho trovato una bella edizione Oscar Mondadori di mio marito (che ovviamente se la ride). Senza errori ma con alcune particolarità: quello che nel 2011 è un cercò accentato nel 1966 era un cerco con la o con una sbavatura tipografica, il misterioso ri. chiuse deriva da un richiuse con la lineetta dopo la prima sillaba che segnala l’andare a capo.
Mi pare evidente che l’edizione Bompiani sia stata creata, e creata malamente, scansionando una precedente edizione Mondadori, io non so se sia una pratica diffusa, so solo che in questo modo si offendono Steinbeck, Bianciardi, e tutti i lettori che come me hanno acquistato il libro.
Bello dare i soldi agli editori in cambio della qualità garantita?
I pirati sfornano gran parte degli eBook scannerizzando i libri cartacei, ottenendo di norma risultati con un numero di errori non superiore alle edizioni cartace ben fatte, GRATIS, a ritmo non certo blando nonostante sia solo un hobby, mentre i grandi editori che lo fanno per lavoro e che in teoria hanno i file per l’invio in stampa di quei libri (che magari tutt’ora ristampano), si riducono a farli scannerizzare dal cartaceo come se li stessero piratando e a vendere quel che esce, convertito in ePub con Calibre magari, senza revisionarlo. Se fossero pirati sarebbero già stati insultati in malo modo e cacciati da DDUniverse per il pessimo livello delle release, dicendo loro chiaro e tondo di lasciar fare chi gli eBook li sa piratare per davvero.
Sul forum di Simplicissimus e in altri siti avevo letto di tutto, anche di eBook italiani con il titolo e il numero di pagina riprodotto ogni tot righe, frutto magari di una scannerizzazione e successivo OCR fregandosene di cosa ci fosse sull’edizione cartacea. O di un PDF per la stampa macinato in malo modo da Calibre, appunto come quelli che uno converte in ePub alla bruttodio perché tanto sono per uso personale e si ha fretta di leggere. Con la differenza che uno certi aborti poi ha vergogna anche solo a passarli agli amici, altro che metterli in vendita ad appena 3,99 euro!
Nel caso stia leggendo un imbecille qualche importante editore che si crede filtro editoriale e regia culturale: “appena” era ironico. ^_^
Se avessi fiducia nell’intelletto degli editori e nella loro capacità di ragionare direi “Scusate, ma questo è un modo stupido di boicottare il digitale, piuttosto non fate gli eBook”, immaginando un piano apposito per far provare schifo ai lettori verso il digitale e rimandarli al buon, vecchio cartaceo.
Però io un po’ gli editori li conosco e so che in gran parte calzano a perfezione nella definizione di Stupidità data da Cipolla, più spesso per menefreghismo e faciloneria all’italiana che non per vera cattiveria sadomasochista, per cui mettiamoci il cuore in pace: non c’è nessun piano diabolico contro gli eBook, non in queste piccole cose, è che davvero sono troppo scemi per pensare ai dettagli del lavoro che fanno.
![]() Anche se è inventato, suona credibile e sensato. |
Una persona è stupida se causa un danno a un’altra persona o ad un gruppo di persone senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo un danno.
(Carlo Cipolla)
Posted by Il Duca di Baionette on 16 nov 2012 | Tagged as: Conigli
I coniglietti sono tanto dolcini, ma come fanno a nutrire la loro dolcezza se non nutrendosi di cibi dolci ricchi di zuccheri semplici? A parte gongolando delle sofferenze umane, intendo. In previsione di un futuro post per signorine dedicato al corretto comportamento con i coniglietti e alla loro educazione (forse fin troppo in anticipo: non so proprio se riuscirò a farlo per fine anno), oggi solo video di coniglietti che mangiano cose dolci: una fragola, una ciliegia giallina a pezzetti (forse un durone giallo?), un po’ di mela e… una gelatina dal gusto non meglio identificato (su YouTube dice solo che è specifica per conigli e criceti), ma quel batuffolino nero è troppo bellino per non metterlo! ^_^
Fonti:
http://www.youtube.com/watch?v=39HcQS1LwNg
http://www.youtube.com/watch?v=Wq35r0y3amk
http://www.youtube.com/watch?v=yuM12Mem32Q
http://www.youtube.com/watch?v=sBwjhYdZWmg