Archivio per la Categoria 'Rabbit Weird'

  1. [Favola] Il Desiderio di Batuffolo by Il Duca di Baionette
  2. Apocalypse Meow - Cat Shit One: anche i conigli fanno la guerra! by Il Duca di Baionette
  3. Posso essere il coniglietto pasquale? by Il Duca di Baionette
  4. Buon Quattro Quattro a tutti by Il Duca di Baionette
  5. DUST BUNNIES e il nuovo romanzo di Gamberetta, S.M.Q. by Il Duca di Baionette
  6. Seconda immagine da Leviathan e il Coniglio Steampunk by Il Duca di Baionette
  7. Filmato Rabbit Weird: "Bunnies in Space" by Il Duca di Baionette
  8. Peter coniglio controcarro by Il Duca di Baionette

[Favola] Il Desiderio di Batuffolo

Scritto da il 07 set 2011 | Categorie: Conigli, Fantasy, Fatine, Favole del Duca, Rabbit Weird

Ho deciso di pubblicare sul blog questa favola. Parla di un coniglietto che sogna di essere come gli altri coniglietti. Una favola pensata per i bambini, ma che strizza l’occhio agli adulti.

Il Desiderio di Batuffolo


C’era una volta un coniglietto di nome Batuffolo, era tutto grigio, con macchie chiare e scure. Viveva in una grande città di cemento, fuliggine e asfalto. Era un coniglietto molto povero e spesso non mangiava per due o tre giorni perché gli altri coniglietti, più robusti, lo scacciavano dal cassonetto e si spartivano gli avanzi tra loro.
Talvolta Batuffolo si avvicinava ai coniglietti della sua età per unirsi ai loro giochi, ma quelli, con la pancia piena e il pelo bianco, lo scacciavano: «Torna al tuo paese, sorcio!»

Allora Batuffolo si intrufolava nelle fessure e nelle tubature, dove i coniglietti più grassi non potevano infilarsi. Mangiava i rifiuti che gli altri coniglietti non potevano raggiungere, gli scarti abbandonati perfino dai topi. Quando un ratto passava, Batuffolo si nascondeva in un pertugio o si fingeva morto, con le mosche sempre pronte a camminargli sulla boccuccia socchiusa e sugli occhi, e il ratto non lo degnava di una seconda occhiata.

Un giorno Batuffolo sbucò in un vicolo e vide la Fatina Scintilla che stava… ecco… ma questo, bambini, ve lo racconterò tra qualche anno. Batuffolo rimase a fissare la scena con gli occhioni sgranati. Quando il signore se ne andò dal vicolo e lasciò la fatina sola, il coniglietto uscì fuori e strillò: «Gno! Quette cocie le fatine gnolle fanno! Lo dilò a tutti! Dilò a tutti la velità!».
Scintilla alzò un ditino, volò fino al muro e sputò una boccata di… catarro. Batuffolo rimase stupito da quanto catarro avesse in gola la fatina. Scintilla si asciugò la bocca col dorso della mano e disse: «Zitto! Se non dici niente esaudirò un tuo desiderio purché…» Scintilla prese le due banconote lasciate a terra, ne infilò una arrotolata nella borsetta e sventolò l’altra davanti al nasino del coniglietto «… costi meno di 10 euro.»

Batuffolo non aveva mai visto 10 euro tutti assieme, non così da vicino. Alle volte aveva trovato per terra delle monetine, che subito gli altri coniglietti gli avevano rubato, ma una banconota da 10 euro? Mai! Era una cifra così grande da equivalere a tutte le ricchezze del mondo, da soddisfare qualsiasi desiderio potesse immaginare.
Batuffolo zigò di gioia: «Fatina, voglio eccele ciome tutti gli altli! Gno voglio più eccele gligio e ciolo!»
Scintilla girò attorno al coniglietto, gli tastò le costole sporgenti con la bacchetta e si fermò a riflettere con una mano sul fianco e la bacchetta che batteva sulla coscia coperta dalla calza a rete. Batté il tacco un paio di volte e un’idea le brillò negli occhietti. Scintilla sfregò il fianco di Batuffolo per guardare tra i peli e ritrasse la manina scura e unta. «Bleah…»
Si pulì la manina col fazzoletto e disse: «Va bene! Aspettami qui ed esaudirò il tuo desiderio.»

Mezz’ora dopo Scintilla tornò nel vicolo, volando sghemba per il peso del sacchetto che stringeva tra le manine. Dentro al sacchetto c’era una bottiglia d’acqua e una magica tavoletta dall’odore buonissimo. Scintilla strofinò Batuffolo con la tavoletta profumata, lo sfregò forte e lo sciacquò. Dopo molto sfregare e sciacquare, Batuffolo era diventato bianco. All’incirca. La fatina si passò l’avambraccio sulla fronte sudata e sospirò.
«Ricorda di insaponarti sotto il muso con questa tutti i giorni, finché non si sarà consumata, e di strofinare forte! Con la rogna che hai non posso fare di più o mi si staccheranno le braccia!»

Batuffolo ringraziò la fatina e corse via con il pezzo di sapone stretto tra i dentini. Non vedeva l’ora di incontrare gli altri coniglietti! Ma tutto bianco e profumato Batuffolo non era più invisibile ai predatori. Un grosso ratto gli si avventò contro e gli strappò la gola a morsi. Il coniglietto morì con il pezzo di sapone ancora stretto tra i dentini.

Il Desiderio di Batuffolo non è una favoletta.
Potete facilmente notare elementi di attualità, discriminazione, addirittura citazioni bibliche, in una favola per bambini moderna e godibile anche per gli adulti. E altre stronzate.

Nelle settimane scorse, come negli anni scorsi, il New Italian Epic è stato attaccato e ridicolizzato. Perché? Solo perché è idiota, gonfiato di stronzate da esterofili (i famosi ricercatori all’estero e la fantomatica discussione -lol- internazionale), e intellettualoide in modo becero? Basta! Il New Italian Epic è una tale merda che a pestarlo migliora. Basta pestarlo (per cinque minuti)! Bisogna essere propositivi!
Questa favola è New Italian Epic? Scopriamolo assieme.

VuMinchione ha individuato sette caratteristiche del New Italian Epic.
Controlliamole una per una e vediamo se Il Desiderio di Batuffolo le soddisfa.

1. Rifiuto del tono distaccato e “gelidamente ironico” predominante nel romanzo postmoderno.

Nessuna ironia, la storia è mortalmente seria. Letteralmente.
Nella versione precedente, che non mi piaceva a sufficienza, i toni drammatici erano ancora maggiori, il tema del dolore della solitudine calcato a fondo, e nel finale Spoiler pesante sul finale attuale. ▼

2. “Sguardo obliquo” o “azzardo del punto di vista”. Sperimentazione di punti di vista inconsueti e inattesi. Sguardo che si amplia a volte in maniera vertiginosa includendo l’extraumano come parte integrante della narrazione. A questi esperimenti, secondo Wu Ming 1, sarebbe sottesa una motivazione etica e politica.

Il punto di vista è un coniglietto denutrito che vive ai margini della società, un paria perfino tra i proletari e gli accattoni. L’extraumano c’è e la motivazione etica pure. Il “miracolo”, la “magia” realizzata dalla fatina che si riduce agli acquisti in un supermercato simboleggia la concreta perdita di qualsiasi speranza ultraterrena nel mondo, nonostante Batuffolo ne abbia ancora e creda ai “desideri realizzati”, perché ogni cosa è ridotta al suo prezzo e può essere comprata col denaro. Non ci sono sogni o speranze diversi dal possesso del denaro. Tutto è denaro. Tutto è in vendita, soprattutto la dignità. Perfino la fatina, simbolo di un passato pre-capitalista con dei valori e delle speranze, arrotonda lo stipendio come può. La morale ha pure un contenuto politico. A voi trovarla, ma è piuttosto evidente.

E Batuffolo, con il suo essere un “sorcio” grigio in un mondo di coniglietti bianchi, non richiama forse l’attualità della discriminazione dei bambini italiani nati da genitori immigrati? Ad esempio, un caso tra tanti, questo.
Riflettiamo.

3. Complessità narrativa unita a un’attitudine “pop” che spesso porta al successo di pubblico. Molti di questi romanzi, pur essendo, secondo Wu Ming 1, complessi strutturalmente e nei contenuti, sono diventati best seller.

La complessità narrativa è sia nella struttura (il ratto che lo ignora quando è grigio e poi non lo ignora più, il finale legato al tentativo di risolvere il problema iniziale -l’essere scacciato da tutti-) che nei contenuti e si mischia, con un’attitudine “pop”, al mondo degli hentai rappresentato dalla Fatina Scintilla.

4. Narrazione di storie alternative e “ucronie potenziali”.

Stendendo un velo pietoso sulle “ucronie potenziali” (i WuMing forse dovrebbero imparare l’italiano), qui abbiamo una storia alternativa, una ucronia. L’ambientazione è una Grande Città (Italiana?) che usa come moneta l’euro. Il degrado è quello che si può vedere nelle aree proletarie di tante grandi città, simboleggiato dai coniglietti. Ucronica è anche la presenza della fatina (è dal 1918 che non sono più presenti in modo così evidente in Europa).

5. Sperimentazione linguistica dissimulata che mira a sovvertire “dall’interno” il registro della prosa.

La favola si mischia a elementi moderni, viene sovvertita dall’interno, i contenuti si modernizzano. Ovvero cambiano le parole. Sembra una favola, è una favola, ma al tempo stesso è anche evidentemente “moderna” e “diversa” se paragonata alle favole del passato. Una favola adulta, perfino adultera.

6. Oggetti narrativi non identificati (anche chiamati UNO: Unidentified Narrative Objects). Molti dei testi del corpo in esame non solo non ricadrebbero in nessun genere letterario predefinito, ma allargherebbero i confini del letterario inglobando elementi testuali che producono effetti “perturbanti”.

Come sopra. Il sovvertire porta a una favola che si dilata in altro, invade il campo degli hentai, si unisce a quello della critica sociale e strizza l’occhio alla Bizarro Fiction. Senza perdere il suo valore e il suo tono di favola da raccontare ai bambini. L’effetto è senza dubbio “perturbante”.

7. Comunità e transmedialità. I testi del NIE hanno come caratteristica quella di fungere spesso da testi base per la creazione di derivati da parte della comunità di fan.

La favola è distribuita in Creative Commons (Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo). Coniglietti e fatine sono trattati anche da Gamberetta, ad esempio in Assault Fairies. La comunità, il reciproco scambio di idee, sono elementi fondamentali. Chiunque può produrre opere derivate. Volete tramutare l’opera in una audio-favola con immagini su YouTube, come già fatto con la mia favola precedente da DottorNi? Potete farlo. Volete scrivere la Ballata di Batuffolo per divulgare ai posteri la storia di un coniglietto sfortunato e del suo sogno? Potete farlo.

Invito tutti i lettori a scrivere, sui propri blog, una storia di coniglietti che sia New Italian Epic (o provi ad esserlo). Il ruolo del coniglino nel NIE: metafora o allegoria? Direi che ormai un posto nel memorandum 4.0 sul New Italian Epic non me lo può togliere nessuno. Già mi sento odoroso di cacca come un vero intellettuale! Presto: a discutere di Tolkien e del suo antifascismo! Tararararara ra ra ra, VuminchiaMan!

Fa molto Benetton questo Yin e Yang conigliesco.
E subito il pensiero corre al consumismo: gli “Abbracci” del Mulino Bianco.
Riflettiamo.

 

Apocalypse Meow – Cat Shit One: anche i conigli fanno la guerra!

Scritto da il 20 lug 2010 | Categorie: Anime, Conigli, Fumetti e Manga, Rabbit Weird

È finalmente uscito il primo episodio di Cat Shit One, l’anime in computer graphic con protagonisti due coniglietti delle forze speciali statunitensi in azione nell’attuale Medio Oriente, combattendo contro i dromedari afgani.
La serie, di cui non so quando ci sarà un secondo episodio (sigh), è trasmessa su YouTube in HD per i residenti in Giappone. Si trova fansubbata in inglese senza problemi (io ho visto la release di Pretentious) e c’è anche una release italiana a cura dei Bowling Ball Fansub. Qui sotto i due trailer, quello vecchio e quello nuovo.

Potete notare la differenza tra la prima versione in cui c’erano schizzi di sangue e la nuova in cui al loro posto ci sono “fumate” più o meno insensate. È una censura accettabile che non danneggia il nucleo dell’episodio e mette al riparo da possibili accuse di eccessiva violenza (dato il tema e i connotati razzisti nelle rappresentazioni antropomorfe delle diverse popolazioni), ma avrei preferito non vederla.

L’episodio ha una qualità complessiva altissima. Le animazioni sono ottime, straordinariamente al di sopra degli anime che a ogni stagione fanno capolino nelle TV giapponesi (e che nonostante la qualità non sempre alta, e le paghe da morte per fame dei disegnatori, costano uno sproposito a episodio). Un livello di qualità che definirei anti-economico per un prodotto simile (il miglior episodio di qualsiasi cosa visto in due anni).
Ennesimo schiaffo morale per i retrogradi e gli incompetenti che guardano dall’alto in basso sempre e comunque i prodotti giapponesi, forti della propria ignoranza condita con pretese intellettualoidi pseudo-razziste per cui “ciò che fanno le scimmie gialle al massimo è merda e imitazione” (invece i nostri soliti elfi e i vampiri adolescenti sarebbero grande innovazione! C’è più creatività, seppur condita con puttanate, in una sola annata di anime che in anni di narrativa letta dai suddetti intellettualoidi).

La qualità non è solo nella grafica, ma in ogni aspetto, inclusi i dettagli armieri e tattici che pongono l’opera per credibilità al di sopra della massa delle produzioni Hollywoodiane. C’è rispetto per l’intelligenza dello spettatore, senza rinunciare all’azione, come dovrebbe avvenire SEMPRE (in particolare nella narrativa). Un prodotto maturo e affascinante, degno erede del manga Apocalypse Meow.
Ammirate l’uso privilegiato del fuoco semi-automatico (e l’assenza di lunghe raffiche che sono considerate da decenni solo uno spreco di munizioni), dell’avanzata sfruttando le coperture, l’attacco a sorpresa aggirando, l’ottica del fucile di Botasky che perde il bersaglio dopo lo sparo a causa del rinculo ecc…

Pura Arte

Tornando alla qualità delle armi rappresentate, si possono vedere in mano ai cammelli AK-47, RPK (mitragliatrice leggera di squadra) e perfino un AKS-74U (reso famoso dai video di Bin Laden), oltre ai classici RPG-7 ex-sovietici, accessorio immancabile del vero pastore di capre afgano! I conigli invece maneggiano un’ottima pistola STI EDGE (una costosa erede high-tech della Colt 1911), un fucile da battaglia Mk.14 Mod 0 (a me sembrava un M39, ma la canna più corta non mente: è il modello sperimentale precedente di “potenziamento” del vecchio M14) e un fucile d’assalto SR-47 (arma che esiste solo in sette esemplari: era nata per l’esigenza dei soldati americani di poter impiegare munizioni in 7,62×39 catturate agli afgani, visto che se ne trovavano tonnellate ovunque, al posto di farle saltare in aria ed evitando così i problemi di logistica per ottenere munizioni da 5,56×45… il progetto venne abortito perché le munizioni che si trovavano nelle buche, produzioni cinesi e di vari paesi ex-sovietici tutte dissimili, avevano proprio la qualità che ci si può aspettare da qualcosa rimasto sepolto per anni o decenni!).
Ringrazio imfdb.org per avermi risparmiato la fatica di prendere gli screenshot da solo. ^_^

Per chi vuole cercare inutili simbolismi, si può notare come il SR-47 del volitivo Packy (un fucile semplice, essenziale) contrasti con l’ingombrante e super-accessoriato EBR di Bota, personaggio molto più insicuro (compensazione armiera?).

Nemmeno “Cat Shit One” è immune al fenomeno del fan service :-P

Passiamo al manga Cat Shit One, intitolato Apocalypse Meow nella versione inglese. Ne avevamo già parlato più di un anno fa, ma non gli avevo mai dedicato un articolo. Il titolo è naturalmente ispirato ad Apocalyse Now, con un Meow perché i vietnamiti sono rappresentati da gatti. È un manga ben realizzato, con missioni realistiche, personaggi credibili (i tre conigli principali, Perky -il Packy dell’anime-, Bota e Rats, sono tutti ben caratterizzati) e gergo tecnico sfruttato in modo intelligente (non ci sono mai infodump, ma per le sigle più ostiche ci sono note in fondo alle pagine). L’autore si è preso una piccola libertà spostando l’attentato al ristorante My Canh dal 1965 al 1968, poco dopo l’offensiva del Tet, ma in generale i volumi sono storicamente coerenti e contengono alcune pagine di approfondimenti sulle forze speciali e sul conflitto in Vietnam.
Cultura e intrattenimento assieme. ^_^

Trovate i tre volumi in inglese su mangatraders, ma non sono disponibili quelli di Cat Shit One 80 (in cui i conigli sono alleati degli afgani contro l’invasione sovietica).


Anche alcune immagini storiche del conflitto hanno trovato posto in Cat Shit One

Gli americani sono conigli per un valido motivo: USAGI (coniglio) suona come USA G.I. ovvero “soldato statunitense” (da G.I., un vecchio modo per chiamare i soldati americani). Ho trovato delizioso l’abbinamento animale-nazione, fatto sfruttando stereotipi e informazioni storiche: i francesi, che hanno ridotto così il Vietnam e che non erano veramente al fianco degli USA (molti imprenditori francesi finanziavano i Viet Cong per coprirsi le spalle in caso di vittoria comunista), sono solo dei “maiali”; i coreani, mangiacani nell’immaginario giapponese, sono diventati proprio “cani”; i cinesi sono “panda”, animale simbolo; I russi sono “orsi”, animale da tempo abbinato alla Russia (già all’epoca della Guerra di Crimea il principe ereditario era rappresentato dalla propaganda inglese come un orsacchiotto frignone) ecc…

Russi, Cinesi e Vietnamiti

Oltre che fornire una gradevole possibilità di riconoscere sempre le nazionalità a colpo d’occhio, la scelta fatta permette anche qualche scena divertente: ad esempio quando il ratto inglese vuole farsi passare per un canguro australiano, lol! Il fatto che la nazionalità si capisca al volo sta a indicare che all’epoca tutti sapevano che c’erano dei SAS britannici in Vietnam (oltre a quelli australiani, che invece potevano operare lì) e anche soldati di altre nazioni che in teoria non avrebbero dovuto inviare nessuno perché esterne alle “operazioni di polizia” americane. Viene sollevato più volte il problema dei possibili incidenti internazionali quando i conigli incontrano i consiglieri militari russi e cinesi o quando, nel secondo volume, vengono aggregati alla squadra quattro giapponesi (il Giappone NON poteva inviare soldati, a malapena può avere un esercito difensivo, secondo la Costituzione!) che devono completare l’addestramento nella giungla per diventare “ranger”.

I Giapponesi: vere e proprie “scimmie” gialle ^_^.
E anche Bota ha sempre qualcosa da dire contro di loro.

Oltre ai vantaggi in termini di LULZ, l’uso degli animali ha migliorato molto la resa grafica. L’autore (Motofumi Kobayashi) non è un genio del disegno e se si guarda l’episodio in fondo al primo volume, un capitolo bonus del precedente Dog Shit One, si può vedere che è molto meno realistico l’umano come umano che non il coniglio come coniglio. L’idea di usare i conigli gli era venuta per prima, ma l’autore per timore (condivisibile) che sembrasse una cretinata aveva messo delle persone… però con le persone non riusciva a farsi davvero entusiasmare dalle vicende e Dog Shit One finì abortito. Avrebbe dovuto seguire il suo istinto dall’inizio e sfruttare la buona idea che gli era lampeggiata nel cranio…

I think it was around 1989, soon after the fall of the Berlin Wall, when I got the idea for Apocalypse Meow. I was watching Tour of Duty on video, and I thought to myself, “I could tell the same kind of story about the Vietnam War using rabbits, and it would be good.”

Dog Shit One con gli umani è stato un fallimento, senz’anima, mentre Cat Shit One con i conigli è stato un piccolo successo. Questo dovrebbe far accendere la lampadina nel cervello degli scrittori: se vi capita un lampo di genio su un dettaglio chiave “strambo”, anche se vi sembra una cretinata, mettetela lo stesso perché potrebbe fare la differenza tra la solita banalità e qualcosa di caratteristico e nuovo. Soprattutto quando si tratta di fatine spogliarelliste e conigli morbidosi. Il mondo ha già avuto la sua quota di elfi gay e vampiri adolescenti: se sentite di dover scrivere di dinosauri che si picchiano con i robot tra i canali di Marte, FATELO! Non vergognatevi di avere idee degne delle copertine Urania di quaranta o cinquanta anni fa!

Una cosa che voglio sottolineare, come già fatto su indicazione di Gamberetta un anno fa, è che i conigli sono DAVVERO conigli. Non si tratta solo di persone con l’aspetto di conigli, ma di personaggi profondamente coniglieschi. Botasky sotto il fuoco nemico è colto più volte da una paura che gli impedisce di combattere, ma alla fine vince sempre il timore e attacca: proprio come i conigli che, seppur timidi e timorosi, si lanciano nello scontro anche contro animali di taglia maggiore se costretti (ad esempio per difendere i cuccioli o per spiegare al gatto di casa che non può occupare il giaciglio del coniglio senza permesso).

La foto di famiglia del pilota non raffigura uno o due figli da tipica famiglia americana, ma una conigliesca cucciolata. L’autore dimostra anche una notevole conoscenza spicciola dei conigli quando cita il cliché delle carote: non sono un cibo che piaccia ai conigli più di altri (le mele tendenzialmente piacciono di più), anzi, alcuni proprio non le sopportano! E pure il Botasky infuriato che salta sopra le camicie (colpevoli di essere Made in Japan) è incredibilmente conigliesco. ^_^
Tornando al pseudo-fanservice coi culetti dei coniglietti, ecco due chicche: un momento di consapevolezza in stile paperino (hey, ma noi non abbiamo mai i pantaloni!) e una perfetta scelta di frasi per l’identificazione via radio.

I maiali francesi al club: tennis, ristorante di lusso, vita mondana…
…come se là fuori non ci fosse nessuna guerra.

Comunque il manga non è formato solo da scene d’azione e da umorismo: non mancano i momenti drammatici e la consapevolezza che ci sia qualcosa di sbagliato nel modo in cui viene gestito il conflitto, in particolare nel terzo volume quando i coniglietti si trovano a lavorare con i trafficanti di droga. Non c’è il finto dramma, l’esagerazione melodrammatica che rende “falsa” la narrativa… il dramma quando appare è credibile, umano e personale.

La sequenza che ho preferito nell’intera serie è una manciata di vignette nel secondo volume. Rats è stato mandato in vacanza negli USA e ha trovato un mondo che non gli appartiene più: la gente chiama i soldati “ammazza bambini”, i suoi amici sono contro l’intervento americano e lo considerano un Crimine (e i soldati quindi sono criminali di guerra), la sua stessa famiglia non lo appoggia. Nessuno sa nulla di ciò che davvero accade in Vietnam, sono tutti plagiati dalle scene di orrore (sia vere che inventate) mostrate dai media: per loro tutti i soldati sono “ammazza bambini”. Di fronte alla TV, momento più bello di tutto il volume, Rats vede prima una manifestazione contro la guerra in Vietnam e poi un annuncio del “numero quotidiano” di soldati americani morti. Numero quotidiano. Sono solo una cifra. E intanto i loro stessi “amici” li insultano dalle piazze. Rats ha un crollo psicologico e piange: ha finalmente capito che l’unica vera famiglia che gli rimane sono i suoi commilitoni e decide di tornare in Vietnam con tre giorni di anticipo.

In questo istante di consapevolezza, in questo piccolo dramma umano che ha colpito decine di migliaia di veterani estraniati dalla società civile e impossibilitati a integrarsi di nuovo facilmente, c’è più drammaticità e sincerità di quanto ce ne sarà mai nelle opere di tanti scrittori intellettualoidi che ammorbano il fantastico italiano con le loro cazzate (metaletteratura! simbolismo! poetica! riferimenti culturali! formalismo russo! … ma andate affanculo!) e i loro discorsi da imbecilli (la Realtà! l’Etica! Si abusa del termine “scrittore”!). Chi non è in grado di produrre qualcosa di simile in così poco spazio, sfruttando in modo magistrale ogni dettaglio, farebbe bene a darsi meno arie e a chiudere il becco.

Fine articolo.
Guardate l’episodio e leggere il fumetto: meritano il vostro tempo. Più del fantasy italiano. ^_^

Anche i veri conigli bevono birra, non solo quelli di Cat Shit One

Posso essere il coniglietto pasquale?

Scritto da il 21 apr 2010 | Categorie: Bizzarro, Conigli, Rabbit Weird

Dopo aver cercato di far incazzare quel 3% del mio pubblico formato da utenti Mac (dati Cystats del mese), ora è il momento di far incazzare quelli che si aspettano il post sullo Steampunk (fatemi finire di leggere Robida: lo sapete che io, a differenza di come fanno praticamente tutti — soprattutto con lo steampunk —, preferisco andare alla “fonte” quando possibile anche se è solo per citare due cose che potrei copiare bovinamente da qualche articolo sul web) o il più volte annunciato post sui fucili ad ago (che è ormai è come gli straordinari di aprile in Boris) o quello sul libro di Barzini dedicato alla Guerra Russo-Giapponese (presto, prestissimo: è solo lungo e faticoso copiare i pezzi interessanti!): oggi parlerò di conigli, quegli adorabili animaletti di cui non frega un cazzo a nessuno a parte me che amate tutti! ^__^

Ho trovato due video sconvolgenti sui conigli.
Trattando uno degli aspetti più misteriosi e leggendari della fisiologia del coniglio, ho deciso di metterlo anche nella categoria Rabbit Weird. Il primo video mostra, spazzando via ogni dubbio, che i conigli fanno le uova. Io l’ho SEMPRE sostenuto. Non nascono tutti dalle uova, ma alcuni sì (di solito le fanno di cioccolato, per consegnarle a Pasqua). Ho spesso sostenuto, e lo confermo ancora, che nel coniglio vi è solo il maschio, dotato di entrambi gli organi sessuali — pene e ano, a scopo esclusivamente omoricreativo — e che di norma si riproduce per mitosi.
Nel secondo video un pucciosissimo coniglietto chiede al papà se può diventare il Coniglio Pasquale, ma lo aspetta una brutta delusione! Com’è dolcino! Kawaii!!!

Vedo il disprezzometro aumentare di una tacca e sento la gente disiscriversi dal feed.
E pensare che non ho nemmeno parlato degli anime zozzi che mi piacciono!
Eccellente!

Buon Quattro Quattro a tutti

Scritto da il 04 apr 2010 | Categorie: Conigli, For The Lulz, Rabbit Weird, Videogiochi

Oggi cade la festa più importante del Quattrismo, la Vera Fede cristiana che riconosce la Quattrità. Il quarto giorno del quarto mese, giorno quattro volte benedetto. Il Quattro, nella sua quattrità, ha deciso di permettere anche agli infedeli, siano essi eretici buoni solo per il rogo, barbari pagani o stolti papisti, di festeggiare il più Santo dei giorni “per via indiretta” facendovi sovrapporre la Pasqua.

Piccola Nota sulla Pasqua.
La Pasqua è una festicciola secondaria in cui si commemora Jesus Onofago che dopo tre giorni che gridava “RES PLZ!” finalmente è stato ressato. Non sono sicuro di cosa esattamente vada festeggiato: la codardia del suo Party che lo abbandonò quando quel pirla di Giuda pombò con un carico di mob (“Help plz, mi hanno aggrato in massa!”), il fatto che l’unico healer del gruppo fosse morto (tre giorni di “Res Plz!” pur di non fare il respawn al Tempio di Gerusalemme dove lo avrebbe aggrato il Boss dell’area, Caifa), la decisione idiota di far ritirare il Tank Pietro -l’unico del Party che aveva le palle per affrontare i mob inferociti- (“Rimetti la tua spada al suo posto: coloro che mettono mano alla spada periranno di spada”) o che altro…
Comunque ai papisti piace molto questa festa usata come scusa per ingozzarsi di cioccolato, come se non fosse bastato il compleanno di Babbo Natale pochi mesi prima per strafogarsi di panettoni.

Nella loro confusione dottrinale dovuta al rifiuto del Quattro e della natura onofaga del Cristo, i papisti adorano anche la figura del coniglio, seppure in modo bizzarro: il coniglio pasquale trasporta uova e le consegna alla gente. Per adorarlo vengono divorate statue di cioccolato con la sua effige. Tutto molto strano, come al solito, in questa bizzarra somma di superstizioni (senza la luce del Quattro vi è solo la tenebra dell’ignoranza).

Alcune possibili spiegazioni del coniglio pasquale “papista” si ricollegano ad elementi della Vera Fede Quattrista, come il fatto che Jesus fosse un mangiatore di uova (nonostante la diatriba teologica secondo cui onofago non sarebbe legato a “oòn”, ma a “onos” e quindi Jesus non avrebbe divorato catini zeppi di uova sode -simbolo ebraico di resurrezione- ma bensì bollito d’asino, il che è chiaramente una posizione che nega la resurrezione dell’uovo e riduce Jesus alla carnalità dell’asino come semplice profeta e uomo… pura e semplice ERESIA) o che l’apostolo Pietro in realtà fosse un coniglio. Entrambe le cose sono solo parzialmente vere: San Pietro non era un coniglio, ma il coniglio è parte fondamentale dell’insegnamento di Jesus (basta leggere tra le righe dei suoi continui “Stai Manzo!”, ad esempio nel Discorso della Montagna) ed è anche vero che Jesus mangiava le uova, ma non è risorto sotto forma di zombie senza cervello.

Tutto questo mio discorso Quattrista non è blasfemia (immagine esplicativa), ma è Vera Fede: blasfemo è chi dà retta all’Usurpatore del Trono di Pietro, un seggio creato per essere lasciato vacante (o al più occupato da un sacro coniglio simbolico) come simbolo della responsabilità individuale del fedele senza i Grandi Sacerdoti a indottrinarlo, e non come scusa per far scopare gli africani senza preservativo, stuprare i bimbi dell’oratorio e nascondere ragazze assassinate nel sottotetto.

Lasciando la questione religiosa, voglio sottolineare che ho acquistato uno dei Gold Bunny della Lindt. Prima di tutto chiariamo una cosa: quella della Lindt è una pubblicità INGANNEVOLE. Il Gold Bunny non è si mai mosso in quattro giorni. Ora sarei tentato di mangiarlo, per provare questo rito della superstizione cattolica, ma la visione di questo filmato, in cui la punizione del Quattro cade sugli adoratori degli idoli, mi ha dissuaso dal compiere un tale gesto blasfemo…

Se avete letto tutto questo post senza provare un minimo di schifo, fate la cosa giusta: uccidetevi con il fuoco.

DUST BUNNIES e il nuovo romanzo di Gamberetta, S.M.Q.

Scritto da il 12 ago 2009 | Categorie: Conigli, Libri, Rabbit Weird

“Dust bunny” è il modo in cui gli abitanti della perfida Albione e delle sue colonie americane chiamano quegli ammassi di polvere che si trovano generalmente sotto i letti o nei filtri/grate delle ventole dei computer. Quelle nuvolette grigie di schifo, fatte di capelli, pelle morta, peli, polvere ecc… tenute assieme dall’elettricità statica, dal proprio unto e dall’Amore per la Patria.

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Sono lì, unite, tenute assieme dall’amore per la propria terra,
e non cederanno un metro del Sacro Suolo della Patria all’Invasore…

Ma se non fossero solo polvere? Se davvero il “dust bunny” raggiunta una certa massa critica potesse diventare un vero Coniglietto della Polvere? Questa potrebbe essere un’idea Rabbit Weird per un bel racconto.

E non è nemmeno un’idea tanto bizzarra: l’arte della fabbricazione di Dust Bunnies a partire dai “dust bunnies” è già praticata da alcuni disabili mentali varie persone. Probabilmente nella speranza che in essi si accenda la scintilla della vita (secondo la regola magica della somiglianza).

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E se prendessero vita?

E in generale le battute sui coniglietti della polvere non sono rare, anzi, in particolare gli angora grigi sembrano dei dust bunnies viventi!

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Ho cercato anche io sotto al letto…
Sfortunatamente non ho trovato niente. Riproverò domani! ^_^

 
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Scappa! Scaaappaaaaa!!!

Adoro i coniglietti.
Sono meravigliosi culetti saltellanti.

Volevo segnalare un nuovo romanzo scritto da Gamberetta, S.M.Q.
Lo sta pubblicando a puntate, capitolo dopo capitolo, su questo sito: silvia.gamberi.org.
E se avete bisogno di un motivo per iniziare la lettura…

«Ehi, ragazzina.»
Una voce. Rauca, severa.
[...]
Tra le ortiche e le felci è seduto un coniglietto. Il pelo è corto, di color grigio cenerino. Le lunghe orecchie ricadono flaccide. Il musino è quanto di più grazioso abbia mai visto, peccato che sia atteggiato in una smorfia di disapprovazione ▼

Un coniglietto ariete, severo, grigio e… parlante!
C’è forse bisogno di qualche altro motivo per iniziare a leggerlo?
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