2008

Archivio dell'Anno

Fallout 3, GTA IV, essere un Pirata e il Codacons

Posted by on 26 dic 2008 | Tagged as: Giochi, Videogiochi

Avvertenza per GTA IV: Drunk Cam e WS10
Se stai cercando una soluzione al problema della Drunk Cam (versioni piratate del gioco) o al problema dell’errore WS10 (versioni legali e piratate) o al problema del Rockstar Social Club guasto, vai direttamente a questo commento per trovare la soluzione che ho usato io:
http://www.steamfantasy.it/blog/2008/12/26/fallout-3-gta-iv-essere-un-pirata-e-il-codacons/#comment-432

Grand Theft Auto IV mi ha rotto il cazzo. Come ricorderete avevo spiegato che quando ritengo un gioco “degno” allora lo compro: in passato ho comprato GTA San Andreas sulla fiducia, prima ancora di provarlo piratato, e pochi mesi fa ho comprato The Witcher Enhanced Edition nonostante avessi giocato mesi prima la versione precedente piratata perché mi era piaciuta molto.
Comprare solo prodotti validi è una questione di Etica del Consumo: è il consumo alla cieca che fomenta il mercato dei prodotti dozzinali (soprattutto librari: ciao Licia!).

Fallout 3, sapendo quali idioti vi avevano lavorato (Bethesda!), ho preferito provarlo prima dell’acquisto… e non vale i soldi che chiede: bellissime ambientazioni esterne in cui muoversi, ricche di dettagli credibili e di nemici da abbattere con il fucile da caccia alla massima distanza visiva, molto bello il sistema di riprese quando si spara con il V.A.T.S. ecc… ma intelligenza artificiale ai minimi termini (se uccidi un predone i suoi compagni non se ne accorgono perché NON sentono il rumore degli spari e se ne fottono del cadavere! In tal modo è possibile cecchinare a volontà stando comodamente appostati tra le carcasse dei veicoli…), storia BB&S (Breve, Brutta & Stupida) e in generale la sensazione che non fosse un vero “Fallout” per l’assenza dello spirito, dell’ironia, delle missioni “interessanti” e dei dettagli dei precedenti Fallout.

In più il tutto era contornato da alcuni dettagli cretini che levavano la possibilità di sentirsi davvero immersi in un mondo alternativo: computer funzionanti ovunque anche in palazzi sventrati e abbandonati da 200 anni (le armi nucleari vengono lanciate in massa il 23 ottobre 2077 e la storia inizia il 17 agosto 2277), violazione delle password dei pc cretina (quando stai per finire i tentativi di violazione basta spegnarlo e riaccenderlo!), oggetti chiaramente post-apocalittici come l’iguana arrosto o i tappi di bottiglia piazzati nei cassetti di scrivanie inviolate da prima della guerra in uffici custoditi da robot ancora in perfetto stato dopo secoli di attività e senza ricevere alcuna manutenzione.

Nei vecchi Fallout le coerenza nei “dettagli” era molto più Post-Nucleare: rovine distrutte e prive di elettricità (e quando attaccavi i sistemi di emergenza per attivare gli ascensori si attivavano pure i robot di guardia, come nel primo Fallout, LOL), non pc funzionanti ovunque, e le cose giuste nei posti giusti, non scrivanie e armadi riempiti a caso da uno script mal tarato per differenziare le tipologie di edifici…

Gothic 3 comunque in queste cose è molto peggio di Fallout 3: gli animali hanno tutti bauli nelle loro tane con equipaggiamenti di vario tipo che aspettano solo il giocatore, ci sono casse ovunque nell’erba e tra gli alberi che attendono solo di essere aperte, gli animali combattono esattamente come gli orchi e gli umani con ampie schivate per evitare i colpi e attacchi di risposta mirati e precisi come se fossero provetti schermidori ecc… l’ambiente naturale è poco credibile e in generale fastidioso da vedere e da visitare a causa della sua gretta stupidità.

Girovagare alla cieca per il mondo di Fallout 3 stando sempre attenti ai predatori e ai banditi è divertente! Usare i riferimenti locali -rovine, torri radio, corsi d’acqua, ponti- è fattibile e piuttosto semplice e ci sono tante belle cose da scoprire qua e là.
Io ho giocato usando una ragazza coi capelli blu, ispirata a Nihal ^__^, e con la visuale dei personaggi fino alla massima distanza potevo avvistare le pattuglie dei supermutanti, sfruttare il territorio per appostarmi nei luoghi migliori (dietro grossi macigni a prova di proiettile, magari in luoghi elevati sfruttando le molte collinette di macerie) e uccidere gli enormi mostri senza farmi nemmeno vedere (se sei nascosto quando spari e hai le giuste Perk da cecchino puoi ottenere colpi critici automatici).
In pratica non avevo nemmeno bisogno di protezioni, per cui giravo con addosso l’armatura di cuoio (facile da riparare) invece di usare quelle più pesanti, ma meno fighe da vedere addosso.
Per uccidere un supermutante (in pratica un orco alto due metri e mezzo) mi bastavano un paio di proiettili calibro .32 in faccia usando il fucile da caccia più comune ed economico del gioco… tanto comune che tutte le pattuglie di supermutanti ne avevano almeno uno (pezzi di ricambio per il mio!) e qualche proiettile per rimpiazzare quelli utilizzati (per ogni 2-3 proiettili sparati ne recuperavo 5 o 6 dai corpi, vedendo le mie scorte aumentare continuamente).

Supermutante infuriato che carica per spappolarmi a martellate…
(gli avevo appena ammazzato il capo-pattuglia e tre compagni, dite che se l’è presa?)
supermutante in arrivo
…e Supermutante con la faccia saltata per aria!
supermutante morto

Anche divorare i cadaveri grazie alla Perk “cannibale” è stato divertente. I bug nel gioco comunque non mancavano: quando ho attirato fuori dalle grotte e venduto la bambina più “docile e carina” agli schiavisti (LOL) per un BUG mi sono trovato con la bambina che era assieme “stata venduta – presente alle grotte – e in viaggio senza meta per le Wasteland”. Stati quantici sovrapposti? ^__^
Magari racconterò la cosa nei commenti all’articolo nei prossimi giorni visto che è stato un bug particolarmente lolloso.

nihal fallout3
Immagine del mio personaggio, la Nihal cannibale post-nucleare ^_^

Qui invece potete vedere un bel profilo di Nihal mentre osserva Moira Brown ridotta a uno zombie radioattivo dopo l’esplosione della bomba nucleare di Megaton (prima del BOOM è meglio massacrare tutti e darsi al saccheggio: hanno un sacco di armi, cibo e munizioni da depositare nell’albergo di Tenpenny ^_^)

Un po’ mi sono divertito con Fallout 3, ma non vale i soldi che pretende (magari a 20 euro lo prenderei anche, ma non a 50).
E comunque ha venduto 4,7 milioni di copie nella prima settimana (The Witcher festeggiava il successo con molto meno di un milione in un anno…), nonostante chiunque (io!) potesse scaricarlo e giocarci illegalmente con un giorno di anticipo (o di più? Non ricordo bene) rispetto alla data di release ufficiale europea. La pirateria ha proprio ucciso le vendite, già già…

GTA IV è blindato con ogni sorta di porcata e DRM. C’è l’accesso al Rockstar Social Club per usarlo, più il Microsoft XLive, più il sempre piacevole SecuROM (installato di norma all’insaputa dell’utente e, anche per i problemi che crea in molti computer, classificato dagli esperti come Malware ^_^) eccetera…
In pratica si può installare su un solo computer per volta, è obbligatorio registrare la copia usando una connessione internet, se lo disinstalli e lo vuoi mettere su un altro computer devi avviare la procedura di revoca del permesso sul computer precedente ecc… e comunque per usarlo il DVD deve essere sempre presente nel lettore.

Tutto questo lo rende a prova di pirateria? Col cazzo. Fin dal primo giorno sono uscite varie versione di crack a opera di Razor1911 e di altri gruppi. I problemi per chi usa il gioco crackato sono in pratica gli stessi di chi lo usa originale!
La blindatura è così buggata che moltissimi giocatori si sono trovati impossibilitati ad utilizzare il gioco originale per crash, incompatibilità e problemi vari. Io ho bypassato senza problemi la protezione e i controlli usando il crack di Razor1911, per poi scoprire di essere uno dei fortunati giocatori a cui il gioco crasha subito dopo l’avvio. ^__^

Ho aggiornato la scheda video ATI 2900XT (la ditta ha dovuto far uscire nuovi driver 8.12 a poca distanza dai precedenti proprio per i problemi di GTA IV… ma fare il Beta Testing è considerato di troppo alla Rockstar Games? Vendono giochi senza averli testati prima?), ma non è bastato: mi sono dovuto mettere anche la patch 1.01 del gioco.
Ora non crashava più poco dopo l’avvio (subito dopo la prima schermata di scritte), ma non funzionava ancora! Ora l’errore era il famoso WS10, ovvero incompatibilità del programma di blindatura Microsoft XLive in una qualche combinazione gioco-driver video-driver scheda madre Asus-Net Framework non SP1.
Ho aggiornato i driver della scheda video, poi sono rotto il cazzo e ho tolto il gioco.

Nella vita ci sono dei passatempo migliori di uno stupido gioco convertito alla cazzo…

Pochi giorni fa ho visto una nuova crack per evitare il problema del crash WS 10 post patch 1.01 e far avviare bene il gioco. Ho reinstallato tutto, ho aggiornato il Net Framework e l’ho provata. Il gioco partiva, ma a quel punto entrava il nuovo livello di protezione: in caso di gioco piratato (e anche di presenza joystick o dispositivi simili, LOL, pur avendo un gioco comprato legalmente) dopo alcuni minuti di gioco la visuale impazziva con un bell’effetto Drunk Camera.
Ho cercato la soluzione, tra varie combinazioni di crack più o meno miracolose e consigli di stregoni. Molti asserivano che se si riusciva a giocare la prima missione e salvare prima che si avviasse l’effetto “ubriacatura” allora quello non sarebbe mai apparso. Ho provato un paio di volte, ma è sempre scattato pochi secondi prima che potessi completare il salvataggio.
Altri “espertoni” dicevano che se abbassi la risoluzione del gioco e poi esci e riavvii il pc non succede più (???). Provato, ma questo trucco per sfruttare un “bug” della blindubriacatura con me non ha funzionato. Altri ancora sostenevano che in alcuni casi lanciare un benchmark del gioco risolveva il problema per sempre (sempre a causa di un qualche bug cretino nella protezione anticrack): provato, ma non ha funzionato (in compenso ho scoperto che con risoluzione 1280×1024, dettagli Alti ecc… il gioco girava a 47,5 fps che non è malaccio per il mio PC con la peggiore conversione da console dal tempo di GTA III).
Tra un riavvio del gioco e l’altro nella speranza che il problema sparisse da solo, come alcuni Stregoni Informatici teorizzavano, alla fine sono finito anche nel BUG della Grafica: dopo aver provato i dettagli Medi e aver riavviato il gioco mi sono trovato impossibilitato a rimetterli Alti. LOL.

Ci sono anche crack che dicono di non scatenare l’ubriacatura, ma quelli che ho provato non mi permettevano di avviare il gioco a causa dell’errore WS10. E non avevo alcuna voglia di reinstallare driver di ogni tipo per levare quel problema visto che a tanta gente non si è risolto nemmeno così! O meglio, io sarei anche stato disposto a installare i driver nuovi per la scheda madre Asus, ma sfortunatamente dopo l’ennesimo riavvio del pc ho scoperto un nuovo gustoso errore: il Rockstar Social Club mi si è rotto!
Eggià, non funzionava più uno dei programmini indispensabili per l’avvio del gioco. ^__^
Avrei potuto disinstallarlo e reinstallarlo per proseguire i tentativi, ma mi sono rotto il cazzo e ho levato di nuovo tutto.

Di certo non comprerò GTA IV originale visto che l’errore WS10, il problema più grosso, non dipende dal gioco crackato. Se si usa google è possibile scoprire un buon numero di giocatori “legittimi” che sono incappati nel problema della Drunken Camera proprio perché per bypassare crash, messaggi di errore (il WS10 è solo uno di una lista di venti e più errori noti di GTA IV) ecc… erano stati costretti a installare i crack. ^_^

E installare file modificando il gioco originale è ILLEGALE anche se possiedi il gioco. Tutto quello che la legge ti permette di fare è aspettare (sono già passate TRE settimane) e sperare che prima o poi il produttore risolva il problema per te con una Patch (la Patch 1.01 aggiungeva un numero maggiore di problemi di quanti ne risolvesse, ma io ho dovuto metterla perché mi tappava la prima falla non dipendente dal crack del crash all’avvio).
Se il produttore non dovesse risolvere il tuo problema hai due possibilità: accontentarti di aver speso 50 euro per un gioco che non funziona o diventare un Pirata violando la Legge e usando un FIX illegale prodotto da qualche fan altrettanto scocciato. ^__^

Sul forum della RockStar Games un gentile utente quando ha saputo che un giocatore per poter evitare i crash all’avvio era stato costretto a crackare il gioco (e quindi ora soffriva di Drunk Camera) gli ha linkato questo video:

E’ la cosa migliore in tutta l’esperienza di queste settimane con GTA IV. ^_^
La blindatura folle di GTA IV ci insegna tre cose: 1. ci saranno sempre crack in grado di superarla e infatti tanti hanno potuto giocare col gioco crackato; 2. la blindatura multipla con tutti i suoi bug vari colpisce e danneggia in modo indiscriminato sia i giocatori con copie comprate che quelli con copie piratate, come un bombardamento a tappeto su una città; 3. blindare i giochi non serve di certo a difendersi da cali delle vendite (come già visto con Fallout 3 e altri giochi) e infatti…

Le previsioni più ottimistiche indicavano in circa 5 milioni le copie vendute di GTA 4 nel corso delle prime due settimane di lancio, e 9 milioni le vendite complessive.
In realtà GTA 4 ha venduto molto di più in metà del tempo: 6 milioni di copie in solamente sette giorni, per un totale di 500 milioni di dollari. L’incredibile risultato ha permesso a GTA 4 di frantumare ogni record precedente, compreso quello del numero più elevato di copie venduto nei primi sette giorni di lancio, detenuto da Halo 3 per un totale di 300 milioni di dollari.

Fonte: macitynet

Sei milione di copie comprate sull’unghia, nonostante il gioco fosse stato subito piratato e messo online a disposizione di chiunque lo volesse. E anche con la versione per pc la blindatura è stata fottuta subito dai crack di Razor1911 (e di altri ancora) e gli unici problemi rimasti sono comuni sia alle copie legali che a quelle pirate. Per inciso: bastano meno di 12 ore con un torrent decente per scaricare entrambi i DVD del gioco nella release di Razor1911, quindi non si compra certo per la fretta di averlo subito. Idem la scorsa primavera con la versione per PS3 ed Xbox 360. ^__^

Forse lo proverò di nuovo nelle prossime settimane, quando usciranno nuove patch e nuovi crack adeguati, ma per quanto il gioco possa essere bello (e probabilmente lo è) NON lo comprerò mai perché il comportamento tenuto dal produttore è stato IMMORALE e DANNOSO per il consumatore (oltre che del tutto inutile). Queste gente non merita i miei soldi… e comunque non faranno la fame visto che più di 6 milioni di idioti hanno già provveduto a finanziare gli autori di questi crimini contro i consumatori. ^__^

E per finire: LOLLARE con la Censura del Codacons
In Italia il videogioco ha ricevuto, dopo pochi giorni dalla commercializzazione, non poche critiche da parte delle associazioni dei consumatori, che ne criticano il susseguirsi di atrocità e di scene scioccanti. Il Codacons ha presentato un esposto alle 104 Procure della Repubblica chiedendo di aprire un’indagine alla luce del possibile reato di istigazione a delinquere, anche se sono riportati fatti non presenti nel gioco (ad esempio la violenza sessuale su donne e l’uso di droga da parte del protagonista). Attualmente la Procura di Livorno ha aperto un’inchiesta. Ma la Rockstar risponde all’inchiesta effettuata contro il videogioco GTA IV e alla sua censura:

“Rockstar Games è molto stupita dal comunicato stampa di Codacons riguardo a Grand Theft Auto IV, videogioco che è stato acclamato dalla critica di tutto il mondo. Le dichiarazioni di Codacons contengono numerose imprecisioni significative che riguardano la trama e il contenuto del gioco, incluso il fatto completamente falso ed inaccurato che contenga scene di stupro. Inoltre Codacons dichiara in maniera non comprovata che videogiochi destinati ad un pubblico adulto causino violenza nel mondo reale, concetto che è stato rigettato da numerosi studi di ricerca. È inoltre necessario tener presente che l’età media dei videogiocatori si attesta intorno ai 30 anni e che noi promuoviamo i nostri prodotti riferendoci al pubblico appropriato. Nonostante rispettiamo gli interessi di Codacons nel proteggere i giovani consumatori, le loro preoccupazioni in questa istanza sono estremamente fuorviate e le loro dichiarazioni si basano su una grande disinformazione.”

Notate anche la raffinata intelligenza e la modernità di vedute del Codacons:

“Questa fattispecie – spiega il Presidente Carlo Rienzi - consiste in un reato di mero pericolo che si configura ogni qualvolta un comportamento, uno scritto o una dichiarazione (intesi in senso lato) possano indurre una persona a commettere un delitto o istigandolo direttamente ovvero agevolandole la commissione affievolendo i freni inibitori. Per tale motivo – conclude Rienzi – abbiamo anche chiesto alle Procure di valutare la necessità di sequestrare il videogioco in questione in tutta Italia, a tutela della salute mentale dei minori”.

Codacons: perché mentire negli esposti a 104 Procure della Repubblica è un modo buono come un altro per affermare la propria esistenza.
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PornoFantasy: definizione e bando di gara

Posted by on 10 dic 2008 | Tagged as: Concorsi Letterari, Ebook, Fantasy, Zozzerie

ACHTUNG! PORN!
Questo articolo contiene riferimenti e immagini di natura pornografica.
Se ritieni che tutto ciò possa offendere la tua sensibilità di frocetto comunista di merda, levati dalle palle o ti sventrerò con la mia baionetta.
^__^

Partiamo dalla Pornografia
Il consumatore di pornografia, sotto forma di video o fotografie, hard o soft, cerca spesso prodotti dedicati a un preciso oggetto del desiderio e molti film, proprio per aiutare la scelta, si autodefiniscono come “Nere”, “Asiatiche”, “Teen”, “Scolarette”, “Conigli” ecc… i possibili oggetti del desiderio del consumatore possono essere di ogni tipo, dall’aspetto fisico (asiatiche, rosse, brunette, milf, giovanissime, conigli) alle situazioni/costumi (cameriere, scolarette, in armatura, professoresse, lingerie, due ragazze per volta, stupri, conigli) alle parafilie di tipo più vario (BDSM, piedi, defecazioni, pissing, conigli) alle tipologie di atti sessuali dominanti nel prodotto (pompini, anale, doppia penetrazione, conigli) fino al modo in cui il prodotto stesso viene rappresentato (POV -point of view: visuale come se fossi tu l’uomo della scena- o tradizionale …o conigliovisione).

ariel e miyabi isshiki
La modella Ariel e l’idol giapponese Miyabi Isshiki
Tiffany Brookes nel ruolo di cameriera sexy
(parte 1 di 4, softcore: non va oltre il mostrare i seni)

Questo solo per scalfire l’elenco immenso di possibilità che il porno moderno offre, dimostrando una flessibilità e un desiderio di soddisfare il cliente che manca al Fantasy, troppo spesso tendente a imitare se stesso.
E naturalmente negli ultimi anni sono fioccate le combinazioni più allettanti: video e foto di asiatiche vestite da cameriere (french maid) armate di pistole mitragliatrici, pompini con due ragazze per volta in visuale POV (vedasi la serie Blow Me Sandwich), POV con scolarette (Schoolgirl POV 3) ecc…

schoolgirl pov3 misa kikouden french maid con uzi
Schoolgirl POV 3 e Misa Kikouden french maid con Uzi
(cliccare per ingrandire)

Il PornoFantasy
Il PornoFantasy è pornografia (sotto forma di video, immagini, fumetti ecc…) in cui l’oggetto del desiderio NON è qualcosa di reale (ragazze svedesi, sesso anale violento) o di possibile per quanto improbabile (stuprare e torturare giovani scrittrici di fantasy… difficile, ma ci sto lavorando ^_^), ma è un elemento in sé “fantastico”, ovvero non spiegabile o giustificabile con le conoscenze scientifiche (altrimenti sarebbe PornoFantascienza, come sodomizzare Terminator).
Alcuni esempi di materiale per PornoFantasy: sesso coi draghi, elfe, elfe oscure, zombie (sono valide anche le commistioni di elementi fantastici dell’Horror, perché no?), fatine, mutaforma (che si trasformano durante il coito) ecc…
Sono naturalmente auspicabili combinazioni di elementi fantastici ed elementi tradizionali: scolarette elfe asiatiche (sono così kawaii!!!), fatine geisha ball anali (legate l’una all’altra con una cordicella), pissing coi draghi, militari nani omosessuali, golem coprofili spiati da anziani gnomi che si masturbano ecc…

fatina
Fatine! Chi non ama le fatine?
Sono perfette per farsi masturbare e leccare, ma il problema è metterglielo dentro…

D’altronde è una cosa perfettamente normale che il pubblico, in particolare quello maschile, abbia fantasie erotiche su qualunque cosa veda. Il Fantasy da sempre ha offerto copertine e immagini che hanno soddisfatto un certo immaginario erotico ed era banale che i professionisti del settore prima o poi si accorgessero che il pubblico vuole PornoFantasy e ne producessero di conseguenza.

La serie di successo WhoreLore (ex WhoreCraft) con orchi, nani ed elfe, i videogiochi (in realtà sequenze di video CG e immagini) di Sexual Fantasy Kingdom con elfe futanari e golem, gli immancabili film porno con attori travestiti da demoni, vampiri, zombie ecc… come in Succubus (con la bella Raven Riley) o in Porn of the Dead.

Succubus con Raven Riley

Come dimenticare il classico del 1999, Dream Quest? La protagonista Sarah (Jenna Jameson) è una ragazza sessualmente inibita che con l’aiuto di due fate viene catapultata in un fantastico porno-mondo parallelo, dove finalmente si libera di tutte le sue inibizioni sessuali. PornoFantasy ben recitato, con ottime scenografie e costumi.

Anche nell’ambito dei fumetti/manga/illustrazioni non mancano gli esempi, come Favole di Francesco “H2O” Acquaviva che ho comprato alcuni mesi fa, ma si può recuperare anche online qui o forse anche via eMule (nome del file “(Ebook – Comic – Erotic) Francesco H2O Acquaviva – Favole [LEIB HUSAR 1786].cbr”).
Se vi piace fate i bravi e compratelo: costa solo 5 euro e in allegato trovate una rivista di fumetti erotici e un albo con Sanpei in versione porno. Non c’erano nemmeno la spese di spedizione quando l’ho preso io: 5 euro in tutto.

Favole di Francesco H2O Acquaviva

A WhoreLore e Sexual Fantasy Kingdom dedicherò un paio di articoli specifici in futuro, tanto per aumentare i riferimenti pornofantasy nel blog. ^__^
Cosa sia il PornoFantasy mi sembra sia stato chiarito, ora passiamo alla Gara del Ducato!

Gara del Ducato del Porno
Si avvicinano le Feste di Anale e il Ducato essendo un territorio cristianissimo non può che festeggiare il compleanno di Gesù… ovviamente organizzando una gara a sfondo porno. Deus vult.
La gara prevederà la realizzazione di un Racconto Breve. Tutti possono partecipare, anche chi non è ancora iscritto al Ducato del Porno.

Dimensioni (perché contano sempre!)
Racconto Breve è qui definito come qualcosa di massimo 10.000 (diecimila) battute (spazi inclusi).
Per evitare oscenità troppo brevi tipo “Il cazzo uscì. Sborra!” poniamo il limite minimo a 3.000 (tremila) battute (spazi inclusi).
Si suggerisce di attestarsi sulle 5.000 (cinquemila) battute (spazi inclusi).
Se evitate di arrivare a 10.000 (diecimila) è meglio perché poi Gesù vi odia e non vi legge nessuno.

Tipologia di Racconto
Il racconto deve contenere tematiche PornoFantasy. Va bene tutto, purché rispetti i criteri con cui è stato sopra definito il PornoFantasy. Consiglio, per comodità vostra e dei lettori data la brevità del testo, di rimanere nell’ambito delle razze più o meno conosciute (PornoFantasy Tolkeniano?). Sbizzarritevi a scoprire qualche combo PornoFantasy particolarmente stramba. ^__^

Trattandosi di un racconto non si può avere l’immediatezza del porno visivo, che può essere anche un semplice amplesso tra un attore maschio e una tizia truccata da elfa (vedesi WhoreLore), per cui bisogna scegliere tra cavarne fuori un racconto erotico OPPURE un racconto con elementi centrali pornofantasy (descrizione sia soft che hard, basta che vi sia qualcosa che ecciti le fantasie sessuali del lettore), ma votato all’umorismo e al grottesco (o all’avventura/azione, ma in poco spazio non so se verrebbe decente).

In particolare il grottesco/umoristico rende bene trattandosi di PornoFantasy: può essere difficile rimanere seri quando si descrive l’amplesso di un golem di pietra con una statua oppure le avventure di un Ent tolkeniano che si masturba con una carota gigantegoccia.gif

Illustrazioni.
È possibile inserire illustrazioni nel racconto, a colori o in bianco e nero, come avveniva nel libro di Peter Coniglio della Potter ride.gif . Le illustrazioni devono essere inviate in formato JPG, GIF o PNG assieme al racconto, numerandole e indicando nel racconto dove vanno inserite (es: bla bla bla qui *** Immagine 1 **** il testo prosegue). Oppure, se preferite, le potete direttamente inserire nel file inviato come immagini.
Le illustrazioni DEVONO essere opera dell’autore. La proprietà intellettuale dei disegni va dimostrata su richiesta del Duca (in particolare nel caso di disegni molto belli… se fanno schifo alla minchia non indago di certo ^_^) mostrando bozze intermedie dell’opera o, in caso di opera disegnata su carta e poi scannerizzata, foto con l’originale. In caso di buon piazzamento nella Gara l’eventuale scoperta di opere altrui spacciate per proprie comporterà la squalifica e gravi punizioni (nel caso di sudditi vi sarà la messa a morte immediata).
Massimo cinque illustrazioni.

Non penso che a nessuno degli utenti abituali del Ducato interesserà inserire illustrazioni, ma nel caso tra di voi si nasconda qualche disegnatore ho preferito fornire l’opzione.

Modalità di invio e formato
Formato dell’Opera: .doc, .rtf, .pdf, .txt o testo via mail.
Indirizzo di Invio: ducatolist@gmail.com
Numero di testi per partecipante: si possono inviare fino a tre testi, purché differenti, per gareggiare con più opere assieme; gareggiare con più opere assieme non garantisce alcun vantaggio “in sé”, dato che ogni opera verrà valutata singolarmente.
Cambio/Reinvio: è possibile inviare lo stesso testo modificato o cambiarlo del tutto, basta avvisare il Duca nella mail di invio; l’ultima versione di un testo arrivata e dichiarato come valida sarà quella messa in gara; magari per ulteriore sicurezza scrivete la versione del testo (la prima è la V1, anche senza dirlo, poi seguono la V2, la V3, la V4 QUATTRO, la V5…)

Data di Apertura invii: puoi inviare fin da ora.
Data di Chiusura invii: domenica 1 Febbraio, ore 23:59.
Votazione: il sistema di votazione popolare verrà descritto successivamente e sarà basato sulle “preferenze” degli utenti del Ducato (iscritti prima del 1 gennaio 2008) o, in caso di molti invii (più di 12), verrà votata solo una selezione di testi “finalisti” dopo la scrematura dei peggiori a cura di una giuria di esperti (io, il mio amico invisibile e il coniglio Pongo). Per evitare favoritismi i testi votabili saranno forniti in forma anonima.

Premio
I migliori tre riceveranno un incremento di rango nobiliare nel caso il loro rango sia inferiore a Baronetto, il che significa che i nuovi utenti diventerebbero automaticamente pornonobili con il titolo di Gentiluomo (o forse di Cavaliere per il primo arrivato). Il Duca si riserva di premiare altri meritevoli a propria discrezione.
Il racconto vincitore verrà pubblicato su Baionette Librarie. Una eventuale vincitrice può richiedere, se lo desidera, di ottenere un rapporto sessuale col Duca(1).

Maggiori informazioni qui:
http://forum.ducatodelporno.org/viewtopic.php?f=2&t=7789

1: in caso di aspetto poco gradevole il Duca si riserva di inviare in propria vece dei banditi albanesi armati di bastoni.

Mi piacerebbe che partecipassero la ragazze che in passato mi hanno inviato materiale in visione. Consideratelo un esercizio. E naturalmente vorrei gustarmi i lavori dei miei lettori abituali (Angra, Taotor, Clio…). ^__^
Sarebbe stupendo se partecipassero anche scrittori fantasy come Licia Troisi, Andrea D’Angelo, Marco Davide, la Strazzulla ecc… e, da quel che leggo sul suo libro, scommetto che parteciperebbe volentieri anche Federico Ghirardi (ma essendo ancora minorenne non posso mandargli una mail di invito sul Ducato, sigh). È improbabile che Licia o qualche altro “scrittore pubblicato” (e che quindi ho probabilmente insultato in passato) partecipi, quindi fa niente, ma sperarci non costa niente. ^__^

Viva il PornoFantasy!

Odio: la colazione dei campioni!

Posted by on 01 dic 2008 | Tagged as: Riflessioni, Scrittura, Troll & Flame

Oggi il visitatore iome ha scritto “licia troisi sa che questo articolo esiste”.
Al che io ho pensato: buon per lei, le avevo pure messo un bel link pulito al suo sito così mi poteva trovare tramite i Link in entrata nella bacheca del suo WordPress! Sarebbe stato bello avere un suo commento, in fondo era un post fatto per divertirsi con le allusioni sessuali del suo libro, ma sapevo già che non ci sarebbe stato. Come ha sottolineato Angra gli autori da millemila copie non si mischiano con il volgo così invidioso e criticone. E pensare che io sono pure Duca!

Cascando a fagiuolo la Regina del Fantasy Italiano ci ha regalato un bellissimo post dopo appena una manciata di ore: http://www.liciatroisi.it/2008/12/01/ledificante-ed-esemplare-storia-del-blogger-non-anonimo/

Un bel giorno, il blogger non anonimo si rende conto che ha un sacco di voglia di scrivere che quel determinato detrattore che l’ha insultato gli sta sul culo. Sì, testuali parole. Ha già pronto un post al vetriolo. Ma, calma. Dar contro a chi ha evidentemente insultato per scatenare un flame-war è da idioti, è fare il gioco del nemico. Tanto più che è anche una battaglia persa in partenza. Cazzo.
Fosse stato anonimo lo sfizio se lo poteva pur passare. Uno sfogo senza firma sotto e senza faccia a corredo, ma così…e allora lascia perdere e parla d’altro.
[...]
- ok, ma tanto c’è il fatto c. No, aspetta. Il fatto c tira in ballo tutta quella gente lì che ti ha diffamato sulla rete. E, ehi, tu quelli non li devi sfiorare manco da lontano. Voglio direi, lo sai quanto pallose sono le discussioni che vertono sull’argomento, poi ti tocca mettere in quarantena il blog per un mese. No, no, lascia perdere

Credo che si stesse riferendo principalmente alla carissima Gamberetta. ^__^ Ma mi piace immaginare che un po’ del suo odio fosse anche per me (ho avuto parecchi visitatori che cercavano commenti e recensioni su Il Destino di Adhara) e per i miei compagni di merende. Magari il mio articolo ha aiutato a farla sbroccare o forse no, ma è bello pensare di aver collaborato.
Vabbè, a quanto pare Licia non verrà a salutarmi. Credo sia perché vorrebbe vedermi pendere dalla forca assieme ad Angra e a Taotor, dopo aver incendiato la barca per gamberi e aver fatto squartare Gamberetta dai cavalli selvatici.
Mentre sarà impegnata a sbranare il suo nemico naturale, io e Angra potremo provare a sfuggirle (scusa, Taotor, dobbiamo lasciarti indietro “a coprirci” mentre effettuiamo la “ritirata strategica” ^_^).

Licia dovrebbe canalizzare la violenza in scrittura. È una cosa che fa bene. Magari scrivendo contro qualche etnia/religione che non piace a nessuno: ebrei, albanesi, musulmani…
Ah, già, pare che istigare all’odio sia un genere di libertà di espressione vietata nei paesi orgogliosi della propria libertà di espressione. Che noia. .___.

Licia potrebbe però sfruttare tutto questo rancore inespresso come carburante per migliorare la sua scrittura. Funziona, lo testimonia anche David Gerrold in “Worlds of Wonder”.

But one day he (NdDuca: l’odiato professore alcolizzato) said to me the most important words in my entire career. Had he not said these words, my life would have been far different — I probably would not have become a writer. He looked me straight in the eye and said, “Stop wasting my time. You’re no good. You’ll never be any good. You have no talent. You’ll never be a writer.”
His words angered me so much that I made a promise to myself. It was very simple. I’ll show you, you stupid old bastard!
That was in 1963.

Within four years I’d sold a script to television—”The Trouble With Tribbles” episode of Star Trek. Within ten years I’d published eight novels, two anthologies, two nonfiction books about television production, and a short story collection. I’d written four more television scripts.
And I’d won three Hugo and three Nebula nominations.
Boy, I showed him.
And yes, rage is an excellent fuel.

Concordo con Gerrold, avendo sperimentato la cosa (anche se non nell’ambito della scrittura) e quindi sapendo bene quanto conta essere infuriati per trovare lo stimolo a dare il meglio, a impegnarsi al massimo.
È una cosa banale, ovvia, ma come tante altre cose ovvie che proprio perché ovvie vengono dimenticate, merita di essere ricordata agli aspiranti scrittori. E Gerrold non è certo il solo a sottolineare l’importanza della furia, dell’odio, della rabbia come carburante (doping?) per le persone:

Io so che l’odio come l’ira hanno la loro funzione nello sviluppo della società, perché l’odio dà la forza e l’ira sprona al mutamento.
(Ivo Andrić, scrittore serbo, Nobel per la letteratura nel 1961)

L’odio è un tonico, fa vivere, ispira vendetta; invece la pietà uccide, indebolisce ancora di più la nostra debolezza.
L’odio senza desiderio di vendetta è un seme caduto sul granito.

(Honoré de Balzac, culattone francese, mangiatore di rane)

Dai risultati non mi pare che Licia stia sfruttando il potenziale insito nell’odio contro i suoi (a ragione) detrattori, ma forse mi sbaglio e si sta dimostrando incapace nonostante la strepitosa carica del rancore. Spero per lei di no.

cup of rage
Rabbia: la colazione dei campioni!

Come già scritto credo molto nella forza dell’odio e della furia, quel gradevole stimolo che ti porta a vedere l’avversario come un bestia da schiacciare, un animale da fare a pezzi, qualcuno da cui bisogna ottenere soddisfazione in un modo o nell’altro, prima o poi. L’odio attiva i meccanismi mentali più preziosi dell’uomo, quelli della lotta per la sopravvivenza. Uccidi o fatti uccidere. Divora o fatti divorare. Nessuno vuole avere una posizione peggiore del proprio nemico nella catena alimentare.

Ci credo tanto che lo uso anche quando faccio l’editing dei testi a amici/conoscenti: con punzecchiature e commenti gratuitamente cattivi cerco di stimolare una reazione violenta nello scrittore offeso. Alcuni non mi mandano più niente dopo. Gente senza spina dorsale, cazzi loro. Spero che però l’odio verso di me li aiuti lo stesso a migliorare. Altri continuano a chiedere pareri, come criceti che mordono ancora e ancora e ancora il cibo elettrificato. Taotor ad esempio è molto migliorato e ormai non lo insulto più da tempo, ma i suoi primi scritti facevano vomitare le capre morte. Non so se ne abbia ricavato davvero del sano odio, ma di certo non era piacevole per lui veder considerato tutto il proprio lavoro al livello dello sterco putrido. Un qualche genere di meccanismo mentale sarà pur scattato se ha deciso di voler davvero imparare a scrivere meglio.

In generale se a uno interessa davvero aiutare uno scrittore è meglio farsi odiare e dire le cose come stanno (con cattiveria se si pensa che possa servire) piuttosto che moderare i toni e mentire per evitare grane. D’altronde lo dicono anche i manuali di scrittura (sempre a dire cose ovvie questi manuali!): non fidarsi del parere di genitori e amici, potrebbero sopravvalutare l’opera perché “l’hai scritta tu” o potrebbero perfino mentire per non rovinare l’amicizia.

cinesi sono bestie
Gli hanno forse insegnato qualcosa di sbagliato? Non mi pare.

Il prezioso carburante dell’odio può essere ottenuto anche sfruttando gli scrittori spazzatura che infestano le librerie. È disgustoso vedere lavori dozzinali, scritti male da incompetenti o buttati là senza fregarsene molto dell’editing, che hanno il loro bel seguito di fan. Non parlo di Harry Potter, che da quanto ho visto ha la sua dignità (anche se il successo ottenuto è difficile da giustificare), ma mi riferisco proprio a libri come quelli di Licia Troisi. O anche parlando di libri molto meno pubblicizzati e venduti, è osceno veder pubblicati e magari spacciati come capolavori/rivelazioni tanti altri libracci italiani e stranieri.
Disgusto. Ribrezzo. Odio. Falli macerare per bene e ricavane la tua fottuta benzina personale. Fantastica sull’uccidere o mutilare gli autori. Sogna di vederli in rovina. Leccati le labbra mentre immagini di affondare la baionetta nel loro ventre molle gonfio di liquami. Non è reato coltivare il proprio odio per trasformarlo in qualcosa di positivo.
MUORI! MUORI! MUORI! Due minuti di odio ogni giorno, come insegna Orwell!

Alcuni, tipo i leccaculo che infestano certi forum e siti, potrebbero vederla come Invidia, ma non ha molto senso. Invidia di cosa? Del successo e quindi dei soldi? Allora meglio invidiare King o la Rowling, che senso ha invidiare la Troisi che fa uno sputo dei loro guadagni? No, l’odio è qualcosa di più pregiato della mera invidia. Chi parla di invidia dimostra solo la propria ignoranza e stupidità. L’odio è l’oro delle emozioni: l’invidia è solo ottone.

iNvidia logo
Alcuni anni fa ero pieno di nVidia, avevo la 6600GT
Ma da tempo sono un uomo diverso è ho la ATI Radeon 2900XT

Post Scriptum
Un suggerimento per il genio che oggi è arrivato al mio sito cercando “licia troisi stuprata analmente“: guardati un bel porno asiatico, ne hai tanto bisogno. ^__^

Il Destino di Adhara: il mondo del porno

Posted by on 23 nov 2008 | Tagged as: Fantasy, Libri, Zozzerie

È finalmente uscito il nuovo libro di Licia Troisi (e si spera non solo “firmato Licia Troisi” come alcuni sospettano riguardo la Ragazza Drago). È il primo di una trilogia, non sia mai che “la più amata scrittrice fantasy italiana” (sigh) si faccia scappare l’occasione di produrre l’ennesimo malloppone diluito in puntate invece di fare un singolo libro bello, breve e denso di buone idee.
I libri brevi e incisivi sono cose per idioti come George Orwell e quella sua cagatina di 1984. La Troisi non si pone limiti creativi nel diluire le vicende su più libri, come farebbe un barista disonesto con gli alcolici.

leggende del mondo emerso destino di adhara
Le Leggende del Mondo Emerso, Vol.1
Il Destino di Adhara

Adhara si risveglia in un prato. Non ricorda come è arrivata in quel luogo, non riesce neppure a ricostruire in quale luogo si trovi, ma soprattutto non ricorda chi è. Muovendosi in un mondo che le è completamente sconosciuto, pian piano scopre di avere una serie di inquietanti capacità, mentre incontra AmhaI, un giovane apprendista Cavaliere di Drago dall’animo tormentato che è pronto ad aiutarla a riscoprire se stessa. Ma sul Mondo Emerso, che da cinquant’anni vive un periodo di pace e prosperità, incombe una nuova, oscura minaccia, proveniente da un passato remoto e dimenticato. Il destino di AmhaI e Adhara e di vecchie e nuove conoscenze si legherà sempre più strettamente alle forze occulte che stanno cercando di trascinare nuovamente. Età di lettura: da 11 anni.

Notate l’età di lettura: da 11 anni. Devono avere capito che se uno lo legge prima degli 11 anni gli si può bloccare la crescita o può incorrere in gravi danni neurali. Poi l’età è anche interpretabile: da 11 anni e basta o da 11 anni in su?
Se è come gli altri libri della Troisi l’età di lettura più adatta è “Mai”.

Bambina triste
“Mamma, non voglio leggerlo: mi si blocca lo sviluppo mentale…”
“E cosa vorresti leggere alla tua età???”
“Voglio leggere la Fattoria degli Animali, 1984 e La Macchina del Tempo…”
“No, no, NO! Poi rischi che ti venga un cervello!”
“Ma perché nooo?”
“Da grande devi fare la velina e sposare un calciatore così sistemi la mammina tua.”
“Ma io voglio diventare un Ingegnere dei Materiali…”
“Non se ne parla! Vuoi finire a lavorare per quei maiali della DuPont? Zitta e leggi la Troisi!”

La protagonista questa volta, tanto per cambiare, ha un nome preso dalla lingua degli inculatori di cammelli (camelus dromedarius, ma non disdegnano nemmeno le bambine tra gli 8 e i 12 anni dato che è brutto che abbiano “il primo sangue nella casa del padre”).
Adhara è la seconda stella per luminosità nella costellazione del Cane Maggiore. Il suo nome ha origine dall’arabo ????? ‘að?ra’ e significa “le vergini“.
Dopo Nihal (“dove si abbeverano i cammelli”) e Dubhe (“orso”, forse riferito al suo pube peloso), finalmente abbiamo “Le vergini”. Ma non solo vergini, bensì quelle del cane! Una cagna, insomma. Evviva l’eleganza.

 
Leggiamo il Primo Capitolo
Il primo capitolo, sia ringraziato Gesù Cristo mangiatore di uova sode e tracannatore di aceto divino, è disponibile nel sito della Mondadori. Dà spesso 502 Proxy Error “Error reading from remote server”, probabilmente perché i server Mondadori ricevono lo stesso livello di attenzione dei romanzi. Per chi vuole bruciarsi in modo irreparabile l’area di Broca c’è anche un fantastico prologo, ma io preferisco dedicarmi al primo capitolo sacrificando i miei neuroni per il bene della Scienza.

Come detto il libro inizia con la protagonista che si sveglia in un prato e non sa chi è, nemmeno cos’è, che è successo, insomma, in sintesi, non sa un cazzo di niente. A parte l’abbondanza di avverbi inutili e parole buttate a caso, il tutto ben amalgamato in una scrittura piuttosto fiacca (in anni un po’ di sforzo per migliorare no, eh? Anzi, ha perfino perso quell’immediatezza e demenziale freschezza del primo libro!), quello che non convince fin da subito è come l’autrice presenta gli avvenimenti. Il POV non è ben piazzato nella mente del personaggio, per cui non ci si gode “la confusione”, ma si ottiene un chiaro quadro degli eventi come se stessimo guardando una persona confusa mentre sorseggiamo il té delle cinque.

“Chi sono?”
Nessuna risposta. Una stretta gelata le avvolse le tempie. Si toccò il petto, là dove il cuore batteva il tempo della sua ansia. Seni, piccoli e sodi.
“Sono una donna.”
La consapevolezza non le portò alcun sollievo. Si guardò attorno. Il cielo era di un azzurro profondo, senza neppure una nuvola. Il prato che la circondava le parve sconfinato; qua e là, il bianco di timide margherite e il rosso sfacciato di qualche papavero.

Non sa nemmeno di essere una donna, deve palparsi le tette per realizzare la cosa, eppure quando si guarda attorno non vede solo una distesa di generica erba chiazzata di fiori bianchi e rossi, ma distingue chiaramente margherite e papaveri, subito con un colpo d’occhio.
La cosa puzza, tanto per cambiare con Licia, di scarsa attenzione ai particolari dato che, subito dopo, la ragazza ha problemi perfino a riconoscere la propria cintura e a distinguere cosa sia un pugnale!

Un oggetto oblungo, piuttosto ruvido al tatto, era legato ai suoi fianchi da una striscia di un qualche materiale che non riusciva a identificare.
[...]
Con un piccolo sibilo, emerse qualcosa che luccicava al sole. Strinse gli occhi e studiò l’oggetto. Il manico era caldo, marrone, e si adattava perfettamente alla sua mano. La parte inferiore era fatta invece di un materiale diverso, lucente e freddo al tatto. Aveva un aspetto serpentino, ed era decorato con segni strani, che non riuscì a decifrare. Passò un dito sul filo della parte fredda, e sentì un immediato dolore. Lo ritrasse, e vide che era segnato da una lunga striscia rossa. Un lampo di consapevolezza illuminò la sua coscienza.
“È un pugnale.”

Fiori con tanto di nome riconosciuti all’istante, ma col pugnale deve farsi un taglio per capire cos’è. E riguardo la cintura non ha ancora capito cosa diavolo sia (ma non preoccupatevi, lo scoprirà dopo!).
Un complesso messaggio psicologico a sfondo pacifista-nudista o faciloneria e scrittura distratta? La risposta è autoevidente per tutti, tranne che per gli idioti: è ovviamente un raffinato messaggio psicologico! Credete forse che Licia sia un’incapace, uomini di poca fede?

Inutile perdere tempo sulla scrittura in sé: concentriamoci invece sugli eventi veri e propri di questa bellissima storia piena di mistero!

gambe magre, affusolate e candide, malamente coperte da una tunica macchiata.
[...]
Indossava una lunga tunica macchiata d’erba e sangue. Sotto, nient’altro.
[...]
Solo allora notò l’alone rosso che le circondava il polso. D’istinto lo sfiorò con un dito, ma si ritrasse subito. Bruciava terribilmente. Anche l’altro polso aveva lo stesso segno.

Adhara è chiaramente reduce di una Gang Bang, probabilmente con una dozzina di negri superdotati. I segni ai polsi indicano l’uso prolungato di manette o corde. Bondage-sadomaso, o forse l’avevano rapita e violentata.
La tunica macchiata “d’erba” e sangue assieme all’assenza dei pantaloni o della gonna, per non parlare della biancheria intima, è un altro evidente indizio a favore della Gang Bang. Le macchie d’erba sono molto sospette: probabilmente la base di sperma ha permesso all’erba di spiaccicarsi e incollarsi meglio di quanto sia possibile alla normale erba.
Sperma e sangue. Niente biancheria intima. Qualcuna è stata una ragazza molto cattiva, eh? O magari un gruppo di negri l’ha stuprata analmente (sangue, segni ai polsi) e poi l’ha abbandonata pensando che fosse morta.

Un oggetto oblungo, piuttosto ruvido al tatto, era legato ai suoi fianchi da una striscia di un qualche materiale che non riusciva a identificare.
[...]
Strinse gli occhi e studiò l’oggetto. Il manico era caldo, marrone, e si adattava perfettamente alla sua mano.

Cosa sarà mai, date le premesse, se non un Dildo Anale?

“È un pugnale.”

Ah, no, è solo un pugnale. Me ne ero proprio dimenticato! Forse faceva parte del gioco erotico e la presenza dell’arma cancella l’ipotesi dello stupro interraziale a favore della Gang Bang sadomaso finita male. Adhara aveva bevuto qualche bicchiere di troppo, fumato un po’ di canne per tenersi allegra, poi i bei cazzoni negri uscirono dalle mutande e lei vi ci si impalò a tre per volta con l’aiuto psicologico di qualche pasticca di LSD. La festa continuò mentre il suo ano si riduceva a un cratere sanguinante, mezza dozzina di strisce di coca per godere di più e alla trentaduesima eiaculazione interna gli si saranno ribaltati indietro gli occhi e avrà iniziato a schiumare dalla bocca. I negri, poveri Bingo Bonghi senza permesso di soggiorno, avranno abbondonato nel campo la bianca puttanella borghese per paura di inguaiarsi con la crudele polizia fascista e xenofoba.
Che ragazzaccia viziosa questa Adhara!

Qualcuno dirà: “perlomeno Adhara non piange come Nihal!”
Sbagliato. Dopo solo 1027 parole c’è già il primo pianto disperato! Evviva!

Lo sconforto la sommerse. Avvertì qualcosa di umido scenderle lungo le guance, e quando se le toccò sentì che erano bagnate. La cosa la intristì ancora di più. Spalancò la bocca e si lasciò andare alla disperazione, mentre dagli occhi grosse gocce le cadevano in grembo a disegnare sulla tunica aloni scuri perfettamente tondi. Dalla gola le uscivano solo confusi gemiti.

Si toccò le guance, e sentì che erano ricoperte da qualcosa di ruvido. Ne grattò un po’ con un’unghia e se lo mise in bocca. Era salato.

Le lacrime da sole non bastano per avere densi sedimenti sul volto, abbastanza corposi da poterli raschiare con l’unghia e mangiarli. Il sapore salato delle lacrime si è aggiunto a una precedente base di sperma secco, regalo di Ibrahim e Muhammad. O magari era muco colato durante il pianto disperato?
In ogni caso: gnam-gnam, Adhara, gnam-gnam!

Per i più perversi ecco una Ricostruzione degli eventi precedenti ▼

Qualcos’altro però la tormentava. Una specie di bruciore interno, e una sensazione di profonda secchezza che le straziava bocca e gola.

Per forza, tra l’alcool ingerito e tutta la saliva spesa nel succhiare salsicce nere è il minimo che abbia la gola secca e dolorante: trenta centimetri di pura anaconda Africana non si ingoiano come una caramellina! Poi con i fiumi di lacrime che produce, da degna erede di Nihal, avrà espulso almeno otto litri…

Infine distinse un nastro argentato che si apriva la strada fra i tronchi, gettandole negli occhi i riflessi rosati di un sole morente. Si lanciò verso il torrente e vi immerse la faccia bevendo con avidità

Altro che otto litri, ha formato un intero torrente!
Mi sbagliavo, la Troisi è migliorata: la potenza lacrimatoria dei suoi personaggi aumenta di trilogia in trilogia. In “Nihal della Terra del Vento” (prima trilogia del Mondo Emerso) dall’inizio del primo capitolo ci vogliono ben 4645 parole prima che Nihal scappi in lacrime per essere stata sconfitta da Sennar. In “La Setta degli Assassini” (seconda trilogia del Mondo Emerso) dal primo capitolo ci vogliono ben 4593 parole (un leggero miglioramento) prima che Dubhe pianga perché Gornar le tira i capelli.
In questa terza trilogia del Mondo Emerso invece bastano 1027 parole per ottenere un pianto disperato a bocca spalancata, degno di un cartone giapponese per ritardati. Straordinario!

Un consiglio per l’incipit della quarta trilogia: “Le lacrime iniziarono a rigarle le guance, poi Fathima prese a singhiozzare senza controllo.”
Copialo pure, Licia, te lo regalo!

 
L’Aspetto Fisico
Concentriamoci sull’aspetto fisico della protagonista, ben descritto perché la Troisi non si lascia perdere l’occasione di descriverci la sua nuova troiet… protagonista.

Carnagione e Gambe
Nel bianco, a poco a poco andò a disegnarsi il profilo di un braccio pallido appoggiato sull’erba, e di un paio di gambe magre, affusolate e candide, malamente coperte da una tunica macchiata.

Il Seno
Si toccò il petto, là dove il cuore batteva il tempo della sua ansia.
Seni, piccoli e sodi.

Il Volto
Capelli neri e lisci aderivano all’ovale minuto del suo capo. Qua e là, sparute ciocche di un blu intenso, lucente. Un volto allungato, magro, ma con guance tonde. Una fronte alta, intorno alla quale i capelli si aprivano come un sipario. Una bocca piccola e ben disegnata, labbra rosee e lisce che spiccavano sulla carnagione pallida. Un naso dritto e allungato, sopracciglia sottili.

Gli Occhi
Tuttavia, la cosa che la colpì di più furono gli occhi. Grandi, ma dal taglio allungato, erano uno nerissimo, l’altro di un viola acceso, limpido, quasi inquietante. Non c’erano molte persone con occhi di due colori diversi: questo, per qualche ragione, lo sapeva.

La Troisi, diciamolo pure, ci ha regalato l’ennesima pornostar. Chi non ricorda la descrizione di Nihal? Io fantasticando su Nihal un po’ di seghe nel corso degli anni me le sono fatte. Bella puttanella dai capelli blu, la adoro. ^_^

Osservò i muscoli compatti delle gambe, la pancia piatta, le braccia forti, frutto degli allenamenti con la spada e delle battaglie. Si stupì che il suo corpo fosse cresciuto tanto in fretta, quasi a sua insaputa, trasformandola in una donna: aveva belle forme e un seno forse un po’ abbondante, ma ben disegnato. Si avvicinò al riflesso del suo volto. Ho gli occhi troppo grandi. Però il colore le piaceva: era intenso e profondo

È il corpo di una pornostar, con gambe forti, muscoli tondi, un bel seno e degli occhi da porca che sembrano gridare “fammi un facciale!”. Ma questa era Nihal, era il passato: ora abbiamo Adhara, dal seno piccolo e dalla pelle candida.

Ho anche trovato chi potrebbe interpretarla, è perfetta come da descrizione, anzi, ha pure una pelle candida che l’Adhara in copertina non ha (e per l’occhio viola basta una lente a contatto): Stoya.

Adhara e Stoya
Adhara e la pornostar Stoya: separate alla nascita?

Come Nihal prima di lei, anche Adhara può avere una brillante carriera nel cinema, in film come questi. ▼

Non vi pare?
Forza Adhara, se fai carriera mi compro un abbonamento annuale al tuo sito!

Doctorow: la Cina e il prezzo dei lettori eBook

Posted by on 17 nov 2008 | Tagged as: Ebook

Come accennato in uno dei commenti all’articolo precedente, ecco il link alle considerazioni di Cory Doctorow sul perché sia (o fosse? L’articolo è del Marzo 2008) difficile abbassare il prezzo dei lettori di eBook:
[Locus Magazine] Cory Doctorow: Put Not Your Faith In Ebook Readers

Il discorso è semplice e, sfortunatamente, descrive proprio ciò che avevo immaginato un annetto fa. Non che ci volesse molto, bastava fare due più due, ma avevo la speranza di aver immaginato una cazzata colossale. Invece no, il mio intuito (o meglio il mio due più due) aveva funzionato.

Circa un anno e mezzo fa ero stato attirato dall’idea di comprare un lettore di eBook, ma poi avevo lasciato stare con l’idea di ritentare in futuro, nella speranza che i prezzi si fossero abbassati. Passarono alcuni mesi, arrivò Natale 2007, e non si era abbassato niente. Non c’erano lettori competitivi a 200$. Il Bookeen Cybook Gen3 costava 339 euro, nella versione base (e circa 15 euro per la spedizione in Italia, arrotondiamo a 350 euro).

Amazon Kindle, che utilizza il proprio formato stronzo (.azw) e ti vende libri vincolati al lettore (su Amazon costano 10$ e più di norma) che quindi non ti puoi passare con gli amici dotati di Kindle e non supporta bene i pdf, costava a fine 2007 la bellezza di 399 dollari (335 euro all’epoca). Fortunatamente, anche se è un lettore che non legge i .pdf (LOL?), supporta i file di testo, i formati Mobipocket NON protetti, l’html e i documenti Word.

File formats
Although it supports unprotected Mobipocket books (.MOBI, .PRC), plain text files, and HTML and Word documents, Kindle also uses its own proprietary, DRM-restricted format (AZW). It does not fully support Portable Document Format (PDF), but Amazon provides “experimental” conversion to the native AZW format. Users may also convert PDF files to supported formats using third-party software.

Using the experimental web browser, it is possible to download books directly on the Kindle (.mobi, .prc and .txt). Hyperlinks in a Mobipocket file can be used to download e-books but cannot be used to reference books stored in the Kindle’s memory. The Kindle charges monthly for RSS subscription to select blogs, even though users may use the experimental web browser to navigate to and read blogs or any other web pages free of charge.

Un affarone. Proprio. Trenta centimetri di tecnologia per via anale.
Ma manco per il cazzo avrei mai buttato 335 euro (al massimo 100) per una cagatona così limitata. Se lo tengano i finocchi di Amazon.

Arrivato a Natale, visto l’andazzo, stavo iniziando a perdere speranza in un eventuale calo dei prezzi, ma rassicurato da un amico “che la sa lunga” (ma mai “esatta”, come ho scoperto regolarmente), decisi di aspettare qualche mese confidando che sarebbero scesi a un livello accettabile.
Ma non ci contavo molto, dopo l’attesa già trascorsa di mesi senza risultati. E non ci contavo perché sapevo una cosa molto semplice e banale: non basta il passare del tempo per abbassare il prezzo del prodotto. Il prodotto in questione deve avere una notevole domanda assieme a una ancora più grande capacità di soddisfarla che permetta, in soldoni, di avere la capacità di poter guadagnare molto di più abbassando i prezzi che non mantenendoli alti. Ovvero se l’aumento della domanda conseguente il calo del prezzo genera un introito netto superiore a quello precedente: se calare il prezzo del 50% mi aumenta le vendite del 10% potrebbe non essere una buona idea farlo, ma se un calo del 50% me le aumenta del 500% è un’altra questione!
O deve esserci qualche altro vantaggio altrettanto ghiotto, come defenestrare la concorrenza, senza un aumento di guadagno nel breve termine per via del calo eccessivo del prezzo, ma avere poi campo libero come “semi-monopolio” (il sogno bagnato del mondo capitalista) guadagnando così molto di più nel futuro!

È una cosa banalmente ovvia. E proprio perché è banalmente ovvia e facendo due più due (considerando che, a parte Harry Potter e simili fenomeni, in generale le vendite non è che nell’insieme vadano benissimo in USA… se ricordate le ultime statistiche c’è una leggera recessione) mi sembrava impossibile che si delineasse uno scenario tanto stupefacente da permettere un rapido crollo dei prezzi. Anche perché, come sottolinea Doctorow (ma come sanno tutte le piccole fan del Wallerstein o chiunque si interessi delle meccaniche e dei cicli del capitalismo), non è così “automatico” riuscire a diventare competitivi producendo roba in Cina perché anche la loro capacità produttiva ha un limite. Come fa notare Doctorow quando ci si lancia per farsi produrre lettori dai cinesi ci si trova in competizione con i produttori di cellulari, console, lettori mp3, memorie flash, portatili, vibratori, giocattoli ecc… tutti con settori molto più redditizi e sicuri per le industrie cinesi.

I mesi passarono e i prezzi non calarono. In compenso stavano cominciando a vendere, a prezzi mostruosi (rispetto all’attrezzino in sé), quei lettori anche in Italia. Arriva l’estate e i prezzi sono gli stessi del Natale prima e dei mesi ancora precedenti!
A quel punto scopro, con un ritardo di cinque mesi, l’articolo di Doctorow sopra linkato che conferma le mie peggiori supposizioni. E ci rimango un po’ male. Parecchio male. Perché, diciamolo, finché erano solo le mie supposizioni (per quanto provate dall’effettiva stabilità dei prezzi) potevo anche continuare a “sperare” in un rapido miracolo con conseguente calo dei prezzi, ma quando una auctoritas come Doctorow mi dice le stesse cose ho un po’ più di difficoltà a far finta di niente.

cory doctorow succhia succhia amore lungo
Cory Doctorow.
È un belluomo, ma non te lo prenderà in bocca per 10 euro. Credo.

Le cose stanno leggermente migliorando rispetto a sei mesi fa.
Il Booken Cybook G3 ora costa 280 euro. Dopo un anno ha perso 55 euro di prezzo, una riduzione del 16,5%. Piuttosto scarsina e del tutto insoddisfacente.
Amazon Kindle, nonostante sia un prodotto molto venduto (per essere un lettore di eBook), costa 359 dollari ovvero 40 dollari meno dell’anno scorso, pari a un calo del prezzo del 13,5%. In euro fa 275 al cambio di adesso: in pratica costa poco meno del G3 ed offre un servizio peggiore. No, grazie.
Il Sony PRS-505, nota positiva, è sceso a 299,99 dollari (236,5 euro). Ma solo perché è uscito il PRS-700, più figo, che ne costa 399,99. Con la garanzia di un anno, e per avere quella di due anni contro incidenti di maneggiamento (perché, diciamolo, il rischio più grossa che uno si immagina è che caschi in terra male…) sono 54,99 dollari in più. Peccato che sul sito italiano della Sony non mi risulti ancora che lo vendano per l’Italia. Qui, inoltre, fanno notare che la Sony France lo venderà a 300 euro, contro i 235 euro (199 sterline) in Inghilterra. Quindi un “gran risparmio” non ce lo vedo rispetto ai 280 euro del Cybook Gen3 attuale… i prezzi stanno migliorando, ma siamo ancora molto lontani dall’avere prezzi adeguati al servizio fornito.

Un pochino i prezzi stanno diminuendo, ma non in modo vistoso. E di tempo ne è passato.
Per far esplodere le vendite dei lettori eBook ci vuole un bel calo del prezzo: 280, 250 o 200 euro sono comunque tanti in una botta sola per un prodotto tenuto in scarso conto come il libro. Ci vuole assieme una cultura diffusa della pirateria libraria (tutti devono essere rassicurati che troveranno libri gratis), una maggiore conoscenza nel pubblico dei suddetti lettori, una pirateria migliore e più capillare (spesso le ultime novità e tanti libri interessanti NON arrivano mai in versione elettronica piratata, rendendo meno appetibile il lettore eBook anche per me) oppure un nuovo modello editoriale basato sulla distribuzione libera dell’eBook e le donazioni (o gli acquisti cartacei dei p-Book) e un prezzo più basso, attorno ai 100 euro credo, per permettere l’esplosione della domanda NONOSTANTE esistano già le console portatili, i palmari e i cellulari in grado di soddisfare le esigenze tipiche di lettura degli eBook fornendo in più molti altri intrattenimenti.

Ma c’è speranza che i prezzi calino davvero in un futuro non troppo lontano?
Secondo questo articolo si, dato l’andamento delle vendite degli iPhone e i nuovi hardware a basso costo: Good news for e-books: Cheaper Asustek hardware, just US$200 next year—and meanwhile the iPhone market keeps growing.
Ricordiamo che l’iPhone, a parte tutte le altre funzioni, è anche considerato dagli utenti un non del tutto disprezzabile lettore di eBook, come queste statistiche di scarico del software sembrano indicare: iPhone, successo anche come ebook reader.
La gente sembra proprio voler leggere questi benedetti eBook, come già ripetuto mille altre volte, citando costanti statistiche di crescita del mercato degli eBook.

C’è motivo per essere ottimisti?
Un pochino sì: tra nuove tecnologie per la carta elettronica e i leggeri cali di prezzi, uniti all’interesse sempre presente dei produttori verso i lettori eBook (che significa che loro non li considerano un fallimento certo), assieme alla diffusione della lettura degli eBook con altri dispositivi e alla consapevolezza dell’importanza dell’eBook, complessivamente possiamo permetterci un po’ di ottimismo. Non la dabbenaggine di chi dava per scontato un buon calo del prezzo in tempi brevi (un anno), ma il consapevole ottimismo a medio-lungo termine della cautela perlomeno si.
E poi poteva andarci peggio: potevamo venire attaccati dai gorilla in armatura potenziata!

Gorilla Power Armor
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