Apocalypse Meow – Cat Shit One: anche i conigli fanno la guerra!

Scritto da Il Duca Carraronan il 20 lug 2010 | Categorie: Anime, Conigli, Fumetti e Manga, Rabbit Weird

È finalmente uscito il primo episodio di Cat Shit One, l’anime in computer graphic con protagonisti due coniglietti delle forze speciali statunitensi in azione nell’attuale Medio Oriente, combattendo contro i dromedari afgani.
La serie, di cui non so quando ci sarà un secondo episodio (sigh), è trasmessa su YouTube in HD per i residenti in Giappone. Si trova fansubbata in inglese senza problemi (io ho visto la release di Pretentious) e c’è anche una release italiana a cura dei Bowling Ball Fansub. Qui sotto i due trailer, quello vecchio e quello nuovo.

Potete notare la differenza tra la prima versione in cui c’erano schizzi di sangue e la nuova in cui al loro posto ci sono “fumate” più o meno insensate. È una censura accettabile che non danneggia il nucleo dell’episodio e mette al riparo da possibili accuse di eccessiva violenza (dato il tema e i connotati razzisti nelle rappresentazioni antropomorfe delle diverse popolazioni), ma avrei preferito non vederla.

L’episodio ha una qualità complessiva altissima. Le animazioni sono ottime, straordinariamente al di sopra degli anime che a ogni stagione fanno capolino nelle TV giapponesi (e che nonostante la qualità non sempre alta, e le paghe da morte per fame dei disegnatori, costano uno sproposito a episodio). Un livello di qualità che definirei anti-economico per un prodotto simile (il miglior episodio di qualsiasi cosa visto in due anni).
Ennesimo schiaffo morale per i retrogradi e gli incompetenti che guardano dall’alto in basso sempre e comunque i prodotti giapponesi, forti della propria ignoranza condita con pretese intellettualoidi pseudo-razziste per cui “ciò che fanno le scimmie gialle al massimo è merda e imitazione” (invece i nostri soliti elfi e i vampiri adolescenti sarebbero grande innovazione! C’è più creatività, seppur condita con puttanate, in una sola annata di anime che in anni di narrativa letta dai suddetti intellettualoidi).

La qualità non è solo nella grafica, ma in ogni aspetto, inclusi i dettagli armieri e tattici che pongono l’opera per credibilità al di sopra della massa delle produzioni Hollywoodiane. C’è rispetto per l’intelligenza dello spettatore, senza rinunciare all’azione, come dovrebbe avvenire SEMPRE (in particolare nella narrativa). Un prodotto maturo e affascinante, degno erede del manga Apocalypse Meow.
Ammirate l’uso privilegiato del fuoco semi-automatico (e l’assenza di lunghe raffiche che sono considerate da decenni solo uno spreco di munizioni), dell’avanzata sfruttando le coperture, l’attacco a sorpresa aggirando, l’ottica del fucile di Botasky che perde il bersaglio dopo lo sparo a causa del rinculo ecc…

Pura Arte

Tornando alla qualità delle armi rappresentate, si possono vedere in mano ai cammelli AK-47, RPK (mitragliatrice leggera di squadra) e perfino un AKS-74U (reso famoso dai video di Bin Laden), oltre ai classici RPG-7 ex-sovietici, accessorio immancabile del vero pastore di capre afgano! I conigli invece maneggiano un’ottima pistola STI EDGE (una costosa erede high-tech della Colt 1911), un fucile da battaglia Mk.14 Mod 0 (a me sembrava un M39, ma la canna più corta non mente: è il modello sperimentale precedente di “potenziamento” del vecchio M14) e un fucile d’assalto SR-47 (arma che esiste solo in sette esemplari: era nata per l’esigenza dei soldati americani di poter impiegare munizioni in 7,62×39 catturate agli afgani, visto che se ne trovavano tonnellate ovunque, al posto di farle saltare in aria ed evitando così i problemi di logistica per ottenere munizioni da 5,56×45… il progetto venne abortito perché le munizioni che si trovavano nelle buche, produzioni cinesi e di vari paesi ex-sovietici tutte dissimili, avevano proprio la qualità che ci si può aspettare da qualcosa rimasto sepolto per anni o decenni!).
Ringrazio imfdb.org per avermi risparmiato la fatica di prendere gli screenshot da solo. ^_^

Per chi vuole cercare inutili simbolismi, si può notare come il SR-47 del volitivo Packy (un fucile semplice, essenziale) contrasti con l’ingombrante e super-accessoriato EBR di Bota, personaggio molto più insicuro (compensazione armiera?).

Nemmeno “Cat Shit One” è immune al fenomeno del fan service :-P

Passiamo al manga Cat Shit One, intitolato Apocalypse Meow nella versione inglese. Ne avevamo già parlato più di un anno fa, ma non gli avevo mai dedicato un articolo. Il titolo è naturalmente ispirato ad Apocalyse Now, con un Meow perché i vietnamiti sono rappresentati da gatti. È un manga ben realizzato, con missioni realistiche, personaggi credibili (i tre conigli principali, Perky -il Packy dell’anime-, Bota e Rats, sono tutti ben caratterizzati) e gergo tecnico sfruttato in modo intelligente (non ci sono mai infodump, ma per le sigle più ostiche ci sono note in fondo alle pagine). L’autore si è preso una piccola libertà spostando l’attentato al ristorante My Canh dal 1965 al 1968, poco dopo l’offensiva del Tet, ma in generale i volumi sono storicamente coerenti e contengono alcune pagine di approfondimenti sulle forze speciali e sul conflitto in Vietnam.
Cultura e intrattenimento assieme. ^_^

Trovate i tre volumi in inglese su mangatraders, ma non sono disponibili quelli di Cat Shit One 80 (in cui i conigli sono alleati degli afgani contro l’invasione sovietica).


Anche alcune immagini storiche del conflitto hanno trovato posto in Cat Shit One

Gli americani sono conigli per un valido motivo: USAGI (coniglio) suona come USA G.I. ovvero “soldato statunitense” (da G.I., un vecchio modo per chiamare i soldati americani). Ho trovato delizioso l’abbinamento animale-nazione, fatto sfruttando stereotipi e informazioni storiche: i francesi, che hanno ridotto così il Vietnam e che non erano veramente al fianco degli USA (molti imprenditori francesi finanziavano i Viet Cong per coprirsi le spalle in caso di vittoria comunista), sono solo dei “maiali”; i coreani, mangiacani nell’immaginario giapponese, sono diventati proprio “cani”; i cinesi sono “panda”, animale simbolo; I russi sono “orsi”, animale da tempo abbinato alla Russia (già all’epoca della Guerra di Crimea il principe ereditario era rappresentato dalla propaganda inglese come un orsacchiotto frignone) ecc…

Russi, Cinesi e Vietnamiti

Oltre che fornire una gradevole possibilità di riconoscere sempre le nazionalità a colpo d’occhio, la scelta fatta permette anche qualche scena divertente: ad esempio quando il ratto inglese vuole farsi passare per un canguro australiano, lol! Il fatto che la nazionalità si capisca al volo sta a indicare che all’epoca tutti sapevano che c’erano dei SAS britannici in Vietnam (oltre a quelli australiani, che invece potevano operare lì) e anche soldati di altre nazioni che in teoria non avrebbero dovuto inviare nessuno perché esterne alle “operazioni di polizia” americane. Viene sollevato più volte il problema dei possibili incidenti internazionali quando i conigli incontrano i consiglieri militari russi e cinesi o quando, nel secondo volume, vengono aggregati alla squadra quattro giapponesi (il Giappone NON poteva inviare soldati, a malapena può avere un esercito difensivo, secondo la Costituzione!) che devono completare l’addestramento nella giungla per diventare “ranger”.

I Giapponesi: vere e proprie “scimmie” gialle ^_^.
E anche Bota ha sempre qualcosa da dire contro di loro.

Oltre ai vantaggi in termini di LULZ, l’uso degli animali ha migliorato molto la resa grafica. L’autore (Motofumi Kobayashi) non è un genio del disegno e se si guarda l’episodio in fondo al primo volume, un capitolo bonus del precedente Dog Shit One, si può vedere che è molto meno realistico l’umano come umano che non il coniglio come coniglio. L’idea di usare i conigli gli era venuta per prima, ma l’autore per timore (condivisibile) che sembrasse una cretinata aveva messo delle persone… però con le persone non riusciva a farsi davvero entusiasmare dalle vicende e Dog Shit One finì abortito. Avrebbe dovuto seguire il suo istinto dall’inizio e sfruttare la buona idea che gli era lampeggiata nel cranio…

I think it was around 1989, soon after the fall of the Berlin Wall, when I got the idea for Apocalypse Meow. I was watching Tour of Duty on video, and I thought to myself, “I could tell the same kind of story about the Vietnam War using rabbits, and it would be good.”

Dog Shit One con gli umani è stato un fallimento, senz’anima, mentre Cat Shit One con i conigli è stato un piccolo successo. Questo dovrebbe far accendere la lampadina nel cervello degli scrittori: se vi capita un lampo di genio su un dettaglio chiave “strambo”, anche se vi sembra una cretinata, mettetela lo stesso perché potrebbe fare la differenza tra la solita banalità e qualcosa di caratteristico e nuovo. Soprattutto quando si tratta di fatine spogliarelliste e conigli morbidosi. Il mondo ha già avuto la sua quota di elfi gay e vampiri adolescenti: se sentite di dover scrivere di dinosauri che si picchiano con i robot tra i canali di Marte, FATELO! Non vergognatevi di avere idee degne delle copertine Urania di quaranta o cinquanta anni fa!

Una cosa che voglio sottolineare, come già fatto su indicazione di Gamberetta un anno fa, è che i conigli sono DAVVERO conigli. Non si tratta solo di persone con l’aspetto di conigli, ma di personaggi profondamente coniglieschi. Botasky sotto il fuoco nemico è colto più volte da una paura che gli impedisce di combattere, ma alla fine vince sempre il timore e attacca: proprio come i conigli che, seppur timidi e timorosi, si lanciano nello scontro anche contro animali di taglia maggiore se costretti (ad esempio per difendere i cuccioli o per spiegare al gatto di casa che non può occupare il giaciglio del coniglio senza permesso).

La foto di famiglia del pilota non raffigura uno o due figli da tipica famiglia americana, ma una conigliesca cucciolata. L’autore dimostra anche una notevole conoscenza spicciola dei conigli quando cita il cliché delle carote: non sono un cibo che piaccia ai conigli più di altri (le mele tendenzialmente piacciono di più), anzi, alcuni proprio non le sopportano! E pure il Botasky infuriato che salta sopra le camicie (colpevoli di essere Made in Japan) è incredibilmente conigliesco. ^_^
Tornando al pseudo-fanservice coi culetti dei coniglietti, ecco due chicche: un momento di consapevolezza in stile paperino (hey, ma noi non abbiamo mai i pantaloni!) e una perfetta scelta di frasi per l’identificazione via radio.

I maiali francesi al club: tennis, ristorante di lusso, vita mondana…
…come se là fuori non ci fosse nessuna guerra.

Comunque il manga non è formato solo da scene d’azione e da umorismo: non mancano i momenti drammatici e la consapevolezza che ci sia qualcosa di sbagliato nel modo in cui viene gestito il conflitto, in particolare nel terzo volume quando i coniglietti si trovano a lavorare con i trafficanti di droga. Non c’è il finto dramma, l’esagerazione melodrammatica che rende “falsa” la narrativa… il dramma quando appare è credibile, umano e personale.

La sequenza che ho preferito nell’intera serie è una manciata di vignette nel secondo volume. Rats è stato mandato in vacanza negli USA e ha trovato un mondo che non gli appartiene più: la gente chiama i soldati “ammazza bambini”, i suoi amici sono contro l’intervento americano e lo considerano un Crimine (e i soldati quindi sono criminali di guerra), la sua stessa famiglia non lo appoggia. Nessuno sa nulla di ciò che davvero accade in Vietnam, sono tutti plagiati dalle scene di orrore (sia vere che inventate) mostrate dai media: per loro tutti i soldati sono “ammazza bambini”. Di fronte alla TV, momento più bello di tutto il volume, Rats vede prima una manifestazione contro la guerra in Vietnam e poi un annuncio del “numero quotidiano” di soldati americani morti. Numero quotidiano. Sono solo una cifra. E intanto i loro stessi “amici” li insultano dalle piazze. Rats ha un crollo psicologico e piange: ha finalmente capito che l’unica vera famiglia che gli rimane sono i suoi commilitoni e decide di tornare in Vietnam con tre giorni di anticipo.

In questo istante di consapevolezza, in questo piccolo dramma umano che ha colpito decine di migliaia di veterani estraniati dalla società civile e impossibilitati a integrarsi di nuovo facilmente, c’è più drammaticità e sincerità di quanto ce ne sarà mai nelle opere di tanti scrittori intellettualoidi che ammorbano il fantastico italiano con le loro cazzate (metaletteratura! simbolismo! poetica! riferimenti culturali! formalismo russo! … ma andate affanculo!) e i loro discorsi da imbecilli (la Realtà! l’Etica! Si abusa del termine “scrittore”!). Chi non è in grado di produrre qualcosa di simile in così poco spazio, sfruttando in modo magistrale ogni dettaglio, farebbe bene a darsi meno arie e a chiudere il becco.

Fine articolo.
Guardate l’episodio e leggere il fumetto: meritano il vostro tempo. Più del fantasy italiano. ^_^

Anche i veri conigli bevono birra, non solo quelli di Cat Shit One

Mickey Mouse on Speed

Scritto da Il Duca Carraronan il 20 giu 2010 | Categorie: For The Lulz, Fumetti e Manga

Faccio rimbalzare questa bizzarria appena vista su Boing Boing: un vecchio fumetto di Mickey Mouse che vende anfetamine, somministrandole pure a due personaggi senza il loro consenso. LOL. Una delle poche cose interessanti viste negli ultimi giorni su Boing Boing. L’idea di Topolino che sfrutta le popolazioni del terzo mondo per spacciare delizie chimiche mi sollazza molto. Lo avrei fatto anche io, che male c’è?
Come saprete, ne ho accennato alcune volte nei commenti un annetto fa, la mia posizione in materia è quella (dal punto di vista storico) di Antonio Escohotado, autore di Piccola storia delle droghe e del ben più voluminoso Historia general de las drogas.

Vedo che anche Davide Mana, mentre scrivevo, ha iniziato il rimbalzo italico della segnalazione di Doctorow. Mi ha battuto sul tempo: mi levo il pickelhaube e accenno un inchino alla sua rapidità. Spero che molti altri seguano il nostro esempio, visto il lulz della cosa. ^_^

Fonte originale: Mickey Mouse on Speed.

The following mini comic book was part of a promotional collaboration between Walt Disney and General Mills. It features Mickey and Goofy, two distinct psychoactive drugs, surreptitious dosing, a bad shaman, and a “talking” elephant. When it was first produced, it was one of an 8-comic set that cost 15 cents plus one Wheaties-brand cereal box top.

It is one of several psychoactive drug-related uses of Disney characters that in retrospect appear naive and inappropriate. This commercial, drug-positive use of characters designed for children raises a number of issues of historical interest. The ethnocentric cultural references, including the representation of Africans and the superiority of American medications, stand out even against the odd amphetamines-are-good-for-you backdrop. It is notable that Mickey Mouse gives powerful drugs to two other characters without their knowledge or consent.

During the 1950s, at the height of the post-World War II expansion of U.S. suburban modernization, a number of stimulant and sedative drugs were widely used and were promoted in the mainstream press. At the time, many were available over the counter without a prescription. The inclusion of clear, positive drug references in mainstream children’s literature and film seems both archaic and surprising given the taboos around psychoactive drugs in place in the 21st century. We hope you’ll enjoy this glimpse into the history of Disney’s characters that Disney itself is unlikely to acknowledge in the modern anti-drug cultural climate.







È una droga fantastica: dobbiamo venderla anche noi! Grande Topolino, così si fa!
Prosegui la lettura qui

Ho preferito citare anche Boing Boing per correttezza, visto che se Cory Doctorow non avesse scritto l’articolo io non avrei saputo della pagina che parlava di Topolino spacciatore e di conseguenza non avrei potuto effettuare il rimbalzo. Avevo fatto qualcosa di simile anche nell’articolo sulle Popoffka russe. Abitudine. ^_^

Passando a fumetti più seri, sto mettendo assieme appunti e immagini per scrivere un post su una robetta steampunk che ho letto. I fumetti non mi piacciono granché, ma sto cercando di leggere tutti quelli indicati da Barillier in Steampunk!. Tra un paio di giorni vedremo se mi andrà di pubblicare qualche considerazione.

Il calcio: strumento della Reazione?

Scritto da Il Duca Carraronan il 12 giu 2010 | Categorie: Filmati vari, For The Lulz, Fumetti e Manga

Oggi qualcosa 4 teh lulz.
Non lo inserisco nella categoria “riflessioni” per non attirare la reazione della polizia fascista su queste scomode verità…

Oggi, essendo ormai cominciati i mondiali, voglio parlare del calcio e dei suoi effetti deleteri sul proletariato. La prossima volta magari spiegherò perché il sesso prematrimoniale è sbagliato e per quale motivo i Gay vanno imprigionati e sottoposti a elettroshock terapeutiche per evitare che contagino le persone normali come voi o me. Possibilmente come voi. Torniamo all’argomento di oggi, il calcio.

Il calcio è uno strumento della Reazione.
Pensateci. Pensate alle masse proletarie: metalmeccanici (inclusi i programmatori) sfruttati, che vivono in quartieri degradati, abbruttiti come animali nel corpo e nella mente, ma non solo per cause genetiche (per quanto l’inferiorità genetica della classe operaia sia un argomento interessante, suffragato da interessantissimi studi sui bozzi cranici) e ambientali (l’ambiente degradato e intellettualmente poco stimolante crea bambini più stupidi di quanto potrebbero essere in ambienti più socialmente elevati, si veda l’esperimento condotto sugli orfani in Francia), bensì per cause sportive!

Questo è il bel volto di un Compagno, non quello abbruttito dal tifo da stadio!

Queste masse, piene di giusto odio e in teoria pronte a divampare con la scintilla di un leader come Lenin, sono invece incapaci di rovesciare i padroni capitalisti e porre fine allo sfruttamento e alle ingiustizie dei ricchi! Perché i ricchi, come spiegava il presidente Chávez un anno fa, non sono esseri umani: sono animali in forma umana! Ma allora perché le masse oppresse, sporche e costrette a vivere in mezzo ai propri escrementi, non reclamano l’equa distribuzione dei beni (e appendono i padroni ai lampioni)? Perché non divampa la Rivoluzione? Qui entra in gioco il calcio.

Un tempo le masse operaie venivano tenute al loro posto dalla Religione: dopo sei giorni di fatica in fabbrica, li si teneva buoni con la Messa. Stanchi, assonnati e con le palle girate (nonché gonfi di promesse di Vita Eterna), nessuno aveva voglia di fare la Rivoluzione. Quando venne anche il sabato come giorno di riposo, le masse cominciarono ad avere più tempo per pensare alla propria condizione: se di sabato erano troppo stanche per ribellarsi, di domenica invece, complice anche la prospettiva di assaggiar di nuovo la frusta del padrone il giorno dopo, erano più propense a riunirsi per studiare il proseguimento della Lotta di Classe.
Il tempo libero del Proletariato divenne un pericolo per la Borghesia perché permetteva agli oppressi di riunirsi e costruire una coscienza sociale e sindacale.

Lasciato senza occupazioni, libero di pensare, il Proletariato acquisisce coscienza di classe.

La Religione, oppio dei popoli, non bastava a placare gli animi, in particolare quando i comunisti vennero scomunicati. Come evitare che la domenica si riempisse di complotti e di moti rivoluzionari? I Padroni Capitalisti seppero come fare: con il calcio. Se la gente è troppo occupata a tifare e a entusiasmarsi per le partite, non avrà tempo per dedicarsi alla Rivoluzione! E non avendo che la domenica (e al più il sabato, per i meno affaticati che non necessitano di un giorno intero per riprendersi) per lavorare alla propria coscienza di classe, dato che gli altri giorni è oppresso da condizioni disumane di lavoro, la Rivoluzione è disinnescata

Paradosso curioso di questo giuoco tanto evidente è che le masse sfruttate adorano tanto il calcio da far finta di non vedere. Le squadre, in un calcio mercato che muove cifre da capogiro, sono un emblema del capitalismo e sono in mano ai capitalisti. Gli stessi giocatori, eroi del popolo abbruttito dai fumi delle industrie e dall’alcool, sono grassi borghesi farciti di soldi come tacchini ripieni per tradire il Proletariato da cui spesso provengono.
Eppure vedono i proprietari di queste squadre, vedono che sono Padroni ricchi e corrotti. E sentono quel vecchio sporcaccione basso e pelato quando abbindola il popolo con metafore calcistiche: ve lo sta urlando chiaro e tondo, compagni, che il calcio è la catena della vostra schiavitù!
Si va a guardare la partita della nazionale in TV e intanto chi legge i quaranta e passa volumi di opere di Lenin? Nessuno. Dov’è la Coscienza di Classe? In panchina con il mister?

E in estate? Il caldo spesso rincoglionisce gli operai, impedendo loro di ribellarsi, ma altre volte è stato proprio il disagio del caldo ad alimentare la Rivoluzione. Come impedire l’avvento del Paradiso dei Lavoratori se il campionato è finito? Qui entrano in gioco le manovre delle squadre in occasione del prossimo campionato, sostituendo il calcio giocato col calcio discusso, e i mondiali: ogni quattro anni i mondiali disinnescano le Rivoluzione proprio nei mesi meno caldi dell’estate, quando un guizzo di Coscienza Sociale potrebbe ancora fa sventolare la Bandiera Rossa nelle strade prima del sole a picco d’agosto!

Se fino ad ora non mi avete creduto, osservate come il calcio venga perfino usato per mettere in ridicolo le grandi figure del comunismo:

Ma sono loro da ridicolizzare oppure le masse proletarie che hanno abbandonato la causa della Rivoluzione in cambio di un pallone? Questo è il dramma interiore che lacera la nostra società e che i comici mettono a nudo (come un coniglio nudo): è nella risata del proletario che si annida la frusta del capitalista!
La grandezza dei Monty Phyton è evidente quando ci regalano tali perle di saggezza!

Eccone un’altra:

Ma tutto questo mio sforzo è inutile: non ascolterete il mio avvertimento o lo denigrerete, definendolo Fantasia e attribuendolo alla mia abitudine di sniffare colla in compagnia di minorenni seminude. Ridete, scellerati, mentre la Rivoluzione rotola via dalla storia come il pallone che tanto amate!

«Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi già non è più schiavo, ma uomo libero.»
(Lenin)

E ora che ho sottolineato il male del calcio, prodotto reazionario della più grassa e sfruttatrice borghesia industriale, e di come la Rivoluzione ne venga grandemente danneggiata impedendo che il Sole dell’Avvenire splenda sulle masse sfruttate, penso che potrò passare la serata con Inghilterra – Stati Uniti, in attesa di Italia – Paraguay di lunedì sera. Spero vinca l’Inghilterra: fottuti yankee bastardi. ^_^

Per concludere…
Vi segnalo il bellissimo fumetto anti-comunista Two Faces of Communism, del 1961, da cui proviene la vignetta con i proletari. L’opera, ennesimo esempio della squallida propaganda yankee (i portabandiera della Democrazia fondata sulla Pubblicità), è stato realizzato dalla Christian Anti-Communism Crusade (CACC, mai sigla fu meglio scelta). Notate la raffinata rappresentazione dei comunisti, degna dei Cattivi del Fantasy: malvagi “perché sì” e basta.
Se Licia Troisi e gli altri gegni italici vogliono prendere spunto, credo che perfino la CACC abbia più materia grigia e creatività di loro: scopiazzate, che magari imparate qualcosa (magari pure a soffiarvi il naso senza dire cazzate tra uno scaccolamento e l’altro).


Le prime pagine del bellissimo fumetto yankee!

Lo Steampunk di Lord Cockswain, naturalista

Scritto da Il Duca Carraronan il 11 ott 2009 | Categorie: Fumetti e Manga, Steampunk

Steampunk come piace a me, in stile Martian Dreams e Space 1889: esplorazioni coloniali nello spazio e retrofuturismo nelle avventure di Lord Cockswain.

Questo è Steampunk interessante: retrofuturista e tecnologico, non come i maghi egizi di quel ritardato di Powers. Guardate i due video di Venus is doomed.

Lord Cockswain, naturalista, è veramente un gran figo coi baffoni alla Kaiser e il trombone a raggi (chiamato The Unnatural Selector, LOL!). È ottocentesco, è virile, è ducale. È come mi piacerebbe essere se non fossi già il Duca che è molto meglio (e poi a lui manca il pickelhaube: il casco coloniale è figo, ma preferisco un bell’elmetto col chiodo).

Sul sito www.drgrordborts.com è possibile trovare informazioni, immagini e fumetti.
Ci sono anche due numeri di una rivista (uno e due, in vendita) con il catalogo delle armi del dottor Grordbort e le avventure a fumetti di Lord Cockswain (a quanto si capisce).
Qui trovate una preview di Victory, il secondo volume. Lo comprerò. Merita.

victory
Scientific Adventure Violence for Young Men and Literate Women
Filled to the brim with first hand tales of exploration and progress from the great heroes of our time, picture strips of unimaginable escapades on the frontier, never-seen-before portraits of dazzling damsels and monstrous villains, and laudable accounts of man and robot pitted against our greatest enemy (the uncivilized world), Victory is an onslaught of action-packed scientific adventure in full-spectrum color – containing facts that every boy and literate girl should know.
 
cockswain_venusian_vapourisation_550
“Join the armed forces and give our ethnic friends a little ethnic cleanse”
Sento un’incredibile affinità intellettuale con quest’uomo…

Oltre ai due volumetti è possibile comprare vagonate di ciarpame altre stupende opere di ingegno che valgono di sicuro ogni centesimo speso.
La pistola a raggi Righteous Bison è sicuramente un affare da non perdere: solo 155 dollari neozelandesi o 99 dollari usa (leggete la descrizione, lol).
Roba per raffinati steampunkettari.
Il trombone di Lord Cockswain invece costa uno sproposito, migliaia di dollari (4500 dollari usa per quelli numerati da 10 a 50)…
Tutto molto bello, insomma.

Altre immagini prese dal sito: Lord Cockswain che guida la nave spaziale, Moon Mistress vs Metal Men (action pin up), Lord Cockswain in posa per la foto e il Goliathon 800.

Dopo questa dose di sano Steampunk colonialista e di virilità europea d’altri tempi, quando l’uomo bianco era ancora l’Uomo Bianco, sono proprio felice come un coniglietto. ^__^

Ritorna il fumetto delle Cronache. Evviva. Che gioia. Danziamo. Evviva.

Scritto da Il Duca Carraronan il 08 ott 2009 | Categorie: Fantasy, Fumetti e Manga

La Panini, scartati i primi due panini imbottiti di merda stantia (che io mi sono procurato di seconda mano), ha deciso di farcirne altri due con… merda fresca fumante?
Speriamo di no!
http://www.paninicomics.it/web/guest/news?id=25630

Come vi abbiamo anticipato sulla nostra pagina Facebook, siamo lieti di potervi confermare l’attesissimo ritorno de LE CRONACHE DEL MONDO EMERSO, la cui pubblicazione avevamo sospeso alcuni mesi fa per alcune doverose verifiche.
Ci scusiamo con i nostri lettori per il disagio, e vi invitiamo a fare vostro il numero 3, scritto da Roberto Recchioni e disegnato da Massimo Dall’Oglio e Gianluca Gugliotta, già in quel di Lucca, in occasione della fiera cui speriamo parteciperete numerosi.
L’albo, dal titolo Disperazione, siamo certi sarà di vostro pieno gradimento, regalandovi una generosa e inedita (perché si tratta di qualcosa mai letto sinora all’interno dei romanzi) descrizione del passato di Nihal e dei suoi tumultuosi e contrastanti sentimenti.
Dopo l’anteprima lucchense, distribuiremo l’albo in tutte le edicole e le fumetterie a partire dal 5 novembre.

La sceMeggiatura rimane la stessa (o perlomeno lo sceneggiatore).
Quindi anche nel terzo dovremo aspettarci un riassunto incomprensibile (e inutile) se non per i Fan delle Cronache, in cui tutte le (poche) cose interessanti vengono tolte e al loro posto viene inserito un personaggio inventato per una scena di “dialogo” ricca di Simbolismo da Retard.
Nel primo volume la Paura era un Lupo, nel secondo la Rabbia era la Signora dei Corvi… e ora? La Disperazione è un Serpente? E nel quarto la Felicità è un bicchiere di vino con un Panino?

ChickenSandwich
Nihal, sono io: sono Panino. Non potrai sfuggirmi per sempre.

Recchioni si è proprio sforzato per cavar fuori una sceneggiatura che fa rimpiangere l’originale. Il Lupo e la Signora dei Corvi (ovvero Bjork ricalcata, come ricorderete) sono peggio di qualsiasi cosa prodotta da Licia di cui abbia memoria.

“Recchiò, guarda qua!”
PAFF! Un tomo di mille e passa pagine si schianta sulla scrivania. In copertina c’è una fighetta coi capelli blu. Recchioni si gratta la nuca e riprende a scrivere al PC.
“Non compro enciclopedie delle disfunzioni mentali, grazie.”
“Ma che dici? Questo è un librone che ci fa fare un botto di soldi. Mi ci devi cavar fuori una sceneggiatura coi controcazzi, Recchiò!”
Recchioni interrompe la scrittura. Guarda di nuovo il volumone, che sta facendo scricchiolare la scrivania. Poi guarda Fanteria dello Spazio, poco distante. Sospiro rassegnato.
“Va bene, ci proverò…”

[Una settimana dopo]

Driiiiin! Driiiiiin!
“Signor Panini? Sono Recchioni… sì, sì… il materiale c’è. E’ una storia banalotta, senza mezza idea originale, ma si può ricavare un buon fumetto con un po’ di lavoro. Sì… sì, sì, ho capito. Uh, potremmo fare dieci o dodici al- Cosa? Quattro albettini striminziti? Ma sta scherzando? Pronto? Pronto?”
Recchioni poggia il telefono sul tavolo e fissa il vuoto per un po’. Quattro miseri albettini da quaranta pagine per trasporre un mattone fantasy: cosa pretendono che faccia, un miracolo? Bastardi.
La bottiglia comprata il giorno prima gli sorride dal mobiletto dei liquori. Grappa di pino mugo: l’ideale per trovare l’ispirazione. Quella e i suggerimenti del ragno di liquirizia rossa lungo mezzo metro che passeggia sul soffitto.
Il ragno fa “ciao” con la zampetta.

[Alcuni giorni dopo]

PAM! PAM! Il signor Panini prende a pugni la porta.
“Recchiò, allora, hai finito o no? Esci di lì!”
“Gggghhhh, quasi… manca… ggghhhh, poco!”
Panini si asciuga la fronte. Quel dannato imbrattacarte è chiuso nel cesso da ore. Fottuti artisti: non capiscono che devono sbrigarsi? Mette via il fazzoletto bagnato di sudore e sta per colpire la porta di nuovo, ma si ferma a metà del gesto. Non è che magari sta male? Forse è meglio tentare un approccio più gentile.
“Recchiò, ti serve qualcosa? Vuoi altra carta? Devo chiamare l’ambulanza?”
Silenzio. Forse è meglio chiamare davvero l’ambulanza.
Un tonfo nell’acqua: SPLOTCH!
“EUREKA!” urla Recchioni. “Ho partorito un’idea geniale: facciamo stare tutta la storia nei quattro albetti alla grande, signor Panini!”
Panini tira un sospiro di sollievo.
“Bravo Recchiò. Ma quando hai finito tutto non mettermelo sulla scrivania. Anzi, non farmelo proprio vedere: mi fido di te. E apri la finestra.”

Interessante anche l’approccio di FM, come al solito, che scrive:

Apprendiamo dal sito della Panini Comics che, dopo la sospensione a seguito delle polemiche per le accuse di presunto plagio

A parte che non c’è alcun presunto plagio, ma il plagio è dimostrato e la sospensione non dipende solo dalle polemiche, ma dal REATO commesso. Le polemiche sono ciò che ha costretto la Panini a dover affrontare la questione e quindi a sospendere gli albi e a cambiare i disegnatori perché c’era un REATO reso pubblico e in grado di sputtanare l’azienda. UN REATO. Ripetiamolo: REATO CON PROVE EVIDENTISSIME. Se fossero state polemiche e basta, senza alcun reato chiaramente commesso, ad esempio accuse sulla sfumatura di blu dei capelli di Nihal o sul pessimo studio dei personaggi, pensate che lo avrebbero fatto?

Ma se anche, drogati dall’ipocrisia vigente, volessimo dichiarare che il palese plagio fosse una ipotesi di plagio (come quando uno tira fuori una pistola, spara in testa a un tizio di fronte a cinquecento testimoni e dodici telecamere accese, ma è solo “presunto colpevole di omicidio”), l’affermazione di FM rimarrebbe sballata ugualmente: le accuse rivolte sono di “plagio” e non di “presunto plagio”.
Il plagio potrà pure rimanere presunto fino alla dimostrazione del reato in Tribunale, ma l’accusa non è di “presunzione di plagio”, bensì di “plagio”.

Speriamo che i disegni dei prossimi due albi siano decenti.
Il nuovo disegnatore delle sequenze con la Nihal “giovane”, Massimo Dall’Oglio, dicono che sappia già disegnare in stile manga e quindi non dovrebbe scopiazzare nessuno.

Io speravo che fossero decenti anche i disegni dei primi due, nonostante il plagio, ma non è stato così. Speravo che un lettore casuale avesse più difficoltà ad accorgersi del “problema” rispetto a un appassionato di fumetti e invece no. Perfino io che, essendo un fan di Hatsukoi Limited, ho sfogliato un po’ 100% Fragola in passato, mi sono subito accorto che le espressioni di sorpresa di Nihal sono degne di una scolaretta che ha appena mostrato uno scorcio di mutandine in pubblico!

Il volto di Nihal cambia in modo così radicale, dimensioni e forma degli occhi e della bocca, tutto, che diventa VERAMENTE DIFFICILE poter dire che la Nihal d’azione (la Nihal-Naruto/Sakura) sia la Nihal spaventata. Solo i vestiti e il colore dei capelli permette di riconoscerla. Ricostruzione facciale totale da una vignetta all’altra. Fa veramente vomitare la cosa se un n00b qualsiasi come me può accorgersene così tanto da provare grave fastidio.

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Era davvero tanto difficile, da Otaku-fanatico-schizzato-asociale-che-vive-solo-di-manga, come più o meno sono stati definiti gli “accusatori” nei primi giorni, accorgersi che la faccia di Nihal cambia ogni poche vignette? Non dico di individuare la fonte (quello è difficile), ma solo che la faccia di Nihal CAMBIA e che questo NON è normale. È davvero tanto difficile? A me pare che solo un subnormale o un cieco non potrebbe accorgersene…

E Licia Troisi, che aveva visionato le tavole, non aveva avuto nemmeno mezzo dubbio. E neanche gli altri. Nemmeno Recchioni, che coi fumetti di lavora. Che squallore.

A proposito, ricordate che nella prima battaglia di Nihal gli aspiranti cavalieri del drago indossavano sgargianti corpetti colorati per essere facilmente individuati?

A ciascuno di loro sarebbe stato dato un corpetto a colori sgargianti, che permettesse di identificarli come allievi dell’Accademia. In quel modo per il supervisore sarebbe stato più facile controllare il comportamento dei ragazzi in battaglia.

Ecco: nel secondo numero, forse per pietà nei confronti dell’intelletto dei lettori, i corpetti colorati sono diventati canottiere di un bel khaki-sabbia mimetico, adatto anche per le uniformi dell’Afrika Korps (ultima vignetta qua sopra).

ATTENZIONE: correte subito QUI per una vignetta inquietante di un fumetto erotico sceneggiato da Recchioni che potrebbe contenere una “profezia” o essere solo “un caso”… oppure essere una parziale ammissione del fatto che fosse a conoscenza che qualcosa non andava nei disegni. Roba che mi ha stupefatto! *___*

Le Cronache del Plagio Emerso

Scritto da Il Duca Carraronan il 24 lug 2009 | Categorie: Fantasy, Fumetti e Manga

Quando ho saputo che stava per uscire una versione a fumetti delle Cronache del Mondo Emerso, sono stato dilaniato da due sentimenti contrastanti:
 1. lo schifo per l’ennesima espansione troisiana nel mondo (dopo il videogioco nei cui screenshot sembrava di guardare i playmobil…) in una spregiudicata ricerca di lebensraum;
(Guarda la bellissima grafica del videogioco) ▼

 2. il desiderio di avere nuove immagini di Nihal con cui masturbarmi da contemplare, essendo per me un feticcio erotico (il mix formato dal ritardo mentale -tratto saliente del Mondo Emerso-, dal rubinetto del pianto aperto e, naturalmente, dai capelli blu come Kaname Chidori ha un suo fascino, no?).

Rimaneva la questione di come sarebbe venuto il fumetto, soprattutto dal punto di vista grafico dato che la storia è quella che è. Quando vidi le prime tavole apparse online rimasi piacevolmente colpito: i disegni erano più che decorosi!

Scene con Nihal da giovane, disegnate da Giuseppe Ferrario
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Scene con Nihal da adulta, disegnate da Gianluca Gugliotta
(qui ha gli occhi verdi, ma nella versione finale mi pare che abbiano corretto facendoli viola)

Che si potesse ricavare qualcosa di decente dalle Cronache del Mondo Emerso? Pareva proprio di sì. Magari non qualcosa di particolarmente interessante, considerando che la storia è molto carente sia per complessità che per fantasia, ma un fumetto “decente” sì. Comunque povero signor Recchioni: lui di certo si è dovuto leggere i libri (e anche con una certa attenzione) per poter produrre la sceneggiatura. Per un uomo adulto e senziente deve essere stato un’esperienza traumatica! ^_^

Peccato per il prezzo dell’opera: con 40 paginette per albo potevano pure riunire tutto in uno solo numero o due al massimo, invece di optare per quattro (a 3,50 euro l’uno!). D’altronde se lo scopo è batter cassa e se la base di pubblico c’è già nonostante il rapporto prezzo/dimensioni ridicolo, avranno pensato bene di approfittarne. Per ora sono usciti solo due numeri: per gli altri due non si sa cosa accadrà.

Come mai non si sa?
Perché due settimane fa, pochi giorni dopo l’uscita del secondo albo, una giovane fan di Licia Troisi appassionata di manga, TeaSe, ha fatto notare la somiglianza sospetta tra alcune immagini presenti nel primo numero del fumetto e due opere di Hayao Miyazaki (La Principessa Mononoke e La Città Incantata, in italiano, in particolare i personaggi di San e Chiriro).
La discussione è partita dalle prime tavole “copiate” notate da TeaSe e un po’ alla volta si è ingrandita: altri lettori hanno trovato ulteriori scopiazzature o, addirittura, veri e propri ricalchi, provati dalla perfetta sovrapposizione delle immagini originali e di quelle sospette! E la scopiazzatura delle opere di Miyazaki non è stata l’unica: il disegnatore incriminato, Giuseppe Ferrario, ha attinto anche dal manga Naruto e da un altro fumetto!
Inutile elencare ogni cosa in questo post, potete leggere la discussione e vedere tutte le immagini incriminate qui: Gli errori/copiature del mondo emerso (fumetto)

Riporto qui qualche immagine a scopo illustrativo, ma consiglio di tenere d’occhio la discussione linkata sopra per eventuali aggiornamenti e nuove eccitanti scoperte.

Chiriro e Nihal: somiglianze inquietanti tra schizzi di Miyazaki e fumetto?
 
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Sovrapposizioni realizzate da Enrychan: altro che copia, in pratica Ferrario ha fatto un ricalco!
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Non mancano riferimenti a “La Principessa Mononoke”, qui solo uno a titolo di esempio…

Giuseppe Ferrario non è l’ultimo degli Zulù, ma uno stimato professionista il cui nome dava prestigio al fumetto, tant’è che a scopo pubblicitario la Panini Comics scriveva (guardate il PDF scaricabile qui)

Ai disegni il genio di Giuseppe Ferrario (Milano Criminale, Justin Supermaxieroe), che ha lavorato per Walt Disney, Warner Bros e ha visto pubblicate le sue opere a fumetti in Francia e negli Stati Uniti per la Image affiancato dal talento emergente Gianluca Gugliotta.

Chi poteva pensare che Ferrario avrebbe gettato discredito e fango sul proprio nome in un modo così stupido? Da una simile auctoritas è lecito aspettarsi professionalità: non è un novellino in cerca di facile fama!

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Ferrario col “corpo del reato”?
 
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Scena di battaglia: pose prese da un’immagine di “Ultimates” della Marvel?
E pensare che di questa vignetta in pratica se ne vantava pure sul suo blog!

Ho seguito la vicenda negli ultimi otto giorni, ma ho preferito non intervenire prima che la Panini Comics dicesse “qualcosa”. Non volevo mettermi a fare inutili polemiche perché non ho le competenze per dire qualcosa di intelligente nell’ambito dei fumetti/manga: questo articolo ha il solo scopo di diffondere la notizia e di ringraziare TeaSe e gli altri appassionati per la competenza e la capacità con cui hanno individuato i plagi. Un pubblico così serio, capace e consapevole è una bella cosa. Un po’ meno bella per chi cerca di fregarlo giocando sporco. ^_^

La questione ormai pare chiara: Licia Troisi, per quanto non si sia accorta di alcun plagio (però dichiara di essersi accorta di alcune somiglianze con lo stile di Miyazaki…), non ha colpe di per sé se non quella di essersi fidata troppo del disegnatore come non ha colpe anche lo sceneggiatore del fumetto che, in teoria, avrebbe dovuto avere l’occhio un pochino più allenato (è un professionista) e avrebbe potuto individuare i plagi che ha notato una ragazza di appena 17 anni come TeaSe!

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Dopo Miyazaki e i fumetti americani della Marvel, anche Naruto?
La sovrapposizione (grazie Enrychan) Nihal-Sakura è ottima!
Certo che ne vuole mettere di “omaggi” il buon Ferrario… ^_^”"

Dal sito di Licia Troisi, post di ieri a riguardo:

Ho visto le tavole prima della realizzazione dell’albo vero e proprio, ma si è trattato solo di alcuni dei disegni, e in ogni caso mi sono stati passati a scopo meramente dimostrativo. Nessuno si aspettava da me un giudizio sull’originalità o un check su eventuali plagi [quello però sarebbe stato lecito aspettarselo dai professionisti della Panini Comics. NdDuca].
[...]
L’interezza della prima storia l’ho vista sostanzialmente quando l’albo era già stato stampato. Ho detto “bello!” perché mi piaceva molto, e ho ovviamente riconosciuto il debito verso Miyazaki. E con debito intendo il fatto che ai miei occhi lo stile di Ferrario somigliava, e sottolineo somigliava, in modo evidente e scoperto, a quello di Miyazaki.
[...]
E non me n’ero accorta perché trovo non sia facilissimo farlo, anche se è ovvio che molte persone, vuoi per l’occhio più allenato del mio, vuoi per una conoscenza di Miyazaki e dei manga in generale più profonda della mia, ci sono riuscite.
[...]
Quel che mi dispiace è che un progetto in cui credevo, e a cui tenevo molto, sia finito impastoiato in una storia così brutta. Quel che mi dispiace è che il lettore sia stato comprensibilmente deluso, per ragioni oggettive e che potevano essere evitate, da un prodotto che sopra ha bello scritto il mio nome.
Mi dispiace immensamente, per voi, per tutte le persone che hanno contribuito a questo lavoro con onestà ed entusiasmo, e francamente mi spiace pure per me e per i miei personaggi, che, al di là della qualità [scarsa... e Nihal dovrebbe odiarti per questo! NdDuca] del mio lavoro di scrittrice, forse si meritavano di meglio.

Tutti concordi sul fatto che sia stato il disegnatore a sbagliare. E ormai è anche evidente, inutile nascondersi, che non ha solo “copiato un po’ troppo”, ma che si tratta di un vero e proprio plagio, che è un reato. E i lettori non sono stupidi: nemmeno quelli di 17 anni che amano la Troisi (perlomeno non tutti).

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rupe_nihal
Forse l’unico omaggio al “maestro” considerabile come tale?

Riporto a titolo di esempio il commento di un appassionato di manga, Salvatore Nives:

La nostra voce è stata ascoltata, è stata stilata una lista intera di ricalchi di Miyazaki, Naruto, Shinkai e addirittura opere non manga.
Il che basta a dimostrare tutto ciò che volevamo dimostrare, compreso il fatto che il “manga” è una cosa seria, in cui ci vuole studio e personalità e che non si può “improvvisare” dalla mattina alla sera, come diceva Enry…men che meno quindi “improvvisarla barando”.

A dimostrazione poi che il manga viene studiato con passione e ricercando sempre una propria personalità e rielaborazione da molti giovani e non solo, e che manovre preconfezionate non aggradano nè i lettori nè, tantomento, i disegnatori in tale stile.

Se si tratta il pubblico come se fosse formato solo da scemi, si può avere prima o poi la brutta sorpresa di scoprire che non è così “bovino” come lo si immaginava. Figuratevi se il fumetto fosse arrivato all’estero, negli altri paesi in cui le Cronache sono state pubblicate… la questione non era se il plagio sarebbe stato scoperto, ma solo “quando”.
A meno di non pensare che i lettori siano tutti bovini consumatori lobotomizzati. ^_^
La posizione di Ferrario è indifendibile: cosa stava pensando di fare? Mah!

Ferrario a propria difesa ha scritto prima sul blog di Recchioni:

Per prima cosa vorrei chiarire che la Panini non mi ha imposto nessuno stile, sono io che ho proposto un lavoro alla Miyazaki. Mi esaltava l’idea di provare una nuova linea artistica e, forse sbagliando, ho impostato tutto sullo stile del mio idolo. Credo di aver fatto un lavoro pazzesco di ricerca di pittura e di lavoro sulle atmosfere e sul colore. Anche sui personaggi volevo avvicinarmi e in alcune pose li ho proprio copiati, ma l’ho fatto in maniera palese e rispettosa(dichiarandolo sempre) Chiunque compri un art-book di Miyazaki può trovare quei disegni. Nella mia stupida mente, non c’era l’idea di fare meno fatica, anche perchè, senza vantarmi, non credo di dover copiare nessuno, ma di tributare colui che stimo. Lungi da me fare il furbetto, non sono uno che ha paura di fare fatica e credo d’averlo dimostrato con tutto il mio lavoro.

e poi sul proprio:

La pubblicazione edita da Panini “Cronache del Mondo Emerso” è stata temporaneamente sospesa. Sono molto deluso perchè avevo riposto un sacco di speranze e di sogni in questo lavoro e lo avevo vissuto come una grande opportunità. Ho sempre dichiarato apertamente il mio desiderio di produrre un fumetto in stile giapponese rifacendomi ai grandi Maestri orientali. Sapevo di muovermi in uno stile nuovo per me, ma il mio sogno era quello di consegnare alle stampe un risultato fantastico, che avrebbe reso felice ogni lettore, dagli innumerevoli fans di Licia Troisi, ai lettori di manga, fino a chi prendeva in mano per la prima volta un fumetto. Mi sono molto documentato, ho comprato libri, ho studiato la tecnica pittorica giapponese degli scenari e ho pesato il colore per cercare l’atmosfera giusta in tutte le inquadrature. Con entusiasmo ho lavorato il doppio che se avessi impostato il tutto con il mio stile, proprio perchè dovevo guardare ad altri. Rimango molto felice del risultato, per me questo è un bellissimo fumetto.

Ma chi vuole prendere per il culo?
O ha plagiato ed è in malafede (e ha commesso un reato) oppure, se non era in malafede, è un idiota perché a tutti, una volta scoperte “le somiglianze”, è parso evidente che fosse un plagio. Cos’è, improvvisamente lui, un professionista, non ha più saputo distinguere omaggio, scopiazzatura e plagio becero? Ma non diciamo stronzate!
Citando fumettidicarta.blogspot.com:

Nel suo blog Giuseppe Ferrario ha scritto un messaggio che trovo ridicolo.

Quoto con patate. ^_^

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Ha perfino rubato alcuni sfondi, altro che “omaggi”!
Ci sono almeno altri due sfondi “copiati e incollati” individuati dagli appassionati!

Lo stesso sceneggiatore, Recchioni, pur continuando a difendere la buona fede del disegnatore (ma non diciamo cretinate: e gli sfondi rubati visti sopra?) alla fine ha scritto:

Ho parlato con Ferrario: ha sbagliato ma adesso sono convinto della sua buona fede. Credeva davvero che sarebbero stati presi come omaggi e rimandi. Sia chiaro, per me sono qualcosa di più e di peggio.

Come dicevo all’inizio la Panini Comics ha deciso di sospendere momentaneamente la pubblicazione e il 22 luglio ha rilasciato questo comunicato:

A seguito di segnalazioni riguardanti il contenuto di alcune vignette disegnate da Giuseppe Ferrario ed apparse nella propria pubblicazione LE CRONACHE DEL MONDO EMERSO, Panini Comics comunica la sua decisione di sospendere temporaneamente l’uscita della pubblicazione stessa per una verifica dell’opera nella sua interezza. Scusandosi con i lettori per l’accaduto e a riprova della serietà con cui è solita operare Panini Comics valuterà attentamente nei prossimi giorni gli interventi più opportuni a propria salvaguardia, in tutte le sedi.

Cosa succederà ora? Guai alla Panini Comics e/o al Disegnatore per la violazione del copyright? Forse sì e forse no, ma qualcuno suggerisce che potrebbe accadere altro. Lo scopriremo in futuro. E quel “gli interventi più opportuni a propria salvaguardia, in tutte le sedi” per quanto sia una formula standard fa pensare che la Panini Comics tema qualcosa (vendetta, tremenda vendetta?).

Nel frattempo la vicenda, dopo esser rimbalzata anche fuori dall’Italia, approda su Repubblica in un articolo di Loredana Lipperin da cui prelevo questo estratto:

Nel frattempo, in rete è accaduto molto: scambi di accuse tra fumettisti italiani e lettori, una mail di Ferrario a TeaSe dove l’autore ammetterebbe di aver “copiato di brutto”. Poi, la sospensione. “Un gesto di trasparenza per evitare brutte figure”, racconta Alex Bertani, marketing manager di Panini. “Ora procederemo a verifiche fatte da esperti per capire se in questa pesante ispirazione ci sia dolo o meno. Ci riteniamo parte lesa, e ci riserviamo di tutelare i diritti di immagine nelle sedi opportune”. Non meno desolato è lo sceneggiatore Roberto Recchioni: “Una parte di colpa è anche nostra: io sono esperto di fumetti e non me ne sono accorto, così come non se ne sono accorti i supervisori della Panini. Mi dispiace moltissimo, perché Ferrario è un ottimo professionista: ma questa volta, temo, ha commesso un’ingenuità di proporzioni enormi”.

È una brutta faccenda e mi dispiace per Licia Troisi.
Sì, è vero, Licia sta facendo barche di soldi scrivendo stronzate a nastro e senza nemmeno il buon gusto di voler migliorare o di tentare di produrre qualcosa di originale, secondo la spregevole filosofia per cui “se il mio pubblico è formato da gonzi che non sanno distinguere un buon prodotto da uno dozzinale, perché faticare dieci volte tanto per darglielo buono e avere un incremento di pubblico minimo? Meglio scrivere dieci libri!” ecc… ecc… però mi dispiace perché, almeno questa volta, non è colpa sua. Per la spazzatura libraria prodotta invece non ha alcuna scusante, anche se l’avidità di cavalcare l’onda e mettere soldi da parte in un periodo di crisi è comprensibile. ^_^

Io leggerò i due numeri del fumetto usciti solo se li dovessi reperire di seconda mano o trovare gratis in altro modo: ho visto l’anteprima online e l’inizio del primo numero è una sottospecie malcagata di riassunto, sigh, ma usare più di 40 pagine e farlo decentemente proprio no?

 
I link utili per saperne di più
Gli errori/copiature del mondo emerso (fumetto)
Recensione del primo numero del fumetto (voto: 2 su 5)
La risposta dello sceneggiatore Recchioni
(del 17 luglio, alcuni giorni prima della dichiarazione riportata sopra)
La sceneggiatura di Recchioni (postata per mostrare che non ha mai ordinato a Ferrario di scopiazzare qualcosa)
La comunicazione ufficiale della Panini Comics
Un primo post sul blog di Licia e un secondo post
L’articolo su Comicus.it
Scan dell’Articolo del 24 luglio su Repubblica (e post sul blog di Loredana Lipperini)
Lo schifo varca i confini nazionali: articolo in un sito americano
Giuseppe Ferrario si dichiara dispiaciuto, ma non ammette l’evidente colpa in modo esplicito (forse per via dei futuri, e sempre più plausibili, strascichi legali?)
Fuckantastic – ma il mondo emerso se ne frega (contiene le interessanti reazioni da “Casta” dei fumettari scandalizzati che un lettore -orrore!!!- possa criticarli quando truffano la gente)
Recchioni su Comicus, bello incazzato con Ferrario che non ammette le colpe (e fa notare che potrebbe esplodere una vagonata di merda a causa degli impegni della Panini con la Mondadori e con altri editori)

Qualche eBook gratis da Random House e un paio di cosette extra

Scritto da Il Duca Carraronan il 26 mar 2009 | Categorie: Ebook, Fumetti e Manga, Notizie Varie, Novità sul Sito

Quest’oggi un post calderone con varie cose che mi paiono interessanti.

Angolo Socialmente Impegnato!
warranties void if seal is broken
Un buon motivo per non farlo
(se solo non fosse così divertente!)

Random House: eBook gratis
Quei ritardati della Random House si sono finalmente decisi a fare quello che già da un pezzo facevano la TOR, Neil Gaiman, Cory Doctorow e Paulo Coelho, ovvero mettere qualche libro online gratis.
La Random House ha messo in distribuzione gratuita i libri di avvio di alcune serie, tra cui il primo della Novik (che è arrivata a cinque volumi fino a ora). Dall’esperienza della TOR sappiamo che se i libri sono decenti questo aumenta le vendite sia del libro distribuito gratuitamente come eBook che di tutti gli altri libri collegati (tipo “carino questo: lo ordino su IBS assieme al seguito!”). Si sono svegliati alla fine pure questi gonzi qua: a quando i retard dell’editoria italiana?

Il libro della Novik ce l’ho pure in italiano. Mai letto. L’ho comprato sulla fiducia appena uscito, quando ancora facevo queste cose aberranti, attirato dall’ambientazione napoleonica. La recensione della (bella?) Gamberetta ha stroncato ogni desiderio di tentare la lettura. Magari lo userò per pulirmi il culo.

Dove scaricare gli eBook: http://www.suvudu.com/freelibrary/

Berserk
Nel 1999 ho iniziato a leggere Berserk. All’epoca mi era piaciuto, grazie all’uscita dei volumi “Collection” (dal maggio 2000) che mi permisero di seguire le vicende dall’inizio e capirci così qualcosa. Forse il gradimento era dipeso molto dall’incipit del primo volume in cui Gatsu (il protagonista) si scopava una bella troiona bionda, quella si trasformava in un mostro schifoso mentre se la stava sbattendo e lui le faceva saltare la testa con l’arma da fuoco installata nel braccio finto.

Mi era piaciuta l’idea che un “cacciatore di mostri” pur sapendo di trovarsi di fronte a una preda da eliminare decidesse di approfittare dell’occasione per scoparsela prima di ammazzarla. C’è della poesia in questo. Come quando si stuprano dei civili prima di ucciderli: se l’ufficiale ha detto che vanno fucilati, tanto vale togliersi prima lo sfizio, no? Il trauma psicologico dello stupro non durerà una vita, ma solo una manciata di minuti! ^_^

berserk
Un motivo per cui mi piaceva Berserk. Ma non è sempre così interessante…

Comunque non voglio parlare di Berserk “in sé”: mi ha abbondantemente rotto i coglioni da anni. Gli ultimi tre albi nemmeno li ho comprati: lo schifo ha vinto l’inerzia del proseguire la lettura per abitudine.
Volevo solo far notare che Kentaro Miura, il ritardato che ha creato Berserk, oltre alla pigrizia endemica che gli sta facendo produrre gli albi al ritmo di un bradipo imbottito di barbiturici, ha anche altri hobby che lo distraggono dal proseguire la produzione di quello che ormai è un aborto tenuto assieme con lo sputo. Ad esempio farsi le pippe con THE iDOLM@STER 24 ore al giorno, con la flebo al braccio per nutrirsi e un catetere per pisciare.
Fonte: http://www.sankakucomplex.com/2009/03/27/the-madness-of-kentaro-miura/

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Il genere di cose per cui va pazzo l’autore di Berserk.
Si, è un lolicon ritardato, e allora?

Spero che Miura si masturbi con le troiette virtuali fino a morire di consunzione, lasciando Berserk incompleto. Niente di personale, è solo perché a Licia Troisi piace taaaaanto quel manga. ^_^

Prossimamente…
Ho una caterva di post da scrivere. Anche di oplologia. La lista è lunga da qui a Negrolandia. E non mi sono dimenticato né di Nihal né di Adhara, ma la pigrizia è una severa maestra: alternerò i post più seri/interessanti con quelli di cazzeggio, tipo questo o simili creati partendo da spunti ottenuti leggendo notizie sul lettore di Feed o interpretando il moto dei coniglietti divinatori.
Abbiate fiducia: nel menù ci sono anche le mutandine, il lolicon e i conigli!

Musica
Per concludere questo post inutile voglio dare un suggerimento musicale. Spesso mi capita di leggere autorucoli fantasy o aspiranti tali che dicono “questo libro va letto con l’accompagnamento di…” (solitamente epic metal, black metal o altro metal). Oppure mi capita di leggere dei gusti musicali dei suddetti scrittorucoli/aspiranti tali. Mi viene sempre un certo desiderio di spruzzare diarrea.
Ecco allora il mio consiglio musicale per voi. No, non sono canzoni patriottiche tedesche e non sono nemmeno i Landser. Godetevelo.

Il perfetto accompagnamento per la lettura del fantasy italiano! ^_^