Inaugurazione dell’Osservatorio Fatine

Scritto da il 01 nov 2010 | Categorie: Fantasy, Fatine, Fumetti e Manga, Storia, Storia Militare

Ho già accennato in passato all’esistenza delle fatine e al fatto che vi sia stato un complotto dopo la Prima Guerra Mondiale per farle “scomparire”. Una sorta di Operazione Paperclip per acquisire tutte le fatine d’Europa in contatto con gli umani e impiegarle nell’esercito statunitense allo stesso modo in cui già l’esercito imperiale tedesco le impiegava con notevole successo nel ruolo di portaordini, di esploratori e di osservatori per il tiro dell’artiglieria (su questo tornerò in un prossimo articolo).

Durante la guerra russo-giapponese del 1904-1905, i due attaché inviati dalla Germania (il maggiore Gunther von Etzel e il capitano Max Hoffmann) si accorsero che se i giapponesi avessero impiegato le fatine avrebbe potuto conquistare Port Arthur con mesi di anticipo: non sarebbe stato necessario conquistare la Collina 203 per mettere osservatori umani visto che le fatine avrebbero potuto volare ad altezza sufficiente senza essere viste dal nemico, controllare dove atterravano i colpi e scendere a riferire.

Port Arthur, dopo mesi di assedio e bombardamenti alla cieca, cadde in soli cinque giorni non appena l’artiglieria poté ricevere informazioni precise su come correggere il tiro per distruggere la flotta russa e l’Arsenale. Le fatine non sarebbero state rapide come il telefono nel permettere di correggere il tiro, dovendo fare avanti e indietro in volo per comunicare, ma di certo l’assedio non sarebbe durato così tanto!
In non più di due settimane, racconta Max Hoffmann, Port Arthur sarebbe potuta cadere sotto il tiro dell’artiglieria direzionata dalle fatine, evitando tutti gli inutili massacri necessari alla cattura della Collina 203.

Nonostante i giapponesi avessero già nell’esercito molte strane creature come i Karakase-obake (che ebbero raramente l’occasione di mostrare il loro valore come unità paracadutate nel corso della seconda guerra mondiale) o i Bakezori (che agivano come mine antiuomo, sbucando dal fango e strappando i piedi a morsi), la Terza Armata Giapponese non disponeva di nessuna fatina addestrata per quel compito.

Max Hoffmann nel 1913.
“Le nuove artiglierie richiedono un nuovo modo di pensare il ruolo delle fatine” (1905)

Sto divagando. Come detto tornerò al ruolo delle fatine nell’esercito tedesco in futuro.
La cattura di esseri fatati, in particolare fatine, da parte delle autorità americano causò una fuga dei superstiti che si nascosero sui monti, come i partigiani, e ridussero quasi a zero i contatti con l’uomo. Se fino alla seconda guerra mondiale era ancora possibile trovare tracce di fatine nell’esercito tedesco, seppur sospettate dai nazisti di simpatie monarchiche, da ormai più di sessanta anni il mondo fatato ha tagliato i ponti col nostro. Incontri con gnomi, fatine e spiritelli che sarebbero stati normali nel 1899, ora si riducono a fantasie di malati di mente e allucinazioni sotto l’effetto di droghe. Solo in rarissimi casi, ormai, le fatine si mostrano agli uomini. Spesso chi ha la possibilità di vederle, o di vedere altre creature strane, si rifiuta di farne parola per non apparire un malato di mente.

Qui sta la forza del “disarmo fatato” portato avanti dagli americani, nel lavaggio del cervello collettivo. Ora, nella guerra moderna, può sembrare ridicolo, ma quando gli americani nel 1919 iniziarono la caccia alle fatine, queste erano davvero in grado di svolgere compiti di intelligence e comunicazioni per cui non esisteva nessuna tecnologia sostitutiva (i ridicoli piccioni viaggiatori nella seconda guerra mondiale spesso sono storie di copertura per l’impiego alleato di fatine). Per questo gli americani non solo cercarono di procurarsi tutte le fatine possibili, attirandole con promesse di denaro e gloria o più spesso chiudendole in gabbia con la forza, ma costruirono una nuova “storia” cancellando dai libri ogni riferimento realistico al mondo fatato.

Woodrow Wilson, presidente degli Stati Uniti dal 1913 al 1921.
Con le sue idee scellerate fu responsabile del caos etnico nei Balcani durante il Ventesimo secolo e della deportazione di centinaia (migliaia?) di fatine negli Stati Uniti.

Non ci volle molto a requisire i libri che parlavano seriamente di fatine (la maggior parte erano opere stampate dagli Stati Maggiori degli Imperi Centrali) e a ridurre tutti gli altri riferimenti a elementi fantastici immaginari, come abbiamo già visto nel caso del fantasy nell’Inghilterra Vittoriana. Ciò che era vero e normale, ad esempio le fatine spogliarelliste in certi locali delle capitali europee, divenne un elemento “inventato”, semplicemente parte di un interesse per il fantastico dovuto alla crisi di fine secolo e ai timori verso un mondo moderno in cui la tecnologia non era più solo fonte di speranza. Tutte teorie costruite dopo, a tavolino, da professori e scienziati prezzolati per nascondere la verità.

In pochi decenni quelli che ancora ricordavano gli incontri avvenuti in gioventù con le fatine o gli gnomi si erano ormai convinti che fossero state fantasie (o tacevano per non rischiare il manicomio, luogo in cui la Scienza Ufficiale collocava i “dissidenti”). Le nuove generazioni non conoscevano e non conoscono più la Verità.

 
Per questo ho deciso con Gamberetta di fondare l’Osservatorio Fatine.
Gamberetta, messa di fronte alla quantità di informazioni e di prove, si è convinta anche lei della loro esistenza. Potete leggere il suo articolo dedicato all’inaugurazione dell’Osservatorio qui. È molto bello. Vogliamo raccogliere tutto il materiale possibile dedicato alle fatine, sia realistico che di invenzione. Ci interessano storie vere di fatine, testimonianze, prove, ma anche romanzi, fumetti, film, racconti. Tutte le opere degne di nota troveranno posto nella pagina dell’Osservatorio Fatine.

È importante diffondere di nuovo le fatine tra la gente, cominciando dalla loro presenza come personaggi inventati: da troppi decenni le fatine, grazie al lavaggio del cervello americano, sono diventate un elemento del fantasy fanciullesco e ridicolo, molto meno “serie” di orchi e nani che si picchiano come forsennati (vabbè, stendiamo un velo pietoso). Questo stato di cose deve finire. Le fatine devono riconquistare il loro posto nell’immaginario e un giorno, con l’aiuto di tutti, quando i ricercatori non metteranno più da parte con una risata i riferimenti alle fatine nei documenti d’epoca sfuggiti alla distruzione americana, le fatine ritroveranno anche quello nella storia.

The Manga Guide to Databases

Un bell’esempio di manga/manuale con protagonista una fatina è The Manga Guide to Databases che potete scaricare da gigapedia o rintracciare sui circuiti di P2P. Fa parte di una serie di testi in cui i fumetti vengono usati per spiegare in modo semplice materie come la statistica, la biologia molecolare, la fisica (ce ne è anche uno dedicato solo all’elettricità, utile per chi fa Fisica II o Elettrotecnica). Sono scritti bene e sono chiari, anche se mi risulta che solo quello dedicato ai database abbia una fatina.

La guida manga ai database ha anche il pregio di essere un’opera veritiera sulle fatine. Data la loro notevole intelligenza e capacità di organizzare e vagliare informazioni, le fatine occupavano posti di rilievo negli Stati Maggiori e nei servizi segreti dei paesi occidentali prima del 1918, ma alcune lavoravano anche per banche o per i ministeri degli interni. Chi meglio di una fatina può svolgere il ruolo di insegnante in un problema di organizzazione e uso delle informazioni?

La storia segue le vicende del Regno di Kod, un paese agricolo specializzato nell’esportazione di frutta, inguaiato dall’incapacità di mantenere aggiornati i prezzi perché non usa database, ma file diversi per ogni dipartimento che si occupa del commercio della frutta. La principessa Ruruna, sommersa dalle scartoffie, viene salvata da un regalo inviatole dal Re mentre è in vacanza all’estero: un libro dedicato ai Database (una strana tecnologia straniera) con allegata Tico, la fatina insegnante.
Molto piacevole da leggere. ^_^

La fatina Tico spiega cos’è la primary key

 
Chiunque può contribuire all’Osservatorio Fatine. Qui sotto potete trovare tutte le informazioni per inviare le vostre segnalazioni. Il Duca e Gamberetta sono sempre interessati a ricevere materiale o, meglio ancora, informazioni di prima mano sulle fatine.
Vi aspettiamo!

Osservatorio Fatine
Linee Guida


 
 Come segnalare
— Mandate una mail a osservatorio.fatine@gmail.com.
— Lasciate un commento all’Osservatorio Fatine presso Gamberi Fantasy o presso Baionette Librarie.

 
 Le segnalazioni devono riguardare le fatine
— La fatina è una creaturina antropomorfa dotata di ali.
— Rimane una fatina anche se possiede una coda, orecchie a punta, zanne, artigli, impianti cibernetici o altre caratteristiche simili. Tuttavia le creaturine che sono dichiaratamente demoni o robot non sono accettabili.
— Se la fatina non ha le ali non è una fatina, anche se può volare altrimenti.
— Se la fatina ha le ali ma ha perso la capacità di volare, rimane una fatina.
— Se la fatina non possiede poteri magici, rimane una fatina.
— Le fatine mutaforma sono accettabili, a patto che la forma antropomorfa con ali sia la principale.
— Fatine delle dimensioni di un bambino o di un umano adulto non sono fatine, ma fate. Le fate non sono accettabili.
— Nelle vostre indagini, tenete presente che il termine inglese “fairy” include sia le fate sia le fatine. Perciò verificate la presenza nello specifico di fatine.
— In nessun caso sono accettabili fatine “metaforiche”. Cerchiamo risorse che riguardino fatine vere.

 
 Per romanzi, racconti, film, anime, videogiochi, manga e fumetti
— Le fatine devono essere protagoniste o co-protagoniste. O come minimo le fatine devono svolgere un ruolo determinante per la storia. Non basta la loro mera presenza come comparse o personaggi secondari.
— L’opera deve essere stata regolarmente pubblicata, in Italia o all’estero.
— Le opere amatoriali sono accettabili se distribuite gratuitamente e previa verifica del livello qualitativo.
— Le opere amatoriali italiane devono essere segnalate solo via mail a osservatorio.fatine@gmail.com, vorremmo evitare spam nei commenti.

 
 Per articoli e saggi
— Sono accettati articoli e saggi di carattere scientifico, storico o culturale.
— Le fatine devono essere l’argomento principale dell’articolo in questione o, nel caso dei saggi, come minimo ci devono essere capitoli dedicati.
— Tali saggi e articoli devono essere veritieri. In altre parole saranno rifiutati tutti quegli articoli o saggi che negano l’esistenza delle fatine.
— I documentari sono ben accetti se rispettano le linee guida.

 
 Testimonianze
— Sono accettate testimonianze di incontri con le fatine.
— Incontri avvenuti nel mondo fisico. Non sono accettate testimonianze di incontri in sogno, via corpo astrale o simili.
— Se personalmente avete incontrato le fatine, ditecelo, saremo felici di ascoltarvi.
— Se la testimonianza è corredata da fotografie o filmati sarebbe splendido.

 
 Cosa non segnalare
— Disegni di fatine (almeno per ora).
— Romanzi e cartoni animati per bambini piccoli. Romanzi Young Adult sono accettabili.
— Libri illustrati di fatine, a meno che non siano disponibili via P2P o per volontà dell’autore.
— Siti che vendono statuette di fatine o altri gadget simili.

 
 Varie ed eventuali
— Sentitevi liberi di segnalare ogni altra risorsa sulle fatine che ritenete interessante.
— In ogni caso ci riserviamo il diritto di aggiungere, togliere, rifiutare o accettare segnalazioni a nostro insindacabile giudizio.
— Per ogni dubbio o domanda o per discutere di fatine scrivete a osservatorio.fatine@gmail.com.

 
Icona per Baionette Librarie Il Duca Carraronan.
Icona per Gamberi Fantasy Chiara Gamberetta.

La fatina Maple
La fatina Maple

Invito tutti a far conoscere l’Osservatorio Fatine segnalandolo nei propri blog o dovunque ragionevolmente possibile (no spam, per favore). Se volete linkare le linee guida nei vostri articoli, usate questo URL che rimanda al box sul sito di Gamberetta oppure questo URL che rimanda al mio.

 

Apocalypse Meow – Cat Shit One: anche i conigli fanno la guerra!

Scritto da il 20 lug 2010 | Categorie: Anime, Conigli, Fumetti e Manga, Rabbit Weird

È finalmente uscito il primo episodio di Cat Shit One, l’anime in computer graphic con protagonisti due coniglietti delle forze speciali statunitensi in azione nell’attuale Medio Oriente, combattendo contro i dromedari afgani.
La serie, di cui non so quando ci sarà un secondo episodio (sigh), è trasmessa su YouTube in HD per i residenti in Giappone. Si trova fansubbata in inglese senza problemi (io ho visto la release di Pretentious) e c’è anche una release italiana a cura dei Bowling Ball Fansub. Qui sotto i due trailer, quello vecchio e quello nuovo.

Potete notare la differenza tra la prima versione in cui c’erano schizzi di sangue e la nuova in cui al loro posto ci sono “fumate” più o meno insensate. È una censura accettabile che non danneggia il nucleo dell’episodio e mette al riparo da possibili accuse di eccessiva violenza (dato il tema e i connotati razzisti nelle rappresentazioni antropomorfe delle diverse popolazioni), ma avrei preferito non vederla.

L’episodio ha una qualità complessiva altissima. Le animazioni sono ottime, straordinariamente al di sopra degli anime che a ogni stagione fanno capolino nelle TV giapponesi (e che nonostante la qualità non sempre alta, e le paghe da morte per fame dei disegnatori, costano uno sproposito a episodio). Un livello di qualità che definirei anti-economico per un prodotto simile (il miglior episodio di qualsiasi cosa visto in due anni).
Ennesimo schiaffo morale per i retrogradi e gli incompetenti che guardano dall’alto in basso sempre e comunque i prodotti giapponesi, forti della propria ignoranza condita con pretese intellettualoidi pseudo-razziste per cui “ciò che fanno le scimmie gialle al massimo è merda e imitazione” (invece i nostri soliti elfi e i vampiri adolescenti sarebbero grande innovazione! C’è più creatività, seppur condita con puttanate, in una sola annata di anime che in anni di narrativa letta dai suddetti intellettualoidi).

La qualità non è solo nella grafica, ma in ogni aspetto, inclusi i dettagli armieri e tattici che pongono l’opera per credibilità al di sopra della massa delle produzioni Hollywoodiane. C’è rispetto per l’intelligenza dello spettatore, senza rinunciare all’azione, come dovrebbe avvenire SEMPRE (in particolare nella narrativa). Un prodotto maturo e affascinante, degno erede del manga Apocalypse Meow.
Ammirate l’uso privilegiato del fuoco semi-automatico (e l’assenza di lunghe raffiche che sono considerate da decenni solo uno spreco di munizioni), dell’avanzata sfruttando le coperture, l’attacco a sorpresa aggirando, l’ottica del fucile di Botasky che perde il bersaglio dopo lo sparo a causa del rinculo ecc…

Pura Arte

Tornando alla qualità delle armi rappresentate, si possono vedere in mano ai cammelli AK-47, RPK (mitragliatrice leggera di squadra) e perfino un AKS-74U (reso famoso dai video di Bin Laden), oltre ai classici RPG-7 ex-sovietici, accessorio immancabile del vero pastore di capre afgano! I conigli invece maneggiano un’ottima pistola STI EDGE (una costosa erede high-tech della Colt 1911), un fucile da battaglia Mk.14 Mod 0 (a me sembrava un M39, ma la canna più corta non mente: è il modello sperimentale precedente di “potenziamento” del vecchio M14) e un fucile d’assalto SR-47 (arma che esiste solo in sette esemplari: era nata per l’esigenza dei soldati americani di poter impiegare munizioni in 7,62×39 catturate agli afgani, visto che se ne trovavano tonnellate ovunque, al posto di farle saltare in aria ed evitando così i problemi di logistica per ottenere munizioni da 5,56×45… il progetto venne abortito perché le munizioni che si trovavano nelle buche, produzioni cinesi e di vari paesi ex-sovietici tutte dissimili, avevano proprio la qualità che ci si può aspettare da qualcosa rimasto sepolto per anni o decenni!).
Ringrazio imfdb.org per avermi risparmiato la fatica di prendere gli screenshot da solo. ^_^

Per chi vuole cercare inutili simbolismi, si può notare come il SR-47 del volitivo Packy (un fucile semplice, essenziale) contrasti con l’ingombrante e super-accessoriato EBR di Bota, personaggio molto più insicuro (compensazione armiera?).

Nemmeno “Cat Shit One” è immune al fenomeno del fan service :-P

Passiamo al manga Cat Shit One, intitolato Apocalypse Meow nella versione inglese. Ne avevamo già parlato più di un anno fa, ma non gli avevo mai dedicato un articolo. Il titolo è naturalmente ispirato ad Apocalyse Now, con un Meow perché i vietnamiti sono rappresentati da gatti. È un manga ben realizzato, con missioni realistiche, personaggi credibili (i tre conigli principali, Perky -il Packy dell’anime-, Bota e Rats, sono tutti ben caratterizzati) e gergo tecnico sfruttato in modo intelligente (non ci sono mai infodump, ma per le sigle più ostiche ci sono note in fondo alle pagine). L’autore si è preso una piccola libertà spostando l’attentato al ristorante My Canh dal 1965 al 1968, poco dopo l’offensiva del Tet, ma in generale i volumi sono storicamente coerenti e contengono alcune pagine di approfondimenti sulle forze speciali e sul conflitto in Vietnam.
Cultura e intrattenimento assieme. ^_^

Trovate i tre volumi in inglese su mangatraders, ma non sono disponibili quelli di Cat Shit One 80 (in cui i conigli sono alleati degli afgani contro l’invasione sovietica).


Anche alcune immagini storiche del conflitto hanno trovato posto in Cat Shit One

Gli americani sono conigli per un valido motivo: USAGI (coniglio) suona come USA G.I. ovvero “soldato statunitense” (da G.I., un vecchio modo per chiamare i soldati americani). Ho trovato delizioso l’abbinamento animale-nazione, fatto sfruttando stereotipi e informazioni storiche: i francesi, che hanno ridotto così il Vietnam e che non erano veramente al fianco degli USA (molti imprenditori francesi finanziavano i Viet Cong per coprirsi le spalle in caso di vittoria comunista), sono solo dei “maiali”; i coreani, mangiacani nell’immaginario giapponese, sono diventati proprio “cani”; i cinesi sono “panda”, animale simbolo; I russi sono “orsi”, animale da tempo abbinato alla Russia (già all’epoca della Guerra di Crimea il principe ereditario era rappresentato dalla propaganda inglese come un orsacchiotto frignone) ecc…

Russi, Cinesi e Vietnamiti

Oltre che fornire una gradevole possibilità di riconoscere sempre le nazionalità a colpo d’occhio, la scelta fatta permette anche qualche scena divertente: ad esempio quando il ratto inglese vuole farsi passare per un canguro australiano, lol! Il fatto che la nazionalità si capisca al volo sta a indicare che all’epoca tutti sapevano che c’erano dei SAS britannici in Vietnam (oltre a quelli australiani, che invece potevano operare lì) e anche soldati di altre nazioni che in teoria non avrebbero dovuto inviare nessuno perché esterne alle “operazioni di polizia” americane. Viene sollevato più volte il problema dei possibili incidenti internazionali quando i conigli incontrano i consiglieri militari russi e cinesi o quando, nel secondo volume, vengono aggregati alla squadra quattro giapponesi (il Giappone NON poteva inviare soldati, a malapena può avere un esercito difensivo, secondo la Costituzione!) che devono completare l’addestramento nella giungla per diventare “ranger”.

I Giapponesi: vere e proprie “scimmie” gialle ^_^.
E anche Bota ha sempre qualcosa da dire contro di loro.

Oltre ai vantaggi in termini di LULZ, l’uso degli animali ha migliorato molto la resa grafica. L’autore (Motofumi Kobayashi) non è un genio del disegno e se si guarda l’episodio in fondo al primo volume, un capitolo bonus del precedente Dog Shit One, si può vedere che è molto meno realistico l’umano come umano che non il coniglio come coniglio. L’idea di usare i conigli gli era venuta per prima, ma l’autore per timore (condivisibile) che sembrasse una cretinata aveva messo delle persone… però con le persone non riusciva a farsi davvero entusiasmare dalle vicende e Dog Shit One finì abortito. Avrebbe dovuto seguire il suo istinto dall’inizio e sfruttare la buona idea che gli era lampeggiata nel cranio…

I think it was around 1989, soon after the fall of the Berlin Wall, when I got the idea for Apocalypse Meow. I was watching Tour of Duty on video, and I thought to myself, “I could tell the same kind of story about the Vietnam War using rabbits, and it would be good.”

Dog Shit One con gli umani è stato un fallimento, senz’anima, mentre Cat Shit One con i conigli è stato un piccolo successo. Questo dovrebbe far accendere la lampadina nel cervello degli scrittori: se vi capita un lampo di genio su un dettaglio chiave “strambo”, anche se vi sembra una cretinata, mettetela lo stesso perché potrebbe fare la differenza tra la solita banalità e qualcosa di caratteristico e nuovo. Soprattutto quando si tratta di fatine spogliarelliste e conigli morbidosi. Il mondo ha già avuto la sua quota di elfi gay e vampiri adolescenti: se sentite di dover scrivere di dinosauri che si picchiano con i robot tra i canali di Marte, FATELO! Non vergognatevi di avere idee degne delle copertine Urania di quaranta o cinquanta anni fa!

Una cosa che voglio sottolineare, come già fatto su indicazione di Gamberetta un anno fa, è che i conigli sono DAVVERO conigli. Non si tratta solo di persone con l’aspetto di conigli, ma di personaggi profondamente coniglieschi. Botasky sotto il fuoco nemico è colto più volte da una paura che gli impedisce di combattere, ma alla fine vince sempre il timore e attacca: proprio come i conigli che, seppur timidi e timorosi, si lanciano nello scontro anche contro animali di taglia maggiore se costretti (ad esempio per difendere i cuccioli o per spiegare al gatto di casa che non può occupare il giaciglio del coniglio senza permesso).

La foto di famiglia del pilota non raffigura uno o due figli da tipica famiglia americana, ma una conigliesca cucciolata. L’autore dimostra anche una notevole conoscenza spicciola dei conigli quando cita il cliché delle carote: non sono un cibo che piaccia ai conigli più di altri (le mele tendenzialmente piacciono di più), anzi, alcuni proprio non le sopportano! E pure il Botasky infuriato che salta sopra le camicie (colpevoli di essere Made in Japan) è incredibilmente conigliesco. ^_^
Tornando al pseudo-fanservice coi culetti dei coniglietti, ecco due chicche: un momento di consapevolezza in stile paperino (hey, ma noi non abbiamo mai i pantaloni!) e una perfetta scelta di frasi per l’identificazione via radio.

I maiali francesi al club: tennis, ristorante di lusso, vita mondana…
…come se là fuori non ci fosse nessuna guerra.

Comunque il manga non è formato solo da scene d’azione e da umorismo: non mancano i momenti drammatici e la consapevolezza che ci sia qualcosa di sbagliato nel modo in cui viene gestito il conflitto, in particolare nel terzo volume quando i coniglietti si trovano a lavorare con i trafficanti di droga. Non c’è il finto dramma, l’esagerazione melodrammatica che rende “falsa” la narrativa… il dramma quando appare è credibile, umano e personale.

La sequenza che ho preferito nell’intera serie è una manciata di vignette nel secondo volume. Rats è stato mandato in vacanza negli USA e ha trovato un mondo che non gli appartiene più: la gente chiama i soldati “ammazza bambini”, i suoi amici sono contro l’intervento americano e lo considerano un Crimine (e i soldati quindi sono criminali di guerra), la sua stessa famiglia non lo appoggia. Nessuno sa nulla di ciò che davvero accade in Vietnam, sono tutti plagiati dalle scene di orrore (sia vere che inventate) mostrate dai media: per loro tutti i soldati sono “ammazza bambini”. Di fronte alla TV, momento più bello di tutto il volume, Rats vede prima una manifestazione contro la guerra in Vietnam e poi un annuncio del “numero quotidiano” di soldati americani morti. Numero quotidiano. Sono solo una cifra. E intanto i loro stessi “amici” li insultano dalle piazze. Rats ha un crollo psicologico e piange: ha finalmente capito che l’unica vera famiglia che gli rimane sono i suoi commilitoni e decide di tornare in Vietnam con tre giorni di anticipo.

In questo istante di consapevolezza, in questo piccolo dramma umano che ha colpito decine di migliaia di veterani estraniati dalla società civile e impossibilitati a integrarsi di nuovo facilmente, c’è più drammaticità e sincerità di quanto ce ne sarà mai nelle opere di tanti scrittori intellettualoidi che ammorbano il fantastico italiano con le loro cazzate (metaletteratura! simbolismo! poetica! riferimenti culturali! formalismo russo! … ma andate affanculo!) e i loro discorsi da imbecilli (la Realtà! l’Etica! Si abusa del termine “scrittore”!). Chi non è in grado di produrre qualcosa di simile in così poco spazio, sfruttando in modo magistrale ogni dettaglio, farebbe bene a darsi meno arie e a chiudere il becco.

Fine articolo.
Guardate l’episodio e leggere il fumetto: meritano il vostro tempo. Più del fantasy italiano. ^_^

Anche i veri conigli bevono birra, non solo quelli di Cat Shit One

Mickey Mouse on Speed

Scritto da il 20 giu 2010 | Categorie: For The Lulz, Fumetti e Manga

Faccio rimbalzare questa bizzarria appena vista su Boing Boing: un vecchio fumetto di Mickey Mouse che vende anfetamine, somministrandole pure a due personaggi senza il loro consenso. LOL. Una delle poche cose interessanti viste negli ultimi giorni su Boing Boing. L’idea di Topolino che sfrutta le popolazioni del terzo mondo per spacciare delizie chimiche mi sollazza molto. Lo avrei fatto anche io, che male c’è?
Come saprete, ne ho accennato alcune volte nei commenti un annetto fa, la mia posizione in materia è quella (dal punto di vista storico) di Antonio Escohotado, autore di Piccola storia delle droghe e del ben più voluminoso Historia general de las drogas.

Vedo che anche Davide Mana, mentre scrivevo, ha iniziato il rimbalzo italico della segnalazione di Doctorow. Mi ha battuto sul tempo: mi levo il pickelhaube e accenno un inchino alla sua rapidità. Spero che molti altri seguano il nostro esempio, visto il lulz della cosa. ^_^

Fonte originale: Mickey Mouse on Speed.

The following mini comic book was part of a promotional collaboration between Walt Disney and General Mills. It features Mickey and Goofy, two distinct psychoactive drugs, surreptitious dosing, a bad shaman, and a “talking” elephant. When it was first produced, it was one of an 8-comic set that cost 15 cents plus one Wheaties-brand cereal box top.

It is one of several psychoactive drug-related uses of Disney characters that in retrospect appear naive and inappropriate. This commercial, drug-positive use of characters designed for children raises a number of issues of historical interest. The ethnocentric cultural references, including the representation of Africans and the superiority of American medications, stand out even against the odd amphetamines-are-good-for-you backdrop. It is notable that Mickey Mouse gives powerful drugs to two other characters without their knowledge or consent.

During the 1950s, at the height of the post-World War II expansion of U.S. suburban modernization, a number of stimulant and sedative drugs were widely used and were promoted in the mainstream press. At the time, many were available over the counter without a prescription. The inclusion of clear, positive drug references in mainstream children’s literature and film seems both archaic and surprising given the taboos around psychoactive drugs in place in the 21st century. We hope you’ll enjoy this glimpse into the history of Disney’s characters that Disney itself is unlikely to acknowledge in the modern anti-drug cultural climate.







È una droga fantastica: dobbiamo venderla anche noi! Grande Topolino, così si fa!
Prosegui la lettura qui

Ho preferito citare anche Boing Boing per correttezza, visto che se Cory Doctorow non avesse scritto l’articolo io non avrei saputo della pagina che parlava di Topolino spacciatore e di conseguenza non avrei potuto effettuare il rimbalzo. Avevo fatto qualcosa di simile anche nell’articolo sulle Popoffka russe. Abitudine. ^_^

Passando a fumetti più seri, sto mettendo assieme appunti e immagini per scrivere un post su una robetta steampunk che ho letto. I fumetti non mi piacciono granché, ma sto cercando di leggere tutti quelli indicati da Barillier in Steampunk!. Tra un paio di giorni vedremo se mi andrà di pubblicare qualche considerazione.

Il calcio: strumento della Reazione?

Scritto da il 12 giu 2010 | Categorie: Filmati vari, For The Lulz, Fumetti e Manga

Oggi qualcosa 4 teh lulz.
Non lo inserisco nella categoria “riflessioni” per non attirare la reazione della polizia fascista su queste scomode verità…

Oggi, essendo ormai cominciati i mondiali, voglio parlare del calcio e dei suoi effetti deleteri sul proletariato. La prossima volta magari spiegherò perché il sesso prematrimoniale è sbagliato e per quale motivo i Gay vanno imprigionati e sottoposti a elettroshock terapeutiche per evitare che contagino le persone normali come voi o me. Possibilmente come voi. Torniamo all’argomento di oggi, il calcio.

Il calcio è uno strumento della Reazione.
Pensateci. Pensate alle masse proletarie: metalmeccanici (inclusi i programmatori) sfruttati, che vivono in quartieri degradati, abbruttiti come animali nel corpo e nella mente, ma non solo per cause genetiche (per quanto l’inferiorità genetica della classe operaia sia un argomento interessante, suffragato da interessantissimi studi sui bozzi cranici) e ambientali (l’ambiente degradato e intellettualmente poco stimolante crea bambini più stupidi di quanto potrebbero essere in ambienti più socialmente elevati, si veda l’esperimento condotto sugli orfani in Francia), bensì per cause sportive!

Questo è il bel volto di un Compagno, non quello abbruttito dal tifo da stadio!

Queste masse, piene di giusto odio e in teoria pronte a divampare con la scintilla di un leader come Lenin, sono invece incapaci di rovesciare i padroni capitalisti e porre fine allo sfruttamento e alle ingiustizie dei ricchi! Perché i ricchi, come spiegava il presidente Chávez un anno fa, non sono esseri umani: sono animali in forma umana! Ma allora perché le masse oppresse, sporche e costrette a vivere in mezzo ai propri escrementi, non reclamano l’equa distribuzione dei beni (e appendono i padroni ai lampioni)? Perché non divampa la Rivoluzione? Qui entra in gioco il calcio.

Un tempo le masse operaie venivano tenute al loro posto dalla Religione: dopo sei giorni di fatica in fabbrica, li si teneva buoni con la Messa. Stanchi, assonnati e con le palle girate (nonché gonfi di promesse di Vita Eterna), nessuno aveva voglia di fare la Rivoluzione. Quando venne anche il sabato come giorno di riposo, le masse cominciarono ad avere più tempo per pensare alla propria condizione: se di sabato erano troppo stanche per ribellarsi, di domenica invece, complice anche la prospettiva di assaggiar di nuovo la frusta del padrone il giorno dopo, erano più propense a riunirsi per studiare il proseguimento della Lotta di Classe.
Il tempo libero del Proletariato divenne un pericolo per la Borghesia perché permetteva agli oppressi di riunirsi e costruire una coscienza sociale e sindacale.

Lasciato senza occupazioni, libero di pensare, il Proletariato acquisisce coscienza di classe.

La Religione, oppio dei popoli, non bastava a placare gli animi, in particolare quando i comunisti vennero scomunicati. Come evitare che la domenica si riempisse di complotti e di moti rivoluzionari? I Padroni Capitalisti seppero come fare: con il calcio. Se la gente è troppo occupata a tifare e a entusiasmarsi per le partite, non avrà tempo per dedicarsi alla Rivoluzione! E non avendo che la domenica (e al più il sabato, per i meno affaticati che non necessitano di un giorno intero per riprendersi) per lavorare alla propria coscienza di classe, dato che gli altri giorni è oppresso da condizioni disumane di lavoro, la Rivoluzione è disinnescata

Paradosso curioso di questo giuoco tanto evidente è che le masse sfruttate adorano tanto il calcio da far finta di non vedere. Le squadre, in un calcio mercato che muove cifre da capogiro, sono un emblema del capitalismo e sono in mano ai capitalisti. Gli stessi giocatori, eroi del popolo abbruttito dai fumi delle industrie e dall’alcool, sono grassi borghesi farciti di soldi come tacchini ripieni per tradire il Proletariato da cui spesso provengono.
Eppure vedono i proprietari di queste squadre, vedono che sono Padroni ricchi e corrotti. E sentono quel vecchio sporcaccione basso e pelato quando abbindola il popolo con metafore calcistiche: ve lo sta urlando chiaro e tondo, compagni, che il calcio è la catena della vostra schiavitù!
Si va a guardare la partita della nazionale in TV e intanto chi legge i quaranta e passa volumi di opere di Lenin? Nessuno. Dov’è la Coscienza di Classe? In panchina con il mister?

E in estate? Il caldo spesso rincoglionisce gli operai, impedendo loro di ribellarsi, ma altre volte è stato proprio il disagio del caldo ad alimentare la Rivoluzione. Come impedire l’avvento del Paradiso dei Lavoratori se il campionato è finito? Qui entrano in gioco le manovre delle squadre in occasione del prossimo campionato, sostituendo il calcio giocato col calcio discusso, e i mondiali: ogni quattro anni i mondiali disinnescano le Rivoluzione proprio nei mesi meno caldi dell’estate, quando un guizzo di Coscienza Sociale potrebbe ancora fa sventolare la Bandiera Rossa nelle strade prima del sole a picco d’agosto!

Se fino ad ora non mi avete creduto, osservate come il calcio venga perfino usato per mettere in ridicolo le grandi figure del comunismo:

Ma sono loro da ridicolizzare oppure le masse proletarie che hanno abbandonato la causa della Rivoluzione in cambio di un pallone? Questo è il dramma interiore che lacera la nostra società e che i comici mettono a nudo (come un coniglio nudo): è nella risata del proletario che si annida la frusta del capitalista!
La grandezza dei Monty Phyton è evidente quando ci regalano tali perle di saggezza!

Eccone un’altra:

Ma tutto questo mio sforzo è inutile: non ascolterete il mio avvertimento o lo denigrerete, definendolo Fantasia e attribuendolo alla mia abitudine di sniffare colla in compagnia di minorenni seminude. Ridete, scellerati, mentre la Rivoluzione rotola via dalla storia come il pallone che tanto amate!

«Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi già non è più schiavo, ma uomo libero.»
(Lenin)

E ora che ho sottolineato il male del calcio, prodotto reazionario della più grassa e sfruttatrice borghesia industriale, e di come la Rivoluzione ne venga grandemente danneggiata impedendo che il Sole dell’Avvenire splenda sulle masse sfruttate, penso che potrò passare la serata con Inghilterra – Stati Uniti, in attesa di Italia – Paraguay di lunedì sera. Spero vinca l’Inghilterra: fottuti yankee bastardi. ^_^

Per concludere…
Vi segnalo il bellissimo fumetto anti-comunista Two Faces of Communism, del 1961, da cui proviene la vignetta con i proletari. L’opera, ennesimo esempio della squallida propaganda yankee (i portabandiera della Democrazia fondata sulla Pubblicità), è stato realizzato dalla Christian Anti-Communism Crusade (CACC, mai sigla fu meglio scelta). Notate la raffinata rappresentazione dei comunisti, degna dei Cattivi del Fantasy: malvagi “perché sì” e basta.
Se Licia Troisi e gli altri gegni italici vogliono prendere spunto, credo che perfino la CACC abbia più materia grigia e creatività di loro: scopiazzate, che magari imparate qualcosa (magari pure a soffiarvi il naso senza dire cazzate tra uno scaccolamento e l’altro).


Le prime pagine del bellissimo fumetto yankee!

Lo Steampunk di Lord Cockswain, naturalista

Scritto da il 11 ott 2009 | Categorie: Fumetti e Manga, Steampunk

Steampunk come piace a me, in stile Martian Dreams e Space 1889: esplorazioni coloniali nello spazio e retrofuturismo nelle avventure di Lord Cockswain.

Questo è Steampunk interessante: retrofuturista e tecnologico, non come i maghi egizi di quel ritardato di Powers. Guardate i due video di Venus is doomed.

Lord Cockswain, naturalista, è veramente un gran figo coi baffoni alla Kaiser e il trombone a raggi (chiamato The Unnatural Selector, LOL!). È ottocentesco, è virile, è ducale. È come mi piacerebbe essere se non fossi già il Duca che è molto meglio (e poi a lui manca il pickelhaube: il casco coloniale è figo, ma preferisco un bell’elmetto col chiodo).

Sul sito www.drgrordborts.com è possibile trovare informazioni, immagini e fumetti.
Ci sono anche due numeri di una rivista (uno e due, in vendita) con il catalogo delle armi del dottor Grordbort e le avventure a fumetti di Lord Cockswain (a quanto si capisce).
Qui trovate una preview di Victory, il secondo volume. Lo comprerò. Merita.

victory
Scientific Adventure Violence for Young Men and Literate Women
Filled to the brim with first hand tales of exploration and progress from the great heroes of our time, picture strips of unimaginable escapades on the frontier, never-seen-before portraits of dazzling damsels and monstrous villains, and laudable accounts of man and robot pitted against our greatest enemy (the uncivilized world), Victory is an onslaught of action-packed scientific adventure in full-spectrum color – containing facts that every boy and literate girl should know.
 
cockswain_venusian_vapourisation_550
“Join the armed forces and give our ethnic friends a little ethnic cleanse”
Sento un’incredibile affinità intellettuale con quest’uomo…

Oltre ai due volumetti è possibile comprare vagonate di ciarpame altre stupende opere di ingegno che valgono di sicuro ogni centesimo speso.
La pistola a raggi Righteous Bison è sicuramente un affare da non perdere: solo 155 dollari neozelandesi o 99 dollari usa (leggete la descrizione, lol).
Roba per raffinati steampunkettari.
Il trombone di Lord Cockswain invece costa uno sproposito, migliaia di dollari (4500 dollari usa per quelli numerati da 10 a 50)…
Tutto molto bello, insomma.

Altre immagini prese dal sito: Lord Cockswain che guida la nave spaziale, Moon Mistress vs Metal Men (action pin up), Lord Cockswain in posa per la foto e il Goliathon 800.

Dopo questa dose di sano Steampunk colonialista e di virilità europea d’altri tempi, quando l’uomo bianco era ancora l’Uomo Bianco, sono proprio felice come un coniglietto. ^__^

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