Archivio per la Categoria 'Steampunk'

  1. Steampunk: Myths & Legends by Il Duca Carraronan
  2. "La Main des Maîtres" e "The Anachronism" by Il Duca Carraronan
  3. Concorso per Racconti Steampunk by Il Duca Carraronan
  4. Cogs: A Steampunk Puzzle Game by Il Duca Carraronan
  5. "Steamed" di Katie MacAlister by Il Duca Carraronan
  6. The Marionette Unit - Inception Trailer by Il Duca Carraronan
  7. Spunti Steampunk: Scafandri Rigidi Articolati by Il Duca Carraronan
  8. Buon Ano nuovo e una foto interessante by Il Duca Carraronan
  9. Steampunk Web: Internet è una serie di tubi! by Il Duca Carraronan
  10. Consiglio di lettura Steampunk: Boneshaker by Il Duca Carraronan
  11. Steampunk Exhibition a Oxford by Il Duca Carraronan
  12. Ancora immagini da Leviathan by Il Duca Carraronan
  13. Steampunk: «A Gentlemen's Duel» del 2006 by Il Duca Carraronan
  14. Lo Steampunk di Lord Cockswain, naturalista by Il Duca Carraronan
  15. Una fanfic sul Duca e il mese dello Steampunk by Il Duca Carraronan
  16. Il cavallo meccanico di Leviathan e due mech reali by Il Duca Carraronan
  17. Il Cyklop Stormwalker e qualche strano elmetto by Il Duca Carraronan
  18. Leviathan di Scott Westerfeld, primo capitolo by Il Duca Carraronan
  19. Terza immagine da Leviathan, il tirannosauro a vapore e qualcosa sui prossimi aggiornamenti by Il Duca Carraronan
  20. Tanti auguri Nikola Tesla, tanti auguri a te! by Il Duca Carraronan
  21. Seconda immagine da Leviathan e il Coniglio Steampunk by Il Duca Carraronan
  22. Il Duca col pickelhaube e qualche libro Steampunk e Steamfantasy by Il Duca Carraronan
  23. Steam Mech: Leviathan di Scott Westerfeld e Steam Wars di Larry Blamire by Il Duca Carraronan
  24. Un video vintage perché sono vecchio dentro by Il Duca Carraronan

Steampunk: Myths & Legends

Scritto da Il Duca Carraronan il 01 mar 2010 | Categorie: Steamfantasy, Steampunk

Altri spunti a tema Steampunk. Questa volta ho scelto di proporre alcuni lavori tra quelli premiati da CGSociety nella competizione Steampunk: Myths & Legends (trasposizione in chiave Steampunk di leggende, miti, favole ecc…). Non sono molto recenti, considerando che la gara è terminata nel febbraio 2009, ma a parte Steamnocchio non avevo ancora avuto occasione di mostrare nulla su Baionette Librarie.

Un riconoscimento prestigioso è andato a un gruppo italiano. Ogni tanto qualche piccolo risultato di questo tipo fa piacere. La leggenda trasposta in chiave Steampunk è quella del Golem di Praga. Complimenti ai ragazzi di Bonsaininja.

“EMET” dei Bonsaininja Studio (ITALIA)
Team Entry Video – Master Award

 
Steamnocchio_1000 backtofairy
“Steamnocchio” di Fabricio Moraes (Brasile)
“BaktoFairy” di Laurent Pierlot (USA)

 
Alice's adventures in Steamland' di Guillaume Dubois Titanomachy - fall of the Hyperion di Marcin Jakubowski
“Alice’s adventures in Steamland” di Guillaume Dubois (Belgio)
“Titanomachy: fall of the Hyperion” di Marcin Jakubowski (Polonia)

Titanomachy mi è piaciuto molto, ho un debole per treni e robottoni, ma il mio preferito è il mitico Steamnocchio: fantastico Geppetto inventore. ^__^ BaktoFairy naturalmente l’ho segnalato solo perché c’è una fatina (ma ci eravate arrivati tutti, immagino). Alice’s adventures in Steamland è carino, ma l’abbinamento Alice-Steampunk è vecchio e stravecchio, banale ormai: sarà che la narrativa fantastica dell’Ottocento si presta bene allo Steampunk, ma ormai di inserti e rielaborazioni Steampunk di Alice (chi non ricorda certe atmosfere e scenari di American McGee’s Alice, un capolavoro!) ne ho viste a sufficienza negli ultimi anni da considerarle cliché quanto “gli elfi nei boschi”.

Pescando la prime tre che mi passano sotto il naso, ecco un’altra Alice in versione Steampunk e un bellissimo Gatto del Cheshire… e ovviamente un’immagine legata al prossimo American McGee’s Alice 2 che attendo con ansia ^__^ (uscita prevista per il 2011). Non dico che non si possa produrre qualcosa di ottimo in chiave Steampunk partendo dai due libri di Lewis Carroll, ma di certo l’elemento di originalità della scelta in sé è zero.

Ora delle opere che non sono state premiate, ma meritano di essere viste.

Sleeping Beauty di Antonio Caparo SteamOctopus
“Sleeping Beauty” di Antonio Caparo
“SteamOctopus” di Alex Broekel

 
Escape Plan B David and Goliath di Roger Nobs
“Escape Plane B” di Michael Dashow
“David and Goliath” di Roger Nobs

Potete vedere tutti i vincitori e i segnalati qui e qui.

 

“La Main des Maîtres” e “The Anachronism”

Scritto da Il Duca Carraronan il 26 feb 2010 | Categorie: Film e TV, Steampunk

Gli spunti Steampunk di questa volta sono due cortometraggi: uno intero e un trailer.
Il primo è La Main des Maîtres, corto francese, vincitore a fine 2009 del Deffie Award for Best HD Animation e già proiettato nei festival di mezzo mondo, inclusi l’Imaginaria Film Festival e lo Science+Fiction, entrambi in Italia. È inutile ricopiare le brevi e vaghe descrizioni che appaiono nei siti: dura quattro minuti, guardatevelo direttamente.

Ho messo la versione trovata su YouTube perché ci sono i sottotitoli in inglese. Non che servano a molto: sono poche e inutili le battute nell’osceno gracidio dei mangiarane.

Sito ufficiale: http://www.lamaindesmaitres.com/en/

Il secondo cortometraggio è The Anachronism, canadese, di cui propongo il trailer. Non si vede molto se non una breve apparizione del calamaro meccanico, l’elemento Steampunk principale (e unico?) di questa storia ambientata a fine Ottocento.

Dal sito ufficiale:

On a sun dappled summer day a science expedition propels two children toward an enigmatic encounter at the edge of their known world. Arriving on an isolated beach, they stumble upon the shipwreck of a robotic squid submarine. The secret it holds within changes their lives forever.

The Anachronism is a Steampunk science-fiction short set in the late nineteenth century. Unfolding with the simplicity of a children’s storybook, this lush journey through the landscapes of Canada’s West Coast draws inspiration from a whimsical juxtaposition of Pacific Rim cultural references to elaborate an elegant meditation on the courage of curiosity and the haunting effect of childhood trauma. In 2009 the film won six Leo Awards including Best Short Drama.

Il corto è del 2008, dura 15 minuti e ha vinto quattro Leo Awards. Sarà disponibile online a partire dal 16 Aprile 2010. Tanto per precisione: è altamente improbabile che il “childhood trauma” comprenda stupri tentacolari robotici di minori visto che NON è un prodotto giapponese, chiaro? Ora immagino che non lo vedrà nessuno…

Sito ufficiale: http://www.theanachronism.com/home.html

Concorso per Racconti Steampunk

Scritto da Il Duca Carraronan il 22 feb 2010 | Categorie: Concorsi Letterari, Steamfantasy, Steampunk

Negli anni scorsi mi era capitato spesso di organizzare piccoli concorsi per racconti all’interno del Forum del Ducato. L’ultimo concorso risale all’inizio del 2009, la Gara Pornofantasy che aveva unito il pubblico del Forum del Ducato con quello di Baionette Librarie. Pensavo di organizzare una gara Rabbit Weird questa estate, ma poi per la mancanza di voglia ho rinunciato.

Poche settimane prima di chiudere il suo blog, Gamberetta mi aveva invitato a organizzare una nuova gara a tema Steampunk Tecnologico: in fondo io adoro lo Steampunk Tecnologico, pure a Gamberetta non dispiace e sono passati parecchi mesi dall’ultima gara. Era una buona idea.

Un concorso a partecipazione gratuita, ovviamente, ma questa volta con un premio. Gamberetta mi aveva suggerito di cercare un ciondolo steampunk o qualcosa di simile. Con l’aiuto di alcune amiche ho selezionato un premio che spero possa piacere (più in giù ci sono le foto). Oltre al ciondolo c’è un altro premio: trovate tutti i dettagli nel box sotto.

Credo sia giusto organizzare il concorso anche se lei non può più pubblicizzarlo su Gamberi Fantasy o seguirne l’evoluzione. Credo che il miglior modo per ringraziarla e dirle che ci manca è darle un BEL racconto Steampunk da leggere per quando tornerà tra noi, scritto con cognizione di causa e con uno stile che non sia un insulto alle più banali convenzioni della buona narrativa. Darle un po’ di fiducia nelle capacità degli scrittori italiani. Potete riuscirci?

Lunghezza dei racconti: tra le 2.000 e le 7.500 parole.
Tipo di racconto: Steampunk Tecnologico con o senza Fantasy.
Vincolo Conigliesco: nel racconto deve essere presente almeno un coniglio, non necessariamente in un ruolo importante e non necessariamente un coniglio in carne ed ossa. Trovate voi il modo di integrare l’elemento conigliesco nella storia. Non ci vuole niente, con un minimo di fantasia.
Ulteriore vincolo: va bene l’ironia, ma niente parodie, opere comiche o “omaggi” con il Duca e Gamberetta. Cercate di scrivere seriamente, come se fosse davvero un racconto di cui vi frega qualcosa e non una roba buttata giù “tanto per”. Ok?
Consegna racconti: entro e non oltre domenica 7 agosto 2010.
Numero di racconti per partecipante: da uno a quanti te ne pare.
Correzioni e reinvio: quante volte ti pare, ma alla fine gareggia solo l’ultimissima versione inviata di un certo racconto per cui NON mandare tre versioni diverse dello stesso racconto con tre finali diversi nella speranza che uno mi piaccia più degli altri .
Dove inviare: mandare i racconti a concorso.steampunk@gmail.com.
Formato del file: RTF, DOC, DOCX o ODT.
Inserire nella mail: nickname (se disponibile e/o se vi va), obbligatorio nome e cognome. L’indirizzo a cui inviare il premio verrà chiesto solo in caso di vittoria: non spacciatevi per donne nella speranza di essere favoriti dal Duca. Io manderò l’oggetto SOLO alla persona di cui avete dato il nome (se ve lo siete inventati e non vi chiamate davvero “Samantha Lolita” sono cavoli vostri).
Chi decide il vincitore: il Duca e basta (non è possibile chiedermi pareri o editing per opere che intendente inviare al concorso: al massimo posso rispondere ai dubbi sullo Steampunk e poco altro).
Quando verrà comunicato il vincitore: in base al numero e alla lunghezza delle opere, tra settembre e ottobre (ma pensavo di copiare altri premi prestigiosi e non dirlo nemmeno dopo tre anni ^_^).

Premio: il ciondolo in foto, l’editing dell’opera con il Duca per migliorarla un altro po’ (se e dove necessario) e infine la pubblicazione in formato digitale gratuito (PDF, EPUB, RTF e forse altri formati) su Baionette Librarie e in qualunque altro posto in cui riuscirò a farlo finire. Nel caso in cui ci fossero almeno tre o quattro opere decenti, oltre al vincitore pubblicherò in eBook anche gli altri meritevoli: una bella antologia del concorso! Non è molto probabile, dubito perfino che si possa trovare UN racconto decente da premiare, ma nel caso la mia intenzione è quella. Inviando il vostro racconto ACCETTATE di pubblicare l’opera in internet con questa licenza Creative Commons o equivalente (i diritti per guadagnarci sopra, nel caso, rimangono vostri: io voglio solo che possa girare gratis in internet, poi se voi trovate anche un editore cartaceo o Spielberg ci fa un film, buon per voi! ^_^).
Tornando al ciondolo: è un premio per ragazze, per cui se siete dei maschi nerd sfigati single e non avete nessuna a cui darlo, potrete regalarlo alla cara Gamberetta a cui il concorso è dedicato (provvederò a trovare un modo per farglielo avere). Il ciondolo si chiama “Past in Pink… Steampunk“. Mi piace l’abbinamento degli ingranaggi e dell’ottone (steampunk) con i cristalli rosa (Gamberetta). Dal vivo (e nelle foto del venditore) si vede bene che i cristalli sono rosa: le mie due foto rendono male. L’oggetto è identico a come veniva pubblicizzato.

Foto dal negozio online (^_^)
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Foto che ho fatto io (._.)
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Annullamento concorso: nel caso in cui non ci fosse nessun racconto decente, NON verrà premiato il meno brutto: se faranno troppo schifo annullerò il concorso e regalerò il ciondolo, se mi va, tirando a caso tra i partecipanti (o scegliendo la loli più carina del gruppo).
Non sono il Premio Urania, non voglio premiare pura spazzatura e sporcarmi il nome con la merda: la vittoria ve la dovete guadagnare con la qualità, non sgomitando in una lotta tra ritardati in stile Fentasi Itagliano. Avete più di cinque mesi, degnatevi di produrre qualcosa che non sia la solita itaglianata fatta da itaglioti retard-snob. Chiaro?
Se i partecipanti saranno meno di dieci, annullerò la gara a meno che tra questi non vi siano (miracolo!) tre o quattro racconti abbastanza decenti da meritare la pubblicazione nell’antologia in eBook. Onestamente mi pare impossibile, ma non si sa mai. ^_^”

Chi può partecipare: maschi e femmine, di qualsiasi età, pubblicati da qualche editore o del tutto inediti, è lo stesso. I racconti NON devono essere stati già pubblicati in eBook o cartaceo (voglio roba nuova, ma valuterò caso per caso eventuali pubblicazioni su Internet precedenti) e preferirei che rimanessero inediti fino alla fine del concorso (anche per poterli presentare al meglio in caso di vittoria, con l’editing fatto assieme), ma se volete pubblicarli prima del verdetto sui vostri blog immagino di non potervi fermare. Dopo la gara, in ogni caso, potrete fare quello che volete (condendo il tutto con “ke kattivo il duka il mio rakkonto è mlt più bello kuella ke a vinto dv averli ftto dei favori sexuali!!!111″).

Per domande: mandate i vostri dubbi a concorso.steampunk@gmail.com oppure usate i commenti di questo articolo.

Progettate il racconto con l’idea di NON superare le 7.500 parole —PAROLE, non caratteri, PAROLE— e, se proprio non vi basta lo spazio, potete sforare di 500 parole portando il limite massimo a 8.000 piuttosto che tranciare il finale o fare altri brutti tagli alla cavolo.
Cercate però di progettare bene il racconto: 7.500 PAROLE (grossomodo 44.000 battute) sono TANTE se sapete scegliere e gestire bene le scene da scrivere! Se mi mandate 7.900 parole di cui 2.000 di prologo e infodump tagliabili, NON fate una bella figura.
Non accorciate e/o sintetizzate opere più lunghe o trame immaginate per un ipotetico romanzo: progettate fin dall’inizio un’opera nuova che stia attorno alle 3.000-6.000 parole. Ok? È il metodo più sensato per non produrre aborti pieni di tagli, infodump e, in generale, illeggibili.

 
Come contare le parole
Ora vi farò vedere come si contano le parole su OpenOffice 3 e su Office 2007, con tanto di screenshot. Nel caso di OpenOffice, per evitare sgradevoli casi di conteggi sballati, ho inserito il suggerimento di selezionare tutto il testo prima di effettuare il conteggio (altrimenti può capitare che dica stronzate, come nello screenshot riportato).

OpenOffice 3
conteggio_open_office_1 conteggio_open_office_2 conteggio_open_office_3
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Office 2007
conteggio_office_2007_1 conteggio_office_2007_2 conteggio_office_2007_3
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Con Office 2003 bisogna andare al menù Strumenti e fare Conteggio parole. Se avete Office 2000 o OpenOffice 2 arrangiatevi a trovare il conteggio. Non è difficile.

 
Steampunk accettato
Lo Steampunk accettato per questo concorso è quello Tecnologico. La precisazione non è banale: lo Steampunk della prima generazione (come quello di Jeter e Powers: maghi egizi, re Artù, Merlino…) era Historical Gonzo Fiction e non era necessariamente legato al retrofuturismo o alle invenzioni portentose. Lo Steampunk definito con la frase “come sarebbe stato il passato se il futuro fosse accaduto prima” è più recente. Tecnologie anacronistiche, contaminate dallo stile e dal gusto estetico della meccanica dell’Ottocento: razzi spaziali, basi sottomarine, dirigibili, macchine analitiche (calcolatori meccanici), armi a raggi, esoscheletri corazzati a vapore, mech bipedi a vapore, macchine orbitanti spara raggi della morte, avventure coloniali su Marte ecc… ecc…

Potete scegliere di inserire invenzioni portentose in un mondo per il resto normalmente di metà Ottocento o primissimi anni del Novecento (anche in stile Edisonata, con l’eroico inventore e le sue macchine portentose che lo fanno trionfare) oppure potete ambientare la storia in un Ottocento alternativo in cui i macchinari anacronistici sono diffusi (il telefonoscopio di Albert Robida -un mix tra TV e videochiamata-, le auto a vapore, il chinotropio e le fortezze a vapore come in The Difference Engine, i mech da combattimento a vapore, armi spara fulmini di Tesla ecc… ecc… inventate qualcosa o pescate in giro nei classici).

Potete inserire elementi fantasy a piacere. Non sono necessari, ma nemmeno proibiti. Potete spaziare da uno Steampunk tecnologico ambientato nel vero Ottocento a una città Fantasy Steampunk in stile New Crobuzon. O potete contaminare di Fantasy un’ambientazione ottocentesca retrofuturistica, mischiando tecnologia e magia (golem a vapore fatti di carne, legno e metallo). Sono ben accette anche le avventure coloniali nello spazio, tra i canali di Marte o le letali giungle di Venere.

Fate voi, basta che sia chiaramente Steampunk tecnologico: non incollate un paio di gadget steampunk in una storia progettata per non essere nemmeno un po’ steampunk. Non funziona così: sarebbe squallido, poco professionale e, fondamentalmente, di cattivo effetto. Pensate la storia fin da subito come qualcosa di Steampunk, retrofuturistico, tecnologico: un tripudio di legno, meccanica e mentalità retrò.
Potete a piacere calcare la mano sul “punk”, come piace ai militanti politicizzati della Steampunk Magazine, oppure potete rimanere più fedeli alla tradizione ottocentesca e scrivere avventure con spiccati elementi razzisti, classisti e imperialisti senza criticarli o denigrarli in nessun modo. A me va tutto bene.

Ora qualche immagine con commento, per chiarire meglio le idee. Troverete fonti e letture Steampunk da cui attingere nella prossima sezione del post.

Telephonoscope
Il telefonoscopio. Un mix tra una televisione (si possono vedere spettacoli teatrali o leggere le ultime notizie) e un dispositivo per la video-chiamata. Parecchio anacronistico.
 
bubbles
Scheletri che lavorano in una fabbrica o forse in un ospizio per i poveri gestito da un necromante. È steampunk in stile “prima generazione”, alla Powers o Jeter.
Non stonerebbe affatto in uno Steam Fantasy, ma di per sé in questa immagine non c’è nulla di Steampunk Tecnologico.

 
steampunk_mech_900 steampunk_ingresso_900 steampunk_aviotrasportati_600
“Steampunk” di Manitto e Torriani, fumetto pubblicato nel 1994 da Hobby & Work.
Mech a vapore bipedi, malvagi crucchi con armi automatiche e truppe aviotrasportate con le ali meccaniche! Detto così sembra bello, ma non lo è: c’è pochissima di questa roba…

 
mostri_e_scienziati
Un laboratorio con degli strani macchinari e dei mostriciattoli. L’uomo forse è lo scienziato che li ha scoperti o creati. O uno scienziato-stregone che li ha evocati mischiando la cabala ai più avanzati studi sull’elettromagnetismo. Temo che i mostriciattoli abbiano mangiato il suo pranzo. Potrebbe andar bene, dipende dai retroscena tecnologici.
 
Steamnocchio_1000
Steamnocchio. Steampunk Tecnologico, fantasy, inventori e Collodi tutto assieme!
(di Fabricio Moraes, uno dei vincitori della competizione “Steampunk: Myths & Legends“)
 
raggio_della_morte
L’Oscillatore Eterico Austroungarico! Tremate, russi!
 
steamkirk steamspock
Steam Trek: le parodie NON sono gradite!
 
franco_prussiano_pedobear_1870_900
Il Pedobear nella Guerra Franco-Prussiana:
questo FORSE non è Steampunk nemmeno per Jeter e Powers…

 

PS: e non dimenticate il coniglio! ^_^

 
Letture consigliate varie
Non ci sono molti testi in italiano da consigliare, soprattutto se si restringe il campo allo Steampunk con elementi tecnologici. Consiglio Perdido Street Station di China Miéville, per chi vuole darsi allo steampunk fantasy. Le Macchine Infernali di Jeter ha vari elementi tecnologici e bizzarrie (uomini pesce, incroci deformi, automi a orologeria, una macchina per distruggere la Terra) in un ottocento per il resto normale: può valer la pena provare a leggerlo. La Macchina della Realtà di Sterling e Gibson ha un 1855 retrofuturistico: lo stile è noioso, ma per i riferimenti e l’ambientazione può essere un’ottima lettura per imparare qualcosa sullo steampunk (è il libro che chiude il prima generazione, l’unico in pratica ad essere “punk” e paragonabile in qualche modo al cyberpunk).
Consiglio anche la prima parte di Fuoco nella Polvere di Lansdale (macchinari strani retrofuturistici e un Ottocento diverso dal nostro, a partire dai giapponesi), ma se lo leggete tutto male non fa: non mettetevi però pure voi a far parodie dei personaggi dei romanzi del XIX secolo che non sono gradite in questo concorso!
Per la fabbrica dei draghi di metallo e il clima retrò tecnofantasy, consiglio anche le prime 50 pagine (circa) di Cuore d’Acciaio di Swanwick: il resto non c’entra manco per sbaglio con lo Steampunk.

Li trovate tutti piratati su eMule. O potete cercarli in biblioteca.
In inglese ci sono più libri, ma preferisco segnalare materiale in italiano.

Per ulteriori spunti consiglio di guardare i manuali di Space 1889 e Castle Falkenstein, in particolare questo manuale ricco di illustrazioni di marchingegni steampunk:
Steam Age: Amazing Wonders Through the Power of Steam.
Trovate anche altri manuali di questi giochi su Gigapedia.

 
Ulteriori spunti e informazioni a tema Steampunk.
Brass Goggles
The Gatehouse
Laboratory of Time: il principale forum italiano.
Steampunk Forum: il principale forum internazionale.
La sezione Steampunk di Dark Roasted Blend.
La mia sezione Steampunk.

Prossimamente parlerò ancora di Steampunk, con un articolo dedicato per ripercorrere i molti modi in cui lo Steampunk si è evoluto dalle origini, rendendo difficile definirlo solo come un “genere” quando ormai è una “sensibilità” artistica che colpisce narrativa, artigianato, moda, disegno ecc… con differenti accezioni, seppure con molti punti in comune. Un assaggio è già stato dato in questo articolo. Mi concentrerò sulla narrativa e spero di pubblicarlo a marzo.

 
Manuali di scrittura e consigli utili.
L’articolo sulle descrizioni di Gamberetta e quello sui dialoghi. Chiari, semplici e ricchi di esempi. Un’ottima lista di manuali di scrittura, praticamente tutti in inglese e reperibili su Gigapedia. Per informazioni sull’Ottocento consiglio i libri indicati qui.
Per completezza, se vi interessa, qui “???” riporta un mio commento ricevuto via mail a tema infodump e strane creature.

 
Una richiesta.
Se anche non vi interessasse partecipare, vi chiedo di pubblicizzare sui vostri blog o nei forum che frequentate (se a tema fantastico o scrittura) questo concorso, in modo che tutti gli interessati possano esserne informati il prima possibile: dei cinque mesi disponibili mi aspetto che due o tre vadano via solo nella ricerca di informazioni e nella lettura del materiale utile.

 

Cogs: A Steampunk Puzzle Game

Scritto da Il Duca Carraronan il 15 gen 2010 | Categorie: Giochi, Steam: a Vapore!, Steampunk, Videogiochi

Sempre nell’ambito delle segnalazioni “steam”, oggi voglio pubblicizzare un po’ il puzzle game Cogs degli indie Lazy 8 Studios. Un puzzle games con livelli sia 2D che 3D in cui combinare ingranaggi, tubi del vapore, gong ecc… per raggiungere l’obiettivo finale: gonfiare un palloncino, attivare un’elica, mettere in moto un carro o qualcos’altro.
Il tipo di gioco vi sarà perfettamente chiaro guardando il video.

Il gioco è leggero e si può comprare e scaricare online su Direct 2 Drive oppure su Steam. Costa solo 6,95 euro IVA inclusa (8,99 euro su Steam). Si può anche scaricare la demo coi primi otto livelli. Non è un capolavoro, ma val la pena provarlo.

Consiglio una visita alla sezione indie games per altri giochi “diversi”, tutta roba che se esistesse solo la vendita in scatola nei negozi non si potrebbero immettere nel mercato: il grande sparatutto/picchiaduro Zeno Clash (stupenda grafica, storia e game play, un po’ ripetitive alcune cosette), lo spassoso puzzle game World of Goo, il bizzarro Plants versus Zombies o l’avventura grafica Machinarium (anche questo gioco ha elementi che potrebbero piacere agli appassionati di steampunk… magari ne parlerò in futuro).

Se siete più avidi degli ebrei e non vi dovesse bastare la Demo, potrete trovare Cogs gratis qui, ma se vi dovesse piacere abbiate la dignità di spendere qualche euro (potete anche convincere un amico a fare metà e metà) per ringraziare quei morti di fame indipendenti che hanno lavorato per voi.
 

“Steamed” di Katie MacAlister

Scritto da Il Duca Carraronan il 12 gen 2010 | Categorie: Libri, Scrittura, Steampunk

Frugando tra i siti dedicati allo Steampunk ho trovato il book trailer di Steamed. Ok, che lo Steampunk stia esplodendo se ne sono accorti pure i sassi e quindi è normale che tanti ci si lancino sperando di far cassa. Magari non sarà mai un successo come i “romanzi d’amore coi vampiri” (o con gli angeli, la nuova moda?, o coi lupi mannari), ma il principio è lo stesso: si scopre qualcosa che piace, pochi veri appassionati fanno qualcosa di decente (forse), la massa di approfittatori delle mode si lancia proponendo merda e, forte della mole e del titillare le solite due fantasie in croce del pubblico medio (il tutto potenziato dalla pubblicità a tappeto), trionfa proprio qualcosa nella massa di spazzatura!

O se anche non trionfa gli appassionati della prima ora che dicevano “Wow, finalmente è di moda quello che piace a noi!” si troveranno, come già accaduto molte volte, a lagnarsi col tono “era meglio quando piaceva a pochi e non eravamo sommersi di spazzatura commerciale senz’anima adorata da fan idioti”.
È una cosa naturale. Sono già pronto: se lo Steampunk vuole davvero proseguire lo sfondamento, senza spegnersi in una breve fiammata (come si diceva e si dice del Fantasy da anni), dovremo attenderci una grossa, grassa dose di oleosa merda, sia prodotta da inetti appassionati con tanta buona volontà che da professionisti entrati solo per far soldi con le moda del momento. ^_^
E poi ormai mi sono abituato: ho sempre pensato che le cose andavano meglio quando andavano peggio e che i giovani di oggi sono tutti dei drogati rincitrulliti. Sono nato vecchio e recitare anche questo nuovo ruolo da vecchietto steampunk disilluso non mi dispiace. ^__^

Non so se Steamed sia spazzatura. Spero sinceramente di no, ma dopo Leviathan che era a mala pena decoroso (l’ho letto tutto, ma… boh, un po’ al di sotto della mia sufficienza) e Boneshaker che con tutto quello che si diceva sembrava un gran bel libro e invece è una mezza fregatura (dico solo mezza perché sono fermo a metà, causa noia… ma per ora ci sono i pirati buoni e nessuna idea veramente steampunk a parte Daisy, l’arma elettrica anti-zombie), sto perdendo l’entusiasmo. Doctorow è evidente che si sia venduto per parlar bene di Boneshaker (o devo sperare che per miracolo nella seconda metà diventi bellerrimo?). Venduto, ma non troppo: una leccata senza eccedere, per compensare in abbondanza la perdita economica in termini di credibilità personale con il guadagno dovuto alla leccata stessa (amici-contatti e/o bustarella). Vendere la propria dignità leccando è normale per gli scrittori, soprattutto in Italia (a livelli allarmanti, aggiungo), ma da uno come Doctorow mi aspettavo di meglio. ^_^

Vi lascio al trailer: le altre considerazioni è meglio farle dopo la visione.

Il tizio con la protesi steampunk è G. D. Falksen, fotografato da Tarilyn Quinn

Computer technician Jack Fletcher is no hero, despite his unwelcome reputation as one. In fact, he’s just been the victim of bizarre circumstances. Like now. His sister happens to disturb one of his nanoelectromechanical system experiments, and now they aren’t where they’re supposed to be. In fact, they’re not sure where they are when…

…they wake up to see a woman with the reddest hair Jack has ever seen-and a gun. Octavia Pye is an Aerocorps captain with a whole lot of secrets, and she’s not about to see her maiden voyage ruined by stowaways. But the sparks flying between her and Jack just may cause her airship to combust and ignite a passion that will forever change the world as she knows it…

Partiamo alla grande. A parte che l’accostamento “brutto disegno di copertina” con “foto” non mi è parso geniale (dove siamo, su Chi ha incastrato Roger Rabbit o su Cool World, dove umani e disegni convivono?), ma avete notato quanto il trailer calchi su “New Steampunk Romantic Adventure”, “beautiful aerocorps captain Octavia Pyean”, “New Steampunk Romantic Thriller”, “Whirlwind ROMANCE” e “ignite in a PASSION”?
D’altronde è pure scritto in copertina: “a steampunk romance”.

Non c’è da stupirsene visto che l’autrice non è esattamente una scrittrice di fantascienza o di steampunk, ma una che scriveva libri d’amore coi vampiri (A Girl’s Guide To Vampires, ad esempio) e altra roba romantica. Non dico che non siano belli, nel loro genere e per il loro pubblico, non li ho letti, ma non è esattamente questo il tipo di autore che immagino per scrivere di retrofuturismo e diavolerie tecnologiche pseudo-Ottocentesche.

La cosa non puzza come il pesce di dieci giorni?
Si sveglia un mattino e, caso strano, vuole scrivere un romanzo steampunk proprio quando anche i peggiori deficienti del pianeta si sono accorti che sta tornando di moda. Negli ultimi 12 mesi tutti erano tenuti ad accorgersene, se bazzicavano un minimo la narrativa al di là del fantasy monnezzone all’italiana, quindi una professionista della narrativa è ovvio che ne fosse informata da tempo.

Il rischio che abbia usato lo steampunk solo come pretesto per una storia d’amore che poteva benissimo realizzare senza alcun bisogno di inserirsi nella “moda del momento” è enorme (prima i vampiri, ora lo steampunk, poi gli angeli, in futuro magari i bufali idrocefali…).
C’è comunque una minima possibilità che, pur di piacere anche al pubblico dello steampunk, si sia sforzata e abbia davvero inserito sufficienti bizzarrie retrofuturistiche da poter essere interessante (nel video, che tristezza, ci sono vari gadget da cosplay steampunk in mostra). La speranza è l’ultima a morire (dopo una lunga agonia), ma una bella impressione quel book trailer non me l’ha fatta.

 
Un estratto dell’opera
Qui potete trovare le prime pagine del romanzo, in inglese. Non so valutare la qualità narrativa bene come se fossero in italiano, mi spiace, ma riesco a vedere nel testo alcune scelte discutibili che non riguardano la lingua utilizzata. Segnerò un paio di cose molto evidenti, senza lanciarmi in una minuziosa analisi dell’estratto.

“Cap’n Pye! Cap’n Pye!”
“The word is ‘captain,’ Dooley. We are not pirates, nor are we yokels who cannot expend the extra effort to pronounce words correctly, and judging by the non-stop chatter I hear from you in the mess, I am reassured you have the vocal capacities to do so. Yes, I see it now, Mr. Mowen. The valve to the left of the intake cylinder, isn’t it? It’s cracked, you think?”
“Aye, captain.”
I sat back on my heels after examining the valve in question. Cracked, my three-legged uncle. It was no more cracked than I was.
“Captain Pye, Mr. Piper, he says you’re to come to the forward hold immediately!” Young Dooley fairly danced with agitation as he spoke, but that was nothing new. Dooley was a quicksilver sort of lad, always moving or talking, apparently unable to sit still for even the shortest amount of time. In a way, he reminded me of a hummingbird I’d seen in the emperor’s aviary, for Dooley flitted and dove around the ship just as the hummingbird had done in the highdomed aviary.

Iniziare con il dialogo è un trucco standard per i buoni incipit, ma il dialogo in sé non mi è parso perfetto né la scena è esente da scelte a mio parere opinabili. Osserviamo le prime due battute di dialogo. Per quanto non vi sia un vero e proprio problema di teste parlanti, ovvero di voci senza un corrispettivo visivo in azioni dei personaggi, non si può certo dire che il problema sia del tutto evitato.
La prima battuta è corretta. Breve, credibile. La seconda è lunga. Molto lunga. Trasmette l’idea di un personaggio logorroico nel suo articolare lunghe frasi, seppur non ciarliero “a mitraglia” come il primo (o, se non logorroico, perlomeno puntiglioso). E questo va benissimo. Ma il problema è che la frase diventa troppo lunga e si avvicina a generare un “effetto testa parlante a battuta singola” nel punto segnato dalla X.

“The word is ‘captain,’ Dooley. We are not pirates, nor are we yokels who cannot expend the extra effort to pronounce words correctly, and judging by the non-stop chatter I hear from you in the mess, I am reassured you have the vocal capacities to do so. X Yes, I see it now, Mr. Mowen. The valve to the left of the intake cylinder, isn’t it? It’s cracked, you think?”

Vedete? Dopo la prima lunga frase atta a delineare al lettore ciò che il capitano pensa del suo sottoposto, scopriamo che il capitano ha guardato la valvola. Eppure non viene detto che l’ha guardata. Solo successivamente ci viene detto che si è soffermato a controllarla. Non è di per sé un errore, la scena si capisce bene (non era questo in discussione), ma è di certo un’occasione persa per eliminare il rischio “testa parlante” e migliorare gli aspetti di contorno del dialogo.

Il secondo punto migliorabile, che contiene qualcosa di più vicino a un errore, è questo:

Dooley was a quicksilver sort of lad, always moving or talking, apparently unable to sit still for even the shortest amount of time.

Ora, siamo chiari, un personaggio in prima persona ha più diritto di uno in terza persona di esprimere giudizi e pensieri. Non contesto questo, anzi, è uno dei motivi che rende la prima persona più appetibile della terza in alcune narrazioni. Quello che contesto è la sottolineatura dell’ovvio e il pensiero che appare forzatamente descrittivo come se il capitano non pensasse “per sé”, ma pensasse “per il lettore” allo scopo unico di fornirgli informazioni.
Giacché si sottolinea l’ovvio e quindi non serve farlo, questo voler “pensare per il lettore” non può essere oggettivamente giustificato: potete infatti notare come Dooley sia già ben caratterizzato dai fatti e dalle parole. Non serve tagliare per forza tutti i pensieri del capitano su Dooley. Si ottiene già un notevole miglioramento eliminando quella singola frase e lasciando la parte sul colibrì, così:

“Captain Pye, Mr. Piper, he says you’re to come to the forward hold immediately!” Young Dooley fairly danced with agitation as he spoke, but that was nothing new. In a way, he reminded me of a hummingbird I’d seen in the emperor’s aviary, for Dooley flitted and dove around the ship just as the hummingbird had done in the highdomed aviary.

Ritengo che anche la parte “in a way [...] aviary”, dato il contesto (un guasto e una persona ben nota), sia un pensiero innaturale per il personaggio e inutile per il lettore, ma avendo tolto il pezzo precedentemente incriminato si è già alleggerito il problema a sufficienza.

In questo caso non credo che l’autrice abbia intenzione di fare Arte e Grande Letteratura, rifuggendo dai paurosi e castranti Generi (stile «solo perché ho parlato di avventure post-apocalittiche con supermutanti, esplosioni, armi laser e zombie radioattivi non potete dire che scrivo romanzi post-apocalitici d’azione!!!»), per cui se si volesse criticare l’estratto usando, dove necessario, gli strumenti atti alla valutazione predisposti dagli stessi autori di narrativa angloamericani e apprendibili sui manuali, direi che si potrebbe fare senza timore di essere linciati (e non essendo autrice italiana non ha gli squadristi del lecchinaggio già pronti a manganellare i contestatori, no?).
Provate nei commenti, se vi va. ^_^”

 

The Marionette Unit – Inception Trailer

Scritto da Il Duca Carraronan il 07 gen 2010 | Categorie: Film e TV, Steampunk

Ho visto questo video qualche giorno fa su Twitch e poi l’ho rivisto nel suo rimbalzo del quattro gennaio presso The Heliograph. Il film è ancora in lavorazione, ma il trailer è stato visto diecimila volte solo negli ultimi cinque giorni, grazie ai rimbalzi sul web nei siti dedicati al cinema e/o allo steampunk. Merita un rimbalzo anche su Baionette Librarie.
Viva lo Steampunk!

Trama.
Il film è ambientato in una Inghilterra Vittoriana alternativa, un mondo dove la tecnologia steam-punk si è sviluppato rapidamente, un mondo dove tutta la creatività, l’arte e ogni espressione individuale è controllata dallo Stato.
The Marionette Unit è uno spettacolo teatrale dove l’uomo e la macchina sono fuse assieme. Una macchina musicale che ricorda un contorto organo da chiesa, messa in funzione da valvole, vapore ed elettricità, è collegata tramite una massa di cavi elettrici al corpo di tre ballerine.
Le ballerine sono controllate dalla macchina, per il piacere del pubblico.

Il film segue la storia di Smith, un personaggio enigmatico legato a una società clandestina di artisti braccata dalla polizia. Smith è andato a vedere la famosa ballerina, Georgette, che proverà a sfuggire dalle grinfie della macchina. Riuscirà a liberarsi e a fuggire con Smith o soccomberà alla forza che la tiene prigioniera?

Maggiori informazioni su: http://www.themarionetteunit.com

Spunti Steampunk: Scafandri Rigidi Articolati

Scritto da Il Duca Carraronan il 02 gen 2010 | Categorie: Marina e Navi, Steampunk

Nell’articolo di ieri ho proposto un gioco.
Gli scopi del gioco erano due: fare il porco con la solita storia delle mutandine; stimolare la curiosità dei lettori che volevano partecipare e portarli a scoprire siti e scafandri d’epoca che non conoscevano. E magari trovarli affascinanti come è capitato a me.

In fondo l’immagine tipica del palombaro d’epoca è quella dell’elmo di metallo e della muta flessibile, no? Credo che tanti ignorino che gli scafandri rigidi articolari (ADS, Atmospheric Diving Suit) esistevano ben prima della seconda guerra mondiale, o che addirittura hanno antenati che risalgono al Settecento. O forse proietto sugli altri la mia passata ignoranza e invece è una cosa che tutti imparano poco dopo l’uso del vasino… ^_^

Nel dubbio val la pena segnalare un po’ di foto, come spunti su cui riflettere o con cui far volare l’immaginazione: spunti, immagini, suggestioni… cosa c’è di più importante per alimentare la fantasia e di conseguenza la narrativa fantastica di qualità?
Ho fatto già qualcosa di simile con la posta pneumatica.

Certi non sfigurerebbero come esocheletri a vapore ottocenteschi: magari Golem a vapore tecnomagici indossabili, il tipo che ho messo da un anno e mezzo abbondante nella mia ambientazione SteamFantasy (però io li preferisco più sul genere Mech pilotabile che non esoscheletro indossabile, ma è solo questione di gusti).

Palombaro_classico_e_tritonia_1935_confronto
Palombaro nello scafandro rigido “Tritonia” (di Peress) al fianco di uno in muta flessibile.
Tritonia_1935_ingresso Tritonia_1935_appeso
Tritonia: scafandro rigido da palombaro…
O armatura per i Granatieri Corazzati prussiani nella guerra del 1870-71?
O forse una tuta spaziale del Corpo di Spedizione Britannico su Marte, nel 1893?

Lo Steam ha bisogno di suggestioni e informazioni: come si può immaginare un passato diverso senza partire da quello reale? Spero in futuro di fare altri articoli di questo tipo: il fatto che io non possa scrivere nulla di intelligente e/o nuovo su un argomento che mi piace non è un buon motivo per non condividere il materiale con altri che potrebbero trovarlo altrettanto affascinante. No? ^_^

scaphandre
Il famoso scafandro rigido Carmagnolle, ideato nel 1878 e brevettato nel 1882.
Peso: ben 380 chilogrammi. Bello, ma poco pratico: tipicamente francese.
carmagnolle_1878 carmagnolle6 Carmagnol_1882
Non sembra un’armatura potenziata Steampunk?
Manca solo un motore a vapore sulla schiena e i pistoni idraulici sugli arti…

Qualche informazione da Wikipedia inglese e italiana:
1715: John Lethbridge costruì una “macchina per immersione”, essenzialmente un barile di legno di circa 1 metro e 80 di lunghezza con due fori per le braccia, sigillati con cuoio, e un oblò di vetro. Venne utilizzata spesso per immersioni a circa 18 metri e per recuperare consistenti quantità di argento dal relitto della East Indiaman Vansittart, affondata nel 1718 di fronte a Capo Verde.
1838: l’inglese William H. Taylor progettò la prima muta corazzata con articolazioni vere, concepite come parti in cuoio impermeabile con anelli a formare una molla (articolazioni a soffietto). Le mani e i piedi del subacqueo erano coperte di cuoio. Aveva anche inventato un serbatoio per la zavorra allegato da riempire con acqua per ottenere la galleggiabilità negativa. Fu brevettato, ma mai prodotto perché si credeva che il peso e la mole avrebbero immobilizzato il subacqueo.
1856: Lodner D. Phillips progettò il primo Scafandro Rigido Articolato interamente sigillato. Si trattava di un torso a forma di barilotto, con estremità a cupola e giunture sferiche per la mobilità di braccia e gambe. L’aria veniva fornita dalla superficie tramite un ombelicale. Non pare venne mai davvero costruito.
1882: i fratelli Carmagnolle di Marsiglia brevettarono la prima ADS antropomorfica dotata di giunture a tenuta stagna formate da sezioni di sfera concentriche. La muta ne aveva 22, 4 per gamba, sei per braccio e due nel torso. L’elmo aveva 25 vetri per la visione all’esterno.
1914: Macduffee costruì la prima ADS con cuscinetti a sfera per agevolare i movimenti. Venne testata a New York alla profondità di 65 metri. Pesava 250 chilogrammi, in lega d’alluminio.

Chester_Macduffee_ADS_small
Lethbridge_scafandro_immersione William_Taylor_ADS Lafayette_1875
Macduffee (1914), Lethbridge (1715), Taylor (1838) e Lafayette (1875)

Maggiori informazioni qui:
http://www.therebreathersite.nl
http://www.divingheritage.com
Wikipedia Inglese
Wikipedia Italiana (versione incompleta di quella inglese)

Piaciute?
 

Buon Ano nuovo e una foto interessante

Scritto da Il Duca Carraronan il 01 gen 2010 | Categorie: Novità sul Sito, Steampunk

Buon Ano.
Visto che scrivere un post di soli auguri mi pare un’agghiacciante stronzata, seppure riconosca la sua funzione nell’ambito che gli umani trovano tanto entusiasmante dello scambiarsi carezze sociali (il passo successivo è lo spidocchiarsi a vicenda, versione scimmiesca del leccarsi il sedere tra scrittori), aggiungo questa foto:

i_have_both_moustache_and_robot

E ora ditemi cos’è quella “sorta di robot”.
È facile, per cui mi aspetto che indoviniate entro 24 ore: ma se darete anche qualche dettaglio (mi bastano inventore e anno) oltre alla generica risposta, il Duca sarà fiero di voi.
Appena svelato l’arc’ano riceverete un link che immagino farà felici gli amanti dello Steampunk.

Non dirò chi ha indovinato prima del 2 gennaio 2010.
E mi auguro di non dover attendere il tre per avere una risposta completa.
Non pubblicherò le porzioni dei commenti contenenti le risposte (ma lo farò a fine gioco, sistemando tutti i tagli).
Buon divertimento.

 
Aggiornamento sulle statistiche
La partenza di dicembre molto buona, durata solo undici giorni, come già spiegato era interamente dovuta a images.google, e la qualità dell’utenza guadagnata era quindi minore di quella ottenibile con chi cerca testi. Persa quella fetta (già ridotta a ben poco a metà mese), posso comunque dire che si è confermato un aumento dei visitatori, nonostante il calo normale dovuto alle festività natalizie (tra gente partita e altro da fare, sì lo so che la massa spulcia i siti mentre è “al lavoro”): nei giorni di calo peggiore, in cui altri miei siti registravano anche un -20%, sono riuscito a mantenermi sui 480 visitatori. Non male.
Tra il 28 e il 30 ero sempre poco sotto i 600. Il 31 ovviamente ha fatto schifo a livello nat’analizio, forse perché di sera la massa non era in casa con la febbre come me. ^_^”
Considerando che appena un mese fa 553 utenti erano il mio nuovo record, poterli ora considerare una “giornata a medio-bassa affluenza” mi dà una certa soddisfazione. ^_^

Visitatori di dicembre: 20722
Pagine visitate di dicembre: 55128
Media visitatori giornaliera: 668

Steampunk Web: Internet è una serie di tubi!

Scritto da Il Duca Carraronan il 29 dic 2009 | Categorie: New Weird, Steamfantasy, Steampunk, Storia

Come si dice da tre anni ormai, “Internet è una serie di tubi”.
Per chi non si dovesse ricordare i dettagli della vicenda che ha reso famosa questa frase del senatore Ted Stevens, ecco un paio di link: Wikipedia e Boing Boing.

I just the other day got, an internet was sent by my staff at 10 o’clock in the morning on Friday and I just got it yesterday. Why?
Because it got tangled up with all these things going on the internet commercially…
They want to deliver vast amounts of information over the internet. And again, the internet is not something you just dump something on. It’s not a truck.
It’s a series of tubes.

And if you don’t understand those tubes can be filled and if they are filled, when you put your message in, it gets in line and its going to be delayed by anyone that puts into that tube enormous amounts of material, enormous amounts of material.

Meno male che è un ex-senatore ormai, perché dover spiegare a una simile mummia retrograda la differenza che passa tra Internet e la posta pneumatica, o le tubazioni del lavandino, credo sia impossibile. ^_^”
Al massimo si riuscirà a spiegargli la differenza tra una e-mail e internet, così smetterà di dire che gli internet gli arrivano in ritardo di ore perché i tubi del web sono intasati…

Il riferimento ai tubi di internet nella nuova grafica immagino sia stato colto da tutti e visto che internet è una serie di tubi, ecco due video dedicate a internet nell’Età del Vapore!

Il secondo video riporta una serie di meme di internet ancora molto in voga all’epoca del filmato (nel 2007): chi non ricorda il ragazzino ciccione, lo Star Wars Kid, o Gary Brolsma, il cretino della Numa Numa Dance?
Il primo video è solo la sequenza iniziale del secondo rifatta meglio, con un internet deliziosamente Steampunk-Retard. Fantastico. ^_^

E ora un paio di informazioni sulla posta pneumatica che potrebbero far felici gli amanti dello steampunk/steamfantasy che bazzicano da queste parti. La posta pneumatica (meglio “tubi pneumatici”) utilizza l’aria compressa o il vuoto generato da pompe per muovere contenitori lungo una serie di tubi, fino al punto di smistamento o all’arrivo finale. Questi contenitori, dei cilindri in metallo o vetro/plastica e metallo, contengono piccoli oggetti o messaggi. Se ne possono vedere spesso nei costumi steampunk, agganciati alle cinture.

Rohrpost_clindro

Le applicazioni attuali sono limitate, ridotte al trasferimento di piccoli oggetti fisici (non semplici informazioni riducibili in digitale) all’interno dei confini di un edificio: denaro in un supermercato o in banca, medicinali in un ospedale, più raramente ormai burocrazia interna a un’azienda, biglietti in un aereoporto (o perfino pezzi di aereo in quello internazionale di Denver), oggetti vari in una fabbrica… cose di questo tipo. Magari qualche mio lettore ci lavora abitualmente con la posta pneumatica.

Decenni fa però la posta pneumatica collegava gli uffici postali all’interno delle grandi città.
Il fax prima e internet poi hanno spodestato i tubi pneumatici dal ruolo di corriere all’interno dei confini cittadini, ma un tempo la posta pneumatica permetteva di recapitare messaggi a chilometri di distanza, da un ufficio postale all’altro.
In Germania c’erano buste specifiche per l’invio dei messaggi attraverso la Rohrpost.
Si era arrivati a ipotizzare, decenni fa, che in futuro la posta pneumatica avrebbe raggiunto ogni casa degli Stati Uniti. Pur con tutti i suoi limiti, ad esempio l’impossibilità per le fan di inviare mutandine usate al Duca, trovo la diffusione di Internet con banda larga un’evoluzione tecnologica molto superiore alla retrofuturistica “posta pneumatica in tutte le case”: le fan del Duca possono, ad esempio, mostrargli il seno in webcam. ^_^

Un paio di info sulle diffusione delle reti di posta pneumatica:

1853: Collegamento della Borsa di Londra con il principale ufficio telegrafico cittadino (distante 200 metri).
Anni 1850: Genova (12 km di tubi, sperimentale, poi sviluppata dal 1913).
1864: Amburgo (con progetti nel 1963 per una nuova rete di 49 km su 5 linee).
1865: Berlino (fino al 1976: nel 1940 arrivò a 400 km di tubi per collegare 79 tra uffici postali e telegrafici).
1866: Parigi (fino al 1984: arrivò a una lunghezza di 467 chilometri nel 1934).
1875: Vienna (fino al 1956).
1889: Praga (55 km, servizio interrotto dall’inondazione del 2002).
Altre città che si sono dotate di un servizio di posta pneumatica, in qualche epoca: Monaco di Baviera, Rio de Janeiro, Roma, Firenze, Napoli, Milano, Torino (nelle città italiane iniziò a svilupparsi seriamente solo dopo il 1913, grazie alle sperimentazioni condotte a Torino nel 1911 e a Genova nel 1910), Trieste, Marsiglia, Boston, New York, Philadelphia, Chicago e St. Louis.

Per maggiori informazioni consiglio questa pagina.
Ogni sistema era un po’ diverso, ma il principio era lo stesso. In ogni caso era una tecnologia costosa e che richiedeva molta manutenzione visto che le capsule (sparate a 30-50 km/h, mica lumache!) venivano decelerate alla destinazione da un deflettore che sbucava fuori a intercettarle. Le capsule, per ridurre l’attrito e favorire la buona tenuta d’aria, erano spesso coperte di feltro.

Posta_pneumatica_Genova_1946a
Lettera inviata con la posta pneumatica di Genova, 1946
 
posta_pneumatica
Francobollo apposito per il servizio

La posta pneumatica, di cui si decise il progressivo abbandono a partire dagli anni ‘60 (tranne nel caso di Amburgo che ancora voleva investire) e per noi ormai simbolo di retrofuturismo, grazie all’uso massiccio fatto dai governi e dalle aziende è diventata il simbolo della burocrazia (in particolare della stagnazione della burocrazia fine a sé stessa).
Nel romanzo 1984 di George Orwell è proprio tramite la posta pneumatica che arrivano sulla scrivania di Winston gli articoli da modificare per il Ministero della Verità. Nel film Brazil, assieme ad altre tecnologie retrò, appare anche la posta pneumatica. Nel videogioco Grim Fandango, un piccolo capolavoro, il protagonista Manny Calavera ha la posta pneumatica che gli arriva dritta in ufficio nel Dipartimento della Morte. La posta pneumatica non sfigurerebbe, per usi interni agli edifici o per le consegne cittadine, in nessuna opera Steam: in Perdido Street Station, romanzo Steampunk Fantasy di China Miéville appartenente alla corrente del New Weird[nota], nella scena in cui l’impiegato falsifica la fattura delle larve e poi la spedisce al destinatario, viene usato un complesso sistema di gabbie metalliche, ganci e nastri trasportatori (attivati da calcolatori meccanici che ricevono istruzioni tramite schede perforate) che potrebbe essere benissimo sostituito da un più semplice sistema di posta pneumatica (pur mantenendo il controllo a schede).

Hlavní-panel
Ovladací-panel Pouzdra-pro-zásilky Dmychadlo-ze-30-let
Strojovna-se-dmychadly Hlavy-tras Vstup-trasy
La Posta Pneumatica di Praga: pannello di controllo principale; pannello di controllo di un pompa; capsule moderne in alluminio e plastica; pompa originale degli anni ‘30; sala macchine con le pompe; controlli della cinque corsie principali; ingresso in cui si inseriscono le capsule.

Se si possono inviare lettere e oggetti perché non persone? In fondo una capsula o un vagone non sono molto diversi…
E infatti si pensò di utilizzare vagoni mossi dall’aria compressa anche per il trasporto di persone. Vennero realizzate delle tratte, anche di chilometri, tra 1844 e 1869, ma per vari problemi alla fine la tecnologia non prese mai piede (ad esempio mancanza di finanziamenti negli scavi per passare sotto il Tamigi e altre cose di questo tipo… senza contare che costavano più del doppio, in spese per l’energia, dei treni a vapore).
Un indiscutibile vantaggio del vagone-capsula sarebbe stata l’assenza di fumo nei condotti scarsamente areati della metropolitana (se ne parla anche in The Difference Engine di questo problema). Locomotive con motori ad aria compressa, ma non spinte dall’aria compressa esterna, vennero realizzate con successo per uso minerario nell’Ottocento. Dato che il trasporto umano lungo “tubi” (parodiato nei Jetsons -i Pronipoti in Italia- o in Futurama) non è di mio diretto interesse per l’articolo mi fermo qui. ^_^

proposed applications of the system to passenger and postal service by Alfred Ely Beach 1868 Alfred Ely Beach's pneumatic train car as it originally appeared in an 1870 issue of Scientific American
A sinistra: applicazione del tubo pneumatico per il trasporto di posta e persone proposta da Alfred Ely Beach nel 1868. A destra: vagone del treno pneumatico di Alfred Ely Beach come apparso nel 1870 su “Scientific American”.

 


Nota sul New Weird.
Ho preferito parlare di corrente, come è in realtà più corretto fare, perché nel caso di China Miéville l’interpretazione del New Weird coincide con un fantasy ricco di elementi bizzarri che lo discostano dai brutti cloni di Tolkien, ma politicamente impegnata, no-global e specchio del mondo del “dopo Seattle” (in particolare in Iron Council): una visione estremamente diversa da quella di VanderMeer la cui definizione di “genere New Weird” (che di per sé è MOLTO valida, innovativa e interessante) se applicata in realtà comprende solo le sue opere personali. La famosa lista di opere New Weird a fine antologia, nessuna delle quali (perlomeno nessuna di quelle che è stato possibile valutare) rispetta la definizione data, è un calderone assemblato con disgustosa e plateale malafede solo al fine di far pubblicità a VanderMeer (dando un background prestigioso al New Weird) e di conseguenza dargli “autorevolezza” come Scrittore all’avanguardia. Chi se lo sarebbe cagato di striscio se avesse rivelato che non c’era nessuna bibliografia di opere da indicare coerenti con la “precisa” definizione di New Weird da lui coniata a parte le sue? Nessuno.

Perché ha fatto tutto questo? Nella speranza di un dibattito flame pubblico che poi non c’è stato e di cui si è pure lamentato alcuni mesi fa: ha sparso menzogne, ha lavorato duro per scandalizzare chiunque avesse mezzo cervello nel cranio e una infarinatura minima di narrativa fantastica… e non ha ottenuto in cambio l’attenzione/pubblicità desiderata! Povero cocchino. In compenso le vendite dell’antologia sono andate bene, anche se il mondo ha ignorato le sue affermazioni come se fosse un povero scemo. ^_^

Dopo aver scoperto tutto ciò nella primavera scorsa, leggendo l’antologia The New Weird che avevo comprato su Amazon e trovandone poi conferma altrove, ho provato un tale ribrezzo nei confronti di VanderMeer da non riuscire più a sopportarlo, nonostante spesso dica cose condivisibili nel suo blog. Comunque, tolta la miseria umana di VanderMeer come individuo che ricorre alla menzogna e alla falsificazione (e se ne sbatte dell’incoerenza) per guadagnare qualche monetina, la sua definizione di New Weird rimane eccellente a patto di non “estenderla” all’idea che qualsiasi opera di qualsiasi sotto-genere, sia essa steampunk, science fantasy, tecnofantasy ecc… vada etichettata come New Weird se risulta molto fantasiosa: usare un “genere” come sinonimo di “fantasioso e ben fatto” è una colossale stronzata che nessun individuo dotato di un cervello potrebbe tollerare. Il New Weird è una cosa precisa e molto bella, punto, non un calderone pubblicitario in cui ficcare di tutto, altrimenti è meglio interpretarlo solo come corrente e non come genere (non tutte le opere della “corrente” New Weird ricadono nella definizione di “genere” New Weird data da Jeff VanderMeer).
 

Consiglio di lettura Steampunk: Boneshaker

Scritto da Il Duca Carraronan il 18 dic 2009 | Categorie: Libri, Steampunk

Come ho annunciato qui il 16 dicembre, ecco oggi l’articolo per pubblicizzare il libro Boneshaker di Cherie Priest. Mi ero accorto dell’uscita su gigapedia del file scaricabile già la mattina del 17 dicembre, ma ho preferito aspettare qualche ora prima di pubblicare questo articolo, già pronto da due giorni, per concedere l’onore della prima segnalazione all’adorata Gamberetta.

Ci dovrebbero essere quattro buoni motivi per consigliare Boneshaker:
1) è Steampunk in un Ottocento alternativo, con tecnologie più avanzate;
2) è Steampunk chiassoso, avventuroso e pieno di bizzarrie (o così lo spacciano);
3) l’autrice è una che AMA lo Steampunk e non una che spera solo di farci soldi;
4) quattro.

boneshaker
Copertina di Boneshaker: non è male.
 
Cherie_Priest
L’autrice in versione Steampunk
e qui con i capelli blu/viola (lol!)

In the early days of the Civil War, rumors of gold in the frozen Klondike brought hordes of newcomers to the Pacific Northwest. Anxious to compete, Russian prospectors commissioned inventor Leviticus Blue to create a great machine that could mine through Alaska’s ice. Thus was Dr. Blue’s Incredible Bone-Shaking Drill Engine born.

But on its first test run the Boneshaker went terribly awry, destroying several blocks of downtown Seattle and unearthing a subterranean vein of blight gas that turned anyone who breathed it into the living dead.

Now it is sixteen years later, and a wall has been built to enclose the devastated and toxic city. Just beyond it lives Blue’s widow, Briar Wilkes. Life is hard with a ruined reputation and a teenaged boy to support, but she and Ezekiel are managing. Until Ezekiel undertakes a secret crusade to rewrite history.

His quest will take him under the wall and into a city teeming with ravenous undead, air pirates, criminal overlords, and heavily armed refugees. And only Briar can bring him out alive.

I commenti che si trovano in giro sono molto positivi, inclusi quelli di personaggi affidabili come Cory Doctorow:

Cherie Priest’s zombie steampunk mad-science dungeon crawl family adventure novel Boneshaker is everything you’d want in such a volume and much more.
[...]
It’s full of buckle and has swash to spare, and the characters are likable and the prose is fun. This is a hoot from start to finish, pure mad adventure.
(Cory Doctorow su Boing Boing)

Il romanzo in pochissimo tempo è finito tra i migliori libri del 2009 di Publishers Weekly, quinto posto su cinque nella lista “Science Fiction/Fantasy/Horror”, fianco a fianco con un pezzo grosso come China Miéville.
E a quanto diceva l’autrice le vendite stanno andando molto bene.

Ancora prima di cominciare la lettura c’è una cosa che mi ha fatto apprezzare ancora di più l’autrice (a parte che veste Steampunk e si tinge i capelli di strani colori): è una che pare prendere lo Steampunk ottocentesco seriamente.
Una che scrive di bizzarrie e cose strambe non perché non sa nulla del passato (non che sia un genio, eh…), ma per usare il passato come piattaforma per il fantastico. Molto diversa dai tanti (aspiranti o editi) scrittori fantasy che parlano di generici medioevi di cartapesta perché non sanno nulla del medioevo reale (il fantasy come giustificazione dell’ignoranza e non come trampolino per l’immaginazione: che schifo!).
Leggete qui:

As some of you local buffs are aware, I’ve also ignored a couple of major turning points in Seattle’s development: the 1889 fire that destroyed most of the city and the 1897 Denny Hill regrade. Since both of these events took place well after the events of this book (which transpired in 1880), I had a fair bit of leeway when making up my version of Pioneer Square and its surrounding blocks.

For reference’s sake, I used a Sanborn survey map from 1884 to make sure that I loosely, generally followed the likely lay of the land, but heaven knows I went off the rails a bit here and there.

Ergo.

Assuming a much earlier, much bigger population base, it is not altogether outside the realm of reason that some of Seattle’s landmark buildings might’ve been under way in the 1860s, before the wall went up.

That’s my logic and I’m sticking to it.

So there’s no need to send me helpful e-mails explaining that King Street Station wasn’t started until 1904, that the Smith Tower wasn’t begun until 1909, or that Commercial Street is really First Avenue. I know the facts, and every digression from them was deliberate.

Il problema però è che, pur informandosi (quanti autori di fantasy italiano hanno la mentalità per informarsi anche solo sulla mappa storica di una città?), decide di fare poi un po’ troppo come le pare dal punto di vista della credibilità/realismo a quanto capisco leggendo subito dopo questo:

At any rate, thank you for reading, and thank you for suspending your disbelief for a few hundred pages. I realize that the story is a bit of a twisted stretch, but honestly—isn’t that what steampunk is for?

Ok, lo Steampunk sono ANCHE le puttanate, ma se c’è una solida base tecnologica “credibile” è molto meglio, come per tutta la fantascienza o lo science-fantasy (a cui lo steampunk un po’ appartiene) che si rispetti. Puttanate, ma non SOLO puttanate. Speriamo bene e incrociamo le dita…

Potete trovare Boneshaker su gigapedia.

E ora qualche elemento che mi ha fatto subito pensare al videogioco Damnation.
Entrambi sono ambientati in una America in cui la Guerra Civile si è trascinata molto più a lungo che nel nostro mondo. In Damnation ci sono le PSI, industrie d’armi che si sono arricchite vendendo a entrambi gli schieramenti, guidate un pazzo che vuole dominare la “nuova America”… è una cosa così ritardata che sembra pari-pari presa da G.I. Joe: il parallelo con M.A.R.S. e COBRA mi sembra calzante.
Spero che in Boneshaker simili stronzate ci vengano risparmiate. ^_^”
In Boneshaker la piaga degli zombie è dovuta a a un gas rilasciato nell’ambiente. In Damnation gli zombie sono soldati e operai delle PSI, imbottiti di un siero schiavizzante che un po’ per volta li riduce a zombie affamati di carne umana. E, se ricordo bene, in una parte del gioco dicono che il siero viene rilasciato nell’acqua per zombificare la popolazione. Zombificazione tramite avvelenamento in entrambi in casi.
Entrambi sono Weird West, termine sotto cui si colloca anche lo Steampunk (con o senza Horror) nel selvaggio west, come nel gioco di ruolo Deadlands o nel film Wild Wild West.
Entrambi contengono dirigibili e pirati dell’aria (il gruppo di eroi/terroristi anti-PSI di Damnation con la nave volante ha molto dei “corsari dell’aria”).

I vecchi e i malati trascorrono i loro ultimi giorni nelle fabbriche di carne in scatola. Le persone sono importanti per le PSI: niente e nessuno viene sprecato.
(dai megafoni della propaganda PSI nel gioco, LOL!)

Tornando al titolo di Boneshaker: ora lo troverete meno figo. ^__^

 

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